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L’ALLODOLA DEL MATTINO

Il brano di cui riporto la versione è diffuso nella contea di Fermanagh (Irlanda del Nord): l’immagine è agreste, ritratto di una visione idilliaca della sana e semplice vita di campagna; un giovane contadino che sta arando i campi per prepararli alla semina primaverile è il paradigma dell’esaltazione giovanile, la sua esuberanza e gioia di vivere, viene paragonata all’allodola mentre s’invola cantando alta nel cielo al mattino .

Il punto di vista è maschile, con tanto di brindisi finale alla salute di tutti gli “aratori” che se la spassano rotolandosi nel fieno con le belle ragazze, e così dimostrano la loro virilità con la capacità di procreare.

Ploughman_Wheelwright
The Plougman – Rowland Wheelwright (1870-1955)

ASCOLTA The Dubliners dalla melodia gioiosa e allegra in sintonia con il testo

ASCOLTA The Quilty (svedesi con il cuore irlandese!)


CHORUS
The lark in the morning
she rises off her nest(1)
She goes home in the evening
with the dew all on her breast
And like the jolly ploughboy
she whistles and she sings
She goes home in the evening
with the dew all on her wings
I
Oh, Roger the ploughboy
he is a dashing blade
He goes whistling and singing
over yonder leafy shade
He met with pretty Susan,
she’s handsome I declare
She is far more enticing
then the birds all in the air
II
One evening coming home
from the rakes of the town
The meadows been all green
and the grass had been cut down
As I should chance to tumble
all in the new-mown hay
“Oh, it’s kiss me now or never love”, this bonnie lass did say
III
When twenty long weeks
they were over and were past
Her mommy chanced to notice
how she thickened round the waist
“It was the handsome ploughboy,
-the maiden she did say-
For he caused for to tumble
all in the new-mown hay”
IV
Here’s a health to y’all ploughboys wherever you may be
That likes to have a bonnie lass
a sitting on his knee
With a jug of good strong porter you’ll whistle and you’ll sing
For a ploughboy is as happy
as a prince or a king
TRADUZIONE di Cattia Salto
Ritornello
L’allodola al mattino
si alza dal nido
e ritorna a casa a sera
con tutta la rugiada sul petto
e come l’allegro aratore
lei fischietta e canta,
ritorna a casa a sera
con tutta la rugiada tra le ali
I
O Roger l’aratore
è un ragazzo affascinante
fischiettando e cantando si avvicina laggiù all’ombra delle fronde
e s’incontra con la dolce Susan,
che acclamo la bella
ella è molto più allettante
di tutti gli uccelli del cielo
II
Una sera tornando a casa
dalle taverne della città
essendo tutti i prati verdi
e l’erba essendo stata appena falciata
ebbi l’occasione di rotolare
in tutto il fieno appena tagliato
“Oh baciami ora o mai più amore”,
disse questa bella fanciulla.
III
Quando venti lunghe settimane
erano finite e passate
sua madre iniziò a notare
come lei si arrotondasse in vita
“E’ stato il bell’aratore”,
le disse la ragazza
“che ci fece cadere in tutto il fieno appena falciato.”
IV
Ecco alla salute di tutti gli aratori ovunque voi siate
che amano avere una graziosa fanciulla
seduta sulle ginocchia
con un boccale di buona e forte birra scura, fischiettate e cantate
perché un aratore è felice
proprio come un principe o un re

NOTE
1) L’allodola è un passerotto dal canto melodioso che risuona nell’aria fin dai primi giorni della primavera e già alle prime luci dell’alba; è un uccello terricolo che però una volta sicuro nel volo si innalza quasi verticalmente nell’alto del cielo lanciando una cascata di suoni simili a un crescendo musicale.
Poi, chiuse le ali, si lascia cadere come corpo morto fino a sfiorare la terra e subito risorge ricominciando a cantare. continua

LA VERSIONE INGLESE

Questa versione invece è stata collezionata da Ralph Vaughan Williams nel 1904 come ascoltata dalla signora Harriet Verrall di Monk’s Gate, Horsham nel Sussex, ma circolava già nei broadsides ottocenteschi e quindi riportata nel libro di Roy Palmer “Folk Songs collected by Ralph Vaughan Williams”. Entrata nel circuito della musica folk inglese negli anni ’60 è stata registrata nel 1971 dal gruppo inglese folk rock Steeleye Span con la voce di Maddy Prior.

Il ritornello è simile a quello della versione precedente, ma qui la situazione è ancora più pastorale e quasi shakespeariana con la pastorella e l’aratore che sono sorpresi dal canto mattutino dell’allodola ma con le parti invertite: lui che dice a lei di restare ancora tra le sue braccia, perché c’è ancora la rugiada della sera, ma lei gli risponde che il sole ormai risplende e anche l’allodola si è alzata in volo. Il nome del contadinello è Floro e deriva dal latino con il significato di Fiore.

ASCOLTA Steeleye Span in Please to See the King – 1971

ASCOLTA Maddy Prior nel Cd Arthur The King – 2001


I
“Lay still my fond shepherd
and don’t you rise yet
It’s a fine dewy morning and besides, my love, it is wet.”
“Oh let it be wet my love
and ever so cold
I will rise my fond Floro
and away to my fold.”
“Oh no, my bright Floro,
it is no such thing
It’s a bright sun a-shining
and the lark is on the wing.”
Chorus:
Oh the lark in the morning
she rises from her nest
And she mounts in the air
with the dew on her breast
And like the pretty ploughboy
she’ll whistle and sing
And at night she will return
to her own nest again

II
When the ploughboy has done
all he’s got for to do
He trips down to the meadows
where the grass is all cut down.
TRADUZIONE  di Cattia Salto
I
“Giaci ancora mia appassionata pastorella e non alzarti
è una bella mattina fresca e inoltre, amore mio, è bagnato”
“Non è poi così bagnato, amore mio,
e così freddo
mi alzerò mio amato Fiore
e andrò via con il gregge.”
“Oh no mio Fiore luminoso,
non è niente
è il sole luminoso che risplende
e l’allodola è in  volo”
CORO
L’allodola al mattino
si alza dal nido
e s’innalza in aria
con la rugiada sul petto
e come il bel aratore
lei fischietterà e canterà
e la sera ritornerà
nel suo nido di nuovo

II
Quando l’aratore ha fatto
tutto quanto doveva fare
balla nei prati
dove l’erba è tutta falciata.

LARK IN THE MORNING JIG

La melodia “Lark in the morning” è una jig per lo più eseguita con il banjo o il bouzouki o il mandolino o la chitarra, ma anche con le pipes, i whistles o i flutes, i fiddles..
Un aneddoto riportato da Peter Cooper racconta che due violinisti si erano sfidati una sera per vedere chi fosse il migliore, solo all’alba nel sentire il canto dell’allodola, convennero che la musica più dolce fosse quella dell’allodola del mattino. Stessa storiella raccontata dal piper Seamus Ennis ma con la melodia The Lark’s March

ASCOLTA Paddy O’Rafferty al bouzouki

ASCOLTA Cillian Vallely alla uilleann pipes accompagnato alla chitarra da Alan Murray

ASCOLTA Peter Browne alla uilleann pipes in Lark’s march

FONTI
http://mainlynorfolk.info/steeleye.span/songs/thelarkinthemorning.html
http://thesession.org/tunes/62

SPRING IS A-COMING!: MY SINGING BIRD

L’equinozio di Primavera per convenzione, segna il primo giorno della Bella Stagione, la stagione della rinascita, la Natura si risveglia e la Terra riprende i colori del verde e dei fiori. Ecco perché questa data è associata presso varie culture a  concetti come fertilità, resurrezione, inizio. Le antiche tradizioni  ci offrono infatti, tutta una serie di miti legati alla primavera, che hanno  al loro centro l’idea di un sacrificio a cui succede una rinascita.
L’antico calendario romano faceva cominciare il nuovo anno proprio con l’inizio della primavera con la ripresa dei lavori nei campi e la Pasqua cristiana è incentrata sul tema della resurrezione cioè il tema del rinnovamento e della rinascita come trionfo sulla morte, un tema  “primaverile” secondo il ciclo annuale della Terra.

ostaraL’antica dea sassone Eostre, ovvero la Stella dell’Est, era una divinità legata al sole nascente e al suo calore. Secondo la tradizione neo-pagana Eostre era sacra la lepre, simbolo di fertilità e spesso la dea era raffigurata con testa di lepre. La lepre di Eostre, deponeva l’uovo della nuova vita per annunciare la  rinascita dell’anno-il ritorno della dea, uova “sacre” erano scambiate sotto  l’albero “magico” del villaggio, usanza che collega Eostre alle divinità  arboree della fertilità. La lepre di Eostre è diventata il coniglio pasquale che porta in dono le uova di cioccolato. continua

Il verde e l’arancio mandarino sono i colori dominanti delle decorazioni per la casa, colori freschi e squillanti e la musica celtica è la colonna sonora ideale per queste giornate di primo tiepido sole, in particolare le canzoni irlandesi che esaltano la gioia della primavera, la semplicità della vita di campagna e la bellezza della natura che ci accompagneranno fino a tutto maggio!

MY SINGING BIRD

Le parole sono state attribuite da Peter Kennedy a Mary Edith Wheeler  che ha arrangiato la poesia su una vecchia melodia del Munster.  La prima registrazione da parte della famiglia McPeake  risale agli anni 50.

ASCOLTA The Clancy Brothers  & Tommy Makem (strofe I, II e III)

ASCOLTA Sinead O’Connor (strofe I, II)

ASCOLTA Jim Brannigan (strofe I, II e III) dolce, romantico


I
I have seen the lark(1) soar high at noon(2)
Heard his song up in the blue
I have heard the songbird(3) pipe his note
The thrush and the linnet too
CHORUS
But there’s none of them can sing so sweet, my singing bird as you.
Ah, Ah,   My singing bird as you
II
If I could lure my singing bird
From his own cozy nest
If I could catch my singing bird
I would warm him on my breast
III(4)
Ah then I will climb a high, high tree
And I’ll rob that wild bird’s nest
Aye, and I’ll bring back that singing bird
To the arms I love the best
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
I
Ho visto l’allodola(1) salire in alto al mattino(2),
ho sentito la sua canzone(3) levarsi nel cielo, ho sentito il merlo modulare il suo canto,
e anche il tordo e il fanello.
CORO
Ma nessuno di loro può cantare così dolcemente come te, mio uccello canterino, come te, mio uccello canterino.
II
Se potessi attirare il mio uccello canterino dal suo nido accogliente,
se  potessi catturare il mio uccello canterino, lo riscalderei tra il mio seno.
III(4)
Allora mi arrampicherò su un albero alto alto, e ruberò  il nido di quell’uccello selvatico
e riporterò quell’uccello canterino
tra le  braccia di chi amo sommamente

NOTE
1) l’allodola è un passerotto dal canto melodioso che risuona nell’aria fin dai primi giorni della primavera e già alle prime luci dell’alba vedi
2) i McPeake dicono morn
3) i McPeake dicono blackbird
4) la strofa si può ritenere migrata da “P stands   for Paddy” o da  “The verdant braes of Screen” (vedi),  ma non è riportata in tutte le registrazioni.

MOLLY MALONE

molly-maloneLa storia di Molly Malone è da “antologia di irish song” per la sua ampia diffusione.

Il testo della canzone intitolata anche “Cockles and Mussels” è triste, ma nello stesso tempo ironico; si narra di una giovane pescivendola che gira per le stradine di Dublino con il carretto pieno di molluschi: già alla terza strofa la bella muore di una febbre incurabile (forse perché ha mangiato il suo pesce non così fresco?) e il suo fantasma ricompare, continuando a svolgere la propria attività per le strade di Dublino.
Il brano risale probabilmente al XVIII secolo  e tuttavia non si hanno riscontri attraverso le trascrizioni se non nel secolo successivo: lo troviamo in Scozia firmata da un certo James Yorkston di Edimburgo con il titolo di “Mussels and Cockles” (1883), si può però affermare alla luce anche delle ricerche più recenti che le radici siano irlandesi.

In the first place, no version of ‘Cockles and Mussels’ predating 1850 was found, nor was it included in, for example, Colm O Lochlainn’s collections of Irish ballads, (7) indicating that it does not fit the mould of a conventional traditional song. The earliest versions of ‘Cockles and Mussels’ complete with music which have been traced to date were published firstly in Boston, Massachusetts, in a collection of college songs in 1876, (8) secondly in another collection of student songs published in Cambridge, Massachusetts, in 1883 and thirdly in London in 1884 by Francis Brothers and Day. (9) While the 1876 Boston version lists no author, its inclusion in a section entitled ‘Miscellaneous Songs, and English and German Student Songs’ indicates that it was most likely a European import. In contrast, the 1884 London version describes the piece as a ‘comic song’ written and composed by James Yorkston and arranged by Edmund Forman. The latter version further acknowledges that the song was reprinted by permission of Messrs Kohler and Son of Edinburgh, so there must have been at least one earlier edition published in Scotland, which may well have been the original. Another song entitled also ‘Cockles and Mussels’ was published in 1876, attibuted to the music hall singer and composer Joseph B Geoghegan, and while its lyrics contain the refrain ‘Fresh cockles and mussels alive, alive o!’, it is set in London, its hero is ‘Jim the Mussel Man’ and the melody is different.  Geoghegan was a fascinating character who was born in Salford about 1816 and died in Bolton in 1889, his father James being from Dublin, and the substantial list of songs attributed to him includes originals and possible adaptations of the work of others.”(tratto da qui)

La versione diventata oggi standard è quindi quella nata nell’ambito delle canzoni comiche per il pubblico delle music halls, anche se non si può escludere che già nel 1700 circolasse una versione popolare ispirata al personaggio (o al suo stereotipo).
In 2010, Anne Brichton, a bookseller at Addybooks in Hay-on-Market, England caused a stir when she found a song entitled, Molly Malone, in an undated book believed to have been published in about 1790.  The song was particularly intriguing as a precursor to Cockles and Mussels because its “Molly Malone” is from Howth, a seaside village near Dublin; consistent with idea that Molly could have been a fishmonger in or around Dublin.[ii]  The book is now in the collection of the Dublin Writers’ Museum.   ” (tratto da qui)
Si rimanda alla approfondita dissertazione di Peter Jensen Brown che analizza testo e melodia in “Molly Malone, Molly Mogg and a Missing Link – the Fishy History and Origins of “Cockles and Mussels

LA LEGGENDA METROPOLITANA

Il personaggio  anche se di umile condizioni, è divento leggendario ed entrato a far parte del folklore popolare: così la sua canzone è l’inno non ufficiale della capitale  durante l’apertura del  campionato di rugby e inno ufficiale delle associazioni sportive di Dublino della Gaelic Athletic Association; e nel 1987  per commemorare il primo millennio della città  è stata eretta una statua alla sfortunata Molly.

Immagine in stile vittoriano di Molly Malone

La statua di Jean Rynhart in Grafton Street (più recentemente tresferita in Suffolk Street) forse a causa della generosa scollatura, è conosciuta con il soprannome “The Tart with the cart“, ovvero “la prostituta con il carretto“: la gente di Dublino mormora che Molly, passasse di giorno con il carretto del pesce e che di sera fornisse “altri servizi”. Non a tutti i Dublinesi la statua piace, è stata criticata la sua collocazione in un quartiere alla moda, ma soprattutto l’abbigliamento in stile seicentesco, ben lontano dall’immagine vittoriana che dovrebbe avere avuto stando alla popolarità internazionale della canzone raggiunta solo nell’Ottocento (Carmina Collegensia di Henry Randall Waite: A complete Collection of the Songs of the American Colleges, with Selections from the Student Songs of the English and German Universitys, Boston, Ditson 1876)

ASCOLTA Sinead O’Connor. La sua versione punta più sull’atmosfera gotica e soprannaturale, tra gli stretti vicoli della Dublino settecentesca si vede ancora lo spettro della bella pescivendola.

Le versioni da pub sono però più sentimentali, simili a quella proposta dai Dubliners (con la voce di Ronnie Drew)

I
In Dublin’s fair city(1),
where the girls are so pretty
I first set my eyes on sweet Molloy Malone(2)
As she wheeled a wheelbarrow, through streets broad and narrow(3)
Crying: Cockles(4) and Mussels,
Alive, Alive O
Chorus:
Alive, alive Alive, alive O –
Crying, cockles and Mussels
Alive, alive O
II
She was a fishmonger,
and sure twas no wonder
For so were her Father and Mother before
And they all wheeled their barrows,
Through streets broad and narrow
Crying: Cockles and Mussels,
Alive, alive O
III
She died of a faver(5),
and no one to grieve her
And that was the end of sweet Molly Malone
Now her ghost wheels her barrow
Through streets broad and narrow
Crying: Cockles and Mussels, alive, alive O
TRADUZIONE ITALIANO
I
Nella bella città di Dublino,
dove le ragazze sono assai carine
notai una volta la dolce Molly Malone(2)
mentre spingeva il suo carretto,
per le strade larghe e strette(3),
e urlava “vongole (4) e molluschi freschi!”
Coro:
Freschi, freschi oh! freschi, freschi oh!
Urlava “vongole e molluschi freschi!”
II
Era una pescivendola,
ma non c’era da stupirsi
perché lo erano stati anche suo padre e sua madre
ed entrambi spingevano  il loro carretto per le strade larghe e strette
e urlavano “vongole e molluschi freschi!”
III
Morì a causa della febbre (5),
e nessuno riuscì a salvarla
e quella fu la fine della dolce Molly Malone
ma il suo fantasma spinge ancora il carretto per le strade larghe e strette
urlando “vongole e molluschi freschi!”

NOTE
1) espressione idiomatica propria della letteratura del 1800: “misi gli occhi sulla”
2) Molly diminutivo di Mary Malone è un nome molto diffuso a Dublino. Le ricerche storiche fanno risalire la leggenda ad un personaggio realmente esistito nel 1600.
3) Fishamble Street era la zona del commercio ambulante del pesce
4) Le vongole delle Isole britanniche/Irlanda vengono dette comunemente vongole rigate (Common CockleCardium edule o in italiano Cuore ovvero Arsella) perchè hanno il guscio rigato, sono molto più saporite e finiscono oltre che nelle zuppe, in pastella con il merluzzo per il tradizionale fish and chips. Un alimento un tempo considerato il cibo dei poveri, da consumare con parsimonia, essendo la vongola ricca di colesterolo (non per niente è di un bel rosso arancio) e con attenzione, in quanto il mollusco è un “filtro” del mare e trattiene tutte le sostanze inquinanti che ci sono finite dentro. Dalla tradizione scozzese un canto di lavoro dei Cockle gatherers continua
5) un tempo con “febbre” si indicava una vasta gamma di malattie che andavano dal tifo alla sifilide

APPROFONDIMENTO TEMATICO
http://ontanomagico.altervista.org/dicey-riley.html

FONTI
http://homepage.eircom.net/~seanjmurphy/irhismys/molly.htm
http://esnpc.blogspot.it/2015/07/molly-malone-molly-mogg-and-missing.html

NIL SE NA LA

Il brano è una drinking songs in gaelico irlandese: richiama il tema del gran bevitore come in “The Wild Rover” in cui il protagonista cerca di bere a credito presso una birreria ed è respinto in malo modo dalla locandiera, poi ritorna con i soldi in tasca e riceve tutte le attenzioni del caso.

Il ritornello tratteggia un romantico quadretto di una notte di luna piena in cui il rover è in giro per pubs. Ma nello stesso tempo il titolo è anche un messaggio in codice Níl Sé ina Lá (Níl Sé’n Lá)
in inglese “It’s Not Yet Day” significa “non è ancora il giorno” da intendersi come “non è ancora arrivato il momento” come spiega Riccardo Venturi “Il termine gaelico irlandese per giorno, lá, ha una valenza del tutto particolare in Irlanda per entrare nel famosissimo slogan Tiocfaidh ár lá “Verrà il nostro giorno”, quello dell’indipendenza e della libertà. Fu creato da tale Bobby Sands ed è stato il motto del Provisional Irish Republican Army. Lá dev’essere una delle tre o quattro parole gaeliche che si pronunciano come si scrivono; però i Provisionals venivano detti “Chucky”, che è più o meno l’esatta pronuncia di “Tiocfaidh”, tanto per dare un esempio di quanto poco la pronuncia sia legata alla grafia nella lingua gaelica. Lá (genitivo: lae, irlandese antico lathe da un protoceltico *lasio- “il luminoso”), è comunque antichissima parola indoeuropea: è la radice LAS- “risplendere” che ha dato, ad esempio, il sanscrito lásati “risplende” e il greco λάω “guardo il sole che splende” (< *λά-σ-ω).” (da qui)
bosphorus-by-moonlight-1874

ASCOLTA Clannad, in Clannd -1972 superbo arrangiamento in stile anni 70

Un brano che nella sua struttura essenziale è cantato dalla stessa Kay McCarthy (irlandese trapiantata nel Lazio) in uno dei suoi primi progetti discografici realizzati in Italia, riascoltiamolo nella versione di Anna Cefalo ovvero Arpaincanto per voce e bodhran

ASCOLTA Da Anaan

Cúrfa:
Níl sé ‘na lá, níl a ghrá,

níl sé ‘na lá, ná baoil go maidin,
Níl sé ‘na lá, ní bheidh go fóill,
solas ard atá sa ghealaigh
I
Chuaigh mé isteach i dteach aréir,
‘s d’iarr mé cáirt ar bhean a’ leanna,
‘Sé dúirt sí liom, “Ní bhfaighfidh tú deor, buail an bóthair a’s gabh abhaile!”
II
Chuir mé féin mo lámh ‘mo phóc’,
is d’iarr mé briseadh coróin’ uirthi,
‘S é dúirt sí liom “Buail a’ bord,
A’s bí ag ól anseo go maidin”
II
“Éirigh ‘do shuí, a fhir a’ tí,
cuir ort do bhríste a’s do hata,
Go gcoinní tú ceol leis a’ duine chóir,
‘ bheas ag ól anseo go maidin”.
IV
Nach mise féin an fear gan chéill,
a d’fhág mo chíos i mo scórnaigh?
D’fhág me léan orm féin,
is d’fhág mé séan ar dhaoine eile?
TRADUZIONE KAY MCCARTHY (*)
Ritornello
Non è ancora giorno, l’alba è ancora lontana, quella è la luce della luna,
che é ancora molto forte.
I
Entrai in una taverna e chiesi un goccio alla locandiera,
E lei mi disse ” Non avrai neanche una lacrima, cammina, va a casa!”
II
Misi la mano nella tasca e le chiesi il resto di una corona
E lei mi disse “Vieni al tavolo, bevi fino all’alba”.
III
“Alzati, padrone di casa, mettiti pantaloni e cappello,
Vieni giù e suona per questo signore, che resterà a bere fino all’alba”
IV
Che sciocco sono stato a tracannare i soldi dell’affitto,
Ad imparare una dura lezione, a lasciare la mia ricchezza ad altri (1).

NOTE
* Traduzione dal gaelico irlandese di Kay McCarthy, la traduzione in inglese qui
1) il pentimento arriva alla fine quando si rende conto di aver speso tutti i soldi per il bere: qui però non è esplicitamente dichiarato il proposito di cambiare stile di vita come invece ne “The wild rover”.

Le Celtic Woman partendo dallo stesso brano hanno realizzato una patinata performance per i loro “romantici” spettacoli, trasformano così il testo in una “notte brava” al femminile.


I
Chuaigh mé isteach i dteach aréir,
‘s d’iarr mé cáirt ar bhean a’ leanna,
‘Sé dúirt sí liom, “Ní bhfaighfidh tú deor, buail an bóthair a’s gabh abhaile!”
II
I came by the house last night and told the woman I am stayin’.
I said to her the moon is bright and me fiddle’s tuned for playin’.
III
Tell me that the night is young!
Tell me that the moon is glowin’.
Fill me glass, I’ll sing a song,
And we’ll start the music flowin’.
IV
Never mind the risin’ light!
There’s no sign of day nor Dawnin’.
In me heart, ‘tis still the night!
And we’ll stay ‘ere ‘til the mornin’.
V
Níl sé ‘na lá, níl a ghrá,
níl sé ‘na lá, ná baoil go maidin,
Níl sé ‘na lá, ní bheidh go fóill,
solas ard atá sa ghealaigh
VI
‘Tis not day nor yet awhile!
I can see the starlight shinin’.
Nil Se ina la is ni bheidh go foill.
Solas ard ata sa ghealaigh.
VII
Fill the glasses one more time and ne’er heed the empty bottle,
Turn the water into wine and turn the party up full throttle!
VIII
Don’t go out into the cold where the wind and rain are blowin’.
For the fire’s flamin’ gold,
And in ‘ere the music’s flowin’.
IX
Tell me that the night is long
Tell me that the moon is gleaming
Fill my glass, I’ll sing a song
And we’ll keep the music streaming
Until all the songs are sung
TRADUZIONE di Cattia Salto
I*
Entrai in una taverna e chiesi un goccio alla locandiera,
E lei mi disse ” Non avrai neanche una lacrima, cammina, va a casa!”
II
Uscii da casa la notte scorsa e dissi alla donna che mi ospita,
le dissi che la luna era luminosa e io e il mio violino eravamo intonati per suonare
III
Dimmi che la notte è giovane
dimmi che la luna è splendente
riempimi il bicchiere e canterò una canzone e faremo scorrere la musica
IV
Non preoccuparti che sorga il giorno
non c’è segno del giorno o dell’alba!
Nel mio cuore è ancora notte
e noi resteremo qui fino al mattino
V*
Non è ancora giorno, l’alba è ancora lontana, quella è la luce della luna,
che é ancora molto forte.
VI
Non è ancora giorno, neanche un po’.
Posso vedere la luce delle stelle brillare
quella è la luce della luna,
che é ancora molto forte.
VII
Riempi i bicchieri ancora una volta e bada alla bottiglia vuota
trasforma l’acqua in vino
e fai girare la festa a tutto gas
VIII
Non uscire fuori al freddo dove vento e pioggia si stanno accanendo
perchè il fuoco scoppietta
e dentro c’è la musica che scorre
IX
Dimmi che la notte è lunga
dimmi che la luna è scintillante
riempimi il bicchiere e canterò una canzone e faremo continuare la musica
finchè saranno cantate tutte le canzoni.

(Cattia Salto prima pubblicazione marzo 2013, integrazione gennaio 2017)

FONTI
http://ceolas.org/artists/Clannad/lyrics/Nil.html
http://www.celticlyricscorner.net/clannad/nil.htm
http://www.antiwarsongs.org/canzone.php?lang=it&id=50550
https://thesession.org/tunes/9567
http://kurberraas-hessian13.deviantart.com/journal/Nil-Se-n-La-The-Fiddler-Woman-s-Dance-Irish-Ballad-274667497

ROSIN THE BEAU

“Rosin the Beau”, “Roisin the Bow” “Ol’ Roisin Le Beau” è un canto pubblicato in America nel 1838 che riprende il tema di “Jug of punch” in cui il protagonista esprime il desiderio di essere sepolto insieme al suo amato whiskey.

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Può darsi che Rosin the Beau derivi da “to rosin the bow” (in italiano: resinare l’archetto del violino)  espressione che sta a significare un bere smodato, affibbiata  al popolare violinista itinerante per la sua propensione alle colossali bevute.

La melodia, di origine scozzese o irlandese, è molto  conosciuta e cantata su una varietà di testi: ” The robber”,  “Wrap me in my tarpaulin”, “Wrap me  in my old stable jacket”. E’ citata  da Barrett nel suo libro “English Folk Songs” (1891) e da Williams in “Folk Songs of the upper Thames” (1923). In Irlanda è stata adoperata come  melodia per “Eoghan Choir”,  una satira scritta in gaelico da un certo Barrett  della contea di Mayo verso il 1880. Nel 1920 venne  usata per una ballata dell’IRA “The boys of Kilmichael” che  celebrava il successo di un’imboscata presso Kilmichael.
Bayard (1981) notes the air was known to most fiddlers, fifers, and singers in Pennsylvania, as in many parts of the country. He identifies a melody by James Oswald which appears in his 2nd Collection (1740’s, pg. 25) as a 6/8 “Gigg,” that is extremely close to “Rosin,” and he wonders if this was the ancestral tune for the air, or if Oswald himself was influenced by an older air. Further, he says a tune called “Dumfries House” in Gow’s Complete Repository (3rd Ed., Part I, pg. 13) ascribed to John Riddle has a 2nd strain that equals “Rosin the Beau,” and a Welsh harp tune in Bennett’s Alawon fy Ngwlad also is quite close. The Fleishchmann index (1998) gives that the tune was derived from a 17th century Irish tune in 6/4 meter called “On the Cold Ground;” that tune, however, is English, attributed to Matthew Lock from the play The Rivals. (tratto da qui)

Rosin il bello è un uomo molto  popolare, forse un traveiller e un violinista che  nella sua vecchiaia medita sulla morte, ed esprime il desiderio di essere  seppellito con due barilotti di birra nella bara; nello stesso tempo, per  allungarsi la vita, incita la gente a brindare alla salute del vecchio Rosin detto il Bello!

Una drinking song nel repertorio dei The Dubliners, The Clancy Brothers e Bod Dylan, di cui conoscono molte versioni testuali.

ASCOLTA The 97th Regimental String Band


I
I’ve traveled all over this wild world,
And now to another I  go.
And I know that  good 
quarters (1) are waiting
To welcome old Rosin the Beau.(x3)
And I know that good  quarters are waiting to welcome old Rosin the Beau.
II
When I’m dead and  laid out on the counter
a voice you will  hear from below,
Saying “Send  down a hogshead of whiskey
Take a drink with  old Rosin the Beau
III
Then get a half dozen stout fellows
And lied them all up in a row
Let them drink out  of half gallon bottles
To the memory of Rosin the Beau
IV
Then get a half  dozen stout fellows
And let them all stagger and go
And dig a great hole  in the meadow
And in it put Rosin  the Beau
V
Then get ye a couple  of bottles.
Put one at me head  and me toe.
With a diamond ring  scratch upon ‘em
The name of old  Rosin the Beau.
VI
I feel that old  tyrant (3) approaching,
That cruel  remorseless old foe,
And I lift up me  glass in his honour.
Take a drink with  old Rosin the Beau
Traduzione di Cattia Salto
I
Ho girato tutto il mondo
e ora me ne andrò all’altro,
ma so che le schiere angeliche (1) mi aspettano per dare il benvenuto al vecchio Rosin il Bello. ma so che le schiere angeliche mi aspettano per dare il benvenuto al vecchio (2) Rosin il Bello.
II
Quando sarò morto e  disteso su un catafalco
una voce griderà da sottoterra
dicendo “Mandate giù un barilotto di whiskey.
per bere con il vecchio Rosin il Bello”.
III
Allora prendete una mezza dozzina di forti compagni
e metteteli tutti in fila
che bevano mezzo gallone
alla memoria di Rosin il Bello.
IV
Allora prendete una  mezza dozzina di forti compagni che scavino a turno una grande buca nel prato per metterci dentro Rosin il Bello.
V
Poi prendete un paio di bottiglie
mettetele una alla testa e una ai piedi
con un anello di  diamanti incidetevi sopra
il nome del vecchio Rosin il Bello.
VI
Vedo il vecchio tiranno (3) avvicinarsi, uno spirito crudele e spietato.
alzo il bicchiere in suo onore,
venite a bere con il vecchio Rosin il Bello.

NOTE
1) good  quarters= schiere angeliche o fatate altri traducono con “bei posti”
2) old è un termine affattuoso usato spesso come intecalare che non necessariamente indica l’età avanzata può anche voler dire semplicemente “caro”
3) tyrant: per gli inglesi La Morte è un maschio spesso in abiti militari

FONTI
https://mainlynorfolk.info/lloyd/songs/rosinthebeau.html
https://thesession.org/tunes/7639
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=10100
http://www.maggiesfarm.eu/testiO/olroisinlebeau.htm

FINNEGAN’S WAKE OVVERO IL MORTO RESUSCITATO!

La canzone è incentrata su una veglia funebre, la Veglia per Tim Finnegan, ma il testo è tragicomico e ricco di irish humour. Vero è che le veglie funebri irlandesi si annaffiano con abbondanti bevute e si finisce per cantare e scherzare, insomma per divertirsi, però in questa veglia la gente si diverte un po’ troppo! Non per niente si dice che la differenza tra un matrimonio e un funerale in Irlanda sia… un ubriaco in meno! continua

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Il presunto morto è un muratore che ha sbattuto violentemente la testa in una caduta in cantiere, e viene portato a casa: a causare la sua morte però è il goccetto di whiskey che Tim beve tutte le mattine, per aiutarsi nel lavoro (e anche perché era un ubriacone), il quale gli ha annebbiato il cervello e fatto barcollare sulla scala. Accanto al corpo, pronti per essere seppelliti con lui, una bottiglia di whiskey e un barilotto di birra scura (l’usanza è citata anche in altre canzoni tradizionali ad esempio Jug of Punch, Rosin the Beau)

LA VEGLIA FUNEBRE

Durante la veglia la vedova prima fa girare tè e pasticcini e poi tabacco e hot whiskey (ossia il punch irlandese a base di whiskey); come in tutte le veglie funebri si ricordano le qualità del defunto, ma qui nasce subito una lite che degenera in una rissa generale (con grande spasso dei contendenti per la verità), e un bicchiere pieno di whiskey finisce sulla salma di Tim che balza dal letto gridando: “Gettare il whiskey da tutte le parti! Gesù Tonante! Credevate fossi morto?” Benedetto dagli schizzi di whiskey il morto resuscita! 
La parola “wake” significa veglia ma anche risveglio ed in questo contesto è il whiskey versato sul cadavere a ridargli la vita – la parola whiskey deriva dal gaelico “uisce beathe” che vuol dire l’acqua della vita. Subito, Tim si lamenta per lo spreco!

Una veglia funebre irlandese (Immagine tratta da “Harpers Weekly”, 15 marzo 1873)

Il brano diffuso negli spettacoli di varietà del periodo vittoriano risale al 1850 ed è attribuito a John Durnal, eppure si ritrova un decennio più tardi già in America: “according to Hugh Kenner’s A Colder Eye: The Modern Irish Writers (p. 221) this is “a psuedo-Irish song, since [it] is not an Irish ballad at all but American-Irish . . . published in New York, 1864.” (tratto da qui)
A tune derived from a comic “stage-Irish” song, which Bayard (1981) says was known in Pennsylvania as a folk song called “Dolan’s Ass.” The first part of the tune, he observes, is perhaps older than the second. Cazden (et al, 1982) report that Edwin Ford Piper gives 1884 as the date for the first appearance of the song “Finnegan’s Wake,” while Charles Kennedy uses the date of about 1870 for the piece he identifies as an “Irish-American vaudeville” work. The sheet music was listed as published in New York by Wm. A. Pond Co. in 1864, while a different reference from the same year names the air to the song as “The French Musician.” The Journal of the Folk Song Society, vol. IV, p. 294, gives three sets of the air, two from the early 18th century and one from camp meeting spirituals known in Britain and the U.S. (all sets resemble the first strain of “Finnegan’s Wake”).
(tratto da qui).
Come sia è diventato lo spunto per il poema di James Joyce, Finnegans Wake (1939).
Il brano, un classico delle drinking songs, pur mantenendo la stessa struttura presenta molte variazioni nelle frasi: rilanciato dai Dubliners e i Clancy Brothers negli anni 50-60 è stato interpretato da quasi tutti i gruppi folk irlandesi

ASCOLTA the High Kings

VERSIONE THE HIGH KINGS
I
Tim Finnegan(1) lived in Walkin Street
A gentle Irishman, mighty odd
He had a brogue(2) both rich and sweet
An’ to rise in the world he carried a hod(3)
You see he’d a sort of a tippler’s way(4)
But the love for the liquor poor Tim was born
And to help him on his way each day
He’d a drop of the craythur(5) every morn
(Chorus)
Whack fol the dah, now dance with your partner
Around the floor, your trotters(6) shake
Isn’t it the truth, I tell you?
Lots of fun at Finnegan’s Wake
II
One morning Tim felt rather full(7)
His head felt heavy, which made him shake,
he fell off his ladder and he broke his skull,
so they carried him home, his corpse to wake.
They wrapped him up in a nice, clean sheet
And they laid him out there upon the bed
With a bottle of whiskey at his feet
And a barrel of porter at his head
III
His friends assembled at the wake
And Mrs Finnegan called for lunch
First she served them tay and cake
Then pipes, tobacco and whiskey punch.
Biddy O’Brien began to cry:
“Such a nice clean corpse, did you ever see?
Tim mavourneen(8), why did you die?”
“Will ye hould your gob(9)?” said Paddy McGee
IV
Ginny O’Harriton, she took the job:
“Biddy” says she “you’re wrong, I’m sure”
Biddy gave her a clapper upon the gob
And sent her sprawlin’ on the floor.
T’was then the war did soon engage
It was woman to woman and man to man
Shillelagh law(10), did not engage
And a row and a ruction soon began
V
Then Mickey Maloney raised up his head
And a barrel of whiskey flew at him
He slipped, and landed on the bed
And the whisky splattered over poor old Tim.
Bedad he revives, now see him rise
Tim Finnegan rise and up in the bed
“Throwin’ the whiskey around the place
Thunderin’ Jaysus, do ye think I’m dead?”
Traduzione di Cattia Salto
I
Tim Finnegan(1) viveva in Walkin Street, un gentiluomo irlandese molto strano;
aveva la parlata(2) fluente e melodiosa, e per tirare avanti nel mondo portava un secchio(3).
Dovete sapere che era una spugna(4),
il povero Tim era nato con un grande attaccamento ai liquori,
e per aiutarsi nel lavoro, giorno dopo giorno, ogni mattina si faceva un goccetto di whiskey(5).
CORO
Whack fol the dah, ora prendete il vostro partner e danzate per la stanza, muovete i piedi(6); non era vero quello che vi ho detto? Un sacco di spasso alla Veglia per Finnegan!
II
Un giorno Tim era piuttosto andato(7),
la sua testa pesante lo faceva vacillare,
cadde dalla scala e si ruppe il cranio, così lo portarono a casa per vegliare il cadavere.
Lo avvolsero in un bel lenzuolo pulito e lo distesero sopra il letto, con una bottiglia di whiskey ai suoi piedi,
ed un barilotto di birra scura al capezzale.
III
I suoi amici si riunirono alla veglia,
e Mrs Finnegan annunciò la cena; portò prima del tè e dei dolcetti,
quindi pipe, tabacco e punch di whiskey.
Biddy O’Brien cominciò a piangere,
“Un cadavere così bello e innocente, lo avete mai visto?
Tim mio caro(8), perché sei morto?”, “Ah, vuoi chiudere il becco?(9)” disse Paddy McGee!
IV
Ginny O’Harriton riprese al balzo
“Oh Biddy” disse, “sono sicura che ti stai sbagliando”;
Biddy le diede un pugno sulla bocca e la mandò a stendere sul pavimento.
A quel punto scoppiò la guerra, donne contro donne e uomini contro uomini,
fu la legge del bastone (10) e cominciò subito un putiferio.
V
Poi Mickey Maloney sollevò la testa e un barilotto di whiskey gli arrivò contro,
lo mancò, e cadendo sul letto il liquore si sparse sopra Tim.
Ecco che resuscita! Vedete come si alza!
Tim Finnegan sollevandosi dal letto,
“Gettare il whiskey da tutte le parti! Gesù Tonante! Credevate fossi morto?”

NOTE
1) Anche nella scelta del nome prevale la parodia: il nome Finnegan (tipico irlandese) si può scomporre in “Finn-again” ossia il Ritorno di Finn (Fionn o Finn in gaelico significa biondo ma anche bianco o luminoso) e rappresenta un’aspettativa popolare nel ritorno del mitico Fionn Mac Cumhaill capo dei Fianna, i guerrieri dell’antica Irlanda, che si risveglierà un giorno per aiutare il suo popolo: i feniani sono anche i nazionalisti irlandesi che si sono costituiti in movimento di liberazione dagli Inglesi.
2) brogue: accento, parlata
3) hod: secchio da muratore
4) tripper: ubriacone
5) craythur: whiskey, espressione popolare per un goccio di whiskey
6) trotters: piedi
7) full: colloquiale fare il pieno, essere ubriaco
8) mavourneen: mio caro
9) hold your gob: chiudi il becco, stai zitta
10) Shillelagh law: la legge del bastone, ossia una rissa

FONTI
http://homepages.wmich.edu/~cooneys/poems/fwake.html
http://tunearch.org/wiki/Annotation:Finnegan’s_Wake

SPANISH LADY OR DUBLIN CITY

Adrien Henri Tanoux (1865-1923) Spanish Lady
Adrien Henri Tanoux (1865-1923) Spanish Lady

“Spanish lady” è il titolo di una canzone popolare diffusa in Irlanda, Inghilterra, e Scozia riconducibile sicuramente al 1700.
Il titolo “La Dama Spagnuola” è da non confondere con “Spanish Ladies” al plurale, ovvero “Farewell and Adieu to You“.

Come sempre per le canzoni così popolari e antiche le versioni sono tantissime ma la melodia resta sostanzialmente la stessa:
ASCOLTA Dave Swarbrick con Martin Carthy & Diz Disley (in “Rags, Reels & Airs” 1967) in uno stupefacente arrangiamento in cui il violino sembra che parli e rida

PRIMA VERSIONE: DUBLIN CITY

La canzone è estremamente popolare a Dublino e per il suo tono scanzonato e allegro è una tipica canzone da pub anche se non si parla affatto di alcool!

LA TRAMA
Un irlandese, ormai vecchio, ricorda le poche occasioni che ebbe in gioventù di vedere una donna spagnola; così sensazionale fu l’incontro fortuito con la bella, che poche immagini di lei sbirciate da una finestra o dalle sbarre di una cancellata (lei che si lava i piedi, si pettina i capelli, che va a caccia di farfalle), furono così conturbanti da farlo ardere dalla passione; possiamo comprendere il suo turbamento se teniamo conto che, nell’immaginario maschile del tempo, la donna spagnola incarnava l’ideale di donna dalla bellezza esotica e passionale.

Una versione “standard” è quella dei Dubliners che la diffusero negli anni 60.

ASCOLTA The Dubliners

ASCOLTA The Kilkennys (live)

ASCOLTA Gaelic Storm (strofe I, II, IV, V)

I tre momenti in cui il protagonista incontra la misteriosa donna spagnola corrispondono a tre fasi dell’età maschile ovvero a tre momenti del giorno: l’inizio del nuovo giorno, il mattino e il tramonto.

Chorus 
Whack for the toora loora laddy
Whack for the toora loora lay
I
As I went down through Dublin City
At the hour of twelve at night
Who should I see but the Spanish lady
Washing her feet by candlelight
First she washed them, then she dried them, over a fire of amber coal
In all my life I ne’er did see
A maid so sweet about the soul
II
As I went back through Dublin City
At the hour of half past eight
Who should I spy but the Spanish lady
Brushing her hair outside the gate
First she brushed it, then she combed it
On her hand was a silver comb
In all my life I ne’er did see
A maid so fair since I did roam
III
I stopped to look but the Watchman (3) passed,
He said “Young fellah, now the night is late
Along with ye home or I will wrestle you
Straight back through the Bridewell gate(2)”
I threw a kiss to the Spanish lady
Hot as a fire of angry coal
In all my life I ne’er did see
A maid so sweet about the soul.
IV
As I came back through Dublin City
As the sun began to set
Who should I spy but the Spanish lady
Catching a moth in a golden net
When she saw me, then she fled me
Lifting her petticoat over her knee
In all my life I ne’er did see
A maid so shy as the Spanish Lady.
V
I’ve wandered north and I’ve wandered south through Stonybatter(4) and Patrick’s Close(5), up and around the Gloucester Diamond (6)and back by Napper Tandy’s house(7).
Old age has laid her hand on me
Cold as a fire of ashy coals
But where o where is the Spanish Lady,
Neat and sweet about the soul?
TRADUZIONE  DI CATTIA SALTO
CORO
senza senso
I
Mentre me ne andavo per Dublino,
alle dodici di notte, chi vidi mai, se non la Dama Spagnola, che si lavava i piedi a lume di candela? Prima li lavò e poi li asciugò su un fuoco di braci ambrate
in tutta la mia vita non vidi mai più
una donzella così piacevole per lo spirito
II
Quando ritornai a Dublino
alle otto e mezzo (di mattino)
chi vidi mai, se non la Dama Spagnola,
che si spazzolava i capelli fuori dal cancello? Prima li spazzolava, poi li pettinava, tenendo nella mano un   pettine d’argento, in tutta la mia vita non vidi mai una donzella così bella
per quanto abbia mai viaggiato.
III
Mi fermai ad ammirarla ma il guardiano (3) passò e disse: “Giovanotto, adesso è tardi
andatevene a casa oppure lotterò con voi
subito dietro a Bridewell gate(2)”.
Ho lanciato un bacio alla signora spagnola, caldo come un fuoco di  carbone rovente, in tutta la mia vita non vidi mai più una donzella così piacevole per lo spirito.
IV
Mentre andai di nuovo a Dublino
quando il sole incominciava a tramontare, chi vidi mai, se non la Dama Spagnola, che catturava una falena in un retino d’oro?
Quando mi vide allora veloce scappò sollevando la veste fino al ginocchio, in tutta la mia vita non vidi mai più, una donzella così timida come la Dama Spagnola
V
Ho vagato per il Nord e per il Sud per Stonybatter(4) e Patrick’s Close(5)
su e in giro per Gloucester Diamond(6)
e indietro per la casa di Napper Tandy(7)
La vecchiaia mi ha raggiunto
fredda come il fuoco delle braci spente
ma dove, oh dov’è la Dama Spagnola
fresca e dolce per lo spirito?

ASCOLTA Triona and Maighread ni Domhnaill in Idir An Dá Sholas, 2000 Il testo è abbastanza simile a quello standard, ma la melodia ha una cadenza diversa da quella con cui siamo soliti associare il brano


I
As I was walking through Dublin City
About the hour of twelve at night
It was there I saw a fair pretty female
Washing her feet by candlelight
First she washed them, then she dried them
Over a fire of ambery coals
And in all my life I never did see
A maid so neat about the soles
Chorus(1):
She had twenty eighteen sixteen fourteen
Twelve ten eight six four two none
She had nineteen seventeen fifteen thirteen
Eleven nine seven five three and one
II
I stopped to look but the watchman passed
Says he, “Young fellow, now the night is late
And along with you home or I will wrestle you
Straight away to the Bridewell gate(2)
I got a look from the Spanish lady(3)
Hot as a fire of ambery coals
And in all my life I never did see
A maid so neat about the soles
III
As I walked back through Dublin City
As the dawn of day was o’er
Oh whom should I spy but the Spanish lady
When I was weary and footsore
She had a heart so filled with loving
And her love she longed to share
And in all my life I never did meet
A maid who had so much to spare
IV
I have wandered north and I’ve wandered south
By Stoneybatter(4) and Patrick’s Close(5)
And up and around by the Gloucester Diamond(6)
Back by Napper Tandy’s house(7)
Old age has laid her hand upon me
Cold as a fire of ashey coals
And gone is the lovely Spanish lady
Neat and sweet about the soles
V
‘Round and around goes the wheel of fortune
Where it rests now wearies me
Oh fair young maids are so deceiving
Sad experience teaches me
TRADUZIONE  DI CATTIA SALTO
I
Mentre me ne andavo per Dublino,
alle dodici di notte,
fu là che vidi una della fanciulla
che si lavava i piedi a lume di candela. Prima li lavò e poi li asciugò
su un fuoco di braci ambrate
in tutta la mia vita non vidi mai più
una donzella così piacevole per lo spirito
Coro (1)
Aveva 20, 18, 16, 14
12, 10, 8, 4, 2 niente
aveva 19, 17, 15, 13
11, 9, 7, 5, 3 e 1
II
Mi fermai ad ammirarla ma il guardiano (3) passò
e disse: “Giovanotto, adesso è tardi
andatevene a casa oppure lotterò con voi
subito dietro a Bridewell gate(2)”.
Ho lanciato uno sguardo alla Dama Spagnola,
caldo come un fuoco di  carbone rovente,
in tutta la mia vita non vidi mai più una donzella così piacevole per lo spirito
III
Mentre andai di nuovo a Dublino
quando il sole incominciava a tramontare,
chi vidi mai, se non la Dama Spagnola,
quando ero stanco e con il male ai piedi
lei aveva un cuore pieno d’amore
e il suo amore desiderava condividerlo,
in tutta la mia vita non incontrai mai più, una donzella che aveva così tanto da prestare.
IV
Ho vagabondato per il Nord e per il Sud
per Stonybatter(4) e Patrick’s Close(5)
su e in giro per Gloucester Diamond(6)
e indietro per la casa di Napper Tandy(7)
La vecchiaia mi ha raggiunto
fredda come il fuoco delle braci spente
ma dove, oh dov’è la Dama Spagnola
fresca e dolce per lo spirito?
V
Gira e rigira la ruota della fortuna,
dove si ferma ora sono stanco,
oh le belle donzelle sono così ingannevoli,
come l’amara esperienza m’insegna

NOTE
1) nel ritornello la donna conta i soldi che ha guadagnato o è uno sciocco conto alla rovescia
2) “The Richmond Pen” o “Richmond Gaol” era la prigione in cui venivano detenuti gli irlandesi ribelli a partire dal 1835 originariamente detta Remand Prison o Bridewell. Nel 1893 venne trasformata nella Wellington Barracks (poi rinominata Griffith e oggi sede del Griffith College)
3) La Dama Spagnola potrebbe essere anche una prostituta d’alto bordo mantenuta da un ricco amante che la faceva vivere in un bell’appartamento. La Signora evidentemente non era molto discreta.. così era sorvegliata da qualche non meglio precisato Watchman
4) Stonybatter (Bohernaglogh) è un quartiere di Dublino sulla riva Nord del fiume Lieffey
5) stradina nei pressi della cattedrale di San Patrizio
6) Gloucester Place e Gloucester Street erano il cuore del Monto, il quartiere a luci rosse di Dublino which comprised the area enclosed by Summerhill in the north, Talbot Street in the South, Marlborough Street to the west and Buckingham Street/Portland Row to the east(tratto da qui)
7) Napper Tandy fu un rivoluzionario irlandese del Settecento, uno dei fondatori dei “United Irishmen”, paladino del libero commercio e personaggio turbolento morto nel 1803 

SPANISH LADY: LA VERSIONE MALANDRINA

Una versione da “uomo di mondo” è quella in cui il nostro corteggiatore si spinge ben più in là della semplice sbirciatina!
Oltre alla notte galante il nostro “spaccone” deve anche difendersi in duello e così ammonisce i visitatori di Dublino: “Fate attenzione a non perdere la testa per le bellezze che si pettinano stando alla finestra.. potreste perdere la vita!”

ASCOLTA Christy Moore


I
As I went out by Dublin City at the hour of 12 at night
Who should I see but a Spanish lady washing her feet by candlelight
First she washed them then she dried them all by the fire of amber coal
In all my life I ne’er did see a maid so sweet about the soul
II
I asked her would she come out walking and went on till “the Grey cocks crew”
A coach I stopped then to instate her and we rode on till the sky was blue
Combes of amber in her hair were and her eyes knew every spell
In all my life I ne’re did see a woman I could love so well
III
But when I came to where I found her and set her down from the halted coach
Who was there with his arms folded but the fearful swordsman Tiger Roche (8)
Blades were out ‘twas thrust and cut, never a man gave me more fright
Till I lay him dead on the floor where she stood holding the candlelight
IV
So if you go to Dublin City at the hour of twelve at night
Beware of the girls who sit in their windows combing their hair in the candlelight
I met one and we went walking, I thought that she would be my wife
When I came to where I found her, if it wasn’t for my sword I’d have lost my life.
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
I
Mentre me ne andavo per Dublino
a mezzanotte
chi vidi mai se non la Dama Spagnola, che si lavava i piedi a lume di candela? Prima li lavò e poi li asciugò su un fuoco di braci ambrate
in tutta la mia vita non vidi mai una donzella così amabile per lo spirito.
II
Le chiesi se voleva uscire per una passeggiata e andare fino al ” Grey cocks crew”
fermai una carrozza davanti a lei e noi girammo finchè il cielo divenne chiaro, pettini d’ambra nei capelli e i suoi occhi conoscevano ogni incantesimo,
in tutta la mia vita non vidi mai più una donna che ho amato tanto.
III
Ma quando ritornammo nel punto in cui la trovai e la feci scendere dalla carrozza,
chi c’era con le braccia conserte se non Tiger Roche (8), il terribile spadaccino?
Le spade sguainate pronte e affilate, mai un uomo mi ha fatto più paura,
finchè lo lasciai morto sul pavimento dove lei stava in attesa con un candeliere.
IV
Così se andate a Dublino a mezzanotte, attenzione alle fanciulle che siedono alla finestra pettinandosi i capelli a lume di candela, ne incontrai una mentre stavo passeggiando e pensai che sarebbe stata mia moglie quando ritornai al punto in cui l’ebbi trovata, se non fosse stato per la mia spada, avrei perso la vita!

NOTE
tiger-roche8) Il dublinese David “Tiger” Roche era un affascinante avventuriero vissuto nel Settecento. Figlio di un gentiluomo, ufficiale a sedici anni, eroe delle Indian Wars, degradato con ignominia per furto, ripetutamente processato per omicidio, cronicamente indebitato, cacciatore di dote… Il prototipo di Barry Lyndon per intenderci.

La canzone è così popolare che la Dama Spagnola cambia  indirizzo a seconda della città da cui proviene la canzone, abbiamo così versioni da Galway, ma anche a Belfast, Chester continua

FONTI
http://mainlynorfolk.info/nic.jones/songs/thespanishlady.html http://www.mudcat.org/thread.cfm?threadid=44796 http://thesession.org/tunes/1117
http://www.christymoore.com/lyrics/spanish-lady/

BLACK IS THE COLOUR

Una canzone d’amore dalla tradizione popolare dei Monti Appalachi esportata degli immigrati provenienti dalle Isole Britanniche (si ipotizza l’origine scozzese). Esistono varie versioni con il protagonista maschile e più raramente femminile e moltissime interpretazioni dei maggiori gruppi e solisti di area celtica (soprattutto irlandesi) e non.

La melodia diventata standard non è quella più antica bensì è stata composta tra il 1916 e il 1920 dal grande John Jacob Niles  (1892-1980). Così scrive lo stesso Niles “Black is The Color of My True Love’s Hair’…was composed between 1916 and 1921. I had come home from eastern Kentucky, singing this song to an entirely different tune–a tune not unlike the public-domain material employed even today. My father liked the lyrics, but thought the tune was downright terrible. So I wrote myself a new tune, ending it in a nice modal manner. My composition has since been ‘discovered’ by many an aspiring folk-singer.

Il brano ha un andamento ipnotico, dolce e sensuale nello stesso tempo e la maggior parte degli artisti che lo hanno interpretato hanno sottolineato questa caratteristica.
Pochi versi nella strofa iniziale riprendono ossessivamente la descrizione dell’amata(o) sembrano indicare che il protagonista sia separato dal suo amore e stia ricordandone il colore dei capelli, la delicatezza delle labbra, il sorriso radioso e le mani delicate, ma soprattutto la sua andatura: la terra stessa calpestata dall’amata(o) diventa fonte di gioia e amore. Presso il fiume Clyde la mancanza dell’amata(o) è tale da causare una profonda sofferenza, lacrime e lamenti portano alla decisione di scrivere una lettera. Purtroppo qui termina la canzone e niente più possiamo conoscere della storia.

The Princess Out of School di Edward Robert Hughes
The Princess Out of School di Edward Robert Hughes

Paul Weller con la sua voce lievemente roca, gli arpeggi della chitarra e un violino un po’ zingaro

Christy Moore, pura seta che ti avvolge l’anima, un sussurro vellutato sostenuto dalla sola chitarra  (tra le tante versioni live)

Gaelic Storm in Tree 2001, una versione decisamente gypsy

Cara Dillon 

CHORUS
Now black is the colour of my true love’s hair
Her lips are like a rose so fair (some roses fair)
the sweetest smile and the gentlest hands
I love the ground whereon she stands
I
I love my love and well she knows
I love the ground whereon she goes
I wish (hope) the day – would soon (will one day) come
When she and I can be as one
II
I go to the Clyde for to mourn and weep
For satisfied I never can be
I write her letters just a few short lines
And suffer death ten thousand times
TRADUZIONE  DI CATTIA SALTO
CORO
Nero è il colore dei capelli del mio vero amore
Le sue labbra sono simili a una bellissima rosa
Ha il sorriso più dolce e le mani gentili
Amo il terreno su cui si posa.
I
Amo il mio amore e lui (lei) lo sa bene
Amo il terreno sul quale cammina
vorrei che presto venisse il giorno
in cui lui(lei) ed io saremo una cosa sola.
II
Sono andata(o) al fiume Clyde a piangere e singhiozzare,
perchè non potrò(1) mai essere contenta(o),
gli(le) scriverò delle lettere, solo qualche breve riga, e sarà come morire 10mila volte

NOTE
1) con il tempo al futuro la frase è più efficace

cascate-clyde
Le cascate del fiume Clyde – New Lanark, South Lanarkshire (Scozia)

FONTI
http://www.lizlyle.lofgrens.org/RmOlSngs/RTOS-BlackIsColor.html
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=32248
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=18179
http:[email protected]?SongID=666
http:[email protected]?SongID=665
http://saturdaychorale.com/2013/06/22/john-jacob-niles-18921980-black-is-the-color-of-my-true-loves-hair/

PRONTI PER IL PADDY DAY? THE LEPRECHAUN SONG

 

st_patricks_parade_2010_leprechaunAd aprire le sfilate nel San Patrick’s Day  l’immancabile maschera del Leprecauno, di verde vestito, prototipo del folletto bonaccione o dispettoso a seconda dell’umore. Il Leprecauno è il folletto per antonomasia nella tradizione irlandese, soggetto di innumerevoli racconti, leggende e canzoni, eccellente violinista (si dice che abbia insegnato a suonare il violino ai più grandi musicisti irlandesi e italiani); così come ama la musica e la danza, egli incarna anche i vizi del popolo irlandese: gran bevitore di birra e whisky, estimatore di tabacco e fumatore di pipa. continua

THE  LEPRECHAUN SONG

Esistono  diverse canzoni sui leprecauni,  per lo più canzoncine per  bambini, questo testo però è stato trascritto da Weston Patrick Joyce (1827-1914) avendolo sentito da un cantastorie di Limerick nel 1853 (come riportato in Herbert  Hughes Irish Country Songs, volume III) “When Dr. Joyce published his  collection of old Irish Airs in 1872 he was unable to remember more than one  line of the ballad to which this air had been sung both in Dublin and  Limerick and wrote the words here given.”

In rete però si  accredita il brano come una poesia del fratello minore Robert Dwyer Joyce (1830-1883).

ASCOLTA Alice castle live

Ho trovato anche una versione d’antan
ASCOLTA Willie Brady


I
In a shady nook, one moonlit night,
a  leprechaun I spied
with a scarlet cap and coat of green(1),
a cruisc’n by his side
‘Twas “tic, tac tic” his hammer went, upon a tiny shoe(2)
I laughed to think of a  purse of gold(3),
but the fairy was laughing too.

II
With tiptoe step and beating heart, softly I  drew nigh
there was mischief in his merry face,
a twinkle in his eye
he hammered and sang with his tiny voice,
and drank his mountain dew(4)
I laughed to think  he was caught at last, but the fairy was laughing too.
III
As quick as thought I seized the elf, “Your fairy purse!(5)” I cried
“The purse,” he said, “is in the hand of the lady by your side”.
I turned to look, the elf was gone, then what  was I to do?
I laughed to think what a fool I’d been, but the fairy was  laughing too.
TRADUZIONE ITALIANO
I
Nel  chiarore di una notte di luna
vidi un folletto,
aveva un cappellino scarlatto  ed una giacchetta verde,
una fiaschetta a tracolla,
“tap-tap,tap-tap” picchiettava il suo  martelletto su di una singola scarpa
ed io risi al pensiero della sua pentola  dell’oro,
ma anche il folletto se la rideva….
II
Con passo rapido e trattenendo il respiro mi avvicinai silenziosa,
c’era  malizia nel suo sguardo allegro, uno strano scintillio nei suoi occhi.  Picchiettava e cantava con la sua vocetta stridula
sorseggiando il suo liquore
ed io risi al pensiero che finalmente era nelle  mie mani,
ma anche il folletto se la rideva…
III
Veloce come il pensiero lo afferrai, “dammi la tua borsa(1)” gli gridai.
“La mia borsa?” Disse. “E’ nella mano di  quella signora lì, dietro a te”
mi girai, il  folletto era sparito e allora che cosa mi rimaneva da fare?
Risi pensando a  che ingenua ero stata. ma anche il folletto se la rideva…

NOTA
1) Nelle prime descrizioni degli autori ottocenteschi però, il suo look era quella del damerino, con tanto di giacca rossa, ad esempio Yeat nel suo”Fairy and Folk Tales of the Irish Peasantry“( in italiano “Racconti di fate e folletti dei contadini irlandesi”) così scrive “È in qualche modo un elegantone, vestito di una giacca rossa con sette file di bottoni, sette bottoni per fila, e porta un cappello a tricorno, e nelle regioni del nord-est, secondo McAnally, si dice che sia solito girare come una trottola sulla punta del cappello quando ne trova uno della misura adatta.”.
Come sia, cronache più recenti lo descrivono come un ometto alto meno di un metro, con una giacca a falde color verde smeraldo (o la sua versione più antica ossia la redingote, una giacca lunga fino al ginocchio con falde aperte posteriormente), che indossa un cappello a cilindro, un panciotto di lana, pantaloni alla zuava, calze al ginocchio, scarpe di pelle con fibbie d’argento.
2) di mestiere è ciabattino, cuce e ripara le scarpe delle fate: lo si può trovare seguendo il caratteristico suono prodotto dall’incessante martellio sul cuoio delle scarpe, perché altrimenti è quasi impossibile riuscire a vederlo, essendo molto piccolo ed amante dei luoghi solitari.
3) Curiosamente è anche il “tesoriere” del Reame Fatato, e custodisce l’oro delle Fate in un grande, vecchio pentolone. Se si riesce a catturare il leprecauno, egli in cambio della libertà potrebbe rivelare dove ha nascosto il tesoro, ma è quasi impossibile riuscire a superarlo in astuzia!
4) In Irlanda con mountain dew (letteralmente “rugiada di montagna”) ma anche moonshine si intende il whiskey illegale, detto anche Póitín o Poteen, distillato abusivamente dai contadini irlandesi o dagli spiriti liberi in luoghi solitari, sulle alture o nelle paludi, al chiaro di luna (cioè di nascosto). Per non pagare le tasse imposte dal governo britannico sull’alcol.
La produzione di Póitín ancorchè clandestina è stata una discreta fonte di reddito in Scozia e nella parte occidentale dell’Irlanda più povera o presso le comunità dei pescatori anch’essi assoggettati ad una vita grama. continua
5) la borsa che il Leprecauno  porta a tracolla, contiene un unico scellino che ricompare subito dopo essere  stato speso. Per alcuni le borse sono due, una con il magico scellino,  l’altra è per la moneta d’oro che il leprecauno  usa in extremis, in cambio della sua libertà, ed è proprio questa moneta a  trasformarsi in foglia o sasso o guscio di lumaca nelle mani di un umano avido o disonesto.

FONTI
http://ontanomagico.altervista.org/saint-patrick-day.html
http://ontanomagico.altervista.org/leprechaun.htm

MOUNTAIN DEW, IL WHISK(E)Y AL CHIARO DI LUNA


NEVER WEDD AN OLD MAN

maidenUna canzone umoristica scozzese, intitolata anche “Maids When You’re Young“, scoraggia le giovani donne  nello sposare uomini troppo anziani, e il suo canto, tra ironia e amarezza, è un monito per tutte.
La grande differenza d’età tre i due sposi era ancora una consuetudine fino alla metà del 1900: uomini anziani sposavano giovani ventenni, che svolgevano il ruolo di badanti ante litteram!

L’umorismo della canzone  scaturisce dal linguaggio allusivo ma mai esplicito e le parole più oscene  sono bippate come “faloorum” e “ding doorum”: dapprima la giovane donna è corteggiata dall’uomo più vecchio ed accetta di sposarlo, ma quando arriva il momento di andare a  letto scopre che l’uomo ahimè è impotente. Così appena il vecchio si addormenta la ragazza, per spegnere i  bollori, si getta nelle braccia di un giovane e virile amante.

Oggi la canzone  fa sorridere ma nell’Ottocento era considerata piuttosto piccante: la semplice allusione  al sesso era volgare ma il riferimento all’impotenza e all’adulterio doveva  risultare scandaloso! Nonostante tutto diventò una canzone popolare in  Scozia, Inghilterra, Irlanda  e in America. La prima  pubblicazione risale al 1869 in “Ancient   Scottish Songs, Heroic Ballads” di David Herd con il titolo “Scant of Love, Want of Love”.

Quando i Dubliners la  registrarono nel 1962 fu considerata troppo esplicitamente sessuale per le radio del servizio pubblico inglese .

ASCOLTA  The Dubliners (strofe 1-3-4-5-6-7)

ASCOLTA Mairi  Morrison & Alasdair Roberts in Urstan, 2012 (strofe 1-2-4-3) in  una versione più castigata. Il cd è stato commissionato dal Scotland’s Centre for Contemporary Arts come tributo alla musica e  cultura gaelica. Una collaborazione artistica che sprizza freschezza e creatività.


CHORUS
For he’s got no faloorum,
fadidle eye-oorum

He’s got no faloorum,
fadidle  all day
He’s got no faloorum,
he’s lost his ding doorum
so maids when you’re young,
never wed an old man

I
An old man  came courting me,
hey ding dooram day (1)
An old man came courting me,
me being Young(2)
An old man came courting me,
all for to  marry me(3)
Maids, when you’re young never wed an old man
II
When we sat down to tea,
hey doo me darrity
When we sat down to tea, me being young
When we sat down to tea, he started teasing me
Maids when you’re young never wed an old man
III
When we went to church,
hey ding dooram day
When we went to church,
me being young
When we went to church,
he left me in the lurch (4)
Maids when you’re young, never wed an old man
IV
When we went to bed,
hey ding doorum day
When we went to bed, me being young
When we went to bed,
he lay like he was dead (5)
Maids when you’re young never wed an old man
V
So I threw me leg  over him (6),
hey ding dorum da
I flung me leg over him, me being young
I flung me leg over him, damned nearly smothered him
Maids when you’re young never wed an old man.
VI
When he went to sleep,
hey ding doorum day
When he went to sleep, me being young
When he went to sleep, out of bed I did creep
Into the arms of a handsome young man
VII
And I found his faloorum,
fadidle eye-oorum
I found his faloorum,
fadidle all day
I found his faloorum, he got my ding doorum
So maids when you’re young never wed  an old man
VIII
I wish this old man would die,
hey-ding-a  doo-rum
I wish this old man would die, me being Young
I wish this old man would die, I’d make the  money fly
Girls, for your sake, never wed an old man
IX
A young man is my delight,
hey-ding-a  doo-rum
A young man is my delight, me being Young
A young man is my delight, he’ll kiss you day  and night
Maids, when you’re young, never wed an old  man
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
CORO
Perché lui non è ” faloorum”,
fadidle eye-oorum
lui non è ” faloorum”,
fadidle  all day
lui non è ” faloorum”
lui ha perso il suo “ding doorum”
così ragazze, se siete giovani,
non sposate mai un vecchio!
I
Un vecchio mi corteggiava
hey ding dooram day
Un vecchio mi corteggiava ed io ero giovane,
Un vecchio mi corteggiava per sposarmi,
ragazze, se siete giovani, non sposate mai un vecchio.
II
Quando ci sedemmo per il te,
hey doo me darrity
Quando ci sedemmo per il te,
ed io ero giovane,
quando ci sedemmo per il te, lui cominciò a stuzzicarmi.
ragazze, se siete giovani, non sposate mai un vecchio.
III
Quando andammo in chiesa
hey ding dooram day
quando andammo in chiesa
ed io ero giovane,
quando andammo in chiesa,
mi ha piantato in asso,
ragazze, se siete giovani, non sposate mai un vecchio.
IV
Quando andammo a letto
hey ding doorum day
quando andammo a letto ed io ero giovane,
quando andammo a letto, rimase disteso come morto.
ragazze, se siete giovani, non sposate mai un vecchio.
V
Così mi sono messa cavalcioni (6),
hey ding dorum da
mi sono messa cavalcioni ed io ero giovane,
mi sono messa cavalcioni e maledizione per poco lo soffocavo.
ragazze, se siete giovani, non sposate mai un vecchio.
VI
Quando si addormentò
hey ding doorum day
quando si addormentò  ed io ero giovane,
quando si addormentò strisciai fuori dal letto
nelle braccia di un bel giovane!
VII
E ho trovato il suo ” faloorum”,
fadidle eye-oorum
ho trovato il suo ” faloorum”,
fadidle all day
ho trovato il suo ” faloorum ” e ha preso la mia “ding doorum”
così ragazze, se siete giovani, non sposate mai un vecchio!
VIII
Vorrei che il vecchio morisse,
hey-ding-a  doo-rum
vorrei che il vecchio morisse ed io ero giovane,
vorrei che il vecchio morisse, potrei spendere i soldi,
ragazze per il vostro bene, non sposate mai un vecchio!
IX
Un uomo giovane è la mia gioia,
hey-ding-a  doo-rum
un uomo giovane è la mia gioia ed io ero giovane,,
un uomo giovane è la mia gioia, lo bacerei notte e giorno,
ragazze, se siete giovani, non sposate mai un vecchio!

NOTE
1) oppure “Hey do a dority”
2) oppure Hey-do-a-day
3) oppure Fain wad he mairry me
4) in altre versioni è la donna ad andarsene ” I left him in the lurch”
5) oppure “he neither done nor said”, ma anche” he lays like a lump of lead”
6) letteralmente: ho buttato la mia gamba su di lui

FONTI
https://mainlynorfolk.info/eliza.carthy/songs/anoldmancamecourting.html
http://www.clarelibrary.ie/eolas/coclare/songs/cmc/
never_wed_an_old_man_pmcnamara.htm

http://sangstories.webs.com/anauldmancamcourtin.htm
http://mysongbook.de/msb/songs/m/maidswhe.html

Tra terra e cielo, la cultura nei paesi dei Celti

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