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GALLOWS POLE & PAESI SCANDINAVI

La ballata popolare “Gallows pole”, “The Maid Freed From The Gallows”, “The Prickly Bush oppure “The Hangman”, “Highwayman” viene dalle Isole Britanniche classificata tra le Child ballads al numero 95.
In origine era un’antica storia  del Vecchio Continente risalente al Medioevo in cui è una fanciulla ad essere in attesa di giudizio per aver perso  un bene prezioso che le era stato affidato.  (vedi prima parte)

LE VERSIONI SCANDINAVE

Anche nei paesi scandinavi troviamo un tema analogo con la ragazza che diede ai parenti il pagamento del suo riscatto (per lo più in armenti o beni preziosi), e li maledice per il loro rifiuto. Il sotto tema delle maledizioni è presente pure nelle versioni magiare della canzone (vedi)

La versione svedese vede la fanciulla venduta dal padre ai pirati (o in altre versioni catturata dai pirati) e il fidanzato che la riscatta e la prende in moglie.

ASCOLTA Garmarna – Den bortsålda

I
Det bodde en herre på Sartavalla ö
Han sålde sin dotter alltför en halva brö
Du må nu komma till det Judiska land till att vandra
II
Sjömännerna de kasta sina åror över bord
Skön jungfrun hon vrider sina händer uti blod
Å kära mina sjömänner i vänten en stund
Jag ser min broder komma i rosende lund
III
Å kära min broder du haver ej mer än guldfålarna två
Den ena kan du sälja och lösa mig igen
Jag vill ej komma till det Judiska land till att vandra
IV
Ej haver jag mer än guldfålarna två
Men ingen kan jag sälja och lösa dig igen
Du må nu komma till det Judiska land till att vandra
V
Sjömännerna de kasta sina åror över bord
Skön jungfrun hon vrider sina händer uti blod
Å kära mina sjömänner i vänten en stund
Jag ser min fästman komma i rosende lund
VI
Å kära min fästeman du haver ej mer än guldringarna två
Den ena kan du sälja och lösa mig igen
Jag vill ej komma till det Judiska land till att vandra
VII
Ej haver jag mer än guldringarna två
Den ena ska jag sälja den andra ska du få
Du må ej komma till det Judiska land till att vandra
traduzione da qui
I
There lived a gentleman on Sartavalla Island
He sold his daughter all for a half a loaf of bread
May you wander the land of the Jews
II
The sailors cast their oars overboard
The beautiful maid she wrings her hands till they bleed
Oh my dear sailors wait a moment
For I see my brother coming in the rosy grove
III
Oh my dear brother you haven´t more than two shimmering horses
One you can sell, and release me again
I do not want to wander in the lands of the Jews
IV
Oh yes I have only two shimmering horses
But neither can I sell to release you again
May you come to wander in the lands of the Jews
V
The sailors cast their oars overboard
The beautiful maid she wrings her hands till they bleed
Oh my dear sailors wait a moment
For I see my loved one coming in the rosy grove
VI
Oh my dear one, you haven´t more than two golden rings
One you can sell and release me again
I do not wish wander in the lands of the Jews
VII
I haven´t more than two golden rings
One shall I sell, the other shall be yours
You won´t be wandering in the land of the Jews
tradotto da Cattia Salto
I
C’era un signore nell’isola
di Sartavalla
che vendette la figlia per mezza pagnotta -che tu possa vagare nella terra dei Giudei (1)
II
I marinai gettano i loro remi in mare
e la bella fanciulla si torce la mani fino a farle sanguinare “Oh cari marinai attendete per un momento
perchè vedo mio fratello venire dal roseto!”
III
“Oh caro fratello non hai che due cavalli
uno lo puoi vendere e riscattarmi,
non voglio vagare nelle terre dei Giudei (2)”
IV
“Oh si ho solo due
cavalli
ma non ne posso vendere nessuno per riscattarti di nuovo”
“che tu possa andare a vagare per le terre dei Giudei”
V
I marinai gettano i loro remi in mare
e la bella fanciulla si torce la mani fino a farle sanguinare
“Oh cari marinai attendete per un momento perchè vedo il mio innamorato venire dal roseto”
VI
“Oh amore mio non hai che due anelli d’oro
uno lo puoi vendere e riscattarmi,
non voglio vagare nelle terre dei Giudei”
VII
“Non ho che due anelli d’oro
uno lo venderò e l’altro sarà tuo”
“tu non vagherai per la terra dei Giudei (4)”

NOTE
1) mi sembra logico intendere l’espressione come una maledizione verso il padre che l’ha venduta ai pirati per un tozzo di pane. Ciò che la storia non dice è che la fanciulla ha perso il suo valore non essendo più vergine.
2) qui invece è la fanciulla che supplica il fratello perchè paghi il riscatto temendo di finire chissà dove in terra straniera. Il termine  Judiska land è singolare da intendersi come terra incognita e lontana una terra piena di tribolazioni.
3) con il primo anello il fidanzato comprerà il suo riscatto e con il secondo la sposerà restituendole così l’onore
4) la frase si potrebbe intendere come una benedizione detta dalla fanciulla

ASCOLTA Maija Karhinen & Lassi Logrén Lunastettava neito – la versione finlandese di cui al momento non trovo il testo

FONTI
https://forum.wordreference.com/threads/swedish-det-judiska-land.2456828/
http://lyricstranslate.com/en/den-bortsalda-sold-away.html

GALLOWS POLE & SEVEN COURSES

La ballata popolare “Gallows pole“, “The Maid Freed From The Gallows”, “The Prickly Bush oppure “The Hangman”, “Highwayman” viene dalle Isole Britanniche, classificata tra le Child ballads al numero 95.
E’ una storia che ha conosciuto una grande fortuna nell’Europa medievale in particolare la ritroviamo in una tra le più note ballate italiane “Cecilia” riportata da Costantino Nigra al numero 3 (vedi)
Così la  ballata popolare ungherese “Feher Anna” narra la storia di un uomo condannato a morte per aver rubato un cavallo. La sorella nel tentativo di salvarlo passa la notte a letto con il giudice ma al mattino scopre che il fratello è stato ugualmente impiccato.
“The subject, is probably Italian in origin, and passed on into French and English collections of tales through Latin transmission. This ballad probably came to Hungary from the Italians, perhaps through Dalmatian transmission, after the middle of the 16th century” (tratto da qui)
Le versioni che la fanno circolare nei circuiti folk degli anni 60 portano il titolo di “Anathea” e di “Seven Courses”.

Fehér Anna balladája

ANATHEA

Nell’album “Judy Collins #3″ pubblicato nel marzo 1963 troviamo  il brano accreditato a Neil Roth e Lydia Wood. Così scrive nelle note “I am told that Lydia Wood was given the poem when she was in Paris a few years ago, and set the lovely melody to this story of cruel justice.”
La ballata è in tutta evidenza una trascrizione in inglese della versione ungherese “Feher Anna” (= Anna White) di cui si conserva intatto il nome del condannato “Lazlo Feher”; la ballata fu pubblicata agli inizi del 900 dal compositore ungherese Béla Bartók nella sua raccolta “Hungarian Folk Songs” pubblicata in America nel 1931. 
La stessa canzone raccolta da Béla Bartók fu tradotta in inglese da A.L. (Bert) Lloyd con il titolo di “Laszlo Thea stole a stallion” (vedi)

ASCOLTA Judy Collins 1963

ASCOLTA Dave & Toni Arthur in ‘The Folk Trailer’.

I
Lazlo Feher stole a stallion.
Stole him from the misty mountain.
And they chased (followed) him and they caught him,
And in iron chains they bound him.
II
Word was brought to Anathea (Anna Thea)
That her brother was (lay) in prison.
« Bring me gold and six fine (white) horses.
I will buy my brothers freedom.»
III
« Judge, oh, judge, please spare my brother.
I will give you gold and silver. »
“I don’t want your gold and silver.
All I want are your sweet favors. »
IV
« Anathea, oh, my sister,
Are you mad with grief and sorrow?
He will rob you of your flower,
And he’ll hang me from the gallows.»
V
Anathea did not heed him.
Straightway to the judge went running.
In his golden bed at midnight,
There she heard the gallows groaning.
VI
Cursed be that judge so cruel.
Thirteen years may he lie bleeding!
Thirteen doctors cannot cure (heal) him. Thirteen shelves of drugs can’t heal him.
VII
« Anathea, Anathea,
Don’t go out into the forest.
There among the green pines standing,
You will find your brother hanging. »
Tradotto da Cattia Salto
I
Lazlo Feher rubò un cavallo
lo rubò sulle vette nebbiose
ma lo inseguirono
e lo catturarono e lo imprigionarono con una catena di ferro.
II
Un messaggio fu consegnato a Anathea che suo fratello era in prigione “Datemi l’oro e 6 bei cavalli e comprerò la libertà a mio fratello”
III
“Giudice oh giudice ti prego di risparmiare mio fratello
e ti darò oro e argento”
“Non voglio oro e argento
ciò che voglio sono i tuoi favori”
IV
“Anathea, oh sorella mia
sei impazzita per il dolore e la pena?
Ti ruberà del tuo fiore più prezioso
e mi impiccherà sulla forca”
V
Anathea non gli prestò attenzione
e dritto di filato dal giudice andò di buona lena.
Nel suo letto dorato a mezzanotte
là sentì la forca
gemere
VI
La maledizione colga un giudice così crudele: 13 anni stia a sanguinare
13 dottori  non lo possano curare
13 scaffali di medicine non lo possano guarire
IX
“Anathea, Anathea
non andare nella foresta
là tra i verdi pini in fila
troverai tuo fratello impiccato”

NOTE
tra parentesi le variazioni di Bert Lloyd

SEVEN COURSES

Nello stesso anno a maggio 1963 Bob Dylan registra “Seven Courses” (suonata però in concerto nel mese di aprile) praticamente la stessa storia di “Laszlo Thea stole a stallion” Dylan cambia il nome nel più irlandese e tradizionale “Old Reilly” ed è la figlia a sacrificare la sua verginità per salvarlo. Aggiunge inoltre il sotto tema delle maledizioni peraltro presenti nelle versioni scandinave della ballata (continua)

I
Old Reilly stole a stallion
But they caught him
and they brought him back
And they laid him down on the jailhouse ground
With an iron chain around his neck.
II
Old Reilly’s daughter got a message
That her father was goin’ to hang.
She rode by night and came by morning
With gold and silver in her hand.
III
When the judge he saw Reilly’s daughter
His old eyes deepened in his head,
Sayin’, “Gold will never free your father,
The price, my dear, is you instead.”
IV
“Oh I’m as good as dead,” cried Reilly,
“It’s only you that he does crave
And my skin will surely crawl if he touches you at all.
Get on your horse and ride away.”
V
“Oh father you will surely die
If I don’t take the chance to try
And pay the price and not take your advice.
For that reason I will have to stay.”
VI
The gallows shadows shook the evening,
In the night a hound dog bayed,
In the night the grounds were groanin’,
In the night the price was paid.
VII
The next mornin’ she had awoken
To know that the judge had never spoken.
She saw that hangin’ branch a-bendin’,
She saw her father’s body broken.
VIII
These be seven curses on a judge so cruel:
That one doctor will not save him,
That two healers will not heal him,
That three eyes will not see him.
IX
That four ears will not hear him,
That five walls will not hide him,
That six diggers will not bury him
And that seven deaths shall never kill him.
Tradotto da Michele Murino *
I
Il vecchio Reilly rubò un cavallo
ma lo catturarono
e lo riportarono indietro
lo gettarono in una cella
con una catena di ferro intorno al collo
II
La figlia del vecchio Reilly ricevette un messaggio che suo padre sarebbe stato impiccato
Cavalcò di notte ed arrivò al mattino con oro ed argento in mano
III
Quando il giudice vide la figlia di Reilly
i suoi vecchi occhi strabuzzarono
e disse “L’oro non salverà
tuo padre
Il prezzo, cara mia, sarai tu”
IV
“Oh è come se fossi morto” gridò Reilly
“E’ solo te che egli vuole
e mi vengono i brividi al pensiero
che egli ti tocchi
Sali sul tuo cavallo e scappa”
V
“Oh padre, morirai di sicuro
se non rischierò
e pagherò il prezzo senza seguire il tuo consiglio
Per questo motivo devo rimanere”
VI
Le ombre del patibolo ondeggiavano nella sera
nella notte un cane abbaiò
nella notte il suolo
gemette
nella notte il prezzo fu pagato
VII
La mattina dopo lei apprese al risveglio
che il giudice non aveva mantenuto la promessa
Vide il ramo con il cappio piegato
Vide il corpo di suo padre spezzato
VIII
Che sette maledizioni colpiscano un giudice così crudele:
che un dottore non lo salvi
che due guaritori non lo guariscano
che tre occhi non lo vedano
IX
Che quattro orecchie non lo ascoltino
che cinque mura non lo nascondano
che sei becchini non lo seppelliscano
e che sette morti non lo uccidano.

NOTE
* da qui

FONTI
https://www.antiwarsongs.org/canzone.php?id=38962&lang=it
http://mek.oszk.hu/02700/02790/html/142.html
http://folksongcollector.com/annathea.html
https://www.antiwarsongs.org/canzone.php?id=9356
https://singout.org/2012/08/17/the-price-my-dear-is-you/

GALLOWS POLE

La ballata popolare “Gallows pole”, “The Maid Freed From The Gallows”, “The Prickly Bush” oppure “The Hangman”, “Highwayman” viene dalle Isole Britanniche classificata tra le Child ballads al numero 95.
In origine era un’antica storia  del Vecchio Continente risalente al Medioevo in cui è una fanciulla ad essere in attesa di giudizio per aver perso  un bene prezioso che le era stato affidato: una pallina d’oro zecchino che rappresenta un bene supremo, il valore della castità.  (vedi prima parte)

LE VERSIONI AMERICANE

Nelle versioni americane è più spesso l’uomo il condannato all’impiccagione, il quale supplica il boia di attendere ancora un momento l’arrivo di amici e parenti venuti per salvarlo in cambio di un riscatto. Ma gli amici e anche i suoi stessi genitori giungono lì per assistere all’impiccagione, solo all’ultimo arriverà il fidanzato/a a pagare il riscatto al boia e la sua libertà. Ricollegandosi alla matrice originaria della ballata la lezione morale è sempre la stessa: la castità è un bene prezioso la cui perdita significa la rovina di una fanciulla.
ASCOLTA John Jacob Niles The Maid Freed From The Gallows


I
“Hangman, hangman,
Slack your line,
Slack it just a while,
For I think I see my papa comin’,
Travelin’ many a mile,
Travelin’ many a mile.
II
“Papa, papa,
Has you brought gold
For to pay this hangman’s fee,
Or did you come to see me swingin’
High from this hangman’s tree,
High from this hangman’s tree?”
III
“Daughter, daughter, daughter,
I brought no gold
For to pay that hangman’s fee,
But I come to see you swingin’, swingin’
High from this hangman’s tree,
High from this hangman’s tree.”
IV
“Hangman, hangman,
Slack your line,
Slack it just a while,
For I think I see my mama comin’,
Travelin’ many a mile,
Travelin’ many a mile.
V
“Mama, mama, mama
Have you brought gold
For to pay this hangman’s fee,
Or did you come to see me swingin’
High from this hangman’s tree,
High from this hangman’s tree?”
VI
“Daughter, daughter, daughter,
I brought no gold
For to pay this hangman’s fee,
But I come to see you swingin’, swingin’
High from that hangman’s tree,
High from that hangman’s tree.”
VII
“Hangman, hangman,
Slack your line,
Slack it just a while,
For I think I see my lover comin’,
Travelin’ many a mile,
Travelin’ many a mile.
VIII
“Sweetheart, sweetheart, sweetheart,
Did you bring gold
For to pay this hangman’s fee,
Or did you come to see me swingin’
High from this hangman’s tree,
High from this hangman’s tree?”
IX
“Darlin’, darlin’, darlin’,
I brought that gold
For to pay that hangman’s fee,
‘Cause I don’t want to see you swingin’, swingin’
High from this hangman’s tree,
High from this hangman’s tree.”
Tradotto* da Cattia Salto
I
” Boia, boia
Allenta la tua corda,
allentala per un momento
mi sembra di vedere mio papà
arrivare, dopo una lunga cavalcata
arrivare, dopo una lunga cavalcata”
II
“Papà, papà
hai portato l’oro
per pagare  il mio riscatto al boia
o sei venuto per vedermi dondolare
in alto sulla forca?
In alto sulla forca?”
III
“Figlia, figlia, figlia
non  ho portato l’oro
per pagare  il
 riscatto al boia
ma sono venuto per vederti dondolare
in alto sulla forca,
in alto sulla forca”
IV
” Boia, boia
Allenta la tua corda,
allentala per un momento
mi sembra di vedere mia mamma
arrivare, dopo una lunga cavalcata
arrivare, dopo una lunga cavalcata”
V
“Mamma, mamma, mamma
hai portato l’oro
per pagare  il mio riscatto al boia
o sei venuta per vedermi dondolare
in alto sulla forca?
In alto sulla forca?”
VI
“Figlia, figlia, figlia
non  ho portato l’oro
per pagare  il riscatto al boia
ma sono venuta per vederti dondolare
in alto sulla forca,
in alto sulla forca”
VII
” Boia, boia
Allenta la tua corda,
allentala per un momento
mi sembra di vedere il mio amore
arrivare, dopo una lunga cavalcata
arrivare, dopo una lunga cavalcata”
VIII
“Amore, amore, amore
hai portato l’oro
per pagare  il mio riscatto al boia
o sei venuta per vedermi dondolare
in alto sulla forca?
In alto sulla forca?”
IX
“Amore, amore, amore
ho portato l’oro (1)
per pagare  il  riscatto al boia
perchè non voglio vederti dondolare,
dondolare
in alto sulla forca,
In alto sulla forca”

NOTE
* in “Led Zeppelin, tutti i testi con traduzione a fronte”, Arcana editrice, 1994
1) solo il fidanzato con un matrimonio riparatore può ridare l’onore alla fanciulla che ha perso la verginità

ASCOLTA Peter, Paul & Mary – Hangman che aggiungono un ritornello: qui è l’uomo ad essere condannato ed è la sua fidanzata che paga il riscatto per salvarlo dalla forca.


I
Slack your rope hangman,
slack it for a while
I think I see my father comin’ ridin’ many a mile
Father have you brought me hope
or have you paid my fee
Or have you come to see me hangin’ from the gallows tree?
Chorus 1
I have not brought you hope,
I have not paid your fee
Yes I have come to see you hangin’ from the gallows tree.
II
Slack your rope hangman,
slack it for a while
I think I see my mother comin’ ridin’ many a mile
Mother have you brought me hope
or have you paid my fee
Or have you come to see me hangin’ from the gallows tree?
III
Slack your rope hangman,
slack it for a while
I think I see my brother comin’ ridin’ many a mile
Brother have you brought me hope or have you paid my fee
Or have you come to see me hangin’ from the gallows tree?
IV
Slack your rope hangman,
slack it for a while
I think I see my true love comin’ riding’ many a mile
True love have you brought me hope
or have you paid my fee
Or have you come to see me hangin’ from the gallows tree?
Chorus 2
“Yes I have brought you hope,
yes I have paid your fee
For I’ve not come to see you hangin’ from the gallows tree.”
Tradotto* da Cattia Salto
I
Allenta la tua corda, boia
allentala per un momento
mi sembra di vedere mio padre arrivare, dopo una lunga cavalcata
“Padre mi hai portato della speranza
o hai pagato per il mio riscatto
o sei venuto per vedermi impiccare sulla forca?”
Coro
“Non ti ho portato della speranza
e non ho pagato per il tuo riscatto
si sono venuto per vederti impiccare sulla forca”
II
Allenta la tua corda, boia
allentala per un momento
mi sembra di vedere mia madre arrivare, dopo una lunga cavalcata
“Madre mi hai portato della speranza
o hai pagato per il mio riscatto
o sei venuta per vedermi impiccare sulla forca?”
III
Allenta la tua corda, boia
allentala per un momento
mi sembra di vedere mio fratello
arrivare, dopo una lunga cavalcata
“Fratello mi hai portato della speranza o hai pagato per il mio riscatto
o sei venuto per vedermi impiccare sulla forca?”
IV
Allenta la tua corda, boia
allentala per un momento
mi sembra di vedere il mio vero amore
arrivare, dopo una lunga cavalcata
“Amore mi hai portato della speranza o hai pagato per il mio riscatto (1)
o sei venuta per vedermi impiccare sulla forca?”
Coro
“Si ti ho portato della speranza,
si ho pagato per il tuo riscatto,
perciò non sono venuta per vederti impiccare sulla forca”

NOTE
1) lo scambio sessuale qui non è esplicitato, la fanciulla potrebbe aver pagato il riscatto con l’oro e con con la sua virtù; il finale non è completo perchè sappiamo dalla novellistica medievale che l’uomo viene impiccato ugualmente (vedi). Castità, purezza, (e fedeltà) sono doti che una donna deve considerare sacre e inviolabili e se usate come merce di scambio portano solo alla sua rovina.

La ballata è stata rivisitata anche nell’ambito del rock, in quella che è la versione più conosciuta al giorno d’oggi (su un riff blues ripreso da Leadbelly ):  la versione con il condannato che viene impiccato ugualmente si ricollega alle molteplici varianti della tradizione orale della ballata considerata oggi come una canzone di protesta, un tempo invece la dimostrazione delle infauste conseguenze dell’infedeltà (o della perdita della verginità).
ASCOLTA Led Zeppelin su Spotify  in “Led Zeppelin III”, 1970
oppure la versione live con Jimmy Page e Robert Plant riarrangiata unplugged

Traduzione di Angela Branca e Davide Sapienza da qui*

I
Hangman, hangman,
hold it a little while,
Think I see my friends coming,
riding many a mile.
Friends, did you get some silver?
Did you get a little gold?
What did you bring me, my dear friends, to keep me from the Gallows Pole?
What did you bring me to keep me from the Gallows Pole?
I couldn’t get no silver,
I couldn’t get no gold,
You know that we’re too damn poor
to keep you from the Gallows Pole.
II
Hangman, hangman,
hold it a little while,
I think I see my brother coming, riding many a mile.
Brother, did you get some silver?
Did you get a little gold?
What did you bring me, my brother, to keep me from the Gallows Pole?
Brother, I brought you some silver,
I brought a little gold, I brought a little of everything
To keep you from the Gallows Pole.
Yes, I brought you to keep you from the Gallows Pole.
III
Hangman, hangman,
turn your head awhile,
I think I see my sister coming, riding a many mile, mile, mile.
Sister, I implore you,
take him by the hand,
Take him to some shady bower, save me from the wrath of this man,
Please take him, save me from the wrath of this man, man.
IV
Hangman, hangman,
upon your face a smile,
Pray tell me that I’m free to ride,
Ride for many a mile, mile, mile.
Oh, yes, you got a fine sister,
she warmed my blood from cold,
Brought my blood to boiling hot
to keep you from the Gallows Pole,
Your brother brought me silver,
your sister warmed my soul,
But now I laugh and pull so hard and see you swinging on the Gallows Pole
Yeah, swingin’ on the gallows pole!
I
“Boia, boia,
aspetta un attimo,
mi sembra di vedere i miei amici arrivare, dopo una lunga cavalcata.
Amici, avete dell’argento?
Avete un po’ d’oro?
Cosa mi avete portato, amici cari,
per sottrarmi
alla forca?
Cosa mi avete portato,
per sottrarmi alla forca?”
“Non ho potuto portare argento,
non ho potuto portare oro,
sai che siamo troppo poveri, dannazione, per sottrarti alla forca.”
II
“Boia, boia,
aspetta un attimo,
mi sembra di vedere mio fratello arrivare, viene così da lontano.
Fratello, hai dell’argento?
Hai un po’ d’oro?
Cosa mi hai portato, fratello, per sottrarmi alla forca?”
“Fratello, ti ho portato dell’argento,
ti ho portato un po’ d’oro,
ti ho portato un po’ di tutto per sottrarti alla forca,
sì, ti  ho portato di che sottrarti alla forca.”
III
“Boia, boia,
volta la testa un attimo,
mi sembra di vedere mia sorella arrivare, dopo una lunga cavalcata.
Sorella, ti prego,
prendilo per mano (1),
portalo in qualche luogo nascosto ,
salvami dall’ira di questo uomo,
ti prego portalo via,
salvami dall’ira di quest’uomo.”
IV
“Boia, boia,
sul tuo viso un sorriso,
ti prego dimmi che sono libero di cavalcare, cavalcare per molte miglia.”
“Oh, sì, hai una sorella deliziosa,
ha riscaldato il mio sangue che era freddo, lo ha fatto diventare bollente
per sottrarti alla forca, sì.
Tuo fratello mi ha portato l’argento,
tua sorella mi ha riscaldato l’animo,
ma ora rido e tiro forte
e ti vedo penzolare dalla forca,
sì, penzolare dalla forca”

NOTE
* in “Led Zeppelin, tutti i testi con traduzione a fronte”, Arcana editrice, 1994.
1) il condannato chiede alla sorella di concedersi sessualmente al boia, mentre nella versione italiana della ballata conosciuta come “Cecilia” è la moglie a passare la notte con il capitano che ha fatto imprigionare il marito (vedi) in entrambe le versioni l’uomo viene ugualmente giustiziato.  Per  Murder Ballad Monday Shawnee Gee ipotizza l’influenza della ballata ungherese “Feher Anna”  e per l’approfondimento rimando alla prossima puntata

continua

FONTI
https://www.mainlynorfolk.info/lloyd/songs/thepricklybush.html
https://singout.org/2012/08/13/maid-freed-from-the-gallows-gallows-pole-child-ballad-95/
https://singout.org/2012/08/17/the-price-my-dear-is-you/
http://www.antiwarsongs.org/canzone.php?lang=it&id=5603
http://www.lizlyle.lofgrens.org/RmOlSngs/RTOS-Highwayman.html

GALLOWS POLE & CECILIA

La ballata popolare “Gallows pole”, “The Maid Freed From The Gallows” oppure “The Hangman” viene dalle Isole Britanniche classificata tra le Child ballads al numero 95.
E’ una storia che ha conosciuto una grande fortuna nell’Europa medievale e inizia con una fanciulla che ha perso la biglia (o palla) d’oro zecchino che le era stata donata con la raccomandazione di averne cura più della sua vita, e che avendola persa viene condannata all’impiccagione. Fuor di metafora la ragazza viene condannata per aver perso la verginità prima del matrimonio. (vedasi prima parte) e solo l’amante può ridarle l’onore.

LA NOVELLISTICA E IL TEATRO

Ma questa è solo una parte della storia, per capirne la sua evoluzione dobbiamo guardare alla novellistica e in particolare alle “Ecatommiti” (raccolta di cento novelle) di Giambattista Cinzio Giraldi e alla storia  di Epitia (V novella dell’VIII giornata). Il Giraldi detto Cinthio come titolo accademico è un erudito e drammaturgo ferrarese della metà del Cinquecento, grande inventore di storie che furono d’ispirazione sia a Cervantes che a Shakespeare come trame dei loro capolavori.

Gianbattista Giraldi

Così la novella di Epitia è da trama alla shakeaspirianaMisura per Misura” in cui vediamo comparire nella storia un deux es machina il duca che governa la città, ma anche il ricatto del governatore-capitano  che chiede una notte d’amore con la bella Epitia-Isabella in cambio della liberazione del prigioniero.  Così Shakespeare analizza il conflitto tra giustizia e pietà: “la critica recente ha focalizzato il tema principale dell’opera come il conflitto tra la giustizia e la grazia,e la critica ha dibattuto se la morale del play sia una allegoria della carita’ cristiana contro l’intransigenza della legge.” ( tratto da vedi)

LA BALLATA ITALIANA DI CECILIA

Senonchè Epitia è la Cecilia, una delle eroine più note delle ballate italiane riportata da Costantino Nigra al numero 3 in due versioni una monferrina e l’altra dei canti popolari ferraresi (guarda caso).
Il marito di Cecilia è condannato all’impiccagione  e la donna domanda al capitano che dovrà eseguire la sentenza se c’è un modo per liberarlo: il capitano le chiede di passare una notte d’amore, ma al mattino il marito viene ugualmente giustiziato.
Cecilia in alcune versioni si uccide o muore di crepacuore, in altre uccide il capitano, in altre ancora rifiuta sdegnosamente il genere maschile e manda tutti a quel paese!  La trama è la stessa della Tosca (prima dramma di V. Sardou -1887, e poi opera lirica in tre atti di Puccini) e molti vedono nella ballata una rivendicazione femminista ante-litteram, ovvero la condizione di soggiogamento della donna  all’arroganza del potere maschile  (ben poca differenza si coglie tra l’opportunismo del capitano e quello del marito).
Castità, purezza, (e fedeltà) sono doti che una donna deve considerare sacre e inviolabili e se usate come merce di scambio portano alla sua rovina.

ASCOLTA La Lionetta in “Il gioco del Diavolo” 1981, pregevole e innovativo gruppo di area torinese del folk-revival italiano
CECILIA (Trad. NIGRA 3)
IL SOGNO DI CECILIA (mus. R. AVERSA)
Una delle più diffuse ballate popolari italiane (dal Piemonte alla Sicilia). La nostra versione è musicalmente divisa in due parti: la prima, eseguita dalla voce di Laura, è tratta da una versione artigiana . La seconda conserva il testo tradizionale su musica di composizione.


A na sun tre gentil dame
ch’a na venhu da Liun,
la più bela l’è Sisilia
ch’a l’ha ‘l so marì ‘n persun.
«O buondì, buon capitani»,
«O ‘l buondì v’lu dagh a vui»
«E la grasia che mi fèisa
m’ fèisa vedi me mari».
«O sì sì, dona Sisilia,
che na grasia u la fas mi,
basta sol d’una nutea
ch’a venhi a dormi cun mi».
«O sì sì, sur Capitani,
a me mari i lu vagh a dì,
o s’el sarà cuntent chiel
cuntenta sarò mi».
So marì l’era a la fnestra,
da luntan l’ha vista venir:
«Che novi ‘m purté-vi, Sisilia,
che novi ‘m purté-vi a mi?».
«E per vui na sun tant bunni,
tant grami sa sun per mi:
ansema sur Capitani
e mi m’tuca andé durmì».
«O ‘ndé pura, dona Sisilia,
o ‘ndé pura, se vorì;
vui a’m salverei la vita
e l’unur a v’lu salv mi.
Butevi la vesta bianca
cun el faudalin d’ satin;
vi vederan tan bela
a i avran pietà de mi».
A s’na ven la mezzanotte
che Sisilia da ‘n suspir:
s’ cherdiva d’essi sugnea
feissu mori so marì.
«O dormì, dormì Sisilia,
o dormì, lassé durmì:
duman matin bunura
na vedrei lu vost marì».
A s’na ven a la matinea
che Sisilia s’ leva su,
a s’è fasi a la finestra,
vede so mari pendu.
«O vilan d’un capitani,
o vilan, vui m’ei tradì:
a m’ei levà l’onore
e la vita a me marì».
«O tasi, tasi Sisilia,
tasi un po’ se vui vorì:
sima sì tre Capitani,
pievi vui cun ch’a vorì».
«Mi voi pa che la nova vaga
da Liun fin a Paris
che mi abia spusà ‘l boia,
el boia del me marì».
Sa na sun tre gentil dame ch’a na venhu dal mercà:
a i han vist dona Sisilia bel e morta per la strà.
(traduzione tratta dall’album stesso)
Sono tre gentildame
che vengono da Lione.
La più bella è Cecilia
che ha il marito in prigione (1)
“Buondì buon capitano”
– “II buondì ve lo do io”
“La grazia che vi chiedo
è riavere mio marito
“Oh si, donna Cecilia,
che vi farò la grazia
Basta solo che veniate una notte
a dormire con me (2)”
“Oh si, signor capitano,
lo vado a dire a mio marito
Se lui sarà contento
anch’io sarò contenta”
Suo marito alla finestra,
da lontano l’ha vista venire 
“Che notizie mi portate, Cecilia,
che notizie?”
“Per te sono molto buone
e per me molto cattive
Insieme al capitano
mi tocca dormire”
“Vai pure donna Cecilia,
vai pure se lo vuoi
Tu mi salverai la vita
e io ti salverò l’onore
Metti il vestito bianco
con il grembiule di seta
Ti vedrà così bella
che avrà pietà di me”
Viene la mezzanotte
e Cecilia da un sospiro
Le sembrava di aver sognato
che uccidevano suo marito
“Dormite Cecilia!
Dormite e lasciatemi dormire!
Domattina di buon ora
vedrete vostro marito”
Viene la mattina
e Cecilia si sveglia
Si affaccia alla finestra
e vede il marito impiccato
“Villano di un capitano!
Voi mi avete tradito!
A me avete rubato l’onore
e a mio marito la vita! ”
“Tacete, donna Cecilia!
Tacete per piacere
Siamo qui tre capitani,
prendete quello che volete”
“Io non voglio che da Lione a Parigi corra la notizia
Che ho sposato il boia
il boia di mio marito! ”
Sono tre gentildame che vengono dal mercato 
Hanno trovato donna Cecilia morta lungo la strada. (3)

NOTE
1) nella novella di Epitia il condannato di nome Claudio aveva violentato una fanciulla. In alcune versioni della ballata l’accusa è di aver ucciso a coltellate un uomo.
2) nell’Epitia la ragazza risponde “La vita di mio fratello mi è molto cara, ma vie più caro mi è l’onor mio; e più tosto con la perdita della vita cercherei di salvarlo, che con la perdita dell’onore“. L’intento degli Ecatommiti era dichiaratamente moralistico e al centro del libro sono riportati ben tre dialoghi “Dell’allevare et ammaestrare i figliuoli nella vita civile”
3) Cecilia è morta probabilmente di crepacuore

Ascoltiamola dalla raccolta sul campo in una registrazione effettuata il 31 maggio del 1964 da Roberto Leydi e Franco Coggiola nella sua casa di Asti.
ASCOLTA Teresa Viarengo

ASCOLTA Novalia (con i sottotitoli in inglese) in Arkeo 1999 nella versione reatina (dialetto della fascia centrale appenninica), un gruppo che si è sciolto (l’ultima reunion risale al 2013) avendo i fondatori intrapreso altri percorsi musicali.

LA BALLATA DELLA CECILIA (tratto da qui)
(G.Lo Cascio-R.Simeoni-S.Saletti)

I
Signore capitanu ‘na cosa t’ho da di’
Peppinu sta ‘npriggione fatemellu escì
Favore te lu faccio si ttu lu fai a mmi
devi dormì ‘sta notte a lettu icinu a mi
II
Sendi maritu sendi, sendi che t’ho da di’
c’è ‘r capitan maggiore sarva la vita a tti
Bacce bacce Cecilia, bacce pure a durmì
ma bestite da sposa sappi cumbarì
III
Quanno fu mezzanotte Cecilia fa ‘n zospì
na pena entro a lu pettu pare de morì
Alla mattina all’alba Cecilia s’affacciò
bede Peppinu mortu a capu penzulò
IV
Schifoso capitano m’hai saputo tradì
m’hai leatu l’onore e vita al mio Peppì
No principi e baroni mancu se fosse u re
me piglio rocca e fusu camperò da me (1)
V
Boria scava nu fosso dicenno famme postu
pe’ sotterrà le donne e fa’ fenì lu munnu

NOTE
1) il finale ricalca le versioni toscane-emiliane
Non vò più capitani, non voglio più marì:
son colla rocca e i’ fuso, me ne vò stare così

Per l’ascolto e trascrizione della ballata nelle variegate versioni diffuse per il Bel Paese rimando al post dedicato da Canzoni contro la Guerra qui

continua

FONTI
https://archive.org/details/bub_gb_CTV0e7H5xfwC
http://anpi.it/media/uploads/patria/2006/6/33-34_FOLK_ITALIANO.pdf
http://www.ferraraitalia.it/giraldi-cinzio-lispiratore-dellotello-di-shakespeare-1002.html
http://www.shakespeareinitaly.it/misurapermisura.html
http://www.latramontanaperugia.it/articolo.asp?id=3777
http://digilander.libero.it/gianni61dgl/lalionetta.htm
https://www.antiwarsongs.org/canzone.php?lang=it&id=38960
http://www.collaborations.com/Ebay/hecatommithi.htm
http://www.queenaurelia.it/it/illibro/novella_p1.aspx?np=1
http://www.archiviosonoro.org/puglia/archivio-sonoro-della-puglia/fondo-montinaro/canti-narrativi-e-ballate/07-cecilia.html
http://www.lieder.net/lieder/get_text.html?TextId=87032

GALLOWS POLE & GOLDEN BALL

“The Maid Freed From The Gallows”, “Gallows Pole” oppure “The Hangman” è una ballata molto popolare in America e sembra in prima battuta avere radici nel delta del Mississippi, una canzone degli schiavi afroamericani, (tra gospel e blues) in cui un prigioniero che sta per essere impiccato, chiede a parenti e amici di comprare la sua libertà; in origine invece era un’antica storia  del Vecchio Continente risalente al Medioevo in cui è una fanciulla ad essere in attesa di giudizio per aver perso  un bene prezioso che le era stato affidato (fuor di metafora la sua verginità); solo l’amante potrà restituirle l’onore (dietro il pagamento in denaro) e salvarla dall’impiccagione. Il pagamento poteva essere un  risarcimento alla famiglia di lei per il torto subito, in quanto un tempo in tutte le società patriarcali la castità delle fanciulle aveva un valore sociale e contrattuale grazie al possesso e controllo sul genere femminile.
L’oro nelle ballate (indossato ad esempio come monile tra i capelli) finisce per identificare una qualità morale delle fanciulle vergini: la purezza e la castità.

LA FIABA INGLESE: THE GOLDEN BALL

Liga Kļaviņa

Ritroviamo la storia nella fiaba classica riportata da Joseph Jacobs con il titolo “The Golden Ball”: due sorelle incontrano un bell’uomo vestito con abiti sontuosi (probabilmente una creatura fatata) che affida ad ognuna di loro una palla dorata dicendo di custodirla con cura a costo della loro vita. La sorella più giovane mentre ci gioca la fa cadere oltre il confine delle mura dentro ad un parco e quando riesce a salire sulle mura, vede la palla correre per il prato fino a entrare dentro ad una casa. (la situazione descritta richiama  la ballata su Sir Ugo)
Chiede aiuto al fidanzato perchè vada a recuperare la palla e il fidanzato nei pressi del muro incontra una vecchina che gli svela che l’unico modo per riprendere la palla è di trascorrere tre notti nella vecchia casa.  La prime due notti il giovanotto affronta i giganti tagliandoli in due con la sua spada (e vede delle strane creature dette “bogles” aggirarsi per il cortile  ); la terza notte  i bogles giocano con la palla dorata proprio sotto al suo letto e il giovane, tirando fendenti con la spada, riesce a metterli in fuga e recupera così la palla d’oro.
E’ il ragazzo ad essere messo alla prova per dimostrare di essere pronto al matrimonio e giganti e goblin sono le paure (anche di natura sessuale) che deve sconfiggere per poter diventare adulto.

I BOGLES

I Bogles sono dei folletti cattivi del folklore scozzese, dispettosi e pericolosi ma non malvagi e William Henderson nel suo libro “Folklore of the Northen Counties” spiega “non danno fastidio a nessuno tranne che agli assassini e a coloro che cercano d’imbrogliare le vedove e gli orfani” così bogle o bogil è il termine localizzato nel Border per il goblin un folletto burlone entrato nell’immaginario fantasy odierno grazie a films e giochi di ruolo: oggi però il goblin è diventato un essere crudele e puteolente (vedasi Il signore degli Anelli).

LA FORCA

Nel frattempo la ragazza viene portata sul patibolo per l’impiccagione e lei supplica il boia per avere un po’ più di tempo dicendo: “ecco sento mia madre che arriva e riporterà la palla d’oro”, ma la madre non ha la palla e non è andata per liberarla anzi è lì per assistere all’esecuzione. Poi il padre e il fratello e poi la sorella, tutti i suoi congiunti arrivano presso la forca per  disapprovare il comportamento della ragazza, che ha perso la verginità (la biglia o palla d’oro zecchino) con tanta leggerezza;
infine è la volta del fidanzato che riporta la palla e la libera.
Questo andamento progressivo della storia (una tra le tipiche tecniche costruttive delle ballate popolari) ) si traduce  nella ripetizione ossessiva della strofa, che resta inalterata tranne la sostituzione di un parente.

Ora in certe illustrazioni i bogles assomigliano a tanti ranocchi e in effetti la fiaba si può accomunare a quella più conosciuta del Principe Ranocchio scritta dai fratelli Grimm. continua
Nella tradizione italiana ritroviamo anche la versione invertita della storia in cui è la rana ad essere una principessa: è il giovane principe a gettare la biglia d’oro zecchino che finisce nello stagno preferito dalla ranocchia.

THE GOLDEN BALL

In effetti il gioco con la “golden ball” è un commonplace delle ballate antiche diventato un generico “playing the ball” quale tipico passatempo dei ragazzi e delle giovinette nelle vie cittadine o nei parchi dei castelli.

ASCOLTA Rubus “Golden Ball” in Nine Witch Knots 2008.
(testo: tradizionale – melodia: Portman; arrangiamento: Portman, Newey, Andropolis, Schrimshaw.)
Così riportano nelle note: ‘The Golden Ball’, found in George Kinloch’s The Ballad Book is a variation of ‘The Maid Freed from the Gallows’, also known as ‘Prickle Holly Bush’. In this variation, as in the chantefable of the same title found in Joseph Jacobs’ More English Fairy Tales, the protagonist asks her family for her golden ball, often a symbol of lost youth. A linden tree replaces the usual gallows tree and, most striking of all, it is transformed from a tale of true love to a celebration of super-grannies; for it is non other than the grandmother who hobbles over the hills, clutching the golden ball, just in time to save her granddaughter‘s neck. Kinloch gave no melody or source for his text, but I imagine a formidable old woman in a rocking chair impressing her grandchildren with the hangman’s marks still on her neck. (tratto da qui)

ecco la trascrizione del testo ad orecchio


She looked over to the high high hill
she ..  manys the day
here she saw her father a-coming from the highway
“Father, have you found my golden ball,
And have you come to set me free?
Or have you come to see me hung,
upon the linden tree?”
“I’ve not found your golden ball,
And I’ve not come to set you free.
But I have come to see you hung,
upon the linden tree.”
etc. for mother, brother, sister, grand-mother
“Yes, I have found your golden ball,
And I have come to set you free.
I’ve not come to see you hung,
upon the linden tree”.
Tradotto da Cattia Salto
Guardava dall’alto della collina
..
qui vide il padre arrivare lungo la strada maestra
“Padre avete trovato la mia palla d’oro zecchino
e siete venuto a liberarmi?
O siete venuto per vedermi impiccata sotto al tiglio (1)?
“Non ho trovato la tua palla d’oro
non sono venuto a liberarti,
ma sono venuto per vederti impiccata sotto al tiglio”
continua con la madre, fratello e la sorella  e infine la nonna
“Si io ho trovato la tua palla d’oro
e sono venuta a liberarti
e non a vederti penzolare
dal tiglio”

NOTE
1) Il tiglio è un albero molto longevo, può vivere fino a 1000 anni.
Per molti popoli europei dei tempi antichi, in particolare per i popoli slavi, il tiglio è un albero sacro. Le città tedesche avevano spesso nel loro punto centrale un piccolo gruppo di tigli destinato a luogo d’incontro . Era anche usanza piantarli nei luoghi destinati per gli incontri commerciali, poiché si considerava che la presenza del tiglio potesse donare calma e benessere alle persone e quindi favorire la comprensione nelle relazioni. Gli antichi consideravano il tiglio così benefico per gli uomini, che veniva ritenuto un simbolo di amicizia e fedeltà. Veniva piantato nei giardini intorno alle case credendo che il tiglio potesse proteggere dal malocchio. (Anna Zacchetti tratto da qui)

Nella tradizione britannica la ballata diventa “The Prickle Holly Bush
ASCOLTA Matthew White e il bel canto molto poetico anche il video

I
O, the prickeli (1) bush,
it pricks my heart full sore;
If I ever get out of this prickeli bush,
I’ll never get in it any more.
II
Hangsman, stay your hand,
o stay it for awhile;
for I think I see my father
coming o’er yonder side.
III
Father, have you brought me gold
or silver to set me free?
To save my body from the cold, cold ground
and my neck from the gallows tree.
IV
No, I have not brought you gold
or silver  to set you free,
to save your body from the cold, cold ground
and your neck from the gallows tree.
V
Hangsman, stay your hand,
o stay it for awhile;
for I think I see my true love
coming o’er yonder side.
VI
True love, have you brought me gold
or silver to set me free?
To save my body from the cold, cold ground
and my neck from the gallows tree.
VII
Yes, I have brought you gold
and silver to set you free,
to save your body from the cold, cold ground
and your neck from the gallows tree.
Tradotto da Cattia Salto
I
Oh il cespuglio di rovi (1)
mi punge e graffia  il cuore
se mai riuscissi a uscire da questo rovo, non ci entrerò mai più (2)
II
“Boia ferma la tua mano
o fermala per un momento:
perchè credo di vedere mio padre
venire da lontano”
III
“Padre mi hai portato l’oro o l’argento per liberarmi?
Per salvare il mio corpo dalla fredda, fredda terra
e il mio collo dalla forca?”
IV
“No, non ho portato l’oro o l’argento per liberarti,
e salvare il tuo corpo dalla fredda, fredda terra
e il tuo collo dalla forca”
V
“Boia ferma la tua mano
o fermala per un momento:
perchè credo di vedere il mio innamorato
venire da lontano”
VI
“Amore mio mi hai portato l’oro o l’argento per liberarmi?
Per salvare il mio corpo dalla fredda, fredda terra
e il mio collo dalla forca?”
VII
“Si, ho portato l’oro o l’argento per liberarti,
e salvare il tuo corpo dalla fredda, fredda terra
e il tuo collo dalla forca”

NOTE
1) prickly: pungente cioè con le spine; ma anche un Prickle Holly Bush, cioè un cespuglio di agrifoglio: l’agrifoglio è un albero dalla simbologia maschile, legato all’amore fraterno e alla paternità
2) la fanciulla ha imparato la lezione

ASCOLTA The Watersons in cui il condannato in attesa di impiccagione è un uomo e il canto inizia con
“Oh, slack your horse,” cries George,
“Come slack it for a while,
For I think I see my father
Coming over yonder style.”
accomunando così la canzone a Geordie e alle ballate sul bracconaggio

continua

FONTI
http://bluegrassmessengers.com/95-the-maid-freed-from-the-gallows.aspx
http://bluegrassmessengers.com/500-years-of-the-maid-freed-from-the-gallows–1928.aspx
http://bluegrassmessengers.com/the-maid-freed-from-the-gallows–krappe-1941.aspx
http://bluegrassmessengers.com/the-gallows-and-the-golden-ball-an-analysis.aspx
http://bluegrassmessengers.com/-the-golden-ball-and-the-hangmans-tree.aspx
http://bluegrassmessengers.com/the-golden-ballyorkshire-henderson-baring-gould.aspx
http://bluegrassmessengers.com/prickly-bush-notes-on-childrens-game-songs-1915.aspx
http://bluegrassmessengers.com/de-tale-ob-de-golen-ball–owen-1893-.aspx
http://www.sacred-texts.com/neu/eng/child/ch095.htm
https://www.mainlynorfolk.info/lloyd/songs/thepricklybush.html
http://www.surlalunefairytales.com/authors/jacobs/moreenglish/goldenball.html
http://smartkids123.com/the-golden-ball-english-fairy-tales-by-flora-annie-steel/
https://ericwedwards.wordpress.com/2013/12/08/bogles-bugbears-and-boggarts/
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=157721

IL PRINCIPE RANOCCHIO

Liga Kļaviņa

La fiaba dei fratelli Grimm, diventata anche una fiaba Walt Disney  (La principessa e il ranocchio), racconta di una fanciulla che perde la sua palla dorata in uno stagno e di un ranocchio (o rospo) che si offre di recuperarla in cambio di qualche “piccolo” favore: diventare il suo compagno di giochi, mangiare nello stesso piatto e dormire nello stesso letto della principessa.
La fanciulla accetta ma poi non ha intenzione di dare alla rana la sua ricompensa, il re venuto a conoscenza del patto costringe la figlia a mantenere la promessa.
La storia ad un certo punto si biforca: nel finale moderno la fanciulla bacia il rospo, in quello più antico invece lo scaglia contro un muro presa dal ribrezzo per la sua “viscitudine” proprio nel mentre lui si insinua tra le lenzuola del suo soffice lettino.
In entrambe le versioni però il rospo si trasforma in un bel principe. (la versione Walt Disney segue una trama tutta sua prendendo solo spunto dalla tradizione dei baci principeschi ai rospi)

SUA ROSPEZZA

Il lancio del rospo contro il muro spezza l’incantesimo perchè rompe il “guscio” esterno della rospezza di cui era rivestito il bel principe.
Il bacio al rospo entrato poi nell’immaginario collettivo e nei luoghi comuni (ad esempio “ingoiare il rospo”)  è l’unica via per recuperare l’onore perduto e poter ottenere il lieto fine matrimoniale.
La rana nelle culture pre-indoeuropee dell’antica Europa, dell’antica Anatolia e del Mediterraneo è l’archetipo della fecondità femminile (la rana simboleggia l’utero della grande Dea) così come il rospo è un simbolo di morte (entrambi sono collegati all’immagine di Dea Madre nel suo potere rigenerativo di nascita-morte.)
Inoltre la carne di rana era ritenuta afrodisiaca e rinvigorente in grado di contrastare l’impotenza e il rospo era associato alla stregoneria e al diavolo (continua nella riflessione di Alfredo Cattabiani Il rospo di Cavoretto)

KISS THAT FROG

Invece di analizzare la psicologia della fiaba già ampiamente dibattuta (vedi) rimando alla canzone scritta da Peter Gabriel che ne coglie perfettamente il significato archetipo.

I
Sweet little princess,
let me introduce his frogness
You alone can get him singing,
He’s all puffed up, wanna be your king

I swear that this is royal blood running through my skin
Oh, can’t you see the state I’m in
Kiss it better, kiss it better
II
Get it into your royal head
He’s living with you he sleeps in your bed
Can’t you hear beyond the croaking
Don’t you know that I’m not joking
Aah, you think you won’t, I think you will
Don’t you know that this tongue can kill
C’mon, c’mon, c’mon, c’mon, c’mon, c’mon c’mon c’mon
Lady kiss that frog
III
Let him sit beside you,
eat right off your plate
You don’t have to be afraid,
there’s nothing here to hate
Aah Princess you might like it,
if you lower your defence
Kiss that frog, and you will get your prince, get your prince
IV
Jump in the water, c’mon baby jump in with me
Jump in the water, c’mon baby get wet with me
Jump in the water, c’mon baby jump in with me
Jump in the water, c’mon baby get wet, get wet, get wet
Kiss that frog, lady kiss that frog
Kiss that frog, lady kiss that frog
Tradotta da Cattia Salto
Bella principessina, permettetemi di presentarvi sua rospezza,
voi sola potete farlo cantare,  è tutto tronfio e vuole essere il vostro re. (1)

“Vi giuro  che questo è sangue reale
che mi scorre sottopelle;
oh non vedete come sono ridotto(2)” Baciatelo meglio!
II
Mettetevelo nella vostra testolina regale, vive con voi, dorme nel vostro letto
non riuscite a sentite oltre il gracidare?
Lo sapete che non sto scherzando
voi credete che non lo farete, io credo lo farete,
non sapete che questa lingua può uccidere?
Su dai
su dai, dai, dai
damigella baciate quel rospo!
III
Permettetegli di sedersi accanto a voi, di mangiare proprio nel vostro piatto
non avete  nulla da temere,
non c’è niente qui da odiare
ah principessa vi dovrà piacere
se abbasserete le vostre difese!
Baciate quel rospo e avrete il vostro principe, avrete il vostro principe
IV
Saltella nell’acqua, su dai bambina salta con me
Saltella nell’acqua, su dai bambina bagnati con me
Saltella nell’acqua, su dai bambina salta con me
Saltella nell’acqua, su dai bambina bagnati con me

Baciate quel rospo damigella
baciate quel rospo

NOTE
1) nell’album Us c’è una strofa tagliata poi nel video che dice

Splash, dash, heard your call,
Bring you back your golden ball
He’s gonna dive down in the deep end
He’s gonna be just like your best friend
So what’s one little kiss,
one tiny little touch?
Aah, he’s wanting it so much
Si tuffa come una freccia appena sente il vostro richiamo di riportarvi indietro la palla dorata,
è pronto a gettarsi nell’abisso
se diventerà proprio il vostro migliore amico!
Allora cos’è un solo piccolo bacio,
una sola piccola carezza?
Ah lui lo desidera un sacco!

2) è un’esortazione a guardarlo meglio come per dire: non riuscite a vedete come sono dentro?
FONTI
http://www.centrostudilaruna.it/il-rospo-di-cavoretto.html
http://orsa-minore.com/2015/10/principe-ranocchio-ruolo-donna/
http://pietromaccallini.blogspot.it/2009/10/ingoiare-il-rospo.html

GOLDEN VANITY: I WILL SINK IN THE LOWLAND SEA

Una sea ballad molto popolare nel circuito folk anglo-americano conosciuta con vari titoli (“The Sweet Trinity”, “The Golden Vanity”, “The Golden Willow Tree”) appare in stampa in foglio volante (broadside) nel 1635 con il titolo di Sir Walter Raleigh Sailing In The Lowlands. Il professor Child la riporta in tre versioni (Child ballad #286) collegandola storicamente al vascello di Sir Walter Raleigh “The Sweet Trinity”, un personaggio impopolare, di quella nuova nobiltà nata dal mondo degli avventurieri, spocchiosa ma anche infida.(vedere introduzione)
Nella ballata  si narra un evento rocambolesco quanto improbabile: l’affondamento di una nave nemica previo perforamento dello scafo con un non ben precisato attrezzo!
Questa è la versione con il vascello nemico di nazionalità spagnola.

ASCOLTA Sam Kelly trio in “Lost Boys” 2016

VERSIONE SAM KELLY*
I
Well once there was a lofty ship
that sailed upon the sea,
the name of that ship
was the Golden Vanity,
and one day she came upon
the Spanish enemy
and she sailed upon the Lowlands,
Lowlands, Low
and she sailed upon the Lowlands Low.
II
Up spoke the cabin boy
of only twelwe and three
he said to the captain
What would you give to me
If I would swim up to
the Spanish enemy
And I sink her in the Lowlands,
Lowlands, Low
And I sink her in the Lowland Low
in the Lowlands, in the Lowlands
I sink her in the Lowlands Low”

III
Well, I would give you silver
And I would give you gold,
If you should attempt it derry so bold
And my lovely daughter
To marry and to hold,
you sink her in the Lowlands,
Lowlands, Low
you sink her in the Lowlands Low!
in the Lowlands, in the Lowlands
you sink her in the Lowlands Low”
IV
Well the young cabin boy jumped overboard in the sea
he opened round his breast and swam away to the enemy
With the hammer bored a hole and than another three
And he sank her in the Lowlands,
Lowlands, Low
he sank her in the lowlands low
V
“Hullo my captain I have done what did you ask to me
I have sunk the Spanish ship into the brave sea
so I want tought and let it down or drown I should be
cause I’m sinking in the Lowlands,
Lowlands, Low
I’m sinking in the Lowlands Low”
VI
Well to the drowning cabin boy the captain paid no him
cause he made a promise that he never may to kee
his daughter he will marry to a man with wealthery
so he left him in the Lowlands, Lowlands,
Lowlands, Low
he left him in the Lowlands
Tradotto da Cattia Salto
I
C’era una nave altera
che navigava sul mare
e il nome della nave era
“the Golden Vanity”
un giorno venne avanti
la “Spanish enemy” (1)
che navigava in quelle acque
lontane(2), che navigava nelle acque delle Colonie
II
Forte parlò il mozzo
di soli tredici anni
e al capitano disse
“Cosa mi darete(3)
se navigassi fino
alla nave spagnola
per affondarla negli abissi
di un mare solitario?

affondarla nelle acque solitarie
di un mare solitario
affondarla in un un mare solitario “

III
Ti darei argento
e ti darei l’oro
se tu tentassi una così ardua impresa
e la mia bella figlia (4)
da sposare e mantenere
se affondassi (la nave) sul fondo dell’abisso, in basso in basso
se affondassi negli abissi
in basso in basso
se affondassi negli abissi”
IV
Beh il giovane mozzo si gettò
in mare
con un tuffo e nuotò
verso la nave nemica
con un attrezzo forò un buco
e poi altri tre (5)
e l’affondò nell’abisso,
in basso in basso
l’affondò nell’abisso,
V
“Ehi mio capitano, ho fatto ciò che mi avete chiesto,
ho affondato la nave spagnola
nel mare
così non vorrei essere abbandonato 
o potrei finire annegato
perchè sto affondando nel mare aperto, in basso in basso 
sto affogando negli abissi”
VI
Beh  il mozzo affogato il capitano non pagò
perchè fece una promessa che non aveva intenzione di mantenere
sposerà la figlia con
un uomo in ricchezza
così lo lasciò  nel mare
aperto, in basso in basso
lo lasciò negli abissi

NOTE
* il testo è trascritto dall’ascolto diretto, ma alcune parole non mi sono chiare
1) potrebbe essere il nome della nave oppure indicare un generico vascello spagnolo nemico
2) nel Settecento-Ottocento Lowlands era un termine generico con cui si indicavano le colonie olandesi, e più in generale molte terre e isole nelle Indie Occidentali. Il nome richiama inoltre i fondali del mare ( letteralmente “giù nelle Terre basse”)
3) l’eroico mozzo non era poi così disinteressato a guadagnarci qualcosa oltre che la fama, e prima di prestare il suo aiuto chiede una contropartita
4) il capitano nell’immediatezza del pericolo promette non solo una ricompensa in denaro ma anche la mano della figlia, una promessa esorbitante data la differenza sociale tra i due, che ci si aspetterebbe più estorta dal giovane durante una trattativa che offerta spontaneamente dal capitano (a meno che non ci fosse già la malafede in partenza!)
5) il giovane mozzo dopo essersi diretto sotto lo scafo nemico lo buca in più punti facendolo affondare!

ASCOLTA Lonnie Donegan nello stile skiffle (il rock&roll degli inizi)

FONTI
http://web.lyon.edu/wolfcollection/songs/riddlegolden1305.html
https://mnheritagesongbook.net/the-songs/addition-song-with-recordings/the-merry-golden-tree/
http://www.canfolkmusic.ca/index.php/cfmb/article/viewFile/371/365
http://www.lizlyle.lofgrens.org/RmOlSngs/RTOS-GoldenVanity.html
http://web.lyon.edu/wolfcollection/songs/riddlegolden1234.html
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=49885
http://www.mudcat.org/thread.cfm?threadid=11747
https://mainlynorfolk.info/lloyd/songs/thegoldenvanity.html

THE HIGHLAND LADDIE

Una canzoncina diffusa in Scozia che sembra essere la seconda puntata della ballata Glasgow Peggy.
Là il “corteggiatore” è un rude giovanotto delle Terre Alte di Scozia che rapisce una fanciulla delle Terre Basse di nome Peggy; solo dopo la notte passata nel bosco (in cui i due si abbandonano alla passione) lui le rivela di essere il proprietario di vaste terre.

In questa canzone è la bella Peggy a raccontare la sua avventura e a rivendicare la sua scelta di vivere con un ragazzo delle Terre Alte dal cuore sincero e d’animo forte, paragonandolo ai più sciocchi e fatui ragazzi delle pianure.

Ancora una volta i Tannahill Weavers ci regalano un brano tradizionale che è uno spaccato di vita del tempo che fu e che richiama colline verdi, profumi di brughiera, due cuori e una capanna..

The Highland Laddie / A Painted Room and silken Bed~/ May please a Lawland Laird and Lady; /But I can Kiss and be as glad~/Behind a Bush in’s Highland Pladdie.[From a favourtie Song. The Highland Laddie] Printed for & Sold by Bowles & Carver. No.69 in St.Paul’s Church Yard, London. [n.d., c.1790.]
ASCOLTA The Tannahill Weavers in Passage 1984


I
The Lawland Lads think they are fine
But oh they’re vain and idle gaudy
How much unlike the graceful mein
And manly looks o’ my Highland Laddie
II
If I were free at will to choose
To be the wealthiest Lawland Lady
I’d tak’ young Donald without trews
Wi’ bonnet blue and Highland plaidie
Chorus:
Oh my bonnie bonnie Highland Laddie
Oh my bonnie bonnie Highland Laddie
When I was sick and like to die
He rowed me in his Highland plaidie
III
O’er Benty Hill wi’ him I’ll run
And leave my Lawland kin and daddy
Frae winters chill and summers sun
He’ll screen me in his Highland plaidie
IV
A painted room, a silken red
Maun please a Lawland Lord and Lady
But I can kiss and be as glad
Behind a bush in his Highland plaidie
V
Nae greater joy I’ll e’er pretend
Than that his love prove true and steady
Like mine to him which ne’er shall end
While heaven preserves my Highland Laddie
Tradotto da Cattia Salto
I
I ragazzi delle Terre Basse pensano di essere belli, oh ma sono sciocchi e anche volgari, come sono diversi dall’animo grazioso e dagli sguardi virili del mio ragazzo delle Terre Alte
II
Se fossi libera di scegliere
di essere la più ricca Dama delle Terre Basse prenderei piuttosto il giovane Donald senza calzoni (1), con il berretto blu e il mantello delle Terre Alte
Coro: O il mio bel ragazzo delle Terre Alte, quando ero malata e mi sentivo morire, mi avvolgeva nel mantello delle Terre Alte
III
Su Benty Hill con lui correrei e lascerei il mio clan delle Terre Basse e mio padre, dal freddo dell’inverno e dal sole dell’estate mi riparerei nel suo mantello delle Terre Alte
IV
Una stanza affrescata, un letto di seta potrebbero piacere a un Signore e a una Signora delle Terre Basse
ma potrei baciare e essere altrettanto contenta dietro a un cespuglio nel suo mantello delle Terre Alte
V
Nessuna gioia più grande mai pretenderei
che il suo amore sia leale e costante
come il mio verso di lui che mai finirà e che il cielo preservi il mio ragazzo delle Terre Alte

NOTE
Ecco cosa scrivono nelle note “Now we have a strange one.  This song deals with a Lowland girl’s love for a Highland man.  She wants to run away with him and live in his kilt.  The last statement is not as ridiculous as you think, as the plaidie and kilt were used not only as a uniform but as somewhere for a traveling man to sleep.  A soldier in particular would never fight wearing his kilt, as it restricted his movement.  This is also the reason why the Scots did win a few battles.  If you know what is worn beneath the kilt, and you can imagine 5,000 of them running towards you… you would want to run away.”
1) anche  una canzoncina umoristica più moderna recita “Donald where are your trousers?“; maliziosamente i Tannies fanno intendere che il giovane è senza mutande, più semplicemente la ragazza descrive il tipico abbigliamento del montanaro scozzese del tempo che fu: il vero kilt (in gaelico philabeg) è in effetti una lunga coperta (plaid) cioè un unico, lunghissimo, pezzo di stoffa (il tartan) delle dimensioni di 65-75 cm di altezza per una lunghezza di 5 metri circa, pieghettato e drappeggiato intorno ai fianchi e poi riportato sulle spalle come un mantello (che funzionava bene anche come grande tasca dove infilare gli oggetti da trasportare o le armi). Per indossarlo veniva steso a terra e poi si formavano delle pieghe di qualche centimetro ciascuna, quindi ci si sdraiava sopra rotolandosi per bene. Ai rudi scozzesi di montagna  serviva come coperta per coprirsi durante il giorno e come giaciglio in cui dormire durante le notti passate nella brughiera. Era indubbiamente un capo pratico, senza troppe pretese di eleganza che teneva al caldo e al riparo, e perciò prevalentemente un abito “rustico” abbinato per lo più allo stivale ad altezza ginocchio (cuaron) ma più spesso portato a piede nudo (e dovevano avere dei fisici ben temprati questi scozzesi che se ne stavano al vento, pioggia e neve così conciati!). La foggia dei pantaloni aderenti (in gaelico troovash) viene dall’epoca medievale, in particolare in Scozia il tartan era tagliato di sbieco (per ottenere una certa elasticità del tessuto) e cucito in modo molto aderente alla gamba (le cuciture si trovavano sul dietro della gamba come le calze di nylon vecchio stile). Questa moda però prese piede solo tra i capi degli Highlanders per contraddistinguere il loro rango o quando si recavano nelle Lowlands.

continua

FONTI
http://terreceltiche.altervista.org/donald-wheres-your-troosers/
http://www.tannahillweavers.com/lyrics/3031lyr5.htm
http://www.grosvenorprints.com/stock_detail.php?ref=393

HENRY LEE

Child Ballad #68
TITOLI: Young Hunting, Henry Lee, Love Henry, Earl Richard, The Proud Girl.

Una murder ballad medievale sul classico triangolo amoroso, ha come vittima però il “predatore sessuale” (il Conte Richard) pugnalato dall’amante gelosa, che nasconde il corpo gettandolo in un pozzo. Nel finale compare anche la figura di un uccellino (o piccolo pappagallo) nel ruolo di ficcanaso. (prima parte qui)

LA VERSIONE AMERICANA

La ballata si è diffusa in America con il titolo di “Love Henry” ed è riportata in decine e decine di raccolte, e documentata con una decina di registrazioni sul campo conservate presso la Biblioteca del Congresso risalenti agli anni 1940. Testi e melodie sono tante.
In Britain, the song seems to have been largely confined to Scotland, but in America it has been found in most areas east of the Mississippi (there are also several versions from Texas). Bertrand Bronson’s Traditional Tunes of the Child Ballads lists forty-three melodies, mostly American but also from Ireland and Canada’s Maritime provinces. Versions with strong connections to modern old-time music can be found in Belden and Randolph. The most recent publications are in Warner and in Cazden/Haufrect/Studer.” (tratto da qui)

ASCOLTA Dick Justice in “Anthology of american folk music“, 1952
Dick Justice performed the song with his guitar in regular tuning, in the key of G. His playing style, on this song is the straightforward “hit bass, strum chord”, played in 3/4 time (waltz time). He sings it in the upper register, so characteristic of these early country artists. The melody is similar to the well-known Carter Family’s “Storms are on the ocean”. Singing ballads with guitar accompaniment was becoming more and more common in the early 20’s and 30’s and there are very few examples of solo ballad singing during the 78rpm records area. One has to go to field recordings made by folklorists all along the 20th century  to hear the unaccompanied singing of ballad singers. Due to the restricting nature of a chordal instruments like the guitar and the three minutes performance allowed but the 78rpm formats, these old ballads were often changed a lot for the new medium. The singer had to adapt his timing to the instrument and the story was shortened and cut down to only a few verses. (tratto da qui)

I
Get down, get down, little Henry Lee,
and stay all night with me.
The very best lodging I can afford
will be fare better’n thee.
II
I can’t get down, and I won’t get down,/ and stay all night with thee,
For the girl I have in that merry green land,
I love far better’n thee.
III
She leaned herself against a fence,/ just for a kiss or two;
With a little pen-knife (1) held in her hand, /she plugged him through and through.
IV
Come all you ladies in the town,
a secret for me keep,
With a diamond ring held on my hand
I’ll never will forsake.
V
Some take him by his lily-white hand,
some take him by his feet.
We’ll throw him in this deep, deep well,
more than one hundred feet.
VI
Lie there, lie there, loving Henry Lee,/ till the flesh drops from your bones.
The girl you have in that merry green land/ still waits for your return.
VII
Fly down, fly down, you little bird,
and alight on my right knee.
Your cage will be of purest gold,
in deed of property (3).”
VIII
I can’t fly down, or I won’t fly down,
and alight on your right knee.
A girl would murder her own true love
would kill a little bird like me.”
IX
If I had my bend and bow (4),
my arrow and my string,
I’d pierce a dart so nigh your heart
your wobble(5) would be in vain.”
X
If you had your bend and bow,
your arrow and your string,
I’d fly away to the merry green land
and tell what I have seen.
Tradotto da Cattia Salto
I
“Scendi, scendi giù, mio piccolo Henry Lee
e resta con me tutta la notte.
la stanza migliore che posso permettermi sarà molto meglio con te

II
No, non posso scendere e non voglio scendere giù
nè resterò con te tutta la notte 
perché ho una ragazza  in quel
bel paese 

e la amo molto più di te
III
Si sporse dallo steccato
disse che era solo per un bacio
e con il pugnale che teneva
nella mano
lo trapassò più e più volte
IV
Venite tutte voi signore della città
tenete un segreto per me 
all’anello di diamante che porto sulla mano,
mai rinuncerò!
V
Una lo prenda per per le mani bianche come gigli
l’altra per i piedi
lo butteremo in quel pozzo
profondo, profondo, profondo
più di cento piedi.
VI
Giaci lì, giaci lì, amato Herny Lee
finchè la carne si staccherà dalle tue ossa, la ragazza che hai in quel bel paese, aspetterà in eterno il tuo ritorno
VII
Vola giù, tu uccellino (2)
e posati sulle mie ginocchia
la tua gabbia sarà d’oro purissimo
di tua completa proprietà
VIII
Non volerò, non volerò giù
per posarmi sulle tue ginocchia,
una ragazza che uccide il suo proprio vero amore
ucciderebbe un uccellino come me
IX
Se avessi il mio arco armato
con corda e freccia
tirerei un dardo al tuo cuore
e il tuo trillo sarebbe inutile”
X
Se tu avessi arco armato
con corda e freccia
volerei via verso il bel paese
per raccontare quello che ho visto

NOTE
1) originariamente un ben più minaccioso “weapon knife”. La donna nelle murder ballads classiche uccide per lo più con uno stiletto, quasi sempre per gelosia, la rivale o l’amante infedele o entrambi.
2) nelle fiabe gli animali del bosco e specialmente gli uccelli, possiedono il dono della parola e interagiscono con i personaggi della storia, il nostro uccellino è un testimone oculare
3) indeed, a property; la figura del pappagallo è come innestata da un’altra ballata dal titolo “False Sir John” o “May Colvin”, la giovane gli promette una gabbietta d’oro, in cambio del silenzio. Scrive Barre Toelken “What the Parrots Tell Us That Child Did Not: Further Considerations of Ballad Metaphor”, in The Folklore Historian, Volume 14: “the parrot is in a cage (and has the promise of an even better one).  Both are single, potentially vulnerable actors protected from predatory intrusion by the proverbial idea…  that “safety is better than freedom.”  Clearly the cage (its gold and ivory of much greater value to humans than to parrots) is far more than a convenient bribe:  it is a metaphor for a human condition within a culturally constructed set of values.”
4) “bended bow”
5) warble

Bob Dylan ne ha fatto un arrangiamento con il titolo di Love Henry
ASCOLTA Bob Dylan in Love gone wrong 1993 (su Spotify)

I
“Get down, get down, Love Henry,” she cried.
“And stay all night with me.
I have gold chains, and the finest I have
I’ll apply them all to thee.”
II
“I can’t get down and I shan’t get down,/ Or stay all night with thee.
Some pretty little girl in Cornersville (1)
I love far better than thee.”
III
He layed his head on a pillow of down.
Kisses she gave him three.
With a penny knife that she held in her hand
She murdered mortal he.
IV
“Get well, get well, Love Henry, ” She cried,
“Get well, get well,” said she.
“Oh don’t you see my own heart’s blood
Come flowin’ down so free?”
V
She took him by his long yellow hair,
And also by his feet.
She plunged him into well water, where
It runs both cold and deep.
VI
“Lie there, lie there, Love Henry,” she cried,
“Til the flesh rots off your bones.
Some pretty little girl in Cornersville
Will mourn for your return.”
VII
“Hush up, hush up, my parrot,” she cried,
“And light on my right knee.
The doors to your cage shall be decked with gold
And hung on a willow tree.”
VIII
“I won’t fly down, I can’t fly down
And light on your right knee.
A girl who would murder her own true love
Would kill a little birdlike me.”
Tradotto da Michele Murino (qui)
I
“Vieni qui, vieni qui, amato Henry”, disse lei
“E resta con me tutta la notte.
Ho catene d’oro, e le più belle
che ho
le metterò tutte a te”
II
“Non posso venire e non verrò
nè resterò tutta la notte con te
C’è una bella ragazzina a
Cornersville
che amo molto più di te”
III
Lui chinò la testa sul guanciale di piume
Lei gli diede tre baci
e con un coltello che teneva nella mano lo colpì a morte
IV
“Guarisci, guarisci, amato Henry” gridò lei
“Guarisci, guarisci” disse
“Oh, non vedi
il sangue
che sgorga copioso dal mio cuore?”
V
Lo prese per i suoi lunghi capelli biondi
e per i piedi
lo immerse nella fredda acqua del pozzo
dove precipitò
VI
“Giaci lì, giaci lì, amato Herny”, disse piangendo
“Finchè la carne si staccherà dalle tue ossa imputridendosi, una graziosa ragazzina a Cornersville piangerà per il tuo ritorno”
VII
“Taci, pappagallo mio, taci”
gridò
“E posati sulle mie ginocchia
Le porte della tua gabbia saranno ornate con oro
su di un salice piangente”
VIII
“Non volerò, non volerò
per posarmi sulle tue ginocchia
Una ragazza che uccide il suo
amato
ucciderebbe un uccellino come me”

NOTE
1) Cornersville è un comune degli Stati Uniti d’America, situato nello Stato del Tennessee, nella Contea di Marshall

HENRY LEE

ASCOLTA Nick Cave & PJ Harvey & Bad Seeds in Murder Ballads 1996. La versione è riscritta ed arrangiata con lo stile personale di Nick Cave, la clip musicale è diretta da Rocky Schenck un languido
duetto, una sorta di romantica danza macabra

PJ HARVEY:
Get down, get down, little Henry Lee
And stay all night with me
You won’t find a girl in this damn world
That will compare with me
And the wind did howl and the wind did blow
La la la la la
La la la la lee
A little bird lit down on Henry Lee
NICK CAVE:
I can’t get down and I won’t get down
And stay all night with thee
For the girl I have in that merry green land
I love far better than thee
And the wind did howl and the wind did blow
La la la la la
La la la la lee
A little bird lit down on Henry Lee
She leaned herself against a fence
Just for a kiss or two
And with a little pen-knife held in her hand
She plugged him through and through
And the wind did roar and the wind did moan
La la la la la
La la la la lee
A little bird lit down on Henry Lee
PJ HARVEY:
Come take him by his lily-white hands
Come take him by his feet
And throw him in this deep deep well
That’s more than one hundred feet
And the wind did howl and the wind did blow
La la la la la
La la la la lee
A little bird lit down on Henry Lee
Lie there, lie there, little Henry Lee
Till the flesh drops from your bones
For the girl you have in that merry green land
Can wait forever for you to come home
And the wind did howl and the wind did moan
La la la la la
La la la la lee
A little bird lit down on Henry Lee
TRADUZIONE ITALIANO (da qui)
PJ HARVEY:
“Scendi, scendi giù, mio piccolo Henry Lee,
e passa la notte con me
non troverai una sola ragazza in questo maledetto mondo, che sia pari a me”
e il vento urlava e il vento soffiava
lallalalalà
lallalalalì
un uccellino si posò su Henry Lee
NICK CAVE:
“No, non posso scendere e non voglio scendere giù
a passare la notte con te
perché il mio amore sta in quelle belle terre verdi
e la amo molto più di te”
e il vento urlava e il vento soffiava
lallalalalà
lallalalalì
un uccellino si posò su Henry Lee
Si sporse dallo steccato
disse che era solo per un bacio
e con il coltellino che teneva in mano
lo trapassò più e più volte
e il vento ruggiva e il vento gemeva
lallalalalà
lallalalalì
un uccellino si posò su Henry Lee
PJ HARVEY:
“Venite e afferratelo per le mani bianche come gigli
venite e afferratelo per i piedi
e buttatelo in quel bel pozzo
profondo più di cento piedi”
e il vento urlava e il vento soffiava
lallalalalà
lallalalalì
un uccellino si posò su Henry Lee
“Laggiù, stattene laggiù, piccolo Henry Lee,
finchè la carne si staccherà dalle ossa
perchè il tuo amore che sta in quelle terre verdi
aspetterà in eterno il tuo ritorno a casa”
e il vento urlava e il vento gemeva
lallalalalà
lallalalalì
un uccellino si posò su Henry Lee

FONTI
http://www.ondarock.it/speciali/murderballad.htm
http://71.174.62.16/Demo/LongerHarvest?Text=ChildRef_68
http://www.electricscotland.com/history/other/scott/lord_william.htm
https://www.fresnostate.edu/folklore/ballads/C068.html
https://mainlynorfolk.info/tony.rose/songs/younghunting.html
http://www.maggiesfarm.it/ttt359.htm
http://www.nickcave.it/
http://www.lizlyle.lofgrens.org/RmOlSngs/RTOS-HenryLee.html
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=12132
http://theanthologyofamericanfolkmusic.blogspot.it/2009/10/henry-lee-dick-justice.html

NED OF THE HILL

Una ballata irlandese del XVII secolo che prima di essere diffusa nella versione in inglese nel XIX secolo con il titolo “Ned of the Hill” era nota come canzone in gaelico irlandese “Éamonn an Chnoic” in onore di Éamonn Ó Riain (Edmund Ryan 1670 – 1724) La vita di Ned delle Colline riassume un po’ tutte le vicissitudini passate dai molti rapparees irlandesi del XVII e XVIII secolo (considerati degli eroici ribelli invece che dei banditi prezzolati): di lui si dice fosse un gentiluomo sempre ben vestito e abile tiratore con le pistole, amato perchè era un Robin Hood, un giustiziere dei poveri contro i ricchi che lottava, a suo modo, per la libertà dell’Irlanda. (prima parte)

NED OF THE HILL

La traduzione dall’irlandese in “Songs and Ballads,” di Samuel Lover (1839) (vedi) è quella più accreditata dagli interpreti contemporanei; Samuel Lover (un irlandese naturalizzato a Londra) ha però mutato la ballata originaria in una romantica storia d’amore: qui il bandito è trasformato in un menestrello errante, e la natura ostile in cui vive è diventata un bosco incantato. Ned non è più un fuggitivo, e da terribile predatore si trasforma prima in corteggiatore, poi in preda, ferita dal dardo d’amore scoccato dalla bella fanciulla.

ned-hill

Come non manca di sottolineare Ray Cashman nel suo saggio (qui) l’immagine di Ned è ridotta allo stereotipo dell’irlandese descritto come un innocuo ragazzone alle prese delle sue passioni e superstizioni, del tutto insignificante dal punto di vista politico.

ASCOLTA Celtic Crossroads live

ASCOLTA Karen Mal in Dark Eyed Sailor 2003


I
Oh dark is the evening
and silent the hour
Oh who is that minstrel
by yonder lone tower?
Whose harp is so tenderly
touching with skill
Oh who could it be
but young Ned of the Hill?
CHORUS
Who sings, “Lady love,
Won’t you with me now?
Come and live merrily
under the bough.
I’ll pillow your head
where the light fairies tread
If you will but wed
with young Ned of the Hill.”
II
Young Ned of the Hill
he has no castle or hall,
No bowmen or spearmen
to come at his call.
But one little archer
of exquisite skill
Has loosed a bright shaft
for young Ned of the Hill.
III
It is hard to escape
to this young lady’s bower
For high is the castle
and dark is the tower.
But where there’s a will
there’s always a way
And young Eileen is gone
with young Ned of the Hill.
Traduzione di Cattia Salto
I
Buia è la notte
e silente l’ora
Oh chi è quel menestrello
in quella torre solitaria,
la cui arpa è suonata
con tocco gentile e abile?
Chi potrebbe essere costui,
se non Ned Del Colle?
CORO
Chi canta “Amata Madonna
non verrete con me or ora?
Venite e con letizia vivremo
nella macchia.
Poggerete la fronte
dove le fate leggiadre si posano
se vi sposerete
con Ned Del Colle.”
II
Il giovane Ned Del Colle
non ha castello o palazzi,
né arceri o lanceri
pronti alla sua chiamata.
Ma un piccolo arco
di squisita fattura
ha perso una freccia luminosa
per il giovane Ned Del Colle.
III
E’ difficile sfuggire
all’arco di questa giovane fanciulla
perchè alto è il castello
e scura la torre.
Ma quando c’è la volontà
c’è sempre una soluzione
e la giovane Evelina è andata
con il giovane Ned Del Colle

YOUNG NED OF THE HILL

Il testo scritto da Ron Kavanna e Terry Woods per il gruppo dei Pogues nel 1989 vuole essere una versione più decisamente politicizzata della storia. Qui Oliver Cromwell, sebbene non contemporaneo a Ned, viene preso come emblema dell’oppressione inglese.
I rapparees sono accomunati ai gruppi para-militari dell’IRA, quali più antichi eroi che combatterono armi in pugno contro la colonizzazione inglese. Negli anni dei “Troubes” le ballate sui rapparees vogliono far vedere l’IRA come una organizzazione di combattenti per la libertà, non come una banda di criminali.

ASCOLTA The Pougues in Peace and Love 1989

ASCOLTA Stamp’n Go Shanty

ASCOLTA The Tossers


I
Have you ever walked the lonesome hills
And heard the curlews cry
Or seen the raven black as night
Upon a windswept sky
To walk the purple heather
And hear the westwind cry
To know that’s where the rapparee must die?
II
Since Cromwell pushed us westward
To live our lowly lives
There’s some of us have deemed to fight
From Tipperary mountains high
Noble men with wills of iron
Who are not afraid to die
Who’ll fight with gaelic honour held on high
CHORUS
A curse upon you Oliver Cromwell
You who raped our Motherland
I hope you’re rotting down in hell
For the horrors that you sent
To our misfortunate forefathers
Whom you robbed of their birthright
“To hell or Connaught” may you burn in hell tonight
II
Of one such man I’d like to speak
A rapparee by name and deed
His family dispossessed and slaughtered
They put a price upon his head
His name is know in song and story
His deeds are legends still
And murdered for blood money
Was young Ned of the hill
III
You have robbed our homes and fortunes
Even drove us from our land
You tried to break our spirit
But you’ll never understand
The love of dear old Ireland
That will forge an iron will
As long as there are gallant men
Like young Ned of the hill
Traduzione di Cattia Salto
I
Avete mai attraversato le colline solitarie
e sentito il verso dei chiurli
o visto il corvo nero come la notte
in un cielo spazzato dal vento
o raggiunto a piedi l’erica purpurea
e ascoltato il grido del vento dell’ovest per sapere che è lì dove il ribelle (1) deve morire?
II
Quando Cromwell ci ha spinto verso ovest per vivere le nostre vite da umili
molti di noi hanno ritenuto di combattere
dalle montagne alte di Tipperary.
Uomini nobili, con volontà di ferro
che non hanno paura di morire
e lotteranno tenendo alto l’onore celtico
Una maledizione su di te, Oliver Cromwell, tu che hai violentato la nostra Patria. Che tu possa marcire giù all’inferno per gli orrori che hai mandato ai nostri antenati sfortunati
ai quali hai rubato il loro diritto di nascita (dicendo) “Andate al diavolo o nel Connaught!” (2)  che tu possa bruciare all’inferno stasera!
II
Di un uomo così vorrei parlare
un ribelle di nome e di fatto
la sua famiglia spodestata e smembrata. (3) Misero una taglia sulla sua testa (4), il suo nome è conosciuto nella ballata e nella storia, le sue gesta sono ancora leggenda, ucciso per il prezzo del sangue (5) fu il giovane Ned della collina.
III
Avete rubato le nostre case e i beni,
ci avete persino allontanati dalla nostra terra,
avete cercato di spezzare il nostro spirito, ma non capirete mai
che l’amore per la cara vecchia Irlanda
forgerà una volontà di ferro
finché ci sono uomini valorosi
come il giovane Ned della collina

NOTE
1) in questo contesto Ned non è un bandito ma un ribelle o un guerrigliero!
2) Qui Cromwell, deceduto nel 1658, quando Ned aveva 12 anni, viene preso come emblema dell’oppressione inglese. Con l’Act of Settlement del 1652 ai soldati irlandesi che avevano combattuto contro l’invasione delle loro terre venne data come scelta “la morte o l’esilio”. Potevano morire oppure abbandonare le loro case per andare nei territori più poveri dell’Ovest in una sorta di confino il cui “muro” era formato dal fiume Shannon.
I terreni confiscati agli irlandesi che non avevano manifestato il loro amore per la Corona vennero ridistribuiti ai coloni inglesi e scozzesi.
3) che la famiglia degli O’Ryans di Knockmeoll, Atshanbohy, Contea di Tipperary fosse stata privata di gran parte delle sue terre è storicamente documento, ma non che ci siano stati eccidi particolarmente efferati. Sono propensa a tradurre “slaughtered” più in senso figurato invece di “macellata”
4) la taglia di 200 sterline risale al 1702, tuttavia pare che Ned fosse stato graziato: racconti del folklore danno almeno due versioni, nella prima (a mio avviso molto improbabile) Ned si trova sulle tracce di due ufficiali inglesi e ingaggia una sparatoria, ma quando i due ufficiali restano a corto di munizioni, Ned rivela la sua identità dicendo che non li avrebbe uccisi, ma solo derubati: i due si arrendono e Ned scrive un salvacondotto perchè non siano molestati dagli altri rapparees. I due ufficiali grati, intercedono per il suo perdono.
La seconda versione leggermente più verosimile racconta che Ned incontra una donna inglese appena derubata di tutti i suoi averi (100 sterline lasciate dal marito partito per l’Inghilterra) da uno che si spaccia con il suo nome o da uno della sua banda, così Ned rintraccia il ladro, lo punisce e restituisce il denaro. Il marito al suo ritorno, gli procura la grazia. Entrambi gli episodi sottolineano come Ned viva nel rispetto di un codice morale cavalleresco che lo obbliga a proteggere i più deboli. In un certo senso lui non è contro gli Inglesi come persone, ma contro l’ingiustizia sociale
5) la taglia sulla sua testa

FONTI
http://ontanomagico.altervista.org/ned-hill.htm
http://www.antiwarsongs.org/canzone.php?id=25403&lang=it
http://socrates.berkeley.edu/~caforum/volume1/pdf/cashman.pdf
http://livingthetradition.com/ned-of-the-hill/

Tra terra e cielo, la cultura nei paesi dei Celti

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