CHRISTMAS IN KILLARNEY

Christmas in Killarney” abbina una musica festosa alla tradizione natalizia più genuina del Sud-Irlanda.

Il testo è stato composto nel 1950 dagli americani John Redmond, James Cavanaugh e Frank Weldon, ma Killarney è una cittadina turistica (forse fin troppo affollata nella stagione estiva) che si trova in Irlanda, nella contea del Kerry, provincia di Munster: la cittadina è graziosa, come dire “molto pittoresca” circondata dal Killarney National Park un vero paradiso, con cascate e laghi mozzafiato e l’immancabile castello, il Ross Castle.
Le celebrazioni del Natale sono particolarmente briose con parate sui carri, pista di pattinaggio sempre aperta, la Casetta di Babbo Natale e le bancarelle dei mercatini natalizi, e tanta musica.

LA CANDELA DI NATALE

In Irlanda era consuetudine mettere una candela accesa davanti alla finestra di casa alla vigilia di Natale per dare il benvenuto a Maria e Giuseppe. Era anche il modo di segnalare ai sacerdoti, nel periodo in cui era vietato, che in quella casa si poteva entrare per dare la benedizione.

La tradizione vuole che la candela sia accesa dal membro più giovane della famiglia e spenta da una ragazza di nome “Maria” (un tempo il nome Maria era molto diffuso nelle famiglie irlandesi). Dopo la cena della vigilia si riapparecchia nuovamente la tavola con al centro il pane di cumino e uvetta , una brocca di latte e una candela accesa, si lascia la porta di casa socchiusa in modo che Maria e Giuseppe o qualsiasi vagabondo possa entrare per sedersi alla tavola e rifocillarsi.

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CHORUS
The holly green, the ivy green (1)
The prettiest picture you’ve ever seen
Is Christmas in Killarney
With all of the folks at home.
It’s nice, you know, to kiss your beau
While cuddling under the mistletoe (2)
And Santa Claus you know, of course
Is one of the boys from home.
I
The door is always open (3)
The neighbors pay a call
And Father John before he’s gone
Will bless the house and all (4).
Our Hearts are light, our spirits bright
We’ll celebrate our joy tonight
It’s Christmas in Killarney
With all of the folks at home
II
We’ll decorate the Christmas tree (5)
While all the family’s here
Around a roaring fire (6)
We will raise a cup of cheer (7)
There’s gifts to bring and songs to sing
And laughs to make the rafters ring(8)
It’s Christmas in Killarney
With all of the folks at home
III
We’ll take the Horse and Sleigh (9)
All across the fields of snow
Listening to the jingle bells
And everywhere we go
How grand it feels to click your heels(10)/And dance away to the jigs and reels/It’s Christmas in Killarney
With all of the folks at home
IV
The holly green, the ivy green
The prettiest picture you’ve ever seen
I’m handing you no blarney
No matter where you roam
It’s Christmas in Killarney
With all of the folks at home
Traduzione italiano di Cattia Salto
CORO
Il verde agrifoglio e la verde edera,
il più bel quadro mai visto
è il Natale a Killarney,
con tutti quanti a casa.
E’ bello, si sa, baciare la vostra bella mentre l’abbracciate sotto il vischio
e Babbo Natale, naturalmente
è uno di casa.
I
La porta è sempre aperta,
i vicini si scambiano le visite
e Don John è già venuto
a benedire la casa e tutti.
I nostri cuori sono accesi, il nostro spirito radioso, festeggeremo con gioia stanotte è Natale a Killarney
con  tutti quanti a casa.
II
Addobberemo l’albero di Natale
con tutta la famiglia riunita
intorno al fuoco scoppiettante,
brinderemo con una coppa d’allegria. Ci sono doni da scambiare e canti da cantare e risate da scuotere le fondamenta, è Natale a Killarney
con  tutti quanti a casa.
III
Prenderemo cavallo e slitta
attraverso i campi di neve
per ascoltare le campanelle tintinnare
e ovunque andremo
come sarà bello battere i tacchi
e ballare con gighe e reels
è Natale a Killarney
con  tutti quanti a casa.
IV
Il verde agrifoglio e la verde edera
il più bel quadro mai visto
non vi sto prendendo in giro,
ovunque voi siate
è Natale a Killarney
con  tutti quanti a casa.

NOTE
1) dedorare la casa per le festa di mezzo inverno è un’antica usanza, mantenuta nel Medioevo e giunta fino a noi (continua)
2) il bacio sotto il vischio ha origini remote, forse risale ai Saturnalia o ai Celti. Tra tutte le ipotesi quella che si riferisce al mito scandinavo della morte di Balder è quella più verosimile.  L’usanza, come gesto benaugurale, è storicamente riscontrata in epoca Tudor nei dodici giorni del Natale. Nell’Ottocento quando per le donne era una maledizione rimanere zitelle, c’erano molti gesti scaramantici da osservare un po’ tutto l’anno, ma in particolare a capodanno: quello di scambiare un bacio sotto il vischio con chiunque capitasse a tiro, era di buon augurio per un imminente fidanzamento e se lo si faceva con il proprio fidanzato già si era certe delle nozze!
Una volta si potevano dare tanti baci quanto erano le bacche del cespuglio di vischio, adesso ci si bacia a volontà senza più togliere le bacche per contare i baci.
3) si allude non solo allo scambio di visite tra vicini e conoscenti, ma anche alla generosità verso i più bisognosi e i poveri che giravano per le case con i canti di questua (continua)
4) nelle case dei cattolici un tempo passava sempre il prete a benedire le stanze e le persone riunite
5)  l’albero di Natale era un’usanza tipicamente germanica introdotta in Inghilterra nel 1840 dalla regina Vittoria, innamorata del suo bel principe Alberto- Già i romani per i Saturnalia e le Calendae decoravano la casa con rami di abete, spiriti della fertilità che rimanevano carichi di foglie anche in pieno Inverno. E tuttavia non si riesce a rintracciare il passaggio da questi ramoscelli all’albero natalizio. Una leggenda narra di Wilfred di Credition un sacerdote cristiano dell’VIII secolo missionario in Germania: per dissuadere i “pagani” nelle pratiche rituali in onore ai vecchi dei fece abbattere una quercia, la pianta sacra di Odino. Ma lì vicino nacque un abete così Wilfred la proclamò emblema della nuova fede.
6) è il ceppo di Natale ciò che reste dell’antica tradizione un grosso tronco (detto ceppo di Yule – in inglese Yule log) portato in casa il giorno di Natale che doveva bruciare lentamente per le 12 notti in cui durava la festa! continua
7) è il brindisi del wassail, l’antico culto degli alberi diventato bevanda benaugurale (continua)
8) lett: far risuonare le travi del tetto
9)  i calessi trainati dai cavalli, in inverno erano dotati di pattini per scivolare sulla neve. Esistevano essenzialmente due modelli uno un piccolo calesse a due o quattro posti, una piccola slitta intima e confortevole, il secondo era una slitta più alta, grande e robusta per ospitare una famiglia (che al tempo era piuttosto numerosa tra bambini e parenti) o un gruppo di amici. Le campanelle erano un segnale d’attenzione per impedire incidenti tra le slitte: specialmente con la foschia e il buio il suono delle campanelle avvisava l’avvicinamento di una slitta; nel contesto natalizio il tintinnio ricorda l’avvicinarsi della slitta di Babbo Natale (vedi Jingle bells)
10) tipico modo di danzare in Irlanda

LA RICETTA DEL PANE IRLANDESE

E visto che è tradizione mangiare il pane irlandese con l’uvetta ecco la RICETTA. Fare il pane è un gesto antico, un tempo incombenza settimanale delle donne di casa, oggi una più che valida alternativa al pane del panificio o industriale, magari da prepararsi per il fine settimana o per un momento speciale come quello del Natale. (continua)

Ingredienti: – 4 tazze (460 gr) di farina tipo 0 – 1 cucchiaino e mezzo di bicarbonato – 1 tazza  ( 250 gr) di uvetta sultanina – 2 cucchiai di semi di cumino – 1 tazza e mezzo (circa 375 ml) di latte acido – per inacidirlo, aggiungere un cucchiaino di aceto) – se fate il burro in casa potete usare il latticello – 1/3 di tazza (75 gr) di zucchero – burro per imburrare la teglia e farina per infarinarla (anche gli stampi in silicone sono ottimi e non c’è bisogno di imburrare)

Preparazione: far ammorbidire l’uvetta nell’acqua prima di iniziare, mescolare la farina, bicarbonato, l’uvetta ammorbidita, il cumino e lo zucchero, aggiungere il latte acido un po’ per volta, lavorare fino ad ottenere un impasto omogeneo, mettere nella teglia e nel centro del impasto creare una croce (oppure fate le incisioni di una rosetta – antico simbolo del sole), infornare a 180° per circa un ora e poi lasciare raffreddare

APPROFONDIMENTO
Guida a Killarney: Piccola cittadina a vocazione turistica ricca di ristorantini, pubs e negozi di artigianato, attrae i visitatori soprattutto per le sue bellezze naturali; inoltre è proprio da Killarney che inizia e termina la N71, il celebre tratto di strada circolare che percorre la vicina penisola di Iveragh (punta estrema della contea) noto come Ring of Kerry.  continua
Le danze popolari in Irlanda:  La Musica tradizionale irlandese è essenzialmente musica  da ballo. Una volta la gente si riuniva quasi ogni settimana per ballare in  compagnia, alle riunioni partecipava tutta la comunità o il quartiere, o  anche solo la famiglia con qualche vicino continua
Fare il pane: Fare il pane per il proprio  consumo domestico è semplicissimo oltre che rilassante o almeno così è per la  maggior parte delle ricette, lasciando per buona pace le rimanenti ai   “professionisti” o ai “perfezionisti”! continua
Fare il burro: Il processo di burrificazione del latte per  conservare nel tempo le sue parti più grasse è antico e diffuso presso vari  popoli; fonti greche e latine si riferiscono ai Celti nella descrizione di un burro solido e compatto, proprio  come quello tradizionale continua

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