Archivi categoria: Ballate popolari

BRENNAN ON THE MOOR

William Brennan, il protagonista della ballata, era un eroico fuorilegge irlandese, novello Robin Hood: egli visse tra la fine del Settecento (1770 circa) e il primo decennio dell’Ottocento e di certo fu un popolare bandito anche se le sue notizie biografiche sono avvolte nella leggenda. Forse nato a Kilworth, nella contea di Cork si diede alla macchia dopo aver visto cacciare la sua famiglia dalle terre che lavorava. In altre versioni si trattava di un soldato disertore, di certo il suo terreno di caccia era la contea di Cork. Neanche in merito alla sua morte ci sono fonti sicure, anche se possiamo essere relativamente certi che fu giustiziato mediante impiccagione. Sulla cattura ed esecuzione continua qui

Attack-By-Highway-Men

Come sempre quando l'argomento è stato trattato da Jürgen Kloss c'è ben poco da aggiungere e perciò rimando alla sua ricerca (in Just Another Tune qui) 
Ecco la conclusione a cui perviene Kloss circa l'esistenza del personaggio: The "Brennan On The Moor" of the ballad looks like a composite character based on more than one real person who then served as a focal point for floating motives and stories known from other "heroic outlaws". The "real" William Brennan - whoever that was - is indeed very elusive.  The only thing we know for sure is that outlaws by the name of Brennan were busy in Southern Ireland at that time: one was executed in 1809 and another one in 1812. (Jürgen Kloss)

LA BALLATA OTTOCENTESCA

Tutte le versioni moderne della ballata risalgono ad un testo variamente pubblicato nei broadsides d’Inghilterra e Irlanda durante la seconda metà dell’Ottocento e quindi una trentina d’anni dopo la morte del fuorilegge. L’autore anonimo secondo la comparazione effettuata da Jürgen Kloss ha fatto una specie di frullato di frasi e attribuzioni di molte altre ballate sui banditi eroici, mescolandovi per buona misura anche alcuni riferimenti ai settecenteschi ribelli irlandesi (ad es The Croppy Boy). Alcune analogie sono riscontrabili anche con la ballata scozzese “Bold Brannan On The Moor” (1820-1840) che è però più il lament di un criminale in attesa di essere mandato a morte. Così Kloss ipotizza che la ballata potrebbe aver avuto origine in Scozia.

La ballata è stata associata con melodie diverse forse quella originaria o più antica è quella riportata da PW Joyce nel suo Old Irish Folk Music ( pp. 186-7 ) sempre stralciando dall’articolo di Jürgen Kloss “This is typical for a song dissipated by broadsides. For example Baring-Gould wrote down three more or less different tunes on one manuscript page (SBG/1/2/822). The version collected by Vaughn Williams had a “tune more usually associated with ‘The Tailor In The Tea Chest'” (Palmer, No. 15, p. 25, 187) while Gardiner’s (GG/1/14/890, at The Full English) was “variant of ‘The Wearing Of The Green’“.  But it seems that most common in England was a tune that “belongs to the ‘Villikins and his Dinah’ type of melody, so beloved by the village singer” (Sharp 1904, p. 70).  Kloss cita infine il riferimento di Grattan Flood (nel suo History Of Irish Music, 1906, Chapter XXIII) a una melodia per cornamuse popolare nel 1770 dal nome ‘Brennan on the Moor’ che per l’appunto era suonata nel cantare la storia del noto “rapparee” di cui però non si riesce a trovare riscontro documentato. La versione che è diventata “standard” è quella dai Clancy Brothers che la diffusero mediante registrazioni ed esibizioni live a partire dal 1961; a loro volta ispirarono Bob Dylan nello scrivere la sua “Rambling, Gamblien Willie” (1962) in cui il protagonista diventa un giocatore dì’azzardo

Clancy Brothers &Tommy MakemPat learned this song from his father’s mother, a tall woman who wore a big, black cloak and hood and was known throughout the neighborhood for her fine singing. Brennan, the bold highwayman, was executed in Clonmel, which is twelve miles from where the Clancys lived […] Paddy has shortened and adapted the song from the way he learned it, but the heart of this tale of a ‘brave and undaunted’ highwayman who was ”betrayed by a false-hearted woman’ remains intact” (TLP 1042).


ASCOLTA 97th Regimental String Band in “97th Regimental String Band, Vol. 3″, 2007

Declan Nerney in The One & Only 2013 con tanto di video-animazione (un godibilissimo corto sullo stile delle comiche del muto)


I
‘Tis of a brave young highwayman(1)
This story I will tell
His name was Willie Brennan
And in Ireland he did dwell
It was on the Kilwood Mountain
He commenced his wild career
And many a wealthy nobleman
Before him shook with fear
CHORUS
It was Brennan on the moor,
Brennan on the moor
Bold, brave and undaunted
Was young Brennan on the moor
II
One day upon the highway
As young Willie he went down
He met the mayor of Cashiell(2)
A mile outside of town
The mayor he knew his features
And he said, “Young man, said he
Your name is Willie Brennan
You must come along with me”
III
Now Brennan’s wife
had gone to town
Provisions for to buy
And when she saw her Willie
She commenced to weep and cry
Said, “Hand to me that tenpenny”
As soon as Willie spoke
She handed him a blunderbuss
From underneath her cloak
IV
Now with this loaded blunderbuss
The truth I will unfold
He made the mayor to tremble
And he robbed him of his gold
One hundred pounds was offered
For his apprehension there
So he, with horse and saddle
To the mountains did repair
V
Now Brennan is an outlaw
All on some mountain hight.
With infantry and cavalry
To take him they did try,
But he laughed at them
and he scorned at them
Until it was said
By a false-hearted woman(3)
He was cruelly betrayed.
VI
They hung Brennan at the crossroads;
In chains he swung and dried.
But still they say that in the night
Some do see him ride.
They see him with his blunderbuss
In the midnight chill;
Along, along the King’s highway
Rides Willy Brennan still.
TRADUZIONE DI MARCO ZAMPETTI
I
La storia di un giovane bandito coraggioso (1) vi voglio raccontare,
il suo nome era William Brennan
e viveva in Irlanda,
sui monti di Kilwood
comincio’ la sua carriera
e piu’ di un ricco nobiluomo
fece tremare di terrore.
CORO
E’ stato Brennan della brughiera,
si Brennan della brughiera
spavaldo, coraggioso e temerario,
e’ il giovane Brennan della brughiera
II
Un giorno che il giovane Willie
se ne andava per la strada
incontro’ il sindaco di Cashiell (2),
un miglio fuori dalla città,,
il sindaco conosceva il suo uomo
e disse: “Giovanotto
il tuo nome e’ Willie Brennan
e devi venire con me”
III
Ora, la moglie di Brennan
era andata in citta
per fare provviste
e quando vide il suo Willie
iniziò a piangere e lamentarsi
lui le disse: “passami il coltello”
e, appena ebbe parlato,
lei le passo una pistola
che aveva sotto il mantello.
IV
Ah, con la sua pistola carica,
diro’ la verita’,
fece tremare il sindaco
e lo derubo’ del suo oro.
Furono offerte cento sterline
di taglia sulla sua testa
e cosi’ prese armi e bagagli
e si rifugio sulle montagne.
V
Brennan divenne un latitante
sulle alte montagne
con fanti e cavalieri
provarono a catturarlo
ma lui li beffo’
e derise
finche’, come raccontano,
da una donna falsa e crudele (3)
fu tradito.
VI
Impiccarono Brennan al crocevia,
e così appeso morì in catene,
Ma, ancora oggi, alcuni
raccontano di averlo visto
la notte armato di pistola,
nell’inverno gelato,
lungo la strada del re,
Williy Brennan imperversa ancora

NOTE
1) Highwaymen irlandesi ma dalle origini nobili che scelsero la strada per combattere la loro personale battaglia contro i ricchi possidenti inglesi o scozzesi venuti in Irlanda ad impossessarsi delle terre di famiglia!! continua
2) Caledonian Mercury 18Marzo 1809: “Thursday, Lord Cahir, with an armed force, apprehended the notorious Brennan, near Templemore, in the county of Tipperary, together with one of his comrads, a pedlar, who always accompanied him; the pedlar fired several shots, none of which took effect – Brennan made no resistance“.
3) nei broadsides ottocenteschi il traditore è un uomo; la versione al femminile è quella preferita dalle versioni nord-americane della ballata

FONTI
http://www.justanothertune.com/html/brennanonthemoor.html http://tunearch.org/wiki/Brennan_on_the_Moor http://www.bobdylanroots.com/brennan.html http://www.antiwarsongs.org/canzone.php?id=38446&lang=it http://thewildpeak.wordpress.com/2011/12/31/128/
http://www.wtv-zone.com/phyrst/audio/nfld/02/brennan.htm

WEILA WAILE OR “THE IRISH CRUEL MOTHER”

Cruel Mother” è il titolo di una murder ballad, una oscura ballata probabilmente proveniente dalla tradizione norrena, che Child raccoglie al numero 20. Si presume sia di origine scozzese, ma è diffusa ampiamente in Inghilterra e Irlanda e anche nelle Americhe in una grande varietà di testi e melodie. (vedi inizio qui)

LA VERSIONE IRLANDESE: WEILA WAILE

380x285-cz5t-500-x-500La ballata “The Cruel Mother” si è conservata e tramandata come Nursery Rhyme ben nota ai bambini irlandesi e di Liverpool e in particolare ai travellers con il titolo di “Weila Waile” o “The River Saile”.

Non è insolito che delle truculente ballate di omicidio finiscano nelle canzoncine per bambini  hanno lo stesso ruolo delle “fiabe paurose” che aiutano il bambino  nella crescita.

La canzoncina è vista come una parodia e la donna che uccide il bambino con un coltello, non è più identificata come la madre bensì è una “old woman” che vive nel bosco. E’ l’uomo nero delle fiabe, la strega di Hansel e Gretel, l’orco che uccide i bambini “cattivi” per mangiarli. Ecco che la giustizia fa il suo corso e la donna viene catturata e fatta penzolare sulla forca.
Nella tradizione orale si tramanda la storia che la donna era disperata a causa della Grande carestia di metà ottocento e che piuttosto di vedere morire di stenti il figlio abbia preferito ucciderlo.

ASCOLTA The Clancy Brothers & Tommy Makem

ASCOLTA Dubliners nella storia illustrata da Francesco Guiotto


There was an old woman who lived in the wood,
Weela weela wallia(1);
There was an old woman who lived in the wood,
Down by the river Sallia(2).
She had a baby six (3) months old,
She had a penknife three foot long (4),
She stuck the knife in the baby’s head (5),
The more she stabbed it, the more it bled.
Three big knocks (6) came a-knocking at the door,
Two policeman and a man (7),
“Are you the woman what killed the child?”
“I am the woman what killed the child.”
(They took her away and they put her in the jail
They put a rope around her neck, -8)
The rope got chucked and she got hung (9)
The moral of this story is,
Don’t stick knives in baby’s heads
(And that was the end of the woman in the woods,
And that was the end of the baby too -10.)
Traduzione di Cattia Salto
C’era una vecchia che viveva nel bosco, weile weile waile(1).
C’era una vecchia che viveva nel bosco,  vicino al fiume Saile(2).
Aveva un bambino di 6 mesi
e aveva un coltello lungo tre piedi
e ficcò il coltello nella testa del bambino
e più lo affondava più si macchiava di sangue.
Con tre grandi colpi vennero a bussare alla porta due poliziotti e un uomo
“Siete voi la donna che uccise il bambino?”
“Sono io la donna che uccise il bambino”
(la portarono via e la gettarono in prigione,
le misero un cappio intorno al collo)
La corda calò e lei restò appesa
La morale della favola è:
non ficcate coltelli intesta ai bambini
(E questa fu la fine della donna del bosco
e anche la fine del bambino)

NOTE
1) “Weile Weile waile” podrebbe derivare dall’inglese antico “wailowai”, “weilewei”, per indicare un’esclamazione di dolore
2) alcuni identificano il Saile con il fiume Poddle che in irlandese è detto Salach “sporco”; altri che sia il “Sawyer”; altri credono che la parola derivi da “sallow” nel significato di “willow”; altri ancora che sia un passaggio da “river-side, la” a “river sigh-la” e quindi “River Saile”
3) oppure three
4) oppure long and sharp
5) oppure heart
6) oppure  three loud knocks
7)  modificato a volte  in “Special Branch man” per indicare la polizia irlandese istituita nel 1922 come Gardaí (i guardiani della pace) in cui lo Special Branch era utilizzato per questioni di sicurezza nazionale
8) versi aggiuntivi
9) oppure They pulled the rope and she got hung
10) finale alternativo cantato dai Dubliners

THE LADY DRESSED IN GREEN

Come ci racconta Al LLoyd “..folklorist saw the game being played in a Lancashire orphanage in 1915. The children called it The Lady Drest in Green. The song describes how the lady kills her baby with a pen-knife, tries to wash off the blood, goes home to lie down, is aroused by three “bobbies” at the door, who extract a confession from her and rush her off to prison, and “That was the end of Mrs. Green”. It is a ring game. Two children in the middle impersonate Mrs. Green and the baby, following the action of the song. The children in the ring dance round, singing the refrains, until the “bobbies” rush in and seize the mother, when the ring breaks up. In his “London Street Games” (1931 ed.), Norman Douglas prints a corrupt version current in East and South-East London during the First World War”.

ASCOLTA John Wesley Harding in “Songs of Misfortune”

There was a lady dressed in green, Fare a lair a lido
There was a lady dressed in green Down by the greenwood sideShe had a baby in her arms
She had a penknife long and sharp
She stuck it in the baby’s heart
She went to the well to wash it off
The more she washed, the more it bled
There came a knocking on the door
There came three bobbies rushing in
They asked her what she did last night
She said I killed my only son

La versione diffusa a Liverpool e interpretata dagli Spinners si intitola “Old Mother Lee”: “The girls of Kirkdale, Liverpool, whose brothers at Major Street school gave this to [Spinner] Tony Davis, had certainly not heard of Professor Child. However, their skipping is unmistakeably based on the [‘Cruel Mother] ballad substituting the grim realities of ‘forty police’, ‘the magistrate’ and capital punishment for the ghostly children and the ‘fires of hell’ of the older form of the story”. (note in ‘The Spinners at the London Palladium’)

ASCOLTA OLD MOTHER LEE

There was an old woman called old Mother Lee
Old Mother Lee, old Mother Lee
There was an old woman called old Mother Lee
Down by the walnut tree(1)She had a baby in her arms
She had a penknife long and sharp
She stabbed te baby through the heart
The next-door neighbours saw the blood
They rang up for the forty police
The forty police came running (skipping) out
They took her to the magistrate
The magistrate said she must die
They hung her to the walnut tree
And that was the end of old Mother Lee

NOTE
1) il noce è un tipico albero sotto cui le streghe si radunano per i loro sabba

ALL ROUND THE LONEY O

Per completezza si riporta anche questa versione “edulcorata” in cui la donna uccide il bambino e poi se stessa spinta dalla disperazione  (e dall’ottundimento della coscienza dovuta alle privazioni della fame e alla debilitazione causata dalle “febbri”)  durante la Grande Carestia.

ASCOLTA Clancy Brothers

There were two sisters going to school All round the Loney O
They spied a woman at a pool Down by the greenwood sidey O

She held a baby on her knee
A cruel penknife they could see
She held the baby to her heart
She cried “My Dear, we both must part”
She held the baby to her breast
She said “my dear we’ll both find rest”
There is a river running deep
It’s there both baby and mother sleep

FONTI
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=6876

LADY OF YORK OR THE ORIGINS OF CRUEL MOTHER?

childsNell’articolo riportato da The Yorkshire Garland Group si ipotizza che la versione originale della ballata “The Cruel Mother” sia proprio il già citato broadside diffuso a Londra con il titolo:”The Duke’s Daughter’s Cruelty: Or the Wonderful Apparition of two Infants whom she Murther’d and Buried in a Forrest, for to hide her Shame“. Nel broadside la dama vive a York (vedi).
There was a Duke’s Daughter lived in York Come bend and bear away the Bows of Yew, So secretly she loved her Father’s Clark, Gentle Hearts be to me true.
Il finale sconsiglia vivamente le ragazze “bene” nell’amoreggiare con la servitù. ‘Young ladies, all of beauty bright, Take warning by her last goodnight’.

ASCOLTA Jim Eldon (1983) come la sentì cantare dalla traveller Eliza Wharton (North Shropshire e Staffordshire) a suo tempo riportata da S Burne nel “Shropshire Folk-Lore“, 1883-86, p540.

ASCOLTA Rayna Gellert The Cruel Mother in Old Light [2012] cantante e violinista  del North Carolina un background nelle old-time string bands nel suo album-debutto (da ascoltare su Spotify)

ASCOLTA Edan Archer 


I
There was a lady, lived in York,
All alone and aloney
She fell in love with her father’s clerk,
Down by the greenwood sidy.
She loved him up, she loved him down,
She loved him till he filled her arms
She leaned her back against an oak,
First it bent and then it broke
She leaned her back against a thorn,
And there she had two fine babies born.
She pulled down her yellow hair,
She bound it around their feet and hands.
She pulled out a wee penknife,
Stabbed those two babes to the heart.
She laid them under a marble stone,
Then she turned as a fair maid home.
II
One day she was sitting in her father’s hall,
She saw two babes come playing at ball.
“Babes, oh babes, if you were mine,
I’d dress you up in scarlet fine.
“Mother, oh, mother, it’s we were yours,
Scarlet fine was Our Own heart’s blood.
You wiped your penknife on your shoe,
The more you wiped, more red it grew.
You laid us under a marble stone,
Now you sit as a fair maid home.”
“Babes, oh, babes, it’s Heaven for you,”
“Mother, oh, mother, it’s Hell for you”.
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
I
C’era una signora che viveva a York
tutta sola e così solitaria
e si innamorò del servitore di suo padre
ed era dentro al bosco più profondo(1)
Lo amava in tutti i modi e lo amò fino a quando lui le riempì il grembo.
Si appoggiò di schiena contro una quercia,
che prima si piegò e poi si ruppe, si appoggiò di schiena ad un biancospino(2)
e lì fece nascere due bei bambini.
Si strappò i biondi capelli
e legò loro mani e piedi.
poi estrasse un pugnale
e pugnalò quei due bambini al cuore
Li seppellì sotto una lastra di marmo
e poi ritornò a casa come una fanciulla.
II
Un giorno che se ne stava nella
casa paterna
vide due bei bambini
giocare alla palla
“O bambini se foste miei
vi vestirei con bella seta scarlatta”
“Oh madre, madre
quando eravamo tuoi
la seta scarlatta era
il sangue del nostro cuore.
Hai pulito il pugnale sulla scarpa
e più lo pulivi più rosso diventava (3).
ci hai seppellito sotto una lastra di marmo
e ora stai come una bella fanciulla”.
“Bambini il cielo è per voi”
“Mamma l’inferno è per te”

NOTE
1) il greenwood è la parte del bosco più impenetrabile dove i Celti credevano si celasse l’ingresso dell’AltroMondo (vedi), ma è anche il luogo “fuori legge” fuori dalla società civile dove accadono incontri fatati e illeciti
2) probabilmente un prugnolo o un biancospino; possiamo dedurre che siamo agli inizi della bella stagione poiché con lo spino del maggio si festeggiava fin dai tempi antichi l’arrivo della Primavera.
E’ interessante questa variazione con l’albero della quercia che si spezza per le fatiche delle doglie
3) il pugnale insanguinato che non si riesce più a pulire è un simbolo nelle antiche ballate provenienti dalla Scandinavia della colpevolezza, le mani  si macchiano del sangue innocente e rivelano l’assassino, così nel Medioevo si toccava il cadavere esposto per mostrare la propria innocenza.

Ecco ancora altre versioni per lo più simili e con piccole differenze testuali contaminate con le versioni già analizzate nella prima e seconda parte.

ASCOLTA Cindy Mangsen. La versione è identica a quella di Joan Baez tranne per il fatto che la fanciulla adesso viene da York e anche la prima parte del refrain è cambiata in All alone and aloney

There was a lady lived in York
It was all alone and aloney
she fell in love wi’ her father’s clerk
Down by the Greenwood sidey

He courted her for a year and a day
‘Til he the young girl did betray
She leaned her back up against the thorn
And there she had two little babes born
She took her pen knife clean and sharp
And pierced those two babes to the heart
She washed the pen knife in the brook
but the more she washed the redder looked

As she was walking her father’s hall
She spied two babes a-playin’ ball
She said, “O babes if thou were’t mine
I’d dress you up in silk so fine”
“Ah, mother dear, when we were thine
You did not treat us then so fine”
“Ah babes, babes if you you can tell
What kind of death I’ll have to die”
“Seven years a fish in the flood
Seven years a bird in the wood
Seven years a tongue in the mourning bell
Seven years in the flames of hell”
“Welcome, welcome, fish in the flood
Welcome, welcome, bird in the wood
Welcome tongue in the mourning bell
God, spare me from the flames in hell”

ASCOLTA The Owl Service in “The view from the hill” 2010 (una versione interessante, dal sound molto vintage)

There was a lady lived in York
all alone and aloney
she was courted by her father’s clerk
Down by the Greenwood sidy

He courted her for seven years long
‘Til she proved be in child by him
She leaned her back against the tree
And there she found great misery

She leaned her back against the thorn
and there she had two pretty babes born
She had a pen-knife long and sharp
And she pressed it through their tender hearts.
She digged a grave both wide and long,
and she burried under a marble of stone
And she was set in her father’s hall
when she saw two babes a-playin’ ball
“O babes oh babes, if you were mine
I’d dress you up in the scarlet fine”
“Ah, mother mother, once we were thine
and You didn’t dress us in scarlet fine ”
“Ah babes, oh babes come tell to me
if you know what’s feature live to me”
“O mother mother you know wrigh well
‘tis we for heaven and you for hell”

ASCOLTA Ian & Sylvia Greenwood Sidie-O

There was a lady lived in yore
Comely and lonely 
Fell in love with her father’s clerk
Down by the Greenwood Sidie – o

She loved him up, she loved him down
Loved him ‘til he filled her arms
She leaned her back against an oak
First it bent and then it broke
She leaned her back against a board
There she had two fine babes born
She took out her reapin’ knife
There she took those sweet babes’ lives
She wiped the blade against her shoe
The more she rubbed the redder it grew
She went back to her father’s hall
Saw two babes a-playin’ at ball
Babes, oh babes, if you were mine
I’d dress you up in scarlet fine
Mother, oh mother, when we were yours
Scarlet was our own heart’s blood
Babes, oh babes, it’s Heaven for you
Mother, oh mother, it’s Hell for you!

THE SUN SHINES FAIR ON CARLISLE WALL

Sir Walter Scott nella sua poesia “The English Ladye and the Knight” scritta nel 1805 narrando di un amore sfortunato, introdusse l’intercalare “The sun shines fair on Carlisle wall” .. “For Love will still be lord of all“. (vedi la versione di Loreena McKennitt qui)
Il ritornello è ripreso in questa versione ottocentesca di The Cruel Mother dove però “Amore” si trasforma misteriosamente ovvero per assonanza in “Leone“!

La poesia è pubblicata in Poems of Places (1876-79) da Henry W. Longfellow (vedi). e riprende quasi pari-pari il testo di “Fine flowers in the valley” (vedi). Propongo per l’ascolto due versioni aventi la stessa melodia la prima dei Silly Wizard più aderente alla poesia dell’anonimo riportata da Longfellow, la seconda di Alasdair Roberts più descrittiva che è una specie di riassunto di “Down by the Greenwood side” (vedi)

ASCOLTA Silly Wizard  in Carlisle wall” 1976, un approccio molto gothic


I
She leaned her head against a thorn,
The sun shines fair on Carlisle wa’(15);
And there she has her young babe born,
And the lyon shall be lord of a’.
“Smile no sae sweet, my bonnie babe,
An ye smile sae sweet ye’ll smile me dead,”
She’s howket a grave by the light o’ the moon,
And there she’s buried her sweet babe in,
II
As she was going to the church,
She saw a sweet babe in the porch,
“O bonnie babe, an ye were mine,
I’d clead you in silk and sabelline,”–
“O mother mine, when I was thine,
To me ye were na half sae kind,
But now I’m in the heavens hie,
And ye have the pains of hell to dree”-
TRADUZIONE  DI CATTIA SALTO
I
Appoggiò la schiena ad uno spino
il sole splende bello sul castello di Carlisle(1)
e lì fece nascere due bei bambini
e il Leone è padrone di tutto
“Non sorridere così dolcemente, mio bel piccino,
se sorridi così dolcemente mi farai morire”
Scavò una fossa sotto la luce della luna
e ci seppellì il suo piccolino.
II
Mentre andava in chiesa
vide un dolce bambino nell’androne
“O piccolino se tu fossi mio
ti rivestirei di seta preziosa”
“O madre crudele, quando ero tuo
non ti sei comportata con me in modo così gentile
ma ora io sono in Paradiso
e tu devi sopportare le pene dell’Inferno”

NOTE
1) Carlisle castle si trova in Cumbia al confine tra Inghilterra e Scozia

ASCOLTA Alasdair Roberts in “No Earthly Man” 2005

She has leaned her back up against the thorn
The sun shines down on Carlisle Wall
Then she has a bonny babe born
And the lion shall be lord of all

She layed him beneath some marble stone
Thinking to go a maiden home
As she was going to the church,
She saw a sweet babe in the porch,
“Oh bonny babe if you were mine
I’d dress you in that silk so fine”
“Oh mother mine when I was thine
I didn’t see any of your silk so fine”

“Oh bonny babe pray tell to me
The sort of death I shall have to die”
“Seven years of fish, fish in the flood
Seven years of bird in the wood
Seven years of tongue to the warning bell
Seven years in the flames of hell”

“Welcome, welcome fish in the flood
Welcome, welcome bird in the wood
And welcome tongue to the warning bell
But God keep me from the flames of hell”

versione Irlandese: continua 

FONTI
http://www.yorkshirefolksong.net/song.cfm?songID=73
http://71.174.62.16/Demo/LongerHarvest?Text=ChildRef_20 http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=17087 http://mainlynorfolk.info/lloyd/songs/thecruelmother.html http://www.educationscotland.gov.uk/ scotlandssongs/secondary/greenwoodside.asp
http://aperturaastrappo.blogspot.it/2014/05/ murder-ballads-greenwood-side-cruel.html http://www.darachweb.net/SongLyrics/CruelMother.html
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=64053 http://www.bluegrassmessengers.com/fair-flowers-of-helio–walsh-nl-1930-greenleaf-a.aspx
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=6876 http://www.slate.com/articles/arts/poem/2010/03/ sex_violence_and_the_supernatural.html
http://www.yorkshirefolksong.net/song_database/ Supernatural/The_Lady_of_York.89.aspx
http://www.letras.com.br/john-wesley-harding/the-lady-dressed-in-green/print

CRUEL MOTHER parte seconda

Cruel Mother” è il titolo di una murder ballad, una oscura ballata probabilmente proveniente dalla tradizione norrena, che il professor Child raccoglie al numero 20. Si presume sia di origine scozzese, ma è diffusa ampiamente in Inghilterra e Irlanda e anche nelle Americhe in una grande varietà di testi e melodie. continua prima parte

Altra variante della versione ci viene da A.L. Lloyd (1964) che commenta: “The ballad seems to be old, for it is full of primitive folklore notions such as the knife from which blood can never be washed (the instance of Lady Macbeth comes to mind). Also primitive is the idea that the dead who have not undergone the ceremony that initiates them fully into the world of the living (in this case, christening) can never be properly received and incorporated into the world of the dead, but must return to plague the living. Some scholars think The Cruel Mother may have been brought to England by invading Norsemen, since practically the same story occurs in Danish balladry (…). Verse by verse, the Danish sets of the ballad so closely resemble the English that it seems unlikely that the importation took place so long ago. More probably, it is a case of an ancient folk tale being turned into a lyrical ballad, perhaps within the last four hundred years, and spreading in various parts of Europe, possibly with the help of printed versions all deriving from a single original (whether that original was English or Danish or in some other language, our present researchers do not tell us).

Così il finale che rimaneva sospeso in ‘Fine Flowers In The Valley’ con l’apparizione dello spirito- fantasma del bambino e quasi tronco, qui si conclude con una serie di maledizioni o punizioni rivolte alla madre, mutuate dalla ballata “The Maid and the Palmer” che Child colleziona al numero 21 (“The Well Below the Walley“). (vedi)
Si introduce anche il dettaglio del pugnale insanguinato che non si riesce più a pulire, simbolo della macchia indelebile che resterà impressa sulla coscienza della donna, un indice puntato che l’accusa!

ASCOLTA M.J. Harris & Martyn Bates in “Passages (Murder ballads)” 1998, la versione testuale è quella di A.L. Lloyd, e la melodia è un sussurro inquietante. La ridondanza delle ripetizioni appesantiscono la storia e fanno apparire il testo, a mio avviso, meno “bello” della precedente versione, una sorta di mixer tra la versione B (“Scots Musical Museum” vol IV, 1792) e la C (“Minstrelsy, Ancient and Modern” William Motherwell 1797)


I
She leaned herself against a thorn 
All alone and so lonely,

And there she had two pretty babies born,
– And it’s down by the greenwood side-o.
And she took off her ribbon belt,
And there she bound them hand and leg.
“Smile not so sweet, by bonny babes,
If you smile so sweet, you’ll smile me dead.”
She had a pen-knife long and sharp,
And she pressed it through their tender hearts.
She digged a grave beyond the sun,
And there she’s buried the sweet babes in.
She stuck her pen-knife on the green,
And the more she rubbed, more blood was seen.
She threw the pen-knife far away,
And the further the threw the nearer it came.
II
As she was going by the church,
She seen two pretty babies in the porch.
As she came to her father’s hall,
She seen two pretty babes playing at ball.
“Oh babes, oh babes, if you were mine,
I’d dress you up in the scarlet fine.”
“Oh mother, oh mother, we once were thine,
You didn’t dress us in scarlet fine.
You took a pen-knife long and sharp,
And pressed it through our tender heart.”
“You dug a grave beyond the sun,
And buried us under a marble stone.”
“Oh babes, oh babes, what have I to do,
For the cruel thing that I did to you?”
“Seven long years a bird in the wood,
And seven long years a fish in the flood.”
“Seven long years a warning bell,
And seven long years in the deeps of hell.”
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
I
Si appoggiò un biancospino(1)
tutta sola e così solitaria
e lì fece nascere due bei
bambini
ed era dentro al bosco più
profondo(1)
E si levò la sua cintura di seta
e li legò mani e piedi.
“Non sorridete così dolcemente piccolini,
o il vostro dolce sorriso mi farà morire”
Lei aveva un pugnale lungo e appuntito
e lo premette nei loro teneri cuori.
Scavò una fossa sotto il sole
e ci seppellì dentro i piccoli bambini.
Pulì il pugnale nell’erba
e più lo puliva più sangue si vedeva (3).
Gettò il pugnale lontano
e più lontano lo gettava più vicino ritornava.
II
Mentre camminava verso la chiesa
vide due bei bambini nell’androne
Mentre camminava verso il palazzo del padre
vide due bei ragazzi che giocavano alla palla
“O bambini se foste miei
vi vestirei con bella seta scarlatta”
“Cara madre, quando eravamo tuoi
non ci hai vestiti di bella seta scarlatta!
Hai preso un pugnale lungo e appuntito
e lo hai premuto nel nostro tenero cuore.
Hai scavato una fossa sotto il sole
e ci hai seppellito sotto una lastra di marmo”.
“Bambini cosa devo passare
a causa della crudeltà che vi ho fatto?”
“Sette lunghi anni(4) come uccello nel bosco
e sette lunghi anni come pesce nel fiume
sette anni come batacchio della campana(5)
e sette lunghi anni nelle oscurità dell’inferno.”

NOTE
1) probabilmente un prugnolo o un biancospino; possiamo dedurre che siamo agli inizi della bella stagione poiché con lo spino del maggio si festeggiava fin dai tempi antichi l’arrivo della Primavera.
2) il greenwood è la parte del bosco più impenetrabile dove i Celti credevano si celasse l’ingresso dell’AltroMondo (vedi), ma è anche il luogo “fuori legge” fuori dalla società civile dove accadono incontri fatati e illeciti, vengono abbandonati i bambini piccoli o uccisi
3) il pugnale insanguinato che non si riesce più a pulire è un simbolo nelle antiche ballate provenienti dalla Scandinavia della colpevolezza, le mani  si macchiano del sangue innocente e rivelano l’assassino, così nel Medioevo si toccava il cadavere esposto per mostrare la propria innocenza.
4) sette anni è un periodo simbolico per indicare una punizione, un numero utilizzato spesso nelle ballate per indicare un lungo periodo di apprendistato. Il concetto di punizione e penitenza è proprio della religione cattolica che ha istituito il sacramento della confessione.
5) in ogni villaggio c’era una volta una campana preposta per essere suonata vigorosamente in caso di allerta (un attacco nemico, un incendio) o per chiamare la gente a raccolta

DOWN BY THE GREENWOOD SIDE

motherForse la versione più conosciuta della ballata. Alla storia si aggiunge una specie di introduzione per contestualizzarla: la fanciulla (a volte figlia di re o comunque di nobili origini) che vive nel nebbioso Nord è stata sedotta da un cortigiano o un servitore del padre (un false-lover che voleva solo divertirsi sessualmente con lei senza serie intenzioni matrimoniali).

ASCOLTA Joan Baez, 1967.
La melodia riprende quella registrata da Shirley Collins (1960) che scrive nelle note di copertina dell’album: ” This cautionary ballad has everything, including one of the greatest of tunes. Ewan MacColl taught it to me when I was twenty. A flat, documentary opening, reporting a private act by conscience-torn young girl. Then the confrontation of the young mother by the ghosts of her murdered twin babies, and her damnation. The refrain has the quality of an incantation, raising one wretched human being to an archetype of remorse.”


I
There was a fair maid lived in the north
O the rose and the lindsey
O
She fell in love with her father’s serf
Down by the Greenwood sidey O
He courted her for a year and a day
Till he, the young girl, did betray
She leaned her back up against the thorn
And there she had two little babes born
She took her pen knife clean and sharp
And pierced those two babes to the heart
II
As she was walking her father’s hall
She spied two boys a-playin’ ball
She said, “O babes if thou were’t mine
I’d dress you up in silk so fine”
“Ah, mother dear, when we were thine
You did not treat us then so fine”
She said, “Ah babes ‘tis you can tell
What kind of death I’ll have to die”
“Seven years a fish in the flood
Seven years a bird in the wood
Seven years a tongue in the mourning bell
Seven years in the flames of hell”
“Welcome, welcome, fish in the flood
Welcome, welcome, bird in the wood
Welcome tongue in the mourning bell
God, save me from the flames in hell”
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
I
C’era un bella fanciulla che viveva nel Nord (1)
evviva la rosa e il giglio (2)
che si innamorò di un servo di suo padre
laggiù nel bosco più verde(3)
Lui la corteggiò per un anno e un giorno(4)
finchè lui tradì la giovane ragazza(5)
Si appoggiò a un biancospino (6)
e lì fece nascere due bambini
e prese il suo stiletto ben affilato
e trafisse quei due bimbi al cuore.
II
Mentre camminava verso il palazzo del padre
vide due ragazzi che giocavano alla palla
“O bambini se foste miei
vi vestirei con bella seta”
“Cara madre, quando eravamo tuoi
non ci hai trattato così bene!”
“Bambini allora ditemi
di che morte devo morire”
“Sette anni(7) come pesce nel fiume
sette anni come uccello nel bosco
sette anni come batacchio nella campana del mattino (8),
sette anni nelle fiamme dell’inferno.”
“Benvenuto pesce nel fiume
benvenuto uccello nel bosco
benvenuto batacchio nella campana del mattino,
ma Dio mi salvi dalle fiamme dell’inferno”

NOTE
1) il Nord è più di un luogo geografico è una parola in codice che avvisa gli ascoltatori che sta per essere narrato qualcosa di triste e oscuro
2) Lindsay scritto in vari modi potrebbe stare per “linseed” cioè il seme del lino che in inglese si dice “flax”. O più precisamente una contrazione o storpiatura della parola Linsey-Woolsey (che però in scozzese si dice Wincey) lin è la parola arcaica per lino + lana ossia un tessuto grossolano misto lino indossato dai contadini. Su Mudcat (qui) qualcuno fa notare che il clan scozzese degli Ó Loinn (O’Lynn, Lynn, Lind, Linn, Lynd, Lindsay), ha come emblema la ruta e il tiglio, peccato però che il Crest del Clan sia un cigno che spunta da una corona; tuttavia leggendo nelle pagine del sito ufficiale del “Clan Lindsay Society” si legge che il Tiglio è un albero che simboleggia il clan come pure la Ruta, definita come plant badge del Clan. Ma se chi canta vuole dire al suo pubblico che l’amore libero porta a gravidanze indesiderate (e al rimpianto) avrebbe utilizzato tranquillamente il simbolismo della ruta. E del resto “linden” è il nome del tiglio (senza scomodare nessun emblema di clan) e molti sono propensi a seguire questa traduzione. Malcom Douglas così riporta “Annie G Gilchrist (Journal of the Folk-Song Society VII (22) 1919, 82) conjectured that the ballad might have been ‘brought to Britain by the Northmen’ and continued, ‘the “rose and the lindie” suggests a corruption of a Norse refrain in which the word “rosenlund” occurs – “rosenlund” (literally rose wood) according to Dr Prior (Ancient Danish Ballads, Introduction, p xxxvi) being the exact equivalent of our “greenwood,” and, like it, the scene of many ballad adventures.’ Of course, that pre-supposes that Danish forms of the story are older than British“.
Un ulteriore significato del verso vede il temine lino come metafora per indicare i capelli biondi: “flaxen hair” o lint-white (in scozzese) è una sfumatura di giallo chiaro che tende al dorato, quindi il verso è come se descrivesse la fanciulla dal pallido incarnato e dai capelli biondi. O potrebbe essere una storpiatura per lily: non dimentichiamo che nella ballate celtiche la rosa è un fiore infausto e il giglio è la prefigurazione della morte
3) il greenwood è la parte del bosco più impenetrabile dove i Celti credevano si celasse l’ingresso dell’AltroMondo (vedi), ma è anche il luogo “fuori legge” fuori dalla società civile dove accadono incontri fatati e illeciti
4) un anno e un giorno è la durata dei matrimoni di “prova” presso i Celti e per scioglierli bastava che i due si dividessero andando in direzioni opposte nella notte di Beltane
5) qui si accenna ad un vago tradimento, in altre versioni si parla più esplicitamente della gravidanza in stato avanzato che ha fatto scappare il “corteggiatore”
6) probabilmente un prugnolo o un biancospino; possiamo dedurre che siamo agli inizi della bella stagione poiché con lo spino del maggio si festeggiava fin dai tempi antichi l’arrivo della Primavera.
7) sette anni è un periodo simbolico per indicare una punizione, un numero utilizzato spesso nelle ballate per indicare un lungo periodo di apprendistato. Il concetto di punizione e penitenza è proprio della religione cattolica che ha istituito il sacramento della confessione.
8) in ogni villaggio c’era una campana preposta per essere suonata vigorosamente in caso di allerta (un attacco nemico, un incendio) o per chiamare la gente a raccolta

THE ROSE AND THE LINDSEY O

cruel-motherNegli archivi di Tobar an Dualchais sono registrate almeno 5 versioni della ballata raccolte nell’Aberdeenshire tra cui quella di Lucy Stewart (1952) e come questa versione ripresa dal trio scozzese di musica tradizionale “The Gaugers” in auge negli anni settanta ad Aberdeen. Stesso ritornello e testo quasi identico di “Down by the Greenwood side”, ma diversa melodia

ASCOLTA Old Blind Dogs in “Legacy” (1995). Nelle note di copertina si legge “Based on the version found in the Child collection of Ballads”, it may well be a collation of several of the Child versions, but it’s really quite close to, for example, the version that Gordeanna MacCulloch learned from Norman Buchan, which in turn (according to Ailie Munroe, “The Folk Music Revival in Scotland”, 1984) is very much like the version in “Last Leaves of the Traditional Ballads and Ballad Airs” (Alexander Keith, 1925); I do wish that people would be a bit less mysterious in their sleeve-notes: we might then have some sort of idea where they got their material, and how much of it they made up themselves…”


I
There was a woman lived in the north
Hey with the rose and the lindsey(10)
O
She fell in love with her father’s serf
Down by the Greenwood sidey(6) O
She’s coorted him for a year and a day
‘Til it’s her great belly did her betray
She’s leaned her back against a tree
Thinkin’ that she micht lichter be
she’s leaned her back against a thorn
bonnie’s the boys that she’ born
She’s ta’en oot her wee penknife
And she’s pit an end tae their sweet lives
She’s buried them ‘neath a marble stane
Thinkin’ tae gang a maiden hame
II
She’s lookit ower her faither’s wa’
She spied twa bonnie boys playin’ at the ba’
“Oh bonnie bairns gin ye were mine
I dress ye up in the silk sae fine
“Oh mither dear when we were thine
We nivver saw ocht o’ the silk sae fine”
“Oh bonnie bairns come tell tae me
Fit kind o’ a death I’ll hae tae dee”
“Seven years a bird in the wood
an’ seven years a fish in the flood
Seven years a turn tae the warnin’ bell
Aye but seven years in the caves o’ hell”
“Welcome welcome bird in the wood
Aye and welcome welcome fish in the flood
an’ welcome turn tae the warnin bell
God keep me oot o’ the flames o’ hell
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
I
C’era un donna che viveva nel Nord(1)
evviva la rosa e il giglio(2)
che si innamorò di un servo di suo padre laggiù nel bosco più verde(3)
Lei fu corteggiata da lui per un anno e un giorno(4)
finchè la grande pancia di lei la tradì
Si appoggiò di schiena ad un albero
pensando di alleggerirsi un po’
si appoggiò ad un biancospino(6),
belli erano i bambini che fece nascere,
e tirò fuori il suo stiletto
e trafisse e mise fine alla loro piccole vite.
Li seppellì sotto a una pietra di marmo
pensando di ritornare a casa fanciulla.
II
Mentre guardava oltre alle mura del palazzo del padre, vide due bei ragazzi che giocavano alla palla
“O bei bambini se foste miei
vi vestirei con bella seta”
“Cara madre, quando eravamo tuoi
non ci hai trattato così bene!”
“Bambini allora ditemi
di che morte devo morire”
“Sette anni(7) uccello nel bosco
sette anni come pesce nel fiume
sette anni come batacchio della campana(8),
sette anni nelle fiamme dell’inferno.”
“Benvenuto uccello nel bosco
benvenuto pesce nel fiume
benvenuto batacchio della campana,
ma Dio mi salvi dalle fiamme dell’inferno”


terza parte continua

WHEN THE OGRE OF FAIRY TALES HAD THEIR PARENT

ALTRI TITOLI: Down by the Greenwood Side, (The Greenwood Siding) , The Greenwoodside, Fair Flowers In The Forest, The Rose And The Lindsey O (Hey with the Rose and Lindie), The Lady of York, The Lady Gay, Fine Flowers in the Valley, Fair Flowers of Helio, Edinbrie, Edinbrie, Bonny Saint Johnston stands fair upon Tay, Green Woods of Siboney-O.

Cruel Mother” è il titolo di una murder ballad, una oscura ballata probabilmente proveniente dalla tradizione norrena, che il professor Child raccoglie al numero 20. Si presume sia di origine scozzese, ma è diffusa ampiamente in Inghilterra e Irlanda e anche nelle Americhe in una grande varietà di testi e melodie.

La più antica versione in stampa risale alla fine del 1600 in un broadside diffuso a Londra con il titolo, che è tutto un programma, “The Duke’s Daughter’s Cruelty: Or the Wonderful Apparition of two Infants whom she Murther’d and Buried in a Forrest, for to hide her Shame” (vedi).
Nel broadside la dama vive a York e i due versi ricorrenti sono Come bend and bear away the Bows of Yew Gentle Hearts be to me true. Il finale sconsiglia vivamente le ragazze “bene” nell’amoreggiare con la servitù. ‘Young ladies, all of beauty bright, Take warning by her last goodnight’.

Pur nella grande varietà di titoli, la storia narra di un infanticidio nel bosco: una fanciulla partorisce da sola e poi uccide il figlio (a volte i neonati sono due) e lo seppellisce per ritornare a casa come se niente fosse successo. In un secondo tempo (con i salti temporali tipici delle ballate) la fanciulla, diventata donna, rivede in forma di fantasma (o forse in sogno) il figlio cresciuto il quale le prefigura i tormenti dell’inferno come punizione.

Si stralcia il saggio sull’infanzia scritto da A. Oliverio Ferraris pubblicato parzialmente on line dalla Zanichelli quanto mai illuminante (tratto da qui): “Il periodo più a rischio per un bambino del passato era quello successivo alla nascita, a partire cioè dalle prime ore di vita fin verso i due anni. A mettere a rischio la vita dei piccoli in questa fase concorrevano varie condizioni: l’infanticidio dei neonati non voluti o «in eccesso», l’abbandono, la mancanza d’igiene, i maltrattamenti e, per alcuni aspetti, anche il costume, assai diffuso, del baliatico. Il primo rischio che poteva correre un neonato era di essere soppresso appena nato o abbandonato in strada o all’orfanotrofio: lo correvano soprattutto gli illegittimi – le cui madri potevano essere punite pubblicamente o emarginate dalla comunità –, gli handicappati e i neonati di famiglie molto povere (Garden 1975). ..Nell’Europa premoderna l’infanticidio era talmente diffuso da essere considerato un reato meno grave dell’omicidio e da restare quasi sempre impunito, così come impunito restava l’abbandono. Gli adulti riuscivano e mettere in pratica l’infanticidio e l’abbandono (a vincere cioè gli impulsi contrari che portano a proteggere un neonato e a intenerirsi) sia perché ai bambini non veniva attribuita un’individualità autonoma, sia per le esigenze concrete della collettività o del gruppo familiare.
480px-poucet9Per una donna sola era difficile tenere con sé un figlio illegittimo: non solo era messa al bando la madre, ma anche il figlio avrebbe subìto un trattamento molto severo; a causa della sua origine sarebbe stato emarginato, spesso maltrattato e da adulto si sarebbe collocato tra le frange emarginate della società. I bambini handicappati o con un difetto fisico dal canto loro portavano spesso un duplice marchio: uno iscritto nel loro corpo e uno morale, forse più grave del primo. Essi erano considerati la prova vivente dei peccati sessuali dei loro genitori: questi erano accusati di avere avuto rapporti sessuali durante il ciclo mestruale o di avere concepito il figlio di domenica o durante un’altra festa religiosa. Essendo un’onta per chi li aveva messi al mondo non stupisce che nel XIII come nel XVIII secolo molti di loro venissero esposti o soppressi alla nascita, oppure trascurati e maltrattati.
Se sopravvivevano erano facilmente oggetto di scherno e, per la loro diversità, qualche volta erano accusati di stregoneria. I trovatelli, infine, come fa notare Capul (1990b), erano spesso sfruttati da chi li trovava e li allevava come schiavi o mendicanti e non di rado venivano avviati alla prostituzione. partire dal Cinquecento in varie parti d’Europa trovatelli e orfani vennero rinchiusi in ospedali e asili, e a volte anche in carcere dove vivevano in uno stato di abbandono.”

Per certi versi la condizione dell’infanzia di quel tempo è rimasta immutata presso molti popoli dell’epoca moderna!

LA VERSIONE SCOZZESE: FINE FLOWERS IN THE VALLEY

Testo e Melodia in “Scots Musical Museum” vol IV, 1792, anche Child#20 versione B.

La storia si dipana lentamente accentuando il senso di suspance tra il pubblico, eppure, in poche, essenziali, frasi viene delineata tutta la sua crudezza: una giovane partorisce da sola nel bosco, appoggiandosi ad un albero, probabilmente un prugnolo o un biancospino; possiamo dedurre che siamo agli inizi della bella stagione poiché con lo spino del maggio si festeggiava fin dai tempi antichi l’arrivo della Primavera. E infatti le due linee del ritornello sono una celebrazione della vitalità di una natura che ritorna a rinverdire e a sbocciare “Fine flowers in the valley .. And the green leaves they grow rarely” Eppure la vita che nasce con un vagito e un tenero sorriso viene subito recisa dalla giovane madre e seppellita ai piedi dell’albero.
Forse un tempo la ballata portava traccia di pratiche antiche ampiamente diffuse (anche i civilissimi Romani consideravano diritto del pater familias decidere sulla sorte del neonato): il bambino era stato esposto e lasciato in dono alle fate (l’indizio ci viene dall’albero scelto per la sepoltura il biancospino l’albero delle fate per eccellenza, la porta tra i due mondi – vedi).
Dopo un salto temporale imprecisato la donna vede un bel bambino abbandonato vicino al portale della chiesa e commossa, gli mormora che se fosse suo figlio, lo farebbe vivere negli agi e nelle comodità; ma il bambino le risponde ricordandole di non aver avuto la stessa premura quando ne aveva avuto l’occasione: un finale drammatico nel quale la donna vede l’aspetto che avrebbe avuto il figlio che aveva ucciso nel bosco!

Non sappiamo il perchè, anche se possiamo immaginare che sia stato un gesto disperato, compiuto da una ragazzina spaventata da una gravidanza fuori dal matrimonio, da nascondere e far sparire, come se nulla fosse successo; la ragazza ha voluto negare la presenza di quella vita che cresceva dentro di lei, per cancellarla subito appena venuta alla luce, una vita che sarebbe vissuta emarginata dal resto della società, perchè concepita fuori dal matrimonio. Così in questa versione la parola “sweet” (nel senso di “piccolo, tenero”) ricorre in continuazione a suscitare sentimenti di compassione per queste due giovani vite (quella della madre e del figlio).
In questa versione manca il finale più ricorrente quello in cui il bambino dichiara di essere in Paradiso mentre per la madre sarà riservato il fuoco dell’Inferno, consumata dalle fiamme del tormento.

Anch’io come molti altri ascoltatori del passato e di oggi sono rimasta colpita dalla ballata e di questa versione in particolare, la più scarna di dettagli eppure così vivida..
ASCOLTA The Corrie Folk Trio & Paddie Bell 1965

ASCOLTA Barbara Dickson 1971

 

She sat down below a thorn
Fine flowers in the valley
And there she has her sweet babe borne
And the green leaves they grow rarely(1)
“Smile na sae sweet,
my bonnie babe
And ye smile so sweet,
you’ll smile me dead”(2)
She’s taken out her wee penknife
And twanged the sweet babe o’ its life
She’s dug a grave by the light of the moon(3)
And there she’s buried her sweet babe in
As she was going to the church
She saw a sweet babe in the porch
“O, sweet babe, and thou were mine
I would clothe ye in the silk so fine”
“O, cruel(4) mother,
when I was thine
Ye did na prove to me sae kind”


TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
Si sedette sotto a un biancospino
bei fiori nella valle
e lì fece nascere il suo caro
bambino
e le foglie rinverdiscono
avidamente(1)
“Non sorridere così dolcemente,
mio bel piccino,
se sorridi così dolcemente
mi farai morire”(2)
Lei sguainò il suo stiletto
e recise la vita del dolce bambino
scavò una fossa sotto la luce della luna(3)
e ci seppellì il suo caro
piccolino.
Mentre andava in chiesa
vide un caro bambino nell’androne
“O piccolino se tu fossi mio
ti rivestirei di seta preziosa”
“O madre crudele(4),
quando ero tuo
non ti sei comportata con me in modo così gentile”

NOTE
1) è curiosa la scelta dell’avverbio “rarely” che è più propriamente da intendersi non tanto nel significato di “unusual” quanto in senso lato e più antico di “eagerly”, “avidly.” (vedi)
All’epoca le donne capivano di essere incinta solo quando il ventre iniziava a gonfiarsi, troppo tardi per intervenire con erbe o preparati abortivi.
2) se non ho mal compreso la frase, la madre è intenerita dal dolce sorriso del bambino, così chi narra vuole farci provare compassione per la ragazza
3) l’oscurità della notte accentua l’ottenebramento dell’animo
4) in originale “dear”

continua seconda parte

HEATHER ON THE MOOR BY ROBERT BURNS

National Galleries of Scotland; Supplied by The Public Catalogue FoundationPer proseguire con il filone degli incontri romantici “among the Heather” tra procaci pastorelle e baldi giovanotti oggi è la volta di “The Heather down the Moor”, una canzoncina nota in Scozia anche con il titolo “Doon the Moor” (“Down the Moor”) la canzone è stata attribuita da Robert Burns alla cantante di strada Jean Glover (1758-1800) “who was not only a whore but a thief; and in one or other character has visited most of the Correction Houses in the West. … I took the song down from her singing as she was strolling through the country with a sleight-of-hand blackguard.”

Robert Burns la riporta per la pubblicazione nello ‘The Scots Musical Museum’, IV, (1792), con il titolo “O’er the moor amang the heather“, e tuttavia la canzone è molto più antica e alcuni studiosi la accomunano alla ballata “The Laird o’ Drum” (Child 236); la canzone è diffusa parimenti nell’Irlanda del Nord ed è stata divulgata da Paul Brady. Nelle note riportate in The Songs of Robert Burns (qui) leggiamo in merito alla melodia “Some previous verses with the title must have existed, because the tune O’er the muir amang the heather is in Bremner’s Keels, 1760,77, published, according to C. K. Sharpe, when Glover was only two years old. The tune was well known, for it is repeated in Stewart’s Reels, 1761; Campbell’s Reels, 1778,  and elsewhere.”

ASCOLTA Paul Brady inThe Gathering “1981


I
As I roved out of a bright May morning
Calm and clear was the weather
Well I chanced to roam some miles from home
Among the beautiful blooming Heather
And it’s heather on the moor,
over the heather

Over the moor and among the heather
And I chanced to roam some miles from home
Among the beautiful blooming heather
And it’s heather on the moor
II
As I roved along with my hunting song
And my heart as light as any feather
I met a pretty maid along the way
She was tripping the dew down from the heather
And it’s heather on the moor…
III
Where are you going to my pretty fair maid?
By hill or dale come tell me whether?
Right modestly she answered me
To the feeding of my lamb’s together
And it’s heather on the moor..
IV
Well we both shook hands and down we sat
For it being the finest day in summer
And we sat till the red setting beams of the sun
Came a-sparkling down among the Heather
And it’s heather ..
V
Now she says I must away
For my sheep and lambs have strayed from other
But I am loath to part from you
As those fond lambs are to part their mother
And it’s heather ..
VI
Up she rose and away she goes
And her place and name I know not either
But if I was king I’d make her queen
The lass I met among the Heather
And it’s heather ..
 
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
I
Mentre passeggiavo in un chiaro mattin di maggio, il tempo era sereno e piacevole, percorsi qualche miglio (lontano) da casa
tra la bella erica
fiorita

ed è l’erica della brughiera,
sull’erica

nella brughiera, tra l’erica
percorsi qualche miglio (lontano) da casa
tra la bella erica fiorita,
che è l’erica della brughiera

II
Mentre passeggiavo con la mia canzone di caccia, a cuor leggero come una piuma, incontrai lungo la strada una bella fanciulla che trotterellava nella rugiada tra l’erica
che è l’erica della brughiera..
III
Dove stai andando mia bella fanciulla?
Verso la collina o la valle,
suvvia dimmi dove vai?”
Lei mi rispose con modestia
” A governare il gregge degli agnelli”
che è l’erica della brughiera..
IV
Beh ci siamo stretti la mano e ci siamo seduti a terra,
perchè era il più bel giorno d’estate,
e restammo seduti finchè il rosso tramonto del sole
venne a risplendere
tra l’erica
che è l’erica della brughiera..
V
Poi lei disse “Devo andare via
perchè le pecore e gli agnelli si sono allontanati dal gregge,
ma mi rincresce separarmi da voi
come questi cari agnelli che si separano dalla loro madre
che è l’erica della brughiera..
VI
Su si alzò e andò via
e non sapevo neppure il suo nome nè da dove venisse
ma se fossi il re lei sarebbe la mia regina, la ragazza che incontri tre l’erica che è l’erica della brughiera..

ASCOLTA June Tabor (1980)


I
One morn in May when fields were gay
Serene and pleasant was the weather
I spied a lass and a very bonnie lass
She was sweeping the dew from among the heather
Down the moor
It’s upon the heather round o’er the moor
and through the heather

I spied a lass and a very bonnie lass
She was sweepin’ the dew
from among the heather
Down the moor
II
Barefoot was she, she was comely dressed
And on her head no cap nor feather
She’d a plaid wrapped neatly round her waist(1)
As we tripped through the blooming heather
Down the moor ..
III
I stepped up to this fair maid
“Tell your name, come tell me hither.”
And she answered me “down by the bonnie burn (2) side
I herding all my ewes together”
Down the moor ..
IV
I courted her that lee long day
My heart was as light as any feather
Until the rays of the red setting sun
Came shining down in among the heather
Down the moor
V
She said “Young man, I must away,
My ewes are straying from each other.
But I’m as loath for to part with you
As the bonnie wee lambs to part their mother
Down the moor
VI
Then up she got and away she went
Her name and place I can not gather
But if I was a king, I’d make her my queen
That bonnie wee lass I met among the heather
Down the moor
TRADUZIONE  DI CATTIA SALTO
I
Una mattina di maggio tra i campi ridenti e con il tempo sereno e piacevole, vidi una ragazza, proprio una bella ragazza che stava camminando nella rugiada
tra l’erica giù nella brughiera
tra l’erica per la brughiera
e tra l’edera
vidi una ragazza, proprio una bella ragazza
che stava camminando nella rugiada
tra l’erica, giù nella brughiera
II
Era a piedi nudi, vestita in modo attraente
e sul capo non aveva cappello nè piume, portava il mantello drappeggiato intorno alla vita (1),
mentre andavamo in giro tra l’erica in fiore
giù nella brughiera.
III
Mi sono fermato davanti a questa bella fanciulla “Dimmi il tuo nome, vieni a dirmelo da vicino”
E lei mi ha risposto “Giù per le belle sponde del fiume governo il mio gregge di pecore ”giù nella brughiera..

IV
La corteggiai per tutto il giorno,
il mio cuore era leggero come una piuma, finchè i raggi del sole al tramonto
vennero a splendere tra l’erica
giù nella brughiera
V
Lei disse “Giovanotto, devo andare,
le mie pecore si allontanano le une dalle altre, ma io sono riluttante a separarmi da voi come i bei agnellini nel separarsi dalla loro madre
giù nella brughiera.
VI
Allora si alzò e via andò,
non sapevo il suo nome e il luogo di provenienza
ma se fossi stato un re, l’avrei fatta diventare la mia regina, la bella ragazzina che incontrai tra l’erica,
giù nella brughiera

NOTA
1) scritto anche But the plait hung neatly around her waist
2) burn è il ruscello

FONTI
http://www.burnsscotland.com/items/v/volume-iv,-song-328,-page-338-oer-the-moor-amang-the-heather.aspx
http://www.bluegrassmessengers.com/us–canada-versions-236-the-laird-o-drum.aspx http://mainlynorfolk.info/june.tabor/songs/heatherdownthemoor.html http://www.paulbrady.com/disco-1/lyrics/heather-on-the-moor/ http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=421
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=24926 http://www.chivalry.com/cantaria/lyrics/doon-the-moor.html http://www.acousticguitar.com/How-To/Play-the-Irish-Love-Song-Heather-on-the-Moor http://thesession.org/tunes/2489
http://www.ramshornstudio.com/heather.htm

ANNACHIE GORDON OR ROMEO & JULIET IN SCOTLAND

Lord Saltoun and Auchanachie” è il titolo di una ballata scozzese localizzata nell’Aberdeenshire riportata in due varianti in Child Ballad #239.
Marco Siena nel suo blog sintetizza egregiamente la storia: “il testo parla di Jeannie, ragazza innamorata di Annachie Gordon, giovane avvenente ma povero. Il padre di lei la promette a Lord Saltoun, un ricco possidente. Quando Annachie è lontano, viene combinato il matrimonio, ma Jeannie non ci sta e si toglie la vita. Al ritorno, il furioso e disperato Annachie si fa portare nella camera funeraria, e lì muore di crepacuore.” (tratto da qui)

romeo-giuglietta

In effetti poco altro c’è da aggiungere sulla love story in cui non si menziona l’età dei protagonisti, anche se presumibilmente Jeannie e Annachie (un pescatore, un marinaio? Ma potrebbe anche essere un figlio cadetto privo di sostanze) dovevano essere due bei giovani e Lord Saltoun un uomo più anziano. La vicenda shakespeariana è molto più intricata, come tutti sanno, in comune c’è la giovane età dei protagonisti, l’ostilità della famiglia che briga per un matrimonio combinato (niente di nuovo sotto il sole), e la morte dei due innamorati, per così dire “di crepacuore”.

LA SPOSA DI LAMMERMOOR

Un’altra variante della storia ci viene da Sir Walter Scott (ispirato dalla ballata) nel romanzo storico “La sposa di Lammermoor” ambientato nella Scozia del Settecento (diventato “Lucia di Lammermoor” nell’opera italiana di Donizetti): la trama è simile, anche se la protagonista di nome Janet, costretta a sposarsi con il possidente di turno, pur di non essere violata, accoltella il marito la notte stessa delle nozze (si trattava dopotutto di legittima difesa, dal suo punto di vista …) e muore impazzita dal dolore.

Altri concreti riscontri storici della love story non se ne trovano, nemmeno a livello di leggende locali, anche se i matrimoni combinati tra giovinette in fiore e maturi uomini d’affari, da una parte e gli amanti disperati per la forzata separazione dall’altra, erano di certo all’ordine del giorno!

bride-lammermoor-r-s-lauderThe Bride of Lammermoor, Robert Scott Lauder 1831

Le versioni testuali moderne partono tutte dalla versione semplificata di Nic Jones che scrive: “For Annachie Gordon I adapted the tune found in Christie’s Traditional Ballad Airs and collated verses from Lord Saltoun & Auchanachie (Buchan’s Ballads of the North of Scotland), Young Annochie (Murison MS), and Lord Saltoun & Annachie (Christie’s Traditional Ballad Airs).”
A sua volta Christie scrive: “The above beautiful air was arranged by the Editor and his father from the singing of two aged relatives. Through one of these relatives, and her ‘forebears,’ the Editor can trace the accompanying Ballad almost up to the marriage of George fourteenth Baron Saltoun to Helen, daughter of John Gordon, Esq. of Kinnellar in 1756; but cannot trace the change of ‘Helen’ into ‘Jeanie’ in the Ballad. The first verse given here seems to prove that ‘Gordon of Annachie’ in Buchan is referred to, instead of ‘Gordon of Auchanachie’ in Strathbogie.”-W Christie, Traditional Ballad Airs, Edinburgh: Edmonston & Douglas, 1876. I, 10-11.
Nell’appendice al vol I (p 287), aggiunge:”In the year 1781, Garden of Troup was the owner of the Manor of Annachie, in the Parish of Deer in Buchan, Aberdeenshire. See ‘Collections for a History of the Shires of Aberdeen and Banff,’ p. 398 (Spalding Club Edition). Before writing the note, p. 10, the Editor was led to believe that in 1740 a Gordon was owner of Annachie. This, so far, he has been unable to authenticate.

Su Mudcat si attribuisce la diffusione della melodia a un cantore locale Joe Rae di Beith, Ayrshire (in “Come Gie’s A Sang“, 1995) che l’avrebbe imparata dal nonno il quale aveva ascoltato la ballata in Sud Africa da uno scozzese di nome Gordon Highlander conosciuto durante la guerra anglo-boema e lo stesso Joe scrive “.. I have been singing this for more years than I care to remember. Certainly in public since the 1950s, in view of the number of portable tape recorders in use since that time could Mr Jones have heard a recording of this ballad? I doubt this & as I have never heard him singing this I leave it to the musically gifted among you to compare the traditional tune, as sung by me,to that composed by him.{I use the term traditional as it is now well over a hundred years since my gutcher learned it} Thanks to all who remember me singing this ballad long before Mr Jones composed a tune to the words.” (qui)

Una ballata molto impegnativa per la tensione emotiva del canto e la sua lunghezza e pur riconoscendo a Nic Jones il merito di aver spianato la strada, la proposta d’ascolto si muove su tre voci femminili.
ASCOLTA Mary Black

ASCOLTA Loreena McKennitt in Parallel Dreams 1990: la sua interpretazione è magistrale

ASCOLTA The Unthanks in Here’s the Tender Coming. 2009 delicata e fresca versione

TESTO Versione Mary Black – Loreena McKennitt.
Nelle note si riportano le variazioni testuali cantate da Nic Jones

I
Harking(1) is bonny
and there lives my love
My love(heart) lies on him
and cannot remove
It cannot remove
for all that I have done
And I never will forget
my love Annachie
For Annachie Gordon(2)
he’s bonny and he’s bright(3)
He’d entice any woman
that e’er he saw
He’d entice any woman
and so he has done me
And I never will forget
my love Annachie
II
Down came her father (and he’s) standing at the door(floor)
Saying “Jeannie you are trying
the tricks of a whore
You care nothing for a man
who cares so much for thee
You must marry Lord Sultan(4)
and leave (forget) Annachie
For Annachie Gordon
is barely but a man(5)
Although he may be pretty
but where are (all) his lands
The Sultan’s lands are broad
and his towers they run(stand) high
You must marry Lord Sultan
and leave(forget) Annachie.”
III
“With Annachie Gordon
I beg for my bread
And before I marry Sultan
his gold to my head(6)
With gold to my head
and straight down to my knee(7)
And I’ll die if I don’t get
my love Annachie
And you who are my parents
to church you may me bring
But unto Lord Sultan
I’ll never bear a son
To a son or a daughter
I’ll never bow my knee
And I’ll die if I don’t get
my love Annachie.”
IV
(When) Jeannie was married and from church (she) was brought home
She and her maidens
so merry should have been
When she and her maidens so merry should have been
She goes into her chamber
and cries all alone.
V
“Come to bed my Jeannie
my honey and my sweet
To stile you my mistress
it would be so sweet(8)”
“Be it mistress or Jeannie
it’s all the same to me
But in your bed (Lord)Sultan
I never will lie”
And down came her father
and he’s spoken with renown(9)
Saying “you who are her maidens
go loosen up her gowns”(10)
And she fell down to the floor
and straight down to his knee(11)
Saying “(Father) look
I’m dying for my love Annachie.”
VI
The day that Jeannie married
was the day that Jeannie died
And the day that young Annachie came home on(rolling from) the tide
And down came her maidens all wringing of their hands

Saying “oh it’s been so long,
you’ve been so long on the sands(12)
So long on the sands,
so long on the flood
They have married your Jeannie
and now she lies dead”.
VII
“You who are her maidens
come take me by the hand
And lead me to the chamber
where my love she lies in”
And he kissed her cold lips
till his heart it turned to stone
And he died in the chamber
where his love she lies in.
TRADUZIONE di Cattia Salto
I
Harking[1]
è bella
e là ci vive il mio amore.
Il mio cuore è con lui
e non può dimenticare.
Non si può dimenticare
tutto quello che ho fatto,
e io mai dimenticherò
il mio amore Annachie[2]

perché Annachie Gordon
era bello e radioso.
Lui poteva sedurre ogni donna
con uno sguardo
Lui poteva sedurre ogni donna
e così  ha fatto con me
e mai io dimenticherò
il mio amato Annachie.
II
Giù scese il padre
stando alla porta
Jeannie ti stai comportando
come una sgualdrina!
Non ti curi affatto di un uomo
che ha così tanto affetto per te.
Tu devi sposare Lord Sultan[4]

e lasciare Annachie.
Perché Annachie Gordon
è a mala pena un uomo,
può anche essere bello,
ma dove sono le sue terre?
le terre di Sultan sono vaste
e le sue torri svettano in alto.
Tu devi sposare Lord Sultan
e lasciare Annachie”
III
Assieme ad Annachie Gordon elemosinerò il pane
e piuttosto che sposare Sultan
con il suo fermaglio d’oro[6]

tra i capelli
e un abito lungo fino ai piedi,
morirò se non avrò
il mio amato Annachie.
E voi che siete i miei genitori
dovrete accompagnarmi alla chiesa,
ma a Lord Sultan
io non partorirò mai un figlio,
per un figlio o una figlia
mai supplicherò
e morirò se non avrò
il mio amato Annachie”
IV
Jeannie era sposata e dalla chiesa
fu portata a casa,
lei e le sue ancelle
avrebbero dovuto essere così felici
lei e le sue ancelle
avrebbero dovuto essere così felici
ma lei va in camera
a piangere tutta sola.
V
Vieni a letto mia Jeannie
mio dolce tesoro,
farti la mia signora,
sarebbe così dolce”
“Che io sia signora o Jeannie
per me è uguale,
ma nel tuo letto Lord Sultan
non dormirò mai!”

E giù scese il padre
e parlò con autorità
Voi che siete le sue ancelle
andate a toglierle i vestiti

E lei cadde a terra sul pavimento
e abbracciò le sue ginocchia
dicendo “Padre guarda sto morendo
d’amore per Annachie

VI
Il giorno in cui Jeannie si sposò
fu il giorno in cui morì
e fu il giorno in cui il giovane Annachie tornò a casa con la marea
e giù vennero tutte le sue ancelle
disperate
Tanto, tu sei rimasto
tu sei rimasto così tanto per mare,
così tanto per mare,
così tanto sulle onde
loro han fatto sposare la tua Jeannie
ed ora giace morta.”
VII
“Voi che siete le sue ancelle
venite a prendermi per mano
e portatemi nella camera
dove il mio amore giace
“.
Così  baciò, le gelide labbra
finché il cuore gli divenne pietra
e morì nella camera
dove il suo amore giaceva.

NOTE
1) la versione di Nic Jones dice “Buchan” paese che si trova nell’Aberdeenshire, modificato in “Harking” da Mary Black che più che a volere indicare una località realmente esistente ne coglie l’essenza di luogo del ricordo
2) Auchanachie: ‘Auch’ viene dal gaelico ‘Achadh’ (in inglese ‘field’), ‘Annachie’ e ‘Auchanachie’ sono toponimi scozzesi (ad esempio c’è un villaggio di Auchinachie circa 12 miglia da Banff) Probabilmente Auchanachie non è un nome proprio ma una desinenza territoriale, così è stato rintracciato un certo John Gordon di Achnachie nei registri di Aberdeen risalenti al 1601
3) anche scritto come “braw” un termine più propriamente scozzese che significa “elegante” ma anche attraente o con valenza di “bold”
4) Lord Salton, secondo il professor Chid un Fraser di Saltoun, vicino Fraserburgh nell’angolo all’estremo nord-est di Aberdeenshire (vedi) Qui la parola storpiata in Sultan richiama quasi una maschera della commedia dell’arte, quella del concupiscente Sultano
5) oppure “he’s only but a man” nel senso che è ancora un ragazzo
6) oppure “with gold to my head” l’oro tra i capelli può riferirsi al fermaglio o all’acconciatura da sposa e potrebbe trattarsi di un dono dello sposo (scambio delle promesse di fidanzamento)
7) oppure “with gowns fringed to the knee” in italiano “un abito con le frange al ginocchio”. Inevitabile allungare la lunghezza del vestito fino ai piedi
8) oppure ” it would not be meet”
9) “Up and spoke her father and he’s spoken with renown”
10) “All of you that are her maidens won’t you loosen off her gown”
11) “But she fell down in a swoon, so low down by their knees”
12) alle damigelle della sposa è riservato il ruolo di Coro come nelle tragedie greche in Nic Jones dicono “Woe to you Annachie for staying from the sands”
(Cattia Salto settembre 2014)

FONTI
http://primadisvanire.it/2012/04/la-canzone-di-oggi-annachie-gordon/
http://mainlynorfolk.info/nic.jones/songs/annachiegordon.html http://www.mustrad.org.uk/articles/dung09.htm
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=77411 http://www3.telus.net/pollock/review.htm

BEWAR OF LONG LANKIN

(Child #93)
TITOLI: (False) Lamkin, Long Lankin,

Long Lankin è la personificazione dell’uomo nero pronto a sgozzare quelli che al calare del buio restano fuori casa o non chiudono bene la porta (e le finestre). La ballata, una delle più cupe tra le murder ballads pare abbia un fondamento storico.
Un capomastro fiammingo costruisce il castello di un signorotto scozzese, ma il Lord si guarda bene dal pagarlo alla fine del lavoro. Così approfittando della sua assenza il capomastro si introduce nel castello, e aiutato dalla fantesca, uccide il bambino e la moglie del Lord. Il professor Child ambienta la storia a Balwearie Castle vicino a Kirkcaldy nel Fife (vedi) ma molti castelli diroccati del Perthshire, dello Scottish Borders e anche del Northumberland si dicono infestati dal fantasma della Lady!

IL CAPOMASTRO FIAMMINGO

Il “mason good” è sicuramente un capomastro (un master mason) colui che nel medioevo assume il ruolo di “protomagister il migliore tra gli operai specializzati, spesso il più abile tra gli scalpellini, in grado di tradurre in costruzione il progetto dell’architetto (che spesso all’epoca era lo stesso committente dell’opera) e portatore di tradizioni artistiche peculiari.
 Sotto il nome di magistri operis o operum, o operis lapidum o fabricae, lapicidae, latomi, operarii, sono designati veri e proprî artisti, che, gloriosi della tradizione tramandata da padre in figlio più che del sapere, dopo essersi esercitati ed affermati nella regione natale, vengono chiamati a portare in ogni parte del mondo l’impronta di quelle costumanze artistiche locali, che, pertanto, s’avviano a divenire universali. (tratto da treccani.it)
Nel Medioevo è uomo che viene dal basso ma sulla strada per l’acculturazione, che si eleverà in alcuni casi nella figura professionale dell’architetto. Nel Rinascimento il capomastro è invece più precisamente il capo del cantiere, l’imprenditore
E così Lambert Linkin (Lamkin, Lammikin, Long Lankin, Lonkin, Lantin, Long Longkin, Rankin, Balcanqual, Balankin) era il nome di un capomastro fiammingo essendo “Lambert” derivato dal nederlandese Lamkijn, Lambkijn, il cui vezzeggiativo in Scozia si puo’ tradurre in italiano come “Lambertuccio”. Nonostante il nomignolo richiami una certa innocuità o innocenza (lamb, lambkin in inglese significano agnello e “agnellino”) l’uomo era un bruto e non essendo stato pagato dal Lord al quale aveva appena finito di costruire un castello, si è vendicato uccidendogli moglie e figlio!

UNA FURIA CIECA

Questo tipo di vendetta non era peraltro insolita nel Medioevo (e nemmeno tra i malavitosi ben più moderni): la ritorsione sui parenti e in particolare la discendenza di colui che aveva causato il torto (o non pagava il “prestito”).
La storia mi lascia un po’ perplessa, il nostro capomastro è già elevato al rango di “artista” e non è un semplice e rozzo manovale, sicuramente avrebbe trovato protezione nella sua corporazione e sarebbe ricorso al giudice per ottenere il pagamento di quanto dovuto; all’epoca nessun “plebeo” si sarebbe permesso di sterminare la famiglia di un nobiluomo, prima cosa perchè il nobiluomo in questione era sempre difeso dai suoi bravi, e poi perchè sarebbe sicuramente finito sulla forca. Perciò tra gli studiosi c’è chi vede in questa ritorsione una sorta di ribellione “sociale” di chi è sfruttato dal potente e che ad un certo punto reagisce con furia cieca…

Il nobile è variamente denominato come Lord Wearie, Erley, Earley, Murray, Arran, Montgomery, Cassilis, e dovendo assentarsi dal castello, ma temendo la vendetta del capomastro, si raccomanda alla moglie di chiudere bene porte e finestre, senonchè l’assassino riesce ad entrare (spesso grazie all’aiuto della nutrice la quale già covava del risentimento verso la padrona). Lamkin prima si avventa sul bambino nella culla le cui grida richiamano la Lady dalle sue stanze al piano superiore. Troppo tardi la donna offre tanto oro in cambio della vita (o la mano della figlia) perchè oramai Lamkin, accecato dalla bramosia del sangue, la uccide!
Alcuni vedono addirittura nella fantesca la vera manipolatrice che per vendicarsi della padrona riesce a controllare Lamkin come se fosse una sorta di Golem vendicatore..

long-lamkin-aranda-dillIllustrazione di Aranda Dill

I CASTELLI INFESTATI

le rovine di Balwearie Castle

A mio avviso è più probabile che la storia del capomastro vendicativo sia una sorta di tentativo di razionalizzazione della ballata il quale ha dato l’estro al gusto romantico per il macabro, che ci ha regalato così tante novelle e racconti “gotici”, nella creazione di un’ambientazione “reale” presso le varie rovine avvinte dalla vegetazione così pittoresche e ricche di mistero!
E così nel Nord d’Inghilterra si perde il conto dei castelli infestati dal fantasma della sfortunata Lady (tra le ambientazioni più famose le location delle rovine di Nafferton Castle come “tana” di Long Lankin e Welton Hall come luogo del massacro (vedi) oppure il “Lambirkyns Wod” citato da Child vicino a Duppin nel Perthshire o anche Whittle Dene, nei pressi di Ovindoli; e ancora Starlight Castle oppure Bunkle Castle nel Berwickshire (vedi)

Insomma la ballata è stata rigirata in tutti i modi analizzando tutti i più piccoli riferimenti storici, sociali, e psicologici.

LA PSICOLOGIA DI UNA BALLATA: L’ABBANDONO E IL SENSO DI COLPA

Rika Ruebsaat e Jon Bartlett nel loro saggio “Lamkin, The Terror of Countless Nurseries” guardano alla ballata per quello che è, ossia una fiaba cantata (le ballate erano infatti le canzoni delle madri per calmare i bambini e farli addormentare o per istruirli intrattenendoli con il canto, erano le canzoni che si cantavano nelle stanze delle donne intente ai lavori di tessitura e ricamo), e invece di cercarne la razionalizzazione ne spiegano il fascino oscuro come metafora per il percorso di crescita interiore. (vedi)

Depurata da ogni razionalizzazione la ballata parla di un bambino, una coppia di genitori “buoni” e una coppia di genitori “cattivi” così Lamkin è l’uomo nero, che vive nella palude sempre pronto a entrare nelle case e negli incubi della gente non appena gli si lasci uno spiraglio per l’accesso (o ci si comporti male o si senta il bisogno di essere puniti per qualche nostra mancanza vera o presunta che sia).

Il professor Child riporta ben 25 varianti della ballata, la prima risalente al 1775 e l’ultima al 1892, per lo più scozzesi ma anche provenienti dall’Irlanda.
Una ballata sebbene non estremamente popolare tuttavia cantata ancora oggi in Scozia, Inghilterra, isola di Terranova, New England, Stati del Sud e Middle West per lo più a due voci (l’uomo che interpreta il narratore, Lamkin e Lord Wearie e la donna che interpreta la balia e Lady Wearie).

LO SPIRITO TUTELARE DELLA CASA

Altri studiosi leggono tra le righe e vedono in Lamkin la personificazione del “genius loci” ovvero il nume, lo spirito tutelare del luogo al quale era consuetudine sacrificare un innocente come tributo per la costruzione dell’edificio. Citando una mia nota in “The Well Below The Valley-O” (vedi) “seppellire un cadavere sotto la pietra del focolare di una nuova casa era un’antica pratica propiziatoria per la prosperità e la fertilità della nuova famiglia. I sacrifici umani e animali erano un rituale per placare gli dei che quindi si potevano ritenere soddisfatti. Il sacrificio umano era l’offerta più alta e “santa” per suggellare un confine sacro come quello di un nuovo insediamento e faceva parte dei rituali di molte civiltà all’atto della fondazione di una città con relativa sepoltura dei corpi sotto la soglia delle porte della cinta muraria, ma anche di un cippo di confine. Una casa durerà solo se sotto giace una vita distrutta.
Così il proprietario del castello che aveva stipulato un patto con il diavolo e non lo mantiene, deve comunque pagare il suo tributo con il sacrificio del sangue.

ASCOLTA dalla tradizione orale dell’Arkansas tre versioni risalenti alla fine anni 50 e 60

ASCOLTA The Wainwright Sisters in “Songs In The Dark” (2015) che saltano i versi riguardanti la figlia (VIII e IX) ne fanno una filastrocca

ASCOLTA Jim Moray in Modern History 2010. Di questa versione così fresca e attuale non ho trovato al momento il testo, pur simile ai sottostanti. Mi piace in particolare l’uso della ghironda nelle parti strumentali e la scelta del tempo ritmico (un valzer lento come una sorta di danza macabra)
Nel video live invece l’esibizione con il solo accompagnamento della chitarra

Alasdair Roberts & Friends: Long Lankin [2010]: questa versione si distingue per l’interpretazione dei personaggi e per come la musica si pieghi a sottolineare i passaggi cruciali

ASCOLTA Fire + Ice in Gilded By The Sun (1992): un andamento ipnotico sostenuto da una intonazione piatta e piena d’eco molto creepy! (strofe I, II, III, IV, V

“The Penguin Book of English Folk Songs”
I
Said the lord to the lady as he mounted his horse
‘Beware of Long Lankin who lives in the moss’
Said the lord to the lady as he rode away
‘Beware of Long Lankin who lives in the hay
II
‘Let the doors all be bolted and the windows all pinned
And leave not one hole for a mouse to crawl in (creep in)’
So the doors were all bolted and the windows all pinned
Except for one window which Lankin crawled in
III
‘Where’s the lord of this house?’ then up spoke Long Lankin
‘He’s away to fair London’, said the false nurse to him
‘Where’s the heir of this house?’ then up spoke Long Lankin
‘He’s asleep in his bedroom (cradle)’, said the false nurse to him
IV
‘Then we’ll prick him, we’ll prick him all over with a pin
And that’ll make his lady to come down to him’
So he’s pricked him, he’s pricked him all over with a pin
And the nurse held the basin for the blood to flow in
V
‘Oh nurse, how you slumber, oh nurse, how you sleep
You leave my son Johnson to cry and to weep’
‘I’ve tried him with an apple, I’ve tried him with a pear
Come down my fair lady, and rock him in your chair
VI
‘I’ve tried him with milk and I’ve tried him with pap
Come down my fair lady and rock him in your lap’
So the lady’s come down, she was thinking no harm
But Lankin was waiting to catch her in his arms
VII
‘You can have my daughter Betsy, so young and so sweet
You can have as much money as there’s stones in the street”
‘I don’t want you daughter Betsy, nor the stones in the street
I would rather have your life’s blood running down at my feet’
VIII
There was blood in the kitchen, there was blood in the hall
There was blood in the parlour where the lady did fall’
Then Betsy being up in the turret so high
She saw her father come riding by
IX
‘Oh father, oh father, don’t lay the blame on me
‘Twas the false nurse and Lankin killed your baby
‘Oh father, oh father, don’t lay the blame on me
‘Twas the false nurse and Lankin killed your lady’
X
So Lankin was hung on the gibbet so high
And the false nurse was burned in the fire close by
tradotto da Cattia Salto
I
Disse il Lord alla Lady mentre montava a cavallo
“Attenta a Long Lankin che vive nella palude”
disse il lord alla sua lady mentre cavalcava lontano
” Attenta a Long Lakin che vive
nei campi.
II
Tenete le porte serrate e le finestre ben chiuse
e non lasciate nemmeno un buco che un topo possa strisciarci dentro (1)”.
Così le porte furono tutte serrate e le finestre ben chiuse
tranne che una finestra da dove Lankin strisciò dentro
III
 “Dovè il Lord della casa?” – gridò Long Lankin
“E’ fuori nella bella Londra” – disse la falsa balia (2)
” Dov’è l’erede della casa (3)?” –
gridò Long Lankin
“Dorme nella sua stanza”
– disse la falsa balia.
IV
“Allora lo infilzeremo dappertutto con uno spillo (4)
così la sua Lady scenderà
giù da lui”
Così lo punse, lo punse dappertutto con uno spillo
e la balia teneva la bacinella (5) perchè il sangue ci colasse dentro
V
O nutrice come dormi, come puoi dormire
e lasciare mio figlio Johnson gridare e piangere?”
“Ho provato con una mela, ho provato con una pera
scendi giù mia bella Lady e cullalo sulla tua sedia.
VI
Ho provato con il latte e ho provato con la pappa,
scendi giù mia bella Lady e cullalo in grembo” (6)
Allora la Lady scese giù pensando non ci fosse pericolo
ma Lankin la stava aspettando per prenderla tra le braccia (7)
VII
“Puoi avere la mia figlia Betsy così giovane e innocente(8)
puoi avere tanto denaro quante sono le pietre in strada”.
“Non voglio tua figlia Betsy e nemmeno le pietre in strada,
piuttosto voglio avere il tuo sangue vitale che mi corre ai piedi.”
VIII
C’era sangue in cucina, sangue nella sala
c’era sangue nel salotto dove la Lady cadde
allora Betsy che stava nella torre più alta(9)
vide il padre che ritornava cavalcando.
IX
“O padre, padre (10)
non darmi la colpa
sono stati la nutrice falsa e Lankin che hanno ucciso tuo figlio.
O padre padre,
non darmi la colpa
sono stati la nutrice falsa e Lankin che hanno ucciso la tua Lady.”
X
Così Lankin è stato impiccato sulla forca più alta
e la falsa nutrice fu bruciata nel falò vicino

NOTE
1) nella versione dei Fire + Ice dicono “And make sure theres no crack for him to creep in” e nel verso successivo “through a gap in the window long lankin crept in” mentre The Wainwright Sisters inframmezzano “So he kissed his fair lady and he rode away, And he was in fair London before the break of day.”
2) la nutrice è detta falsa perchè è complice di Lambertuccio, è inoltre un surrogato di madre ma in chiave negativa. E’ lei ad aver lasciato aperta la finestra
3) nella versione dei Fire + Ice dicono
“Where’s the lady of the household? cries Long Lankin.
She’s asleep in her chamber, says the false nurse to him.”
e proseguono: Where’s the heir of the household? cries Long Lankin.
He’s asleep in his cradle, says the false nurse to him.
4) in alcune versioni Lamkin dondola la culla mentre accoltella il bambino. Lo scopo della tortura al bambino inizialmente non è l’uccisione ma l’esca per far scendere la madre
5) il catino o la bacinella in cui viene raccolto il sangue è altrove specificato d’argento. Così Riccardo Venturi mette in evidenza “La grande cura di Lambertuccio nel raccogliere il sangue di Lady Wearie in una bacinella d’argento ci ricorda Sir Hugh [qui]; qui, però, non si tratta di usare il sangue come rimedio o come filtro per riti magici, bensì di evitare che del sangue aristocratico coli per il pavimento, un’indegnità punita con l’anima trasportata all’inferno in un fiume di sangue. Il recipiente per tale sangue è tradizionalmente d’argento” Ma in Jamieson (Child #94 versione A) la balia interviene, osservando “il sangue dei ricchi è uguale a quello dei poveri”, (molto sovversivo!!)
Secondo Anne Gilchrist il nome Lamkin / Lammikin sta a indicare un incarnato biancastro come quello dei lebbrosi e descrive che una cura medievale per la malattia era quella del bagno nel sangue di un bambino raccolto in una bacinella d’argento.
6) nella versione dei Fire + Ice proseguono la strofa con
How dare I come down in the dead of the night
When no candle is burning and no fires alight?
e concludono
But, the lady came downstairs, aware of no harm
Lankin stood ready to catch her in his arm
There’s blood in the kitchen, there’s blood in the hall,
There’s blood in the parlour where mylady did fall.
There’s blood in the parlour where the lady did fall.
7) qui si accenna allo stupro. In alcune versioni Lamkin è un amante respinto (o un predatore sessuale) che si vendica sulla donna, oppure semplicemente un ladruncolo o un border reiver
8) la figlia viene offerta come moglie, non come vittima sacrificale insieme a una ricca dote
9) in alcune versioni Lamkin costringe Betsy a reggere il catino in cui cola il sangue della madre, in questa invece lei resta rinserrata nella stanza più in alto della torre,  in disperata attesa del ritorno del padre.
10) nella verione delle Wainwright Sisters è una serva che dice “O master don’t lay the blame on me” accusando la nutrice e Lankin di aver ucciso la castellana.

ASCOLTA Steeleye Span in Commoner’s Crown 1975. Un arrangiamento strumentale indubbiamente “datato”


I
Said the lord unto his lady as he rode over the moss,
“Beware of Long Lankin that lives amongst the gorse.
Beware the moss, beware the moor, beware of Long Lankin.
Be sure the doors are bolted well lest Lankin should creep in.”
II
Said the lord unto his lady as he rode away,
“Beware of Long Lankin that lives amongst the hay.
Beware the moss, beware the moor, beware of Long Lankin.
Be sure the doors are bolted well lest Lankin should creep in.”
III
“Where’s the master of the house?” says Long Lankin.
“He’s away to London,” says the nurse to him.
“Where’s the lady of the house?” says Long Lankin.
“She’s up in her chamber,” says the nurse to him.
“Where’s the baby of the house?” says Long Lankin.
“He’s asleep in the cradle,” says the nurse to him.
IV
“We will pinch him, we will prick him, we will stab him with a pin.
And the nurse shall hold the basin for the blood all to run in.”
So they pinched him, then they pricked him, then they stabbed him with a pin.
And the false nurse held the basin for the blood all to run in.
V
“Lady, come down the stairs,” says Long Lankin.
“How can I see in the dark?” she says unto him.
“You have silver mantles,” says Long Lankin,
“Lady, come down the stairs by the light of them.”
Down the stairs the lady came thinking no harm,
Lankin he stood ready to catch her in his arm.

VI
There was blood all in the kitchen, there was blood all in the hall.
There was blood all in the parlour where my lady she did fall.
Now Long Lankin shall be hanged from the gallows oh so high.
And the false nurse shall be burned in the fire close by.
Tradotto da Cattia Salto
I
Disse il lord alla sua lady mentre cavalcava per la palude
“Attenta a Long Lankin che vive  tra la ginestra
attenta alla palude e alla brughiera,
attenta a Long Lankin
attenta che le porte siano serrate bene
o Lankin potrebbe strisciare dentro”
II
Disse il lord alla sua lady mentre cavalcava lontano
” Attenta a Long Lakin che vive
nei campi di fieno
attenta alla palude e alla brughiera,
attenta a Long Lankin
attenta che le porte siano serrate bene
o Lankin potrebbe strisciare dentro”
III
“Dovè il Lord della casa?”
– dice Long Lankin
“E’ fuori a Londra” –
dice la balia
” Dov’è la signora della casa?”
– dice Long Lankin
“E’ nella sua stanza”
dice la balia
” Dov’è il bambino della casa?”
dice Long Lankin
“Dorme nella sua stanza”
dice la balia
IV
Lo infilzeremo, lo pungeremo;
lo trafiggeremo con uno spillo
e la balia deve tenere la bacinella perchè il sangue ci coli dentro”
Così lo infilzarono,
lo punsero
lo trafissero con uno spillo
e la falsa balia teneva la bacinella perchè il sangue ci colasse dentro
V
“Signora scendete le scale”
dice Long Lankin
“Come posso vedere nel buio?
dice lei
“Hai mantelli d’argento”
dice Long Lankin
“Signora scendi le scale con la loro lucentezza”
La dama scese le scale pensando di non essere in pericolo
ma Lankin la stava aspettando per prenderla tra le braccia
VI
C’era sangue in cucina,
sangue nella sala
c’era sangue nel salotto
dove la Lady cadde.
Ora Long Lanking sarà impiccato sulla forca più alta
e la falsa nutrice sarà bruciata nel falò vicino

FONTI
https://singout.org/2016/11/14/lamkin-a-most-brutal-bloody-ballad/
https://singout.org/2016/11/14/lamkin-a-most-brutal-bloody-ballad/3/

http://mainlynorfolk.info/lloyd/songs/longlankin.html
http://71.174.62.16/Demo/LongerHarvest?Text=ChildRef_93
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=19415
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=52123
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=52406
http://www.wtv-zone.com/phyrst/audio/nfld/12/lamkin.htm
http://www.bluegrassmessengers.com/29-lamkin-.aspx
http://www.mustrad.org.uk/articles/lamkin.htm
http://www.antiwarsongs.org/canzone.php?id=9416&printpreview=1&lang=it
http://www.antiwarsongs.org/canzone.php?id=9416&lang=it#agg21945
http://jonandrika.org/wp/articles/lamkin-terror-of-nurseries/
http://www.efdss.org/efdss-education/resource-bank/resources-and-teaching-tools/false-lamkin-teaching-notes-for-key-stages-2-and-3
http://www.enidporterproject.org.uk/content/villages/littleport/song-littleport-man

ILLUSTRAZIONI
http://arandadill.tumblr.com/post/83062543466/said-the-lord-unto-his-lady-as-he-rode-over-the

SCOTTISH SONGS AMONG THE HEATHER: GLASGOW PEGGY

(c) National Galleries of Scotland; Supplied by The Public Catalogue Foundation La ballata “Glasgow Peggie”, anche nota con il titolo “Hieland Lads” o “Hielan’ Lads Are Brisk and Braw” è riportata dal professor Child al #228: è ancora oggi diffusa in Scozia e tratta di un’usanza non insolita un tempo per ottenere il consenso dei genitori in caso di diniego alle nozze, la fuitina d’amore.
Il “corteggiatore” è un rude giovanotto delle Terre Alte di Scozia che rapisce una fanciulla delle Terre Basse di nome Peggy; evidentemente lei è d’accordo con lui, ma lo crede per lo più un affascinante straniero di poche sostanze..
Solo dopo la notte passata nel bosco (in cui i due si abbandonano alla passione) lui le rivela di essere il proprietario di vaste terre; in alcune versioni viene identificato come Laird di Skye (la più grande isola delle Ebridi Interne) se non addirittura il Lord delle Isole.

Un sotto gruppo della storia è quello che si sofferma solo sull’incontro tra i due mentre lei custodisce il gregge di pecore del padre e lui la spia e decide di farla sua, e rientra più genericamente nel novero dei contrasti d’amore a sfondo bucolico così di moda nel Settecento (continua seconda parte)

GLASGOW PEGGY

Della ballata esistono diverse versioni testuali che possono essere raggruppate in due filoni (versione A e B di Child) peraltro piuttosto simili, a testimonianza della  diffusione più localizzata e quasi limitata alla sola Scozia.

PRIMA VERSIONE

Quella che racconta un po’ tutta la storia è la seguente: un giovane highlander straniero mentre si trova a Glasgow, si innamora di una ragazza delle Lowland: gli basta un’occhiata, mentre lei, solitaria, custodisce il gregge del padre.
Prima chiede la sua mano ai genitori (seguendo la prassi) ma il padre non ne vuole saperne di separarsi dalla figlia, così il rude highlander minaccia di rapirla, (e lei in verità è ben contenta di seguirlo!)
In questa versione il giovanotto, per convincere la fanciulla,  millanta di letti di piume e lenzuola di raso e seta (dichiarando implicitamente di essere un possidente), ma la notte della fuga, la prende su di un letto d’erba tra le felci della brughiera.
Il giorno dopo lei sembra quasi essersi pentita di averlo seguito, ma lui la porta su un’alta collina e le mostra tutti i suoi possedimenti che si perdono a vista d’occhio. Un lieto fine degno di una fiaba.

ASCOLTA Darby O’Gill in Waitin‘ for a ride 1996


I
First when I came to Glasgow town
The highland hills were all behind me
And the Bonniest lass that ever I spied
She lived in Glasgow, they called her Peggy
II
Oh highland lads are brisk young lads
Highland lads are young and bonnie
And I’m away to Glasgow town
To steal away the Bonnie Peggy
III
Her father he’s got word of this
And oh but he was wondrous angry
“You can take my oxen and all of my cows/
But Ye’ cannot take my Bonnie Peggy”
IV
“Ah, hold yer tongue, ye silly old man
For I’ve got cows and yowes already
I’ll no’ steal yer oxen or your cows
But I will take your Bonnie Peggy”
V
I said, “braw lass, why roam ye there
Why roam ye ‘lone among the heather”
She said: “My father’s away from home
And I’m herdin’ all his cows together”
VI
So I said “Braw lass if ye’ll be mine
And ye care to lie in a bed of feathers
In silks and satins you shall lie
Ye’ll be my queen among the heather”
VII
She’s mounted on his milk white steed
And he himself on his wee grey naggie
They rode away at the break of the day
He’s run away with his Bonnie Peggy
VIII
Well they rode o’er hills and they rode o’er dales
they rode through the moors and the mosses many
Until they came to a little glen
He’s lighted down with his Bonnie Peggy
IX
Their bed was of the gay green turf
Their blankets of the bracken bonnie
His laid his plaid beneath her head
And she’s lien down with her highland laddie
X
He’s taken her up, Yon high, high hill
When that the sun was shinin’ clearly
Says “all that ye see Belongs to thee
For lien down with a highland laddie”
XI
“For all that ye have left behind
Is a wee cot house(2) and a wee kale yardie
Now your the lady of the Isle of Skye
For lien down with a highland laddie”
XII
When first I came to Glasgow town
The highland hills were all behind me
And the bonniest lass that ever I spied
She lives in Skye now we called her Peggy
tradotto da Cattia Salto
I
La prima volta che andai a Glasgow
e mi lasciai alle spalle le colline delle Highland, la più bella ragazza mai vista
viveva a Glasgow e si chiamava
Peggy.
II
I ragazzi delle Highland sono svegli(1),
I ragazzi delle Highland sono giovani e allegri e io sono venuto nella città di Glasgow per rapire la mia bella Peggy.
III
Il padre diceva parole come queste
ed era tanto arrabbiato
“Prendi il mio bue e le
mie mucche
ma lasciami la mia bella Peggy”
IV
“O frena la tua lingua, vecchio sciocco,
perchè ho già mucche e pecore; non vengo a rubare il tuo bue e le vacche, ma prenderò la tua bella Peggy”
V
Dissi “Coraggiosa fanciulla perchè passeggi da sola per la brughiera”
Disse lei “Mio padre è lontano da casa
e io custodisco tutte le sue mucche”
VI
Così dissi “Coraggiosa ragazza se sarai mia potrai dormire in un letto di piume,
tra seta e raso giacerai
e sarai la mia regina della brughiera!”
VII
La fece montare sul suo destriero bianco e si mise lui stesso sul bel stallone grigio, e galopparono fino al tramonto, lui scappò via con la bella Peggy.
VIII
Galopparono per le colline, galopparono  per  le valli,
galopparono per brughiere e anche paludi finchè arrivarono ad una valletta lontana
e lui si distese con la sua bella Peggy
IX
Il letto era un soffice tappeto erboso,
le coperte delle belle felci,
stese il plaid a sotto la testa di lei
e lei giacque con il suo ragazzo delle Highland
X
La portò sulle colline più alte
e mentre il sole splendeva forte disse
“Tutto ciò che vedi ti appartiene
per aver giaciuto con il ragazzo delle Highland”
XI
“E ciò che ti sei lasciata alle spalle
sono un casotto e un campetto di cavoli, ora sei la signora dell’Isola di Skye per aver giaciuto con il ragazzo delle Highland”
XII
La prima volta che andai nella città di Glasgow e mi lasciai alle spalle le colline delle Highland,
la più bella ragazza mai vista
adesso viveva a Skye e si chiamava Peggy.

NOTE
1) si tratta di un gruppo di border reivers andati a fare una razzia?
2) una cothouse (cotter house o kotten) è una piccola casa di contadini deriva il nome da cotter un contadino proprietario o affittuario di un piccolo appezzamento di terreno

SECONDA VERSIONE

Questa versione testuale è quella contenuta in “Singing Tradition of Child’s Popular Ballads” di Bronson

ASCOLTA Avalon Rising in “Storming Heaven” 2011

ASCOLTA Ewan MacColl & Peggy Seeger (banjo)


I
Highland lads are brisk and brave
Highland lads are young and merry
And all the way to Glasgow town
To steal away me bonnie Peggy
II
Her father he’s got word of this
Oh but he was wondrous angry
Take my oxen and my kye
But leave to me my bonnie Peggie
III
You can keep your oxen and your kye
For I’ve cows and ewes already
I won’t take your oxen and your kye
But I’ll steal away your bonnie Peggy
IV
He’s mounted up on his milk-white steed/ And she is on his wee gray nagie /And they rode away till the break of day
He’s taken away the bonnie lassie
V
They rode o’er hills and they rode o’er dales
They rode through moors and mosses many
Until that they met the Earl o’Argyle
Who was riding out with his young son Johnny
VI
And now did speak the Earl o’Argyle
And oh but he was wondrous sorry
The fairest lass in Glasgow town
An she’s away with a highland Johnny
VII
They rode o’er hills, they rode through dales
They rode through moors and mosses many
Until that they came to the yonder glen/ And she’s laid down with her highland Johnny
VIII
Her bed was of the gay green turf
Her blankets of the brak and sponny
Her tarsin lie beneath her head,
And she’s laid down with her highland Johnny
IX
There is blankets and sheets in my father’s house
Sheets and blankets all made ready(3)
And oh, wouldn’t he be angry at me
For lying down with a Highland Johnny
X
He’s taken her yon high high hills
But yet the sun was shining clearly
Says all you see belongs to thee
For lying down with a Highland Johnny
XI
All that she had left behind
Was a wee-cot house and a wee kail yardie
But thy’s not a lady of all my land.
For lying down with the Highland Johnny
Tradotto da Cattia Salto
I
“I ragazzi delle montagne sono svegli e coraggiosi, giovani e allegri e (vanno) fino alla città di Glasgow,
per rapire la mia bella Peggy.”
II
Il padre diceva parole come queste
ed era tanto arrabbiato
“Prendi il mio bue e le pecore
ma lasciami la mia bella Peggy”
III
“Puoi tenerti il tuo bue e le pecore
perchè ho già mucche e pecore
non voglio rubare bue e pecore
ma prenderò la tua bella Peggy”
IV
Montò sul suo destriero bianco
e mise lei sul suo bel stallone grigio,
e galopparono fino
al tramonto
e lui si portò via la bella Peggy.
V
Galopparono per colline e galopparono per valli,
galopparono per brughiere e anche paludi
finchè incontrarono il conte di Argyle
che andava a cavallo con il giovane figlio Johnny
VI
E così parlò il conte d’Argyle
ed era tanto dispiaciuto
“La più bella fanciulla di Glasgow
è fuggita con Johnny
della Montagna”
VII
Galopparono per colline e galopparono per valli,
galopparono per brughiere e anche paludi
finchè arrivarono alla valletta lontana
e lei giacque con il suo Johnny
della Montagna
VIII
Il letto era un soffice tappeto erboso,
le coperte delle belle felci
il suo plaid arrotolato sotto la testa
e lei giacque con il suo Johnny
della Montagna
IX
“Ci sono coperte e lenzuola nella casa di mio padre,
lenzuola e coperte
tutte ricamate(3)
oh se non fosse arrabbiato con me
per essere giaciuta con Johnny
della Montagna”
X
La portò sulle colline più alte
e ancora il sole splendeva forte
disse “Tutto ciò che vedi ti appartiene
per aver giaciuto con Johnny della Montagna”
XI
E ciò che lei si era lasciata alle spalle
era una piccola casetta e un campo di cavoli
“Ma ora sei la signora di tutta la mia terra per aver giaciuto con Johnny della Montagna”

NOTE
3) tutte pronte nel senso che aveva ricamato tutto il corredo,  la fanciulla è senza dote non avendo ottenuto il consenso paterno alle nozze

TERZA VERSIONE

ASCOLTA Silly Wizard in “Caledonia’s Hardy Sons” 1978


I
As when I come tae Glasgow toon;
The hillen trips were right before me,
And the bonniest lass that e’er I saw,
She lived in Glasgow, they called her Peggy
II
Their chief(1) did meet her father soon,
And O! but he was wondrous angry;
He said, Ye may tak my owsen and kye,
But ye maunna tak my bonnie Peggy.
III
‘O haud your tongue, ye gude auld man,
For I’ve got coos and ewes already;
I come na to see your owsen or kye,
But I will tae your bonny Peggy.
IV
He set her on his jet-black horse,
And he himsel had a fine grey naigie,
And they are on mony miles to the north,
And nane wi them but the bonny Peggy.
V
I got now a thousand sheep,
A’ grazin on yon hills sae bonny,
And ilka hundred a shepherd has,
Altho I be but a Hieland laddie.
VI
Ox and sheep are bidden good enough
but corn stacks are mickel better
they will stand in the drift and the snow
when the sheep will di wi the wind and the weather.
VII
Ah, but I got fifty acres of land,
It’s a’ plowd and sawn already;
I am Lord Donald o the isles(4),
And why sud na Peggy be calld ma lady?
VIII
And seein’ all yon castles and towers
The sun shines down sae bright an bonny
I am Lord Donald o the isles,
And surely my Peggy will be ca’d a lady!”
Tradotto da Cattia Salto
I
Quando andai nella città di Glasgow,
le colline delle Lowland erano proprio davanti a me, la più bella ragazza mai vista viveva a Glasgow e si chiamava Peggy.
II
Il loro capo si incontrò subito con il padre di lei, ma lui era decisamente arrabbiato; “Potete rubare i miei cavalli e il mio bestiame,
ma non potrete rapire la mia bella Peggy”
III
“O frena la tua lingua, vecchio buonuomo,
perchè ho già mucche e pecore;
non vengo a rubare i tuoi cavalli e il bestiame,
ma prenderò la tua bella Peggy”
IV
Lui la mise sul cavallo nero come corvo,
e lui stesso aveva un bello stallone grigio,
e andarono per molte miglia verso il Nord,
e con loro c’era la bella Peggy.
V
“Io ho adesso un migliaio di pecore,
che pascolano tutte su quelle valli così belle,
e altre cento ha un pastore,
eppure non sono un signore delle Highland.
VI
Buoi e pecore vanno abbastanza bene,
ma i covoni di grano sono ancora meglio
sopportano la tempesta e la neve
come le pecore faranno con il vento e il tempo
VII
Ho cinquanta ettari di terreno,
già arati e seminati;
sono Lord Donald delle Isole,
e perché Peggy non dovrebbe essere chiamata Lady?
VIII
E guardando tutti quei castelli e torri
il sole splende così luminoso e bello
“Sono Lord Donald delle Isole
e di certo la mia Peggy sarà chiamata Lady”

NOTE
4) Il Signore delle Isole era il padrone di tutte le Isole Ebridi

continua The Highland Laddie

FONTI
http://www.tobarandualchais.co.uk/fullrecord/89746/1 http://71.174.62.16/Demo/LongerHarvest?Text=ChildRef_228 http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=72182 http:[email protected]?SongID=2277 http:[email protected]?SongID=2278 http:[email protected]?SongID=2276

DA BROOMFIELD HILL A BELLA CIAO

Un gentiluomo sfida una fanciulla da marito: egli è certo che lei perderà la sua virtù se si recherà nel bosco o nella brughiera! La scommessa che l’uomo è sicuro di vincere, si basa sul presupposto che quando una donna indugia per la brughiera o nel bosco, è perchè sta cercando qualcuno con cui fare sesso; forse persiste tutt’ora nella mentalità di certi maschi, il concetto che una donna seppur stuprata sia comunque responsabile della violenza subita(chiamiamolo “concorso di colpa”?) Ma la fanciulla fa ricorso alla magia e fa cadere l’uomo in un sonno innaturale; in molte versioni è espressamente citato l’uso della ginestra come pianta magica. (continua prima parte)

Così nella versione delle Isole Britanniche (Broomfield hill Child ballad #43), nella penisola italiana i titoli diventano La bevanda sonnifera, La mia mama l’è vechierela, La bella Brunetta.

 The Girl at the Well (Peasant Girl) (ca. 1831) George W. Simson Un cavaliere offre dei soldi in cambio di una notte d’amore a una procace fanciulla del popolo che si reca alla fontana per prendere l’acqua. La ragazza risponde che prima deve sentire il consiglio della madre, la quale le dice di accettare, e le prepara un sonnifero da far bere al focoso cavaliere. Quando il cavaliere le richiede di dormire ancora una notte con lui, la madre suggerisce alla figlia di rifiutare perchè se la prima volta è stata lei che è riuscita ad ingannarlo, alla seconda potrebbe essere invece il cavaliere ad ingannare lei!

ASCOLTA (su Spotify) La Ciapa Rusa in ” Ten Da Chent L’Archet Che La Sunada L’e Longa” 1982, gruppo di musica e canto tradizionale del Monferrato (Piemonte Sud-orientale)


“Dandu c’avni o lali là là
bela brunetta là li la là
solin soletta per la città o la li la là”
“E mi a vengo dalla fontana”
a prender l’acqua da far disnà”
E da là i pasa o lali là là
sgnur cavaliere là li la là
na preia ‘n t l’acqua ià ben tirà o la li la là
“che stia fermo, sgnur cavaliere
che l’acqua ciara m’la spurcherà”
“E ‘ntant l che ‘acqua o lali là là
che si rischiara là li la là
noi parleremo ‘n pochin d’amor o la li la là:
vi donaria 100 scudori
d’una notina a dormir con me !”
“Lo ‘ndaru dilu o lali là là
la mia mama là li la là
se sto consiglio me lo darà o la li la là”
“o sent’ an po’ la me cara mama
snur cavaliere cosa m’ha dì
me donaria 100 scudori
d’una notina dormir con me”
“o vatne pura, cara la me fia
100 scudoni i’en bon per ti
noi i daromma una bevanda
tutta la notte lui dormirà”
Tutta la notte c’al dorme e ronfa
e dell’amor s’a mai ricordà
E si s’nu ven-na e la mattina
Sur cavaliere sügava i’öcc!
“Cosa ‘l piura sgnur cavaliere
piura forse i suoi denà”
“mi piur pa i miei denari
piur la notte che i’è pasà
vi donaria un altro tanto
‘naltra notina dormir con me”
“L’andaru dijlu la mia mama
se l’è contenta me venerò”
“o senta ‘n po’ la mia cara mama
sgnur cavaliere cosa m’à dì
me donaria un altro tanto
‘n altra notina dormir con me”(17)
“e quan che ‘l pum (18), l’è tacà a la pianta
da tüti quanti l’è rimirà
e quan che ‘l pum a l’è cascà ‘n tera
da tüti quanti l’è rifüdà”
TRADUZIONE  DI CATTIA SALTO
“Da dove vieni,
bella brunetta,

sola soletta per la città?”
Vengo alla fontana
a prendere l’acqua 
per far da mangiare
E da là passa
il signor cavaliere
e ha tirato una pietre nell’acqua prendendo la mira
Stia fermo signor cavaliere
che mi sporcherà l’acqua ora limpida
E intanto che l’acqua
ritorna limpida,
noi due parleremo un poco d’amore,

vi donerò 100 scudi
per dormir con me una notte

Andrò a dirlo
alla mia mamma

per chiederle consiglio
Senti un po’ cara mamma,
cosa che il signor cavaliere mi ha detto:
mi donerebbe 100 scudi
per dormir con me una notte

Vai pure cara la mia figlia,
100 scudi sono buoni per te,
gli daremo una bevanda
e tutta la notte lui dormirà
E tutta la notte lui dorme e russa
e dell’amore si è scordato ormai.
Venuto il mattino il signor cavaliere
si asciugava gli occhi (dal pianto)
Perchè piangete signor cavaliere
piangete forse per i vostri soldi?
Non piango mica per i miei soldi,
piango per la notte che è passata.
Vi donerei un’altra volta tanto
se un’altra notte dormite con me” ”
Andrò a dirlo alla mia mamma
se è contenta io verrò
Sentite un po’ cara mamma,
cosa mi ha detto il signor cavaliere,
mi donerebbe un’altra volta tanto
se un’altra notte dormirò con lui“(17)
Quando la mela(18)
è appesa all’albero da tutti quanti è ammirata,
ma quando la mela casca in terra
da tutti quanti è scartata”

NOTE
17) qui manca la risposta della madre
18) la mela attaccata alla pianta simboleggia la verginità della ragazza. La strofa è un commento moraleggiante che potrebbe essere o della madre o del narratore: anche se la ragazza non ha perso la propria virtù, si comprometterebbe però agli occhi dei propri compaesani e nessuno la vorrebbe più (la calunnia è un venticello..)

ASCOLTA La Macina versione anconetana

Una versione veneto-trentina (La mia nona l’è vecchierella) è diventata filastrocca per bambini, ovviamente privata di ogni riferimento sessuale, per cui è la nonna ad offrire alla ragazza dei soldi per andare alla fontana a prendere l’acqua per la cena.
La ballata inizia così: La mia nona l’è vecchierella, la me dis ciao, la me fa ciao, la me dis ciao, ciao, ciao per tor l’acqua per far disnà.
I bambini, cantando il ritornello, si battevano le mani gli uni contro gli altri, prima mano destra su destra, poi sinistra su sinistra e poi entrambe le mani su quelle opposte del bambino di fronte.

ASCOLTA Patrizia Ercole, Angela Zecca, Ivan Siri

ASCOLTA anche questo arrangiamento dall’appennino bolognese rilegge la ballata come antesignana del notissimo canto sociale “O Bella Ciao” (e per districarsi nel magma del “chi ha scritto prima cosa” leggere l’articolo di Franco Fabbri qui)
“Ecco, la storia della Bella ciao delle mondine inizia da qui. Quando Giovanna Daffini, mondina e cantastorie, cantò davanti al microfono di Gianni Bosio e Roberto Leydi una Bella ciao nella quale ai noti versi del partigiano che ha “trovato l’invasor” era sostituita la descrizione di una giornata di lavoro delle mondine, non parve vero di aver rintracciato l’anello mancante fra un inno di lotta, espressione della più alta coscienza antifascista, e un precedente canto di lavoro proveniente dal mondo contadino. Nonostante qualche incongruenza e qualche sospetto, la versione venne accettata. E il Nuovo Canzoniere Italiano nel 1964 partecipò al Festival di Spoleto con lo spettacolo dal titolo Bella ciao. In quegli anni dei primi governi di centro-sinistra si compie quella che Bermani, riprendendo il concetto da Hobsbawm, chiama “l’invenzione di una tradizione”. Bella ciao, una canzone cantata durante la Resistenza da sparse formazioni emiliane, e da membri delle truppe regolari durante l’avanzata finale nell’ltalia centrale viene sempre più frequentemente preferita nelle manifestazioni unitarie a Fischia il vento, canto di larghissima diffusione fra tutte le formazioni partigiane, riconosciuto nell’immediato dopoguerra come l’inno della Resistenza. Fischia il vento ha il “difetto” di essere basata su una melodia russa, di contenere espliciti riferimenti socialcomunisti (“il sol dell’avvenir”), di essere stata cantata soprattutto dai garibaldini. Bella ciao è più “corretta”, politicamente e perfino culturalmente, anche se molti partigiani del Nord non la conoscevano nemmeno. Era poi un canto delle mondine, no?
No. Nel maggio del 1965 arriva una lettera all’Unità. La scrive Vasco Scansani, da Gualtieri, lo stesso paese della Daffini. Dice di essere lui l’autore della Bella ciao delle mondine, e di averla scritta nel 1951, basandosi sulla versione partigiana. Dice che la Daffini gli ha chiesto le parole, nel 1963. Allarmatissimi i ricercatori del Nuovo Canzoniere Italiano interrogano Scansani e la Daffini: si rendono conto, nella confusione delle testimonianze, che il mondo dei cantori popolari è più complesso e contaminato di quanto non credessero, che ci sono esigenze di repertorio, desiderio di compiacere il pubblico, e di compiacere gli stessi ricercatori. Parte un nuovo studio, si individuano tracce di Bella ciao in vari canti popolari, non si esclude che fossero parte anche del repertorio delle mondine: ma no, quella versione della Daffini è posteriore alla Bella ciao dei partigiani. La storia, come ho anticipato, non è finita: nel 1974 salta fuori un altro preteso autore di Bella ciao, ma di una versione del 1934: è Rinaldo Salvadori, ex carabiniere, che avrebbe scritto una canzone, La risaia, per amore di una ragazza marsigliese che andava anche a fare la mondina. Il testo, con versi come “e tante genti che passeranno” e “bella ciao”, glielo avrebbe messo a posto Giuseppe Rastelli (futuro autore di Papaveri e papere, politicamente “più nero che rosso”), e la Siae dell’epoca fascista ne avrebbe rifiutato il deposito.  (Franco Fabbri)

FONTI
http://mysongbook.de/msb/songs/b/broomfie.html http://mainlynorfolk.info/lloyd/songs/thebroomfieldhill.html http://71.174.62.16/Demo/LongerHarvest?Text=ChildRef_43 http://www.tobarandualchais.co.uk/en/fullrecord/32542/ 8;jsessionid=812324A683FEF6C1CE8605902FA08E7B http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=37413 http://www.mudcat.org/thread.cfm?threadid=17084http://womenarepersons.blogspot.it/2011/11/broomfield-hill-historical-analysis.html http://www.corostelutis.it/content/la-bella-brunetta-1 http://consiglio.basilicata.it/consiglioinforma/ files/docs/17/32/39/DOCUMENT_FILE_173239.pdf http://www.erbatisana.it/laboratorio-di-erboristeria/la-cenere-in-laboratorio/rimedio-con-la-cenere-della-ginestra
http://www.daltramontoallalba.it/civilta/ginestra.htm http://www.lavocedelserchio.it/vediarticolo.php?id=9831&page=0&t_a=la-ginestra-e-le-sanzioni
http://www.antiwarsongs.org/canzone.php?id=722&lang=it