Crea sito

IMPOSSIBLE RIDDLE: THE ELFIN KNIGHT

Il “contrasto” tra innamorati, basato sui “compiti o enigmi impossibili” ha come modello la ballata “The Elfin Knight“: collezionata dal professor Francis James Child (1825-1896) al numero 2.

william_morris1In questa ballata una fanciulla  sente suonare il corno (o la tromba) dall’elfo e cade in preda al desiderio, siamo in primavera e il richiamo della natura è forte. L’elfo però le chiede di superare delle prove impossibili (ad esempio cucire una camicia senza ago né filo) e anche lei a sua volta richiede delle prove d’amore, con chiari riferimenti al compimento del rapporto sessuale.
Per certi aspetti richiama la ballata di Tam Lin (vedi) in cui una fanciulla è alla ricerca della prima esperienza sessuale e in cui tutte le allusioni sono narrate come in una fiaba.

Il rapporto tra i due è ambiguo, nelle versioni più antiche è la ragazza che chiama l’elfo nella sua camera, perché diventi il suo amante, e l’elfo la sottopone ai compiti impossibili per dissuaderla, perché troppo giovane; in altre versioni invece, l’elfo sottopone la ragazza alle imprese impossibili, minacciandola di rapirla per farla diventare la sua amante (e lei invece difende la propria verginità).  Come sia questi “enigmi” fanno parte di una consuetudine delle canzoni popolari nel rapportarsi con il soprannaturale, sia esso un essere magico o diabolico.  Eppure la carica sessuale è appena sotto la pelle!

THE ELFIN KNIGHT

Riccardo Venturi nella sua poderosa ricerca sulle Ballate di Child commenta
“The Elfin Knight, la ballata alla base di Scarborough Fair e di cui rappresenta la forma più antica, è una delle più vivaci ballate del corpus childiano, certo non troppo adatta ai bambini e alle fanciulle. Il Cavaliere Elfo propone alla ragazza una serie di compiti impossibili; lei gli ribatte con un’altra serie, ugualmente impossibile, con cui smaschera il Cavaliere, potenziale fedifrago (le sequele di compiti impossibili sono uno dei τόποι più usuali delle ballate angloscozzesi.
Il ritornello (My plaid awa ecc.) rappresenta, come già Child sottolineò, un “unicum” nell’intera raccolta, dato che si tratta dell’unica ballata in cui esso è più lungo della strofa che esso accompagna. Dalle numerose versioni scozzesi che presentano il motivo della “coperta che vola via” si può dedurre che tali versi si riferiscono più o meno velatamente alla perdita della verginità, e del resto, almeno una parte dei compiti impossibili sottintendono chiaramente delle allusioni sessuali (il “corno in grembo”, il “campo da arare e da seminare” ecc.).

Gli Elfi delle ballate, inutile dire, sono degli uomini adulti e pieni di “voglie”, non le creaturine asessuate delle filastrocche per bambini. Sebbene conservata in un foglio volante scozzese del 1670 (in caratteri gotici), il nostro testo (da William Motherwell, Minstrelsy, appendice) è indubbiamente una ballata popolare dal punto di vista stilistico.”

Della ballata esistono peraltro diverse versioni (vedi)

ASCOLTA Ewan McColl & Peggy Seeger


I
There stands three trumpeters on yon hill
Blaw, blaw, blaw winds, blaw
And they blaw their trumpets(1) sae loud and shrill
And the wind it blaws my plaid awa’(2)
II
Gin I’d his trumpet in my kist (3)
And was in the lad’s arms that I like best
III
Gin ye would be wed wi’ me
There’s ae thing ye maun dae for me
IV
Ye maun mak’ me a linen sark
Without a stitch o’ needlewark
V
Ye maun wash it in yon draw-well
Where water never sprang or fell
VI
Ye maun drt’t on yon hawthorn
That hasna seen blossom since man was born
VII
And gin I mak’a sark for thee
There’s ae thing ye maun dae for me
VIII
My faither has an acre o’ land
Ye maun plough it wi’ you ae hand
IX
Ye maun sow it wantin’ corn
And roll it wi’ a sheep’s shank-bone
X
Ye maun shear it wi’ a scythe o’ leather
And bind it wi’ a peacock’s feather
XI
Ye maun stook it in the sea
And bring the whaetsheaf dry to me
XII
And gin ye wark noo all this wark
Come to me and you’ll get your sark
TRADUZIONE di CATTIA SALTO
I
C’erano tre trombettieri su quella collina
Soffiate, soffiate, soffiate venti, soffiate
Ed essi soffiano nelle loro trombe (1) in modo così forte e stridulo
E il vento soffia via la mia coperta (2)
II
“Vorrei avere la sua tromba in grembo,  e stare tra le sue braccia sarebbe ciò che preferisco.
III
Vorrei che fosse sposato con me”
“C’è qualcosa che tu puoi fare per me
IV
Devi fare per me una camicia di lino
Senza lavoro d’ago
V
Devi lavarla in quel pozzo, sempre vuoto d’acqua di fonte o piovana;
VI
Devi asciugarla su quello spino
Che mai è fiorito da quando l’uomo è nato.”
VII
“E se io farò per te una camicia, c’è però qualcosa che tu puoi fare per me
VIII
Mio padre ha un acro di terra
devi ararlo con le tue mani
IX
Devi seminarlo con il chicco dei desideri e rivoltarlo con la tibia di pecora
X
Devi mieterlo con un falcetto di cuoio
e legarlo con una penna di pavone
XI
Devi immagazzinarlo nel mare
e portarmi il covone asciutto
XII
Quando avrai fatto tutto, e fatto bene,
vieni a prendere la tua camicia”

NOTE
1) in altre versioni la tromba diventa un corno, strumento per lo più ad uso “bellico” e come richiamo, essendo il suo suono udibile sulle lunghe distanze. Ma è anche un corno magico che suscita il desiderio in chi lo sente.
2) come per il mantello in Tam Lin anche qui la coperta copre il pudore della donna e viene soffiata o gettata via = deflorazione
3) kist dall’inglese antico kiste -kista nel senso di contenitore sia scatola, baule che bara o sarcofago (in senso archeologico cista) ma anche petto, qui tradotto come grembo, la tromba o il corno dell’elfo nel grembo della fanciulla, più esplicito di così..

ASCOLTA Jean-Luc Lenoir in “Old Celtic & Nordic Ballads“, un libro-Cd, con le illustrazioni di Arthur Rackham, 2012. La voce è di Joanne McIver.


I
The Elfin Knight stands on yon hill
Blaw, blaw, blaw winds, blaw
blowing his horn(1)
and loud and shrill
And the wind has blawing my plaid awa’(2)
II
If I’d yon horn in my kist (3)
And the bonnie laddie
here that I love best
III
Ye maun make me
a fine holland sark
Without any stitching
or needle wark
IV
Ye maun wash it in yonder well
Where the dew never wat
and the rain never fell
V
Now sin ye’ve asked
some things o’ me
it’s right I ask as mony o’ thee
VI
My father he asked me
an acre of land
between the sault sea and the strand
VII
Ye maun plow’t i with blawing corn
And ye maun sew’t wi pepper corn
VIII
When you have done
and finished your wark
ye’ll come to me, love
and get your sark
TRADUZIONE di CATTIA SALTO
I
Il Cavaliere Elfo è sulla collina
Soffiate, soffiate, soffiate venti, soffiate
e soffia il suo corno (1)
forte e penetrante
E il vento ha soffiato via la mia coperta (2)
II
“Se avessi il suo corno in grembo (3),
e il bel ragazzo
che amo tanto”
III
“Devi fare per me
una bella camicia di lino
senza lavoro d’ago
e filo
IV
Devi lavarla in quel pozzo
dove la rugiada mai bagna
e la pioggia mai cade”
V
“Poichè mi hai chiesto queste cose
è giusto che te ne chieda anch’io altrettante
VI
Mio padre mi ha chiesto
un acro di terra
tra il mare salato e la sabbia
VII
Devi ararlo con tibia di pecora
e seminarlo con  chicco di pepe
VIII
Quando avrai fatto tutto,
e finito il tuo lavoro,
vieni da me, amore
a prendere la tua camicia”

ASCOLTA Kate Rusby in The Girl Who Couldn’t Fly 2005
oppure in duo Kate Rusby w/ Dave Burland: The Elfin Knight [2012]


I
The elfin knight stands on yon hill
He blows his horn both loud and shrill
He stands so proud and he stands so still
CHORUS
Blow winds blow my bonnie o
Blow winds blow my bonnie
Blow winds blow my bonnie o
Blow winds blow my bonnie
II
If I had the knight that stands on yon mound
My true love then surely I have found
Down to the church then soon we will be bound
III
He’ll make me a dress with seams of fine thread
Make me a garland of flowers for my head
Down to the church then away we’ll go to bed
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
I
L’elfo cavaliere è sulla collina
e soffia il suo corno forte e penetrante,
è così magnifico
e fiero
CORO
soffiate venti, miei cari
soffiate venti, miei cari
soffiate venti, miei cari
soffiate venti, miei cari ..
II
Se avessi il cavaliere che è su quella collina,
allora di certo avrei trovato il vero amore,
e presto andremo a sposarci.
III
Mi farà un abito cucito con filo di seta,
mi farà una ghirlanda di fiori per il capo,
e dopo la chiesa andremo di corsa nel letto!

Per le versioni americane di The Elfin Knight vedi

seconda parte: Cambric shirt

FONTI
http://ontanomagico.altervista.org/captain-wedderburn.html
http://www.justanothertune.com/html/cambricshirt.html
http://71.174.62.16/Demo/LongerHarvest?Text=ChildRef_2

PEGGY GORDON

peggy-gordonCollezionata in Nuova Scozia da Helen Creighton (1899-1989) “Peggy Gordon” è una love song pubblicata in “Maritime Folk Songs” (Ryerson Press, Toronto, Ontario, 1962) di probabile origine scozzese.

La canzone è diventata popolare anche in Irlanda a cavallo degli anni 60-70 tramite la versione dei Dubliners. La melodia richiama “The Banks of Sweet Primroses” anche detta “Sweet Primroses” con le prime edizioni stampate che risalgono al 1840.

VERSIONI IRLANDESI

Il protagonista si dichiara alla giovane Peggy e descrive le sue sofferenze d’amore amore, perchè lei sembra essere indifferente al suo corteggiamento; così vorrebbe emigrare in una terra d’oltremare o ritirarsi un una valle solitaria per ascoltare solo il canto degli uccelli, al fine di ritrovare un po’ di tranquillità.

The Dubliners con la voce di Luke Kelly, (strofe da I a V)

Nelle seguenti versioni si omette la IV strofa
Sinéad O’Connor in Sean-Nós Nua
The Chieftains & The Secret Sisters in Voice of Ages

The Corrs in Home 2005


I (1)

Oh, Peggy Gordon you are my darling
Come sit you down upon my knee
and tell to me the very reason
Why I am slighted so by thee.
II
I’m so in love that I can’t deny it
My heart lies smothered in my breast
It’s not for you to let the world know it
A troubled mind can know no rest.
III
I put my head to a glass of brandy(2)
It was my fancy I do declare
For when I’m drinking I’m always thinking
And wishing Peggy Gordon was here.
IV
I wish I was away in England,
Far across the briny sea,
Or sailing o’er the deepest ocean,
Where care and troubles can’t bother(3) me.
V
I wish I was in some lonesome valley
Where womankind could not be found
Where the little birds sing on the branches
And every moment a different sound.
tradotto da Cattia Salto
I
Oh Peggy Gordon, mia cara,
vieni a sederti sulle mie ginocchia,
e dimmi il vero motivo
per cui sono così insignificante per te.
II
Sono così tanto innamorato che non posso negarlo, il cuore mi sta stretto in petto, ma non è da te far sapere a tutti che un’anima inquieta non conosce pace.
III
Mi sono attaccato al brandy
posso solo dire che ne avevo voglia,
perché quando bevo penso e desidero sempre che Peggy Gordon sia qui.
IV
Vorrei essere lontano dall’Inghilterra,
oltre il mare salmastro,
o navigare sull’oceano più profondo
dove affanni e dolori  non possono assillarmi
V
Vorrei essere in qualche valle solitaria
dove non ci sia traccia  del genere femminile
e dove gli uccellini cantano sui rami
in ogni momento una melodia diversa.

NOTE
1) Tutte le versioni ripetono la prima strofa anche in chiusura, in questo modo il rapporto tra i due si riduce ad un breve per quanto aspro litigio tra innamorati con finale riappacificazione.
2) anche “cask of brandy”; letteralmente ho messo la testa in un barile di brandy
4) bother= preoccupare, termine anglo-irlandese del linguaggio colloquiale

SWEET MAGGIE GORDON

Nella raccolta americana “Music for Nation” presso la Biblioteca del Congresso (Library of Congress) il brano è intitolato Sweet Maggie Gordon (vedi), come pubblicato da Pauline Lieder (New York 1880) che aggiunge una strofa da Carrickfergus, con una melodia a tempo di valzer arrangiata per pianoforte diversa da quella attuale
Jesse Ferguson di Cornwall, Ontario,


I
Oh, Peggy Gordon you are my darling,
Come sit you down all on my knee,
And tell to me the very reason
Why I am slighted so by thee.
II
I’m deep in love but I dare not show it,
My heart lies smothered all in my breast,
It’s not for you to let the whole world know it,
A troubled mind that has no rest.
III
I laid my head on a cask of brandy
Which was my fancy I do declare,
For while I’m drinking, I’m always thinking
How I’m to gain that lady fair.
IV
I put my back against an oak tree,
Thinking it was a trusty tree,
But first it bent and then it broke,
And that’s the way my love served me.
V
I wish my love was one red rosy
A-planted down on yonder wall,
And I myself could be a dewdrop
That in her bosom I might fall.
VI
I wish I was in Cupid’s castle
And my true love along with me,
Oh, Peggy Gordon, you are my darling,
Oh, Peggy Gordon, I’d die for thee.
VII
The sea is deep, I cannot wade it,
Neither have I got wings to fly,
But I wish I had some jolly boatman
To ferry over my love and I.
VIII
I will go down to some lonesome valley,
Where no womankind is ever to be found,
Where the pretty little birds do change their voices,
And every moment a different sound.
IX
I wish I was as far as Ingo (1)
Way out across the briny sea,
A-sailing over the deep blue water
Where love nor care never trouble me.
X
I wish I was in Spencervania (2)
Where the marble stones are black as ink,
Where the pretty little girls they do adore me,
I’ll sing no more till I get a drink (3).
tradotto da Cattia Salto
I
Oh Peggy Gordon, mia cara,
vieni a sederti sulle mie ginocchia,
e dimmi il vero motivo
per cui sono così insignificante per te.
II
Sono così tanto innamorato che non posso negarlo, il cuore mi sta stretto in petto, ma non è da te far sapere a tutti che un’anima inquieta non conosce pace.
III
Mi sono attaccato al brandy
posso solo dire che ne avevo voglia,
perché quando bevo penso e desidero sempre che Peggy Gordon sia qui.
IV
Mi sono appoggiato a una quercia
pensando che fosse un albero solido, ma prima si è piegato e poi si è rotto
proprio come il mio amore
V
Vorrei che il mio amore fosse una rosa rossa, piantata ai piedi di quel muro, e io vorrei essere una goccia di rugiada, per cadere nel suo bocciolo
VI
Vorrei essere nel castello di Cupido, con il mio amore
Oh Peggy Gordon mia cara
Oh Peggy Gordon, morirei per te
VII
Ma il mare è vasto, non riesco ad attraversarlo e nemmeno ho ali per volare
vorrei trovare un abile barcaiolo, per traghettare oltre il mio amore e me.
VIII
Vorrei essere in qualche valle solitaria
dove non ci sia traccia  del genere femminile e dove gli uccellini cantano sui rami
in ogni momento una melodia diversa.
IX
Vorrei essere lontano dall’Inghilterra,
oltre il salatissimo mare,
o navigare sull’oceano più profondo
dove affanni e dolori  non possano assillarmi
X
Vorrei essere a Spencervania
dove le pietre di marmo sono nere come inchiostro, e dove le ragazzine mi  adorano
ma non canterò ancora finchè non avrò un altro bicchiere

NOTE
1) forse espressione dialettale “Engle” che sta per “England”
2) forse sta per Pennsylvania
3) strofa aggiunta dal cantante per chiedere al suo pubblico un altro bicchiere

FONTI
https://mainlynorfolk.info/folk/songs/peggygordon.html
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=21179
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=21282

LILY OF THE WEST

Una ragazzaccia delle “street ballads” per la sua infedeltà conduce a morte il protagonista, la storia potrebbe avere un fondamento storico e la bella Flora essere stata la figlia di un prete (protestante) di Lexintong, nel Kentucky. In questa versione il luogo in cui si svolge la storia è il West americano, ma in altre si tratta del Devonshire o lo Yorkshire inglese. Alcuni però presumono che la ballata sia di origini irlandesi e la fanno risalire al 1839, introdotta nel repertorio popolare americano dai flussi migratori in seguito alla Grande Carestia del 1846, ed in alcune versioni inizia con “When first I came to Ireland…”. Altri ritengono che risalga al tempo di Cromwell. Il brano è conosciuto anche come “Flora” ma in altre versione il nome della ragazza è Mary o Molly (insomma di tipe infedeli che s’infrattavano nei boschetti c’è n’erano proprio tante)
Riccardo Venturi precisa “The Lily of the West può essere di origine irlandese, oppure comunque essere stata una ballata di “ambiente” irlandese. Ma è da dire anche che molti caratteri, e non ultimo il fatto ben preciso che fu stampata e diffusa su fogli volanti, la rendono una tipicissima Broadside ballad. Lo stesso linguaggio roboante e arcaico che vi si utilizza è uno dei caposaldi delle Broadsides (“and boldly bade him stand”, favoloso). Sicuramente, anche per i presunti fondamenti storici della ballata e per l’ambientazione ben precisa (altra caratteristica delle Broadsides), si è formata in America ma su una tradizione europea. Non è improbabile che persino i “Padri Pellegrini” avessero con sé delle Broadsides, che come origine appartengono sicuramente al XVI secolo. In Irlanda sono state diffusissime fino in tempi piuttosto recenti.” (tratto da qui)

LA VERSIONE AMERICANA: melodia country

John Faed
John Faed

In questa versione il protagonista uccide il rivale, accecato dalla gelosia, perché lo sorprende infrattato tra le braccia della bella Flora; al processo la donna testimonia contro di lui condannandolo a morte, eppure il protagonista non può fare a meno di amare Flora, il bel giglio d’Occidente. Una lettura per metafore vede nel Giglio dell’Ovest che tradisce il suo innamorato l’America stessa, che diede la morte a tanti Irlandesi pieni di speranza e in cerca di una vita migliore.

The Lily Of The West è celebre per il suo linguaggio pomposo, arcaico, esageratamente letterario; così la traduzione in italiano di Riccardo Venturi, in alcuni punti un po’ infedele come la protagonista, ma con analogo stile. La melodia di questa versione è in autentico country style ed è molto diffusa in America, resa popolare negli anni 60 da Joan Beaz e Bob Dylan.

Bob Dylan

Green Mountain Blugrass Band strepitoso live, tutto con strumenti a corda,

The Chieftains & Rosanne Cash in “Further Down the Old Plank Road” 2002- Gli irlandesi aggiungono una strofa  per un finale da happy end in cui il protagonista esce di prigione per ritornare in Irlanda.

I
When first I came to  Louisville,
some pleasure here to find
A damsel there from Lexington
was pleasin’ to my mind
Her rosy cheeks, her ruby lips
like arrows pierced my breast
An’ the name she bore was Flora,
the lily of the west.
II
I courted lovely Flora
some pleasure for to find
But she turned unto another man
what sore distressed   my mind
She robbed me of my liberty,
deprived me of my rest
Then go my lovely Flora,
the lily of the west.
III
Way down in yonder shady grove,
a man of high degree
Conversin’ with my Flora there,
it seemed so strange to me
An’ the answer that she gave to him
it sure did me oppress
I was betrayed by Flora,
the lily of the west.
IV
I stepped up to my rival,
my dagger in my hand
I seized him by the collar
an’ boldly made him stand
Bein’ mad to desperation
I pierced him to the breast
All this for lovely Flora,
the lily of the west.
V
I had to stand my trial,
I had to make my plea
They placed me in the criminal box
an’ they commenced on me
Although she swore my life away,
deprived me of my rest
Still I love my faithless Flora,
the lily of the west
VI (*)
Now that I’ve gained my liberty 
a-rowin’ I will go
I ramble through old Ireland
and travel Scotland o’er
Though she thought to swear
my life away she still disturbs my rest,
and the name she bore was Flora
the lily of the west.

Traduzione di Riccardo Venturi
I
Giungendo in prima fiata a Louisville
per trovar ivi alcun dilettamento
una donzella là, di Lexington
il core m’allegrava ogni momento.
E le sue guance rosa e l’incarnato
il cor mi trapassôrno immantinente
e il nome che portava era di Flora,
di Flora, ahi lasso, il giglio d’Occidente.
II
Le fe’ la corte a quella bella Flora
per trovar ivi alcun dilettamento,
ma ella ad altro cor si volse ognora
per la mia sofferenza e il mio tormento.
Della mia libertate mi privò,
e mi privò di pace indegnamente,
e allora, va’ ! Va’ via, mia bella Flora,
o amore mio, il giglio d’Occidente.
III
Laggiù in un ombroso luco si recava
con un cavalier ricco e di casato,
colà, ella con quello “conversava”,
di ciò io ne rimasi costernato.
E la risposta ch’ella a costui diede
d’angoscia e raggia m’empì
subitamente: Crudele! Ero tradito dalla Flora, dalla mia Flora, il giglio d’Occidente.
IV
M’ardii verso quel mio rival tremante
con il pugnale in mano al mio volere;
lo presi pel colletto ed imperante
gli dissi: Alzati in pie’, vil berroviere!
In preda alla follia più disperata
gli trapassai lo cor violentemente;
E allora, va’! Va’ via, mia bella Flora,
o amore mio, il giglio d’Occidente.
V
Mi trassero in giustizia incatenato,
dovetti far la mia declarazione;
in fredda gabbia ‘e fui poi sistemato
e cominciâr la mia prosecuzione.
E se ben ella volle la mia morte
che il giudice m’impose tristamente,
ancora io l’amo! Privato della vita
per la mia Flora, il giglio d’Occidente.

Note
* strofa aggiuntiva, vedi versione irlandese

LA VERSIONE IRLANDESE

La versione che va per la maggiore in Irlanda ha melodia simile a “Lakes of Pontchartrain”, e aggiunge una strofa con lieto-fine, per un cavillo (se così lo vogliamo chiamare) il condannato esce dalla prigione e ritorna al suo paese.

The Chieftains & Mark Knopler in The Long Black Veil 1995


I
When first I came to Ireland some pleasure for to find
It’s there I spied a damsel fair, ‘twas pleasing to my mind
Her rosy cheeks and sparklin’ eyes like arrows pierced my breast
And I call her lovely Molly O’, the lily of the west.
II
One day as I was walkin’ down by a shady grove
I spied a lord of high degree conversing(1) with my love
She sang her song delightfully while I was sore oppressed
Saying I’ve been a dupe to Molly O’, the lily of the west
III
Well, I stepped up with my rapier and my dagger in my hand
And I dragged him from my false love and boldly I bid him stand
But being mad with desperation I swore I’d pierce his breast
I was then deceived by Molly O’, the lily of the west
IV
I then did stand my trial and boldly I did plea
A flaw(2) was in my indictment found and that soon had me free
That beauty bright I did adore, the judge did her address
Now go, you faithless Molly O’, the lily of the west
V
Now that I’ve gained my liberty a-rowin’ I will go
I ramble through old Ireland and travel Scotland o’er
Though she thought to swear my life away she still disturbs my rest,
I still must style her, Molly O’, the lily of the west.
Tradotto da Cattia Salto
I
Quando per la prima volta andai in Irlanda in cerca di un po’ d’avventura,
vidi una bella fanciulla che rallegrò il mio cuore,
le sue guance rosate, i suoi occhi luminosi mi trafissero il petto come dardi, si chiamava Molly O’ la bella, il giglio dell’Ovest
II
Un giorno mentre stavo passeggiando in un ombroso boschetto,
vidi un uomo di alto rango che conversava con la mia amata,
lei cantava la sua canzone gioiosamente, mentre io ero oppresso dal dolore
dicendo “sono stato una vittima di Molly, il giglio dell’Ovest”
III
Beh, balzai con lo spadino e con il pugnale in mano
e lo trascinai via dal mio falso amore ed gli ordinai  di mettersi in piedi,
ma essendo folle per la disperazione, lo giuro, lo trafissi al petto, così fui tradito da Molly, il giglio dell’Ovest
IV
Mi portarono al processo e con ardore mi difesi
un difetto fu trovato nella mia accusa, e presto fui libero.
Quella bellezza radiosa, che io adoro, diede al giudice il suo indirizzo, vai dunque, infedele Molly, il giglio dell’Ovest
V
Ora che ho ripreso la mia libertà andrò in giro vagabondando
andrò nella vecchia Irlanda e viaggerò per la Scozia,
anche se testimoniò per farmi morire, ancora lei turba i miei sogni
e ancora mi piace il suo stile, Molly il giglio dell’Ovest

NOTA
1) una conversazione per modo di dire, trattandosi di  un incontro intimo
2) la bella Molly prima lo accusa e poi riesce a intercedere presso il giudice (in privata sede) per farlo liberare

FONTI
http://www.antiwarsongs.org/canzone.php?lang=it&id=11203

CARRICKFERGUS

Il brano dal titolo Do Bhí Bean Uasal (vedi) ovvero “There Was a Noblewoman” è conosciuto anche con il nome di “The Sick Young Lover” comparso in un broadside distribuito a Cork e datato 1840 e anche nella raccolta di George Petrie “Ancient Music of Ireland” 1855 con il nome di The Young Lady. Testo e melodia passati attraverso la tradizione orale si sono diffusi e modificati, senza però lasciare una traccia consistente nelle raccolte stampate nell’Ottocento.

cathal buiCathal “Buí” Mac Giolla Ghunna, (c1680-c1756). Curioso personaggio soprannominato “Builil giallo, un bardo vagabondo di cui non si ha notizia suonasse uno strumento particolare, ma sicuramente cantastorie e compositore di poesie, che si sono diffuse per tutto il paese e ancora oggi cantate.
Lo studioso Breandán Ó Buachalla ha pubblicato una raccolta nel libro “Cathal Bui: Amhráin” nel 1975. A Blacklion contea di Cavan c’è anche una piccola stele in sua memoria e si celebra il Cathal Bui Festival (mese di Giugno).
Sacerdote mancato ci sapeva fare con le parole e con le donne, era inoltre dotato di molto “irish humour” ed era ovviamente un forte bevitore, girava per il Breifne, il nome irlandese della zona che comprende Cavan, Leitrim, e a sud di Fermanagh (uno dei tanti traveller con il suo carrozzone o anche meno).

PETER O’TOOLE

E arriviamo alla versione conosciuta da Peter O’Toole che è stata l’origine della versione di Dominic Behan registrata a metà degli anni 1960 con il titolo di “The Kerry Boatman”, ma anche alla versione registrata da Sean o’Shea sempre negli stessi anni con il titolo Do Bhí Bean Uasal. Anche i Clancy Brothers con Tommy Makem fecero una loro versione con il titolo “Carrickfergus” nell’LP “The First Hurrah” del 1964.

E qui è doveroso aprire una parentesi sugli anni 60: in America il presidente è John F. Kennedy, un discendete di emigranti irlandesi, gli irlandesi Clancy Brothers diventano delle star; in Irlanda e Inghilterra scoppia il “Ballad boom” e si affermano i Dubliners e i Wolfe Tones. Ma a questo successo riscosso dalla musica irlandese sulla scena internazionale per gran parte contribuì il lavoro dei Ceoltóirí Chualann, da cui si formerà il gruppo più rappresentativo della musica irlandese: i Chieftains.

Carrickfergus nella versione strumentale dei Chieftains in “The Chieftains Live” 1977 quando c’era ancora l’arpa di Dereck Bell (1935-2002).

DO BHÍ BEAN UASAL

Questa versione è stata attribuita musicalmente a Seán Ó Riada (ovvero John Reidy 1931-1971) non è chiaro se si tratti solo di un arrangiamento o di una vera e propria scrittura della melodia. Di certo il testo è preso dalla poesia di Cathal “Buí” Mac Giolla Ghunna.

Sean o’Shea in “Ò Riada Sa Gaiety” live in Dublino con i Ceoltóirí Chualann nel 1969.

I
Do bhí bean uasal seal dá lua liom,
‘s do chuir sí suas díomsa faraoir géar;
Do ghabhas lastuas di sna bailte móra
Ach d’fhag sí ann é os comhair an tsaoil.
Dá bhfaighinnse a ceannsa faoi áirsí an
teampaill,
Do bheinnse gan amhras im ‘ábhar féin;
Ach anois táim tinn lag is gan fáil ar leigheas agam.
Is beidh mo mhuintir ag gol im’ dhéidh.
II
I wish I had you in Carrickfergus
Ní fada ón áit sin go Baile Uí Chuain(2)
Sailing over the deep blue waters
I ndiaidh mo ghrá geal is í ag ealó uaim.
For the seas are deep, love, and I can’t swim over
And neither have I wings to fly,
I wish I met with a handy boatman,
Who would ferry over my love and I.
III
Tá an fuacht ag teacht is an teas ag tréigint
An tart ní féidir liom féin é do chlaoi,
Is go bhfuil an leabhar orm ó Shamhain go Fébur
Is ní bheidh sí reidh liom go Féil’ Mhichíl;
I’m seldom drunk though I’m never sober!
A handsome rover from town to town.
But now I am dead and my days are over
Come Molly, a stóirín, now lay me down!

TRADUZIONE INGLESE
I
A lady was betrothed to me for a while
And she refused me, oh my hundred woes
I went to towns with her
And she made a cuckold (or a fool ) of  me before the world,
If I had got that head of hers into the church
And if I were again  n command of myself, But now I’ weak and sore,  and there’s no getting of a  cure for me, And my people will be weeping after me
II
I wish I had you in   Carrickfergus
not far from that place ‘Quiet Town”
Sailing over the deep blue waters
my bright love from a northern sky
For the seas are deep, love, and I can’t swim over
And neither have I wings to fly,
I wish I met with a handy boatman,
Who would ferry over my love and I
III
The cold and the heat are going together [in me]
and I can’t quench my thirst
And if I took my oath from November to February
I wouldn’t be ready until Michaelmas
I’m seldom drunk though I’m never sober!
A handsome rover from town to town.
But now I am dead and my days are over
Come Molly, my little darling, now   lay me down!
TRADUZIONE ITALIANO
I
Una Lady mi fu promessa sposa per un certo tempo,
e lei mi rifiutò,
oh i miei cento affanni
andai in città con lei
e lei mi ha reso pazzo (o cornuto) di fronte a tutti
se avessi avuto lei al fianco in quella chiesa
e se fossi ancora padrone di me stesso
ma ora sono debole e malato e nessuno si prende cura di me
e la mia gente mi piangerà
II
Vorrei essere a Carrickfergus
non lontano da quella città portuale
a navigare sul vasto oceano
il mio amore che brilla nel cielo del Nord
perché il mare è profondo, amore, e non riesco restare a galla
e nemmeno ho ali per volare,
vorrei incontrare un abile barcaiolo
che possa trasportare il mio amore e me.
III
Caldo e freddo dentro di me
e non riesco a placare la mia sete
e se ho fatto il giuramento da Novembre a Febbraio
non sarà pronto che al giorno di San Michele
Sono raramente ubriaco, senza mai essere completamente sobrio
un bel vagabondo da città in città.
Vieni Molly, mia cara, e fammi distendere ora.

NOTE
2) “baile cuain” letteralmente significa “quiet town” tradotta anche come Harbour Town

LA VERSIONE DEGLI ANNI 60 E SIGNIFICATO

E veniamo a ciò che resta del brano ai nostri giorni, ovvero della versione di Carrickfergus diffusa dai maggiori interpreti della musica celtica.

La dolce malinconia della melodia e la sua incerta interpretazione testuale hanno reso il brano molto popolare, alcuni ne colgono il lato romantico e lo suonano anche ai matrimoni, altri ai funerali (ad esempio quello di John F. Kennedy Jr -1999).
Di certo ha un che di magico, triste e nostalgico, l’uomo annega nell’alcool il dolore per la separazione dalla sua amata (o più probabilmente beve perché ha una particolare predilezione per l’alcool): un vasto oceano li divide (o un tratto di mare) e lui vorrebbe essere in Irlanda, a Carrickfergus: vorrebbe avere le ali o poter attraversare la distesa d’acqua a nuoto o più realisticamente trovare un barcaiolo che lo porti da lei, e finalmente potrà morire tra le sue braccia (o presso la di lei lapide) adesso che è vecchio e stanco.

Il senso generale del testo resta quindi a mio avviso abbastanza chiaro, ma se si va nel dettaglio allora nascono molte perplessità, che ho cercato di riassumere nelle note.

Carrighfergus (Music Video) versione di Loreena McKennitt e Cedric Smith  in Elemental, 1985


VERSIONE DI LOREENA MCKENNITT
I
I wish I was in Carrighfergus (1)
Only for nights in Ballygrant (2)
I would swim over the deepest ocean
Only for nights in Ballygrant.
But the sea is wide, and I can’t swim over
Neither have I wings to fly
If I could find me a handsome boatman
To ferry me over to my love and die.(3)
II
Now in Kilkenny (4), it is reported
They’ve marble stones there as black as ink,
With gold and silver I would  transport her (5)
But I’ll sing no more now, till I get a drink
I’m drunk today, but I’m seldom sober
A handsome rover from town to town
Ah, but I am sick now, my days are over
Come all you young lads and lay me down.(6)

tradotto da Cattia Salto
I
Vorrei essere a Carrighfergus
solo per le notti a Ballygrant
avrei nuotato nell’oceano più profondo
solo per le notti a Ballygrant.
Ma il mare è vasto e non posso rimanere a galla e nemmeno ho ali per volare
se potessi trovare un abile barcaiolo
per traghettarmi fino al mio amore e morire.
II
Ora sulla pietra di Kilkenny è scritto,
su marmo nero come l’inchiostro,
con oro e argento che vorrei confortarla
ma non canterò più ora, se non prendo da bere.
Adesso sono ubriaco, e   raramente sono sobrio
un bel vagabondo da città in città
Ah, sono malato i miei giorni stanno finendo, venite tutti ragazzi e fatemi distendere.

NOTE
1) Carrickfergus (dal gaelico Carraig Fhearghais, ‘Rocca di Fergus’) è una città costiera nella Contea di Antrim , Irlanda del Nord, uno dei più antichi insediamenti in Irlanda del Nord. Qui il protagonista dice di voler essere a Carrickfergus (ma evidentemente è da qualche altra parte) mentre in altre versioni troviamo I wish I had you in Carrickfergus: il significato della canzone cambia completamente.
Alcuni vogliono ambientare la storia nel Sud dell’Irlanda ed ecco che allora vedono il nome del Fergus, il fiume che attraversa Ennis contea di Clare.
2) Ballygran – Ballygrant – Ballygrand. Ci sono ameno tre interpretazioni: la prima che Ballygrant sia in Scozia sulle Isole Ebridi (l’isola di Islay), la seconda che sia il villaggio di Ballygrot (dal gaelico Baile gCrot significa “insediamento di collinette”), vicino a Helen’s Bay che si trova in pratica di fronte a Carrickfergus oltre il tratto di mare che si insinua a frastagliare la costa Nord-est dell’Irlanda (il Belfast Lough). Pare che gli abitanti del posto lo chiamino “Ballygrat” o Ballygrant” e che sia un antico insediamento e che un tempo si tenevano delle gare con le barche da Carrickfergus a Ballygrat. La terza che sia una traduzione corrotta dal gaelico “baile cuain” della versione settecentesca e quindi sia una generica località tranquilla, un piccolo paesello.
Ma tra le due frasi c’è già un incongruenza o meglio c’è bisogno di un’interpretazione, appurato che Ballygrant non sia un posto particolare di Carrickfergus per il quale il protagonista prova nostalgia per qualche collegamento specifico con la sua storia d’amore passata in gioventù, allora si tratta del posto in cui invece si trova al momento. Quindi il protagonista potrebbe essere un irlandese che si è ritrovato nelle Isole Ebridi, ma che vorrebbe ritornare a Carrickfergus dal suo vecchio amore o che è uno scozzese (che quando era giovane faceva il soldato in Irlanda) e ricorda con rimpianto la donna irlandese amata in gioventù; oppure che il protagonista si trova a Helen’s Bay dalla parte opposta dell’insenatura che lo divide da Carrickfergus. Ma qui il ragionamento fa un po’ acqua (tanto per restare in tema), però solo fino a un certo punto: se fosse infatti sano e giovane niente gli impedirebbe di andare a Carrickfergus anche a piedi, ma lui è stanco e morente e quindi nella sua fantasia o delirio guardando il mare in direzione di Carrickfergus sogna di volare verso il suo amore del passato o desidera essere traghettato da un barcaiolo per poter morire accanto a lei.
3) “and die” ci dice che il protagonista che si trova a Ballygrant (ovunque esso sia) vorrebbe andare a Carrickfergus per morire tra le braccia del suo amore di gioventù.
In altre versioni la frase è scritta come “To ferry me over my love and I” e questo a parte la sgrammaticatura vorrebbe significare che il protagonista vorrebbe essere trasportato dal barcaiolo, insieme con la sua donna, a Carrickfergus. Quindi la nostalgia si condensa sulla località in cui si presume il protagonista abbia trascorso la gioventù e che vorrebbe rivedere prima di morire.
4) e 5) io per dare un senso compiuto alla frase ho tradotto come:
Ora sulla pietra di Kilkenny è scritto,
su marmo nero come l’inchiostro,
con oro e argento che vorrei confortarla

Sostituendo il verbo “to transport” utilizzato da Loreena con “to support” più utilizzato nelle altre versioni. Ossia: sulla pietra nera di Kilkenny (nel senso che si da in genere ad una tipologia di pietra ad esempio marmo di Carrara, quindi la pietra nera estratta a Kilkenny ma utilizzata anche a Ballygrant, ovunque esso sia) che sarà la mia pietra tombale dove ho inciso il mio epitaffio, ho scritto anche una frase di conforto per il mio amore
4) Kilkenny = Kilmeny alcuni vedono un refuso e notano che Kilmeny è la chiesa parrocchiale di Ballygrant (Isola di Islay) già località di una chiesa d’epoca medievale, anche qui c’è una cava di pietre, che era l’industria principale di Ballygrant nei secoli XVIII e XIX. Ora io mi domando: ma con tutte questi riscontri nell’Isola di Islay, (dove come minimo dovrebbe esserci la tomba del protagonista) com’è che il brano non è noto nella tradizione locale delle Isole Ebridi e invece lo è a Belfast?
6) il protagonista esorta gli amici a seppellirlo

Ho selezionata per l’ascolto anche questa versione che mi piace molto per la sua raffinata sobrietà nell’arrangiamento strumentale e l’interpretazione vocale di Jim McCann. Nella versione live aggiunge anche la strofa intermedia che è stata scritta da Dominic Behan per la sua versione registrata a metà degli anni 1960 con il titolo di “The Kerry Boatman”.

ASCOLTA The Dubliners (voce Jim McCann) in Dubliners Now 1975 dove canta la I e la III strofa

live Jim McCann con tutte e tre le strofe


VERSIONE DI JIM MCCANN
I
I wish I was in Carrickfergus
Only for nights in Ballygrand(2)
I would swim over the deepest ocean
Only for nights in Ballygrand.
But the sea is wide and I cannot swim over
And neither have I the wings to fly
I wish I had a handsome boatman
To ferry me over my love and I(3)
II
My childhood days bring back sad reflections
Of happy time there spent so long ago
My boyhood friends and my own relations
Have all passed on now like the melting snow
And I’ll spend my days in this endless roving
Soft is the grass and my bed is free
How to be back now in Carrickfergus
On the long road down to the sea
III
And in Kilkenny it is reported
On marble stone there as black as ink
With gold and silver I would support her (5)
But I’ll sing no more now till I get a drink
‘cause I’m drunk today and I’m seldom sober
A handsome rover from town to town
Ah but I am sick now my days are numbered
Come all me young men and lay me down

TRADUZIONE ITALIANO
I
Vorrei essere a Carrighfergus
solo per le notti a Ballygrand
vorrei nuotare sull’oceano profondo
solo per le notti a Ballygrant.
Ma il mare è vasto e non posso nuotare
e nemmeno ho ali per volare
se potessi trovare un abile barcaiolo
per traghettare il mio amore e me.
II
La gioventù mi riporta
a tristi pensieri
di momenti felici orami trascorsi
gli amici di gioventù e le storie
sono svaniti come neve al sole
e trascorro i giorni in vagabondaggi senza fine
soffice è l’erba e il giaciglio è gratis
Essere di nuovo a Carrickfergus
sulla lunga strada verso il mare
III
Ora sulla pietra di Kilkenny è scritto,
su marmo nero come l’inchiostro,
con oro e argento che vorrei confortarla
ma non canto più, se non prendo da bere
perché oggi sono ubriaco, e raramente sono sobrio
un bel vagabondo da città in città
Ah, sono malato i miei giorni alla fine
venite tutti ragazzi e mettetemi giù.

FONTI
Su Cathal “Buí” Mac Giolla Ghunna
http://www.eofeasa.ie/cathalbui/public_html/danta_CB/who_was_CB.html
http://lookingatdata.com/m/204-mac-giolla-ghunna-cathal-bui.html
http://www.munster-express.ie/opinion/views-from-the-brasscock/the-yellow-bitternan-bonnan-bui/

http://jungle-bar.blogspot.it/2009/03/carrickfergus-ballad-of-peter-otoole.html
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=16707
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=90070

THE LAKES OF PONTCHARTRAIN

Si ritiene che il testo abbia avuto origine nel sud degli Stati Uniti nel 19 ° secolo. Nelle note di copertina di DéantaReady for the Storm”, si descrive la canzone come “creola tradizionale d’amore, che viene comunemente scambiata come di origine irlandese”.

Note di copertina che accompagnano il brano nell’interpretazione dei Planxty lo ritengono portato dai soldati irlandesi che combattevano per gli eserciti inglese e francese in Louisiana e in Canada nella Guerra del 1812. Ma un’interessante indagine sulla linea ferroviaria che passa per New Orleans ci rivela che il nostro protagonista non avrebbe potuto prendere il treno prima del 1860, e un altro indizio nel testo che allude ai soldi in tasca, “che non vanno bene qui”, colloca la vicenda a poco dopo la Guerra di Secessione (1861-1865), con la nota svalutazione della moneta (o anche al periodo della guerra).

Il lago di Pontchartrain è un solo grande lago di acqua salata, ma è circondato sui tre lati da una serie dei laghi più piccoli, (per questo è scritto al plurale)  il protagonista si sta allontanando dalla città di New Orleans (che si affaccia proprio sul lago) quando incontra una bella ragazza creola che gli offre ospitalità. Il protagonista subito si innamora di lei e le chiede di sposarlo, ma lei rifiuta perchè sta aspettando il ritorno del suo innamorato al quale ha giurato fedeltà. Una rivisitazione della classica situazione dell’amore non corrisposto.

La bella ragazza creola è bruna però non tanto riferita alla pelle quanto ai capelli

The hair upon her shoulders in jet-black ringlets fell
To try and paint her beauty, I’m sure ‘twould be in vain

(I capelli cadevano sulle sue spalle in neri lucidi riccioli. Provare a descriverne la bellezza sarebbe inutile, ne sono sicuro)

ragazza-creolaIl termine “creolo” può essere inteso in due eccezioni: dallo spagnolo “crillo”, che originariamente si riferiva alla prima generazione nata nel “Nuovo Mondo”, figli di coloni dall’Europa (Spagna o Francia) e gli schiavi.

Gli Spagnoli in particolare erano molto cavillosi nell’attribuire nomi fantasiosi alle diverse gradazioni del sangue “puro” di hidalgo mescolato con gli amerindi (distinguevano persino i nati spagnoli in terra d’America e quelli in Terra di Spagna!).

In questa accezione diffusa nell’Ottocento ci si riferisce alla popolazione cittadina di New Orleans di pelle chiara i cui antenati però non erano mai stati schiavi e che mantengono la loro propria piccola società elitaria con matrimoni all’interno del gruppo etnico. (la nostra bella potrebbe quindi essere simile alla donna con ventaglio di Charles-Jean-Baptiste Colson- 1837)

Vallou de VilleneuveUn altro significato di “Creolo” identifica invece tutti i neri di lingua francese della Louisiana del sud-ovest, dal colore della pelle che passa dal marrone al nero-blu, che sono in genere gente di più umile condizione sociale o della campagna. (vedi la seconda illustrazione di Vallou de Villeneuve)

Un’altra popolazione diffusa nella zona è quella dei cajiun, quella parte di popolazione di origine francese che fuggì dalla Nova Scotia (ex Acadia ) quando gli inglesi sconfissero i francesi, e che trovò la sua nuova patria tra le paludi e le praterie del sud-ovest della Louisiana, conservando lingua e cultura originaria.

ASCOLTA Deanta
ASCOLTA The Coronas (la nuova generazione del rock irlandese, attivi dal 2003) con la voce di Danny O’Reilly (che guarda caso è il figlio di Mary Black) il loro sito

‘Twas on one bright March morning I bid New Orleans adieu
And I took the rode to Jackson town, me fortune to renew
I cursed all foreign money, no credit could I gain
Which filled me heart with longing for the lakes of Pontchartrain

I stepped on board of a railroad car beneath the morning sun
I rode the road ‘til evening and I laid me down again
All strangers there, no friends to me, ‘til a dark girl towards me came
And I fell in love with a Creole girl by the lakes of Pontchartrain

I said, “My pretty Creole girl, me money here’s no good
If it weren’t for the alligators, I’d sleep out in the wood”
“You’re welcome here, kind stranger, our house, it’s very plain
But we never turn a stranger out from the lakes of Pontchartrain”

She took me to her mammy’s house and treated me right well
The hair upon her shoulders in jet-black ringlets fell
To try and paint her beauty, I’m sure ‘twould be in vain
So handsome was my Creole girl by the lakes of Pontchartrain

And I asked her if she’d marry me, she’d said it could never be
For she had got another, and he was far at sea
She said that she would wait for him and true she would remain
‘Til he returned for his Creole girl by the lakes of Pontchartrain

So fare thee well, me bonny own girl, I never will see no more
But I’ll ne’er forget your kindness in the cottage by the shore
And at each social gathering a flowing glass I’ll raise And I’ll drink a health to me Creole girl and the lakes of Pontchartrain

TRADUZIONE ITALIANO
Era una luminosa mattina di Marzo e io dissi “Addio” a New Orleans.
Presi la strada per Jackson Town, per tentare la fortuna,
maledissi tutto il denaro straniero, non potevo comprare nulla,
il mio cuore desiderava ardentemente il lago di Pontchartrain.

Saltai a bordo di un vagone ferroviario, di primo mattino
Fra tutti quegli stranieri non avevo amici, finchè una ragazza bruna venne verso di me e mi innamorai di una ragazza creola, sul lago di Pontchartrain.

Dissi: “Graziosa creola, i miei soldi non vanno bene qui.
Se non fosse per gli alligatori dormirei nella foresta.”
“Sei il benvenuto qui straniero, la nostra casa è molto modesta.
Non mettiamo mai alla porta gli stranieri sul lago di Pontchartrain”

Mi accolse in casa della mamma e mi trattò davvero bene.
I capelli cadevano sulle sue spalle in neri lucidi riccioli.
Provare a descriverne la bellezza sarebbe inutile, ne sono sicuro.
Tanto era bella la mia ragazza creola sul Lago di Pontchartrain.

Le chiesi se voleva sposarmi e lei mi rispose che era impossibile
perchè aveva già un innamorato che ora era lontano sul mare.
Mi disse che lo avrebbe atteso e così doveva essere,
finchè egli fosse ritornato dalla sua ragazza creola sul Lago di Pontchartrain

Perciò addio mia ragazza bella, non ci vedremo mai più.
Ma non dimenticherò mai la tua gentilezza nella casa vicino alla spiaggia.
E ad ogni festa alzerò un bicchiere pieno,
e berrò alla salute di quella ragazza creola e al Lago di Pontchartrain

THE CROPPY BOY

8-a-government-repressionCroppy” è il soprannome dato ai ribelli irlandesi del 1798; significa “taglio corto dei capelli” perché, secondo George Denis Zimmerman (in “Songs of Irish Rebellion 1780-1900” -1966 ) i ribelli volevano emulare gli antichi romani al tempo della Repubblica, così come facevano i coevi rivoluzionari francesi.
Una versione più prosaica vuole far derivare il soprannome dalla tortura inventata dagli inglesi per l’occasione, detta pitchcapping, i quali rasavano i capelli dei ribelli e ricoprivano il loro cranio con la pece bollente; era quindi inizialmente un termine dispregiativo coniato dagli inglesi, poi rivendicato con orgoglio dagli Irlandesi.
Il termine compare anche nella canzone popolare anti-repubblicana “Croppies lie down” che celebra la sconfitta dei ribelli, la preferita dall’Orange Order (gli anglicani reazionari).

LA RIBELLIONE A WEXFORD

boysCon il nome di “The Croppy Boy” si riconoscono  due distinte versioni testuali una che inizia con “It was early, early in the spring…” e l’altra con “Good men and true in this house”, entrambe però hanno come contesto la contea di Wexford (Irlanda Sud-Est) dove i ribelli (mobilitati in grande numero) sconfissero i governativi a maggio, nella prima fase della rivolta.

Nel pomeriggio del 27 maggio (la domenica di Pentecoste) un migliaio di ribelli si erano uniti a Oulart Hill: erano male armati, alcuni con picche e armi da fuoco, ma la maggior parte con forconi e falcetti, eppure sconfissero la milizia e gli yeomen (1).

Il 29 maggio 5000 ribelli conquistarono la cittadina di Enniscorthy. Dopo pochi giorni l’esercito ribelle era arrivato a 15.000 uomini. Fu a Wexford (abbandonata dagli Inglesi in fuga) che l’esercito sempre più numeroso dei ribelli si diede una struttura di comando: Bagenal Harvey, un ricco protestante e leader degli Irlandesi Uniti di Wexford, liberato dal carcere, assunse il ruolo di comandante generale (poco dopo sostituito da padre Philip Roche).

Gli insorti non avevano una divisa, ma indossavano per lo più abiti civili ed era consuetudine aggiungere al cappello una fascia bianca o verde con la scritta ” Liberty and Equality” oppure “Erin go Braugh”. L’armamentario poi era quanto mai raffazzonato, costituito per lo più dalle picche (ovvero una punta metallica montata su una lunga asta di legno). Quest’arma serviva a contrastare le cariche della cavalleria, ma era diventata obsoleta con il diffondersi dell’artiglieria e superata infine con l’introduzione della baionetta.
Fu una vittoria di Pirro perché seguita quasi un mese dopo dalla battaglia di Vinegar Hill nelle vicinanze di Enniscorthy: i due eserciti erano quasi di pari forza, ma i ribelli erano male armati e men che meno addestrati. Anche la cittadina si difese strenuamente dai ripetuti attacchi della fanteria inglese (supportata da cannoni e cavalieri), ma pian piano i ribelli furono costretti a cedere il terreno; sulla collina di Vinegar i ribelli riuscirono infine a ritirarsi e a fuggire in un varco lasciato libero dell’incompleto accerchiamento dei governativi.

Vinhill

La città venne abbandonata e da allora i ribelli si dispersero in azioni di guerriglia e razzie che si trascinarono fino agli inizio dell’Ottocento.

VIDEO della rievocazione della Battaglia a Vinegar Hill organizzata dal National 1798 Rebellion Centre di Enniscorthy: le uniche battaglie che si dovrebbero vedere!

APPROFONDIMENTO
Vinegar Hill, Enniscorthy, ‘who fears to speak of 98’ http://www.irelandinpicture.net/2010/03/vinegar-hill-enniscorthy-who-fears-to.html
(delle foto strepitose nel blog “Pictures of Ireland” da un irlandese che per lavoro deve viaggiare per l’Irlanda!)
http://kildarelocalhistory.ie/1798-rebellion/background-to-rebellion/united-irishmen/
http://multitext.ucc.ie/d/The_1798_Rebellion_in_Wexford

PRIMA VERSIONE

Di questa versione si hanno molte varianti testuali essendo largamente diffusa come broadside ballad sia in Irlanda che in Inghilterra.

Per lo più le prime due strofe si ritrovano quasi identiche in tutte le trascrizioni: è il mese di maggio allo scoppio della rivolta quando anche gli uccelli sui rami cantano per la liberazione dell’Irlanda, il ribelle però viene catturato dagli inglesi, in alcune versioni a causa del tradimento del cugino che lo ha venduto per pochi soldi ai soldati.
Pure la strofa sulla sorella Mary è presente in quasi tutte le versioni anche se con declinazioni diverse: qui è disposta a tutto pur di non far condannare a morte il fratello; al contrario il padre lo rinnega, mentre in altre versioni il vecchio genitore non può che piangere con il resto della famiglia.

ASCOLTA The Halliard nell’album leggendario del debutto”It’s the Irish in me” del 1967(per la melodia vedere seconda versione)


I

‘Twas early, early in the spring,
the birds did whistle and sweetly sing changing their notes from tree to tree,
and the song they sang was “Old Ireland Free!”.
II
‘Twas in the darkest starless night,
the yeoman cavalry(1) gave me a fright,
the yeoman cavalry was my downfall,
and I was taken by Lord Cornwall(2).
III
As I was drive the long Wexford Street
my own first cousin I chanced to meet;
my own first cousin did me betray,
for one bare guinea swore my life away.
IV
My sister Mary heard the express,
she ran downstairs in her cold night dress
“My life my virtue I will lay down
to see my brother sail for Wexford town”
V
As I was stood on the gallows high
but my father was standing by
my father stood and did me deny
and the name he gave me was the Croppy boy
VI
In Duncannon(3) my hopes will lie,
for in Duncannon I must die,
don’t’ shed a tear as you pass by
for I go proudly as the Croppy Boy.

TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
I
Accadde all’inizio della primavera, quando
gli uccellini cinguettavano dolcemente
cambiando registro, di ramo in ramo,
e la melodia che cantavano era: “Cara Irlanda Libera!”
II
Accadde in una notte buia e senza stelle
i soldati inglesi mi sorpresero.
i soldati inglesi sono la causa della mia rovina, fui preso da Lord Cornwallis.
III
Mentre ero portato per Wexford street per caso ho incrociato mio cugino di primo grado, è stato mio cugino a tradirmi,
ha venduto la mia vita per una sola, misera ghinea
IV
Mia sorella Mary sentì la notizia,
e corse giù dalle scale in camicia da notte
“La mia vita e virtù sacrificherò per vedere mio fratello salpare dalla città di Wexford”
V
Fui messo sulla forca in alto e mio padre mi stava vicino, mio padre era in piedi e mi ha rinnegato e il nome che mi ha dato fu il “Ragazzo Ribelle”
VI
A Duncannon le mie speranze giacciono
perché a Duncannon devo morire
non versate lacrime voi che passate
perché vado fiero di essere il “Ragazzo Irlandese Ribelle”

NOTE
1) yeoman: originariamente il nome dato ai coltivatori diretti inglesi del XVII secolo che fornirono soldati per lo più nel corpo a cavallo dell’esercito inglese. Nel 1790 vennero formati i reggimenti Yeomen in risposta alla minaccia rappresentata dalla Francia in seguito alla rivoluzione francese. Era una forza riservista e volontaria, composta principalmente da piccoli agricoltori e proprietari terrieri che erano fedeli alla Corona. Essi si trovavano in tutta la Gran Bretagna, ma fu in Irlanda, che vennero coinvolti come prima linea di difesa contro i ribelli. Qui indica una unità militare britannica impiegata nella Battaglia di Harrow del 26 maggio 1798 a Wexford, la Camolin Cavalry.
Occorre osservare ad onor del vero che le yeomanry nel XVIII secolo erano composte anche da volontari irlandesi, per lo più orangisti ovvero appartenenti all’Orange Order
2) Lord Charles Cornwallis (1738-1805) Lord luogotenente (ovvero Vicerè) d’Irlanda dal maggio 1798 (anche se è arrivato a Dublino dall’Inghilterra solo il 20 di giugno in concomitanza con la vittoria a Vinegar Hill – Enniscothy contea di Wexford)
3) il forte di Duncannon è una fortezza a pianta stellare sul promontorio del porto di Waterford (a pochi chilometri ad Ovest di Wexford). C’è ancora la cella del “croppy boy” dove i ribelli erano detenuti.
In altre versioni il luogo del processo e della condanna è invece la Caserma Ginevra, trasformata al tempo della ribellione in carcere temporaneo, diventato tristemente famoso per i maltrattamenti inflitti ai prigionieri. I ribelli che non erano condannati a morte erano deportati in Australia o arruolati a forza nella Royal Navy. Oggi restano solo poche rovine con una targa commemorativa.

SECONDA VERSIONE

Il testo è del poeta irlandese William B. McBurney che lo pubblicò su “The Nation” nel 1845 con lo pseudonimo di Carroll Malone, ispirandosi ad un aneddoto riportato in “The Sham Squire” di William John Fitzpatrick (vedi): il giovane ribelle irlandese si confessa davanti al sacerdote, in realtà un soldato inglese travestito, che lo fa imprigionare e impiccare come traditore.

496px-Charlotte_Schreiber_-_The_Croppy_Boy

Come nella precedente versione la melodia è “Cailín Óg a Stór” (Dearest young girl), o “Cailin Ó Cois tSúire me” (I am a handsome young girl): Calen o custure me era il nome di una canzone popolare alla corte inglese in epoca elisabettiana (“Handful of Pleasant Delights” di Clement Robinson-1584 in “When as I view”) e citata nell’Enrico V di Shakespeare- atto II scena IV-, ma originaria della contea di Wexford, forse una melodia per arpa.

ASCOLTA Caleno custure me, Deller Consort
ASCOLTA Callino Casturame & Caleno Custurme nell’arrangiamento di William Byrd (Fitzwilliam Virginal Book 1610-1620)

Tuttavia la melodia più diffusa era più simile a quella utilizzata con il titolo di “The Robber – Charley Reilly” in Ancient Music of Ireland (Edward Bunting, 1840) (vedi) riscontrabile poi in molte varianti. La melodia era molto diffusa infatti nella Gran Bretagna e utilizzata per molte ballate del genere “rambling boy” che trattavano temi di furti e rapine. Era anche diffusa tra le canzoni dei mare che parlavano di disastri e di morte.

La stessa melodia è stata utilizzata anche in Lord Franklin (una canzone tradizionale inglese di fine ‘800 sul tentativo di trovare il passaggio a Nord Ovest nel mare artico).

ASCOLTA Phelim Drew

I
“Good men and true in this house who dwell,
To a stranger bouchal(4) I pray you tell:
Is the priest at home, or may he be seen?
I would speak a word with Father Green.”
II
“The Priest’s at home, boy, and may be seen;
‘Tis easy speaking with Father Green.
But you must wait till I go and see
If the Holy Father alone may be.”
III
The youth has enter’d an empty hall;
What a lonely sound has his light footfall!
And the gloomy chamber’s chill and bare,
With a vested Priest in a lonely chair.
IV
The youth has knelt to tell his sins:
Nomine Dei,” the youth begins!
At “mea culpa” he beats his breast,
And in broken murmers he speaks the rest.
V
“At the siege of Ross(5) did my father fall,
And at Gorey(6) my loving brothers all.
I alone am left of my name and race;
I will go to Wexford and take their place.
VI
“I cursed three times since last Easter day;
At mass time once I went to play;
I passed the churchyard one day in haste,
And forgot to pray for my mother’s rest.
VII
“I bear no hate against living thing,
But I love my country above my king.
Now, Father! bless me and let me go
To die, if God has ordained it so.”
VIII
The priest said nought, but a rustling noise
Made the youth look above in wild surprise;
The robes were off, and in scarlet there
Sat a yoeman captain with fiery glare.
IX
With fiery glare and with fury hoarse,
Instead of blessing, he breathed a curse:
“‘Twas a good thought, boy, to come here to shrive,
For one short hour is your time to live.
X
“Upon yon river three tenders float;
The Priest’s in one — if he isn’t shot!
We hold his house for our Lord the King,
And, amen say I, may all traitors swing!”
XI
At Geneva Barrack(3) that young man died,
And at Passage(7) they have his body laid.
Good people who live in peace and joy,
Breathe a pray’r and a tear for the Croppy Boy.

NOTE
3) la caserma Ginevra vicino a Passage East, porto di Waterford era diventata anche sede di prigionia dei ribelli.
4) bouchal (buachail) è un termine in irlandese per ragazzo
5) la battaglia di New Ross sul fiume Barrow faceva parte del tentativo dei ribelli di diffondere la rivolta presso la contea di Kilkenny. La battaglia infuriò per tutto il giorno del 4 giugno 1798 con i ribelli che pur riuscendo a fare irruzione in città vennero alla fine respinti. Si sono conteggiate quasi 3.000 vittime tra i ribelli
6) Gorey piccola cittadina vicino a Wexford
7) Passage East, piccolo villaggio di pescatori sulla riva occidentale del porto di Waterford: nel cimitero della chiesa di Crooke c’è ancora la lapide del Croppy Boy

TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
“Gentili e bravi uomini che abitate in questa casa,
vi prego di dire a un ragazzo straniero
se c’è il sacerdote e se può ricevere?
Vorrei parlare con Padre Green”

“Il prete è in casa, ragazzo e può ricevere
è facile parlare con Padre Green.
Ma dovete attendere che vado a vedere
se il santo padre è da solo”

Il giovane è fatto entrare in una sala vuota; che suono solitario ha il suo passo leggero!
E’ nella fredda camera cupa e spoglia con un prete su una sedia.
Il giovane si inginocchia per dire i suoi peccati: “Nomine Dei” inizia
e al “Mea culpa” si batte sul petto
e in un mormorio spezzato dice il resto

“All’assedio di Ross ho visto mio padre cadere e a Gorey tutti i miei amati fratelli.
Sono rimasto solo io della discendenza, e andrò a Wexford a prendere il loro posto”
Ho bestemmiato tre volte dall’ultimo giorno di Pasqua, all’ora della messa sono andato a giocare; ho attraversato il sagrato di corsa e ho dimenticato di pregare per il riposo di mia madre.

Non porto rancore verso i vivi,
ma amo il mio paese più del re.
Adesso, Padre, beneditemi e lasciatemi andare
a morire, se Dio lo vuole”

Il prete non disse niente ma un fruscio ha fatto alzare lo sguardo al ragazzo sorpreso,
i vestiti tolti e in rosso era seduto il capitano con sguardo ardente
Con sguardo ardente e furioso invece della benedizione sospirò una maledizione:
“E’ stata una buona idea, ragazzo, venire qui a confessarti,
perché ti resta solo un’ora da vivere.

Sul fiume laggiù tre navi galleggiano;
il prete è in una – se non è stato ucciso!
Occupiamo la sua casa per il Re nostro signore
e, amen dico, siano tutti i traditori impiccati”

Alla Caserma Ginevra quel giovane morì,
e a Passage hanno deposto il suo corpo
la brava gente che vive in pace e gioia
mandi una preghiera e una lacrima al ragazzo irlandese ribelle

FONTI
http://www.mustrad.org.uk/articles/bbals_11.htm
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=569
http://www.justanothertune.com/html/ladyfranklin.html

BRID OG NI MHAILLE

morte-Chatterton-dettaglioBríd Óg Ní Mháille  (in inglese Bridget O’Malley) è una dolente slow air diffusa nel Donegal in cui l’innamorato si dispera per essere stato abbandonato da una donna bellissima di nome Bridget.
Toccanti le immagini rivolte alla natura con la quale l’innamorato cerca di descrivere la bellezza di lei, dalle labbra di miele.
La sofferenza è profonda, il cuore desolato, il ricordo di lei straziante: la sua bella invece di sposarsi con lui, sta per convolare a nozze con un altro!

L’innamorato respinto chiede un ultimo appuntamento, eppure la attende invano, tormentandosi nell’attesa, con le immagini di lei che ha scelto di vivere con altro uomo. Il lamento è così cupo, con ripetute immagini di morte che inducono a credere in un imminente suicidio. Così ho inserito come immagine a commento, il dettaglio del dipinto di Henry Wallis – Death of Chatterton 1856.

ASCOLTA: Altan in Island Angel 1993

vi consiglio di guardare il video realizzato da Alessandro Tosi che si è ispirato alla nostra traduzione (versione interpretata da The Corrs)

GAELICO SCOZZESE
I
Is a Bhríd Óg Ní Mháille
‘S tú d’fhág mo chroí cráite
‘S chuir tú arraingeacha
An bháis trí cheartlár mo chroí
Tá na mílte fear i ngrá
Le d’éadan ciúin náireach
Is go dtug tú barr breáchtacht’
Ar Thír Oirghiall(1) más fíor
II
Níl ní ar bith is áille
Ná’n ghealach os cionn a’ tsáile
Ná bláth bán na n-airne
Bíos ag fás ar an droigheann
Ó siúd mar bíos mo ghrá-sa
Níos trilsí le breáchtacht
Béilín meala na háilleachta’
Nach ndearna riamh claon
III
Is buachaill deas óg mé
‘Tá triall chun mo phósta
‘S ní buan i bhfad beo mé
Mura bhfaighidh mé mo mhian
A chuisle is a stóirín
Déan réidh agus bí romhamsa
Cionn deireanach den Domhnach
Ar Bhóithrín Dhroim Sliabh
IV
Is tuirseach ‘s brónach
A chaithimse an Domhnach
Mo hata I’ mo dhorn
‘S mé ag osnaíl go trom
‘S mé ag amharc ar na bóithre
‘Mbíonn mo ghrá-sa ag gabhail ann
‘S í ag fear eile pósta
Is gan í bheith liom
‘S í ag fear eile pósta
Is gan í bheith liom
TRADUZIONE INGLESE (tratta da qui)
I
Oh Bríd Óg O’Malley
You have left my heart breaking
You’ve sent the death pangs
Of sorrow to pierce my heart sore
A hundred men are craving
For your breathtaking beauty
You’re the fairest of maidens
In Oriel for sure
II
No spectacle is fairer
Than moonbeams on the harbor
Or the sweet scented blossoms
Of the sloe on the thorn
But my love shines much brighter
In looks and in stature
That honey-lipped beauty
Who never said wrong
III
I’m a handsome young fellow
Who is thinking of wedlock
But my life will be shortened
If I don’t get my dear
My love and my darling
Prepare now to meet me
On next Sunday evening
On the road to Drum Slieve
IV
‘Tis sadly and lonely
I pass the time on Sunday
My head bowed in sorrow
My sights heavy with woe
As I gaze upon the byways
That my true love walks over
Now she’s wed to another
And left me forlorn
 tradotto da Cattia Salto
I
Oh Bridget O’ Malley
hai lasciato il mio cuore a pezzi
mi hai mandato la morte, spasmi
di dolore trafiggono il mio cuore desolato./A centinaia gli uomini desiderano/la tua bellezza mozzafiato/ tu sei per certo la più bella delle fanciulle di Orial!
II
Nessuno spettacolo è più bello
dei raggi di luna sul mare
o dei soavi boccioli profumati
del prugnolo spinoso,
ma il mio amore brilla più luminoso
nell’aspetto e nella forma,
della bellezza labbra di miele
che non ha mai mentito.
III
Sono un bel giovane ragazzo
che pensava al matrimonio
ma la mia vita finirà
se non otterrò che la mia cara,
il mio amore e tesoro,
si prepari ad incontrarmi adesso
la prossima domenica sera
sulla strada di Drumslieve.
IV
Così triste e solitario
trascorro le ore della domenica
la testa chinata dal dolore
i sospiri oppressi dal dolore
mentre fisso le nuove vie
che il mio vero amore percorre
adesso che è sposa di un altro
e mi ha abbandonato

NOTE
1) Airgialla (o Orial): antico regno nell’Irlanda del Nord, situato nell’odierno Ulster

BRIDGET O’MALLEY

Dall’antica melodia di Bhríd Óg Ní Mháille con testo in gaelico, Andy M. Stewart ha scritto una “traduzione” in inglese che riprende il doloroso lamento mantenendone la metrica. Nato nel 1952 a Alyth (Perthshire) Andy era un musicista scozzese, cantante e cantautore (da non confondere con l’altro Andy Stewart nato nel 1933 e morto nel 1993) che ha esordito nella formazione dei Silly Wizard (ahimè sciolti nel 1988)

Silly Wizard, in So Many Partings 1979 così scrivono nelle note di copertina “This beautiful Irish song was given to us by Ruth Morgan of Essex. It is basically her collation of several versions, translated from the Irish Gaelic, which we have slightly adapted“. (tratto da qui)

Versione Andy M. Stewart*
I
Oh Bridget O’Malley, you’ve left my heart shaken
With a hopeless desolation I’d have you to know
It’s the wonders of admiration your quiet face has taken
And your beauty will haunt me wherever I go.
II
The white moon above the pale sands, the pale stars above the thorn tree
Are cold beside my darling, but no purer than she
I gaze upon the cold moon till the stars drown in the warm seas
And the bright eyes of my darling are never on me.
III
My Sunday it is weary, my Sunday it is grey now
My heart is a cold thing, my heart is a stone
All joy is dead within me, my life has gone away now
For another has taken my love for his own.
IV
The day is approaching when we were to be married
And it’s rather I would die than live only to grieve
Oh, meet me, My Darling, e’er the sun sets o’er the barley.
And I’ll meet you there on the road to Drumslieve.
tradotto da Cattia Salto
I
Oh Bridget O’ Malley, mi hai trafitto il cuore
e vorrei che tu lo sapessi (lo hai lasciato) desolato e privo di speranza. Il tuo volto garbato ha colto le meraviglie da ammirare
e la tua bellezza mi perseguiterà ovunque io vada.
II
La bianca luna sopra le sabbie chiare,
le stelle pallide sopra il biancospino, sono freddi rispetto al mio amore, ma non più puri di lei,
guardo la gelida luna finchè le stelle tramontano nel caldo mare
e gli occhi lucenti della mia bella sono su di me.
III
La mia domenica è cupa, la mia domenica adesso è un giorno grigio,
il mio cure è cosa fredda, il mio cuore è di pietra.
Ogni gioia è morta dentro di me, la mia vita ora mi ha abbandonato,
perchè un altro si è preso il mio amore tutto per sè.
IV
Il giorno del nostro matrimonio (di quando avremmo dovuto sposarci)
è vicino e vorrei morire piuttosto che continuare a vivere solo per soffrire. Oh, incontriamoci, mia cara, prima che il sole tramonti sul campo d’orzo,
e ci vedremo lì sulla strada di Drumslieve.

NOTE
* (tratta da qui)

Appena ho sentito il brano mi è venuto in mente “Where are you tonight I wonder“, sempre scritto da Andy, non perché la melodia sia la stessa, ma per la stessa atmosfera di desolazione: anche qui l’uomo è stato abbandonato

ASCOLTA Dèanta con la voce di Mary Dillon in Whisper of a Secret, 1997

WHERE ARE YOU
CHORUS
Where are you tonight I wonder
Where will you be tonight when I cry
Will sleep to you come easy
Though alone I can’t slumber
Will you welcome the morning
to another man’s side?
I
How easy for you
the years slipped under,
and left me with a shadow
the sun can’t dispelled
I have builded for you a tower
of love and admiration
I set you so high
I could not reach, myself.
II
I look through my window
at a world filled with strangers
the face in my mirror
is the one face I know
you’ve taken all that’s in me
so my heart is in no danger
my heart is in no danger
but I’d still like to know
III
If there is a silence
then it can be broken
If there beats a pure heart
to her I will go
and time will work its healing
and my spirit will grow stronger
But in the meantime
I still like to know.
tradotto da Cattia Salto
Coro
M i chiedo dove sei stasera
e dove sarai quando mi lamenterò? Dormire a te viene facile
mentre io da solo non riesco a prendere sonno, darai il buongiorno al fianco di un altro uomo?
I
Come è facile per te,
che gli anni ti scivolano addosso, lasciarmi nell’ombra
che il sole non può dissolvere,
ti ho costruito una torre
con amore e ammirazione,
ma l’ho fatta così alta,
che da solo non riesco a raggiungerla. II
Vedo alla finestra
un mondo pieno di estranei,
la faccia nello specchio
è l’unica che conosco,
mi hai preso tutto,
così il mio cuore non è in pericolo,
il mio cuore non è in pericolo
ma mi piacerebbe ancora saperlo.
III
Se c’è un silenzio,
allora può essere infranto,
se là batte un cuore puro,
da lei andrò
e il tempo opererà la sua guarigione
e il mio spirito si rafforzerà
ma nel frattempo vorrei ancora saperlo

FONTI
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=33723
http://www.celticartscenter.com/Songs/Irish/BridOgNiMhaille.html

BUACHAILL ON EIRNE

irish-loversLa melodia Buachaill Ón Éirne (Boy from the Erne) è una slow air la cui origine è sconosciuta ed è molto diffusa nell’Irlanda del Nord. Eirne è traducibile sia come Erne, nome proprio di fiume, lago che (più impropriamente) come Irlanda

Il testo in gaelico irlandese è ambiguo: nella prima strofa il ragazzo millanta la sua ricchezza lamentandosi che essa non può comprare l’amore. Nella seconda invita la ragazza a seguirlo per condividere con lui una vita avventurosa nei boschi, ma nella terza rivela di preferire la vita dell’avventuriero, giocatore e bevitore, e quale cinico amante paragona il bacio di una donna ormai conquistata ad una scarpa vecchia da buttare via.

Il brano è stato interpretato (seppure in versioni diverse) da molti gruppi o solisti della musica celtica tra i quali si citano: Clannad (1985), Corrs (2005) e Celtic Thunder (2011)
ASCOLTA The Clannad


I
Buachaill ón Éirne mé is bhréagfainn féin cailín deas óg.
Ní iarrfainn bó spré léi, tá mé féin saibhir go leor
Is liom Corcaigh dá mhéid é, dhá thaobh an ghleanna, is Tír Eoghain,
Is mura n-athra’ mé béasaí, is mé an t-oidhre ar chontae Mhuigheo.
II
Rachaidh mé ‘márach a dhéanamh leanna fán choill
Gan choite, gan bád, gan gráinnín brach’ ar bith liom
Ach duilliúr na gcraobh mar éideadh leapa os mo chionn
‘S óró sheacht mh’anam déag thú ‘s tú ‘féachaint orm anall.
III
Buachailleacht bò, mo lao, nár chleacht mise ariamh
Ach ag imirt ‘s ag’ ol ‘s le hógmhná deasa fa shliabh
Má chaill mé mo stor ní dóigh gur chaill mé mo chiall
A’s ní mó liom do phóg ná’n bhróg atá’r caitheamh le bliain.
IV
A chuisle ‘s a stór ná pós an seanduine liath
Ach pós a’ fear óg, mo lao, mur’ maire sé ach bliain
Nó beidh tú go fóill gan ó nó mac os do chionn
A shilfeadh a’n deor tráthnóna nó’r maidin go trom.

Traduzione Inglese
I
I’m a boy from the Erne and I could charm a nice young girl.
I would not ask for her wealth as I am rich enough myself.
I own a good part of Cork, two sides of the glen in Tyrone
And not to repeat myself, I’m the heir of County Mayo.
II
I will go tomorrow to make ale in the wood
Without a cot, without a boat, without a pinch of gruel with me
But leaves of the branches as bedclothes over my head
And think well done for you as you watch me from over there
III
A cowherd, my pet, I’ve never been accustomed to be
Instead of playing and drinking with the nice young women
On the mountain side
Even though I lost my wealth it’s not as though I lost my senses
And your kiss is no more to me now than a shoe worn for a year
IV
My darling and my love don’t marry the grey old man
But marry a young man, my pet, if he only lives but a year
Or you will be without a descendant to succeed you
Who would shed their tears heavily at eve or at morn
Tradotto da Cattia Salto
I
Sono un ragazzo del lago Erne (1) e potrei sedurre una bella  ragazza;  non chiederei la sua dote perchè sono abbastanza ricco di mio, una parte di Cork è mia, ai due lati della valle a Tyrone.
E non per vantarmi, ma  sono l’erede della contea di Mayo.
II
Andrò domani a fare la birra nel bosco,
senza una branda, senza una barca, senza un po’ di pappetta (2) con me, solo le foglie dei rami come riparo sopra la testa,
sarebbe una buona occasione per te d’incontrarmi da quelle parti.
III
Un mandriano (3), mia bestiolina(4), non sono abituato essere, preferisco giocare e bere con le belle fanciulle sulla montagna; anche  se ho perso la mia ricchezza non ho di certo perso la testa e il tuo bacio adesso non vale niente di più per me che una scarpa vecchia (5).
IV
Oh mia cara, amore mio, non sposare un uomo vecchio e grigio (6), ma sposa un uomo giovane,  se lui vivesse solo un anno
o se non potesse darti dei figli,
chi piangerà per te?
.

NOTE
1) si riferisce al lago Erne o al fiume omonimo, alcuni traducono erroneamente come ragazzo irlandese e l’errore comincia proprio con i Clannad
2) gruel è quella pappetta per bambini (poverelli) che si mangiava un tempo sciogliendo la farina d’avena in acqua e sale (come per preparare una polentina un po’ molle), da non confondersi con il porridge (o brose) (vedi)
3) Buachailleacht è un giovane ragazzo addetto a sorvegliare il bestiame (mucche o pecore)
4) mo leo vezzeggiativo amoroso
5) letteralmente: una scarpa indossata da un anno

COME BY THE HILLS

Melodia tradizionale irlandese, testo di Gordon Smith (1960)
hillIl giornalista scozzese Gordon Smith ha musicato la melodia di “Buachaill on Eirne”, facendone un’elegiaca promozione turistica della Terra d’Irlanda (o di Scozia) e un invito al carpe diem. Gordon Smith ha descritto Tir Na Nog, la terra dell’eterna giovinezza, sospesa in un tempo fatato tra terra e cielo, circondata dalle acque salvifiche, in cui il tempo è un’eterna primavera e la vita una bella canzone!

In alcune versioni il brano inizia con la prima strofa in gaelico di “Buachaill on Eirne”.

ASCOLTA la versione di Loreena McKennitt nel suo album Elemental (1985)

ASCOLTA  Damian MaGinty con i Celtic Thunder per Tourism Ireland promotion


I
Come by the hills to the land
where fancy is free
And stand where the peaks meet the sky/and the rocks reach the sea
Where the rivers run clear and
the bracken is gold in the sun
And cares of tomorrow must wait
untill this day is done.
II
Come by the hills to the land
where life is a song
And sing while the birds fill the air
with their joy all day long
Where the trees sway in time,
and even the wind sings in tune
And cares of tomorrow must wait
Untill this day is done.
III
Come by the hills to the land
where legend remains
where stories of old fill the heart
and may yet come again
where your past has been lost
and the future has still to be won
And cares of tomorrow must wait
Untill this day is done.
tradotto da Cattia Salto
I
Vieni dalle colline alla piana
dove l’immaginazione è libera
e fermati dove le vette incontrano il cielo e gli scogli incontrano il mare.
Dove i fiumi scorrono limpidi e
la felce appare dorata al sole
e il pensiero del domani deve aspettare finché l’oggi non è finito
II
Vieni dalle colline alla piana
dove la vita è una canzone
da cantare mentre gli uccelli per tutto il giorno riempiono l’aria con la loro   gioia, dove gli alberi ondeggiano a tempo e anche il vento canta con te.
E il pensiero del domani deve aspettare finché l’oggi non è finito
III
Vieni dalle colline alla piana
dove la leggenda permane
e le storie del passato riempiono il cuore e possono ancora ritornare,
dal tuo passato che è andato perduto e il futuro deve ancora arrivare.
E il pensiero del domani deve aspettare finché l’oggi non è finito

FONTI
http://www.irishpage.com/songs/buachail.htm
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=30948

DAINTY DAVY

Controversa la sua origine (se inglese o scozzese), di certo sappiamo che una delle melodie risale al XVII secolo essendo pubblicata nel “The English Dancing Master” di John Playford (per la precisione nella sua decima edizione risalente al 1698). la versione testuale più diffusa è quella di Robert Burns .

Della canzone si conoscono diverse versioni testuali e almeno due diverse melodie (vedi ), ma la melodia più accreditata dagli interpreti attuali è “The Gardener’s March“, la stessa utilizzata anche per “Rantin ‘Rovin’ Robin”, data alle stampe daJames Aird in ‘Selection of Scotch, English, Irish, and Foreign Airs’ (1782).

WILLIAMSON DavidCollezionata (o scritta) anche da Robert Burns (e pubblicata postuma in “The Merry Muses of Caledonia“) questa versione testuale è accompagnata da un aneddoto storico o pseudostorico avvenuto alla fine del 1600 (1692).

Il reverendo presbiteriano David Williamson ovvero il nostro Davie “dalla delicata bellezza”, stava soggiornando nella tenuta dei Kerrs, Cherrytrees vicino a Yetholm (Scottish Border), quando sopraggiunse un drappello di dragoni mandati sulle sue tracce per catturarlo.
Il giovane, dalla delicate fattezze, venne nascosto da Lady Kerrs camuffato da donna, nel letto della figlia diciottenne. Però mentre la madre distraeva i soldati offrendo whisky nel salotto, Davie si dava da fare nel letto con la figlia! Per nascondere lo scandalo, e per amore della causa, la donna acconsentì poi al matrimonio riparatore tra i due.
Un’altra versione della storia (riportata da Burns) narra che il bel giovane inseguito nottetempo dai soldati a cavallo, si rifugiò in casa dei Kerrs di Cherrytrees entrando nella camera della figlia, passando per la finestra.

Carlo II quando venne a conoscenza dell’episodio sembra abbia esclamato “Trovatemi quell’uomo che lo farò vescovo!” Il reverendo David Williamson (1630-1706) fu un amante infaticabile, morì all’età di circa 70 anni dopo aver sposato ben sette mogli (Jane Kerrs fu solo la terza della serie)

VERSIONE BAWDY

Dopo l’epoca dei fatti circolarono dalla parte scozzese molte versioni “piccanti” e ironiche della vicenda.

ASCOLTA Ian Campbell
tratta da Scots Songs di David Herd   -1776: questa versione è la più infarcita di vecchi termini scozzesi (bawdy ballads)


I
Being pursued by the dragoons,
Within my bed he was laid down,
And weel I wat he was worth his room,
My ain dear dainty Davie.
Chorus
O leeze me on(3) his curly pow(4),
Bonie Davie, dainty Davie;
Leeze me on his curly pow,
He was my dainty Davie.
II
My minnie laid him at my back,
I trow he lay na lang at that,
But turn’d, and in a verra crack
Produc’d a dainty Davie(7).
III
Then in the field amang the pease,
Behin’ the house o’ Cherrytrees,
Again he wan atweesh my thies(8),
my dear dainty Davie(9).
IV
But had I goud(10), or had I land,
I should be a’ at his command;
I’ll ne’er forget what he pat i’ my hand,
It was sic a dainty Davie.

TRADUZIONE ITALIANA DI CATTIA SALTO
I
Essendo inseguito dai cavalleggeri,
nel mio letto lui si coricò,
credevo fosse un degno compagno di stanza,
proprio il mio caro bel Davie.
Coro
Così cara per me la testa riccia del
bello e tenero Davie,
Così cara per me la testa riccia
lui era il mio tenero Davie.
II
Mia madre ci fece stendere schiena contro schiena,
credevo non rimanesse a lungo in quella posizione,
ma si girò, e di colpo,
produsse un “grazioso Davie”.
III
Allora nei campi tra i piselli,
dietro alla casa di Cherrytrees,
di nuovo si insinuò tra le mie cosce,
il mio caro e delicato Davie
IV
Se avessi oro o terreni,
sarebbero tutti a sua disposizione;
non dimenticherò mai quello che mi mise in mano,
è stato un così tenero Davie

 

VERSIONE ROBERT BURNS: The Merry Muses

VERSIONE DI ROBERT BURNS tratta da The Merry Muses of Caledonia   – 1799, una versione testuale piuttosto casta  rispetto al tono più bawdy degli   altri canti

La versione dei Dubliners ha fatto scuola per le interpretazioni successive
ASCOLTA The Dubliners


VERSIONE ROBERT BURNS 1799
I
It was in and through the window broads(1)
And a’ the tirliewirlies(2) o’d
The sweetest kiss that e’er I got
Was from my Dainty Davie.
Chorus:
Oh, leeze me(3) on your curly pow(4)
Dainty Davie, Dainty Davie
Leeze me on your curly pow
You are my own dear Dainty Davie.
II
It was doon(5) amang my Daddy’s pease
And underneath the cherrytrees(6)
Oh, there he kissed me as he pleased
For he was my own dear Davie.
III
When he was chased by a dragoon
Into my bed he was laid doon
I thought him worthy o’ his room
For he’s my Dainty Davie.

TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
I
Aprì le persiane ed entrò
e tutti i soprammobili scavalcò,
il bacio più dolce che mi hanno dato
fu del mio bel Davie.
Coro:
Benedetta le testolina riccia
del bel Davie,
Benedetta le testolina riccia
del mio caro bel Davie.
II
Fu giù tra i piselli di mio padre
e nella tenuta dei Cherrytrees
oh là lui mi baciò come voleva
perchè lui era proprio il mio caro Davie.
III
Quando era inseguito dai cavalleggeri
nel mio letto si distese
credevo fosse un degno compagno di stanza,
perchè lui è il mio bel Davie.

NOTE
1) broads= boads
2) tirliewirlies= Knick-knacks
3) leeze me on = termine arcaico e contrazione di mio caro, nel significato   di grande piacere o amore per una persona o cosa.
4) pow= head nel senso di capelli ricci ma anche nel doppio senso di tutto   ciò che di peloso può esserci in un corpo maschile! Fiumi d’inchiostro sono   stati scritti per interpretare il senso della frase!
5) doon= down
6) Cherrytrees è la tenuta dei Kerrs vicino a Yetholm quindi la frase si può   tradurre come “nella tenuta dei Cherrytrees” oppure “sotto gli alberi di ciliegio”
7) doppio senso
8) thies = thighs   o knees
9) nelle versioni più   licenziose la frase diventa “And creesh’d them weel wi’ gravy” oppure   anche “And, splash! gaed out his gravy” nel senso del sopraggiunto   godimento maschile e in effetti la frase da un senso compiuto al verso   contenuto nella strofa successiva (I’ll never forget what he put in my hand)
10) gould= gold

VERSIONE ROBERT BURNS: da SMM

loversQuesta versione è molto bucolica e romantica, scritta da Robert Burns nel 1793 e contenuta in “The Scots musical museum” (editore James Johnson).

In effetti la poesia è stata composta nel 1789 da Burns con il titolo di “The Gardener wi’ his paidle” dall’ultima frase di ogni strofa. (vedi)
Paidle è un termine scozzese per pagaia, ma qui ha più senso come pala (il giardiniere con la sua pala)

ASCOLTA The Gardener wi’ his paidle come doveva essere eseguita all’epoca
ASCOLTA Karine Polwart

Con il titolo di “Dainty Davie” Burns apporta lievi modifiche a “The Gardener wi’ his paidle” aggiungendo inoltre il coro: anche in questa versione i due si rotolano nottetempo nel prato! La melodia è indicata chiaramente come quella di “The Gardener’s March”.

ASCOLTA Eddi Reader


I
Now rosy May comes on wi’ flowers
to deck her gay green spreading bowers
now comes in the happy hours
wandering wi’ my Davie
CHORUS
o leeze me (meet me) on the Warlock   knowe(1)
dainty Davie, dainty Davie
there I’ll spend the day wi’ you
my ain(2) dear dainty Davie
II
the crystal waters round us flow
and merry birds are lovers a’
the scented breezes round us blaw(3)
wandering wi’ my Davie
III
when purple morning starts the hare
to steal upon his earthly fare
then through the dews I will repair
to meet my ain dear Davie
IV
when day expirin’ in the west
the curtain draws o’er nature’s rest
I’ll flee to arms I love the best
that’s my ain dear Davie

TRADUZIONE ITALIANO
I
Ora il roseo Maggio arriva con i fiori
e decora i pergolati con profusione di foglie vivaci
ora arriva l’ora felice
di passeggiare con il mio Davy
CHORUS
Incontriamoci sul tumulo di Warlock
leggiadro Davie
là passerò il giorno con te
mio caro bel Davie
II
Le acque cristalline intorno a noi scorrono
e tutti gli uccelli felici si amano,
la brezza profumata intorno a noi soffia
per passeggiare con il mio Davy
III
Quando sorge l’alba la lepre si muove furtivamente per il suo cibo terreno,  allora nella rugiada mi sistemerò per incontrare il mio caro bel Davie
IV
Quando il giorno svanisce a ovest
il sipario cala sul riposo della natura
fuggirò nelle braccia di colui che amo
che è proprio il mio caro Davie

NOTE
1) knowe= mound
2) ain = own
3) blaw= blow

FONTI
http://www.musicanet.org/robokopp/scottish/meetmeon.htm
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=9055
http://www.eddireader.net/tracks/erDD.htm

JOHNNY LAD

“Johnny Lad” è una vivace canzone d’amore tradizionale scozzese, una “street ballad” dalle origini antiche, localizzata come provenienza nelle contee settentrionali della Scozia (Aberdeenshire), ma diffusa anche in Irlanda e a Capo Bretone. Esistono molte versioni testuali abbinate a diverse  melodie. Alle origini la melodia era una strathspey poi trasformata in una jig in 6/8.
Molte strofe sono state aggiunte negli anni del 1950 e si hanno anche diverse registrazioni collezionate da Hamish Henderson (1919-2002) folklorista e poeta, un bardo del popolo scozzese dell’era contemporanea. (qui)
Le fonti scritte principali per la parte testuale sono tre: Peter Buchan “Ancient Ballads and Songs of the North of Scotland”, 1828 (vedi archivio); Robert Ford  “Vagabond Song and Ballads of Scotland”; 1899-1904 John Ord “Bothy Ballads”, 1930

PRIMA VERSIONE: LA FILASTROCCA

Questa versione umoristica è una filastrocca senza senso, cantata anche dai bambini (vedere archivio lullaby-nursery rhyme)
ASCOLTA Ewan Mac Coll & Peggy Seeger


I
I bought a wife in Edinburgh
for a bawbee(1)
I got a farthing(2) back
to buy tobacco wi’
CHORUS
And wi’ you, and wi’ you,
and wi’ you my Johnny lad
I’ll dance(3) the buckles off my shoon(4)
for you my Johnny lad
II
Samson was a mighty man
and he fought wi’ a cuddie(5)’s jaw
He fought a thousand battles
wearin’ crimson flannel draws
III
There was a man o’ Nineveh (6)
and he was wondrous wise.
He louped intae a hawthorn bush
and scratched out baith his eyes.
IV
And when he saw his eyes wis out
he wis gey troubled then
So he louped(7) intae anither bush
and scratched them in again.
V
Napoleon was an emperor
and he ruled the land and sea
He ruled o’er France and Germany,
but he didn’t rule Jock McGhee
VI
As I was walk’n on Sunday
and there I saw the Queen
A playing at the football
with the lads on Glasgow Green
VII
The captain o’ the other side
was scorin’ with great style
The Queen she called a policeman
and had him thrown in jail
IX
Now, Johnny is a bonnie lad,
he is a lad of mine
I’ve never had a better lad
and I’ve had twenty-nine (7)
Traduzione di Cattia Salto
I
Ho comprato una moglie a Edimburgo
per sei penny (1)
e ho ricevuto in resto un quarto di penny (2) per comprare del tabacco
CORO
E con te, e con te
e con te  Johnny ragazzo mio
ballerò finché mi cascheranno le fibbie dalle scarpe (4), per te Johnny ragazzo mio
II
Sansone era un uomo potente
e ha combattuto con la mascella d’asino (5), ha combattuto centinaia di battaglie
indossando mutandoni di flanella rossa
III
C’era un uomo di Ninive (6)
e lui era un mirabile saggio
si gettò in un cespuglio di biancospino
e si graffiò entrambi gli occhi
IV
E quando vide i suoi occhi graffiati
allora iniziò a preoccuparsi,
così si gettò in un altro cespuglio
e li graffiò di nuovo
V
Napoleone era un imperatore
e governò mari e monti
governò sulla Francia e la Germania,
ma non comandò su Jock McGhee
VI
Mentre passeggiavo di domenica
vidi la Regina
giocare a calcio
con i ragazzi sul prato di Glasgow
VII
Il capitano della squadra avversaria
stava segnando con grande stile,
la Regina chiamò un poliziotto
e lo fece gettare in prigione
IX
Ora Johnny è un bel ragazzo,
è il ragazzo che fa per me
non ho mai avuto un ragazzo migliore
e ne ho avuti 29 (7)

NOTE
1) bawbee=six pence Scots
2) farthing=a quarter of a penny
3) dance oppure drink
4) shoon=shoes. Nel linguaggio popolare ogni riferimento alle fibbie delle scarpe ha un che di allusivo all’atto sessuale
5) cuddies’=horses’. Nella Bibbia è citata come mascella d’asino
6) non è ben chiaro il riferimento bilico, Ninive era la capitale del regno assiro sede del Tempio di Ishtar, la dea assiro-babilonese dell’amore e della guerra. Nel 612 a.C. la città venne distrutta e ridotta a misero villaggio semidisabitato (oggi sito archeologico nei pressi di Mossul). La Bibbia condanna la città alla desolazione
7) la strofa è ripresa anche nella seconda versione

SECONDA VERSIONE: BOTHY BALLAD

lovers-observed-dettaglioLa canzone è spesso collezionata tra le “bothy ballads” ossia le canzoni popolari composte e cantate dai braccianti agricoli per passare in allegria la serata nel loro dormitorio (in scozzese “bothy”).

Anche  questa versione è stata registrata da Ewan MacColl nell’album Classic Scots Ballads (1956 ) e in Popular Scottish Songs (1962)
ASCOLTA Whirligig dal repertorio del violinista popolare Paddy Glackin

ASCOLTA Sharon Knight


I
Oh ken ye my love Johnny
He’s down on yonder lea(1),
And he’s looking and he’s jouking(2)
And he’s aye watching me,
He’s pullin’ and he’s teasin’
But his meanin’s not so bad
Gin it’s ever goin’ to be
Tell me noo, Johnny lad (3)
CHORUS (4)
Tell me noo my Johnny laddie
Tell me noo my Johnny lad
If it’s ever goin’ to be
Tell me noo, Johnny lad.
II
When the sheep are it he fauld
and the kye(5) are in the byre
There’s other lads and lasses sitting ‘round a roaring fire
There’s me a glaiket(6) lassie,
just like’s gin I wis mad (7)
Through the nooks and barley stalks
A-jinking (2) you my Johnny lad
CHORUS
Jinkin (2) you my Johnnie laddie
Jinkin you my Johnnie lad
Through the nooks an barley stooks(8)
I’m jinkin you Johnnie lad
III
Oh’s Johnny blythe(9) and bonny,
He’s the pride of all yon lea
And I love him best of honey (10)
Though he’s aye teasin’ me
Though he teases me and squeezes me
And tickles me like mad,
Nane comes near me that can cheer me
Like my ain Johnny lad.
CHORUS
Aye it’s you, my Johnny laddie
Aye it’s you my Johnny lad
Nane can tease me and can please me
Like my own Johnny lad.
IV
Oh, Johnny’s not a gentlemen
Nor yet is he a laird(11),
But I would follow Johnny
Although he was a caird(12).
Oh Johnny is a a bonnie lad
He was ainst a lad of mine,
And I’ve never had a better lad
Though I’ve had twenty-nine.
CHORUS
And with you, my Johnny laddie
And with you my Johnny lad,
And I’ll dance the buckles off my shoon(14),
With you, Johnny lad.
TRADUZIONE di Cattia Salto
I
Sapete Johnny l’amore mio
è là nel villaggio,
mi guarda e mi stuzzica
e i suoi occhi mi fissano,
mi guarda e mi stuzzica,
ma non ha cattive intenzioni;
verrà mai il giorno
dimmelo mio Johnny (3)
CORO (4)
Dimmelo Johnny ragazzo mio,
dimmelo Johnny ragazzo mio,
verrà mai il giorno?
Dimmelo adesso Johnny
II
Quando le pecore sono nell’ovile
e le mucche nel recinto
e i ragazzi e le ragazze sono seduti
accanto al fuoco ardente,
ecco che io ragazzaccia (6)
in un impeto di follia
dietro ai covoni di grano
ti sedurrei, mio Johnny
CORO
A tentarti Johnny ragazzo mio,
A tentarti Johnny ragazzo mio
dietro ai covoni di grano
ti tenterò Johnny
III
Oh Johnny è allegro e bello
è l’orgoglio del villaggio
e lo amo più del miele (10)
anche se mi stuzzica,
mi provoca e mi pizzica,
mi fa il solletico da pazzi,
ma nessuno mi mette tanto di buon umore,
quanto il mio Johnny quando è vicino
CORO
Sempre sei tu Johnny ragazzo mio,
sempre sei tu mio Johnny 
nessuno  mi può tentare e divertire
come il mio Johnny
IV
Oh Johnny non è un signore
anche se è un Laird (11)
ma seguirei il mio Johnny
anche se fosse un mandriano.
Johnny è un bel ragazzo
è il ragazzo che fa per me
non ho mai avuto un ragazzo migliore
nei miei 29 anni (13)
CORO
E con te mio caro Johnny ragazzo mio
con te mio Johnny
ballerò finché mi cascheranno le fibbie delle scarpe (14),
con te Johnny

NOTE
1) Lea: open grassland
2) Joukin, jookin: ducking out of sight; anche teasing: il significato manifesto è quello della seduzione
3)  nella versione dei Whirligig  la strofa dice
“Do you know my Johnny
he is down on yonder lee
and he’s creeping ‘round and sneaking
and he’s aye watching me
I tell him I’ve no love for him and that I never had
still there’s nane on earth can cheer me
like me own Johnny Lad”
4) nella versione dei Whirligig  il coro dice
And it’s you my johnny laddie
aye it’s you my johnny lad
nane come near me that can cheer me
like me own Johnny Lad
5) Kye; cattle
6) Glaikit: antico termine scozzese per “silly” nel significato di volubile e frivola, una ragazza capricciosa; in altre versioni dice “Glasgow lassie”
7) oppure “just as lack as it I’s mad”, “Just like as I was mad”
8) Stooks: sheaves of corn set up to stand together and dry
9) Blythe: blithe, cheerful; anche light
10) oppure of any
11) Laird: è un termine tipico scozzese per indicare un proprietario terriero con una serie di affittuari di cui è il capo, un titolo inferiore a Lord ma pur sempre della gentry
12) Caird: tinker (dal gaelico cea`rd, a craftsman)
13) non so se si riferisca al numero di ragazzi o alla sua età!
14) Shoon: shoes. Nel linguaggio popolare ogni riferimento alle fibbie delle scarpe ha un che di allusivo all’atto sessuale.

Hey how my Johnny lad di Robert Burns seconda parte

FONTI
https://mainlynorfolk.info/folk/songs/johnnylad.html
http://ingeb.org/songs/iboughta.html
http://www.rampantscotland.com/songs/blsongs_johnnylad.htm
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=7570
http://sangstories.webs.com/johnnielad.htm http://books.google.it/books?id=aVkOAAAAYAAJ&pg=PA444&redir_esc=y#v=onepage&q&f=false

Tra terra e cielo, la cultura nei paesi dei Celti

Bad Behavior has blocked 1582 access attempts in the last 7 days.