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LE DANZE DEL MAGGIO: COME, LASSES AND LADS

Il testo di “Come, Lasses and Lads” è contenuto anche in “Ancient Poem, Ballads and Song of the Peasantry of England” -Robert Bell con il titolo “The rural dance about the May Pole” datato al 1671.
Pubblicato come libretto illustrato in varie edizioni e versioni ottocentesche, si rimanda a quella di Randolph Caldecott per una visione integrale (vedi). Quindi anche se il testo è secentesco, le illustrazioni che seguono vanno a documentare una tipica festa di Maggio ottocentesca.

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ASCOLTA Michael Bannett in Journey through the British Isles -2004 : una briosa melodia barocca eseguita con strumenti d’epoca e interpretata dalla voce soprano (o se vogliamo controtenore) di Michael, un dodicenne prodigioso!

VERSIONE DI MICHAEL BANNETT
I
Come, lasses and lads,
take leave of your dads
And away to the maypole hie,
For every he has got his she,
And the fiddler’s standing by,
There’s Toddie has got his Jane,
And Johnny has got his Joan,
And there to jig it, jig it,
and trip it up and down.
II
“You’re out!” says Dick.
“Not I!” says Nick.
“‘Twas the fiddler played it wrong.”
“‘Tis true!” says Hugh,
and so says Sue
And so says everyone.
The fiddler then began
To play the tune again,
And every girl did foot it and foot it,
And trip it to the men.
III
Now they did stay there all that day,
And tired the fiddler quite,
all dancing and play,
without any pay,
From morning until night;
At last they told the fiddler,
They’d pay him for his play,
and each top it, top it
top it even it went away.
IV
“Goodnight!” says Harry. “Goodnight!” says Mary.
“Goodnight!” says Paul to John.
“Goodnight!” says Sue
to her sweetheart, Hugh.
“Goodnight!” says everyone.
Some walked and some did run.
Some loitered on the way,
And bound themselves, by kisses twelve, to meet the next holiday.
TRADUZIONE ITALIANO
I
Venite ragazze e ragazzi,
prendete congedo dai vostri padri
per affrettarvi al Palo di Maggio
per ogni lui c’è una lei
e il violinista è già pronto,
c’è Toddy con la sua Jane,
e Johnny con la sua Joan
per ballare e ballare
e volteggiare su e giù
II
“Sei fuori!” dice Dick
“Io no!” risponde Nick.
“E’ il violinista che ha sbagliato”
“Vero” dice Hugh
e anche Sue
e così dicono tutti.
Il violinista allora ricomincia
a suonare la melodia di nuovo
e ogni ragazza muove i piedi
e balla con gli uomini.
III
Stavano là l’intero giorno
fino a sfinire il violinista
tutti ballando e scherzando,
senza preoccupazioni,
da mane a sera;
alla fine dicevano al violinista
che lo avrebbero pagato per la musica
e ciascuno dava dava
finchè si andava via.
IV
“Buonanotte!” dice Harry
“Buonanotte” dice Mary
“Buonanotte!” dice Paul a John
“Buonanotte!” dice Sue
a Hugh, il suo innamorato.
“Buonanotte!” dicono tutti.
Chi passeggiava e chi camminava svelto
chi indugiava per la strada
e decideva, con dodici baci
di incontrarsi la prossima festa

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LA FESTA DEL MAGGIO NELL’OTTOCENTO

Prendendo spunto dalle illustrazioni di R. Caldelcott possiamo ricostruire una tipica festa del maggio ottocentesca in Inghilterra: era spesso giorno di fiera, con bancarelle e attrazioni, una festa per grandi e piccini. Al centro di un grande prato si ergeva il palo del maggio, un segnale ben visibile da tutti i punti della festa: ai danzatori si univano le maschere con le loro pantomime ovvero l’allegra brigata di Robin Hood, con Lady Marion, Fra Tack, l’hobby horse e il giullare.

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continua

LE DANZE DEL MAGGIO: TO THE MAYPOLE HASTE AWAY

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John Cousen: Ballando intorno al palo del Maggio in epoca elisabettiana

I pali del Maggio nel XVI-XVII secolo erano molto alti e decorati con ghirlande verdi, nastri o dipinti a strisce bicolori: la tradizione è radicata in Inghilterra, Italia, Germania e Francia.
Nella serie-tv “The Tudors” è stata allestita una Festa del Maggio all’aperto, con i pittoreschi danzatori delle Morris Dance, i loro sonagli e fazzolettini, il tiro con l’arco, la lotta dei galli, le danze con i nastri intorno al palo di maggio, eseguita da leggiadre fanciulle con le coroncine di fiori tra i capelli. La musica in sottofondo è intitolata “Stanes Morris”, nel video seguono due riproduzioni, la prima del gruppo Les Witches, la seconda un po’ più lenta del gruppo The Broadside Band.

Per le istruzioni della danza qui

TO THE MAYPOLE HASTE AWAY

La melodia è abbinata ad un testo in tema, che invita i giovani ad abbandonarsi ad Amore per danzare e cantare intorno al Palo del Maggio
ASCOLTA Sue White
ASCOLTA Fairport Convention

Ascolto completo per:
ASCOLTA Maddy Prior
ASCOLTA Morris On


I
Come, ye young men, come along
with your music, dance and song;
bring your lasses in your hands,
for ‘tis that which love commands.
Refrein:
Then to the Maypole haste away
for ‘tis now a holiday,
Then to the Maypole haste away
for ‘tis now a holiday
II
‘Tis the choice time of the year,
For the violets now appear:
Now the rose receives its birth,
And pretty primrose decks the earth.
III
Here each bachelor may choose
One that will not faith abuse
Nor repay, with coy disdain
Love that should be loved again
IV
And when you are reckoned now
For kisses you your sweetheart gave
Take them all again and more
It will never make them poor
V
When you thus have spent your time,
Till the day be past its prime,
To your beds repair at night,
And dream there of your day’s delight.
TRADUZIONE ITALIANO
I
Venite, voi giovinetti, venite tutti
con musica, danze e canti
portate le vostre fanciulle per mano
che questo comanda amore
Ritornello
Affrettatevi allora al Palo di Maggio
perché è giorno di festa
Affrettatevi allora al Palo di Maggio
perché è giorno di festa.
II
E’ la stagione preferita dell’anno
che le violette ora spuntano:
spuntano i boccioli delle rose
e le belle primule decorano il suolo.
III
Qui ogni cavaliere sceglierà
colei che non abuserà della sua fede,
né ricompenserà, con scortesia
Amore che sarà riamato
IV
E allora voi sarete ricompensati
con i baci della vostra innamorata
prendeteli ancora e ancora
che non vi sembreranno mai abbastanza
V
Così dopo il sollazzo
che il giorno sarà sfiorito
al vostro letto ritornate per la notte
e sognate con gioia del giorno

seconda parte: Joan to the Maypole

FONTI
Traditional Music (con spartito)

MAIDEN IN THE MOR LAY

Un’antica carola canto e danza  dedicata originariamente ad una Dea, la dea fanciulla della Primavera?
Il testo di “Maiden in the Mor lay” è il più antico che si conosca del medioevo inglese e risale al 913 (in Bodleian Library – Oxford) , così ancora oggi possiamo ascoltare un canto dalla fresca dolcezza e purezza.
Il brano nasce in ambito cortese, successivamente mantenuto come canto religioso con la riscrittura del testo avvenuta nel XIV secolo. La struttura melodica è quella della carola con l’alternanza di strofa e ritornello e originariamente poteva anche essere una danza in cerchio o in catena.

PEPERIT VIRGO

Un tipico esempio di contrafactum con il quale nel Medioevo   si trasponeva la melodia di un canto sacro su di un testo profano (o viceversa). Non espressamente da intendersi come parodia, anche se questa tecnica veniva molto utilizzata dai clerici vagantes con chiari intenti   goliardici o dissacratori. Con intenti opposti la tecnica venne   spesso utilizzata nel Tardo Medioevo dagli ordini dei frati mendicanti, così nel “Red Book of  Ossory” – Palazzo del Vescovo, Kilkenny – il frate Richard de Ledrede vescovo dal 1317 al 1360, trasformò il testo profano della “Vergine o Fanciulla della Brughiera” nel testo sacro sulla  Natività della Vergine Maria.
Una sovrapposizione a ben vedere affatto casuale..

ASCOLTA   Anonymus 4 nella versione melodica originale del XIV secolo


Peperit virgo,
Virgo regia,
Mater orphanorum,
Mater orphanorum,
Peperit virgo,
Virgo regia,
Mater orphanorum,
mater orphanorum,
Plena gracia…
TRADUZIONE ITALIANO
Una vergine partorì
Vergine Regina,
Madre degli Orfani
Madre degli Orfani
Una vergine partorì
Vergine Regina,
Madre degli Orfani
Madre degli Orfani
Piena di Grazia

MAIDEN IN THE MOR LAY

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MIDDLE ENGLISH
Maiden in the mor lay–
in the mor lay–
Seuenyst fulle, seuenist fulle.
Maiden in the mor lay–
in the mor lay–
Seuenistes fulle ant a day.
I
Welle was hire mete.
wat was hire mete?
The primerole ant the–
The primerole ant the–
Welle was hire mete.
Wat was hire mete?
The primerole ant the violet.
II
Welle was hire drying.
wat was hire mete?
The chelde water of the–
The chelde water of the welle-spring
Welle was hire drying.
Wat ws hire drying?
The chelde water of the welle-spring.
III
Welle was hire bour.
wat ws hire bour?
The rede rose an the–
The rede rose an the–
Welle was hire bour.
Wat was hire bour?
The rede rose an the lilie flour
INGLESE MODERNO
Maiden in the moor lay,
In the moor lay–
Seven nights full, seven nights full.
Maiden in the moor lay–
in the moor lay–
Seven nights full and a day.
I
Good was her meat.
What was her meat?
The primrose and the–
The primrose and the–
Good was her meat.
What was her meat?
The primrose and the violet.
II
Good was her drink.
What was her drink?
The chilled water of the–
The chilled water of the–
Good was her drink.
hat was her drink?
The chilled water of the well spring.
III
Good was her bower.
What was her bower?
The red rose and the–
The red rose and the-
Good was her bower.
What was her bower?
The red rose and the lily flower.


TRADUZIONE ITALIANO

Vergine della brughiera,
nella brughiera giaci per sette notti intere e un giorno.

Allora cosa mangi? Primule e viole.
Allora cosa bevi? Le fresche acque della polla.
Allora cosa vesti? La rosa rossa e il giglio

Nel canto è predominante il significato di purificazione, con riferimento alle sette notti dell’attesa legate al ciclo lunare (sette sono i giorni delle fasi lunari) e sette sono le lune nuove che preludono alla nascita della nuova vita nell’utero materno.
Il numero sette rappresenta un po’ in tutte le culture del passato un ciclo   compiuto e perfetto, formato dalla triade sacra e i quattro elementi costitutivi del mondo sensibile che quindi racchiude il divino e l’umano, spirito di ogni cosa.
I fiori di cui si nutre la fanciulla sono i primi fiori selvatici dei boschi che fanno capolino già ad aprile, l’acqua che beve è quella del pozzo sacro che sgorga dal ventre della madre e i colori che porta sono il rosso della rosa e il bianco del giglio il  principio maschile unito a quello femminile per propiziare la fertilità della Terra.

ASCOLTA  MEDIAEVAL BAEBES

ASCOLTA QNTAL in Qntal III 
In the mor lay
Sevenight fulle
Sevenight fulle
Maiden in the mor lay
In the mor lay
Sevenight fulle and a day

Welle was hire mete.
wat was hire mete?
The primerole ant the
The primerole ant the
Welle was hire mete.
What was hire mete?
The primerole ant the violet.

Welle was hire dring
What was hire dring?
The chelde water of the
The chelde water of the
Welle was hire dring
What was hire dring?
The chelde water of the welle-spring

Welle was hire bowr
What was hire bowr?
The rede rose and the
The rede rose and the
Welle was hire bowr
What was hire bowr?
The rede rose and the lilye flour

ASCOLTA ANUNA

Maid in the moor lay sevenyhtes fulle
Maid in the moor lay sevenyhtes fulle
Wat was   hire mete?
The primerole and the violet
Wat was hire drynk?
The colde water of the welle-sprink
Wat was hire bour?
The rede rose and the lili-flour
Maid in the moor lay sevenyhtes fulle
Maid in the moor lay sevenyhtes fulle

FONTI
http://ontanomagico.altervista.org/imbolc.htm
http://ontanomagico.altervista.org/curragh-kildare.html

LA GHIRLANDA DEL MAGGIO “the bringing home the May”

Charles Daniel Ward: Processing of Spring -1905
Charles Daniel Ward: Processing of Spring -1905

Nel Medioevo prima dello spuntare del giorno di Calendimaggio i giovani del villaggio raccoglievano fiori di campo, rami di biancospino e facevano entrare il Maggio nel paese: cantavano, danzavano, appendevano alle finestre i rami raccolti e donavano i fiori alle fanciulle più graziose. Festeggiare il Maggio era una consuetudine anche dei nobili per tutto il tardo Rinascimento come ci mostrano i molti dipinti dell’epoca.

MayDay_Leslie(Charles Robert Leslie – May Day in the reign of Queen Elizabeth)

Nel dipinto di Charles Robert Leslie è raffigurata proprio una scena celebrativa del Maggio con la Regina Elisabetta raffigurata sulla destra in primo piano nel mentre è intrattenuta da un giullare. Sulla distesa in secondo piano si staglia il palo del maggio impavesato e decorato con ghirlande verdi; attorno al palo si stanno svolgendo le danze e sono ben distinguibili i personaggi vestiti da Robin Hood, Lady Marian, Fra Tack, ma anche un cavalluccio, un drago e un buffone.

LA REGINA DEL MAGGIO

Sempre sullo sfondo è raffigurato anche una specie di pergolato ricoperto di fiori e fronde, a forma di grotta dentro il quale si intravede una figura di donna: è la regina del Maggio, la rappresentazione vivente della dea Flora, protetta e appartata rispetto alla zona in cui si svolge la festa, quasi una reliquia, oggetto di ammirazione dei nobili e dei popolani.
Le coppie danzano intorno al Palo del Maggio per contendersi l’ambito premio, la ghirlanda del Maggio, e diventare l’anno seguente il Re e la Regina del Maggio.

Si possono rintracciare tradizioni ancora più remote in questa Fanciulla della Primavera, echi di culti ancestrali ancora impregnati della spiritualità antica in un canto irlandese in gaelico Amhran Na Bealtaine

garlan-may-dayEd ecco che nell’Ottocento in Inghilterra ritroviamo la regina del Maggio effigiata in una bambolina posta tra una corona di fiori e nastri appesa ad un’asta portata in giro dai Mayers (i maggiolanti).

Si tratta della “piccola Bride” la dea triplice celtica la fanciulla del grano confezionata dalle donne a Imbolc (il primo febbraio) con il grano avanzato dall’ultimo covone della mietitura dell’anno passato, ossia la giovane Fanciulla della Primavera, un forte simbolo di rinascita nel ciclo di morte-vita in cui si perpetua la Natura: nella bambolina si era trasferito lo spirito del grano che non moriva con la mietitura.
Le bamboline di Brigid venivano anche vestite con un abito bianco o decorate con nastri e fiori e portate in processione per tutto il paese passando di porta in porta affinchè ciascuno lasciasse un dono. continua

(c) Rushcliffe Borough Council; Supplied by The Public Catalogue Foundation

A-MAYING

Come per il Wassaling e il caroling natalizio anche in primavera i bambini andavano di casa in casa per la questua, cantando una serie di versi (imparati dalla mamma) e mostrando la Ghirlanda del Maggio.victorian-art-artist-painting-print-by-myles-birket-foster-first-of-may-garland-day
Nell’Ottocento la connotazione della questua era decisamente più ossequiosa della Chiesa, con versi da penitenti e la bambolina intesa come rappresentazione della Vergine Maria.
Tradizioni che si sono conservate in varie parti d’Europa fino alle soglie del Novecento.

In Italia ad esempio le cronache del tempo riferibili alla Romagna (vedi) “…nella notte d’ingresso di tale mese, elettrizzandosi la gioventù, accorrono i giovani a cantare il maggio sotto le finestre delle loro favorite. Contemporaneamente si sentono torme di giovinette cantare canzoni ponendo sulle finestre ed alle loro porte rami di albero con fiori, come dire di avere piantato Maggio” (Placucci – 1818).

il primo giorno di maggio gli amanti prendono un ramo di acacia in fiore e vanno la mattina per tempo a piantarlo o presso l’uscio, o vicino ad una finestra dell’amata: alcune volte attaccano a questo ramo doni come spille, fazzoletti o altro. Poi cantano” (Bagli – 1885).

seconda parte: Il cantar maggio nel Basso Piemonte continua
terza parte: Il cantar Maggio nelle Isole Britanniche continua

FONTI
http://ontanomagico.altervista.org/beltane-la-festa-celtica-del-maggio.html
http://ontanomagico.altervista.org/beltaine-albero-maggio.htm

IL MAGGIO IN CORNOVAGLIA: Obby Oss Festival

A Calendimaggio nel paese di Padstow si celebra un caratteristico evento detto “Obby Oss Festival”, incentrato sulla danza dell’Hobby Horse; Padstow è un piccolo porto di pescatori della Cornovaglia settentrionale sulla foce del fiume Came,l ora a vocazione turistica.

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Gli Oss (i cavallucci) sono due, uno del gruppo dei Rossi (il vecchio cavallo) e l’altro del gruppo dei Blu (una aggiunta più recente d’epoca vittoriana): le maschere sono identiche, dall’aspetto feroce e nero vestite, che sbucano da una caratteristica forma tonda (un cerchio di 2 metri) orlata fino a terra dal tessuto nero, alle due estremità opposte spuntano gli abbozzi della testa e della coda: il colore dominante è il bianco listato di Rosso ovvero di blu per l’altro quartiere.
I cavalli sono guidati dai rispettivi “teazer” una sorta di giullari muniti di un caratteristico bastone e seguiti da un corteggio di ballerini e musicisti (per lo più tamburi e fisarmoniche).

L’Oss durante la sua danza -roteando su se stesso e scalciando- sembra guerreggiare con il giullare oppure infastidisce o corteggia giovani donne, che se vengono trascinate sotto il manto dell’oss diventeranno fertili al punto da restare incinte entro l’anno!

LE ORIGINI DEL RITUALE

Non è facile ritrovare le origini del rito che si celebra a Padstow, alcune indicazioni arrivano dalla storia del paese: il primo insediamento fu il monastero costruito da San Petroc nella sua missione di   evangelizzazione dei pagani (VI secolo), distrutto però da una incursione vichinga nel 981. Così i monaci si trasferirono più all’interno a Bodmin. Alcuni ipotizzano che la cerimonia  si sia svolta proprio in quell’occasione come estremo tentativo di difesa.
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Riferimenti storici dell’Oss risalgono al tardo Medioevo (inizi del 1500) con tracce ancora in epoca vittoriana: nel 1803 è documentata la presenza di un cavallo fabbricato con la pelle di uno stallone con un uomo all’interno che spruzzava acqua sulla folla.

Alcuni studiosi fanno risalire il rituale a celebrazioni precristiane, connesse con la festa celtica di Beltane. Donald R. Rawe imparenta l’oss ai cavallucci delle Morris  dances che sono associate ai riti di fertilità del Maggio. (vedi anche i  giochi di Robin Hood per la festa del Maggio). I rami del Maggio portati in paese, l’accoppiamento simbolico con le giovani donne rapite sotto le gonne dall’oss, la morte e rinascita dello stesso oss sono chiari riferimenti propiziatori alla fertilità che rientrano nelle celebrazioni celtiche del Maggio. Tuttavia poco altro si può affermare con certezza e i versi del canto “diurno” risultano piuttosto oscuri.

Altrettanto numerosi sono i riferimenti ai rituali invernali di Samain che iniziavano alla fine di ottobre e si concludevano dopo circa dodici giorni. Durante il periodo natalizio l’inquietante maschera di un cavallo (hodden o hooden horse), era condotta per le strade del villaggio da un “domatore” che la teneva per le briglie (come nell’orso primaverile) e spesso vi si accompagnavano dei suonatori e dei questuanti: i bambini cercavano di montare il cavallo (che batteva i piedi e scuoteva la testa) e tutti gettavano dolci o monete nella bocca dell’animale come offerte propiziatorie. continua

RITO PRIMAVERILE DI MORTE-RINASCITA

Mentre si canta la Padstow May Song (per lo più si ripete la prima strofa) ad un certo punto la musica si interrompe l’Oss si accascia   a terra, il giullare lo accarezza con la sua caratteristica mazza e il   pubblico canta una specie di nenia funebre

Oh where is Saint George? Oh where is he-O?
He’s out in his longboat, all on the salt sea-O.
Up flies the kite, down falls the lark-O.
Aunt Ursula Birdhood, she had an old ewe,
And she died in her own park-O.

così l’oss muore ma il “teaser” urla “Oss   Oss” e la folla risponde “We Oss” allora l’Oss ritorna in vita si rialza per riprende le danze.

Morte-Resurrezione dell’Oss

Una volta tra i due Oss era ingaggiata una danza-lotta senza che però ci fosse stato uno sconfitto, adesso i due cortei sfilano per   le strade senza mai incontrarsi se non a tarda sera intorno al Palo di Maggio, prima di ritornare   alle rispettive stalle.

VIDEO
1930: http://www.youtube.com/watch?v=aFW3xlSn3Ow
1932: http://www.youtube.com/watch?v=JdDvOfUCfXk
1953: http://www.youtube.com/watch?v=GA_e3LV6z0E
2012: http://www.bbc.co.uk/news/uk-england-17911942

THE FAREWELL

La sfilata dura tutto il giorno dal mattino verso le 11 fino a sera e ovviamente vari uomini si alternano ad impersonare l’Oss. In chiusura della festa viene cantato l’Addio all’Oss con la frase:
Farewell farewell my own true love
Farewell farewell my own true love
intervallata alle strofe che seguono

FAREWELL
How can I bear to leave you
One parting kiss I’ll give you
I’ll go what ‘ere befalls me
I’ll go where duty calls me

No more will I behold thee
Nor in my arms enfold thee
With spear and pennant glancing
I see the foe advancing

I think of thee with longing
Think though while tears are thronging
That with my last faint sighing
I whispered soft whilst dying

TRADUZIONE ITALIANO
Come posso sopportare di lasciarti, un bacio dell’addio ti darò, andrò ovunque mi capiti, andrò ovunque il dovere mi chiami. Non ti vedrò più, ne’ ti terrò ancora tra le braccia, con la lancia e la bandiera sgargiante, vedo il nemico che avanza. Penso a te con desiderio credo che mentre piango copiosamente con il mio ultimo flebile sospiro sussurravo piano morendo

IL CANTO DI QUESTUA NOTTURNO

Il rituale dei canti inizia però la notte del 1° maggio, ovvero allo scoccare della mezzanotte e fin verso le due, con la Night Song, un chiaro canto di questua, in cui si allertano i giovanetti ad andare nel bosco a tagliare i rami del Maggio: chi canta chiede in cambio delle frasi benaugurali (prosperità, salute, felicità)   un po’ di birra!

NIGHT SONG
Unite and unite and let us all unite,
For summer is a-come unto day,
And whither we are going we will all unite,
In the merry morning of May.

I warn you young men everyone
For summer is a-come unto day,
To go to the green-wood and fetch your May home
In the merry morning of May.

Arise up Mr. —- and joy you betide
For summer is a-come unto day,
And bright is your bride that lies by your side,
In the merry morning of May.

Arise up Mrs. —- and gold be your ring,
For summer is a-come unto day,
And give to us a cup of ale the merrier we shall sing,
In the merry morning of May.

Arise up Miss —- all in your gown of green
For summer is a-come unto day,
You are as fine a lady as wait upon the Queen,
In the merry morning of May.

Now fare you well, and we bid you all good cheer,
For summer is a-come unto day,
We call once more unto your house before another year,
In the merry morning of May

TRADUZIONE ITALIANO
Si uniscono e uniscono, uniamoci tutti per l’arrivo dell’Estate entro il giorno e ovunque stiamo andando ci uniremo tutti nella lieta mattina di Maggio. Avverto tutti voi giovanotti per l’arrivo dell’Estate entro il giorno, di andare nel bosco e prendere il vostro ramo del Maggio nella lieta mattina di Maggio. Alzati signor … la gioia sia con te, per l’arrivo dell’Estate entro il giorno e luminosa è la tua sposa che si trova al tuo fianco nella lieta mattina di Maggio. Alzati signor … che d’oro sia il tuo   anello per l’arrivo dell’Estate entro il giorno e dacci una coppa di birra che così  meglio canteremo nella lieta mattina di  Maggio. Alzati signora … nella veste tutta   verde per l’arrivo dell’Estate entro il giorno, sei bella come una signora in visita alla Regina nella lieta mattina di Maggio. Ora che stiate bene, e vi mandiamo tanta allegria, per l’arrivo dell’Estate entro il giorno, ci vedremo ancora davanti alla vostra casa per il prossimo anno, nella lieta mattina di Maggio

ASCOLTA Steeleye Span in Tempted and Tried

DAY SONG
VERSIONE STEELEYE SPAN
Unite and unite, and let us all unite
For summer is a-comin’ today.
And whither we are going we all will unite,
In the merry morning of May.

The young men of Padstow, they might if they would,
For summer is a-comin’ today.
They might have built a ship and gilded it with gold
In the merry morning of May.

The young women of Padstow, they might if they would,
For summer is a-comin’ today.
They might have built a garland with the white rose and the red
In the merry morning of May.

Oh where are the young men that now do advance
For summer is a-comin’ today.
Some they are in England and some they are in France
In the merry morning of May.

Oh where is King George? Oh where is he-O?
He’s out in his longboat, all on the salt sea-O.
Up flies the kite, down falls the lark-O.
Aunt Ursula Birdhood, she had an old ewe,
And she died in her own park-O.

With the merry ring and with the joyful spring,
For summer is a-comin’ today.
How happy are the little birds and the merrier we shall sing
In the merry morning of May.

TRADUZIONE ITALIANO
Si uniscono e uniscono, tutti ci uniamo oggi per l’arrivo dell’Estate e ovunque stiamo andando ci uniremo tutti nella lieta mattina di Maggio. I giovani di Padstow, potrebbero se volessero oggi per l’arrivo dell’Estate, potrebbero costruire una nave e rivestirla d’oro nella lieta mattina di Maggio. Le giovani di Padstow, potrebbero se volessero oggi per l’arrivo dell’Estate, potrebbero fabbricare una ghirlanda di rose bianche e rosse nella lieta mattina di Maggio. Dove sono i giovani che ora dovrebbero ballare, oggi per l’arrivo dell’Estate alcuni sono in Inghilterra e altri sono in Francia, nella lieta mattina di Maggio. Dov’è Re Giorgio? Dov’è? E’ fuori nella sua scialuppa
sul mare tutto salato. Alto vola il nibbio, giù cade l’allodola, Zia Ursula Birdhood aveva una vecchia pecora che morì nel proprio campo. Con l’allegro trillo e il balzo gaio, oggi per l’arrivo dell’Estate, come felici sono gli uccellini e più allegramente canteranno nella lieta mattina di Maggio.

IL SIGNIFICATO DEL TESTO

I rami del Maggio portati in paese, l’accoppiamento simbolico con le giovani donne rapite sotto le gonne dall’oss, la morte e rinascita dello stesso oss sono chiari riferimenti propiziatori alla fertilità che rientrano nelle celebrazioni celtiche del Maggio. Tuttavia poco altro si può affermare con certezza e i versi del canto “diurno” risultano piuttosto oscuri.
I giovani che costruiscono una nave e la rivestono d’oro potrebbe simboleggiare la nave solare e il tema della rinascita in una nuova vita ultraterrena ossia il viaggio di purificazione dell’anima del defunto verso l’Aldilà.
La ghirlanda di rose bianche e rosse confezionata delle giovani donne (i colori di Beltane) simboleggia l’unione del principio maschile con quello femminile e riprende il tema della propiziazione della fertilità. Anche l’ultima strofa è un chiaro riferimento all’allodola, messaggera tra l’umano e il divino, rappresentazione dell’esaltazione giovanile, uccello sacro e solare simbolo di buona fortuna.
Molto problematica l’interpretazione della strofa già citata in occasione alla nenia funebre in cui si rappresenta la morte apparente dell’Oss!
Oh where is King George? Oh where is he-O?

oldossQUALE RE GIORGIO?
Il riferimento alla dinastia di Hannover farebbe partire ogni datazione storica al 1700, ma a ben vedere il re è in realtà San Giorgio, e si tratta quindi di un refuso della versione di Steeleye Span, rispetto alle trascrizioni sul posto dei canti tradizionali dell’Oss: con il riferimento alla figura di San Giorgio infatti, si ribadisce ancora una volta, la volontà di rappresentare la rinascita della natura e l’arrivo della Primavera! E’ proprio in questa fase che l’Oss sta per morire ucciso dal giullare, novello San Giorgio che sconfigge il drago, il dio solare che sconfigge le tenebre, la Primavera che sconfigge l’Inverno.
Ma la più enigmatica di tutte è la zia Ursula Birdhood con la sua vecchia pecora! Ed ecco che la fantasia galoppa e una leggenda locale ricorda una vecchina che ha riunito le donne di Padstow per scacciare i predoni vichinghi (in un’altra versione diventati francesi) mentre gli uomini erano tutti fuori per mare a pescare: travestita con l’Obby Oss e guidando le donne in un corteo danzante fino alla spiaggia Orsola è riuscita a far scappare i predoni convinti di vedere un mostro!
Alcuni studiosi vedono in Birdhood una storpiatura di Birdwood e quindi la collegano alla figura di Robin Hood ampliamente allacciata ai festeggiamenti del Maggio fin dai tempi del Medioevo. Altri richiamano il mito pagano relativo alla dea Freyja (o a Sant’Orsola) che, col nome di Horsel od Ursel, accoglieva nell’al di là le fanciulle defunte.

 seconda parte continua

FONTI
http://mainlynorfolk.info/steeleye.span/songs/padstow.html http://celtic.org/hobby.pdf
http://www.padstowlive.com/events/padstow-may-day http://grapewrath.wordpress.com/2010/05/01/chris-wood-andy-cutting-following-the-old-oss/

IL MAGGIO IN IRLANDA: AMHRAN NA BEALTAINE

Il canto ha molti titoli: Amhran Na Bealtaine, Samhradh, Summertime, Thugamur Fein An Samhrad Linn (We Brought The Summer With Us, We Have Brought The Summer In). Oggi viene comunemente chiamata Beltane Song

Charles Daniel Ward: Processing of Spring -1905
Charles Daniel Ward: Processing of Spring -1905

AMHRAN NA BEALTAINE

Il brano potrebbe risalire al tardo Medioevo e la sua prima traccia si trova nei festeggiamenti  popolari per lo sbarco di James Butler Duca di Ormonde nel 1662, nominato Lord Luogotenente d’Irlanda. E’ un canto tradizionale nella parte sud-est dell’Ulster (Irlanda del Nord) ed era cantato da gruppi di giovani che andavano di casa in casa a portare il ramo di Maggio (mummers, mayers- vedi).
Molto probabilmente questo era un canto di questua per ottenere   del cibo o bevande in cambio del ramo di biancospino. Il brano è ancora molto popolare in Irlanda  ed è eseguito sia in versione strumentale che cantato.
Edward Bunting afferma che il brano era suonata nell’area di Dublino fin dal 1633.

ASCOLTA
 The Chieftains , questa versione strumentale è un inno alla gioia, un canto di uccelli che si risvegliano al richiamo della primavera: inizia il flauto irlandese appoggiandosi all’arpa, che trilla nel crescendo (a imitazione del canto dell’allodola) ripreso in canone dai vari strumenti a fiato (il flauto irlandese, il whistle e la uillean pipes) e dal violino, grandioso!

ASCOLTA  Gloaming  2012 con il titolo di Samhradh Samhradh (al violino Martin Hayes)

GAELICO IRLANDESE
I
Bábóg na Bealtaine, maighdean an tSamhraidh,
Suas gach cnoc is síos gach gleann,
Cailíní maiseacha bán-gheala gléasta,
Thugamar féin an samhradh linn
Sèist
Samhradh, samhradh, bainne na ngamhna,
Thugamar féin an samhradh linn.
Samhradh buí na nóinín glégeal,
Thugamar féin an samhradh linn.

II
Thugamar linn é ón gcoill chraobhaigh,
Thugamar féin an samhradh linn.
Samhradh buí ó luí na gréine,
Thugamar féin an samhradh linn
III
Tá an fhuiseog ag seinm ‘sag luascadh sna spéartha,
Áthas do lá is bláth ar chrann.
Tá an chuach is an fhuiseog ag seinm le pléisiúr,
Thugamar féin an samhradh linn.
TRADUZIONE INGLESE
I
Mayday doll(1),
maiden of Summer
Up every hill
and down every glen,
Beautiful girls,
radiant and shining,
We have brought the Summer in.
CHORUS
Summer, Summer,
milk of the calves(2),
We have brought the Summer in.
Yellow(3) summer
of clear bright daisies,
We have brought the Summer in.
II
We brought it in
from the leafy woods(4),
We have brought the Summer in.
Yellow(3) Summer
from the time of the sunset(5),
We have brought the Summer in.
III
The lark(6) is singing
and swinging around in the skies,
Joy for the day
and the flower on the trees.
The cuckoo and the lark
are singing with pleasure,
We have brought the Summer in.
TRADUZIONE ITALIANO
I
La Fanciulla del Maggio(1),
fanciulla dell’Estate
su per ogni collina
e giù per ogni valle
(noi) Belle Ragazze,
solari e splendenti
abbiamo portato l’arrivo dell’estate
CORO
Estate, estate,
il latte dei vitelli(2)
abbiamo portato l’arrivo dell’estate.
Gialla(3) estate
di chiare e luminose margherite
abbiamo portato l’arrivo dell’estate
II
L’abbiamo portata
dai boschi frondosi(4),
abbiamo portato l’arrivo dell’estate.
Gialla estate
a partire dal tramonto(5)
abbiamo portato l’arrivo dell’estate
III
L’allodola(6) canta
e sfreccia nel cielo
Gioia per il giorno
e gli alberi in fiore
Il cuculo (7) e l’allodola
cantano con gioia
Abbiamo portato l’arrivo dell’estate

NOTE
garlan-may-day1) la Bábóg è la bambola (fanciulla) di Primavera. Brídeóg era la “piccola Bride“, (Brigit, o Brigantia in Britannia, una dea trina -Vergine, Madre, Crona) tra le più importanti del pantheon celtico, la fanciulla del grano confezionata dalle donne a Imbolc (il primo febbraio) con il grano avanzato dall’ultimo covone della mietitura dell’anno passato, ossia la giovane Dea della Primavera, un forte simbolo di rinascita nel ciclo di morte-vita in cui si perpetua la Natura: nella bambolina si era trasferito lo spirito del grano che non moriva con la mietitura. Le bamboline di Brigid venivano anche vestite con un abito bianco o decorate con pietre, nastri e fiori e portate in processione per tutto il paese affinchè ciascuno lasciasse un dono alla piccola Bride.
La bambolina ricomparirà nelle celebrazioni vittoriane del Maggio, questa volta come vera a propria bambola biancovestita posta tra una corona di fiori e nastri appesa ad un asta e portata in giro per il paese dai Mayers (i maggiolanti). continua
2) il latte delle mucche per i vitellini. Il giorno del Maggio è chiamato  na Beal tina ossia il giorno del fuoco di Beal, consacrato quindi al dio Bel o Belenos. Alla vigilia si accendevano grandi fuochi e si faceva passare il bestiame tra di essi – come era l’antica usanza dei Celti – usanza conservata ancora nelle campagne irlandesi con la convinzione che ciò impedisse al Piccolo Popolo- in particolare ai folletti molto ghiotti di latte – di fare brutti scherzi come intrecciare le code delle mucche o rubare il latte
3 ) i fiori che venivano raccolti erano per lo più gialli per richiamare il colore e il calore del sole. Fiori e rami fioriti erano posti sulla soglia di casa e ai davanzali delle finestre per proteggere gli abitanti dalle fate e come auspicio di buona sorte. Era convinzione che le fate non potessero superare tali barriere fiorite. Tale tradizione era tipica dell’Irlanda del Nord. I bambini soprattutto andavano a raccogliere i fiori selvatici per preparare delle ghirlande, specialmente con fiori dal colore giallo.
4) il greenwood, il bosco più inviolato e sacro sede degli antichi rituali celtici dal quale le ragazze hanno tagliato i rami del Maggio (in altre versioni testuali indicati come branches of the forest) ossia i rami di biancospino o di prugnolo

Bringing Home the May, 1862, Henry Peach Robinson
Bringing Home the May, 1862, Henry Peach Robinson

5) i giovani si recano nel bosco nella notte della vigilia del 1 Maggio al tramonto del sole e quindi sul far del giorno iniziano la loro questua processionale per far entrare il Maggio nel paese (continua)
6) l’allodola è un uccello sacro dal simbolismo solare (vedi simbolismo)
7) il canto del cuculo è foriero di Primavera, anche perchè una volta terminata la stagione dell’amore (fine maggio), il cuculo (maschio) non canta più (continua)

In un’altra versione testuale (vedi)

Cuileann is coll is trom is cárthain,
Thugamar féin an samhradh linn
Is fuinseog ghléigeal Bhéal an Átha,
Thugamar féin an samhradh linn.

TRADUZIONE INGLESE
Holly and hazel
and elder and rowan,(7)
We have brought the Summer in.
And brightly shining ash
from Bhéal an Átha,(8)
We have brought the Summer in)

TRADUZIONE ITALIANO
L’agrifoglio, il nocciolo,
il sambuco e il sorbo,(7)

abbiamo portato l’arrivo dell’estate
e il bianco frassino
dalla Bocca del Guado,(8)

abbiamo portato l’arrivo dell’estate

7) Il biancospino è una pianta delle fate come l’agrifoglio, il nocciolo, il sambuco e il sorbo, protettiva e benaugurale (probabilmente a causa delle spine molto acuminate). La tradizione del Maggio vuole in particolare che il ramo  di biancospino sia posto fuori dalla casa (appeso alle finestre e accanto all’ingresso) perché se portato in casa, soprattutto quando è fiorito, porta sfortuna. Questa accezione negativa risale al Medioevo quando i rami di biancospino erano usati come amuleti contro il malocchio, le streghe e i demoni e forse si può far risalire al vago odore putrescente dei rami, ma sicuramente è legata al tentativo della Chiesa di assimilare i riti precristiani a pratiche sataniche.  vedi
8) Bhéal an Átha letteralmente la bocca del guado è anche una località oggi nota come Ballina una città sul fiume Moy nella conta di Mayo. L’insediamento è però relativamente recente (fine XV secolo)

ASCOLTA La Lugh (Eithne Ní Uallacháin & Gerry O’Connor) in Brighid’s Kiss 1995. Questa versione con il titolo Bábóg na Bealtaine mantiene il testo originale, ma la melodia è composta da Eithne Ní Uallacháin


I
Samhradh buí na nóiníní gléigeal,
thugamar fhéin an thugamar fhéin an samhradh linn,
Ó bhaile go baile is chun ár mbaile ’na dhiaidh sin,
’s thugamar fhéin an samhradh linn
Sèist
Bábóg na Bealtaine, maighdean an tsamhraidh
suas gach cnoc is síos gach gleann
cailíní maiseacha, bángheala gléasta,
’s thugamar fhéin an samhradh linn
II
Tá an fhuiseog ag seinm is ag luasadh sna spéartha,
beacha is cuileoga is bláth ar na crainn,
tá’n chuach’s na héanlaith ag seinm le pléisiúr,
’s thugamar fhéin an samhradh linn
III
Tá nead ag an ghiorria ar imeall na haille,
is nead ag an chorr éisc i ngéaga an chrainn,
tá mil ar na cuiseoga is na coilm ag béiceadh,
’s thugamar fhéin an samhradh linn.
IV
Tá an ghrian ag loinnriú`s ag lasadh na dtabhartas,
tá an fharraige mar scathán ag gháirí don ghlinn,
tá na madaí ag peithreadh is an t-eallach ag géimni
’s thugamar fhéin an samhradh linn.
TRADUZIONE INGLESE*
I
Beltaine dolls,
Summer maidens
Up hill and down glens
Girls adorned in pure white,
and we bring the Summer with us.
CHORUS
Golden Summer of the white daisies,
we bring the Summer with us,
from village to village
and home again,
and we bring the Summer with us.
II
The lark making music
and sky dancing
the blossomed trees laden with bees
the cuckoo and the birds
singing with joy
and we bring the Summer with us.
III
The hare nests on the edge of the cliff
the heron nests in the branches
the doves are cooing, honey on stems
and we bring the Summer with us.
IV
The shining sun is lighting the darkness
the silvery sea shines like a mirror
the dogs are barking, the cattle lowing
and we bring the Summer with us.
TRADUZIONE ITALIANO
I
Le Fanciulle di Beltane
fanciulle dell’Estate
su per ogni collina e giù per ogni valle
ragazze vestite di candido bianco,
abbiamo portato l’arrivo dell’estate
CORO
Estate dorata delle bianche margherite
abbiamo portato l’arrivo dell’estate
di villaggio in villaggio
e in ogni casa
abbiamo portato l’arrivo dell’estate
III
L’allodola canta
e sfreccia nel cielo
gli alberi in fiore carichi di api
Il cuculo e gli uccelli
cantano con gioia
abbiamo portato l’arrivo dell’estate
III
La lepre fa il nido sul limitare della scogliera, l’airone nei cespugli
le colombe tubano, miele sui rami
abbiamo portato l’arrivo dell’estate
IV
Il sole splendente illumina l’oscurità
il mare argentato brilla come uno specchio
i cani abbaiano, il bestiame muggisce
abbiamo portato l’arrivo dell’estate

NOTE
* tratta da qui

APPROFONDIMENTO
LO SPINO DI MAGGIO: continua
LA TRADIZIONE DEL MAGGIO IN IRLANDA
: continua

FONTI
http://ontanomagico.altervista.org/beltane-la-festa-celtica-del-maggio.html
http://www.gaolnaofa.com/library/music/thugamar/
http://www.celticartscenter.com/Songs/Irish/ThugamarFeinAnSamhradhLinn.html

http://guineveere.wordpress.com/tag/imbolc/
https://thesession.org/tunes/10447

LO SPINO DI MAGGIO: AMHRÁN NA CRAOIBHE

7005638-albero-di-biancospino-sulla-strada-rurale-contro-il-cielo-bluIl biancospino è l’albero della festa di Beltane caro a Belisama, la splendente, cresce come arbusto o come albero di dimensioni ridotte (arriva solo ai 7 mt di altezza) allargando la chioma in tutte le direzioni possibili, per i molti rametti che si formano intrecciandosi sulle strutture più vecchie, alla ricerca della luce verso l’alto.
Il ramo di biancospino e i suoi fiori si utilizzavano nei rituali nunziali celtici e dell’antica Grecia e anche per gli antichi Romani era il fiore del matrimonio, augurio di felicità e prosperità.
Le virtù curative del biancospino erano conosciute fin dal Medioevo: è chiamato la “valeriana del cuore” perché agisce sul flusso sanguineo migliorandone la circolazione ed è inoltre utilizzato per contrastare l’insonnia e gli stati di angoscia. continua

BIANCOSPINO O PRUGNOLO?

fiori sono piccoli, bianchi e con delle delicate sfumature rosacee, dolcemente profumati. In zone dalle fioriture tardive per la festa di Beltane o per le questue rituali dei maggianti (i “mayers”),  si utilizza però il ramo di prugnolo (stessa famiglia delle Rosaceae  ma con fioritura già a marzo-aprile)

LA SPOSA DI MAGGIO

John Collier: Queen Guinevere's Maying - 1900
John Collier: Queen Guinevere’s Maying – 1900

AMHRÁN NA CRAOIBHE (in inglese The Garland Song) ,è il canto processionale  delle donne che portano il ramo del Maggio nelle celebrazioni rituali per la  festa di Beltane, diffuso ancora nell’Irlanda del Nord (Armagh) e forse si accompagnava ad una  danza, la cui coreografia è andata perduta.

La canzone è  stata riportata dalla signora Sarah Humphreys  che viveva nella contea di Armagh: ogni frase è intonata dal solista è seguita dal coro benaugurale verso gli sposi di Maggio.
The song is unique to the south-east Ulster area and was collected from Sarah Humphreys who lived in Lislea in the vacinity of Mullaghban in Co. Armagh. The air of the song from Cooley in Co. Louth survived in the oral tradition from my father Pádraig. It was mistakenly called ‘Lá Fhéile Blinne’ (The Feast of St Blinne) by one collector. Though it was sung as part of the celebrations of Killeavy Pattern it had no connection with Blinne or Moninne, a native saint of South Armagh, but rather the old surviving pre-Christian traditions had been incorporated into Christian celebrations. The district of ‘Bealtaine’ is to be found within a few miles of Killeavy where this song was traditionally sung, though the placename has been forgotten since Irish ceased to be the vernacular of the community within this last century. Other place names nearby associated with May festivities are: Gróbh na Carraibhe; The Grove of the Branch/Garland (now Carrive Grove) Cnoc a’ Damhsa; The Hill of Dancing (now Crockadownsa).” (Pádraigín Ní Uallacháin, 2002, A Hidden Ulster)

ASCOLTA Páidraigín Ní Uallacháin in “An Dealg  Óir” 2010

GAELICO IRLANDESE
‘S í mo chraobhsa craobh na mban uasal
Haigh dó a bheir i’ bhaile í ‘s a haigh di
Craobh na gcailín is craobh na mbuachaill;
Craobh na ngirseach a rinneadh le huabhar,
Maise hóigh, a chaillíní, cá bhfaigh’ muinn di nuachar?
Gheobh’ muinn buachaill sa mbaile don bhanóig;
Buachaill urrúnta , lúdasach, láidir
TRADUZIONE INGLESE
My branch is the branch
of the noble women,
Hey to him who takes her home,
hey to her;

The branch of the lasses
and the branch of the lads;
The branch of the maidens
made with pride;
Hey, young girls,
where will we get her a spouse?
We will get a lad
in the town for the bride,
A dauntless, swift, strong lad,
TRADUZIONE IN ITALIANO
Il mio ramo è il ramo
delle nobildonne.
Salute a colui che la sposa,
salute a lei;

il ramo delle ragazze
e  il ramo dei ragazzi;
il ramo delle fanciulle
fatto con orgoglio.
Salute, giovanette,
dove le prenderemo uno sposo? Prenderemo un ragazzo
di città per la sposa,
un ragazzo intrepido,  svelto e forte

FONTI
http://ontanomagico.altervista.org/amhran.htm
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=59221

I RITI DEL MAGGIO: CANTARMAGGIO IN INGHILTERRA

Molte tradizioni del Maggio si sono conservate in varie parti d’Europa fino alle soglie del Novecento. Così anche in Inghilterra (come in Italia) la tradizione dei “Mayers” non è scomparsa; anche se si è drasticamente interrotta allo scoppio della Prima Guerra Mondiale, è stata ripresa sporadicamente e mantenuta viva dai molti Mummers e Morris Dancers, fino ai nostri giorni.
In genere come da antica tradizione erano i giovanotti del paese ad andare nei boschi a raccogliere i rami del maggio, “going a-Maying“, e a portare il Maggio nel paese “the bringing home the May“, per lo più travestiti o con costumi stravaganti: c’erano una coppia di sposini e altre figure ancora più pittoresche dai nomi particolari a seconda del luogo e della tradizione, c’erano i bambini portavano la ghirlanda del maggio cantando in processione e facendo la questua e c’erano i musicisti che iniziavano a girare per le strade a metà aprile e fino alla sera del 30 aprile.

In Italia ad esempio le cronache del tempo riferibili alla Romagna (citato in)
…nella notte d’ingresso di tale mese, elettrizzandosi la gioventù, accorrono i giovani a cantare il maggio sotto le finestre delle loro favorite. Contemporaneamente si sentono torme di giovinette cantare canzoni ponendo sulle finestre ed alle loro porte rami di albero con fiori, come dire di avere piantato Maggio” (Placucci – 1818).
il primo giorno di maggio gli amanti prendono un ramo di acacia in fiore e vanno la mattina per tempo a piantarlo o presso l’uscio, o vicino ad una finestra dell’amata: alcune volte attaccano a questo ramo doni come spille, fazzoletti o altro. Poi cantano” (Bagli – 1885).

In Inghilterra la tradizione dei “mayers” non è scomparsa, anche se è oggi sporadicamente praticata, tuttavia per tutto l’Ottocento, sono documentati vari canti di questua primaverili risalenti alla tradizione popolare. Così nell’Ottocento i Mayers iniziavano a metà Aprile la loro questua primaverile cantando il Maggio di casa in casa, e terminavano la sera del 30 Aprile. Si trattava di un gruppetto di cinque o sei uomini che si accompagnavano nel canto con il violino o il flauto.

rasing_maypoleErano anche i bambini a girare per le strade, come per il Wassaling e il caroling natalizio anche in primavera i bambini andavano di casa in casa per la questua, cantando una serie di versi (imparati dalla mamma): portavano in processione la ghirlanda del maggio, una bambolina posta tra una corona di fiori e nastri appesa ad un’asta (vedi).

Nella questua primaverile non è espressamente indicato il wassail, perché quello che portavano i carollers erano rami del Maggio o aste decorate con ghirlande fiorite, di certo ricevevano monete e un po’ di cibo-bevande in cambio delle strofe benaugurali.
La cerimonia era detta “the bringing home the May” e l’andare nei boschi a raccogliere i rami “going a-Maying“. Nei secoli precedenti veniva eletta una “regina del Maggio” tra le fanciulle più belle del paese e i giovani si incontravano per danzare e cantare insieme intorno al Palo del Maggio.

Bringing Home the May, 1862, Henry Peach Robinson
Bringing Home the May, 1862, Henry Peach Robinson

Questi carollers erano l’eco delle allegre brigate che fin dal Medioevo facevano entrare il Maggio nelle case: prima dello spuntare del giorno di Calendimaggio i giovani del villaggio raccoglievano fiori di campo e rami di biancospino, entravano in paese: cantando e danzando, appendevano alle finestre i rami raccolti e donavano i fiori alle fanciulle più graziose. (continua).

I Mayers giravano sia durante la notte che durante il giorno ed avevano canzoni per la notte e canzoni per il giorno spesso sulla stessa melodia. Le Night songs erano cantate il 30 aprile per lasciare i rami di biancospino o più in generali i rami fioriti detti Maggio alle porte dei loro vicini con la richiesta di cibo e bevande. Le Day songs erano le canzoni del 1° Maggio quelle più propriamente di questua in cui si chiedevano delle monete in cambio delle canzoni benaugurali.

Martin Carthy così scrive nel 2006 sull’album “Holy Heathens and the Old Green Man”:There must be dozens of May Day songs from all over the country and the collector Fred Hamer had his own extensive collection, a selection of which was printed in the EFDSS journal* of 1961 along with an article on the subject. He says that a part of the ritual saw Mayers making their feelings known about particular individuals while they were doing their rounds. It was important for people to have the branch of May placed at their doors because a lack of it would certainly be seen as more than just a slight: but indeed it went further. A briar might be left to indicate a liar, and either elder or hemlock and stinging nettles for people of bad moral character; in all probability there were other examples as well. (* Journal of The English Folk Dance & Song Society)

C’erano soprattutto le canzoni, dette genericamente “May Day Song” o “May Day Carol” che prendono in prestito i versi le une dalle altre (e dalla tradizione del wassailing).

ARCHIVIO MAY DAY SONGS

Prima parte vedi
Seconda parte vedi
Terza parte vedi

WILD MOUNTAIN THYME

Questa antica ballata nota come “THE WILD MOUNTAIN THYME” ma anche “Will You Go Lassie, Go” è stata scritta da Francis McPeake   (irlandese di Belfast) nel 1957 copiando o se si  vuole usare un eufemismo parafrasando,  “The Braes of Balquhidder”  del poeta scozzese Robert Tannahill.

LA VERSIONE IRLANDESE

glenLa canzone, un’ode alla natura e alla stagione dell’amore,  si presta a una lettura in chiave ironica. Il giovane innamorato invita la  ragazza ad andare con lui in montagna a “raccogliere il timo selvatico“, ma la ragazza deve essere  una che ci mette un po’ per prendere una decisione, non per niente la domanda  “Andrai  ragazza, andrai?” è ripetuta in ogni strofa.
Il ragazzo tenta la ragazza con la promessa romantica di  costruire per lei un pergolato con tutti i fiori della montagna (in altre  versioni meno appropriatamente il pergolato si trasforma in una torre),  proprio vicino a un ruscello, poi però conclude dicendole che se proprio non  vuole seguirlo, lui si consolerà cercando un’altra ragazza. Insomma una frase poco simpatica da dire a una donna che  si vuole portare “in camporella“!
Ma forse all’epoca in cui è stata  scritta, la strofa doveva avere la sua efficacia per vincere le resistenze di  una che faceva la difficile! Oggi sicuramente il nostro “macho”  andrebbe in bianco!
A dominare su ogni cosa, però, è l’amore per la natura,  nella frase ricorrente “il timo  selvatico di montagna, tutto intorno all’erica fiorente”, in cui si può  intuire che, per il ragazzo, l’armonia della natura ha il potere di  cancellare ogni rancore e di rendere la vita più piacevole e spensierata.

Tra le moltissime registrazioni si richiamano The Kilkennys, The High Kings e in particolare, indimenticabile, la versione de The Chieftains



ASCOLTA Don Williams & The Chieftains


I
Oh, the summertime is coming
and the trees are sweetly blooming
And the wild mountain thyme
grows around the blooming heather,
Will ye1 go, lassie, go?
Chorus:
And we’ll all go together
to pluck wild mountain thyme,
All around the blooming heather.
Will ye go, lassie, go?
II
I will build my love a bower
near yon2 pure crystal fountain,
And on it I will pile
all the flowers of the mountain,
Will ye go, lassie, go?
III
If my true love she were gone,
I would surely find another,
Where wild mountain thyme
grows around the blooming heather,
Will ye go, lassie, go?
TRADUZIONE di Cattia Salto
I
L’estate si avvicina
e gli alberi sbocciano dolcemente
e il timo selvatico di montagna
cresce tra l’erica in fiore,
andrai ragazza, andrai?
Ritornello:
E andremo tutti insieme
a raccogliere il timo selvatico di montagna,
tutto intorno all’erica in fiore,
andrai ragazza, andrai?
II
Costruirò al mio amore un pergolato
vicino a quella pura sorgente cristallina
e ci metterò sopra
tutti i fiori della  montagna
andrai ragazza, andrai?
III
Se il mio vero amore se ne andrà
di sicuro ne cercherò un’altra,
dove il timo selvatico di montagna
cresce tra l’erica in fiore,
andrai ragazza, andrai?

NOTE
1 ye, forma  arcaica di you “tu”, “voi”
2 yon, vocabolo  obsoleto, non più usato nell’inglese contemporaneo, equivalente alla forma  standard that “quello”

FONTI
https://thesession.org/tunes/10655
https://mainlynorfolk.info/nic.jones/songs/wildmountainthyme.html
http://www.joe-offer.com/folkinfo/songs/752.html

WHEN YOU FELL IN THE FOGGY DEW

Canto patriottico per eccellenza ovvero rebel song che testimonia la Rivolta di Pasqua del 1916 (vedere anche Erin go bragh)

Il testo è stato scritto da Charles O’Neil nel 1919, in occasione del giorno d’insediamento del nuovo parlamento irlandese a Dublino per commemorare i primi passi dell’Isola verso l’indipendenza (l’ultima strofa però è stata aggiunta successivamente): meglio morire sotto il cielo di Dublino piuttosto che combattere sotto il comando degli inglesi o per una causa sbagliata. La melodia è quella di The Moorlough shore.

ASCOLTA Sinead O’Connor & Chieftains (strofe da I a III e V)

ASCOLTA The Wolfe Tones con le cinque strofe canoniche


I
As down the glen
one Easter morn
To a city fair(1) rode I
Their armed lines of marching men
In squadrons passed me by
No pipe did hum
and no battle drum
Did sound its loud tattoo
But the Angelus Bell o’er the Liffy(2) swell Rang out in the foggy dew
II
Right proudly high in Dublin town
Hung they out a flag of war
‘Twas better to die
‘neath an Irish sky
Than at Suvla or Sud-el-bar (3)
And from the plains of Royal Meath
Strong men came hurrying through
While Britania’s huns
with their long-range guns
Sailed in though the foggy dew
III
The bravest fell and the requiem bell
Rang mournfully and clear
For those who died that Eastertide
In the springing of the year
And the world did gaze in deep amaze
On those fearless men but few
Who bore the fight that Freedom’s light
Might shine though the foggy dew
 IV
‘Twas   England bade our Wild Geese(4) go
That small nations might be free
But their lonely graves are by Suvla’s waves
At the fringe of the great North Sea
Oh had they died by Pearse’s side(5)
Or fought with Chatal Brugha(6)
Then their graves we’d keep (7) where the Fenians (8) sleep
‘Neath the hills of the foggy dew
V (NON DI O’NEIL)
Back through the glen I rode again
And my heart with grief was sore
For I parted then with valiant men
Whom I ne’er shall see more
But to and fro in my dreams I go
And I kneel and pray for you
For slavery fled oh glorius dead
When you fell in the foggy dew
TRADUZIONE ed. musicali Rodaviva
I
Una mattina di Pasqua
attraversavo una valle
a cavallo verso una bella città (1),
mi passarono davanti marciando
file di uomini armati.
La zampogna non suonò
il tamburello non rullò.
Si sentì solo la campana dell’Angelus
suonare e di lontano lo scorrere
del fiume(2) nella nebbia di quel mattino.
II
Innalzarono fieramente la bandiera
della battaglia sopra Dublino.
Sarebbe stato meglio
morire sotto il cielo irlandese
piuttosto che combattere con inglesi a Sulva o a Sud-el-Bar(3). Dalle pianure di Royal Meath arrivarono correndo altri uomini forti, mentre con i cannoni arrivarono gli inglesi invasori sulle loro navi nella nebbia di quel mattino.
III
I più coraggiosi caddero
e nel silenzio le campane
suonarono tristemente il requiem per coloro che morirono in quella Pasqua di primavera.
Il mondo guardò con grande stupore
quei pochi uomini coraggiosi
che sostennero la lotta perché la luce della libertà risplendesse nella nebbia di quel mattino.
[IV
Se l’Inghilterra  avesse lasciato fare alle nostre Oche Selvatiche(4), quelle piccole nazioni  avrebbero potuto essere libere.
Ma le loro tombe solitarie stanno ora nelle acque del Sulva o sulle rive del gran Mare del Nord.
Oh, fossero morti al fianco di Pearse(5)
o avessero combattuto con Cathal Brugha(6)! Allora si serberebbero i loro nomi(7) dove dormono i Feniani (8), sotto le colline fra la nebbia dell’aurora]*
V
Tornai in quella valle cavalcando
e il mio cuore pianse di dolore,
perché avevo lasciato uomini valorosi
che non avrei mai più visto.
Ma quando il mio pensiero torna a voi m’inginocchio e prego,
perché la schiavitù è fuggita quando voi,
o morti gloriosi,
siete caduti nella nebbia di quel mattino.

NOTE *integrazione traduzione di Cattia Salto
1) Dublino
2) il Liffey è il fiume che attraversa Dublino
3) nella I Guerra Mondiale
4) Oche selvatiche   sono i soldati irlandesi che emigrarono per prestare servizio negli eserciti   continentali dal sedicesimo al diciottesimo secolo; nello specifico si   riferisce ai soldati giacobiti che lasciarono l’Irlanda per poter continuare   a prestare servizio nella Brigata irlandese di Giacomo II (ottobre 1691)
5) Pádraig (Patrick) Pearse  (18791916), è stato un poeta irlandese, teorico della rinascita dell’identità gaelica.  A diciassette anni si unì alla Gaelic League e nel 1913 entrò nell’Irish Republican Brotherhood per poi diventare capo dell’Irish Volunteer. Fu uno dei comandanti maggiori dell’Easter Rising, e fu lui a leggere la Poblacht na hÉireann, la proclamazione della Repubblica d’Irlanda, sulle scale del General Post Office, davanti ad una folla per la verità un po’ disorientata. Fu giustiziato il 3 maggio 1916.
6) Cathal Brugha (1874 – 1922) uomo politico irlandese,  attivo nell’insurrezione di Pasqua
7) l’autore si rammarica che i tanti soldati irlandesi morti nella I Guerra Mondiale nell’esercito inglese non abbiano potuto combattere gloriosamente per l’Irlanda, allora i loro nomi sarebbero stati ancora ricordati come eroi invece di andare dispersi
8) Fenians ovvero la Fenian Brotherhood  fondata da James Stephens nel 1858 a Dublino per la creazione di una repubblica irlandese indipendente dal Regno Unito. I Feniani   presero il nome dai Fianna ovvero i mitici guerrieri guidati da Fionn Mac Cumhail. Si fa riferimento agli antichi luoghi di sepoltura di questi mitici eroi ossia le tombe a tumulo.

ASCOLTA Alberto Cesa con i Cantovivo

TRADUZIONE ITALIANO  ALBERTO CESA
I
Era il giorno di Pasqua e scendevo giù –sulla strada per la mia città – quando vidi protetti dalla bruma del mattino – mille uomini marciare.
E nell’aria non c’eran cornamuse e tamburi solo i passi che battevan la sterpaglia, – mentre al colle di Liffey la campana suonava – come il tuono che attraversa la battaglia.
II
Con orgoglio scoprii che a sfidare il destino – sventolavan le bandiere della guerra: – era meglio crepare sotto il cielo di Dublino – che   regalare il cuore all’Inghilterra. – Dalle verdi pianure di Royal Meath – ogni uomo lasciava la dimora – mentre i barbari inglesi con i loro fucili – salpavan fra le nebbie dell’aurora.
III
Ma i più forti morirono e la campana suonò –il canto   triste della terra violentata – mentre il vento tagliava il dolore nuovo e antico – come una folle, tremenda sciabolata.
Ed il mondo pensava quanto fossero strani – questi uomini liberi e leali – che morivan “soltanto” per riaccendere ancora la libertà nella nebbia dell’aurora.

FONTI
https://www.antiwarsongs.org/canzone.php?lang=it&id=1929

Tra terra e cielo, la cultura nei paesi dei Celti

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