CA’ THE YOWES

“Ca’ the Yowes” è una canzone bucolica trascritta da Robert Burns nel 1794. Del brano si hanno in realtà due versioni, a quanto riferito dallo stesso Burns egli ascoltò la canzone cantata dal reverendo John Clunie a Mcrkinchde definendola semplicemente come una vecchia aria scozzese, e la trascrisse modificando alcune parti e aggiungendo delle strofe.
La versione proveniente dalla tradizione popolare è stata attribuita alla signora Isobel “Tibbie” Pagan (c. 1741-1821), un personaggio eccentrico di Muirkirk (East Ayrshire, sud-ovest Scozia) che vendeva whisky di contrabbando nel suo cottage trasformato in una birreria, un luogo frequentato dalla gente del posto, ma anche dai signorotti eleganti che andavano a caccia nella zona. Era una cantante dalla bella voce, che compose anche sue canzoni e poesie pubblicate in “A collection of Poems and Songs” – Glasgow, 1805

Questa è una di quelle melodie celtiche “toccata dalle fate” avvolgente e ipnotica, con la voce che scende goccia a goccia e poi vibra sotto la luce della luna.

LA PRIMA VERSIONE AL FEMINILE

Una prima versione della canzone fu inviata da Robert Burns all’editore James Johnson per essere inserita nello “Scots Musical Museum” (1790): chi canta è una donna, probabilmente pastorella che incontra il suo amore (anche lui pastore), e insieme portano le pecore per le colline d’erica e alle rive del fiume.

ASCOLTA Sileas nel Cd “Beating Harps” 1987: il duo scozzese di arpa e voce, con pochissimi tocchi crea un’atmosfera sognante; la melodia dell’arpa accarezza la voce e il delicato controcanto della seconda voce nella ripresa del ritornello si espande come un eco.


ROBERT BURNS 1790
Ca’
the yowes tae the knowes
Ca’ them whare the heather grows
Ca’ them whare the burnie rows
My bonie dearie
I
As I gaed doon the water-side
There I met my shepherd lad
He row’d me sweetly in his plaid
And he ca’d me his dearie
II
Will ye gae doon the water-side
And see the waves sae sweetly glide
Beneath the hazels spreading wide
The moon it shines fu’ clearly
III
I was bred up at nae sic school
My shepherd-lad, to play the fool
And a’ the day to sit in dool
and naebody to see me
IV
Ye sall get qowns and ribbons meet
Cauf-leather shoon upon your feet
And in my arms ye’se lie and sleep
And ye sall be my dearie
V
If ye’ll but stand to what ye’ve said
I’ll gyang wi’ you, my shepherd lad
And ye maun rowe me in your plaid)
And I sall be your dearie

Traduzione italiano di Cattia Salto
“Porta le pecore sulle colline
portale dove cresce l’erica
portale dove il torrente scorre
amor mio bello”
I
Appena scendevo per il rivo
lì incontravo il mio pastorello
mi avvolgeva con tenerezza nel mantello, e mi chiamava “amore mio”
II LUI
“Scenderemo per il rivo
e guarderemo l’acqua scorrere piano
tra il boschetto di noccioli,
la luna brilla così luminosa”
III LEI (1)
“Sono cresciuta senza essere andata a scuola, mio pastorello, che mi prendi in giro, e tutto il giorno me ne sto afflitta
e nessuno mi ascolta”
IV LUI
“Tu metterai le gonne e incrocerai i nastri, scarpe di vitello ai tuoi piedi
e tra le mie braccia starai a riposare
e sarai il mio amore”
V LEI
“Se manterrai la tua promessa
verrò con te mio pastorello
e tu mi avvolgerai nel tuo mantello(2)
e io sarò il tuo amore”

NOTE
1) le strofe proseguono come un contrasto amoroso tipico del genere bucolico
2) un tempo la donna stava sotto il mantello dell’uomo ovvero sotto la sua protezione, nel rituale del matrimonio medievale si appogiava il mantello dello sposo sulle spalle della sposa per testimoniare questo dominio

LA SECONDA VERSIONE AL MASCHILE

Qualche anno dopo Burns ne fece una revisione e riscrittura: solo la prima strofa rimase uguale. Adesso il protagonista è il poeta stesso perdutamente innamorato della sua bella pastorella, la descrizione del paesaggio circostante diventa predominante, notturna e soprannaturale, di modo che tutta la poesia e più in sintonia con la melodia stessa.

Illustrazione di William Strang

ASCOLTA Tannahill Weavers! in Are ye sleeping Maggie 1976: magistrale interpretazione; un’atmosfera fatata, cantilenata e le note del flauto traverso nello strumentale accentuano il carattere notturno della visione, e poi semplicemente sublime il duetto flauto e violino del finale, quasi barocco

Ma la versione che lascia il solco più profondo (se ci fossero ancora i dischi in vinile) è per me quella di Dougie McLean dal Cd Tribute– 1996: voce vellutata, pronuncia seducentemente scozzese, altrettanto indimenticabile interpretazione; il tema strumentale è anticipato dalla chitarra e punteggiato dal pianoforte; dopo aver cantato le prime tre strofe Dougie lascia scorrere le note di pianoforte e affida il canto all’armonica, e che espressività in quel soffio!! Riprende a cantare poi, solo l’ultima strofa, con la ripetizione della prima e, a romantico suggello, ancora il duetto tra piano e armonica.

ASCOLTA Ian Bruce

ASCOLTA Andy M. Stewart

Maz O’Connor nel suo debut album ‘Upon a Stranger Shore’ 2012


I
Ca’ the yowes to the knowes,
Ca’ them where the heather grows,
Ca’ them where the burnie rowes,
My bonie dearie.
II
Hark, the mavis e’ening sang
Sounding Clouden’s woods amang
Then a-faulding let us gang.
My bonie dearie.
III
We’ll gae down by Clouden side,
Thro the hazels, spreading wide
O’er the waves that sweetly glide
To the moon sae clearly.
IV
Yonder Clouden’s silent towers
Where, at moonshine’s midnight hours,
O’er the dewy bending flowers
Fairies dance sae cheery.
V
Ghaist nor bogle shalt thou fear
Thou’rt to Love and Heav’n sae dear
Nocht of ill may come thee near,
My bonie dearie.
VI
Fair and lovely as thou art,
Thou hast stown my very heart;
I can die – but canna part,
My bonie dearie.
Traduzione italiano di Cattia Salto
I
Porta le pecore sulle colline
portale dove cresce l’erica
portale dove il torrente scorre
amore mio bello.
II
Ascolta il verso serale dell’usignolo
tra i boschi del Clouden(1) canterino
poi portaci all’ovile
amore mio bello
III
Scenderemo alla riva del Clouden
tra il boschetto di noccioli
accanto alle acque che scorrono piano
sotto la luna così luminosa
IV
Alle torri ruinose (2) del Clouden laggiù dove, alla luna di mezzanotte
sopra i rugiadosi fiori dormienti
le fate danzano allegramente
V
Fantasmi e demoni non ti faranno paura, tu che sei all’Amore e al Cielo così cara, nessun male può venirti vicino, mio amore bello.
VI
Dolce e bella sei tu
tu che hai rubato il cuore mio
potessi morire se ti lascio,
amore mio bello.

NOTE
1) Clouden è un affluente del fiume Nith
2) le rovine di Lincluden Abbey, ancora oggi meta di visitatori, una gemma nascosta nel Border, una delle migliori architetture gotiche della Scozia

ca-yowes
William Forrest (1805-1889) per “The Land of Burns, a Series of Landscapes and Portraits” (Glasgow 1840), le rovine di Lincluden Abbey, Dumfriesshire

FONTI
http://www.cobbler.plus.com/wbc/poems/translations/ca_the_yowes_to_the_knowes.htm
http://thesession.org/tunes/9039
The Song of Isabel Pagan in http://tibbiepagan.blogspot.it/
Women, Poetry and Song in Eighteenth-Century Lowland Scotland di Margery Palmer McCulloch

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