BESSY BELL AND MARY GRAY

La ballata “Bessie Bell and Mary Gray” risale quantomeno al 1600 ed è stata stampata per la prima volta da Charles Kirkpatrick Sharpe con il titolo “The Twa Lasses“, riportata anche nelle Child Ballads al # 201. Si trova tuttavia solo in forma frammentaria per cui la storia e i suoi significati ci sfuggono o si sono stratificati nel tempo.

LA LEGGENDA SCOZZESE

Secondo la leggenda scozzese diffusa localmente nei dintorni di Perth, Betsy Belle e Mary Gray erano due amiche  molto belle, figlie di due signori (rispettivamente il Laird di Kinvaid e il Laird di Lednock), che, per sfuggire alla peste, si costruirono un rifugio isolato nella campagna. Purtroppo morirono ugualmente, contagiate dal ragazzo che portava loro i viveri. Il luogo di sepoltura, meta di molte escursioni, sarebbe il Dranoch-haugh vicino alle rive del fiume Almond, in cui sono stati ritrovati i resti di due sepolture.
Pensando di sfuggire alla pestilenza che aveva colpito la regione di Perth nel 1645, Bessy Bell e Mary Gray, due giovani donne ammirate per la loro bellezza, si costruirono una capanna in un luogo appartato a circa otto miglia dalla città. Tutto fu inutile: la peste arrivò anche lì e ghermì le due povere ragazze. Nella sua inusuale e folgorante brevità, Bessy Bell and Mary Gray è comunque un capolavoro, una delle “pietre miliari” della balladry britannica: gioventù, bellezza, nobiltà non possono niente davanti alla Nera Signora che colpisce indiscriminatamente poveri e ricchi, brutti e belli. Alle nobildonne non è risparmiato neanche l’ultimo oltraggio: invece di riposare con tutti gli onori in un cimitero, accanto ai membri delle loro famiglie, i due cadaveri restano abbandonati a disfarsi sulle rive di un fiume. Il senso della ballata sembra dunque essere quello di un ammonimento. Anche una ninna-nanna inglese menziona le due gentildonne scozzesi, ma senza alcuna traccia della pestilenza. (Riccardo Venturi)

Le due fanciulle, una bionda come il grano, l’altra nera come l’ala del corvo, sono rappresentate secondo il dualismo tipico della narrativa fiabesca, in cui in genere la bionda è quella buona (servizievole, rispettosa della tradizione, piena di buoni sentimenti) mentre quella bruna è la cattiva: come ci ricorda Giordano Dall’Armellina, il corpus più antiche delle ballate medievali provengono dai paesi scandinavi  (i vichinghi invasori), “dove la maggior parte delle genti era bionda o rossa e quelli che avevano i capelli neri erano i diversi, talvolta i nemici di altre tribù lontane. Non a caso nella loro mitologia, che è diventata comune anche nel resto d’Europa, la fata buona è bionda mentre la strega ha sempre i capelli neri.

Qui entrambe sono buone e belle (ma a volte quando viene rivelata la loro origine, la bionda è una nobile, la bruna è una popolana) anzi, la bellezza delle due fanciulle era leggendaria e dovevano aver spezzato molti cuori tra i laird della contea, se la loro morte fu così celebrata. Alcuni insinuano che il loro rapporto fosse più che amicale e sebbene l’episodio sia riferito alla pestilenza che si abbattè sulla Scozia nel 1645 il brano potrebbe essere più antico, se nella sua versione di nursery-rhyme (trovata sia in Scozia che in America) alcuni hanno intravisto il tormentato rapporto tra Elisabetta I e la sorellastra Maria
Bessy kept the garden gate,
And Mary kept the pantry;
Bessy always had to wait,
While Mary lived in plenty

two-sisters
Elisabetta I e Maria Tudor

LA LEGGENDA IRLANDESE

La leggenda deve aver colpito l’immaginario scozzese al punto da dare il nome di Betsy Belle e Mary Gray a due colline molto simili, situate nei pressi di Omagh, Newtownstewart, nella contea di Tyrone (Irlanda del Nord) e non nel Donegal come a volte erroneamente collocate, segno che la ballata si era diffusa anche tra gli scozzesi trapiantati nell’Ulster irlandese in seguito alla politica di “colonizzazione” iniziata nel 1500 dall’Inghilterra. La leggenda ha raggiunto anche l’America e in Virginia le colline gemelle di Staunton, sono state ribattezzate col nome delle due ragazze.

Nella città di Omagh (contea di Tyrone) il racconto ricostruita nell’Ottocento vuole che le due ragazze fossero amiche, ma Bessy di nobile discendenza mentre Mary di più umili origini. La prima capricciosa e impulsiva, la seconda calma e introspettiva. Anche in questa versione è presente un ragazzo innamorato, ma non c’è la peste.

PRIMA VERSIONE: CHARLES KIRKPATRICK SHARPE


Questo frammento è quello riportato anche nella ballata numero 201 di Child: le due fanciulle si costruirono una capanna rudimentale su un colle (ovvero riadattarono un capanno di caccia detto Burn Braes nei dintorni di Lednock), ma furono comunque raggiunte dalla peste (forse perchè già infette). I loro corpi invece di essere sepolti al cimitero stanno a disfarsi sotto il sole… immagine cruda e crudele eppure così realistica rispetto ai cupi tempi della pestilenza!

Ballad Book di Cecil Kirstensen Sharpe (1823), p. 62
They war twa   bonnie lasses;
They bigge(1)t a bower on yon burn brae
An’ theekit(2) it o’er wi’ rashes.
They theekit it o’er wi’ rashes green,
They theekit(3) it o’er wi’ heather;
But the pest cam frae(4) the burrows-town(5)
And slew them baith(6) thegither(7).
They thought(8) to lye in Methven kirk yard(9)
Amang their noble kin;
But they maun(10) lye in Stronach haugh(11),
To biek(12) forenent(13) the sin(14).
And Bessy Bell and Mary Gray,
They war twa bonnie lasses;
They bigget a bower on yon burn brae,
An’ theekit it o’er wi’ rashes.

TRADUZIONE RICCARDO VENTURI
Eran due belle ragazze,
Si fecero una capanna sul colle
E la copriron di frasche.
La copriron di frasche verdi,
La ricoprirono d’erica;
Ma venne la peste dalla città
E le uccise tutte e due.
Pensavan di riposare al cimitero (9) di Methuen
Tra i loro nobili parenti;
Ma ora giacciono sulle rive dello Stronach
In preda ai raggi del sole.
Bessy Bell e Mary Gray
Eran due belle ragazze,
Si fecero una capanna sul colle
E la copriron di frasche

NOTE
1) biggit = built;
2) theekit = thatched, covered;
3) a volte scritto come happit = wrapped;
4) frae = from;
5) baith = both;
6) burrows-town = borough
7) thegither = together
8) thocht = thought;
9) non è ben chiaro perchè le due ragazze non potessero essere seppellite nel cimitero, all’epoca della pestilenza i corpi venivano bruciati per evitare il contagio oppure seppelliti in fosse comuni lontani dall’abitato, oppure non c’erano abbastanza vivi da riuscire a seppellire tutti i morti soprattutto quelli che vivevano in posti isolati. Secondo la testimonianza di Don John Dowe parroco di Methuen le due ragazze sono state seppellite nei dintorni della tenuta di Lednock.
10) maun = must;
11) haugh = level ground on the banks of a river;
12) beik = bask;
13) forenent = opposite, facing, over against, in opposition to; beneath;
14) sin = sun con buona pace di coloro che lo traducono con “peccato”

Il trionfo della Morte, dettaglio affresco ca. 1448, Palazzo Abatellis, Palermo

SECONDA VERSIONE IN JOHN COX (Folk Songs of the South, 1925)

In questa versione collezionata in America è aggiunta una strofa (la terza) piuttosto oscura. Alcuni ritengono che sia migrata da un’altra ballata (senza tuttavia trovare un effettivo riscontro) ma il significato dei versi, un codice ben comprensibile ai contemporanei, a noi sfugge.
Posso solo incidentalmente osservare come il verde sia considerato nelle ballate il colore dell’innocenza.

III
They would not have their shoes of red
Nor would they have them yellow.
But they would have their shoes of green (14)
To ride through the streets of yarrow(15)

[In italiano:
III
Non avranno le loro scarpe rosse
e nemmeno quelle gialle
ma avranno le loro scarpe verdi (14)
per calcare i sentieri di achillea (15)]

ASCOLTA Steeleye Span (strofe I, II, III, IV)


ASCOLTA Jyll Skinner (strofe I, II, I) questa versione è una inquietante nenia..

I
Betsy Bell and Mary Gray,
They were bonny lasses.
They bigget a bower on yon burnside,
And theekit it o’er wi’ rashes.
II
They theekit it o’er wi’ rashes green,
They theekit it o’er wi’ heather.
But the plague came from the burrows-town,
And it slew them baith thegither.
III
They would not have their shoes of red
Nor would they have them yellow.
But they would have their shoes of green(14)
To ride through the streets of yarrow(15)
IV
They thought to lye in Methren Kirk yard,
Among their noble kin.
But they maun lye in Stronach haugh,
All art beneath the sun.

TRADUZIONE RICCARDO VENTURI
I
Betsy Bell and Mary Gray,
Eran due belle ragazze,
Si fecero una capanna sul colle
E la copriron di frasche.
II
La copriron di frasche verdi,
La ricoprirono d’erica;
Ma venne la peste dalla città
E le uccise tutte e due.
[III
Non avranno le loro scarpe rosse
e nemmeno quelle gialle
ma avranno le loro scarpe verdi (14)
per calcare i sentieri di achillea (15)]
IV
Pensavan di riposare al cimitero (9) di Methuen
Tra i loro nobili parenti;
Ma ora giacciono sulle rive dello Stronach
In preda ai raggi del sole.

NOTE
14) Il termine “So green as the leaves” sta a significare l’innocenza della creatura, un modo di dire risalente all’epoca elisabettiana; anche nell’Amleto Polonio dice di Ofelia “She is a green girl“. Se oggi essere al verde significa non avere soldi un tempo era sinonimo di ignoranza sulle cose del mondo! (vedi)
IL VERDE E I SUOI SIGNIFICATI (vedi)
15) scritto anche come “to walk the street of Yarrow” Yarrow è il termine inglese per indicare comunemente l’achillea una pianta erbacea perenne (vedi). Le foglie sono caratteristiche e frastagliate e i fiori piccoli composti da tanti fiorellini bianchi o rosa (come dei gigli in miniatura) a cinque petali raggruppati nel centro e coronati da cinque petali a tre lobi. E’ anche il nome di un fiume del Lancashire e potrebbe essere inteso come il nome di un villaggio, ma in questo contesto è un modo poetico per indicare dei sentieri erbosi. Sicchè i versi stanno a dire: le due fanciulle non indosseranno scarpine elaborate e costose, ma delle più comuni scarpe verdi per camminare per i sentieri solitari tra prati e boschetti, lungo le rive del fiume

TERZA VERSIONE DI ALLAN RAMSAY 1720

Una versione, con intento umoristico, pubblicata nello “Scots Musical Museum” Vol II è attribuita a Allan Ramsay il quale ha mantenuto la prima strofa del frammento già in Charles Kirkpatrick Sharpe e poi ci ha ricamato su..
La leggenda locale racconta in effetti di un innamorato che qui si “tormenta” perchè, inizialmente orientato verso la bionda Betsy, resta folgorato dalla bellezza della bruna Mary; così prosegue le strofe nel decantare e soppesare le peculiarità di entrambe, sempre più indeciso. Alla fine mentre sembra rassegnato ad accontentarsi di una sola, la peste gli leva il problema uccidendole entrambe! Chissà cosa avrebbe scritto Robert Burns se si fosse soffermato (nel suo tour per la Scozia) anche lui nei pressi della presunta sepoltura delle due belle!

La melodia è stata pubblicata da John Playford nella prima edizione de “The English Dancing Master” (1651) con il titolo “A Health to Betty” e in “Original Scotch Tunes” (1700) con il titolo “Bess Bell

ASCOLTA Cherish the Lady ,2005


I
Oh Betsy Belle and Mary Gray, they were two bonnie lasses
They biggit a bower on yon Burnside and theeked it o’er with rashes
Fair Betsy Belle I loved so well and thought I ne’er could alter
But Mary Gray’s two cheeky eyes caused all my fancy falter
Chorus
Oh Betsy Belle and Mary Gray, they were two bonnie lasses
They biggit a bower on yon Burnside and theeked it o’er with rashes
II
Betsy’s hair’s like flaxen gold, she smiles like a May morning
When Phoebus starts from Thoetus(16) lap the hills with rays adorning
White is her neck, soft is her hand, her waist and feet flow gently
With every grace she can command, her lips I vow are dainty
III
Mary’s locks are like the crow, her eyes like diamond’s glances
She’s aye so clean red up and raw, she kills whene’er she dances
Blithe as a kid with wit and will, she’s blooming, tight and tall is
And guides her airs so graceful still, oh Jove, she’s like thy palace
IV
Young Betsy Belle and Mary Gray, ye unco saer oppress us
Our fancies fee between ye two, ye are such bonnie lassies
Woe’s me for both I cannot get, to one by law we’re stinted
Then I’ll draw straws and take my fate and be with one contented
V
Oh Betsy Belle and Mary Gray, they were two bonnie lassies
They biggit a bower on yon Burnside and theeked it o’er with rashes
But Betsy Belle nor Mary Gray could quell my fancy ever
The plague came from the burrows town, it slew them both together
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
I
Betsy Belle e Mary Gray erano due belle ragazze,
si fecero una capanna sul colle e la coprirono di frasche.
Era la bella Betsy Belle che io amavo tanto, pensando di non cambiare mai, ma i due occhi impertinenti di Mary Gray fecero vacillare la mia inclinazione.
CORO
Oh Betsy Belle e Mary Gray erano due belle ragazze,
si fecero una capanna sul colle e la coprirono di frasche.
II
I capelli di Betsy sono come grano dorato, lei sorride come una mattina di primavera, quando Febo parte dal grembo di Teti e adorna le colline con i raggi; bianco è il collo, morbida la mano, vita e piedi si muovono con delicatezza e con tutta la grazia che è in suo potere, le sue labbra, lo giuro, sono squisite
III
Le trecce di Mary sono (nere) come corvo e gli occhi brillano come diamanti, è così semplice ordinata e naturale, ella uccide ogni volta che danza, allegra come un bambino, di spirito e volenterosa, sta sbocciando dritta e alta e modula i canti anche in modo così grazioso, oh Giove, è (maestosa) come il tuo palazzo
IV
Giovani Betsy Belle e Mary Gray voi così sorprendenti, ci soggiogate,
i nostri desideri si spartiscono tra voi due, voi siete cosi belle fanciulle,
mal per me che non posso avervi entrambe secondo la legge del passato,
allora tirerò dritto per il mio destino e di stare con una (di voi) mi accontenterò!
V
Betsy Belle e Mary Gray erano due belle ragazze,
si fecero una capanna sul colle e la coprirono di frasche.
Ma né Betsy Belle e nemmeno Mary Gray potranno più soddisfare il mio desiderio venne la peste dalla città e le uccise tutte e due.

NOTE
16) Febo ossia Apollo incarnazione del Sole sorge da Teti, dea del Mare figlia di Nereo nota per essere la madre di Achille. Come dio solare percorreva il cielo con il suo cocchio d’oro trainato da quattro cavalli.

FONTI
http://www.traditionalmusic.co.uk/song-midis/Bessy_Bell_and_Mary_Gray_2.htm
https://archive.org/details/folksongsofsouth00coxj
http://mainlynorfolk.info/martin.carthy/
songs/betsybellandmarygray.html

http://www.contemplator.com/scotland/bessie.html
http://www.mudcat.org/thread.cfm?ThreadID=30105
http://mysongbook.de/msb/songs/b/twalasse.html
http://www.celticlyricscorner.net/cherish/betsy.htm
http://mamalisa.com/?t=hes&p=1813&c=116
http://www.burnsscotland.com/items/v/volume-ii,-song-128,-page-134-bessy-bell,-and-mary-gray.aspx
http://bestparksandrecreationblog.com/2012/07/24/the-legend-of-betsy-bell-and-mary-gray-part-1-of-3/
http://bestparksandrecreationblog.com/2012/07/26/the-legend-of-betsy-bell-and-mary-gray-part-ii/
http://digital.nls.uk/special-collections-of-printed-music/pageturner.cfm?id=87812398&mode=transcription
http://www.bluegrassmessengers.com/recordings–info-201-bessy-bell-and-mary-gray.aspx
http://www.bluegrassmessengers.com/22-bessie-bell-and-mary-gray.aspx

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