CHRISTMAS IN THE OLD MAN’S HAT

Tutta una serie di filastrocche e canti di natale vogliono ricordare ai bambini (e anche ai grandi) che il significato della Festa sta nella condivisione e nella generosità: ognuno dona quello che può, a chi ne ha più bisogno.

CHRISTMAS IN THE OLD MAN’S HAT

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Giacomo Ceruti “Mendicante con pezzo di dolce” fine XVII secolo

Composto da  Susanne Phillips  arrangiando la melodia tradizionale sul nuovo testo, riprende nel ritornello un verso della popolare filastrocca inglese “Christmas is coming” (vedi).
Secondo la morale cattolica  San Nicola non è da biasimare per le ingiustizie sociali: alla bambina, che più grandicella inizia a porsi domande sul perchè Jenny Brown sia piena di ricchi (e inutili) regali mentre il povero Peter soffre il freddo e la fame, la madre risponde appunto che non è compito di San Nicola distribuire equamente i doni ai bambini, ma dei ricchi e privilegiati!

Mai una volta però che siano i poveri e gli sfortunati ad essere premiati ingiustamente!! Non sia mai!

ASCOLTA Celtic Tradition in “An Irish Christmas Album“, 1987: il gruppo tedesco nel 1987 registrò un album di musica tradizionale irlandese sul Natale includendo anche “Christmas in the old man’s hat” che è però una composizione contemporanea accreditata a Susanne Phillips.

ASCOLTA Selkie
ASCOLTA
Inchtabokatables in “Best of Nine Inch Years”, 2000:  non male questa teutonica versione tra il metal e folk!


I.
“Oh mother dear, one Christmas day
again I must complain
I wonder it is Santa Claus (1)
for Christmas sake again
you see there’s little Jenny Brown
she’s kept so many things
dolls and sweet and teddy bears
clothes and golden rings”
CHORUS
Christmas is coming 
and the goose is getting fat
Hey put a penny in the old man’s hat (2)
light up the fire, 
the wind’s blowing cold
Santa Claus is getting old
II.
“Oh mother, Jenny has so much
but still it’s not enough
but little Peter (3) down the road
got none of all the stuff
he’s cold and hungry can’t you see?
There’s holes in both his shoes
no toys for him, no clothes and sweets
and no Christmas goods”
III.
“Oh child, I understand you now
it seems it is not right
some children live all in the dark
while others’ homes are light
but Santa Claus is not to blame
a-pouring of his load
but Jenny Brown should simply share
with Peter down the road”
traduzione italiano di Cattia Salto
I
“O mamma cara, il giorno di Natale  devo lamentarmi ancora;
mi chiedo se Babbo Natale
si sia sbagliato di nuovo,
vedi c’è la piccola Jenny Brown,
lei ha così tanti regali,
bambole e dolci e orsacchiotti,
vestiti e anelli d’oro”.
CORO:
Natale è in arrivo
e l’oca è all’ingrasso,
metti un penny nel cappello del vecchio, accendi il fuoco,
il vento soffia freddo,
Babbo Natale sta diventando vecchio.
II
“Oh mamma Jenny ha troppo
e non è sempre mai abbastanza,
ma il piccolo Peter in fondo alla strada non ha proprio niente,
è al freddo ed è affamato, non lo vedi?
Ha entrame le scarpe bucate, nessun giocattolo per lui, né abiti e dolci e nessun regalo di Natale.”
III
“Oh bambina, capisco che adesso
non ti sembri giusto
che dei bambini vivano al buio, mentre le case degli altri sono illuminate! Però Babbo Natale non è da biasimare nello scaricare il suo sacco, invece è Jenny Brown che dovrebbe semplicemente condividere i suoi con Peter”

NOTE
1) L’Old Nick della carola “Christmas is coming” americanizzato in Santa Claus, aveva il suo giorno nel calendario dell’Avvento al 6 dicembre. Una figura sincretica che unisce antichissime tradizioni con quelle “moderne” improntate al consumismo, da vescovo è diventato un buffo e grasso vecchietto dalla barba bianca vestito di un bel rosso pomodoro. Come tutti sanno il Babbo Natale inglese (Santa Klaus) è la storpiatura dall’olandese ‘Sinter klaas’, per San Nicola, sbarcato nel XVII secolo negli Stati Uniti con gli immigrati dai Paesi Bassi (quando New York si chiamava Nieuw Amsterdam). E però nell’Ottocento con la poesiola A Visit from St. Nicholas pubblicata in forma anonima nel 1823, ma attribuita nel 1838 a Clement Clarke Moore, che Nick si rifà il look e porta i doni ai bambini alla vigilia di Natale e non più il 6 dicembre. continua
2) Già i Celti mangiavano l’oca a Samain e i cristiani medievali la servivano sulla tavola per San Michele (29 settembre), in epoca Regency finisce sulla tavola di Natale come piatto principale della cena natalizia inglese (oltre al roast beef e alla cacciagione), finchè in epoca vittoriana l’oca riebbe il posto d’onore nel menù spodestata poco dopo dall’americano (e più economico) tacchino. L’oca arrosto resta comunque la preferita sulle tavole natalizie dei Piemontesi e Lombarde prestandosi a preparazioni agro-dolci con ripieni saporiti di mele e nocciole, o prugne e castagne !
3) Peter è così povero da non avere nemmeno un cognome!

2 pensieri su “CHRISTMAS IN THE OLD MAN’S HAT”

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