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RAGGLE TAGGLE GIPSY

Una ballata originaria della Scozia sugli zingari e il fascino dell'”esotico”: una bella lady è rapita da uno zingaro o abbandona il marito di sua spontanea volontà e, inseguita dal marito, si rifiuta di tornare a casa.

Come sempre nel caso di ballate molto popolari ampiamente diffuse dalla tradizione orale, si hanno molte varianti del testo anche con diversi finali (vedi Child #200 aChild #200 b).

RAGGLE TAGGLE GIPSY

E’ questa la versione più conosciuta della ballata con dei toni tra il disprezzo e la burla.
Il marito abbandonato insegue la moglie e cerca di convincerla a ritornare a casa; indignato, fa appello al talamo nunziale (dove si presume abbiano da poco consumato la loro prima notte); poi fa appello alle sue “sostanze” e alla sicurezza economica che le può garantirle con il matrimonio.
Ma la Lady è ben intenzionata a lasciarlo e mi soffermo sulla strofa di chiusura, – presente solo in alcune versioni – che riprende, per simmetria, la corsa del marito per andare alla ricerca della sposa fuggita con lo zingaro, e che  racchiude il motivo per cui la donna lascia il marito seppure Lord.
ASCOLTA Jalan Crossland in una strepitosa versione live un uomo con sole due mani ma che usa tutte le dita per suonare.. e che senso del ritmo!! Assolutamente strepitoso!!

ASCOLTA The Chieftains & Nickel Creek. (il cd Further Down the Old Plank Road – 2003 è una chicca): a cominciare dall’attacco, le due voci, il riff violino e flauto e tutto il ritmo un po’ “bluegrass” del mandolino, per chiudere con una danza più irish che gitana, ma che rende appieno il clima di festa che doveva esserci in quel “campo all’aperto” intorno al carrozzone degli zingari!

The Chieftains , Nickel Creek : The Raggle… di jolysable

ASCOLTA Waterboys. Questa versione l’hanno presa un po’ lenta rispetto ad altri live, ma è ben interpretata, e con il violino proprio zingaro! Bella anche la ripresa finale del flauto!

ASCOLTA Irish Descendants nel Cd Gypsy’s And Lovers -2008. Non male anche se ci si aspetta che succeda qualcosa di più “raggle taggle” nello strumentale, qui però è presente la strofa di chiusura aggiuntiva.

ASCOLTA Derek Ryan

VERSIONE CHIEFTAINS
I
There were three old gypsies came to our door.
They came brave and boldly-o.
And one sang high and the other sang low
And the other sang a raggle taggle gypsy o.
II
It was upstairs, downstairs the lady went,
Put on her suit of leather-o,
And it was the cry all around her door
“She’s away with the raggle taggle gypsy-o”
III
It was late that night when the lord came in,
Inquiring for his lady-o,
And the servant girl she said to the Lord;
“She’s away with the raggle taggle gypsy-o”
IV
“Well, saddle for me my milk-white steed
My big horse is not speedy-o
And I will ride till I’ll seek my bride,
She’s away with the raggle taggle gypsy-o”
V
Now, he rode east and he rode west
He rode north and south also,
until he came to a wide open field
It was there that he spied his lady-o.
VI
“Tell me, how could you leave your goose feather bed
your blankets strewn so comely-o?
And how could you leave your newly wedded Lord
all for a raggle taggle gypsy-o?”
VII
“What care I for my goose feather bed
for my blankets strewn so comely-o?
Tonight I lie in a wide open field
in the arms of a raggle taggle gypsy-o”
VIII
“Tell me, How could you leave your house and your land?
how could you leave your money-o?
How could you leave your only wedded Lord
all for a raggle taggle gypsy-o?”
IX
“Well, What care I for my house and my land?
what care I for my money-o?
I’d rather have a kiss from the yellow gypsy’s lips
I’m away wi’ the raggle taggle gypsy-o!”
X (additional)
“Oh, for you rode east when I rode west
You rode high and I rode low.
I’d rather have a kiss of the yellow gypsy’s lips
Than all of your cash and your money-o”
TRADUZIONE ITALIANO
I
Tre zingari si presentarono alla nostra porta,
coraggiosi e baldanzosi,
e uno cantava con il tono alto, l’altro con il tono basso
e il terzo cantava una rude melodia (1) gitana.
II
La signora andò su e giù
per le scale,
indossò il completo di pelle
e si sentì un grido dietro la sua porta “Se n’è andata con un volgare
zingaro”.
III
Era tardi quella sera quando il Signore ritornò,
cercando la sua consorte
e la cameriera disse al Lord
“Se n’è andata con lo zingaro”.
IV
“Sellatemi il destriero bianco
perché il mio cavallo non è abbastanza veloce
e cavalcherò per cercare la mia sposa, che se n’è andata con lo zingaro”.
V
Cavalcò ad est e cavalcò a ovest, cavalcò a nord e anche a sud
fino a che arrivò in una pianura
e lì vide la sua sposa.
VI
“Come hai potuto lasciare il tuo letto di piume,
le tue coperte ancora calde,
come hai potuto lasciare il tuo Signore appena sposato,
tutto per un rozzo zingaro?”
VII
“Che cosa mi interessa del letto di piume e delle lenzuola,
cosa mi interessa del mio Signore, stanotte mi trovo in un campo all’aperto
tra le braccia del mio zingaro.”
VIII
“Come hai potuto lasciare la tua casa e la tua terra,
come hai potuto lasciare il tuo denaro, come hai potuto lasciare tuo marito, tutto per uno zingaro?”
IX
“Che cosa mi interessa della casa e
della terra
cosa m’interessa del denaro
preferisco un bacio dalle labbra del mio zingaro vestito di giallo (2),
vado via con il mio rude zingaro”
X
Perché tu cavalcavi ad est (3) quando io cavalcavo ad ovest,
tu cavalcavi in alto quando io cavalcavo in basso,
preferisco avere un bacio dalle labbra di uno zingaro vestito di giallo,
che tutto il tuo denaro

NOTA
1) raggle-taggle: arruffato, scarmigliato, rude o rozzo
2) yellow gypsy” a mio avviso non si riferisce al colore della pelle (che se non vogliamo proprio tradurla con gialla si potrebbe tentare con un olivastra) ma al colore giallo, tipicamente indossato fin dal medioevo, dalla gente di strada: artisti girovaghi e prostitute, il colore stava a indicare la loro impudicizia. O più precisamente un termine con un marchio d’infamia. Detto dalla Lady assume un tono vezzegigativo
3) la frase ci dice del vero motivo per cui la donna lascia il Lord: una sorta di incompatibilità tra i due o l’incapacità dell’uomo di condividere passioni e interessi con la moglie; la freddezza di un rapporto basato sulle convenzioni sociali e d’interesse, troppo tardi lo sposo ha cavalcato nella stessa direzione della donna!

continua

MACPHERSON’S FAREWELL

Macpherson_(R__R__McIan)James o Jamie Macpherson (1675–1700) fu un fuorilegge scozzese figlio di un “laird” delle Highland (MacPherson di Invereshie) ossia un proprietario terriero della bassa nobiltà. Personaggio da non confondere con il successivo James Macpherson (1736-1796) autore dei “Ossian Verses” e precursore del Romanticismo in Scozia.

La leggenda vuole che fosse nato da un rapporto occasionale tra il padre e una bella zingara, accolto nella casa paterna  venne riconosciuto come figlio legittimo, tuttavia il ragazzo ritornò presto con la madre dopo che il padre venne ucciso durante uno scontro tra clan (per le solite “questioni” di bestiame)! Visse con la madre, una zingara, e divenne ben presto il capo del gruppo.
Alto, muscoloso e prestante, abile spadaccino e suonatore di violino, viveva del commercio di cavalli. Non è ben chiaro se fosse effettivamente un furfante, in un epoca e terra in cui le razzie di bestiame erano “faccende” regolate tra i clan: la leggenda lo descrive come un Robin Hood che rubava solo ai ricchi che potevano permetterselo.
Protetto da alcuni amici e simpatizzanti anche all’interno del clan paterno, era diventato temerario fino al punto da presentarsi nelle cittadine dell’Aberdeenshire nei giorni di mercato, preceduto da un suonatore di cornamusa!

Lord Alexander Duff signore di Braco fu il suo mortale nemico che lo catturò una volta a Keith durante la fiera di San Rufus; riuscito a sfuggire alla prigionia, Jamie venne ricatturato e portato con una grossa scorta armata alla prigione di Banff.
Macpherson e tre dei suoi uomini furono processati a Banff dallo sceriffo Nicholas Dunbar (chiaramente un caro amico di Duff) e condannati all’impiccagione con la generica accusa di essere non solo ladri ma anche “egyptians and vagabonds” [zingari e vagabondi]. (vedi: Gli Zingari in Scozia ) Nell’atto di condanna, ancora conservato, tra le accuse riconosciute meritorie di condanna, c’erano anche quelle di: parlare una lingua straniera, passare le notti a cantare, ballare e fare sesso (il terme utilizzato è “debauchery” ossia comportamento vizioso, dissolutezza). La condanna fu eseguita a Banff il 16 novembre 1700, un venerdì giorno di mercato, un quarto d’ora prima dello scoccare delle tre.

MACPHERSON’S FAREWELL

La canzone nota anche come Macpherson’ s Rant o Lament era ampiamente diffusa e popolare già all’epoca dei fatti, circolante in molte strofe e versioni, nel 1788 anche Robert Burns ne riscrisse una parte. Grazie a questa popolare ballata si narrano ancora oggi le roccambolesche fughe di Jamie!

broken_fiddle_2sSembra che Jamie abbia composto una melodia con il suo violino nei giorni di prigionia e che l’abbia suonata sotto la forca: alla fine poiché nessuno osava reclamare a sé il violino, lo ruppe (c’è chi dice sulla testa del boia) e lo gettò verso la folla, affinchè nessun altro potesse più suonarlo.
Più recenti ricerche hanno dimostrato che non necessariamente il fuorilegge di nome MacPherson impiccato a Banff nel 1700 sia stato un violinista “Turning to the trial records, published in 1846, one finds this sole reference to MacPherson and anything musical: ‘M’Pherson…wes one night in the house at that tyme, and drunk with the res, and danced all night.’ The onlymusician mentioned in this account is Peter Broune, who ‘went sometymes to Elchies, and played on the wiol’ and ‘got money sometyms for playing on the wiol…’ (He may have been one of the ‘Browns of Kincardine’ referred to later in this chapter as early strathspey players and composers.) Nor is the earliest broadside helpful. ‘The Last Words of James Macpherson, Murderer’, printed about 1705, contains nothing about the dramatic gesture with which he is thought to have ended his life, and nothing about fiddling. Apparently there is a later version, which adds to the title the words ‘To its own proper tune’. It is quite likely that the tune was written after the event to suit the broadside, for it fits the words perfectly…It may be that over the years traditional memory fused MacPherson’s story with the musical facts about Peter Broune, who was on trial at the same time. (tratto da qui)

LA MELODIA: Macpherson’s Rant o Farewell

Ci sono due distinte melodie la prima una strathspey, la seconda una slow air, lenta e malinconica. Annotata da James Scott Skinner (qui)

ASCOLTA Paul Anderson dal Cd “The Journey Home” – 1998.
Paul Anderson è un violinista scozzese della nuova generazione che ha assorbito tutto lo stile di Niel Gow (1727-1807), ossia lo stile classico del Nord-Est della Scozia, attraverso i suoi maestri: non solo virtuoso interprete ma anche compositore di fama.

Come per tutti i brani popolari e ampiamente diffusi sono state tramandate e stampate molte versioni testuali.

PRIMA VERSIONE

Qui la figura di MacPherson non è chiaramente individuata come personaggio negativo, anzi c’è un che di eroico, quasi romantico, nel suo Addio alla buia prigionia. La storia è ridotta alle sole strofe riguardanti l’ultimo atto presso la forca: le ultime parole di Jamie, la rottura del violino e l’inganno perpetrato dai nemici.
Le strofe I, IV e V sono quelle della versione di Robert Burns

ASCOLTA Noel McLoughlin nel Cd “20 best of Scotland” – la stessa melodia prima interpretata in modo tragico qui diventa più allegra e ritmata in bilico tra il tragicomico.


I
Farewell, ye dungeons
dark and strong,
farewell, farewell to thee
McPherson’s life will no be long
on yonder gallows tree
Chorus
Sae rantinly, sae wantonly,
and sae dauntonly(1) gaed he
He played a tune
as he danced around
below the gallows tree
II
There’s some come here
for to see me hung,
and some to buy my fiddle
But before that I do part with her,
I’ll break her through the middle
III
So he took his fiddle in both of his hands,
and he broke it o’er a stone
Saying: “There’s no other hand
shall play on thee when I am dead and gone”
IV
O, what is death but parting breath?
On many a bloody plain
I’ve dared his face and in this place
I scorn him yet again!
V
Untie these bands from off my hands,
and bring me to my sword;
And there’s no a man in all Scotland
but I’ll brave him at a word.
VI
The reprieve was coming o’er the Brig of Banff,
to set McPherson free
But they put the clock a quarter before, (3)
and they hanged him from a tree
TRADUZIONE di Cattia Salto
I
“Addio, tu cella
dura e buia !
Addio, addio a te,
la vita di MacPherson non resisterà
a lungo su quella forca”
Ritornello
Così gioviale
deciso e sprezzante (1) lui andava
suonando una melodia

mentre ballava
sotto la forca

II
“C’è gente venuta qui
per vedermi impiccare
e altri per comprare il mio violino,
ma prima che io me ne separi
lo romperò nel mezzo (2)”
III
Così prese il violino con entrambi le mani
e lo ruppe su di una pietra
dicendo: “Nessun’altra mano
ti suonerà
dopo che sarò morto e sepolto”
IV
“Cos’è la morte se non l’ultimo respiro?
In molti campi di battaglia
l’ho già sfidata e in questo posto
mi scontro con lei ancora una volta.
V
Slegatemi le mani
e portatemi la mia spada;
e non ci sarà un uomo in tutta la Scozia
che io non possa sfidare sul mio onore”
VI
La grazia stava arrivando sul ponte di Banff
per liberare MacPherson,
ma essi misero l’orologio indietro di un quarto d’ora (3)
e lo impiccarono sulla forca.

NOTE
1) con aria di sfida, coraggio
2) Il violino rotto è conservato al museo del clan Macpherson a Newtonmore.
3) La leggenda narra che il Laird di Braco avendo visto sopraggiungere un cavaliere da Turriff e temendo che portasse una lettera di perdono per Jamie, fece spostare le lancette dell’orologio della torre campanaria avanti di 15 minuti in modo da poter impiccare il suo odiato nemico prima dell’arrivo del perdono.

SECONDA VERSIONE

Rispetto alla versione precedente si aggiungono un paio di aneddoti: siccome Jamie era reputato essere un ottimo spadaccino, è stato catturato solo con l’inganno di una donna, che lo ha attirato sotto il suo balcone, per gettargli addosso una spessa coperta impedendogli così di sguainare la spada contro i suoi aggressori. Si fa inoltre riferimento a un Lord di Grant, appartenente al clan Grant molto potente della contea di Inverness, che sembra abbia cercato di proteggere Jamie.

ASCOLTA Hamish Imlach

ASCOLTA Old Blind Dogs live California WorldFest 2009. Per sentire il tipico accento scozzese: sul palco sono solo in quattro ma ci mettono l’anima, lo strumentale finale (lungo quasi come la parte cantata) è da mozzafiato con il duetto cornamusa-violino e irish-bouzouki+percussioni


Chorus
Sae rantinly, sae wantonly,
and sae dauntonly (1) gaed he
He played a tune as he danced around, below the gallows tree
I
Farewell, ye dungeons
dark and strong
A lang fareweel tae thee
Macpherson’s time will ne’er be lang
On yonder gallows tree.
II
‘Twas by a woman’s treacherous hand
That I was condemned tae dee
She ca’ed me o’er tae the window sill
And a blanket she threw o’er me
III
The Laird o’ Grant (4), oh that hieland sant
That first laid hands on me
He pleads the cause o’ Peter Broon
Ach, let MacPherson free
IV
“Untie these bands frae off my hands
An’ bring tae me my sword
There’s nae a man in a’ Scotland
I’ll brave him at a word”
V
“Oh there’s some come here tae see me hanged
And some to buy my fiddle
But before I do part wi’ her
I’ll brak thro’ her the middle”
VI
He ta’en the fiddle into both his hands
He’s brak it o’er a stane
Sayin’, “No anither hand will play on thee
When I am dead and gane”
VII
“Oh little did my mither think
When first that she cradled me
That I would turn tae the rovin’ trade
And die on gallows tree”
VIII
Reprieve was comin’ o’er the brig o’ Banf
Tae set MacPherson free
They put the clock aye a quarter ‘fore (3)
And they hanged him frae the tree.
TRADUZIONE di Cattia Salto
Ritornello
Così gioviale,
deciso e sprezzante lui
andava suonando una melodia
mentre ballava sotto la forca”
I
“Addio, tu cella
dura e buia !
un lungo addio a te,
il tempo di MacPherson non resisterà
a lungo su quella forca
II
Fu per mano infame di una donna,
che fui condannato a morire,
mi chiamò sotto al suo balcone
e una coperta mi gettò addosso
III
Lord Grant (4), quel santo montanaro
che per primo mi protesse,
lui perorò la causa di Peter Brown
e di lasciare libero MacPherson
IV
Slegatemi le mani
e portatemi la mia spada;
e non ci sarà un uomo in tutta la Scozia
che io non possa sfidare sul mio onore
V
C’è gente venuta qui per vedermi impiccare
e altri per comprare il mio violino,
ma prima che io me ne separi
lo romperò nel mezzo (2)”
VI
Così prese il violino con entrambi le mani
e lo ruppe su di una pietra
dicendo: “Nessun’altra mano ti suonerà
dopo che sarò morto e sepolto”
VII
“Oh mai pensava mia madre,
quando all’inizio mi cullava
che io sarei diventato un vagabondo,
e sarei morto sulla forca”
VIII
La grazia stava arrivando sul ponte di Banff
per liberare MacPherson,
ma essi misero l’orologio indietro di un quarto d’ora (3)
e lo impiccarono sulla forca.

NOTE
4) The Laird of Grant is mentioned in the song because he attempted to secure the release of two men captured with MacPherson, by claiming that they were subject to his hereditary feudal jurisdiction. He is referred to as “that Highland sant” (i.e. saint) because unlike the MacPhersons he was a staunch Protestant and a militant partisan of King William, whose cause he had supported with three hundred men at the Battle of the Haughs of Cromdale (1690). (Hamish Henderson, tratto da qui)

VERSIONE DI ROBERT BURNS 1788: Macpherson’s Farewell

(The ‘Scots Musical Museum’ – Volume II, song 114)

ASCOLTA Battlefield Band


I
Farewell, ye dungeons
dark and strong,
The wretch’s destinie!
McPherson’s time will not be long,
On yonder gallows-tree.
CHORUS
Sae rantingly, sae wantonly,
Sae dauntingly gaed he;
He play’d a spring, and danc’d it round,
Below the gallows-tree.
II
O what is death but parting breath?
On many a bloody plain
I’ve dar’d his face, and in this place
I scorn him yet again!
III
Untie these bands from off my hands,
And bring me to my sword;
And there’s no a man in all Scotland,
But I’ll brave him at a word.
IV
I’ve liv’d a life of sturt and strife;
I die by treacherie:
It burns my heart I must depart,
And not avenged be.
V
Now farewell light,
thou sunshine bright,
And all beneath the sky!
May coward shame distain his name,
The wretch that dares not die!
TRADUZIONE di Cattia Salto
I
“Addio, tu cella
dura e buia!
il destino dello sciagurato,
la vita di MacPherson non resisterà a lungo su quella forca”.
CORO
Così gioviale
deciso e sprezzante (3)  lui andava
e suonava una melodia mentre ballava

sotto la forca.
II
“Cos’è la morte se non l’ultimo respiro?
In molti campi di battaglia
l’ho già sfidata e in questo posto
mi scontro con lei ancora una volta.
III
Slegatemi le mani
e portatemi la mia spada;
e non ci sarà un uomo in tutta la Scozia
che io non possa sfidare sul mio onore
IV
Ho vissuto una vita di vessazioni e lotta; muoio davanti al traditore:
mi infiamma il cuore il dover morire
senza essere vendicato.
V
Allora addio luce,
tu sole luminoso
e tutto quanto sotto il cielo!
Che il codardo disonori e insozzi pure il suo nome, lo sfortunato che osa non muore” (5)

NOTE
5) il verso dice: colui che mostra coraggio nelle avversità sarà ricordato
FONTI
http://tunearch.org/wiki/Annotation:MacPherson’s_Lament
http://www.contemplator.com/scotland/macphers.html
http://www.cobbler.plus.com/wbc/poems/translations/macphersons_farewell.htm
http://www.tobarandualchais.co.uk/en/fullrecord/79266/4
https://thesession.org/tunes/3053
http://mysongbook.de/msb/songs/m/macphers.html
http://www.antiwarsongs.org/canzone.php?lang=it&id=31708
http://www.bbc.co.uk/arts/robertburns/works/mcphersons_farewell/

LA BATTAGLIA DI PRESTONPANS: Johnie Cope

Seconda puntata del post dedicato ai Giacobiti e a Bonnie Prince Charlie (vedi): Johnie Cope è un canto pro-giacobita riferito alla battaglia di Prestonpans (una località poco  lontano da Edimburgo – Scozia). Gli scozzesi la ricordano come la battaglia di Gladsmuir per via di una vecchia profezia secondo la quale il pretendente al trono di Scozia sarebbe stato vittorioso a Gladsmuir.

LA VITTORIA DI GLADSMUIR

Highland_soldier_1744Il 21 settembre 1745 truppe di ribelli scozzesi giacobite guidate  dal generale Lord George Murray,  affrontarono in battaglia l’esercito regolare inglese di stanza in Scozia  comandato da Sir John Cope.
Cope schierò le proprie truppe a ridosso di un terreno paludoso che avrebbe dovuto rallentare e fiaccare l’impeto degli scozzesi ma nel corso della notte, e non senza veementi discussioni, Carlo Edoardo Stuart manovrò in modo da aggirare la linea inglese sulla propria destra. La manovra, in parte inaspettata, costrinse i difensori a modificare in tutta fretta il fronte che, all’alba del 21 settembre, era disposto in direzione nord sud, con la fanteria al centro protetta sulle ali da tre reggimenti di dragoni. La battaglia vera e propria durò una manciata di minuti. I clan scozzesi si lanciarono in massa contro la linea inglese usando la loro consueta, ed unica, tattica di battaglia. Gli artiglieri inglesi si diedero alla fuga senza nemmeno tirare un colpo, i dragoni li seguirono ben presto e la linea di fanteria ebbe il coraggio di resistere il tempo appena necessario per sparare una sola salva prima di fuggire precipitosamente in gran disordine, terrorizzati dalla massa urlante di guerrieri delle Highland. Senza più una parvenza di ordine le linee inglesi furono travolte lasciando sul campo 400 tra morti e feriti ed oltre mille prigionieri. ” (tratto da qui)

LA MOSSA VINCENTE

In attesa del sorgere del sole per iniziare il combattimento  gli highlanders vennero condotti, grazie  all’intuizione di Lord Murray, attraverso il tratto paludoso per un passaggio  noto a uno di loro, aggirando così lo schieramento inglese.

FIG 1
FIG 1: Schieramento eserciti nella battaglia di Prestonpans

Nello schema dello schieramento (FIG 1) la lunga linea tratteggiata con la freccia è il percorso compiuto dagli Highlanders:  durante la notte dalla strada da Tranent, scesero  senza fare rumore verso la pianura, attraversarono le paludi per schierarsi proprio a pochi passi dall’accampamento inglese in attesa dell’alba.
Gli inglesi al risveglio hanno visto arrivare tra le brume della nebbia che man mano si dissolveva l’orda urlante degli Highlanders .. e  nonostante potessero contare su artiglieria e dragoni a cavallo si sono dati alla fuga! Correva voce che Cope fosse  stato il primo a darsela a gambe.

Adam Skirving (circa 1745-46) un fittavolo del posto, scrisse due canzoni sulla Battaglia di Prestonpans; la prima con una venatura comica è la più famosa Johnnie Cope, la seconda invece dal titolo Tranent Muir è quasi un reportage di guerra.

JOHNNY COPE

charlie-letterLe versioni testuali sono molteplici, anche se quasi tutte iniziano con  la descrizione di un  carteggio tra John Cope e Charlie Stuart (il  Giovane Pretendente), ovviamente inventato, così creando un gustoso siparietto  tra i due protagonisti e si concludono con Cope terrorizzato dalla vista degli Highlander!
Il ritornello schernisce Cope dandogli del  bell’addormentatoEhi Johnny stai  ancora dormendo?”  I versi sarcastici e la melodia allegra hanno fatto  arrivare fino ai nostri giorni questo brano, ancora interpretato da molti  solisti e gruppi musicali.

LE MELODIE

Del brano ci sono almeno tre melodie distinte come pure  molte versioni testuali, anche Robert Burns riportò una versione nella raccolta dello “Scots Musical Museum”  – 1790. (continua)
in “Companion” di Oswald, 1759, ix. 11
in “Scots Tunes” di McLean, c. 1772, 23;
in “Airs” di Aird, 1783, ii. No. J2;
in “SMM” di  Johnson;
La melodia è diventa la sveglia tradizionale delle Scots Guards Regiment suonata ovviamente con la cornamusa

PRIMA VERSIONE

Una gagliarda interpretazione di un Andy Stewart giovanissimo

VERSIONE Joseph Ritson, 1794
1. Cope sent a challenge frae Dunbar
Sayin “Charlie meet me an’ ye daur
An’ I’ll learn ye the airt o’ war
If ye’ll meet me in the morning.”
Chorus
Hey! Johnnie Cope are ye wakin’ yet?
Or are your drums a-beating yet?
If ye were wakin’ I wad wait
Tae gang tae the coals in the morning.

2. When Charlie looked the letter upon
He drew his sword, his scabbard from
Come, follow me, my merry men
And we’ll meet Johnnie Cope in the morning.
4. When Johnnie Cope he heard o’ this
He thocht it wouldna be amiss
Tae hae a horse in readiness
Tae flee awa in the morning.
5. Fye now, Johnnie, get up an’ rin
The Highland bagpipes mak’ a din
It’s better tae sleep in a hale skin
For it will be a bluidie morning.
6. When Johnnie Cope tae Dunbar cam
They speired at him, “Where’s a’ your men?”
“The de’il confound me gin I ken
For I left them a’ in the morning.”
TRADUZIONE  DI CATTIA SALTO
1. Cope ha mandato una sfida da Dunbar (3) dicendo “Charlie (4) vediamoci per un duello e io vi insegnerò l’arte della guerra
se mi incontrerete all’alba”
Ritornello
Ehi Johnny Cope sei già sveglio (1)?
e  i tuoi tamburi rullano di già?
Se sei sveglio vorrei aspettare prima
di andare nella miniera di carbone (2) stamattina
2.Quando Charlie lesse la lettera
estrasse la spada dal fodero
“Venite e seguitemi, miei bravi
e noi affronteremo Johnny Cope
al mattino”
4.
Quando Johnny Cope lo sentì
ha pensato che non sarebbe stato sbagliato avere un cavallo pronto
per fuggire via al mattino
5. Bene, allora Johnny alzati e corri
le cornamuse scozzesi si avvicinano
è meglio dormire in una pelle sana
che essere bucherellato (7) al mattino
6. Quando Johnny Cope a Dunbar ritornò, gli venne chiesto “Dove sono i vostri uomini?”
“Lo sa il Diavolo se lo so,
perchè li ho lasciati tutti al mattino”

SECONDA VERSIONE

Un’altra versione testuale sempre riportata da Joseph Ritson, nella spumeggiante  interpretazione dello scozzese Alaistair McDonald, con uno  strepitoso arrangiamento con il banjo.

VERSIONE Joseph Ritson, 1794
I
Cope sent a challenge frae Dunbar(3)
Sayin “Charlie(4) meet me an’ ye daur(5)
An’ I’ll learn ye the airt o’ war
If ye’ll meet me in the morning.”
Chorus
O Hey! Johnnie Cope are ye waukin'(1) yet?
Or are your drums a-beating yet?
If ye were waukin’ I wad wait
Tae gang tae the coals (2) in the morning.
II
When Charlie looked the letter upon
He drew his sword and scabbard(6) from
“Come, follow me, my merry men
And we’ll meet Johnnie Cope in the morning.”
III
“Now Johnnie, be as good as your word
Come, let us try baith fire and sword
And dinna flee like a frichted bird
That’s chased frae its nest i’ the morning.”
IV
When Johnnie Cope he heard o’ this
He thocht it wouldna be amiss
Tae hae a horse in readiness
Tae flee awa in the morning.
V
Fye now, Johnnie, get up an’ rin
The Highland bagpipes mak’ a din
It’s better tae sleep in a hale skin
For it will be a bluidie morning(7).
VI
When Johnnie Cope tae Dunbar cam
They speired (8) at him, “Where’s a’ your men?”
“The de’il confound me gin I ken
For I left them a’ in the morning.”
VII
Now Johnnie, troth ye werena blate (9)
Tae come wi’ news o’ your ain defeat
And leave your men in sic (10) a strait
Sae early in the morning.
VIII
In faith, quo Johnnie, I got sic flegs (11)
Wi’ their claymores an’ philabegs (12)
Gin(13) I face them again, de’il brak my legs
So I wish you a’ good morning.
TRADUZIONE  DI CATTIA SALTO
I
Cope ha mandato una sfida da Dunbar (3)
dicendo “Charlie (4) incontratemi per una sfida (5)
e io vi insegnerò l’arte della guerra
se vi batterete con me all’alba”
Ritornello
Ehi Johnny Cope sei già sveglio (1)?
e  i tuoi tamburi rullano di già?
Se sei sveglio vorrei aspettare prima
di andare nella miniera di carbone (2)stamattina
II
Quando Charlie lesse la lettera
estrasse la spada dal fodero
“Venite e seguitemi, miei bravi
e noi affronteremo Johnny Cope
al mattino”
III
“Ora Johnny devi essere di parola
vieni, sfidiamoci con il fucile e la spada
e tu fuggirai come un uccellino timoroso
inseguito fino al suo nido
al mattino”
IV
Quando Johnny Cope lo sentì
ha pensato che non sarebbe stato sbagliato
avere un cavallo pronto
per fuggire via al mattino
V
Bene, allora Johnny alzati e corri
le cornamuse scozzesi si avvicinano
è meglio dormire in una pelle sana
che essere bucherellato (7) al mattino
VI
Quando Johnny Cope a Dunbar ritornò,
gli venne chiesto “Dove sono i vostri uomini?”
“Lo sa il Diavolo se lo so,
perchè li ho lasciati tutti al mattino”
VII
Non ti vergogni Johnny
di dover annunciare la tua sconfitta
e di aver lasciato i tuoi uomini nei guai
così di mattina presto?
VIII
“In fede” disse Johnny “mi è venuto un tale spavento (11) per i loro spadoni e gonnellini,(12)
e se li incontrassi di nuovo, che il diavolo mi prenda, così ti auguro il buon giorno”

La traduzione in francese qui
NOTE
1) wauking=waking sveglio
2) la zona era ricca di miniere di carbone. John Stuart Blackie in his “Scottish Song”, published in Edinburgh and London in 1889, writes : “The allusion in the refrain is to the coal mines at Tranent [near Prestonpans]…Adam Skirving, a farmer in the district, humorously supposes one of the miners of the neighbourhood being in a greater hurry to go to his daily underground task, than the king’s general was to leave his bed and do his military duty”. Tranent is usually regarded as the oldest mining community in Scotland. The last pit closed in 1963. (tratto da qui)
 Il testimone della battaglia diventa un minatore delle vicine miniere di carbone che si è fermato qualche minuto  per assistere alla fuga degli inglesi!
3) Dunbar  è la cittadina della costa sud-est della Scozia a una quarantina di km da  Edimburgo, dove sbarcarono le truppe di Sir John Cope  mentre le truppe ribelli entravano in Edimburgo
4) Charles Stuart
5) daur parola scozzese per dare= sfidare
6) E’ passato come aneddoto la frase pronunciata dal Bonnie Prince davanti ai suoi uomini il giorno prima della battaglia  “My friends I have flung away the scabbard!”
7) bluidie morning= bloody morning letteralmente  “che (svegliarsi) in una mattina sanguinosa ”
8) speired=asked. Le perdite subite dagli inglesi furono pesanti a fronte di solo trenta mori nello schieramento scozzese.
9) blate=shy, timido
10) sic=such
11) flegs=frights, paure
12) philabegs=kilts. La famosa carica degli highlanders consisteva nel correre verso la schiera dei nemici slacciandosi il cinturone, liberandosi del plaid, per correre a grandi balzi con i lembi della camicia che svolazzano sul culo nudo, urlando come ossessi. Il kilt un tempo era infatti più che altro una lunga coperta drappeggiata introno ai fianchi e trattenuta da una cintura anzichè da una fibbia. vedi
13) gin= if

ASCOLTA  Tannahill   Weavers, i mitici “tessitori di Tannahill” (in Tannahill Weavers IV – 1981) che hanno accoppiato la melodia a quella  altrettanto famosa dal nome “The Atholl Highlanders”  (qui in versione giga). Il testo ha delle piccole variazioni nella scelta  delle parole


TESTO  CONTENUTO NEL CD
I
Jock sent a letter tae Dunbar
Sayin’ Cherlie meet me gin ye daur
It’s I’ll learn ye the erts o’ war
If ye meet me here in the morning
II
Cherlie read the letter upon
He drew his sword its scabbard from
Sayin’ follow me my merry men
And we’ll meet Johnny Cope in the morning
Chorus:
Hey Johnnie Cope are ye walking yet?
And are your drums a-beating yet?
If you were walking I would wait
Tae gang tae the coals in the morning
III
Come noo Johnnie be as good as your word
And let us try baith fire and sword
Dinnae flee like a frightened bird
Thats gone frae its nest in the morning
IV
When Johnnie Cope he heard o’ this
He said tae himself it widnae be amiss
Gin I saddle my horse in readiness
Tae gang a flee in the morning
V
Bye noo Johnnie get up and rin
The heiland bagpipes mak a din
Its better tae sleep wi’ a hale skin
It’ll be a bloody morning
VI
When Johnnie Cope tae Dunbar came
They speired at him, “where’s a’ your men?”
The deil confound me I dinnae ken
I left them a’ in the morning
VII
Come noo Johnnie ye werenae plait
Tae come wi’ the news o’ your ane defeat
And leave your men in sic a state
Sae early in the morning
VIII
Wait quo’ Johnnie I got sic’ flegs
Wi’ their claymores and philabegs
Gin I meet them again Deil brak’ my legs
I bid you all good morning

ATHOLL HIGHLANDERS

La melodia è stra-conosciuta, suonata come marcia o come jig. Atholl si trova nel cuore delle Highlands scozzesi e deriva il nome dal gaelico “ath Fodla” ovvero Nuova Irlanda conseguente alle invasioni nell’isola delle tribù irlandesi nel VII sec. Gli Atholl Highlanders sono un reggimento di fanteria scozzese alle dipendenze private del Duca di Atholl (tutt’ora effettivo a livello cerimoniale)

da The Fiddler’s  Companion
The name Athole (or Atholl) derives from  the Gaelic ath Fodla,  generally translated as New Ireland, and stems from the first invasion of the  northern land by the Irish tribe the Scots in the 7th century (Matthews,  1972). The tune, described sometimes as a Scottish warpipes  melody, is dedicated to the private army of the Duke of Atholl,  the last private army still legally existing (albeit on a token level) in the  British Isles (Boys of the Lough). The original Athole Highlanders (and the ones associated with the  tune) were the old 77th Highland Regiment, raised in 1778 and commanded by  Colonel James Murray. Musically, the tune contains a characteristic melodic  cliché in Scottish music in which a figure is followed by the same or a  related figure on the triad one tone below or above (Emmerson,  1971).

Il generale George Murray (1694-1760) che seguì la rivolta  giacobita del 1745 era il sesto figlio di John Murray duca di Atholl.

E per chiudere in bellezza le due melodie in versione  marcia militare
ASCOLTA The Argyll & Sutherland Highlanders

LA VERSIONE DI ROBERT BURNS

Una versione rimasta più sulla carta che non nei cuori degli scozzesi e di cui non ho trovato registrazioni. Intitolata “Sir John Cope Trode The North Right Far” è riportata nello Scots Musical Museum.

Scots Musical Museum, 1790
1. Sir John Cope trode the north right far, Yet ne’er a rebel he cam naur,
Until he landed at Dunbar
Right early in a morning.
Chorus
Hey Johnie Cope are ye wauking yet,
Or are ye sleeping I would wit:
O haste ye get up for the drums do beat,
Of fye Cope rise in the morning.

2. He wrote a challenge for Dunbar,
Come fight me Charlie an ye daur;
If it be not by the chance of war
I’ll give you a merry morning.
3. When Charlie look’d the letter upon
He drew his sword and scabbard from-
“So Heaven restore to me my own,
I’ll meet you, Cope, in the morning.”
4. Cope swore with many a bloody word That he would fight them gun and sword, But he fled frae his nest like an ill scar’d bird, And Johnie he took wing in the morning.
5. It was upon an afternoon,
Sir Johnie march’d to Preston town;
He says, “My lads come lean you down, And we’ll fight the boys in the morning.”
6. But when he saw the Highland lads
Wi’tartan trews(14) and white cokauds,
Wi’ swords and guns and rungs and gauds,
O Johnie he took wing in the morning.
7. On the morrow when he did rise,
He look’d between him and the skies;
He saw them wi’ their naked thighs,
Which fear’d him in the morning.
8. O then he flew into Dunbar,
Crying for a man of war;
He thought to have pass’d for a rustic tar,
And gotten awa in the morning.
9. Sir Johnie into Berwick rade,
Just as the devil had been his guide;
Gien him the warld he would na stay’d
To foughten the boys in the morning.
10. Says the Berwickers unto Sir John,
O what’s become of all your men,
In faith, says he, I dinna ken,
I left them a’ this morning.
11. Says Lord Mark Kerr, ye are na blate,
To bring us the news o’ your ain defeat;
I think you deserve the back o’ the gate (15),
Get out o’ my sight this morning.
TRADUZIONE  DI CATTIA SALTO
1. Sir John Cope prese la rotta per il Nord, tuttavia nessun ribelle gli si avvicinò finchè sbarcò a Dunbar
giusto per vedere l’alba
Ritornello
Ehi Johnny Cope vorrei sapere se sei già sveglio o se stai dormendoaffrettati ad alzarti che i tamburi rimbombano, vergogna, Cope, alzati è mattino
2. Egli mandò una sfida da Dunbar (3) “Vieni a combattere Charlie (4) se hai coraggio e se non fosse per la possibilità di una guerra
ti darò una mattinata allegra”
3. Quando Charlie lesse la lettera
estrasse la spada dal fodero
“Così il Cielo restituirà i miei diritti,
ti affronterò, Cope al mattino”
4. Cope giurò con parole di sangue, che si sarebbero sfidati con il fucile e la spada, ma fuggì dal suo nido come un uccellino timoroso
e Johnny prese il volo al mattino
5. Era nel pomeriggio
che Sir John marciò a Preston
dicendo “Riposatevi miei compagni
e combatteremo i ribelli al mattino”
6. Ma quando vide gli Highlander
con i tartan e le bianche coccarde,
con spade e fucili e bastoni e pugnali
O Johnny prese il volo al mattino.
7. Il giorno seguente quando si alzò
guardò tra lui e il cielo;
e li vide con le cosce nude
e gli misero paura all’alba.
8. Oh allora si precipitò a Dunbar
gridando per i rinforzi
credeva di passare per uno zoticone
ad andarsene di mattino
9. Sir John corse a Berwick
come se avesse il diavolo alle calcagna; non sarebbe rimasto per niente al mondo a combattere i ribelli al mattino
10. Dicono quelli di Berwick a Sir John “”Dove sono i vostri uomini?”
“Lo sa il Diavolo se lo so,
perchè li ho lasciati tutti al mattino”
11. Dice Lord Mark Kerr ” Voi non vi vergognate
di portarci la notizia della propria sconfitta?
Credo vi meritiate un punizione, fuori dalla mia vista questa mattina”

Traduzione inglese qui
NOTE
14) tartan trousers
15) letteralmente “meritarsi il retro della porta”

continua

FONTI
http://chrsouchon.free.fr/johnnie.htm
http://www.scottish-places.info/parishes/parhistory745.html
http://www.clan-cameron.org/battles/1745.html
http://www.electricscotland.com/webclans/geog/part2-chap5.htm
http://www.coast-alive.eu/content/battle-prestonpans

http://singout.org/2013/01/29/robert-burns-and-the-art-of-rebellion-part-one-hey-johnie/
https://thesession.org/tunes/107

YE JACOBITES BY NAME

Giacobita è una parola sconosciuta ai più -che non siano di origini scozzesi (o Irlandesi o Inglesi) o accaniti lettori dei romanzi di Sir Walter Scott! Non è nemmeno un errore di battuta perchè i giacobiti furono i seguaci della casa scozzese degli Stuart (Stewart, Stuard) che sostennero il ritorno sul trono del ramo maschile della dinastia dopo la deposizione di re Giacomo II d’Inghilterra (nonché Giacomo VII di Scozia). Le rivolte giacobite che insanguinarono l’Inghilterra dal 1688 al 1746 non furono solo una lotta per la successione al trono e nemmeno una questione religiosa. In essa confluirono le speranze di indipendenza di due paesi, Irlanda e Scozia, che rivendicavano la loro autonomia, ma erano anche i colpi di coda del sistema di vita feudale dei clan scozzesi, non più al passo con i tempi..continua

Pettie_-_Jacobites,_1745

YE JACOBITES BY NAME

Circolò alla fine del 1745 la canzone “Ye Jacobites by name” una canzone anti-giacobita di aspro rimprovero verso gli insorti (della serie non tutti gli scozzesi erano giacobiti). Tra i versi della canzone si possono ripercorrere la fasi salienti di quella che sarà l’ultima rivolta per portare sul trono la dinastia Stuart.

VERSIONE ANTI-GIACOBITA 1745
CHORUS
You Jacobites by Name, now give Ear, now give Ear,
You Jacobites by Name, now give Ear;
You Jacobites by Name,
Your Praise I will proclaim,
Some says you are to blame for this Wear.
[Trad.italiano: Voi che vi chiamate Giabobiti, prestate orecchio e vi spiegherò il vostro errore  si dice che siate da incolpare per il vostro comportamento.]
I
With the Pope you covenant,
as they say, as they say,
With the Pope you covenant,
as they say,
With the Pope you covenant,
And Letters there you sent,
Which made your Prince(1) present to array.
II
Your Prince and Duke o’Perth(2),
They’re Cumb’rers o’ the Earth,
Causing great Hunger and Dearth where they go.
III
He is the King of Reef, I’ll declare, I’ll declare,
Of a Robber and o’ Thief,
To rest void of Relief when he’s near.
IV
They marched thro’ our Land cruelly, cruelly,
With a bloody thievish Band
To Edinburgh then they wan Treachery.
V
To Preston then they came,
in a Rout, in a Rout,
Brave Gard’ner murd’red then.
A Traitor did command, as we doubt(3).
VI
To England then they went,
as bold, as bold,
And Carlisle(4) they ta’en’t,
The Crown they fain would ha’en’t, but behold.
VII
To London as they went,
on the Way, on the Way,
In a Trap did there present,
No battle they will stent, for to die.
VIII
They turned from that Place,
and they ran, and they ran,
As the Fox, when Hounds do chace.
They tremble at the Name, Cumberlan'(5).
IX
To Scotland then they came,
when they fly, when they fly,
And they robb’d on every Hand,
By Jacobites Command, where they ly.
X
When Duke William(5) does command,
you must go, you must go;
Then you must leave the Land,
Your Conscience in your Hand like a Crow.
XI
Tho’ Carlisle ye took
by the Way,
Short Space ye did it Brook,
These Rebels got a Rope on a Day.
XII
The Pope and Prelacy,
where they came, where they came,
They rul’d with Cruelty,
They ought to hing on high for the same.

TRADUZIONE  di Cattia Salto
I Strofa
Si dice che con il Papa vi siate messi d’accordo, con il Papa vi siete messi d’accordo,
gli avete mandato delle  lettere
che hanno fatto schierare il vostro attuale Principe.(1)
II Strofa
Il vostro Principe e il Duca di Perth(2)
ovunque vanno sono Flagelli della Terra
che causano grande carestia e morte.
III Strofa
Io dico che egli è il Re dei Pirati,
dei rapinatori e dei ladri,
quando lui è vicino non c’è scampo.
IV Strofa
Hanno attraversato la nostra Terra
con ferocia
come una banda di ladri sanguinari, fino a prendere Edimburgo con il tradimento.
V Strofa
A Preston quando vennero
ci hanno messo in fuga,
il coraggioso Gardiner è stato ucciso, per ordine di un traditore(3), senza dubbio
VI Strofa
Poi in Inghilterra sono venuti
come bravi
e hanno preso Carlisle(4): avrebbero preso la Corona, ma attenzione
VII Strofa
Mentre sono andati verso Londra,
lungo  la via,
si trovarono intrappolati
ma non vollero ingaggiare una battaglia per la morte.
VIII Strofa
Si voltarono
e fuggirono
come la volpe quando i cacciatori la rincorrono, essi tremano al nome di Cumberland (5)
IX Strofa
Allora in Scozia
sono ritornati di corsa,
e derubarono a piene mani dove si accampavano, nel nome dei Giacobiti.
X Strofa
Quando il Duca Guglielmo(5) lo comanda,
dovrete andare,
dovrete lasciare il paese in pena come una nube di corvi.
XI Strofa
Anche se a Carlisle siete ritornati non l’avete tenuta a lungo,
i suoi occupanti ribelli sono stati impiccati lo stesso giorno
XII Strofa
Il Papa e i preti
dove sono venuti,
hanno governato con crudeltà,
li si dovrebbe impiccare come esempio.

NOTE
Bonnie Prince Charlie nel 17451) Bonnie Prince Charlie ossia Carlo Edoardo Stuart, nato a Roma nel 1720 passò la sua giovinezza tra Roma e Bologna, e sbarcò in Scozia nel 1745 sulle isole Ebridi per comandare la rivolta giacobita. Per questo nella prima strofa si incolpa i giacobiti di aver complottato con il Papa per organizzare il ritorno del Giovane Pretendente. 2) James Drummond, Duca di Perth fu nominato tenente generale della Scozia da Prince Charlie e ha servito nell’esercito di Lord George Murray durante l’invasione dell’Inghilterra: ha comandato l’ala sinistra dell’esercito giacobita a Culloden ed è riuscito a sfuggire alla cattura dopo la disfatta. C’è una marcia per cornamusa con il suo nome, composta dal piper del Duca Finlay Dubh MacRae. La melodia vuole commemorare la vittoriosa battaglia di Prestonpans. Nella strofe successive i giacobiti vengono considerati una banda di razziatori, di ladri sanguinari che portano morte e distruzione nella terra di Scozia, in realtà il contingente giacobita grazie alla scarsa presenza dell’esercito inglese già il 17 settembre prese possesso di Edimburgo (con la guarnigione inglese che rimase asserragliata nel castello)
3) E arriviamo alla battaglia di Prestonpans ricordata anche con il nome di Battaglia di Gladsmuir: il contingente inglese comandato da Sir John Cope e schierato malamente, venne sbaragliato in pochi minuti dalla carica in massa degli highlanders. La figuraccia è ancora ricordata in una canzone dal titolo Johnnie Cope (vedi). Correva voce che Cope fosse stato il primo a darsela a gambe e qui viene bollato come traditore. All’opposto si riconosce il valore del colonnello James Gardiner (uno scozzese che combatteva con i governativi) che mentre cercava di radunare alcuni fanti per la difesa venne ferito a morte (nel 19° secolo per il suo atto di eroismo fu eretto un obelisco commemorativo).
4) Oramai il Giovane Pretendente si vedeva seduto sul trono: e in effetti fu in questo periodo che Charles iniziò a “spremere” i suoi sudditi (soprattutto delle Lowlands) per continuare a finanziare la guerra contro l’Inghilterra. Soggiorna ad Edimburgo qualche mese facendo il re e poi contrariamente al suggerimento di Murray di restare in Scozia a consolidare la posizione invade l’Inghilterra (e il suo consiglio di stato gli da ragione per un solo voto a favore). L’esercito giacobita si mise in marcia verso la capitale il 1 novembre 1745 e occupò Carlisle il 16, nell’avanzata verso Londra tuttavia smorzò il suo slancio (30 dicembre 1745): nella settima strofa della canzone si deride l’esercito giacobita che fugge la battaglia e trema davanti alle armate governative comandate dal (5) Duca di Cumberland, Guglielmo Augusto di Hannover, per ritirarsi verso la Scozia e la disfatta di Culloden. 

LA VERSIONE DI ROBERT BURNS 1791

Quarant’anni dopo la battaglia di Culloden, Robert Burns decise di comporre la sua versione sull’argomento mantenendo il ritornello della versione tradizionale e la melodia.
Lasciamo agli storici decidere se Robert Burns fosse o meno un giacobita, così come riscritto il testo si presta a tre letture: è una canzone antigiacobita, seppure su posizioni moderate; una canzone progiacobita che critica i giacobiti solo di nome, ma che per paura o interesse evitavano di esporsi; è una canzone anarchico-pacifista?
Ah dimenticavo la quarte lettura, quella in chiave nazionalista, ovvero al pari della Marsigliese un inno della rivolta indipendentista scozzese contro l’Inghilterra.. Se non fosse che gli Stuart stavano rivendicando il loro diritto di successione per linea maschile sul trono del Regno Unito e non lottando per restaurare l’indipendenza della Scozia (il tempo di Bruce era finito)!!

Indubbiamente ai nostri giorni prevale la lettura pacifista e molti gruppi, sulla scia della riproposizione del gruppo bretone Tri Yann negli anni 70, la interpretano così ancora oggi!
La musica è stata riscritta nel 1920 dal musicista inglese Sir Henry Walford Davies basandosi sulla melodia tradizionale riportata da Burns. Tuttavia gli arrangiamenti sono stati tantissimi e sono in imbarazzo nel fare una selezione per l’ascolto.

ASCOLTA Tri Yann nell’album “Tri Yann an Naoned” (1972), la versione è però un live abbastanza recente. Quasi un inno che inizia in acustico e poi si fa più marziale – ma non martellante – con il ritmo della batteria, ad un certo punto si sente la cornamusa che diventa sempre più presente fino a suggellare il brano.

ASCOLTA Eddi Reader: a contrasto la sua versione è un lament (Eddi è sempre molto intensa e originale nei suoi arrangiamenti)

ASCOLTA Arany Zoltan il gruppo ungherese ha inserito un arrangiamento tra il medievale e il folk con violino, flauto e tamburi (con intervalli arabeggianti) che si muovono sul riff della chitarra, molto interessante lo sviluppo strumentale del finale

ASCOLTA Beltaine nel Cd KONCENtRAD – 2008 la versione dei polacchi Beltaine è un ottimo mix tra rock, contemporaneo e folk (polacco e irish) con una combinazione armoniosa di un ricco set strumentale.
[E qui è doverosa una parentesi perché c’è un altro gruppo che tiene lo stesso nome ma arriva dalla Repubblica Ceca: la loro musica è etichettata come pagan folk. Ora i cechi si sono formati nel 1996 mentre i polacchi nel 2002 e anche se frequentano due circuiti musicali diversi santa polenta non potevano scegliersi un altro nome?!
Il gruppo polacco: http://www.beltaine.pl
Il gruppo ceco: http://www.beltaine.net]

VERSIONE DI ROBERT BURNS, 1791
I
Ye Jacobites by name,
give an ear, give an ear,
Ye Jacobites by name, give an ear,
Ye Jacobites by name,
Your fautes(1) I will proclaim,
Your doctrines I maun blame,
you shall hear.
II
What is Right, and What is Wrang,
by the law,
A short sword, and a lang,
A weak arm and a strang,
for to draw?(2)
III
What makes heroic strife,
famed afar?
To whet th’ assassin’s knife,
Or hunt a Parent’s life,
wi’ bluidy war?
IV
Then let your schemes alone,
in the state,
Adore the rising sun,
And leave a man undone,
to his fate.
TRADUZIONE di RICCARDO VENTURI
I
O voi cosiddetti Giacobiti ,
state a sentire,
O voi cosiddetti Giacobiti ,
state a sentire,
O voi cosiddetti Giacobiti
proclamerò i vostri errori (1),
e biasimerò le vostre dottrine,
lo sentirete.
II
Cosa è giusto e cosa è sbagliato
per la legge?
Una spada corta o una lunga,
da sguainare con un braccio debole o uno forte (2)?
III
Per cosa  una lotta eroica
è rinomata?
Aguzzare il coltello dell’assassino o dare caccia a morte a un genitore con una guerra sanguinosa?
IV
Quindi basta coi vostri progetti, lasciateli stare,
adorate il sole che nasce
e lasciate l’uomo libero
al suo destino.

NOTE
1)  fautes= aults, injuries, defects, wants
2) Burns dice chiaramente: i giacobiti sono considerati dei criminali perchè hanno vinto i governativi.

FONTI
http://chrsouchon.free.fr/charli1e.htm

AE FOND KISS

“Un bacio appassionato” è l’addio scritto il 27 dicembre 1791 da Robert Burns alla signora Agnes McLehose, ossia “Nancy” Craig, amica di penna e (forse) amante incontrata ad Edimburgo durante un tea-party il 4 dicembre 1787.
Il 30 dicembre 1787, Burns scrive al suo amico Capitano Richard Brown: ‘Almighty Love still ‘reigns and revels’ in my bosom; and I am at this moment ready to hang myself for a young Edinr. Widow.’ (traduzione italiano: “Per l’Onnipotente, amore ancora “regna e festeggia” nel mio petto; e sono pronto a impiccarmi per una giovane vedova di Edimburgo“)

CLARINDA

Non ho trovato immagini della bella Nancy (solo un suo dipinto a 62 anni!!): intelligente, amante delle lettere e abile conversatrice, è descritta come una donna dai biondi capelli e grandi occhi, di esile corporatura e dal gran seno. La giovane vedova che rubò il cuore del poeta, in realtà era separata dal marito brutale e violento, il quale l’aveva abbandonata per cercare la fortuna in Giamaica. Nancy viveva in un piccolo appartamento a Edimburgo con un sua piccola rendita. I due “amanti” nati nello stesso anno (1759) si incontrarono all’età di 26 anni e fu subito bruciante passione (ancorché clandestina) vedi, e carteggio fitto (questo sì, documentato dalle numerose lettere); la relazione però fu troncata dalla donna per paura di rovinarsi definitivamente la reputazione, e sempre nel mese di dicembre di 4 anni dopo i due si lasciarono.  Agnes nel dicembre del 1791 lasciò la Scozia per andare dal marito in Giamaica e cercare di salvare il suo matrimonio.

LA LETTERA D’ADDIO A CLARINDA

E dopo tutti questi pettegolezzi passiamo al testo: la canzone è una “lettera d’addio” scritta probabilmente ispirandosi a “The Parting Kiss” del poeta Robert Dodsley (1749) (qui), a “Clarinda” il poeta manda un ultimo bacio alla sua amante, assieme al giuramento di non dimenticarla mai! E scrive una frase magica, di un romanticismo senza tempo..“Ma vederla era amarla amar lei sola, e per sempre..”
Una lettera consigliata a coloro che scaricano gli ex con un sms!

La melodia utilizzata più recentemente si intitola “Hi Oro ‘S Na Horo Eile”  arrangiata da John Michael Diack (1869-1946), ovvero “‘Mo run an diugh mar an dé thu'” (in inglese “My Love Today as Heretofore”).
In un primo tempo  Burns aveva abbinato la canzone alla melodia “Rory Dall’s Port” (composta dall’arpista cieco Rory Dall ricordato come ‘Gaelic Scotland’s last minstrel’) ASCOLTA nella versione di Mae Mckenna, ma la versione più recente è di certo più “toccante”.

ASCOLTA Dougie MacLean (che salta la III strofa)

ASCOLTA Eddi Reader che l’interpreta con una intensità passionale e insieme  seducente come lo sono le parole di Burns

ASCOLTA Karen Matherson  e Paul Brady per Transatlantic Sessions

La play-list è però molto più lunga come non includere la versione del gruppo folk scozzese Ossian  delicata, intimista, resa ancora più straziante dagli accenti del violino che duetta nel finale con l’arpa

in Ossian 1977

E tra le più recenti interpreti, la versione di Rachel Sermanni


I
Ae fond(1) kiss,
and then we sever!
Ae farewell, alas forever!
Deep in heart-wrung tears
I’ll pledge (2) thee,
Warring sighs and goans
I’ll wage thee.
II
Who shall say
that Fortune grieves him,
While the star of hope she leaves him (3) ?
Me nae cheerful twinkle lights me,
Dark despair around benights me.
III
I’ll ne’er blame my partial fancy(4):
Nothing could resist my Nancy!
For to see her was to love her (5)
Love but her, and love for ever.
IV
Had we never lov’d sae kindly,
Had we never lov’d sae blindly,
never met – or never parted –
we had never been broken-hearted.(6)
V
Fare-thee-weel,
thou(my) first and fairest!
Fare-thee-weel,
thou(my) best and dearest!
Thine be ilka(7) joy and treasure,
Peace, Enjoyment, Love and Pleasure!
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
I
Un bacio appassionato (1),
e poi ci  separeremo!
Un addio, ahimè per sempre!
con le lacrime sgorgate dal cuore
brinderò (2) a te
con la lotta tra sospiri e gemiti
ti ricompenserò.
II
Chi potrà dire
che la Sorte lo piange
quando la stella della Speranza lo abbandona?(3)
Nessuna scintilla amica brilla per me,
l’oscura disperazione si rabbuia intorno.
III
Non biasimerò mai il mio amore(4):
nulla potrebbe resistere alla mia Nancy!
Ma vederla era amarla(5)
amar lei sola, e per sempre..
IV
Se non ci fossimo amati si’ spensieratamente,
se non ci fossimo amati si’ ciecamente,
ne’ mai incontrati – o mai separati
mai avremmo  avuto il cuore spezzato (6)
V
Addio,
tu la prima e la più bella!
Addio,
tu l’unica e la più cara!
Tua sia ogni gioia e ogni bene,
Pace, Divertimento, Amore e Piacere!

La traduzione in inglese qui

NOTE
1) fond si può tradurre in due modi:  è platonicamente un bacio “affettuoso” oppure è un più sensuale “appassionato”… a seconda di come si vuole intendere la relazione tra i due giovani
2) to pledge è usato nel senso di promessa, il poeta promette che non smetterà mai di piangere lacrime (di coccodrillo aggiungo io) per la fine della loro relazione; letteralmente “ti prometto lacrime sgorgate dal profondo del cuore” più poetica la traduzione del brindisi
3) non c’è alcun barlume di speranza di una loro ri-unione e il poeta, privo di quella stella, si ritrova in una disperazione infinitamente grande, come l’universo buio che incombe intorno a lui.
4) Partial fancy= letteralmente “fantasia parziale”: ma fancy vuol dire anche amore e come se i due termini si rinforzassero partial= di parte, nel senso di favorire una persona rispetto ad un’altra, opposto a imparziale, ma anche avere una certa inclinazione, affezione per qualcuno. Un gioco di parole che bacia anche la rima
5)  che l’amore nasca dallo sguardo è storia antica nella poesia, teorizzato dai trovatori e trovieri medievali..
6) Il poeta  ricorre ad un topos del genere: se i due non si fossero mai abbandonati all’amore così totalmente, ora non ci sarebbe la sofferenza della separazione (che è come affermare esattamente il contrario, perchè in realtà, che vita sarebbe vivere senza l’amore?). Così privo di rimpianti il poeta augura ogni gioia e bene a Nancy: non solo pace e divertimento ma anche il rinnovarsi di amore e piacere (con un altro ovviamente)!
7) ilka=each, every

Nel dipinto che segue, la riproduzione di un incontro salottiero della società bene di Edimburgo, vediamo Robert Burns al centro della scena, seduto accanto, e in piacevole conversazione, con un’altra rinomata bellezza, Eliza Burnett (1766-1790) la figlia più giovane di Lord Monboddo (sulla quale, per certo, il nostro Bardo doveva aver fatto più di un pensierino!)

James Edgar - Robert Burns at an evening party of Lord Monboddo's, 1786 (dipinto del 1854)
James Edgar – Robert Burns at an evening party of Lord Monboddo’s, 1786 (dipinto del 1854)

continua

FONTI
http://www.burnsscotland.com/items/v/volume-iv,-song-347,-page-358-ae-fond-kiss,-c.aspx
http://mysongbook.de/msb/songs/a/afonkiss.html#elink
http://www.educationscotland.gov.uk/scotlandssongs/
secondary/genericcontent_tcm4556878.asp
http://www.educationscotland.gov.uk/scotlandssongs/secondary/aefondkiss.asp
http://www.eddireader.net/tracks/erAFK.htm
http://www.borealismusic.co.uk/aefondkissanalysis.html

TAIL TODDLE BY ROBERT BURNS

ATTENZIONE : IL CONTENUTO POTREBBE RISULTARE OFFENSIVO

ritratto di Robert Burns
ritratto di Robert Burns – Alexander Nasmyth 1787

“The Merry Muses of Caledonia ” [in italiano, Le Muse Allegre della Scozia] è una collezione di canti scozzesi preferiti, antichi e moderni, selezionati da Robert Burns per il ” Crochallan Fencibles “:  i canti sono per lo più tradizionali, con solo alcuni testi scritti interamente da Robbie, e il loro contenuto è decisamente erotico.
La prima pubblicazione della raccolta comparve postuma nel 1799.

I Fancibles erano una specie di armata di volontari per la difesa della patria dai ranghi pseudo-militari, ma in particolare il Crochallan Fencibles  era un club edimburghese per soli uomini ubicato in un vicoletto medievale  (Anchor close), assiduamente frequentato da Burns quando viveva in città, una delle tipiche associazioni conviviali “very british” in cui i soci si ritrovavano per stare in compagnia e in libertà, lontano dalle mogli e le altre donne, per mangiare bene, bere parecchio, fumare in santa pace e “discutere” di cose da uomini.

Say, Puritan, can it be wrong,
To dress plain truth in witty song?
What honest Nature says, we should do;
What every lady does… or would do.
[traduzione italiano: Dimmi, Puritano, è sbagliato vestire la verità con un canto di spirito? Quello che la Natura onestamente dice, noi dovremmo fare; quello che tutte le donne fanno .. o dovrebbero fare]

TAIL TODDLE

lovers-observed-dettaglioCantato in molte occasioni conviviali, il testo è di difficile comprensione essendo pieno di parole scozzesi obsolete e di doppi sensi: una servetta si diverte con un giovanotto di nome Tommy mentre la padrona di casa è andata al mercato; quando arriva il tempo del suo matrimonio, la ragazza ormai esperta, fa un confronto poco lusinghiero verso l’attributo del marito.

LA MELODIA: MOUTH MUSIC

La melodia è un reel (danza con tempo in 4/4) “The Chevalier’s Muster Roll” (ASCOLTA) e il testo è spesso eseguito come un tipico Puirt à Beul (letteralmente vuol dire melodia per la bocca) ossia una forma tradizionale di canto proprio della Scozia, Irlanda e dell’Isola di Cape Breton (Nuova Scozia). In inglese si dice (Gaelic) Mouth music ed è un canto eseguito da una sola voce, a tema umoristico, con doppi sensi o decisamente osceno, spesso infarcito di frasi non-sense: in effetti il ritmo e il suono hanno più importanza del significato delle parole.
Non si conosce con esattezza l’origine di questa forma di canto, poiché il ritmo delle parole è una replica del ritmo musicale alcuni studiosi ipotizzano si tratti di versi composti per aiutare violinisti e zampognari ad imparare la melodia oppure cantati quando non era disponibile (o vietato) l’uso di certi strumenti, oppure utilizzati dai cantanti per potenziare il loro respiro.

ASCOLTA The Chad Mitchell Trio

ASCOLTA Tony Cuffe, Tony canta le strofe in una sequenza diversa e le ripete più volte


Chorus
Tail toddle, tail toddle(1),
Tammy gars(2) ma tail toddle
But and ben(3) wi diddle doddle(4)
Tammy gars ma tail toddle!
I
Oor guidwife held ow’r tae Fife
Fur tae buy a coal riddle
Lang ere she cam back again
Tammy gart(2) ma tail toddle
II
Jessie Rack she gied a plack(5)
Helen Wallace gied a boddle (6)
Quo’ the bride(7), ” It’s ower kittle
For to mend a broken doddl(8).”
III
When ah’m deid ah’m oot o date,
When ah’m seek ah’m fu o trouble,
When ah’m weel ah stap aboot an
Tammy gars ma tail toddle
TRADUZIONE di Cattia Salto
Coro
Zum-zum, zum-zum (1)
Tommy mi fa zum-zum
dentro e fuori, mi sbatte per bene (2)
Tommy mi fa zum-zum.
I
La nostra padrona andò fino a Fife
per comprare un setaccio per il carbone molto tempo dopo è ritornata,
Tommy mi faceva zum-zum
II
Jessy Rack diede una monetina (5)
Helen Wallace diede una moneta (6)
disse la sposa (7)”E’ troppo piccolo
per rattoppare un buco rotto (8)”
III
Quando sono stanca sono fuori uso,
quando sono malata sono piena di dolori, quando sto bene vado a passeggio e Tommy mi fa zum-zum

NOTA
1) tail toddle =  camminare con passo incerto, allusivo al su e giù dell’accoppiamento sessuale. In italiano potrebbe equivalere all’espressione colloquiale: zum-zum. Nell’edizione di “The Merry Muses of Caledonia ” del 1966 nelle note è riportato come possibile traduzione: “made my behind go to and fro.” [in italiano letteralmente =fa andare avanti e indietro il mio didietro]
2) gars, gart = to make
3) But and ben = dentro e fuori
4) diddle doddle: (doddle = sesso maschile) agitare da una parte all’altra con grande energia (anche = sverginare). Il movimento dell’atto sessuale è ripetutamente espresso  e ribadito
5) plack = moneta scozzese dal valore di un dodicesimo di penny
6) boddle = moneta di rame del valore di un sesto di penny
7) La strofa menziona plack e boddle ossia monete del conio scozzese con le quali si potevano comprare delle plack- pie cioè torte da una monetina e delle bottiglie di vino/birra, quindi potrebbe riferirsi al Penny wedding: una vecchia tradizione scozzese prevedeva che il cibo e le bevande fossero pagate dagli ospiti, un versione non del tutta estinta ancora ai nostri giorni, vuole che siano gli ospiti a portare il proprio cibo e le bevande per la festa, una sorta di condivisione della collettività introno alla tavola.
8) evidentemente la sposa non era più vergine e poteva fare paragoni: l’attrezzo del marito era kittle = molto piccolo

Ulteriori strofe qui
FONTI
Le allegre Muse della Caledonia continua
Puirt-à-Beul vedi
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=117836
http://sangstories.webs.com/tailtoddle.htm

https://thesession.org/tunes/1484

IL BRINDISI ALLA DONNE: GREEN GROW THE RASHES

ritratto di Robert Burns
ritratto di Robert Burns – Alexander Nasmyth 1787

Robert Burns scrisse “Green Grow The Rushes O” nel settembre del 1784: un omaggio al gentil sesso e una dichiarazione d’amore verso le donne, ma anche l’esortazione a cogliere i momenti più belli della vita. Una canzone spesso eseguita durante la Burns Supper al momento del “Toast to the lassies“.

LA VERSIONE “BAWDY”

Della canzone già circolavano delle versioni “pecorecce” – bawdy song – (nel “The Merry Muses of Caledonia”, 1799  sono stati pubblicati due testi collezionati da Burns) ma Robbie ne riscrisse le strofe: la stagione esaltata è quella della primavera, quando “verdi crescono i giunchi” e più dolci sono le ore trascorse ad amare. E Burns fu un uomo che mise in pratica tale esortazione! In Burns è spesso presente una vena di protesta verso i moralisti e i puritani, una traccia di anarchia che lo porta a ripudiare le convenzioni e tutto ciò che limita la libera unione di amici e innamorati. Quindi non c’è niente di moralmente sbagliato nell’assaporare i piaceri della vita: i momenti migliori sono quelli trascorsi ad amare le donne, il sesso che la natura fece dopo l’uomo, perfezionandone le caratteristiche e le qualità!

in Poetry of Robert Burns Centenary Edition 1896
in Poetry of Robert Burns Centenary Edition 1896

Scrive Burns all’editore Thomson nell’aprile 1793 “The song is current in Scotland under the old title, and to the merry old tune of that name

ASCOLTA Deacon Blue band pop di Glasgow qui live per la trasmissione della BBC scozzese “That” una collezione delle canzoni di Burns

ASCOLTA Jim Malcom (ex-voce dei Old Blind Dogs) nel Cd Sparkling Flash -2011: accento scozzese, voce scanzonata e seducente, interessante arrangiamento con la chitarra elettrica

ASCOLTA Altan nel Cd Another Sky -2000: gruppo irlandese del Donegal con Mairéad Nì Mhaonaigh alla voce e violino: la voce magica di Mairéad!

ASCOLTA Cherish The Ladies in New Day Dawning 1996: gruppo tutto al femminile di matrice americo-irlandese (o irlando-americano?)


CHORUS
Green grow the rushes oh(1)
Green grow the rushes oh
The sweetest hours that e’re I spent
Were spent among the lassies oh
I
There’s nought but care on every hand
In every hour that passes oh
That signifies the life of man
and twere na for the lassies oh
II
The wordly(2) race may riches chase
And riches still may fly them oh
And tho’ at last they catch them fast
Their hearts can ne’er enjoy them oh
III
But gie me a canny(3) hour at e’en
My arms about my dearie(4) oh
And warly(5) cares and warly men
May a gae(6) topsy-turvy(7) oh
IV
For you sae douce you sneer at this
You’re nought but senseless asses oh
The wisest man(8) the world e’er saw
He dearly loved the lassies oh
V
Auld Nature swears, the lovely dears
Her noblest work she classes, O:
Her prentice han’ she try’d on man,
An’ then she made the lasses, O.
TRADUZIONE di Cattia Salto
RITORNELLO
Verdi crescono i giunchi (1),
Verdi crescono i giunchi,
le ore più spensierate  del mio passato,
le dedicai  alle ragazze.
I
Da ogni dove nessuno si cura,
per ogni ora che passa,
che significhi la vita dell’uomo
se non fosse per le ragazze.
II
La gara terrena per perseguire la ricchezza può sempre volatilizzarsi,
e quando alla fine la raggiungi
il cuore non è più capace di goderne.
III
Datemi perciò un’ora tranquilla,
abbracciato alla mia cara
e pensieri bellicosi e uomini marziali
vadano a gambe all’aria (7)!
IV
Per voi è così prudente disprezzare tutto ciò, ma non siate stupidi come asini: l’uomo più saggio (8) mai visto (9), amava molto le ragazze.
V
Natura antica giura, alle care belle,
che il suo lavoro più nobile è la classificazione: per fare pratica iniziò dall’uomo e poi fece le donne

NOTE
1) rasches: rushes giunchi; c’è anche una canzone di Natale con lo stesso titolo. Molti ritengono che la parola “green grow” sia alla base del vocabolo spagnolo “gringos” con cui i messicani appellavano gli americani durante le guerre ottocentesche.. Secondo il “Diccionario Castellano” del 1787 il termine fu usato a Malaga per rivolgersi a una persona che parlava male lo spagnolo e in particolare a Madrid era sinonimo di Irlandese. Con molta probabilità il termine gringo deriva dallo spagnolo griego. In inglese si dice infatti “it’s Greek to me” [tradotto in italiano per similitudine con “Per me é arabo”] mentre in spagnolo “hablar en griego“.
2) wordly= mondano
3) canny=quiet
4) dearie: deary colloquiale per cara
5) war’ly: warlike.
6) gae termine scozzese per go
7) topsy-turvy (anche scritto come “tapsalteerie”): in italiano si traduce come “sottosopra”, di una situazione confusa o disorganizzata o una cosa trasandata. Burns scrivendo in merito al testo, divideva i vari tipi di giovanotti in sole due classi “the grave and the merry“. I primi sono “goaded on by the love of money,” spinti dall’amore per il denaro e anche “whose darling wish it is to make a figure in the world,” coloro che desiderano far parlare di sé nel mondo; gli altri sono “the jovial lads, who have too much fire and spirit to have any settled rule of action, but without much deliberation follow the strong impulses of nature“, i ragazzi gioviali, che hanno abbastanza animo e spirito da non essere condizionati dalle regole sociali, ma seguono i forti impulsi della loro natura, senza pensarci troppo.
8) molto probabilmente si riferisce a Salomone
There’s some say I’m foolish, there’s more say I’m wise,
For love of the women I’m sure ‘tis no crime;
For the son of King David had ten hundred wives
And his wisdom is highly recorded. (in The Limerick Rake qui)
9) l’uomo più saggio che mai sia esistito al mondo

FONTI
https://en.wikisource.org/wiki/The_Merry_Muses_of_Caledonia/Green_Grow_the_Rashes
http://digital.nls.uk/special-collections-of-printed-music/pageturner.cfm?id=94624648
http://mysongbook.de/msb/songs/g/grngrora.html
http://www.mudcat.org/thread.cfm?threadid=45563
https://thesession.org/tunes/1936

RATTLIN’ ROARIN’ WILLIE

Una canzone tradizionale scozzese trascritta da Robert Burns nel 1787, alla quale aggiunge la terza strofa dedicandola all’amico William Dunbar, avvocato di Edimburgo e colonnello del “Corpo dei Crochallan“. Pubblicata in “The Scots Musical Museum” (Vol. 2, Edimburgo, 1788) al numero 194

“The last stanza of this song is mine and out of compliment to one of the worthiest fellows in the world, Willm Dunbar, Esq: Writer to the Signet, Edinr, and Colonel of the Crochallan Corps, a club of wits who took that title at the time of raising the fencible regiments.”
(traduzione italiano: L’ultima strofa di questa canzone è mia per elogiare uno dei più degni compagni del mondo – l’egregio William Dunbar, avvocato di Edimburgo e colonnello del “Corpo dei Crochallan”, un club di menti acute, che assunse il titolo all’epoca della rinascita dei reggimenti dei difensori”)

WILLY THE FIDDLER

Il nome Willy è un topico delle canzoni popolari celtiche per indicare il furfante, il bulletto del quartiere che piace alle donne, pur essendo un opportunista e un mascalzone e in effetti stando a quanto riferito da Sir Walter Scott in “The Lay of The Last Minstrel” pare che la canzone si riferisse a un musicista popolare del Border scozzese vissuto nel 600: dal carattere rissoso e molesto (da qui l’aggettivazione “rattling” e “roaring” con la quale era conosciuto) dopo l’ennesima bevuta in una taverna vicino a Hawick si mise a litigare con un altro suonatore noto come Sweet Milk, lo sfidò a duello e lo trafisse con la spada (e per questo venne catturato e giustiziato).
Nelle due  strofe tramandate si dichiara solo la sua intenzione di andare al mercato per vendere il violino, probabilmente per comprarsi da bere, ma al momento di separarsi dal suo strumento si commuove ricordando i bei tempi che hanno passato insieme.

LA FILASTROCCA

jackandhisfiddleIl substrato popolare del brano si è conservato anche in una filastrocca per bambini dal titolo “Jacky, come give me thy fiddle” in cui il violinista è chiamato con il tipico e fiabesco nome di Jack; la situazione ricalca la seconda strofa del “Rattlin’ roarin ’ Willie”: una persona chiede a Jack di darle il violino ma Jack si rifiuta dicendo “If I should give my fiddle They’ll think that I’m gone mad, For many a joyful day My fiddle and I have had”
VIDEO

LA MELODIA

Melodia molto popolare per tutto l’800 e il 900 sia in versione cantata che strumentale – è una slip jig – (per violino e cornamusa). La melodia è riportata nel manoscritto di Henry Atkinson del 1694 dove sono scritte circa 200 melodie del Northumberland per violino.

ASCOLTA Dougie Maclean inThe Plant Life Years” 1997 con uno violino scatenato

ASCOLTA Aoife O’Donovan con i Childsplay: Aoife, cantante americana -dalle origini irlandesi- propone una frizzante interpretazione della melodia accompagnata con grinta dal gruppo Childsplay durante il loro tour del 2008. Il gruppo fondato dal liutaio inglese Bob Childs è composto da una ventina di strumentisti per lo più violini (costruiti da Bob ovviamente)

ASCOLTA The Chieftains & Barra MacNeils, “Fire in the kitchen” compilation del 1998 con vari artisti canadesi


I
O rattlin’(1) roarin ’(2) Willie
Oh he held to the fair
An’ for to sell his fiddle
An’ buy some other ware
But partin’ wi’ his fiddle
The saut tear blint (3) his eye
And rattlin’ roarin’ Willie
Ye’re welcome hame to me!
II
O Willie, come sell your fiddle
O sell your fiddle sae fine
O Willie, come sell your fiddle
And buy a pint o’ wine!
If I should sell my fiddle
The warl’ would think I was mad
For mony a rantin’ day
My fiddle and I ha’e had.
III
As I cam’ by Chrochallan (4)
I cannily keekit ben(5)
Rattlin’ roarin’ Willie
Was sitting at yon board en’
Sitting at yon board en’(6)
And amang guid companie
Rattlin’ roarin’ Willie
Ye’re welcome hame to me!
TRADUZIONE di Cattia Salto
I
Willy stupendo (1) e strepitoso (2)
è andato al mercato
per vendere il suo violino
e comprare qualcosa d’altro,
ma nel separarsi dal suo violino
una lacrima salata gli velò gli occhi
Willy stupendo e strepitoso
sei il benvenuto a casa mia!
II
“Willy vieni a vendere il tuo violino,
vendi il tuo violino così bello?
Willy vieni a vendere il tuo violino
e compra una pinta di vino”
“Se vendessi il mio violino
tutti potrebbero pensare che sia matto
per tutti i giorni da vagabondi
che io e il mio violino abbiamo passato insieme”
III
Quando sono arrivato al Crochallan (4)
ho sbirciato con cautela all’interno
Willy stupendo e strepitoso
era seduto laggiù a capo tavola (6)
seduto laggiù a capo tavola
e tra buoni compagni
Willy stupendo e strepitoso
sei il benvenuto a casa mia!

NOTE
1) rattling: una parola onomatopeica che richiama il battere dei denti  (o una danza di scheletri) e il suono della coda del serpente a sonagli, però usato come slang significa meraviglioso, splendido, stupendo
2) roaring: altra parola onomatopeica che richiama il ruggito di una belva o il rombo di un motore in corsa, strepitoso
3) Blint: blinded
4) Crockallan: the Crochallan Fencibles, un club di gogliardi con sede in Anchor Close, Edimburgo. [I Fancibles erano una specie di armata di volontari per la difesa della patria dai ranghi pseudomilitari ma in particolare il Crochallan Fencibles  era un club per soli uomini ubicato in un vicoletto medievale di Edimburgo (Anchor close), una delle tipiche associazioni conviviali “very british” in cui i soci si ritrovavano per stare in compagnia e in libertà, lontano dalle mogli e le altre donne, per mangiare bene, bere parecchio, fumare in santa pace e “discutere” di cose da uomini.] Burns fu introdotto nel circolo dal suo fondatore William Smellie che era anche colui che stampò le sue poesie.
5) Cannily: cautiously con cautela- Keekit: peeped capolino-Ben: inside: all’interno
6) Boord-en: end of the table, head of the table. Willie era diventato presidente del Club e perciò stava a capo tavola durante le riunioni

FONTI
http://lbps.net/lbps/repertoire/124-rattlin-roarin-willie.html
http://www.folknortheast.com/learn/core-tunes/rattlin-roarin-willie
http://www.cobbler.plus.com/wbc/poems/translations/408.htm
https://thesession.org/tunes/1757
http://sangstories.webs.com/rattlinroarinwillie.htm

MELODIE SCOZZESI IN ONORE A ROBERT BURNS

RobertBurns2

Il compleanno di Robert Burns (1759-1796) il grande Bardo di Scozia, cade di 25 gennaio e poco dopo la sua morte (aveva solo 37 anni!), un gruppo di amici cenarono insieme per commemorarlo. Era il 1802 e da allora le cene sono entrate a far parte della tradizione scozzese,  organizzate da Società letterarie, Circoli ricreativi, Logge Massoniche, pub e ristoranti oppure da singole famiglie in abitazioni private, si svolgono in Scozia e presso le comunità scozzesi sparse per il mondo.

burns_supper_companion__36293IL MENU’

La cena prevede dei piatti tipici della tradizione scozzese: una minestra come antipasto seguita dal piatto principale, ossia l’HAGGIS: le frattaglie della pecora cotte con farina d’avena e cipolla… dentro lo stomaco stesso della pecora.(vedi ricetta). Come dolce la scelta va al pudding o alla zuppa inglese. Il tutto innaffiato da abbondanti bevute di birra e whisky nazionale, poesie e musica del Bardo (of course) e perchè no? Danze!

IL RITUALE

Sia che la cena si svolga in modo formale o informale, esiste comunque un rituale da seguire (applausi a parte).

L’entrata del capotavola:
il padrone del festeggiamento entra in sala al suono delle cornamuse (e tutti si alzano in piedi) e dopo qualche parola di benvenuto dichiara l’inizio della cena (e tutti si siedono)

Il ringraziamento:
per le parole del ringraziamento si ricorre alla Selkirk Grace, pronunciata da Burns durante una cena presso il Conte di Selkirk
Some have meat and cannot eat.
Some cannot eat that want it:
But we have meat and we can eat,
So let the Lord be thankit.

(Traduzione italiano: Alcuni hanno la carne ma non possono mangiare, altri la vogliono e non la possono mangiare: ma noi abbiamo la carne e possiamo mangiare, sia quindi ringraziato il Signore.)
Ha inizio quindi la cena con il servizio di una zuppa o una minestra della tradizione scozzese.

Address to the Haggis e il brindisi:
l’haggis viene portato in tavola dalla Pussy Nancy, una giovane in abito tradizionale, (oppure dallo chef) su un piatto d’argento preceduto (o seguito) da un suonatore di cornamusa e tutti i convitati vengono invitati ad alzarsi; uno dei convitati (ovvero il Presidente designato) rivolge all’haggis un discorso (ossia il celebre poema di Burns “Address to the Haggis“) per chiedere perdono all’haggis e poi tagliarlo con il coltello (alla frase “An’ cut you up wi’ ready slight“).
Alla fine della recita, il Presidente alzerà il piatto sopra la testa, mostrando la portata ai presenti e pronunciando ad alta voce “Gie her a Haggis!” e chiederà ai commensali di brindare per l’haggis. Mentre i commensali grideranno “To the haggis!” il piper riprenderà a suonare. La cerimonia accompagnerà l’haggis verso la cucina, per essere preparato per il servizio.

Dopo il servizio del dolce iniziano vari discorsi (in tono umoristico) e brindisi (intervallati da intrattenimenti musicali e danze)
La commemorazione e il brindisi (Immortal Memory):
si ricorda la vita di Burns, gli aneddoti e gli eventi più salienti; si commentano e spiegano le storie dietro ai suoi maggiori componimenti. Il ricordo si conclude con un brindisi “alla memoria immortale di Robert Burns”.
Il brindisi alle donne (Toast to the Lassies):
un uomo pronuncia un discorso dedicato alle donne; inizialmente era un semplice e galante ringraziamento rivolto alle donne che avevano partecipato alla cena, è diventato oggi l’occasione di ironizzare sul genere femminile (sempre con stile naturalmente) e invitare tutti gli uomini presenti a brindare alle donne! Una canzone spesso eseguita in questa parte della commemorazione è Green Grow The Rushes O, un omaggio al gentil sesso e una dichiarazione d’amore verso le donne, ma anche l’esortazione a cogliere i momenti più belli della vita.
La risposta al brindisi alle donne:
nell’epoca della parità dei sessi toccherà ad una donna rimbeccare l’orazione precedente e cogliere l’occasione per prendere in giro gli uomini (non dimenticando di ringraziare per il brindisi di prima con un altro brindisi).  I commensali possono proporre altri brindisi e discorsi su Burns con la lettura delle sue poesie, ma soprattutto si canta e si balla.
Ringraziamenti e congedo:
il padrone del festeggiamento ringrazia i partecipanti e invita a cantare la canzone degli addii Auld Lang Syne

GENNAIO IL MESE DEL WASSAILING NEI FRUTTETI

Il Wassailing è una antica tradizione dei Paesi Anglosassoni! In Inglese antico la frase “Waes Hael” significa “Buona Salute”ed è il nome dato sia al brindisi che alla coppa che contiene la bevanda del brindisi. (prima parte)

LA BENEDIZIONE DEGLI ALBERI

wassailing-appleLa forma più antica della celebrazione Wassail prevede la benedizione degli alberi e delle api, così importanti per l’impollinazione, al fine di garantire un raccolto sano per il prossimo anno. Una delle canzoni associate a questa pratica, dichiara:
Here’s to thee, old apple tree, Whence thou may’st bud, and thou may’st blow, And whence thou may’st bear apples enow, Hats full! Caps full! Bushel — bushel — sacks full! And my pockets full too! Huzza!

Sembra proprio una formula di spell celtico che incanta l’albero perché riprenda a fiorire in primavera così da portare abbondanza di frutti! Il brindisi era quindi originariamente dedicato allo spirito dell’albero, alla sua forza vitale e rigeneratrice.

Questa pratica di benedizione degli alberi del frutteto si svolgeva d’Inverno ma la data è incerta, alcuni studiosi la riportano alla vigilia di Natale, altri alla notte di Capodanno, altri ancora a gennaio per la dodicesima notte (6 gennaio) e più in generale ai giorni nostri è gennaio il mese del wassailing nei frutteti.

IL RITO DELL’APPLE WASSAIL

Nell’illustrazione di Bommer compaiono tutte le caratteristiche e le connotazioni simboliche della rituale: un re e una regina in foggia antica (con chiari riferimenti ai costumi celtici indigeni) brindano all’albero e alle api, alzando i loro corni colmi di idromele o sidro (il barilotto sotto il braccio della donna). Al centro dell’immagine sia l’albero che il favo delle api, creature indispensabili alla natura per la loro opera di instancabili impollinatrici! Una fetta di dolce tra gli alberi (che veniva imbevuta di sidro) per nutrire il pettirosso che simboleggia lo spirito dell’albero e anche il re dell’anno nuovo.
Wassail e Drinkhale come botta e risposta del brindisi. Un maialino irsuto per simboleggiare il mese di gennaio.

Illustrazione di Paul Bommer
Illustrazione di Paul Bommer

I produttori di sidro nelle contee del sud-ovest dell’Inghilterra ancora ai nostri giorni celebrano l’Apple Wassailing, nel Somerset e nel Devonshire si svolge tra il 6 e il 17 gennaio (con l’antico calendario la dodicesima notte cadeva il 17 gennaio), ma alcune fattorie spostano l’appuntamento anche a fine mese (per fare in modo che le feste non si accavallino tra di loro): un susseguirsi di feste notturne nei vari frutteti delle tenute, feste aperte al pubblico e gratuite (la festa in alcuni posti inizia già nel pomeriggio con musica tradizionale dal vivo e rinfresco a base di sidro caldo e ciambelle), una specie di visita alla fattoria per fare festa e degustare i prodotti tipici.


IL RITO

wassail_picDurante il rito si canta e si recitano delle formule magiche, si fa un gran baccano battendo pentole e tegami (o sparando in aria) per allontanare gli spiriti cattivi, si versa del sidro intorno alle radici dell’albero più vecchio, si beve alla salute dei meli e del futuro raccolto, si mangiano focacce dolci, e si donano allo spirito dell’albero delle focacce inzuppate di sidro (per nutrire i pettirossi), posate sui rami della pianta in segno di ringraziamento.
Alla festa è invitata tutta la popolazione e possono intervenire anche i gruppi locali di mummers per esibirsi nelle tradizionali danze dette Morris Dance (i nostri omologhi sono i gruppi carnevaleschi dei danzatori di spade ad esempio nelle vallate alpine del Piemonte)

SOMERSET WASSAIL

Dai primi riti pagani per stimolare la fertilità degli alberi si passò alle visite benaugurali di porta in porta che ripetevano le antiche strofe ed altre ne aggiungevano innaffiandole con abbondanti bevute alla salute dei padroni di casa. Nel Medioevo poi si formarono dei gruppi di giovani questuanti che cantavano e suonavano per le strade dietro il compenso di libagioni o di denaro. (continua Introduzione)

La struttura del canto segue quella tipica delle wassail songs: si inizia con delle strofe che decantano la bontà della bevanda portata, la richiesta di aprire la porta per far entrare i questuanti o quantomeno far venire la cameriera (o il maggiordomo) per portare del cibo o un’offerta in denaro; in cambio si brinda alla salute della famiglia, alla prosperità del bestiame e dei raccolti.
ASCOLTAArtisan


I
Wassail and wassail all over the town
The bread it is white and the ale it is brown(1)
The cup it is made of the good ashen tree
And so is the malt of the best barley
CHORUS
For its your wassail
and its our wassail
And its joy be to you
and a jolly wassail
II
Oh master and missus, are you all within?
Pray open the door and let us come in
O master and missus a-sitting by the fire
Pray think on us poor travelers,
a traveling in the mire
III
Oh where is the maid with the silver-headed pin(2)
To open the door and let us come in
Oh master and missus, it is our desire
A good loaf and cheese and a toast by the fire
IV
There was an old man and he had an old cow
And how for to keep her he didn’t know how
He built up a barn for to keep his cow warm
And a drop or two of cider will do us no harm
V
The girt dog of Langport he burnt his long tail(3)
And this is the night we go singing wassail
O master and missus now we must be gone
God bless all in this house
until we do come again
TRADUZIONE  di Cattia Salto
I
Un brindisi, un brindisi per tutta la città,
il nostro pane è bianco e la nostra birra è scura (1),
la coppa è fatta con il migliore acero bianco
e anche il malto è del miglior orzo.
CORO
Perciò per il vostro
e il nostro brindisi,
che la gioia sia con voi
un augurio di buona salute.
II
O Signore e Signora ci siete tutti in casa?
Aprite la porta e fateci entrare.
O Signore e Signora seduti accanto al fuoco,
pensate a noi poveri questuanti
che viaggiano nel fango.
III
Oh dov’è la domestica con la spilla d’argento (2)
per aprire la porta e farci entrare?
Oh Signore e Signora desideriamo
un bel pezzo di formaggio e un brindisi accanto al fuoco!
IV
C’era un vecchio che aveva una vecchia mucca,
e non sapeva come fare per tenerla al sicuro,
così costruì una stalla per tenere la sua mucca al caldo
così un goccio o due di sidro non ci farà del male.
V
Il grande cane di Langport si bruciò la sua lunga coda (3)
e questa è la notte che andiamo a cantare per il brindisi.
Signore e Signora adesso dobbiamo andare
Dio benedica tutti in questa casa
finchè non ritorneremo di nuovo.

NOTE
1) Ai nostri giorni il wassail si prepara come un punch molto speziato a base di sidro, o anche un vin brulè, ma nel Medioevo il liquido principale doveva essere della birra scura probabilmente aromatizzata con zucchero, zenzero, noce moscata e cannella e accompagnata da fette di pane bianco, il tutto presentato in una coppa di acero (come la grolla dell’amicizia valdostana – che però ha come ingrediente principale il vino).
2) per ricevere i questuanti si seguiva un certo rituale, la persona preposta all’accoglienza indossava il suo vestito migliore e portava una spilla d’argento cerimoniale
3) il cane di Langport potrebbe essere il riferimento ad un aneddoto storico locale ma anche il nome locale dato alla costellazione del Cane Maggiore la cui coda è la luminosa stella Sirio nella prima notte che si vede sorgere subito dopo il tramonto (e che indica il tempo giusto per andare a wassailing)

apple-wassailing

APPLE TREE WASSAIL

Così scrive Roy Palmer “On Twelfth Eve, in Devonshire, it is customary for the farmer to leave his warm fireside, accompanied by a band of rustics, with guns, blunderbusses, etc., presenting an appearance which at other times would be somewhat alarming. Thus armed, the band proceed to an adjoining orchard, where is selected one of the most fruitful and aged of the apple trees, grouping round which they stand and offer up their invocations in the following doggerel rhyme: “Here’s to thee/ Old apple tree!/ Whence thou mayst bud,/ And whence thou mayst blow,/ And whence thou mayst bear,/ Apples enow:/ Hats full,/ Caps full,/ Bushels,/ bushels, sacks full,/ And my pockets full, too!/ Huzza! huzza!” The cider-jug is then passed around, and with many a hearty shout, the party fire off their guns, charged with powder only, amidst the branches.” (tratto qui)

In questa versione si aggiunge una strofa parlata che è una formula magica per invocare la fertilità
Hatfulls, capfulls, three-bushel bagfulls,
Little heaps under the stairs.
Hip hip hooray!

ASCOLTA The Whateverly Brothers


I
O lily-white lily, o lily-white pin (2),
Please to come down and let us come in!
Lily-white lily, o lily-white smock,
Please to come down and pull back the lock!
Chorus:
(It’s) Our wassail jolly wassail!
Joy come to our jolly wassail!
How well they may bloom, how well they may bear
So we may have apples and cider next year.
II
O master and mistress, o are you within?
Please to come down and pull back the pin
O lily-white lily, o lily-white pin,
Please to come down and let us come in!
Lily-white lily, o lily-white smock,
Please to come down and pull back the lock!
III
There was an old farmer and he had an old cow,
But how to milk her he didn’t know how.
He put his old cow down in his old barn
And a little more liquor won’t do us no harm.
Harm me boys harm, harm me boys harm,
A little more liquor won’t do us no harm.
IV
O the ringles and the jingles
and the tenor (4) of the song goes
Merrily merrily merrily.
O the tenor of the song goes merrily.
Spoken:
Hatfulls, capfulls, three-bushel (5)
bagfulls,
Little heaps under the stairs.
Hip hip hooray!
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
I
O cameriera con la spilla d’argento (2),
sei pregata di scendere e di farci entrare in casa!
O cameriera dal grembiule bianco,
sei pregata di scendere e di sbloccare la serratura!
CORO
Il nostro brindisi, l’allegro brindisi,
la gioia viene al nostro allegro brindisi!

Che essi ben fioriscano e portino abbondanza
così che si possa avere mele e sidro il prossimo anno.
II
O padrone e padrona siete
in casa?
Siete pregati di scendere e tirare indietro il paletto!
O cameriera con la spilla d’argento,
sei pregata di scendere e di farci entrare in casa!
O cameriera dal grembiule bianco,
sei pregata di scendere e di sbloccare la serratura!
III
C’era un vecchio contadino e aveva una vecchia mucca,
ma non sapeva come fare per mungerla,
ha messo la sua vecchia mucca nel suo vecchio fienile
così un po’ più di liquore non ci farà male.
Non ci farà male ragazzi, Non ci farà male ragazzi
un po’ più di liquore non ci farà
male!

IV
Oh i coretti e i ritornelli
e la melodia (4) della canzone va avanti
allegramente, oh la melodia della canzone va allegramente!
Parlato:
Cappelli, berretti pieni, sacchi di tre moggi pieni (5),
un piccolo mucchio sotto le scale,
evviva

NOTE
4) nel senso di cantus firmus
4) il bushel (traducibile in italiano come “moggio” o “staio”) è una vecchia unità di misura che equivale alla quantità contenuta in un tipico cesto a due manici utilizzato per la raccolta delle mele.

continua

FONTI
http://piereligion.org/applewassail.html
http://mainlynorfolk.info/watersons/songs/appletreewassail.htmlhttp://www.ecoenchantments.co.uk/myogham_applepage.html

Tra terra e cielo, la cultura nei paesi dei Celti

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