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SHIP IN DISTRESS LAMENT

“You Seamen Bold” oppure “The Ship in Distress” è una canzone del mare che cerca di descrivere gli orrori patiti su di una nave sperduta nell’oceano e senza più viveri a bordo.
A. L. Lloyd scrive‘The story of the ship adrift, with its crew reduced to cannibalism but rescued in the nick of time, has a fascination for makers of sea legends. Cecil Sharp, who collected more than a thousand songs from Somerset, considered The Ship in Distress to be the grandest tune he had found in that country.’ (tratto da qui)

ASCOLTA  Martin Carhty&Dave SwarbrickASCOLTA Marc Almond Son Of Rogues Gallery ‘Pirate Ballads, Sea Songs & Chanteys ANTI 2013


I
You seamen bold who plough the ocean
See dangers landsmen never know.
It’s not for honour and promotion;
No tongue can tell what they undergo.
In the blusterous wind and the great dark water
Our ship went drifting on the sea,
Her rigging(1) gone, and her rudder broken,
Which brought us to extremity (2).
II
For fourteen days, heartsore and hungry,
Seeing but wild water and bitter sky,
Poor fellows, they stood in a totter,
A-casting lots as to which should die.
The lot (3) it fell on Robert Jackson,
Whose family was so very great.
‘I’m free to die, but oh, my comrades,
Let me keep look-out till the break of day.’
III
A full-dressed ship like the sun a-glittering(4)
Came bearing down to their relief.
As soon as this glad news was shouted,
It banished all their care and grief.
The ship brought to, no longer drifting,
Safe in Saint Vincent, Cape Verde, she gained.
You seamen all, who hear my story,
Pray you’ll never suffer the like again (5).
Traduzione italiano di Cattia Salto
I
Voi lupi di mare che solcate l’oceano
vedete pericoli che i terricoli mai conosceranno
non è per l’onore o la carriera
nessuna lingua può raccontare cosa subiscono nel vento minaccioso e nelle vaste acque oscure.
la nostra nave navigava sul mare,
il suo sartiame andato e il timone
rotto
che ci portò fuori rotta
II
Per quattordici giorni, disperati e affamati, non vedendo che acqua e cielo scuro, poveri compagni, si misero sui piedi traballanti per tirare a sorte chi doveva morire.
La sorte cadde su Robert Jackson,
la cui famiglia era di valore.
“Sono libero di morire, ma oh, miei compagni, lasciatemi guardare fino allo spuntar del giorno”
III
Una nave a vele spiegate scintillante come il sole
venne a portare loro sollievo
non appena la lieta notizia fu gridata
bandirono tutte le loro preoccupazioni e il dolore.
La nave li portò, non più alla deriva, al sicuro a Saint Vincente, Capo Verde.
Voi marinai tutti che ascoltare la mia storia, pregate di non soffrie mai  lo stesso.

NOTE
1) Marc dice  headgear (motore)
2) extremity: portare agli estremi da intendesi anche in senso morale
3) quello che tirava la paglia più corta era il “vincitore”, e si sacrificava per il bene dei sopravvissuti, questa pratica era definita “legge del mare
4) la giustapposizione tra le due strofe con l’uomo pronto per il sacrificio e l’avvistamento all’alba della nave che li soccorrerà, vuole mitigare la cruda realtà del cannibalismo, una pratica orribile a dirsi ma che è sempre in agguato nei momenti di disperazione e come risorsa estrema per la sopravvivenza. In realtà non sappiamo se la nave sia solo stata sognata dalla vittima sacrificale e la vera nave giunta chissà quanti giorni dopo a trarre in salvo i sopravvissuti.
5) raramente i marinai sopravvissuti riprendono il mare dopo i casi di cannibalismo (vedasi ad esempio la vicenda della baleniera Essex). Nel 1884 un tribunale inglese condannò due dei tre marinai dello yacht “Mignonette” che avevano ucciso Richard Parker, il mozzo diciassettenne per sfamarsi, (il terzo ebbe l’immunità perché accettò di testimoniare); la condanna a morte venne commutata in un secondo tempo in sei mesi di carcere. Caso curioso è che Edgar Allan Poe nel 1838 nelle “Le avventure di Arthur Gordon Pym” racconta di quattro naufraghi  costretti in una scialuppa di salvataggio che decidono di affidarsi alla “legge del mare”, il mozzo che tirò la pagliuzza più corta si chiamava  Richard Parker!

continua: Little Boy Billy

FONTI
https://mainlynorfolk.info/lloyd/songs/theshipindistress.html
http://www.mustrad.org.uk/songbook/sea_bold.htm
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=22872
https://anglofolksongs.wordpress.com/2015/05/04/the-ship-in-distress/

https://www.linkedin.com/pulse/anche-i-cannibali-hanno-un-cuoree-se-lo-mangiano-luca-luca-nave

http://www.canestrinilex.com/risorse/dudley-and-stephens-case-1884-mignonette/

The Cold Coast of Greenland 

The Spermwhale Fishery (o più correttamente The Cold Coast of Greenland)  è una variante di una canzone molto popolare nelle Isole Britanniche con il titolo “The Low Lands of Holland“: là  è la storia di una donna che la notte stessa delle nozze è abbandonata dallo sposo, il quale si arruola in marina per andare a combattere nelle “Lowlands of Holland”; qui lo sposo viene ingaggiato per andare in Groenlandia a caccia di balene. Ciò che non si evince direttamente in questa variante è la morte del giovane mentre è intento alla caccia: il suo corpo resterà per sempre in Groenlandia sepolto dal mare o dai ghiacci.

Il canto è infatti un lament in cui la giovane sposa  dichiara il suo eterno amore per il marito morto in mare in cui afferma che mai più si risposerà.

ASCOLTA Shirley Collins in False True Lovers 1959 (strofe I, VI, V)

ASCOLTA Ewan MacColl in Whailing Ballads (su Spotify)


I
Last night I was a-married
and on my marriage bed;
There came a bold sea-captain
and he stood at my bedhead,
Crying, “Arise, arise, you married man, and come along with me
To the cold, cold coast of Greenland
to the spermwhale  fishery.”
II
She held her love all in her arms,
a-thinking he might stay
Till the cruel captain came again;
he was forced to go away.
“It’s many a bright and bold young man must sail this night with me
To the cold, cold coast of Greenland and the sperm whale fishery.”
III
Her love he went on shipboard
and a lofty ship was she,
With a score of bold young whalermen to bear him company,
But the mainmast and the rigging they lie buried in the sea (1)
Off the cold, cold coast of Greenland in the sperm whale fishery.
IV
Said the father to the daughter,
“What makes you so lament?
There’s many a lad in our town
can give your heart content.”
“There is no lad in our town, no lord nor duke,” said she,
“Can ease my mind now the stormy wind has twined my love from me.”
V
No shoes nor stockings I’ll put on,
no comb go in my hair(2)
Nor any lamp or candle burn in my chamber bare.
Nor shall I lie with any young man
until the day I die
Now the cold, cold coast of Greenland lies between my love and me.
VI
Now Greenland is a dreadful place (3)
a land that’s never green;
It’s a wild inhabitation for a lover to be in.
Where the keen winds blow
and the whalefish go and daylight’s seldom seen;
And the cold, cold coast of Greenland lies between my love and me.
Traduzione italiano di Cattia Salto
I
La sera che mi ero appena sposata
accanto al mio letto di nozze
venne un coraggioso capitano
e stava ritto al capezzale
dicendo: “Alzati alzati, giovane sposo
e vieni con me
nelle fredda, fredda terra della Groenlandia  a pesca del capodoglio”.
II
Lei afferrò il suo amore tra le braccia
sperando che potesse restare, ma il capitano crudele ritornò e lui fu costretto ad imbarcarsi “Più di un forte e coraggioso giovanotto deve salpare questa notte con me, per la  fredda, fredda terra della Groenlandia  a pesca del capodoglio”.
III
Il suo amore salì a bordo
su una nave maestosa
con una ventina di balenieri giovani e coraggiosi ad accompagnarlo,
ma l’albero maestro e il sartiame finirono sepolti in mare
al largo della  fredda, fredda terra della Groenlandia  a pesca del capodoglio
IV
Disse il padre alla figlia
“Perchè ti lamenti così?
Ci sono molti giovani nella nostra città
che possono farti felice”
“Non c’è uomo, in città, ne gransignore o duca – disse lei- che possano farmi cambiare idea, il vento di tempesta ha legato il mio amore e me”
V
Nè scarpe, nè calze metterò, non mi pettinerò i capelli
e nemmeno lampada o candela brucerà nella mia spoglia stanza.
Non dormirò con un altro uomo fino al giorno della mia morte
la fredda, fredda terra della Groenlandia sta tra il mio amore e me.
VI
La Groenlandia è un posto terribile,
una terra che mai fiorisce;
un posto selvaggio perchè ci resti un innamorato.
Dove i venti spietati soffiano
e va la balena e la luce del sole è vista di rado
e la fredda, fredda terra della Groenlandia sta tra il mio amore e me.

NOTE
1) la descrizione del naufragio viene dalle versioni scozzesi della storia
2) per il lutto
3) la descrizione è un topico del genere e compare in  molte canzoni sulla caccia alle balene vedi

FONTI https://mainlynorfolk.info/lloyd/songs/thecoldcoastofgreenland.html

The Grey Funnel Line

Il folksinger Cyril Tawney  scrisse “The Grey Funnel Line” nel 1959 prima di congedarsi dalla Marina Reale del Regno Unito. E’ lo stesso Cyril a raccontare la genesi del brano (vedi): come in molti shanty il marinaio si lamenta del suo arruolamento desiderando con nostalgia la vita accanto al proprio amore, ma sono in genere lacrime da coccodrillo..
ASCOLTA Jolie Holland Rogue’s Gallery: Pirate Ballads, Sea Songs and Chanteys ANTI 2006, una versione con molto soul

ASCOLTA Dolores Keane, Mary Black, Emmylou Harris

ASCOLTA Islands in A Sleep & a Forgetting 2012 Strofe I, II, V, VI


I
Don’t mind the rain or the rolling sea,
The weary night never worries me.
But the hardest time in sailor’s day
Is to watch the sun as it dies away.
It’s one more day on the Grey Funnel Line (1).
II
The finest ship that sailed the sea
Is still a prison for the likes of me.
But give me wings like Noah’s dove,
I’d fly up harbour to the girl I love.
It’s one more day on the Grey Funnel Line.
III
There was a time my heart was free
Like a floating spar on the open sea.
But now the spar is washed ashore,
It comes to rest at my real love’s door.
It’s one more day on the Grey Funnel Line.
IV
Every time I gaze behind the screws (2)
Makes me long for old Peter’s shoes (3).
I’d walk right down that silver lane
And take my love in my arms again.
It’s one more day on the Grey Funnel Line.
V
Oh Lord, if dreams were only real
I’d have my hands on that wooden wheel (4).
And with all my heart I’d turn her round
And tell the boys that we’re homeward bound.
It’s one more day on the Grey Funnel Line.
VI
I’ll pass the time like some machine
Until blue water turns to green.
Then I’ll dance on down that walk-ashore
And sail the Grey Funnel Line no more.
And sail the Grey Funnel Line no more.
Traduzione italiano di Cattia Salto
I
Non bado alla pioggia o al mare agitato
la notte fredda non mi preoccupa mai
ma il tempo più duro in una giornata da marinaio è guardare il sole mentre tramonta, un altro giorno nella Gray Funnel Line
II
La nave più bella che solcò il mare è tuttavia una prigione per quelli come me. Ma dammi le ali come la colomba di Noe volerò oltre il porto dalla ragazza che amo. Un altro giorno nella Gray Funnel Line
III
Ci fu un tempo in cui il mio cuore era libero come una piattaforma galleggiante nel mare aperto. Ma ora la piattaforma è trasportata a riva, si ferma alla porta del mio vero amore. un altro giorno nella Grey Funnel Line.
IV
Ogni volta che guardo dentro ai motori ad elica mi viene da desiderare le scarpe del vecchio Peter.
Camminerei su quella scia d’argento e prenderei di nuovo il mio amore tra le braccia
un altro giorno nella Grey Funnel Line.
V
Oh Signore, se i sogni fossero realtà
metterei le mani su quella ruota di legno
e con tutto il cuore la farei girare
e direi ai ragazzi che siamo diretti verso casa
un altro giorno nella Grey Funnel Line.
VI
Passerò il tempo come quella macchina
finchè l’acqua azzurra non diventerà verde.
E ballerò su quel pontile
e non navigherò mai più con la Grey Funnel Line
e non navigherò mai più con la Grey Funnel Line.

NOTE
1) i fumaioli delle navi a vapore essendo i tratti più evidenti e riconoscibili nelle lunghe distanze erano verniciati con colori ditintivi dalla varie linee mercantili, così i fumaioli della Royal Navi per Cyril Tawney erano grigio canna di fucile
2) non so se ho tradotto correttamente
3) Old Peter o Saint Peter’s shoes sono le scarpe del vecchio pescatore biblico, che grazie alla fede camminò sulle acque: Se avesse avuto l’abilità di Pietro di camminare sull’acqua, avrebbe potuto camminare sulla scia della luna per titornare tra le braccia del suo amore
4) il timone

FONTI
https://mainlynorfolk.info/cyril.tawney/songs/thegreyfunnelline.html
https://mudcat.org/thread.cfm?threadid=16942

Old Man of the Sea

Baby Gramps un po’ hobo, un po’ pirata, con una voce da vecchio lupo di mare, nasce a Miami ma finisce a Seattle, inizia come musicista di strada e poi gira per il mondo in concerto, collaborando con artisti di grosso calibro, eppure non abbandona mai la strada e preferisce i piccoli club.

Con l’aplomb e l’energia di Jack Sparrow, accessioriato di borsalino, capelli lunghi e barba fluente con treccine, canta e suona il folk, il canto della gente e la protesta, canzoni ragtime, l’inizio del rock ‘n’ roll e il country, blues jazz anni 20-30, ma anche brani originali in stile vaudville, con parole che sono giochi di parole, esercizio di stile retorico o enigmistico. Colleziona vecchi e strani strumenti e vecchie canzoni, ed è un autentico musicista indie, indipendente!
La voce particolare alla Popeye (secondo alcuni a metà tra il didgeridoo e il monaco tibetano) è nientemeno che uno stile vocale: “The style is called “vocal fry”.  It has been variously employed for effect by heavy metal artists among others.  The techniques used to achieve it are akin to those used by Central Asian throat-singers and Tibetan monks, though of a lesser order.  Its appropriateness for the singing of pirate songs will be a subject for lively debate” (Tipi Dan)
Anche lo stile con cui suona la chitarra (dobro) è assolutamente personale. In un’intervista dichiara di aver dovuto far di necessità virtù, avendola eraditata dal padre musicista, con relativi tasti consumati e i buchi nel legno: si è dovuto inventare delle cose per riuscire a farla suonare! Il senso ritmico gli viene dagli studi alla batteria, il suo primo strumento, ed è come se applicasse sulla chitarra le tecniche imparate.
Secondo un articolo del Seattle Metropolitan Magazine, Baby Gramps è considerato uno dei 50 musicisti più influenti negli ultimi 100 anni insieme a Ray Charles, Jelly Roll Morton, Ernestine Anderson, John Cage, Bill Frisell, Jimi Hendrix, Quincy Jones, The Wailers, The Ventures, Soundgarden, e Pearl Jam. Gli è riconosciuto il merito di aver fatto conoscere al pubblico di Seattle vecchi blues e antiche ballate che il resto del mondo ha in buona parte dimenticato.

Nella compilation Rogues Gallery (2006) incide due brani “Cape Cod Girls”  e  Old Man of the Sea, un originale composto e scritto da lui.

Max Klinger, Triton and Nereid (1895)

ASCOLTA Baby Gramps in Rogue’s Gallery: Pirate Ballads, Sea Songs and Chanteys ANTI 2006 (strofe da I a V, III, I, II; III)


I
At times I feel the shapeliest of mermaids
Course through my veins
But the feel of these shapely mermaids
Of course is only in vain
II
I would let the seaweed splash
Upon my eyelash
I would let the sea weed splash splash splash.
Upon my eyelash
III
If I were the old man of the sea (1)
I would bathe the lovely mermaids
If I were the old man of the seawee-, wee-, seaweeds,
I’d bathe the lovely mermaids.
IV
Now I dreamt I saw an old mermaids snorkel
Down dangle from the ships portal
And when I tiptoed to peep in (in a bucket of absinthe)
Saw she was soaking her fins
V
I would let miss Octopus
Brush and braid my bush.
I’d let miss octo- miss Octopus
Brush and braid my bush
Traduzione italiano di Cattia Salto*
I
A volte sento la più ben fatta delle sirene
scorrermi nelle vene
ma la sensazione di queste sirene aggraziate naturalmente è vana
II
Lascerei il tocco delle alghe
sulle mie ciglia
Lascerei il tocco delle alghe, tocco, tocco, tocco
sulle mie ciglia
III
Se fossi il vecchio del mare
farei il bagno alla belle sirene
se fossi il vecchio delle alghe
ghee- alghe
farei il bagno alle belle sirene
IV
Ho sognato di vedere una vecchia polena delle sirene
penzolare dall’oblò e quando in punta di piedi facevo capolino (con un secchio d’assenzio),  vidi che stava immergendo le sue pinne
V
Vorrei che miss Piovra
spazzolasse e intrecciasse i miei capelli
Vorrei che miss Pio – miss Piovra
spazzolasse e intrecciasse i miei capelli

NOTE
*la traduzione non rende giustizia all’assonanza delle parole nella lingua originale
1) il vecchio del Mare è un dio, Tritone o lo stesso Poseidone

FONTI
http://www.babygramps.com/
https://ismaels.wordpress.com/2010/05/11/rogue%E2%80%99s-gallery-the-art-of-the-siren-37/
http://spectrumculture.com/2008/11/15/interview-baby-gramps/

Good Ship Venus

“Good Ship Venus” ( o “Friggin in the Riggin”) è una canzone del mare decisamente volgare, una canzonaccia da pirati ubriachi (una “bawdy drinking song”) con un crescendo descrittivo di atti osceni presumibilmente avvenuti sulla nave Venus. Secondo alcuni la canzone è stata ispirata dall’ammutinamento sul brigantino Venere  sobillato da Charlotte Badger, la prima donna pirata australiana (1806). Originaria dello Worcestershire, era una poverella che per campare e nutrire la famiglia si dedicava a piccoli furti, finchè fu sorpresa a rubare un fazzoletto di seta e qualche moneta, e finì ai lavori forzati nel Nuovo Galles del Sud (Australia). Il sistema carceraio ai tempi era severissimo e chi rubava (ai ricchi) passava come minimo sette anni in galera (o nelle colonie penali d’oltreoceano). Dopo aver scontato la sua pena Charlotte si imbarcò sul “Venus” ma il capitano del brigantino Samuel Chase era un sadico, che godeva a frustare le donne, e si accanì contro Charlotte e una sua compagna Catherine Hagerty.
Le due donne convinsero i passeggeri a ribellarsi e riuscirono a prendere possesso della nave dirigendosi verso la Nuova Zelanda (o la Tasmania): della nave non si seppe più nulla e anche sulle  due piratesse ci sono scarse notizie, secondo un racconto la nave fu catturata dai nativi maori che la bruciarono e si cibarono dell’equipaggio. Un’altra storia racconta che Charlotte riuscì a nascondersi sull’isola e ad imbarcarsi su una baleniera americana travestita da uomo.

ASCOLTA Loudon Wainwright III in Rogue’s Gallery: Pirate Ballads, Sea Songs and Chanteys ANTI 2006 (senza ritornello)

Registrata anche dai Sex Pistols e dagli Anthrax con il titolo “Friggin in the Riggin” con l’aggiunta del ritornello e alcunie varianti nelle strofe (vedi)

Friggin’ in the riggin’
Friggin’ in the riggin’
Friggin’ in the riggin’
There was fuck all else to do
I
On the good ship Venus
By Christ you should have seen us
The figurehead was a whore in bed
Sucking a dead man’s penis
The captain’s name was Lugger
By Christ he was a bugger
He wasn’t fit to shovel shit
From one ship to another
II
And the second mate was Andy
By Christ he had a dandy
Till they crushed his cock on a jagged rock
For cumming in the brandy.
The third mate’s name was Morgan
By God he was a gorgon
From half past eight he played till late
Upon the captain’s organ
III
The captain’s wife was Mabel
And by God was she able
To give the crew their daily screw(1)
Upon the galley table
The captain’s daughter Charlotte (2)
Was born and bred a harlot
Her thighs at night were lily white
By morning they were scarlet
IV
The cabin boy was Kipper
By Christ he was a nipper
He stuffed his ass with broken glass
And circumcised the skipper
The captain’s lovely daughter
Liked swimming in the water
Delighted squeals came when some eels
Found her sexual quarters
Traduzione italiano di Cattia Salto
Fottere nel sartiame
Fottere nel sartiame
non c’era un cazzo d’altro a fare
I
Sulla buona nave Venere
per Cristo dovresti vederci!
La polena era una puttana nel letto
che succhia il pene di un uomo morto.
Il nome del capitano era Lugger,
per Cristo era un sodomita
buono solo a spalare merda
da una nave all’altra.
II
E il secondo era Andy
per Cristo sembrava un damerino
finchè gli hanno pigiato il cazzo su una roccia aguzza
e fatto venire nel brandy.
Il nome del terzo ufficiale era Morgan
per Dio era una gorgone,
dalle otto e mezza fino a tardi suonava sull’organo del capitano
III
La moglie del capitano era Mabel
e per Dio se era capace
di dare alla ciurma la “sturata” giornaliera sul tavolo della cambusa.
La figlia del capitano Charlotte
nacque e fu allevata da una prostituta
le sue cosce di notte biancogiglio
al mattino erano scarlatte.
IV
Il mozzo era Kipper
per Cristo se era birichino,
si è ficcato in culo i vetri rotti
per circoncidere il capitano.
La bella figlia del capitano
amava nuotare nell’acqua
deliziosi squittii fece quando delle anguille
trovarono le sue parti intime.

NOTE
1) screw significa in questo contesto “cavatappi”, da qui il senso di “sturare” sinonimo di sveltina
2) probabile riferimento alla piratessa Charlotte Badger

FONTI
http://terreceltiche.altervista.org/emigration-songs/

LA FANCIULLA MARINAIO

The Pinery Boy

“Pinery Boy” è la versione americana di una vecchia canzone inglese (Sailor’s life, Sweet William) ambientata nel mondo dei taglialegna del Wisconsin.

E’ stata raccolta da Franz Rickaby e pubblicata nel suo “Ballads and Songs of the Shanty-Boy” (1926): quando quel mondo stava andando in declino, il giovane Franz viaggiò per l’Alto Midwest (era l’agosto del 1919) con il suo violino, a fare conversazione con quegli uomini, a trascrivere le melodie e i testi, ad annotare le storie dei suoi informatori; morì a 35 anni, nel 1926 e pocchi mesi dopo la sua morte venne pubblicato dalla Harvard University Press “Pinery Boys: Songs and Songcatching in Lumberjack Era”. Quasi un secolo dopo il libro è andato in ristampa con un saggio biografico di Gretchen Dykstra.

Una giovane donna è alla disperata ricerca, lungo il corso del Wisconsin, del suo amante boscaiolo, ma quando apprende che è morto, si lascia morire di crepacuore (o si sflacella con la sua canoa contro le rocce).

ASCOLTA Sam Eskin in Sea Shanties and Loggers’ Songs (1951)- su spotify
ASCOLTA Art Thieme  in On the Wildnerness Road 1986 (su Spotify)
ASCOLTA Nick Cave in Rogues Gallery: Pirate Ballads, Sea Songs, and Chanteys, ANTI- 2006 (strofe da I a VI)  suggestionati dai toni cupi e dalla fama di Nick, non possiamo fare a meno di pensare ad una murder ballad, ma la ballata non ci dice nulla sulle circostanze  della morte del ragazzo, ed è più probabile un incidente sul lavoro.


I
“O father, O father, build me a boat
Then down the Wisconsin I may float
And every raft that I pass by
There I will inquire for my sweet pinery boy (1)”
II
As she was rowing down the stream
She saw three rafts all in the string
And she hailed the pilot as they passed by/And there did she inquire for her sweet pinery boy
III
“O pilot, O pilot, tell me true
Is my sweet Willie among your crew?
O tell me quick and give me joy
For none other will I have but my sweet pinery boy”
IV
“O, auburn was the colour of his hair
And his eyes were blue and his cheeks were fair
And his lips were of a ruby fine
Ten thousand times they’ve met with mine”
V
“O dear, dear lady, he is not here
He has drowned in the dells, I fear
‘Twas at Lone Rock as we passed by
O there is where we left your sweet pinery boy”
VI
She wrung her hands and tore her hair
Just like a lady in grave despair
She rowed her boat against Lone Rock (2)
For a pinery boy her heart was broke
VII
“Dig me a grave both long and deep,
Place a marble slab at my head and feet;
And on my breast a turtle dove
To let the world know that I died for love.
And at my feet a spreading oak
To let the world know that my heart was broke.”
Traduzione italiano di Cattia Salto
I
“Padre o padre, costruiscimi una barca
con cui scenderò il Wisconsin
e a ogni zattera che supererò
chiederò del mio caro ragazzo boscaiolo”
II
Remando lungo il fiume
vide tre zattere in fila,
e salutò il conducente mentre passavano,
e chiese del suo caro giovane boscaiolo
III
“O pilota, pilota, dimmi la verità, il mio bel William è tra il tuo equipaggio?
Dimmi presto e rallegrami
che nessun altro voglio avere tranne il mio caro ragazzo boscaiolo!
IV
Oh rossiccio era il colore dei suoi capelli e i suoi occhi azzurri, e le sue guance chiare,
e le sue labbra erano di puro rubino, diecimila volte si sono incontrate con le mie”
V
“Oh cara, cara madama, non è qui
è caduto nell’acqua, temo,
al Lone Rock che abbiamo passato
oh là è dove giace il tuo caro ragazzo boscaiolo”
VI
Si torse le mani e si strappò i capelli
proprio come una dama in grave lutto,
spinse la sua barca contro il Lone Rock
perchè il suo cuore era spezzato per un giovane  boscaiolo
VII
“Scavatemi una tomba lunga e stretta
mettete un lastra di marmo alla mia testa e ai piedi;
e sul mio petto una colomba
perchè il mondo sappia che morii per amore
e ai miei piedi una quercia frondosa
per far conoscere al mondo che il mio cuore si era spezzato”

NOTE
1) letteralmente “il ragazzo della piantagione, foresta di conifere” I Lumbermen arruolavano le loro ciurme di boscaioli a Chicago e appena il clima diventava più rigido si partiva per le “miniere di legname” per il taglio, accampandosi nelle baracche dei campi di lavoro. Dopo i primi tempi in cui la falciatura si svolgeva sulle coste dei corsi d’acqua, si dovette procedere sempre più nell’interno della regione. Doveva esserci il ghiaccio per poter trascinare i pesantissimi tronchi fino al bordo dei “pantani” dove restavano accatastati per tutto l’inverno. Con l’arrivo del disgelo i tronchi galleggianti defluivano verso i corsi d’acqua principali per arrivare fino ai Grandi Laghi.
2) la ragazza manda la sua canoa a sflacellarsi contro gli scogli perche vuole morire nello stesso posto in cui è morto il suo amore.

FONTI
“Il maiale e il grattacielo: Chicago, una storia del nostro futuro” di Marco D’Eramo

http://highlandscurrent.com/2017/06/08/chasing-lumberjacks-songs/
https://folkways.si.edu/sam-eskin/sea-shanties-and-loggers-songs/american-folk-celtic/music/album/smithsonian
http://www.mustrad.org.uk/reviews/pinery.htm
https://mnheritagesongbook.net/the-songs/texts-and-additional-notes-on-printed-songs/the-pinery-boy-new-material/

The Cry of Man by Harry Kemp

The poor man is not he who is without a cent, but he who is without a dream.”—Harry Kemp

“The Cry of Man” è un adattamento musicale dei versi del  poeta e scrittore Harry Hibbard Kemp (1883–1960), idolo dei giovani americani del tempo, che amava farsi chiamare «the Vagabond Poet»: assiduo frequentatore del Village Vanguard (il jazz club del Greenwich Village aperto nel 1935, quando agli esordi si suonava folk e si recitavano poesie beat), ma che visse a lungo in una baracca tra le dune di Provincetown, Capo Cod (Massachusetts ) dove morì; da giovane andò marinaio, viaggiò per gli States spostandosi con i treni come un hobo e scrisse alcuni libri autobiografici sulle sue esperienze di vagabondo che ebbero un discreto successo editoriale negli anni 1990-1939.

Oh yes, Harry Kemp was a shack person. When an abscessed tooth nagged him, he removed it himself with a screwdriver. He scratched out his verses with a seagull feather, wore beach rose garlands in his light colored hair, and fancied wearing capes. He knew Greek and Latin (self-taught, of course) and was a serious student of the Bible. Handouts from friends kept him alive. (tratto da qui)

la baracca di Harry Kemp a Provincetown

Seppure non sia una canzone del mare, “The Cry of Man” esprime in pieno lo spirito inquieto e vagabondo del marinaio, la sua inestinguibile sete di avventura.
ASCOLTA Mary Margaret O’Hara – in Rogues Gallery: Pirate Ballads, Sea Songs, and Chanteys, ANTI- 2006.


I
There is a crying in my heart
That never will be still
Like the voice of a lonely bird
Behind a starry hill
There is a crying in my heart
For what I may not know
An infinite crying of desire
Because my feet are slow
II
My feet are slow,
my eyes are blind,
My hands are weak to hold:
It is the universe I seek,
All life I would enfold!
There is a crying in my heart
That never will be still
Like the voice of a lonely bird
Behind a starry hill …
Traduzione italiano di Cattia Salto
I
C’è un grido nel mio cuore
che mai tacerà
come la voce di un uccello solitario
dietro a una collina di stelle. (1)
C’è un grido nel mio cuore
per ciò che forse non saprò,
un lamento infinito di desiderio
perchè i miei passi sono lenti.
II
I miei passi sono lenti,
i miei occhi ciechi,
le mie mani hanno una presa debole:
è l’universo che cerco,
tutta la vita lo vorrei abbracciare!
C’è un grido nel mio cuore
che mai si quieterà,
come la voce di un uccello solitario
dietro a una collina di stelle

NOTE
1) c’è sempre qualcosa oltre l’orizzonte

FONTI
http://www.eoneill.com/library/newsletter/iv_1-2/iv-1-2f.htm

Dan Dan, sea shanty

Dan Dan è un sea shanty riportato da Stan Hugill che dice di averlo appreso dall’amico marinaio Barbados Harding, un canto utilizzato come hauling shanty o per lo scarico delle merci, diffuso nelle isole caraibiche e più in generale nelle Indie Occidentali.
Dalle ricerche di Hulton Clint apprendiamo che lo chanty “Dan Dan Oh” riportato da Roger D. Abrahams nel suo “Deep the Water, Shallow the Shore” (1974) ha un testo correlato. Il canto era tipico dei balenieri quando trascinavano la carcassa della balena sulla spiaggia.

ASCOLTA David Thomas in Rogue’s Gallery: Pirate Ballads, Sea Songs, and Chanteys, ANTI- 2006.

ASCOLTA Hulton Clint sulla versione di Stan Hugill

ASCOLTA Hulton Clint sulla versione di Roger D. Abrahams


My name, it is Dan Dan
My name, it is Dan Dan
Somebody stole my rum
He didn’t leave me none
That no good son of a gun
My name, it is Dan Dan
A sailor man I am
Somebody took my wife
Somebody took my knife
My name, it is Dan Dan
Traduzione italiano di Cattia Salto
Il mio nome è Dan Dan
Il mio nome è Dan Dan
qualcuno mi ha fregato il rum
e non mi ha lasciato niente
quel figlio di buona donna!
Il mio nome è Dan Dan
e sono un marinaio
qualcuno mi ha preso la moglie
qualcuno mi ha preso il coltello
Il mio nome è Dan Dan

ROGUES GALLERY & SON OF ROGUES GALLERY

Sulla scia del film  “Pirati dei caraibi”  il produttore Hal Willner (con Gore Verbinski e Johnny Depp) diede alle stampe una prima compilation (Rogue’s Gallery: Pirate Ballads, Sea Songs and Chanteys) dedicata a canzoni tradizionali ispirate alla vita della pirateria e della marineria in genere (2006 ).
Il bis è arrivato nel 2013 con un altro doppio Cd (Son of Rogues Gallery: Pirate Ballads, Sea Songs & Chanteys)
Una galleria di brutti ceffi come da casellario criminale, che interpretano i canti dei pirati con la propria sensibilità e il relativo background musicale; il progetto coordinato da Hal Willner è iniziata con una lunga ricerca dei testi e delle melodie negli archivi storici e nel web e si è concretizzato in una serie di intense “session” a  Seattle, Los Angeles, Londra, Dublino e New York. Il materiale registrato è bastato per quattro cd pubblicati (in formato doppio) a sei anni di distanza .

Il regista Verbinski usa metafore marine per descrivere l’esperienza.
«L´oceano. È tutto intorno al grande blu che riempie due terzi del pianeta. Il rapporto dell´essere umano con questo abisso crea un´interessante prospettiva. Credo che i navigatori del tempo stessero danzando con la morte, e queste sono le loro canzoni. Risuonano con la gente in qualche livello interiore che non è immediatamente chiaro perché non è nella nostra memoria, è nel nostro sangue. È quello che ci fa sentire così soli».

ROGUES GALLERY: PIRATE BALLADS, SEA SONGS AND CHANTEYS

2006 – Anti-Records

Disc 1:

Cape Cod Girls” – Baby Gramps – 7:14
Mingulay Boat Song” – Richard Thompson – 4:13
My Son John” – John C. Reilly – 1:38
Fire Down Below” – Nick Cave – 2:50
Turkish Revelry” – Loudon Wainwright III – 4:21
Bully in the Alley” – Three Pruned Men (The Virgin Prunes) – 2:30
The Cruel Ship’s Captain” – Bryan Ferry – 3:35
Dead Horse” – Robin Holcomb – 2:54
Spanish Ladies” – Bill Frisell – 2:22
Coast of High Barbary” – Joseph Arthur – 4:02
Haul Away Joe” – Mark Anthony Thompson – 4:10
Dan Dan” – David Thomas – 0:50
Blood Red Roses” – Sting – 2:44
Sally Brown” – Teddy Thompson – 2:54
Lowlands Away” – Rufus Wainwright & Kate McGarrigle – 3:25
Baltimore Whores” – Gavin Friday – 4:40
Rolling Sea” – Eliza Carthy – 4:49
The Mermaid” – Martin Carthy & The UK Group – 2:23
Haul on the Bowline” – Bob Neuwirth – 1:29
A Dying Sailor to His Shipmates” – Bono – 4:44
Bonnie Portmore” – Lucinda Williams – 3:36
Shenandoah” – Richard Greene & Jack Shit – 2:58
The Cry of Man” – Mary Margaret O’Hara – 3:06

Disc 2:

Boney” – Jack Shit – 1:55
Good Ship Venus” – Loudon Wainwright III – 3:15
Long Time Ago” – White Magic – 2:35
Pinery Boy” – Nick Cave – 3:15
Lowlands Low” – Bryan Ferry & Antony – 2:35
One Spring Morning” – Akron/Family – 5:25
Hog Eye Man” – Martin Carthy & Family – 2:44
The Fiddler” – Ricky Jay & Richard Greene – 1:34
Caroline and Her Young Sailor Bold” – Andrea Corr – 3:58
Fathom the Bowl” – John C. Reilly – 3:44
Drunken Sailor” – David Thomas – 3:44
Farewell Nancy” – Ed Harcourt – 6:06
Hanging Johnny” – Stan Ridgway – 3:28
Old Man of the Sea” – Baby Gramps – 5:18
Greenland Whale Fisheries” – Van Dyke Parks – 4:41
Shallow Brown” – Sting – 2:30
The Grey Funnel Line” – Jolie Holland – 4:53
A Drop of Nelson’s Blood” – Jarvis Cocker – 7:10
Leave Her Johnny” – Lou Reed – 5:30
Little Boy Billy” – Ralph Steadman – 5:33

SON OF ROGUES GALLERY: PIRATE BALLADS, SEA SONGS AND CHANTEYS

2013 – Anti-Records

Disc 1:

(alcuni testi non sono ancora reperibili in rete)

  1. Leaving of Liverpool – Shane MacGowan w/ Johnny Depp & Gore Verbinski
  2. Sam’s Gone Away – Robyn Hitchcock
  3. River Come Down – Beth Orton
  4. Row Bullies Row – Sean Lennon w/ Jack Shit
  5. Shenandoah – Tom Waits w/ Keith Richards
  6. Mr. Stormalong – Ivan Neville
  7. Asshole Rules the Navy – Iggy Pop w/ A Hawk and a Hacksaw
  8. Off to Sea Once More – Macy Gray
  9. The Ol’ OG – Ed Harcourt
  10. Pirate Jenny – Shilpa Ray w/ Nick Cave & Warren Ellis
  11. The Mermaid – Patti Smith & Johnny Depp
  12. Anthem for Old Souls – Chuck E. Weiss
  13. Orange Claw Hammer – Ed Pastorini
  14. Sweet and Low – The Americans
  15. Ye Mariners All – Robin Holcomb & Jessica Kenny
  16. Tom’s Gone to Hilo – Gavin Friday and Shannon McNally
  17. Bear Away – Kenny Wollesen & The Himalayas Marching Band

Disc 2: in elaborazione

    1. Handsome Cabin Boy – Frank Zappa & the Mothers of Invention
    2. Rio Grande – Michael Stipe & Courtney Love
    3. Ship in Distress – Marc Almond
    4. In Lure of the Tropics – Dr. John
    5. Rolling Down to Old Maui – Todd Rundgren
    6. Jack Tar on Shore – Dan Zanes w/ Broken Social Scene
    7. Sally Racket Sissy Bounce – Katey Red & Big Freedia with Akron/Family
    8. Wild Goose – Broken Social Scene
    9. Flandyke Shore – Marianne Faithfull w/ Kate & Anna McGarrigle
    10. The Chantey of Noah and his Ark (Old School Song) – Ricky Jay
    11. Whiskey Johnny – Michael Gira
    12. Sunshine Life for Me – Petra Haden w/ Lenny Pickett
    13. Row the Boat Child – Jenni Muldaur
    14. General Taylor – Richard Thompson w/ Jack Shit
    15. Marianne – Tim Robbins w/ Matthew Sweet & Susanna Hoffs
    16. Barnacle Bill the Sailor – Kembra Phaler w/ Antony/Joseph Arthur/Foetus
    17. Missus McGraw – Angelica Huston w/ The Weisberg Strings
    18. The Dreadnought – Iggy Pop & Elegant Too
    19. Then Said the Captain to Me (Two Poems of the Sea) – Mary Margaret O’Hara

FONTI
http://www.anti.com/releases/pirate-ballads-sea-songs-and-chanteys/
http://www.anti.com/artists/rogues-gallery/
http://www.anti.com/press/hal-willner-productions-presents/

WEARY PUND O’ TOW

La canzone umoristica “Weary pund of tow” è stata scritta (o meglio adattata) da Robert Burns su una canzone umoristica tradizionale scozzese Glen (19O0) states that this melody originally came from James Oswald’s book, ‘The Caledonian Pocket Companion’ (1759). In a letter to James Johnson, Burns said ‘I was so lucky lately to pick up an entire copy of Oswald’s Scots music and I think I shall make glorious work out of it’. Though Glen goes on to say that there is some doubt as to whether any lyrics existed for this song until Burns wrote some verses, he states that Sir Walter Scott narrated a similar-sounding song. This suggests there might well have been pre-existing lyrics which Burns merely embellished.”(tratto da qui)

L’uomo ci racconta che ha comprato per la sposina un bel po’ di piante di lino (della migliore qualità) affinchè le trasformasse in filato, ma lei è un’incapace (inesperta o pigra) ed è riuscita a ricavarne solo della scadente lanuggine (le fibre più corte). Così nel ritornello l’uomo si lamenta che la moglie non ha nessuna intenzione di mettersi a filare (cioè di obbedire ai suoi ordini). Le virtù domestiche femminili erano un tempo identificate simbolicamente nell’arte della filatura.
Nel libro dei Proverbi (31:10 – 31:19), è scritto
Una donna perfetta chi potrà trovarla?
Più prezioso assai delle perle è il suo valore”.
“Si procura lana e lino
e li lavora volentieri con le mani”
“Stende la sua mano alla conocchia
e mena il fuso con le dita”.
Per comprendere il senso della canzone scritta in dialetto scozzese, è necessario non solo un buon dizionario, ma anche conoscere i processi di trasformazione del lino in filato.

LAVORAZIONE DELLA FIBRA DI LINO IN FILATO

Dopo aver liberato gli steli di lino dalle capsule contenenti i semi, si mettono a macerare in fosse piene d’acqua, per “ammorbidirli” (oppure si lasciano macerare all’aria, di modo che la rugiada faccia tutto il lavoro). Poi si fanno essiccare (su graticole riscaldate dal fuoco) e quindi ha inizio il lungo lavoro della gramolatura per liberare la fibra dalla corteccia dello stelo.

gramola per il lino

La gramola è un “coltello” di legno fissato a una sorta di cavalletto in modo che facendo passare più e più volte un piccolo covone di lino sul cavalletto, lo si maciulla con il coltello mobile rompendone la corteccia.

La fase successiva è la “pettinatura” o cardatura delle fibre utilizzando prima una spatola (per eliminare gli ultimi residui di corteccia) e quindi un attrezzo detto pettine, formato da diversi chiodi li ferro fissati ad un supporto di legno: si “pettina” così la fibra del lino facedo passare il piccolo covone più e più volte tra il pettine (proprio come si fa per districare e lisciare i capelli): così si separano le fibre più corte (e meno pregiate) da quelle più lunghe. Le fibre meno pregiate erano filate in modo più grezzo e usate per fare corde o tela da sacco, mentre le fibre più lunghe e fini diventano la stoffa per indumenti o biancheria per la casa.

LA FILATURA

Era un’attività che si svolgeva per lo più in casa, durante i mesi invernali, utilizzando conocchia (o rocca) e fuso o il filatoio.
Sulla conocchia  (un asta di legno) prima si avvolgono le fibre del lino facendone una grossa matassa, quindi pizzicando la giusta quantità di fibra, la donna la inumidisce di tanto in tanco con dell’acqua (o saliva) e facendo ruotare il fuso (o azionando con il pedale il filatoio) riduce i baiocchi di fibra in filo ritorto.

Le donne imparavano fin da piccole a filare e ci volevano molti anni per acquisire l’esperienza per ottenre un filo sottile e uniforme  perchè le fibre si spezzano facilmente.

Una volta riempito il rocchetto del filatoio (o il fuso) si utilizza un attrezzo detto aspo per avolgere il filato in grosse matasse.
L’utlima fase prima della lavorazione con il telaio era il lavaggio e la sbiancatura delle matasse: si lavavano nella liscivia (cenere fatta bollire nell’acqua) e poi si stendevano al sole: a seconda del tempo di esposizione al sole il lino perde il suo colore naturale grigio-beige per diventare bianco (e quindi si ottene una discreta variazione dei toni nella gamma dei grigi e del bianco). Le matasse erano tinte immergendole in grossi calderoni e per fissare il colorante naturale si utilizzava aceto o urina (ammoniaca), dopo ripetuti lavaggi si mettevano le matasse ad asciugare.

La melodia è scanzonata in sintonia con il tono umoristico della canzoncina..

ASCOLTA Tony Cuffe

ASCOLTA Fiona Hunter


I
I bought(1) my wife a stane(2) o’ lint,
As gude as e’er did grow (3),
And a’ that she has made o’ that
Is ae puir pund o’ tow(4).
The weary (5) pund, the weary pund,
The weary pund o’ tow;
I think my wife will end her life,
Before she spin her tow.
II
There sat a bottle in a bole,
Beyont the ingle low ;
And aye she took the tither souk,
To drouk the stourie  tow (6).
III
Quoth(7) I, For shame, ye dirty dame,
Gae spin your tap(8) o’ tow!
She took the rock(9), and wi’ a knock,
She brak it o’er my pow (10)
IV
At last her feet-I sang to see’t!
Gaed foremost(10) o’er the knowe(11),
And or I wad anither jad
I’ll wallop(12) in a tow.
V
So come all ye jolly bachelors
that fain(13) would married be
I pray you be advised,
tak’ this note from me
VI
A single life is free frae strife,
frae sorrow, grief and woe
Besides a wife will end your life
wi’ the weary pund o’ tow
Traduzione italiano di Cattia Salto
I
Comprai a mia moglie una libbra di lino, della qualità migliore
e tutto quello che ne ha ricavato,
è una sola libbra di lanuggine
Una misera libbra, una misera libbra
una misera libbra di lanuggine
credo che mia moglie arriverà alla fine della vita prima di filare tutta la lanuggine
II
C’era una bottiglia nella nicchia
sul lato più lontano del piccolo focolare e sempre lei prendeva un altro sorso per inumidire la lanuggine polverosa
III
Dico io “Vergognati, donnaccia
vai a filare la conocchia”
Lei prese la rocca e con un colpo
me la ruppe in testa!
IV
Alla fine i suoi piedi -pregai per vederlo- hanno oltrepassato la collina
e piuttosto di sposare un’altra donna
penzolerei alla corda (del boia)
V
Così venite tutti voi allegri scapoloni
che desiderate essere sposati
vi prego di fare attenzione;
prendete questo avviso da me
VI
Un single è libero dalla lotta, dalla tristezza, dagli affanni e dalla miseria;
inoltre una moglie metterà fine alla vostra vita, con una misera libbra di lanuggine

NOTE
la traduzione in inglese qui, le ultime due strofe sono state aggiunte da Tony Cuffe
1) oppure gave
2) libbra antica unità di misura inglese Stone = pietra: è pari a 14 pounds ed equivalente quindi a circa 6,35 kg (vedi). stone e pound si equivaldono, qui pound non si traduce come sterlina ma come libbra
3) letteralmente mai cresciuto meglio,

4) tow : è la fibra del lino -lint= flax  decorticata e pettinata, ma dela qualità più scadente cioè le fibre più corte. Così il termine è finito anche nella descrizione dei capelli: tow-headed boys sono i ragazzi con i capelli corti (e biondi), flaxen-haired girls sono le bionde con i capelli lunghi (flax è la fira lunga del lino) tow= fibra di lino di bassa qualità, lanuggine. La moglie inesperta, incapace o poco laboriosa ha sprecato il lino di qualità miglione ricavandone solo della fibra corta, scadente e di inferiore qualità. Io ho tradotto con lanuggine, sono i biocchi di fibra.
5) weary in questo contesto significa il duro lavoro per ricavare la fibra dagli steli di lino e il misero valore, la bassa qualità della fibra ricavata, il lavoro scadente. Così date le premesse nel ritornello l’uomo teme che la moglie ci metterà tutta la vita prima di filare quella misera lanuggine
6) stour, stowrie= dusty tow; per inumidire  la fibra “pizzicata” dalla conocchia le donne intingevano il dito nell’acqua o le inumidivano con la saliva, qui si insinua che nella bottiglia ci fosse del liquore e non dell’acqua
7) Cries
8) cioè “fila la  conocchia”  tap =  i baiocchi di fibra avvolti nella conocchia, come zucchero filato

la filatrice

9) L’arte della tessitura è un arte femminile tutto ha inizio con un fuso, un semplice bastoncino di legno sagomato opportunamente e manovrato con un movimento ritmico e costante in modo che la lana grezza (o la fibra vegetale) si trasformi in filo.
Nel quadro di William-Adolphe Bouguereau, La filatrice la ragazza tiene al braccio sinistro la conocchia o rocca sulla quale è messa la lana – o la fibra vegetale- che è stata precedentemente cardata, e con la mano destra aziona il fuso imprimendo un movimento rotatorio (tipo yo-yo); la fusaiola (una rotula) per lo più in terracotta (ma anche in legno) all’estremità del fuso, lo mantiene in rotazione; in modelli ancora più semplici il fuso è composto in un unico pezzo di legno svasato al centro come se fosse una trottola (detto lucignolo).
La conocchia (o rocca) e il fuso sono gli antenati del filatoio a ruota, ci vuole molta esperienza per ottenere un filo fine e uniforme
10) è più probabile che la fanciulla fosse in possesso di un filatoio  a ruota (più impropriamente detto arcolaio), in inglese  spinning wheel,.Il filatoio a ruota o filarello o mulinello o filatoio ad alette , è caratterizzato dalla presenza di una ruota azionata con pelali che avvolge il filo attorno al rocchetto (ovvero è la ruota che ora fa girare l’aspo -che imprime nello stesso tempo una torsione al filo – e la spoletta attorno alla quale si avvolge il filo, non più la mano). Ed è quindi la conocchia (o rocca) che teneva in mano ad essere spaccata sulla testa del marito
11) to go over the hill è un’espressione tipica per dire “uscire di prigione” oppure “essere sul viale del tramonto”; In inglese l’espressione “to be over the hill” viene comunemente usata per indicare il compimento del 40esimo o 50esimo anno di età, qui il passaggio è “l’ultimo passo”
12) wallop – swing
13) fain – eager to

LINO O CANAPA?

La fibra di canapa è molto robusta, più resistente e elastica rispetto alle fibre di altre piante: se ne facevano vele per le navi, corde per legare i fasciami e per il governo delle imbarcazioni e dei veicoli a trazione animale, tende militari, calzature, abbigliamento da lavoro, ma anche lenzuola e biancheria da casa. Molta della biancheria fine della nonna che si crede di lino in realtà è di canapa (e spesso il lino più grossolano di oggi viene spacciato per canapa). Con la canapa si produce un tessuto termoregolatore, efficace barriera dai raggi UVA che pur assomigliando per certi aspetti al lino presenta molti più vantaggi, d’inverno infatti tiene caldo ed è “stretch”.  Con la selezione delle varietà e l’affinamento delle tecniche di lavorazione della canapa tessile l’Italia aveva raggiunto nel mondo il primato, mentre l’Irlanda lo aveva per il lino.

FONTI
http://ontanomagico.altervista.org/weaver-factory.htm
http://burnsscotland.com/items/v/volume-iv,-song-350,-page-362-the-weary-pund-o-tow
http://www.museo-etnografico.it/download/Flachs_Leinen_it.pdf
https://www.lucanapa.com/notizie/43-lino-e-canapa
http://www.cobbler.plus.com/wbc/poems/translations/525.htm
https://mainlynorfolk.info/folk/songs/thewearypundotow.html
http://www.ramshornstudio.com/weary_pund.htm