BRIAN BORU’S MARCH

Intorno all’anno Mille in Irlanda un capo si proclamava re per ogni altura su cui era costruita la sua fortezza, accanto ai Gaeli giunti sull’isola in un epoca imprecisata del VII sec a. C., si ammassavano i Vichinghi  insediati stabilmente sulla costa nel IX sec. fondando colonie nelle città di Dublino, Waterford, Wexford e Limerick, Cork, Youghal e Arklow. C’era si un Alto Re dell’Isola il cui potere era però poco più di un titolo. Poi venne Brian Boru che per un decennio riuscì a unificare tutti i regni d’Irlanda sotto il suo comando supremo (1002-1014).

L’Ard-Ri Brian Boru viene ricordato per la sua arpa che è diventata l’emblema d’Irlanda, eppure, per estendere il dominio del suo clan dal Munster alle province confinanti e infine all’Ulster, passò quasi tutta la sua vita in battaglia.
L’unione del Regno ebbe vita breve che già i clan sottomessi si ribellarono capeggiati dal re di Leinster e la battaglia nei pressi di Dublino sulle colline di Clontarf, fu una strage di guerrieri e di capi: era il 23 aprile del 1014, dalle prime luci dell’alba fino alla fine del giorno i due eserciti lottarono con alterna fortuna finchè la vittoria fu dell’Alto Re, morto nel frattempo. All’epoca aveva superato la settantina e probabilmente non prese parte alla battaglia, una versione pseudo storica lo vede caduto nella sua tenda per mano di un vichingo.
Secondo la leggenda la Brian Boru March fu suonata al funerale del Re seppellito nella Cattedrale di San Patrizio ad Armagh, allora capitale religiosa  del Regno per volere dello stesso Brian Boru.

IL CLAN O’BRIEN

Brian Boru fu il fondatore del Clan Ui Briain (tradotto in inglese come O’Brien) ed è passato alla storia come il liberatore dagli invasori vichinghi. In realtà gli “invasori” (che si dicevano Ostani perchè Uomini dell’Est) avevano già colonizzato nel secolo precedente parecchie cittadine lungo la costa irlandese e si erano mescolati con i gaeli (gli iberno-norreni), lo stesso Brian Boru aveva dato in moglie una delle figlie al signore della Dublino vichinga (chiamata dai Danesi Dyflin)  e a sua volta ne aveva sposato la madre (il re ebbe quattro mogli e undici  figli). Ma il regno spartito tra i figli superstiti del grande vecchio ritornò disunito.
I discendenti dei suoi nipoti, gli O’Brien, si sarebbero guadagnati grande fama, ma i suoi diretti successori non seppero unire e tenere in pugno l’intera Irlanda, come per un breve decennio, aveva fatto il vecchio. Vent’anni dopo l’alta regalità sarebbe tornata ai re O’Neill di Tara; ma essa mantenne solo la parvenza di ciò che era stata la monarchia di Brian Boru, L’Irlanda divisa, al pari della frammentaria isola celta dei tempi antichi, sarebbe rimasta sempre vulnerabile. (tratto da I Principi d’Irlanda di Edward Rutherfurd)
La  figura storica di Brian Boru fu strumentalizzata già nel secolo successivo per incoronare il Sovrano Supremo quale il prode condottiero irlandese (nonchè di fede cattolica) che scacciò gli invasori vichinghi pagani (Cogadh Gaedhil re Gallaibh –Guerra degli Irlandesi contro gli Stranieri).

Brian Boru exhibition (Trinity College – Dublino) animazione di Cartoon Saloon

BRIAN BORU MARCH

Da suonare rigorosamente con l’arpa anche se non mancano virtuosistiche versioni per violino, flauto o whistle e mandolino/chitarra. Mi limito però a tre esempi, tre pilastri della musica celtica

ASCOLTA Clannad in Clannad 1973

ASCOLTA The Chieftains in The Chieftains 2, 1969

ASCOLTA Loreena McKennitt in  “The Wind That Shakes The Barley” (2010).

BRIAN BORU BY ALAN STIVELL

L’arpista bretone Alan Stivell nel 1995 aggiunge un testo misto in gaelico irlandese e bretone, perorando l’unità dei popoli celti (ovviamente nella loro indipendenza di Nazioni). Il testo è composto da una strofa prima cantata in gaelico irlandese e poi ripetuta in bretone, seguita da un coro con due frasi in bretone e due in gaelico irlandese in cui si innesta un secondo coro femminile, un omaggio alla poesia di  Caitlín Maude scritta nel 1962 e musicata nel 1975 dal titolo “Amhrán Grá Vietnam” (VIETNAM LOVE SONG)

Gaelico Irlandese
I
Maraíodh Brian Boru chun beatha na hÉireann
Síochain in gCuige Uladh agus i mBaile ‘Cliath
Aontacht an teaghlaigh, aontacht na dtuath
Aontacht an domhain is na gCeilteach
(Coro) Bretone
Diouzh nerzh ar c’hadou da nerzh an ehan
Diouzh ‘bed doueek bennozh ar c’haroud
Gaelico Irlandese
O neart an chatha go neart na síochana

On bhith dhiaga beannacht an ghrá
(Coro femminile) Gaelico Irlandese
Duirt siad gurbh é seo sochraide ar muintire
Gur choir duine bheinn sollunta féin
Bíodh nach raibh brónach
ripete strofa I in Bretone
Marv Brian Boru ‘reiñ buhez ‘n Iwerzhon
Dihan e Bro-Ulad ha ba kêr Dulenn
Unded an tiegezh, unded an dud-mañ
Unded ar Gelted hag an douar
e poi in gaelico Irlandese
Coro
(Secondo coro femminile)  Gaelico Irlandese
Tá muid ‘nos na haimsire
Go h-airid an ghrían
Agus thogh muid áit bhóg cois abhann

Traduzione inglese*
I
Brian Boru will die for the life of Ireland
Peace in the province of Ulster and in Dublin
Family unity, tribal unity
Unity in the world of the Celts
CHORUS
From so much battle to so much peace
From a world of divine blessings,
love
Female Chorus (1)
They said that this was a (funeral) procession
That people would be solemn
But we were not sorrowful
Second female Chorus (2)
We are like the weather
Especially the sun
And we chose a soft place by the river
tradotto da Cattia Salto
I
Brian Boru morirà per la vita d’Irlanda
pace nella provincia dell’Ulster e a Dublino
unità famigliare e unità tribale
unità nel mondo dei Celti
CORO
Da così tanta guerra a altrettanta pace
per un mondo di benedizioni divine e amore
Coro Femminile
Dissero che questo era un corteo funebre
da celebrare con solennità,
anche se non eravamo addolorati
Secondo Coro Femminile
Siamo come il tempo
specialmente il sole
e abbiamo preferito un luogo tranquillo accanto al fiume

NOTE
* da http://lyricstranslate.com/it/brian-boru-brian-boru.html
1) Caitlín Maude scrive
dúirt síad gurb íad seo ár muintír féin
gurb í seo sochraide ár muintíre.
gur chóir dúinn bheith sollúnta féin
bíodh nach raibh brónach.
(they said these were our own people
this, the funeral of our people.
that we should at least be solemn,
even if we were not sorrowful.)
2) Caitlín Maude  scrive
tá muid ‘nós na haimsire
go háirid an ghrían.
che chiude nel finale
agus thogh muid áit bhog cois abhainn.
(we’re much like the weather,
especially the sun…
and we took a soft place by the river.)

 

e la versione di Cécile Corbel


I
Comme le chant des pierres
Qui résonnent en silence
Comme l’eau qui serpente
Et qui gronde sous moi
Tu sais je reviendrai
Dans ma terre d’enfance
Au pays de rêves
Des fées et des rois
CHORUS
La bas mon amour
Loin de la ville
Il fait plus froid
Et les jours sont fragiles
Brumes d’été
Les cloches et les îles
Tu verras
J’irai la bas
II
Comme Brian Boru
Roi de l’Irlande
Je prendrai la mer
Et je rendrai les armes
Brian Boru
Bientôt je serai de retour
E keltia
Tradotto da Cattia Salto
I
Come il canto delle pietre che risuonano nel silenzio
come l’acqua che sinuosa
scroscia su di me,
lo sai che ritornerò
nella mia terra d’infanzia,
un paese di sogni
di fate e di re.
CORO
là mio amore
lontano dalla città
è più freddo
e i giorni sono brevi
brume d’estate
campane e isole
vedrai
andrò là
II
Come Brian Boru
Re d’Irlanda
prenderò il mare
e mi arrenderò
Brian Boru
sarò presto di ritorno
a Keltia.

FONTI
http://houseofbrianboru.blogspot.it/p/brian-boru.html
http://www.irlandare.com/brian-boru-e-la-battaglia-di-clontarf/
http://www.ilsussidiario.net/News/Cultura/2014/4/23/IRLANDA-Quando-la-fede-va-in-guerra-Brian-Boru-e-la-battaglia-di-Clontarf/2/493550/
https://dh.tcd.ie/clontarf/the_battle
http://blogarpa-harpo.blogspot.it/2011/03/brian-borus-march.html
http://www.irishgaelictranslator.com/translation/topic27600.html
https://www.antiwarsongs.org/canzone.php?id=5678&lang=it

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