BELTANE LOVE CHASE: THE TWO MAGICIANS

63_rackham_siegfried_grimhildeLa Caccia d’Amore è un tema tipico dei canti popolari, secondo modi propri della canzone d’amore cortese o di “genere” ovvero i contrasti tra due innamorati, in questi lui cerca di conquistare e lei respinge o dileggia e spesso il contesto è comico o anche scurrile.
Così la ballata “The Twa Magicians” è una Caccia d’Amore in cui la naturale ritrosia della virginale fanciulla ringalluzzisce l’uomo, perchè il di lei diniego è in realtà un invito alla conquista.

IL FABBRO

L’uomo cacciatore qui è però una figura “soprannaturale”, il fabbro considerato nei tempi antichi una creatura dotata di poteri magici, i primi fabbri furono infatti i nani (gli elfi neri o oscuri) capaci di creare armi e gioielli incantati. L’arte della forgia era una conoscenza antica che si tramandava tra iniziati.
La prima tappa nella lunga storia dell’alchimia risale quindi ai primi tempi dell’età del ferro, nel corso della quale l’uomo riesce ad estrarre, con l’aiuto del fuoco, i metalli dai minerali grazie a metodi di fusione perfettamente padroneggiati. Il minatore prima ed il fabbro poi aiutano in qualche modo la Terra Madre a partorire delle creature metalliche che essa cela nel suo seno. La comunione con il fuoco, l’estrazione dei minerali dalla galleria della miniera, considerata come un utero, hanno creato un universo magico-religioso che ha reso il fabbro, antenato dell’alchimista, il gran sacerdote di una religione arcaica nella quale le forze della natura erano le principali divinità. Alcuni residui di queste convinzioni ancora sopravvivono oggi in certe pratiche sciamaniche. Un parallelo simbolico, inoltre, può essere stabilito tra il fuoco ed il ferro, poiché, se colpito violentemente, questo metallo sprigiona dei fasci di scintille. Mircea Eliade, fra l’altro, fa notare come: “il simbolismo della ‘pietra del fulmine’, che assimilava al fulmine i proiettili, armi da lancio litiche, abbia avuto grande sviluppo nelle mitologie metallurgiche. Le armi che gli dèi fabbri o i fabbri divini forgiano per gli dèi celesti sono il fulmine e la saetta […]. È evidente il rapporto che lega tra loro le immagini: fulmine, ‘pietra di fulmine’ (ricordo mitologico dell’età della pietra), arma magica che colpisce a grande distanza e che, talvolta, ritorna come un boomerang nella mano del suo padrone, come il martello di Thor'”. L’arma, strumento di morte, non fa che accrescere il carattere sacro del metallo, che l’alchimista ritiene dotato di vita propria.  (tratto da “La via dell’alchimia cristiana” qui)
Così nel Medioevo la figura del fabbro assunse delle connotazioni negative basti pensare alle tante “fucine del diavolo” o “del pagano” che davano il nome a località un tempo sede di forgia.

Vulcano, Andrea Mantegna

In forza del suo mestiere il fabbro è uomo possente con muscoli ben sviluppati, eppure proprio a causa della sua conoscenza e del suo potere il fabbro è spesso zoppo o orbo: se comune mortale la sua menomazione è un segno che egli ha visto (si è impadronito) di un qualche segreto divino, ossia ha visto un aspetto nascosto della divinità dal quale viene punito per sempre; è la conoscenza del segreto del fuoco e dei metalli, che si tramutano da solido a liquido e si mescolano in leghe. In molte mitologie sono gli stessi dei ad essere fabbri (Varuna, Odino) sono dei maghi e anche loro hanno pagato un prezzo per la loro magia.
La zoppia inoltre nasconde un’ulteriore metafora: quello della prova che è alla base della ricerca, sia essa una conquista spirituale oppure un’atto risanatore o di vendetta (un tema fondamentale nel ciclo del Graal).

Ma i maghi della ballata sono due dunque anche la fanciulla è una mutaforma o forse una sciamana.

MUTAFORMA

Cerridwen_EmpowermentIl tema della trasformazione è l’ispirazione delle Metamorfosi di Ovidio: un susseguirsi di divinità dell’Olimpo che per la propria lussuria si trasformano in animali (ma anche in pioggia dorata) e seducono belle mortali o ninfe dei boschi (le quali a loro volta si trasformano nel loro antagonista).
Del resto l’inseguimento attraverso la mutazione delle forme ricorda quello tra Cerridwen e il suo apprendista nella storia gallese della nascita del bardo Taliesin. A fuggire è qui un ragazzo, avendo bevuto la pozione magica dell’Ispirazione dal calderone che stava sorvegliando, si sottrae all’ira della dea trasformandosi in vari animali (lepre, pesce, uccello). Alla fine diventa chicco di grano per nascondersi come il classico ago nel pagliaio, ma la dea mutata in gallina se lo mangia. Da questo insolito accoppiamento nasce   Taliesin (534-599) alias Merlino..

Sono stato una goccia di pioggia nei cieli,
sono stato la più lontana delle stelle.
Sono stato cibo al festino,
sono stato corda di un’arpa.
Sono stato una lancia aguzza
scudo nella battaglia
spada nella stretta delle mani.
Nell’acqua e nella schiuma
Sono stato temprato nel fuoco.


Ovvero, per divenire Saggezza, per Comprendere, si devono sperimentare gli elementi…

Questo poema di Taliesin potrebbe condensare il mistero del viaggio iniziatico, in cui la Saggezza viene conquistata con la conoscenza degli elementi, che è esperienza profonda, immedesimazione, attraverso la penetrazione della loro propria essenza, divenendo il viandante stesso essenza degli elementi.
Se rapportiamo tutto questo al ciclo di guarigione di Avalon, il senso delle trasformazioni potrebbe risiedere nel fatto che Gwion arriva, mutando se stesso, a comprendere – nel senso mentale di capire, ma anche nel senso più fisico dell’avere dentro di sé – il Tutto: l’intero ciclo, l’intera ruota, Ceridwen, Blodeuwedd e Rhiannon, racchiudendo dentro di sé anche la circonferenza, Arianrhod, e giungendo contemporaneamente al Centro, Branwen.
Cambiare forma significa sperimentare tutto, sperimentare se stessi in ogni cosa in continuo cambiamento e sperimentare l’incontro tra il sé e l’altro, preda e predatore, non separati ma inscindibilmente legati, come in una danza. (tratto da qui)

VOLO SCIAMANICO

La caratteristica principale dello sciamano è quella di “viaggiare” in condizioni di estasi nel mondo degli spiriti e di utilizzarne i poteri per il singolo o per l’intera comunità. Le tecniche per far questo sono essenzialmente il sonno estatico (trance mistica) e la trasformazione del proprio spirito in animale. Mutare forma come pratica magica comporta una trasformazione di una parte dell’anima nello spirito di un animale per lasciare il corpo e viaggiare sia nel mondo sensibile che in quello sovrasensibile. Un’altra tecnica consiste nel lasciare il proprio corpo e prendere possesso del corpo di un animale vivente (o per viaggiare nell’oltretomba prendendo possesso dello spirito di un animale).

In questo modo lo sciamano “cavalca”, cioè prende come mezzo per spostarsi, i corpi degli animali che sono anche suoi spiriti-guida. In alcuni rituali si utilizzano piante psicoattive oppure il   battito del tamburo, oppure si indossano le pelli o la maschera dell’animale che si desidera “cavalcare”. Tale pratica non è indenne da rischi: può accadere che lo sciamano non possa più ritornare al suo corpo perché si dimentica di sé, del suo essere umano, oppure viaggia troppo lontano dal corpo e cade in coma o il corpo fisico muore perché troppo debilitato dalla separazione.
Lo spirito può essere catturato nell’aldilà o l’animale   può essere ferito o ucciso sul piano terreno e quindi, come l’anima dello sciamano è catturata o ferita o uccisa, così il suo corpo ne riporta le conseguenze.

THE TWA MAGICIANS

La ballata è originaria del Nord della Scozia e la prima fonte scritta si trova in “Ancient Ballads and Song of the North of Scotland” di Peter Buchan – 1828, successivamente anche in Child #44 (The English and Scottish Popular Ballads di Francis James Child). Si ritiene che provenga dalla tradizione norrena. Le versioni giunte fino a noi sono numerose, come accade in genere per le ballate popolari diffuse nella tradizione orale, e anche con finali diversi tra loro. Nella sua forma “base” si tratta della storia di un fabbro che intende conquistare una vergine; la fanciulla però fugge, trasformandosi in vari animali ed anche oggetti o elementi della Natura; l’uomo la insegue mutando forma egli stesso.
Si trova traccia scritta del tema già nel 1630 in una ballata dal titolo  The two kinde Lovers (The Maydens resolution and will, To be like her true Lover still) – vedi testo in cui però è la donna a inseguire l’uomo.
La ballata inizia con la donna che dice


if thou wilt goe, Love,
let me goe with thee
Because I cannot live,
without thy company

Se tu andrai, Amore
lasciami venite con te
perché non posso vivere
senza la tua compagnia

e prosegue dicendo:
se tu sei il sole io sarò la luna,
se tu sarai l’aurora io sarò la rugiada,
se tu sarai la rosa io sarò il profumo  
..

si tratta quindi di coppie complementari e non opposte, una sorta di resa totale all’amore da parte della donna che dichiara la sua fedeltà all’uomo. Non dimentichiamoci che le antiche ballate erano anche una forma d’insegnamento o se si vuole di educazione dei giovani.
E tuttavia troviamo sepolte nel testo tracce di rituali d’iniziazione, perle di saggezza o insegnamenti druidici, così i due maghi si trasformano in animali associati ai tre regni, Nem (cielo), Talam (Terra) Muir (mare) o se vogliamo mondo di sopra, di mezzo e di sotto e il mistero è quello della rinascita spirituale.
Altre analogie si riscontrano con la ballata “Hares on the Mountain” (vedi)

VERSIONE BUCHAN

In genere la Caccia d’Amore si conclude con l’accoppiamento consensuale.
La versione diffusa oggi di “The two magicians” è basata sulla riscrittura del testo e l’arrangiamento musicale di Albert Lancaster Lloyd   (1908-1982) per l’album “The Bird in the   Bush” (1966 );

ASCOLTA (tutte le strofe tranne XV e XVI)

ASCOLTA  Celtic stone in Celtic Stone, 1983: (gruppo americano folk-rock attivo negli   anni 80 e 90), un’ironica interpretazione vocale da consumati menestrelli, un brioso arrangiamento musicale che accosta felicemente chitarra acustica con l’hammer dulcimer
l’ordine delle strofe è alterato rispetto alla versione”standard” e si inseriscono due strofe aggiuntive (strofe da I a VII, XI, IX, XIV, X, XV, XVI, XVII)

ASCOLTA Damh the Bard in Tales from the Crow Man, 2009. Altro menestrello del mondo magico in una versione più rock (strofe da I a VII, XI, IX, XII, X, XIV, XV, XVI,XVII, XVIII)

ASCOLTA Jean-Luc Lenoir in “Old Celtic & Nordica Ballads” 2013 (voce Joanne McIver) con un arrangiamento brioso e accattivante tratto da un traditional (è un mixer tra le due melodie)

VERSIONE A.L. Lloyd
I
The lady stood at her own front door
As straight as a willow wand
And along come a lusty smith
With his hammer in his hand
CHORUS
Saying “bide lady bide
there’s a nowhere you can hide
the lusty smith will be your love
And he will lay your pride”.
II
“Well may you dress, you lady fair,
All in your robes of red
Before tomorrow at this same time
I’ll have your maidenhead.”
III
“Away away you coal blacksmith
Would you do me this wrong?
To have me maidenhead
That I have kept so long”
IV
I’d rather I was dead and cold
And me body in the grave
Than a lusty, dusty, coal black smith
Me maide head should have”
V
Then the lady she held up her hand
And swore upon the spul
She never would be the blacksmith’s love
For all of a box of gold
VI
And the blacksmith he held up his hand/And he swore upon the mass,
“I’ll have you for my love, my girl,
For the half of that or less.”
VII
Then she became a turtle dove
And flew up in the air
But he became an old cock pigeon
And they flew pair and pair
VIII
And she became a little duck,
A-floating in the pond,
And he became a pink-necked drake
And chased her round and round.
IX
She turned herself into a hare
And ran all upon the plain
But he became a greyhound dog
And fetched her back again
X
And she became a little ewe sheep
and lay upon the common
But he became a shaggy old ram
And swiftly fell upon her.
XI
She changed herself to a swift young mare, As dark as the night was black,
And he became a golden saddle
And clung unto her back.
XII
And she became a little green fly,
A-flew up in the air,
And he became a hairy spider
And fetched her in his lair.
XIII
Then she became a hot griddle
And he became a cake,
And every change that poor girl made
The blacksmith was her mate.
XIV
So she turned into a full-dressed ship
A-sailing on the sea
But he became a captain bold
And aboard of her went he
XV 
So the lady she turned into a cloud
Floating in the air
But he became a lightning flash
And zipped right into her
XVI
So she turned into a mulberry tree
A mulberry tree in the wood
But he came forth as the morning dew
And sprinkled her where she stood.
XVII
So the lady ran in her own bedroom
And changed into a bed,
But he became a green coverlet
And he gained her maidenhead
XVIII
And was she woke, he held her so,
And still he bad her bide,
And the husky smith became her love
And that pulled down her pride.
tradotto da Cattia Salto
I
La dama si sedette alla porta di casa, dritta come una bacchetta di salice
e un gagliardo fabbro (1) viene
con il martello in mano
CORO:
Dicendo “Aspetta, fanciulla, aspetta, perché non c’è posto dove tu possa nasconderti, il fabbro gagliardo sarà il tuo amante, e vincerà il tuo orgoglio!
II
Ti credi al sicuro, bella dama,
con tutti i tuoi abiti in rosso (2)
ma prima che venga domani a questa stessa ora avrò la tua verginità“.
III
Via, via fabbro nero carbone,
perchè mi farai questo torto?
Prendere la verginità
che ho serbato così a lungo!
IV
Preferirei essere morta stecchita
seppellita nella tomba

piuttosto che un fabbro così nero-carbone e grosso, abbia la mia verginità.”
IV
Così la dama alzò la mano
e giurò sulla terra
che non sarebbe mai stata l’amante del fabbro
nemmeno per un sacco d’oro (3).
VI
Ma il fabbro alzò la mano
e giurò sulla lancia
Ti avrò come amante, ragazza mia
per la metà o molto meno“.
VII
Così lei si trasformò in colomba
e volò alto in cielo,
ma lui divenne un vecchio piccione e volavano appaiati,
VIII
Così lei si trasformò in una paperella
che nuotava nello stagno
ma lui divenne un papero dal collo rosa
che le girava in tondo
IX
Così lei si trasformò in lepre (4)
e corse per tutta la piana
e lui si trasformò in un levriero
e la raggiunse di nuovo
X
Così lei si trasformò in pecorella che pascolava per la brughiera,
ma lui divenne un vecchio montone
e presto fu su di lei.
XI
Così lei si trasformò in un’agile cavalla nera come la notte,
ma lui divenne sella dorata
e le montò sulla schiena.
XII
Così lei divenne una piccola verde mosca per svolazzare nell’aria,
ma lui divenne un ragno peloso
e la trascinò nella sua tana.
XIII
Allora lei divenne un testo rovente
e lui una torta
e a ogni giro (5) che la ragazza faceva,
il fabbro le stava attaccato
XIV
Così lei si trasformò in una nave tutta impavesata e salpò per il mare,
ma lui divenne un intrepido capitano e salì a bordo.
XV
Così la dama si trasformò in nuvola che fluttuava nell’aria,
ma lui divenne un fulmine luminoso e zigzagò verso di lei.
XVI
Così lei si trasformò in un albero di gelso, un gelso nella foresta,
ma lui divenne rugiada di mattino
e si sparpagliò su di lei.
XVII
Così lei corse nella propria stanza
e si trasformò nel letto,
ma lui diventò una coperta verde e  prese la sua verginità
XVIII
e quando lei si svegliò la prese ancora, finchè lei capitolò,
così il fabbro divenne il suo amante, e ciò fece capitolare l’orgoglio di lei.
NOTE

1) da sempre nelle canzoni popolari il maniscalco è considerato sinonimo di virilità, amante molto dotato e dalla forza portentosa. Qui egli è anche mago armato di martello mentre la fanciulla sua antagonista (o complementare) impugna una bacchetta di salice.
Viene da pensare a una sorta di duello o sfida tra due praticanti maghi
2) come sempre nelle antiche ballate alcune parole sono dei codici che fanno risuonare dei campanelli d’allarme in chi ascolta: il rosso è il colore delle fate ossia delle creature dotate di poteri magici. Rosso era anche il colore della sposa nell’antichità ed è un colore propizio per la fertilità
3) anche scritto come “pot of gold” e subito vengono in mente le pentole piene d’oro del leprecauno
4) la coppia lepre-segugio è la prima delle trasformazioni nel mito gallese della nascita di Taliesin. Gwion è l’inseguito che si muta in un animale lunare, prende in sè il principio femminile simbolo di abbondanza-fertilità, ma anche creatività-intuizione, diventa puro istinto, frenesia.
E’ il cane non solo predatore, ma anche guardiano e psicopompo  ‘Il cane riveste presso moltissime popolazioni la funzione di guardiano dei luoghi sacri, guida dell’uomo nella notte della morte, difensore del regno dei morti, sorvegliante in tutti i casi del regno spirituale.
In particolare presso i Celti era associato al mondo dei Guerrieri. Il cane, infatti, era presente nelle iniziazioni dei Guerrieri. La caccia, come la guerra, era un atto sacro che si poteva compiere solo dopo un’iniziazione e una preparazione rituale di protezione divina’.
(Riccardo Taraglio in  Il Vischio e la Quercia) continua
5) ferri da cialda: il testo è un speciale attrezzo per cucinare il pane o le cialde di Beltane detto anche ferro o meglio al plurale ferri con cui venivano schiacciati e cotti dei piccoli pezzi di pasta all’interno di piatti metallici arroventati sul fuoco. Le due piastre che potevano essere lisce o variamente decorate a nido d’ape o a intagli floreali, scritte o disegni geometrici, erano incernierate da una parte e dotate li un lungo manico: poste sul fuoco man mano che si arroventavano da un lato venivano rigirate per la cottura dall’altro lato. Nel Medioevo erano diventati dei capolavori di forgiatura realizzati da mastri ferrai o raffinati argentieri, ed erano un tradizionale dono di fidanzamento.

Ferro da cialde, Umbria, sec. XVI

VERSIONE SHARP

Il brano è riportato da Cecil Sharp in One Hundred English Folksongs  (1916) nelle note dice di averlo ascoltato  dal signor Sparks (di mestiere fabbro), Minehead, Somerset, nel 1904.

ASCOLTA Steeleye Span nell’album “Now we are six”, 1974

VERSIONE STEELEYE SPAN
I
She looked out of the window
as white as any milk
And he looked in at  the window
as black as any silk
CHORUS
Hello, hello, hello, hello,
you coal blacksmith

You have done me no harm
You never shall  have my maidenhead
That I have kept so long
I’d rather die a maid
Ah, but then she said
and be buried all in my grave

Than to have such a nasty,
husky, dusky, fusky, musky

Coal blacksmith,
a maiden, I will die

II
She became a duck,
a duck all on the stream
And he became a water dog
and fetched her back again.
She became a star,
a star all in the night
And he became a thundercloud
And muffled her out of sight.
III
She became a rose,
a rose all in the wood
And he became a bumble bee
And kissed her where she stood.
She became a nun,
a nun all dressed in white
And he became a canting priest
And prayed for her by night.
IV
She became a trout,
a trout all in the brook
And he became a feathered fly
And caught her with his hook.
She became a corpse,
a corpse all in the ground
And he became the cold clay
and smothered her all around
tradotto da Cattia Salto
I
Dalla finestra lei guardava fuori ,
pallida come latte
Dalla finestra lui guardava dentro,
scuro come una calza di seta
Coro
Ciao, ciao, ciao
nero fabbro ferraio 

sei innocuo,
e mai avrai la mia verginità
che ho custodito così a lungo,
preferisco  morire da fanciulla
allora lei disse
e essere sepolta nella mia tomba,
piuttosto che avere un fabbro ferraio così brutto, grosso, scuro e puzzolente,
nero come carbone.
Morirò vergine”

II
Lei diventò un anatra,
un anatra nel fiume
e lui si trasformò in un cane (1)
per darle la caccia.
Lei diventò una stella,
una stella nella notte
e lui diventò una nuvola di temporale e la nascose alla vista.
III
Lei  diventò una rosa,
una rosa del bosco
e lui in un bombo (2)
e la baciò sul posto.
Lei diventò una monaca,
una monaca vestita di bianco
e lui diventò un prete  ipocrita, per pregare con lei tutta la notte.
IV
Lei diventò una trota,
una trota nel ruscello
e lui diventò un amo con l’esca
e la prese con il suo uncino.
Lei diventò un cadavere,
steso sul terreno
e lui diventò fredda terra
e l’avvolse tutta (3)

NOTE
1) water dog è una cane di riporto grande nuotatore ossia un cane addestrato per la caccia di palude, insomma una parola troppo lunga da utilizzare per la traduzione in italiano
2) il bombo è imparentato con le api, ma non produce il miele ed è molto più grosso e tozzo dell’ape
3) Qui la storia si potrebbe tradurre come “Quale parte della parola NO non capisci?” ossia il categorico e virginale rifiuto della donna all’atto sessuale ripetutamente tentato da un fabbro brutto, scuro e anche un po’ puteolente   (oggi si direbbe puzzone). Per sfuggire alla bramosia dell’uomo lei si trasforma in anatra, stella, rosa, monaca e trota (e lui nei suoi persecutori, ossia cane da palude, nuvola, bombo, prete, amo da pesca); apparentemente la fanciulla preferisce la morte piuttosto che subire uno stupro: questo è un modo distorto d’interpretare la storia, è la mentalità “maschilista” convinta che la donna sia sempre complice della violenza e quindi da condannare, non una vittima.
A mio avviso invece è  il ritorno alla terra nella fusione del principio femminile con quello maschile; i due, ormai persi nel vortice delle trasformazioni, si fondono in un unico abbraccio di polvere e la loro morte è una morte-rinascita .

continua seconda parte 

(Cattia Salto revisionato aprile 2016)

FONTI
http://web.tiscali.it/artigianidaltritempi/fabbro.htm
http://www.ynis-afallach-tuath.com/public/modules.php?op=modload&name=News&file=article&sid=252
https://mainlynorfolk.info/lloyd/songs/thetwomagicians.html
http://ontanomagico.altervista.org/sciamani.html
http://www.sacred-texts.com/neu/eng/child/ch044.htm
http://www.contemplator.com/child/2magics.html
http://www.ynis-afallach-tuath.com/public/modules.php?op=modload&name=News&file=article&sid=247
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=40723
http://www.yourultimateresource.com/the-two-magicians/

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