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Blake’s Cradle Song

 “Sono gli uomini stessi che hanno mercificato la propria esistenza, pervertito le relazioni interpersonali in cambio di cose”. W. Blake

Poeta e artista visionario pittore e incisore, precursore del Romanticismo William Blake inventò l’immagine monotipo con colori a base di acqua per le sue stampe, pubblicandosi da solo i suoi libri.
“Blake non è un uomo facile, è orgoglioso, polemico e contrario alle mode correnti, tanto nelle arti, quanto nelle idee filosofiche.Trascorre tutta la sua vita in povertà, i suoi rapporti sociali sono molto complicati e conflittuali; odia la moda del suo tempo, odia la guerra, ritenendo che le arti possano nascere solo in Stati Pacifici, odia quindi chi la combatte (si ricordi le parole urlate ad un soldato: “Dannazione al Re, e dannazione a tutti i soldati, essi sono tutti schiavi”). Blake si è sempre dimostrato contro l’accademia, contro l’educazione che opprime l’immaginazione rifiutando l’educazione “elegante” che produce artificiosità.” (tratto da qui)

In opposizione ai sacri codici che identificano il male con il corpo e il bene con l’anima Blake afferma che il Male è energia fisica, desiderio al di là di ogni morale, così supera la dicotomia anima-corpo: L’Uomo non possiede un Corpo distinto dall’Anima. L’Energia è la sola vita e procede dal Corpo; e la Ragione è il confine o Circonferenza esterna dell’Energia. L’Energia è Delizia Eterna.

William Blake, Pietà,1895

A CRADLE SONG

“A Cradle song” è una delle diciannove poesie della sua raccolta Songs of Innocence (1789).
I “Canti dell’Innocenza” parlano dell’infanzia quale simbolo dell’innocenza, uno stato d’essere umano connesso con la felicità, l’immaginazione e la libertà. Scritte in un linguaggio semplice e musicale anche se non sono accompagnate dalla melodia, le poesie sicuramente sono state concepite come canti.

Molti artisti contemporanei hanno messo in musica i versi poetici, qui riportati in ordine sparso (e omettendo la versione classica di Benjamin Britten).

ASCOLTA The Alan Tyler Show 2015 voce di Emma Tricca, Musica composta e arrangiata dal chitarrista Alan Tyler

ASCOLTA Allen Ginsberg, in Holy Soul Jelly Roll, 1994 musica di Allen Ginsberg · Arthur Russell · Peter Hornbeck · Jon Meyer

ASCOLTA Sting bonus track in versione limitata in If on a Winter’s Night, 2009 (strofe da I a II; e da V A IX) musica di Vaughan Williams,

Ascolta Blake in “Heathen & Heaven” (2015) il gruppo francese nasco con l’intento di mettere in musica le poesie di William Blake; nati nel 2008 sono Gaël (voce, ghitarra), Clément (contrabbasso), Virginie (voce), Gaétan (violino)
ASCOLTA Pierre-Gilles Bovy in The Echoing Green ancora un francese in attività con il suo gruppo électro-rock dal 2011

La Barbe Bleue − Cradle Song (al momento non ho trovato il testo e nemmeno informazioni sugli esecutori)


I
Sweet dreams, form a shade
O’er my lovely infant’s head
Sweet dreams of pleasant streams
By happy, silent, moony beams
II
Sweet Sleep, with soft down
Weave thy brows an infant crown
Sweet Sleep, Angel mild
Hover o’er my happy child
III
Sweet smiles in the night,
Hover over my delight.
Sweet smiles Mothers smiles,
All the livelong night beguiles.
IV
Sweet moans, dovelike sighs,
Chase not slumber from thy eyes,
Sweet moans, sweeter smiles,
All the dovelike moans beguiles.
V
Sleep, sleep, happy child
All creation slept and smil’d
Sleep, sleep, happy sleep
While o’er thee thy mother weep
VI
Sweet babe, in thy face
Holy image I can trace
Sweet babe once like thee
Maker lay and wept for me
VIII
Wept for me, for thee, for all
When He was an infant small
Thou His image ever see
Heavenly face that smiles on thee
IX
Smiles on thee, on me, on all
Who became an infant small
Infant smiles are His own smiles;
Heaven and earth to peace beguiles
Traduzione italiano *
I
Dall’oscurità, sogni beati
sul mio bimbo addormentato.
Dolci sogni, sgorgano lieti
da raggi di luna silenti.
II
Dolce sonno, di soffice piuma
incorona il bimbo nella culla.
Dolce sonno, Angelo mite,
proteggi il mio bimbo felice.
III
Nella notte, dolci sorrisi,
schiudetegli il paradiso.
Sorrisi dolci, materni sorrisi,
tutta la notte sempre sorrisi.
IV
Gemiti dolci, sospiri leggeri
non cacciate il sonno dai suoi pensieri.
Gemiti dolci, sorrisi beati
come dolci colombe alate.
V
Dormi, dormi bimbo felice
tutto il creato dorme e sorride
Dormi, dormi, dormi felice
mentre su di te tua madre piange
VI
Dolce bimbo, sul tuo volto
un santo viso ho colto.
Un bimbo dolce come te
il tuo Creatore, pianse per me
VIII
Per me, per te, per tutti pianse,
quand’era bimbo ancora in fasce.
Sempre vedrai il suo volto,
celeste sorriso a te rivolto
IX
A te, a me, a tutti sorride.
Colui che bimbo un dì si fece.
Di ogni bimbo il sorriso é la sua luce,
cieli e terra alla pace riconduce.

NOTE
* traduzione rielaborata da qui

FONTI
http://elenanigro.blogspot.it/2008/05/william-blake.html
https://wsimag.com/it/arte/18924-immagini-mono-a-tipiche

IL GIORNO DI SANTO STEFANO

“Santo Stefano” Luis de Morales, 1575

La figura di Santo Stefano è  venerata sia nel Nord che nell’Est d’Europa dalla Chiesa Cattolica e Ortodossa: si suppone che Stefano provenisse dall’Anatolia ellenica, uno degli ebrei della diaspora benestanti e letterati, di lingua greca, stanziati in città cosmopolite e certamente più colti rispetto ai primi seguaci di Gesù (per lo più i contadini e i diseredati della Galilea).

Gli ellenisti furono coloro che trasformarono la setta ebraica dei seguaci di Gesù in qualcosa di nuovo rispetto al giudaismo e iniziarono a chiamarsi cristiani.
Della vita di Santo Stefano si conosce molto poco, lo troviamo a Gerusalemme come seguace di Cristo e grande predicatore, lapidato nel 36 d.C. per la sua testimonianza di fede, il primo martire della storia cristiana e perciò annoverato tra i Comites Christi, i compagni di Gesù di cui si ricordano la vita a cominciare dal giorno dopo del Natale di Cristo.
L’invenzione della sua sepoltura (cioè il ritrovamento della sua tomba) cade al 3 agosto del 415 e per la Chiesa ortodossa il 3 agosto è ancora la sua festa.

Lapidazione di Saqnto Stefano, Paolo Uccello

Stefano secondo la leggenda medievale diffusa da  Giovanni di Hildesheim  a volte è uno stalliere, a volte un servitore alla mensa di Erode, altre volte un cacciatore. Stefano fu il primo a vedere la stella di Betlemme e lasciò la corte di Erode per seguire Gesù. Un’antica ballata doveva circolare per l’Europa medievale sulla suggestione della leggenda, le cui tracce si conservano nei paesi del Nord. continua

LA TRADIZIONE IN ITALIA

In Italia è festa nazionale solo dal secondo dopoguerra, è il giorno dedicato alla famiglia e al relax con giochi da tavolo e d’intrattenimento per tutti, anche le massaie che si sono dedicate per giorni al pranzo di Natale oggi mettono in tavola gli avanzi.
Un proverbio francese recita “A Santo Stefano le giornate si allungano di uno spillo” e se la giornata è soleggiata sono frequenti le passeggiate in città o le scampagnate.

LA TRADIZIONE IN GRAN BRETAGNA

Il Boxing Day, è una festività natalizia che cade il 26 dicembre, il corrispettivo anglosassone del nostro Santo Stefano: letteralmente “giorno della scatola” (ovvero il giorno delle offerte), è una ricorrenza che risale al Medio Evo, anche se alcuni studiosi ne rintracciano le origini nell’epoca tardoromana.
L’etimologia in realtà non è chiarissima, ma l’idea di fondo della festività, ufficialmente istituita nel Regno Unito nel 1871, è quella di donare qualcosa ai bisognosi o ai propri dipendenti in occasione del Natale, una sorta di bonus: nel pacco natalizio potevano esserci regali e avanzi di cibo e ai lavoratori veniva concesso il giorno libero per stare con la propria famiglia.
La consuetudine si diffuse sistematicamente però solo ai tempi della regina Vittoria e del sentimentalismo di stampo dickensiano. continua

LA TRADIZIONE IN IRLANDA

In Irlanda il giorno di S. Stefano, conosciuto anche con il nome gaelico La An Droilin, il giorno dello scricciolo (wren’s day), i giovani del villaggio con i visi sporchi di fuliggine e armati di bastoni, andavano nei boschi alle prime luci dell’alba per cercare tra i cespugli la tana dello scricciolo: il primo di loro che riusciva a colpirlo diventava il re per un giorno. Il corpicino dello scricciolo legato ad un ramo di agrifoglio veniva portato in processione di casa in casa e cantando una filastrocca i ragazzi dello scricciolo ricevevano piccoli doni lasciando in cambio una piuma strappata dal petto del piccolo uccellino. continua

LA TRADIZIONE IN SCANDINAVIA

Nella tradizione scandinava la canzone su Santo Stefano è tipica dei canti per Santa Lucia, e rispecchia maggiormente la tradizione pre-cristiana dei festeggiamenti di Yule. Un tempo era una canzone di questua di fattoria in fattoria cantata dai ragazzi nei giorni prima di Natale per raccogliere dei piccoli doni.
Le versioni della canzone sono innumerevoli tra Svezia, Norvegia e Danimarca con testi più o meno lunghi come una ballata, ma tutti riferiti all’avvistamento della Stella di Betlemme.  continua

Saint Stephen

Magpie Lane in Wassail, 1995


I
Saint Stephen was a holy man
Endued with heavenly might,
And many wonders he did work
Before the people’s sight;
And by the blessed Spirit of God,
Which did his heart inflame,
He spared not, in every place,
To preach God’s holy name.
Chorus 
O man, do never faint nor fear,
When God the truth shall try;
But mark how Stephen, for Christ’s sake,
Was willing for to die.
II
Before the elders he was brought,
His answers for to make,
But they could not the spirit withstand
Whereby this man did speak.
While this was told, the multitude
Beholding him aright,
His comely face began to shine
Most like some angel bright.
III
Then Stephen did put forth his voice,
And he did first unfold
The wond’rous works which God had wrought
Even for their fathers old;
That they thereby might plainly know
Christ Jesus should here be
That from the burden of the law
Should quit us frank and free.
IV
But, oh! quoth he, you wicked men,
Which of the prophets all
Did not your fathers persecute,
And keep in woeful thrall?
But when I heard him so to say,
Upon him they all ran,
And there without the city gates
They stoned this holy man.
V
There he most meekly on his knees
To God did pray at large
Desiring that He would not lay
This sin unto their charge;
Then yielding up his soul to God,
Who had it dearly bought,
He lost his life, and his body then
To the grave was seemly brought.
Traduzione italiano di Cattia Salto*
I
Santo Stefano era un uomo santo
dotato di potenza celeste
e molti miracoli operò
davanti agli occhi della gente;
e benedetto dallo Spirito Santo
che fece infiammare il suo cuore,
non si risparmiò, in ogni luogo,
per predicare il santo nome di Dio.
Coro
O uomo, non essere mai debole o pauroso, quando Dio metterà alla prova la fede, ma fai come Stefano, che per amore di Dio fu pronto a morire
II
Davanti agli anziani fu portato,
a dare le sue risposte (1),
ma non poterono resistere allo spirito
che attraverso quest’uomo parlava.
Mentre quest’uomo parlava, la moltitudine guardandolo bene,
il suo bel viso iniziò a risplendere
quasi come un angelo radioso.
III
Allora Stefano disse a gran voce (2)
e lo disse per primo
le meravigliose opere che Dio aveva
compiuto
anche per i patriarchi;
che essi dovrebbero chiaramente sapere, Gesù Cristo sarà qui
che dall’onere della legge
dovremo affrancarci e liberarci.
IV
“Ma, oh, – disse -voi uomini malvagi
Quale dei profeti i vostri padri non hanno perseguitato,
e tenuto in schiavitù?”
Ma quando lo sentii dire ciò
su di lui accorsero tutti,
e là fuori dalle porte della città
lapidarono questo sant’uomo
V
Lì si inginocchiò docilmente
a Dio pregò liberamente
desiderando che Egli non ponesse
questo peccato su di loro;
quindi abbandonando la sua anima a Dio, perse la sua vita e il suo corpo allora, alla tomba fu proprio portato

NOTE
* prima stesura, da rivedere
1) L’accusa è di quelle gravi: «Bestemmia contro Dio e contro Mosè».
2) la sua autodifesa è riportata negli Atti degli Apostoli, un lungo discorso in cui Stefano ripercorre le sacre scritture dichiarando che Dio aveva preannunciato l’avvento di Cristo attraverso i profeti e i patriarchi

 

FONTI
http://www.dailyslow.it/santo-stefano/
https://afolksongaweek.wordpress.com/2013/12/16/week-121-saint-stephen-rejoice-and-be-merry/
https://mainlynorfolk.info/peter.bellamy/songs/saintstephen.html
https://www.hymnsandcarolsofchristmas.com/Hymns_and_Carols/saint_stephen_was_an_holy_man.htm
https://www.hymnsandcarolsofchristmas.com/Hymns_and_Carols/saint_stephen_was_a_holy_man.htm

SANTO STEFANO IN SCANDINAVIA

stefan2_jpgTra i canti per Santa Lucia (vedi) in Scandinavia quelli su Santo Stefano rispecchiano maggiormente la tradizione pre-cristiana dei festeggiamenti di Yule (Vedi).
In questi Stefano Stefano secondo la leggenda medievale diffusa da  Giovanni di Hildesheim  a volte è uno stalliere, a volte un servitore alla mensa di Erode, altre volte un cacciatore. Stefano fu il primo a vedere la stella di Betlemme e lasciò la corte di Erode per seguire Gesù. Una antica ballata doveva circolare per l’Europa medievale sulla suggestione della leggenda le cui tracce si conservano nei paesi del Nord.

Un tempo Staffan Stalledräng era una canzone di questua di fattoria in fattoria cantata dai ragazzi (i ragazzi della Stella, Stjärngosse) nei giorni prima di Natale per raccogliere dei piccoli doni.
“In Svezia in origine lo stjärngosse era legato al tredicesimo giorno, che era il giorno in cui i tre saggi veneravano Gesù portando oro, incenso e mirra. Nel corso del 1800 però gli elementi dello stjärngosse furono traslati in una processione che aveva luogo il giorno di santo Stefano, il 26 dicembre. Alcune fonti indicano delle canzoni che venivano tradizionalmente cantate durante la processione di santo Stefano . Queste canzoni seguono la leggenda raccontata da Giovanni di Hildesheim nel 1370, per cui Stefano, che era lo stalliere del re Erode, vide per primo la stella di Betlemme (cui è legata appunto la tradizione dello stjärngosse) e chiamò il re Erode dicendogli che era nato un nuovo re.
Le tradizioni associate con la processione della stella e lo stjärngosse divennero confuse, probabilmente anche a causa della regolamentazione per le feste natalizie. Secondo la legge medioevale che venne chiamata julfriden il periodo di festività natalizie durava dal giorno di san Tommaso, il 21 dicembre, fino al ventesimo giorno dopo Natale. Ciò fu in vigore fino al 1770, esattamente come lo stjärngosse, che apriva la parte pubblica delle celebrazioni natalizie con una cavalcata da un villaggio al villaggio vicino per abbeverare i cavalli e gioire della festa. Similmente, il 7 gennaio giorno di san Knut Lavards era quello che chiudeva il periodo di festa. Il detto del giorno è Knut jagar julen ut ovvero “Knut caccia via il Natale” (esattamente come il nostro detto “L’Epifania tutte le feste si porta via”).” 
(tratto da qui)

Il costume del ragazzo-stella è piuttosto buffo, un lungo camicione bianco completato da un copricapo a cono (decorate con stelline)  e bacchetta con la stella in punta. Sono i valletti di Santa Lucia che indossa lo stesso camicione da notte bianco cinto da una fascia di raso rossa e con in capo la coroncina di candele. continua

Le versioni della canzone sono innumerevoli tra Svezia, Norvegia e Danimarca con testi più o meno lunghi come una ballata, ma tutti riferiti all’avvistamento della Stella di Betlemme. 

Folk & Rackare

VERSIONE SVEDESE: Staffan Stalledräng (SMB 39)


Staffan var en stalledräng
Stalledräng, stalledräng
Han vattnar sina fålar fem
Allt för den ljusa stjärnan –
Ingen dager synes än,
synes än Men
stjärnorna på himmelen de blänka
Hastigt lägges sadeln på
Innan solen månd’ uppgå, månd’uppgå
Bästa fålen apelgrå
Den rider Staffan själv uppå, själv uppå
Ingen dagen synes än, synes än Men
stjärnorna på himmelen de blänka
TRADUZIONE ITALIANO (da qui)
Stefano era un garzone di stalla
Uno stalliere, stalliere
Dà da bere ai cinque suoi puledri
Tutto per la stella lucente (1) –
Non si vede ancora l’alba,
non si vede ancora
Ma le stelle nel cielo brillano
In fretta si mette in sella (2)
Prima che il sole sorga,
il sole sorga
Il miglior puledro pezzato
Lo cavalca Stefano, lo cavalca –
Non si vede ancora l’alba, non si vede ancora, Ma le stelle nel cielo brillano

NOTE
1) la stella di Betlemme che annuncia la nascita di Gesù
2) Stefano cavalca tutta la notte

TRADUZIONE INGLESE
I
Staffan was a stableman
We thank him now so well
He waters his ponies five,
all for the bright star
No daylight was seen yet,
stars on the sky they shine
II
Saint Stephen was riding his horses to water
Watch with us Christmas night!
When he saw a star in the eastern land
Watch with us all mankind!
The star shone above the town of Bethlehem
Watch with us Christmas night!
But brightest above the house where the child lay
Watch with us all mankind!”

continua

FONTI
http://www.jullovet.se/julsanger-lyrics/luciasanger/staffansvisan/
http://www.resurspoolen.se/2014/12/fran-jul-till-trettonhelgen/

COME LANDLORD FILL THE FLOWING BOWL

“Landlord, fill the flowing bowl” anche conosciuta con il titolo di “The Jolly Fellow” o “Three Jolly Coachmen” è una canzone gogliardica già cantata all’epoca di Shakespeare, è annotata parzialmente da John Fletcher nel suo “The Bloody other, or Robert, Duke of Normandy” del 1610.
Compare in diverse broadside ballads del 1800 ed è diventata la canzone conosciuta da tutti gli studenti inglesi. La versione riportata è quella “pulita” rispetto alle versioni in circolazione con strofe ben più volgari.
In Scozia è conosciuta come “For tonight we’ll merry merry be” classificata come melodia per Country Dance (in “Collection of Merry Melodies” vol 3 James S Kerr, 1870). Su Contemplator.com il brano è intitolato “Farewell to Grog“. Ed è così riportato: “Caspar Schenk, USN composed the tune and it was accordingly sung the night of August 31, 1862 in the wardroom of the U.S.S. Portsmouth.”

Three Jolly Coachmen

ASCOLTA The Kingston Trio 1958 (invertono le strofe III e II)


I
One, two, and three jolly coachmen sat at an English tavern.
Three jolly coachmen sat at an English(1) tavern,
And they deci-ided, and they deci-ided, and they deci-ided
To have another flagon.
CHORUS
Landlord(2), fill the flowing bowl
until it doth run over. (Repeat)

For tonight we merr-I be, (Repeat twice)
Tomorrow we’ll be sober. (What!)
II
Here’s to the man drinks water pure(3) and goes to bed quite sober.
He falls as the leaves do fall,
He’ll die before October! (Ho Ho Ho!)
III
Here’s to the man who drinks dark ale(4) and goes to bed quite mellow!
He lives as he ought to live
For he’s a jolly good fellow (Ha Ha Ha)
IV
Here’s to the maid who steals a kiss and runs to tell her mother.
She’s a foolish, foolish thing.
For she’ll not get another. (Pity!)
V
Here’s to the maid who steals a kiss and stays to steal another.
She’s a boon to all man kind.
For soon she’ll be a mother!
traduzione italiano di Cattia Salto
I
Uno due e tre allegri  vetturini seduti in una taverna inglese
tre allegri  vetturini seduti in una taverna inglese(1).
E decisero, essi decisero, decisero,
essi decisero
di prendere un’altra caraffa
CORO
“Oste (2) riempi la boccia
fino a farla traboccare!

Perchè stasera staremo allegri
e domani saremo sobri!
II
Ecco l’uomo che beve acqua pura (3)
e va a letto decisamente sobrio.
Cade come fanno le foglie caduche e morirà prima di ottobre.
III
Ecco l’uomo che beve birra scura (4)
e va a letto bello pieno!
Vive come si deve vivere
perchè lui è un bravo ragazzo!
IV
Ecco la fanciulla che ruba un bacio
e corre a dirlo alla madre!
Si comporta da sciocca
e non otterrà altro!
V
Ecco la fanciulla che ruba un bacio
e resta a prenderne un altro.
E’ una manna per il genere umano.
Perchè presto sarà madre!

NOTE
1) in alcune versioni è Bristol
2) Landlord si traduce sia come “taverniere, oste” che come “padrone di casa”
3) in altre versioni dice “The man that drinketh small beer” che è una frase più logica con il resto del verso: chi beve una birra leggera è più sobrio di chi beve birra scura ad alta gradazione alcolica.
4) in altre versioni anche “whiskey clear

Le varianti sono infinite (si veda ad esempio qui)anche in chiave natalizia come wassail song!

ASCOLTA in versione rock

ASCOLTA Madrigals

da qui  (vedi)
I
(Come) Landlord, fill the flowing bowl,
Until it doth flow over;
(Come) Landlord, fill the flowing bowl,
Until it doth flow over.
II (chorus)
For tonight we’ll merry, merry be
For tonight we’ll merry, merry be,
For tonight we’ll merry, merry be,
Tomorrow we’ll be sober.
III
The man who drinketh little beer,
And goes to bed quite sober,
Fades as the autumn leaves do fade,
That drop off in October.
IV
The man who drinketh lots of beer,
And goes to bed quite mellow,
Liveth as a drinker ought to live,
And dies a jolly good fellow
And dies a jolly good fellow.
And so say all of us!
V
For tonight we’ll merry, merry be,
For tonight we’ll merry, merry be,
For tonight we’ll merry, merry be,
Tomorrow we’ll be sober.
VI
Remember: He who drinks just what he likes,
And gets himself hung over
Will live until he die perhaps,
And then lie down in clover.
VII
For tonight we’ll *hick* shh!
For tonight we’ll *hick* shh!
For tonight we’ll *hick* ssshh!
Tomorrow we’ll be sober.
At least that’s what we’re hoping!
VIII
And so we wish you lots of cheer
And lots of merry meetings.
And now that Christmas time is here
We send you all our greetings.
IX
For tonight we’ll *whistling*
For tonight we’ll *whistling*
For tonight we’ll *whistling*
Tomorrow we’ll be very very sober,
very very sober!
traduzione italiano di Cattia Salto
I
(Vieni) Oste riempi la boccia
fino a farla traboccare!
(Vieni) Oste riempi la boccia
fino a farla traboccare!
II
Perchè stasera staremo allegri
perchè stasera staremo allegri
perchè stasera staremo allegri
e domani saremo sobri!
III
L’uomo che beve poca birra
va a letto decisamente sobrio.
Muore come fanno le foglie d’autunno che cadono in ottobre.
IV
L’uomo che beve tanta birra
e va a letto bello pieno!
Vive come un bevitore deve vivere
e muore da allegro bravo ragazzo
e muore da allegro bravo ragazzo
e così diciamo per noi!
V
Perchè stasera staremo allegri
perchè stasera staremo allegri
perchè stasera staremo allegri
e domani saremo sobri!
VI
Ricorda colui che beve solo ciò che gli piace
e si sbronza fino a scoppiare
forse vivrà fino a morire
e poi si riposerà sul trifoglio (1)
VII
Perchè stasera staremo (singhiozzo)
perchè stasera staremo (singhiozzo)
perchè stasera staremo (singhiozzo)
e domani saremo sobri!
Perlomeno è quello che speriamo!
VIII
E così vi facciamo tanti auguri
un sacco di felici incontri
e ora che Natale è arrivato
vi mandiamo in nostri auguri
IX
Perchè stasera staremo (fischiettare)
perchè stasera staremo (fischiettare)
perchè stasera staremo (fischiettare)
e domani saremo molto, molto sobri
molto, molto sobri!

NOTE
1) credo voglia alludere ai “verdi pascoli” del Paradiso

FONTI
http://mysongbook.de/msb/songs/c/comeland.html
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=66904
http://songschool.villagequire.org.uk/songs/
come_landlord_fill_the_flowing_bowl.pdf

http://ballads.bodleian.ox.ac.uk/search/title/Landlord%20fill%20a%20flowing%20bowl
http://www.contemplator.com/sea/grog.html

Salutation Carol

The Salutation Carol risale al 1460-80 e riprende la narrazione evangelica dell’annunciazione dell’angelo Gabriele a Maria: secono Luca un angelo entra in casa di Maria e le rivela che concepirà il Figlio di Dio “senza conoscere uomo”, sarà lo Spirito Santo a scendere su di lei e a incarnare nel suo grembo il figlio divino.

Di concepimenti tra dei e umani è piena la storia mitologica dei popoli e gli Ebrei-Cristiani non sono da meno.


Nowell, Nowell, Nowell this is the salutation of the Angel Gabriel
I
Tidings true there be come new,
Sent from the Trinity
By Gabriel to Nazareth,
City of Galilee.
A clean maiden, a pure virgin,
By her humility
Shall now conceive the Person
Second in Deity.
II
When that he presented was
Before her fair visage,
In most demure and goodly wise
He did to her homage;
And said, “Lady, from heaven so high.
That Lordes heritage,
For he of thee now born will be,
I’m sent on his message.”
III
“Hail, Virgin celestial,
The meek’st that ever was!
Hail, temple of the Deity!
Hail, mirror of all grace!
Hail, Virgin pure! I thee ensure,
Within a little space
Thou shalt conceive, and him receive
That shall bring great solace.”
IV
Then bespake the Maid again
And answered womanly,
“Whate’er my Lord commandeth me
I will obey truly”
With “Ecce sum humillima
Ancilla Domini;
Secundum verbum tuum,
-She said,- Fiat mihi”
Traduzione italiano di Cattia Salto
Annunciazione, Annunciazione, Annunciazione, questo è il Saluto dell’angelo Gabriele
I
Una veritiera notizia è arrivata oggi
mandata dalla Trinità (1)
per mezzo di Gabriele a Nazaret,
una città della Galilea.
Una fanciulla casta, una vergine pura
per la sua umiltà concepirà la Seconda Persona in Dio (2)
II

Quando si presentò
innanzi al suo bel viso
dal contegno più casto e saggio
fece a lei il suo omaggio
e disse “Signora, dall’alto dei Cieli
la Potenza dell’Altissimo (3)
verrà su di te , e allora sarà nato
vi mando il suo messaggio”
III
“Salve, Cergine celeste
la più bella che ci sia
Salve, tempio di Dio
Salve specchio della Grazia
Salve Vergine pura!Io ti assicuro,
tra poco tu concepirai, e lui riceverai, colui che porterà un grande conforto”
IV
Allora parlò la fanciulla di nuovo
e rispose in modo muliebre
“Ciò che il mio Signore mi comanda
io obbedirò”
con “Ecco sono l’umile
ancella del Signore
secondo la tua parola
-disse- mi avvenga (3)”

NOTE
1) la Trinità afferma che Dio è uno solo, unica “sostanza”, ma comune a tre “persone” distinte ma della stessa sostanza, Dio
2) cioè il Figlio: Cristo era l’incarnazione della seconda persona eterna della Trinità, che era vero Dio e vero uomo contemporaneamente. Tutte le convinzioni divergenti furono definite come eresie.
3) lo Spirito Santo è indicato come la Potenza divina, lo Spirito di Dio (soffio vitale) nel mondo. Viene espresso per simboli: l’acqua del battesimo (la nuova vita), le lingue di fuoco delle Pentecoste (l’energia della trasformazione),  il vento (il soffio già citato che sottende alla creazione), nubi e luce sono le descrizioni bibliche per eccellenza in particolare riguardanti l’arca dell’Alleanza; la colomba che discese sul capo di Gesù durante il suo battesimo.
3) “Avvenga per me secondo la tua parola” Maria deve dare il suo consenso al concepimento perchè esso si compia

FONTI
http://crab.rutgers.edu/~pbutler/music/Glencairn/Salutation%20Carol.pdf
https://www.hymnsandcarolsofchristmas.com/Hymns_and_Carols/salutation_carol.htm
https://www.hymnsandcarolsofchristmas.com/Hymns_and_Carols/nowel_this_is_the_salutation.htm

http://bronxvillewomensclub.org/yahoo_site_admin/
assets/docs/12-30_Xmas.34675708.pdf

BRING US IN GOOD ALE

Bring Us in Good Ale è un wassail song di origine medievale.
Trascrizioni del brano risalgono al 1460 (fonte Bodleian Library di Oxford), il canto era nel repertorio medievale dei menestrelli girovaghi che intrattenevano il pubblico dei villaggi durante le feste e i matrimoni, ed è stato incluso in una raccolta di canti e carols di Natale al tempo di re Enrico VI stampato nel 1847dalla Percy Society di Londra “Songs and Carols”  a cura di Thomas Wright.

E’ un’evidente parodia di The Salutation Carol (carol dell’Annunciazione) i menestrelli infatti  iniziavano in tono serio con “Nowell, Nowell, Nowell this is the salutation of the Angel Gabriel” (eventualmente con qualche strofa del carol) e poi proseguivano con l’invocazione “Portaci della buona birra per l’amore della Madonna Santissima, portaci della buona birra!“, una dimostrazione delle licenziosità che si prendevano i questuanti dopo aver bevuto troppa buona birra, ma anche del clima festoso e godereccio delle più antiche feste del Solstizio d’Inverno (Midwinter o Yule e i Saturnalia). I questuanti non vogliono carne, pane, uova o dolci, ma chiamano a gran voce della buona birra, indirettamente così facendo rendono grazie alla Madonna per l’abbondanza di cibo della stagione.

Ascoltiamo la versione medievale dei Night Watch con “The Salutation Carol” come incipit (continua)

Maddy Prior ha registrato diverse verioni del brano sia con Tim Hart  che con la Carnival Band

Green Matthews (Chris Green & Sophie Matthews) in A Medieval Christmas 2012 (vedi)Maddy Prior & Tim Hart in Summer Solstice 1996 e in Haydays 2003 con la sola voce di Maddy in una versione più lenta e con diversi versi saltati

Young Tradition in The Holly Bears the Crown 1995


Bring us in good ale (1),
and bring us in good ale;
For our Blessed Lady’s sake,
bring us in good ale.
I
Bring us in no brown bread,
for that is made of bran,
Nor bring us in no white bread,
for therein is no game(2);
Bring us in no roastbeef,
for there are many bones(3),
But bring us in good ale,
for that goes down at once
II
Bring us in no bacon,
for that is passing fat,
But bring us in good ale,
and give us enough of that;
Bring us in no mutton,
for that is often lean,
Nor bring us in no tripes,
for they be seldom clean
III
Bring us in no eggs,
for there are many shells,
But bring us in good ale,
and give us nothing else;
Bring us in no butter,
for therein are many hairs;
Nor bring us in no pig’s flesh,
for that will make us boars
IV
Bring us in no puddings,
for therein is all God’s good;
Nor bring us in no venison,
for that is not for our blood(4);
Bring us in no capon’s flesh,
for that is often dear(5);
Nor bring us in no duck’s flesh,
for they slobber in the mere
Traduzione italiano di Cattia Salto
Portaci della buona birra,
portaci della buona birra
per l’amore della Madonna Santissima, portaci della buona birra!
I
Non portarci del pane nero
perché è fatto di crusca,
non portarci del pane bianco
perché non è dei nostri.
Non portarci del manzo
perché ci sono troppe ossa,
ma portaci della buona birra,
che vada giù d’un fiato.
II
Non portarci della pancetta,
perché contiene molto grasso,
ma portaci della buona birra
e daccene abbastanza.
Non portarci del montone,
perché è spesso magro,
non portarci la trippa
perché raramente è pulita bene.
III
Non portarci uova
perché ci sono troppi gusci,
ma portaci della buona birra
e non darci altro.
Non portarci il burro
perché ci sono troppi peli,
non portarci carne di maiale
per quello che ci rendono i cinghiali.
IV
Non portarci dolci,
perché sono un bene di Dio,
non ci portare del cervo,
perché non è per la gente comune. Non portarci carne di cappone
per quello che ci è più caro,
non portarci carne di anatra
perché sguazza nel fango

NOTE
1) Nelle Isole Britanniche  si producevano birre non luppolate dette ALE; erano infatti le birre provenienti dal “continente” a contenere luppolo e quindi distinte con una parola diversa BEER! continua
2) trovato scritto anche come gain o grain, nella versione manoscritta invece come game: oltre a gioco, partita in senso colloquiale il termine si usa per dire “essere dei nostri” qui da intendersi come cibo che non si trova alla mensa della gente comune.
3) la carne di manzo non era consumata abitualmente nel Medioevo perché i bovini erano utilizzati nel lavoro dei campi e non allevati per la carne, quindi l’animale era ucciso e macellato solo una volta diventato molto vecchio e ossuto con la carne dura
4) our blood: letteralmente “nostro sangue”, la caccia al cervo era riservata al re e quindi la carne di cervo era mangiata solo dalla gente di sangue nobile.
5) il cappone è un gallo castrato per renderlo più grasso e più tenero

FONTI
https://www.hymnsandcarolsofchristmas.com/Hymns_and_Carols/bring_us_in_good_ale.htm
https://www.traditioninaction.org/Cultural/Music_P_files/P036_Ale.htm
https://mainlynorfolk.info/louis.killen/songs/goodale.html

Christmas Caroling

Nel 1999 su testo di George Millar  e melodia tradizionale gli Irish Rovers registrarono “Christmas Caroling” per il loro album “Songs of Christmas”. Il testo riprende gli antichi canti di questua del wassailing mescolando le strofe con gli inni di natale di stampo ottocentesco. La melodia è la stessa della “Pace Egging song” (la questua delle uova) che ritualmente era praticata in Primavera (continua).
Le wassail songs sono canti di questua dalla remota origine, di natura non religiosa, che risalgono sia al solstizio d’inverno che ai riti di primavera . Gruppi di giovani questuanti cantavano e suonavano per le strade dietro il compenso di libagioni o di denaro  per augurare una buona festa di Natale e un felice Anno Nuovo.


CHORUS
We’re 1-2-3 jolly lads all in one mind (1)
We have come Christmas caroling and we hope you’ll prove kind
And we hope you prove kind with your cakes and strong beer
And we’ll come no more nigh you until the next year
I
We’ll sing of the baby in Bethlehem barn
To Mary and Joseph on a cold Christmas morn
He was sent from above to be King of all kings
We rejoice in His memory and merely sing
II
We’ll sing of the bells that do joyfully ring
Of the peace and goodwill that the season does bring
And our friends and relations that we seldom do see
We’ll all meet together now in one company.
III
We’ll sing of Saint Nicolas soon he’ll be here
With toys for the children and lots of good cheer
And the feast of Saint Stephen with snow on the ground
I will wish we had Christmas the whole year around!
IV
Come ladies and gentlemen sit by the fire (2)
Put your hands in your pockets, and give us our desire
Put your hands in your pockets, and treat us all right
If you give not we’ll take not farewell and good night!
Traduzione italiano di Cattia Salto
Coro
Ci sono 1-2-3 allegri compagni con un solo intento,
di essere venuti per il caroling natalizio e speriamo che vi mostriate generosi,
speriamo che vi mostriate generosi,
con dolci e birra forte
e non ritorneremo più per un’altra visita fino all’anno prossimo
I
Canteremo del bimbo nella grotta di Betlemme
di Maria e Giuseppe in una fredda mattina di Natale
è stato mandato dai Cieli per essere il Re dei Re
ci rallegriamo in sua memoria e cantiamo con semplicità
II
Canteremo delle campane che  risuonano festose,
della pace e buona volontà che la stagione porta,
e i nostri amici e parenti che raramente vediamo
ci riuniremo insieme ora in un’unica compagnia
III
Canteremo di San Nicola che presto sarà qui
con giocattoli per i bambini e un mucchio di allegria
e della festa di Santo Stefano con la neve in terra
vorrei che fosse Natale per tutto l’anno!
IV
Venite signore e signori seduti accanto al fuoco
mettete le mani alle tasche e dateci quello che volete
mettete le mani alle tasche e trattateci bene
se non ci darete niente, niente prenderemo, addio e buona notte

NOTE
1) l’incipit è modellato sulle Pace Eggins Song, analoghi canti di questua per la Pasqua
Here’s one two three jolly lads all in one mind
We have come a pace egging and we hope you’ll prove kind
And we hope you’ll prove kind with your eggs and strong beer
And we’ll come no more nigh you until the next year
2) anche la strofa finale riprende pari pari la “Pace Egging song” già citata

CHRISTMAS IS A-COMING

Una filastrocca inglese per bambini diventata christmas carol dal titolo “Christmas is coming” è diventata spunto per tante altri canti di Natale. La canzoncina vuole ricordare ai bambini (e anche ai grandi) che il significato del Natale è nella condivisione e nella generosità: ognuno dona quello che può a chi ne ha più bisogno, e se non ha proprio niente, non resta che augurare… la benedizione di Dio!

CHRISTMAS IS A-COMING

Ma una canzoncina così allegra e piena di tradizioni non poteva rimanere isolata! Eccola in America rivestita con il frack e intitolata “Christmas is a-coming” (May God bless you) riscritta da Frank Luther (1899-1980) e resa popolare dall’interpretazione di Bing Crosby.


I
When I’m feeling blue, when I’m feeling low,
I start to think about the happiest man I know.
Now he doesn’t mind the snow, he doesn’t mind the rain,
But all December you will hear him at your window pane,
Singing again and again and again and again and again:
II
Christmas is a coming and the bells begin to ring,
The holly’s in the window and the birds begin to sing.
I don’t need to worry, and I don’t need to fret,
And the more you give at Christmastime the more you get.
God bless you, gentlemen, God bless you!
The more you give at Christmastime the more you get.
III
Christmas is a coming, the egg is in the nog.
Please give a friendly man a friendly little dog.
If you haven’t got a friendly dog, a friendly cat will do,
If you haven’t got a friendly cat may God bless you!
God bless you, gentlemen, God bless you!
If you haven’t got a friendly cat may God bless you!
IV
Christmas is a coming, the lights are on the tree.
How about a turkey leg for dear old me?
If you haven’t got a turkey leg, a turkey wing will do.
If you haven’t got a turkey wing may God bless you!
God bless you, gentlemen, God bless you!
If you haven’t got a turkey wing may God bless you!
V
Christmas is a coming, the cider’s in the keg.
If I had a mug of cider I wouldn’t have to beg.
If you haven’t got a mug of cider, half a mug will do.
If you haven’t got half a mug, may God bless you!
God bless you, gentlemen, God bless you!
If you haven’t got half a mug, may God bless you!
If you haven’t got a thing for me, may God bless you!
Traduzione italiano di Cattia Salto
I
Quando mi sento triste, quando mi sento giù
mi viene da pensare all’uomo più felice che io conosca.
Adesso non bada alla neve, né della pioggia
ma per tutto Dicembre lo sentirai dal vetro della tua finestra
cantare ancora ed ancora ed ancora ed ancora ed ancora:
II
“Natale è arrivato e le campane iniziano a suonare,
l’agrifoglio è alla finestra e gli uccelli iniziano a cantare.
Non c’è da preoccuparsi,
né di agitarsi,
e il più che date
a Natale, di più otterrete,
Dio vi benedica, signori,
Dio vi benedica!
Quanto più date a Natale tanto più riceverete.
III
Natale è arrivato, l’uovo è nello zabaglione.
Per favore date all’uomo amichevole, un piccolo cagnolino amichevole.
Se non avete un cane amichevole, andrà bene un gatto amichevole,
e se non avete un gatto amichevole possa Dio benedirvi,
Dio vi benedica, signori, Dio vi benedica!
Se non avete un gatto amichevole possa Dio benedirvi.
IV
Natale è arrivato, le luci sono accese sull’albero.
Che ne dite di una coscia di tacchino per il vecchietto?
Se non avete una coscia di tacchino, un’ala di tacchino andrà bene,
e se non avete un’ala di tacchino possa Dio benedirvi!
Dio vi benedica, signori, Dio vi benedica!
Se non avete un’ala di tacchino possa Dio benedirvi.
IV
Natale è arrivato, il sidro è nel barilotto.
Se avessi una tazza di sidro non avrei bisogno di elemosinarlo,
se non avete una tazza di sidro anche mezza andrà bene
e se non ne avete neanche mezza allora che Dio vi benedica!
Dio vi benedica, signori, Dio vi benedica!
Se non avete mezza tazza possa Dio benedirvi!
Se non avete qualcosa per me possa Dio benedirvi!”

FONTI
http://www.hymnsandcarolsofchristmas.com/Hymns_and_Carols/christmas_is_coming.htm

CHRISTMAS IN THE OLD MAN’S HAT

Tutta una serie di filastrocche e canti di natale vogliono ricordare ai bambini (e anche ai grandi) che il significato della Festa sta nella condivisione e nella generosità: ognuno dona quello che può, a chi ne ha più bisogno.

CHRISTMAS IN THE OLD MAN’S HAT

poor-boy
Giacomo Ceruti “Mendicante con pezzo di dolce” fine XVII secolo

Composto da  Susanne Phillips  arrangiando la melodia tradizionale sul nuovo testo, riprende nel ritornello un verso della popolare filastrocca inglese “Christmas is coming” (vedi).
Secondo la morale cattolica  San Nicola non è da biasimare per le ingiustizie sociali: alla bambina, che più grandicella inizia a porsi domande sul perchè Jenny Brown sia piena di ricchi (e inutili) regali mentre il povero Peter soffre il freddo e la fame, la madre risponde appunto che non è compito di San Nicola distribuire equamente i doni ai bambini, ma dei ricchi e privilegiati!
Mai una volta però che siano i poveri e gli sfortunati ad essere premiati ingiustamente!! Non sia mai!

ASCOLTA Celtic Tradition in “An Irish Christmas Album“, 1987: il gruppo tedesco nel 1987 registrò un album di musica tradizionale irlandese sul Natale includendo anche “Christmas in the old man’s hat” che è però una composizione contemporanea accreditata a Susanne Phillips.

ASCOLTA Selkie
ASCOLTA
Inchtabokatables in “Best of Nine Inch Years”, 2000:  non male questa teutonica versione tra il metal e folk!


I.
“Oh mother dear, one Christmas day
again I must complain
I wonder it is Santa Claus (1)
for Christmas sake again
you see there’s little Jenny Brown
she’s kept so many things
dolls and sweet and teddy bears
clothes and golden rings”
CHORUS
Christmas is coming 
and the goose is getting fat
Hey put a penny in the old man’s hat (2)
light up the fire, 
the wind’s blowing cold
Santa Claus is getting old
II.
“Oh mother, Jenny has so much
but still it’s not enough
but little Peter (3) down the road
got none of all the stuff
he’s cold and hungry can’t you see?
There’s holes in both his shoes
no toys for him, no clothes and sweets
and no Christmas goods”
III.
“Oh child, I understand you now
it seems it is not right
some children live all in the dark
while others’ homes are light
but Santa Claus is not to blame
a-pouring of his load
but Jenny Brown should simply share
with Peter down the road”
traduzione italiano di Cattia Salto
I
“O mamma cara, il giorno di Natale  devo lamentarmi ancora;
mi chiedo se Babbo Natale
si sia sbagliato di nuovo,
vedi c’è la piccola Jenny Brown,
lei ha così tanti regali,
bambole e dolci e orsacchiotti,
vestiti e anelli d’oro”.
CORO:
Natale è in arrivo
e l’oca è all’ingrasso,
metti un penny nel cappello del vecchio, accendi il fuoco,
il vento soffia freddo,
Babbo Natale sta diventando vecchio.
II
“Oh mamma Jenny ha troppo
e non è sempre mai abbastanza,
ma il piccolo Peter in fondo alla strada non ha proprio niente,
è al freddo ed è affamato, non lo vedi?
Ha entrame le scarpe bucate, nessun giocattolo per lui, né abiti e dolci e nessun regalo di Natale.”
III
“Oh bambina, capisco che adesso
non ti sembri giusto
che dei bambini vivano al buio, mentre le case degli altri sono illuminate! Però Babbo Natale non è da biasimare nello scaricare il suo sacco, invece è Jenny Brown che dovrebbe semplicemente condividere i suoi con Peter”

NOTE
1) L’Old Nick della carola “Christmas is coming” americanizzato in Santa Claus, aveva il suo giorno nel calendario dell’Avvento al 6 dicembre. Una figura sincretica che unisce antichissime tradizioni con quelle “moderne” improntate al consumismo, da vescovo è diventato un buffo e grasso vecchietto dalla barba bianca vestito di un bel rosso pomodoro. Come tutti sanno il Babbo Natale inglese (Santa Klaus) è la storpiatura dall’olandese ‘Sinter klaas’, per San Nicola, sbarcato nel XVII secolo negli Stati Uniti con gli immigrati dai Paesi Bassi (quando New York si chiamava Nieuw Amsterdam). E però nell’Ottocento con la poesiola A Visit from St. Nicholas pubblicata in forma anonima nel 1823, ma attribuita nel 1838 a Clement Clarke Moore, che Nick si rifà il look e porta i doni ai bambini alla vigilia di Natale e non più il 6 dicembre. continua
2) Già i Celti mangiavano l’oca a Samain e i cristiani medievali la servivano sulla tavola per San Michele (29 settembre), in epoca Regency finisce sulla tavola di Natale come piatto principale della cena natalizia inglese (oltre al roast beef e alla cacciagione), finchè in epoca vittoriana l’oca riebbe il posto d’onore nel menù spodestata poco dopo dall’americano (e più economico) tacchino. L’oca arrosto resta comunque la preferita sulle tavole natalizie dei Piemontesi e Lombarde prestandosi a preparazioni agro-dolci con ripieni saporiti di mele e nocciole, o prugne e castagne !
3) Peter è così povero da non avere nemmeno un cognome!

The mistletoe bough, in the olden time

Per i Celti il vischio era il simbolo della resurrezione, della sopravvivenza della vita alla morte, affascinati dalla sua vita completamente aerea, credevano fosse l’emanazione della divinità sulla Terra, panacea che cura tutti i mali. I sacerdoti cristiani per il suo simbolismo antico addirittura lo proibirono nelle chiese.

Ma l’usanza di decorare la casa con rametti sempreverdi tra cui anche il vischio, è rimasta una consuetudine natalizia dal Medioevo fino ai nostri giorni. Oggi il vischio è una pianta benaugurale utilizzata per decorare le porte e i vani di passaggio ed è prassi scambiarsi un bacio se una coppia si trova sotto i suoi rami.

Forse è propio per la forte ostilità della Chiesa verso il vischio, pianta duidica per eccellenza, che il vischio nei canti natalizi è messo in secondo piano dall’agrifoglio identificato con la figura salvifica di Gesù Cristo. Solo nell’Ottocento fu scritta una leggenda sul vischio dal sapore gotico secondo il gusto po’ macabro tipico del romanticismo: nella tradizione inglese è una storia di fantasmi di origine medievale, che è stata associata con molte antiche dimore inglesi. (continua)

Bisogna arrivare al Novecento perchè il folk rock riscopra il vischio e la sua millenaria tradizione, fu Ken Nicol a scrivere nel 2004 per gli Steeleye Span  “Mistletoe Bough” e spiega nelle note dell’album: from the earliest times mistletoe has been seen as one of the most magical, mysterious, and sacred plants of European folklore. It was considered a bestower of life and fertility; a protectant against poison; and even an aphrodisiac. The mistletoe of the sacred oak was especially sacred to the Celtic Druids. Using it to treat all manner of diseases and as an antidote to every kind of poison, they called it “all heal”. Kissing under the mistletoe is first found associated with the Greek festival of Saturnalia and later with primitive marriage rites. In Scandinavia, mistletoe was considered a plant of peace, under which enemies could declare a truce or warring spouses would kiss and make-up. (tratto da qui)

ASCOLTA  Steeleye Span in “Winter” 2004


I
The mistletoe bough,
in the olden time,
Was honoured in many
a sacred rhyme
By bards and by singers
of high degree,
When cut from its place
on the old oak tree
By white-robed Druid
with golden knife (1)
For they thought it
a magical Tree of Life (2):
And many a promise and holy vow
There was solemnly sworn (3)
on the mistletoe bough.
II
The mistletoe bough
in the Norseman’s lay (4)
Told ever of horrors,
and love’s dismay
When the old blind god,
by a sportive blow,
Laid Balder, the beautiful
sun god, low;
Thenceforth it was deemed
an accursed thing;
But love out of sorrow
could victory bring,
And the tears of Freja (5) are shining now, Like oriental pearls,
on the mistletoe bough.
III
The mistletoe bough
on the festive throng
Looks down amid echoes of mirthful song,
Where hearts they make music
as old friends meet,
Whose pulse keeps time
to the dancer’s feet,
And eyes they are brighter
with looks of love
Than gems outshining the lamps up above:
And who is she that will not allow
A kiss that’s claimed (6)
under the mistletoe bough?
IV
From the regions of the east
There came a strong and handsome beast.
Slow indeed his paces are,
None with donkey can compare.
For the load that he will bear,
Hail, Sir Donkey (7), hail.
Traduzione italiano di Cattia Salto
I
Il vischio
nei vecchi tempi
fu onorato in molti
sacri versi
dai bardi e dai cantori
di alto lignaggio
quando si tagliava dalla sua dimora
sulla vecchia quercia
con un falcetto d’oro
dal Druido biancovestito
perchè si credeva fosse
un magico Albero della Vita:
e molte promesse e sacri voti
erano solennemente giurati
sul vischio.
II
Il vischio
nei versi dei Norreni
racconta sempre gli orrori
e i dispiaceri d’amore
quando il vecchio dio cieco,
con una freccia per divertimento
stese a terra Balder, il bellissimo
dio del sole;
da allora è stata ritenuta
una pianta maledetta.
Ma amore dal pentimento
poteva la vittoria portare,
e le lacrime di Freja ora brillano,
come perle d’oriente
sul vischio.
III
Il vischio
sulla folla festosa,
guarda giù tra gli echi dei canti mitologici
dove i cuori fanno musica
come vecchi amici ritrovati,
i cui battiti tengono il tempo
sui passi dei danzatori,
e gli occhi sono illuminati
dagli sguardi dell’amore,
allora le gemme eclissano le lampade appese
e chi è colei che non permetterà
un bacio richiesto
sotto il vischio?
IV
Dalle regioni dell’Est
viene un bestia
forte e bella
lenti in verità i suoi passi sono
a nessun asino si può paragonare;
per il carico che dovrà sopportare,
Salute Sir Asinello, salute!

NOTE
1) I druidi sceglievano accuratamente i modi ed i tempi per raccoglierlo. Era la pianta dedicata alla festa di Imbolc e veniva tagliato dall’albero che lo ospitava durante una cerimonia di Yule o Alban Arthan. Proprio in questo giorno, il più corto dell’anno, il sole ricomincia a crescere e la luce che irraggia la terra, fecondandola di vita, aumenta gradualmente fino a rinnovare il risveglio primaverile… Gli studi in merito all’epoca ed alle modalità di raccolta sono molto precisi: si usava un panno candido, simbolo di purezza, e venivano sacrificati dei giovani tori bianchi per rinnovare il patto con le divinità.I Celti lo raccoglievano nel sesto giorno della luna crescente cioè mentre questa si stava incrementando di potenza. Anche il druido che officiava la cerimonia era vestito di bianco e solo lui poteva tagliarlo. Il Vischio era anche considerato un liquido simbolico perché estraeva la linfa dalla pianta ospitante sorbendone la positività ed il sapere e quindi, concentrandone il succo, diventava la bevanda della conoscenza (tratto da qui)
2) I Celti credevano che il ciclo vitale del Vischio si sviluppasse su tre elementi: un soggetto che trapassa la morte rappresentato dal Vischio, un messaggero della vita cioè l’uccello trasportatore, e l’interazione divina che dava il potere di nascere e di crescere. Questa vita completamente aerea veniva associata ad una delle più spettacolari, misteriose e potenti espressioni divine nel mondo terreno. (tratto da qui)
3) il vischio era utilizzato nei riti matrimoniali per sigillare e rendere sacra l’unione (vedi)
4) Nella mitologia norvegese il dio Balder, fu ucciso perché colpito da un ramo di vischio, tutte le altre piante avevano giurato di non recare alcun male al giovane e bellissimo dio, tutte tranne l’umile e innocua piantina del vischio.
Ma Loki, il malvagio, fece in modo che un vecchio cieco, per gioco, colpisse Balder con un rametto di vischio uccidendolo all’istante.
In memoria del dio, i norvegesi sono soliti bruciare rami di vischio in prossimità del solstizio d’inverno, con lo scopo di allontanare la sventura e invocare la prosperità ed il benessere. continua

Morte di Balder

5) Frija, Freya, chiamata anche Frigg nella mitologia scandinava. È la moglie di Wotan – Odino. Protettrice dell’amore, dell’unione sessuale e della fertilità. Il suo nome sopravvive in inglese nel termine Friday (Frigg’s-day). Narra la leggenda che Balder, morendo, cadde su un cespuglio di agrifoglio, spruzzandolo di sangue, mentre le lacrime di Frigg si trasformarono in perle che rimasero per sempre ad ornare la pianta del vischio. In alcune versioni gli altri dei riportano in vita Balder così Frigga dichiarò il vischio una pianta sacra portatrice d’amore e non più di morte.
6) Per quanto riguarda la tradizione di scambiarsi il bacio sotto al vischio nel periodo natalizio esistono nel WEB tante supposizioni, per lo più campate in aria: chi la fa risalire agli antichi romani durante i Saturnalia (festività che in alcuni siti in inglese vengono erroneamente attribuite agli antichi Greci), chi ai Celti e chi agli antichi scandinavi. Tra tutte quella che si riferisce al mito scandinavo della morte di Balder è quella più verosimile. L’usanza, come gesto benaugurale, è storicamente riscontrata in epoca elisabettiana nei dodici giorni del Natale. (tratto da qui)
7) “Durante l’alto e il basso Medioevo la Festa dei Folli (detta Fete des fous nei paesi francofoni, Feast of Fools in Inghilterra, ma conosciuta anche come Asinaria Festa ,Festum Stultorum, Festum Fatuorum, Festum Follorum, Festum Subdiaconorum o Festum Baculi) si teneva nelle cattedrali e chiese collegiate di Francia – e, meno frequentemente, in quelle di Fiandre, Inghilterra, Germania e Boemia – in uno dei giorni compresi fra il Natale e l’Epifania e in particolare a Capodanno […] un resoconto particolarmente illuminante descrive un’altra cerimonia di Beauvais che rappresenta la fuga in Egitto.   Una ragazza con in braccio un bambino veniva portata in processione in groppa a un asino dalla cattedrale alla chiesa di Santo Stefano.   L’asino veniva fatto entrare in chiesa e condotto sull’altare.   Durante la Messa, l’Introito, il Kyrie, il Gloria e il Credo terminavano tutti con un raglio e invece dell’ “ite missa est”, il celebrante doveva ragliare per tre volte ( “ter hinhannabit” ), al che i fedeli rispondevano ragliando!” (Philip Pickett, Accademia Filarmonica Romana) continua

FONTI
http://terreceltiche.altervista.org/decorazioni-natalizie/
http://terreceltiche.altervista.org/la-festa-del-vischio-8-dicembre-saint-denis/
http://ontanomagico.altervista.org/vischio.htm
https://mainlynorfolk.info/steeleye.span/songs/mistletoebough.html