Tutti gli articoli di terreceltiche

MY HEART’S IN THE HIGHLANDS

Robert Burns aveva la capacità di sviluppare storie verosimili da brevi frammenti di vecchie canzoni scozzesi, come per “My heart’s in the Highlands” di cui solo due versi (i primi due del ritornello) sono originali.

La canzone è stata composta nel 1790 e pubblicata in ‘Scots Musical Museum’, Volume III, (al numero 259) edizione del 1853 (vedi) e la melodia riportata è un tradizionale dal titolo Faild na Miosg (in inglese The Musket Salute) già collezionata da James Oswald nel suo “Curious Collection of Scots Tunes” del 1740 e in “Caledonian Pocket Companion” del 1759(c) The Fleming Collection; Supplied by The Public Catalogue Foundation

Il desiderio del protagonista è rivolto ad un passato idealizzato nel quale ha lasciato il cuore: nel ritornello il tema della caccia più che essere un desiderio concreto è risolto come un’immagine romantica di medievale ascendenza. Il ricordo è addolcito dall’uso dell’allitterazione, nella seconda strofa il paesaggio tanto amato è descritto come visto dall’alto: prima emergono i rilievi montuosi, poi le fertili valli e il bosco selvaggio e infine il poeta si sofferma sui torrenti e le cascate che sono le lacrime di colui che deve partire e sa che non ritornerà più nelle Highlands.
ASCOLTA Barra MacNeils in “Timeframe” 1990
ASCOLTA Pur (Katie Mackenzie e Shona Donaldson) in The Lassies Reply 2009 (come da melodia originale), seguito dalla versione in gaelico scozzese – Tha Mo Chridhe.
Si tratta di due giovani musiciste scozzesi e questo è il loro cd d’esordio (peccato per la scelta infelice del nome condiviso da un gruppo pop tedesco già fondato nel 1975)

Mistico e fuori dal tempo l’arrangiamento di Arvo Pärt in due varianti
ASCOLTA con la voce di Else Torp

ASCOLTA con la voce del controtenore Stephen Wallace

Arvo Pärt (1935) è uno dei maggiori compositori viventi. Il minimalismo si fa in lui limpidezza armonica, dietro la cui semplicità costruttiva si nasconde e si esprime la forza di uno slancio, di un superamento. Il testo di My Heart’s in the Highlands è del poeta scozzese Robert Burns (1759-1796). Il canto del poeta alla propria patria diventa nella sensuale e insieme distante voce di Else Torp un percorso mistico senza più terra, senza più spazio. Soltanto onde (continua)


My heart’s in the Highlands,
my heart is not here,

My heart’s in the Highlands,
a-chasing the deer;

Chasing the wild-deer,
and following the roe(1),

My heart’s in the Highlands,
wherever I go.

I
Farewell to the Highlands,
farewell to the North,
The birth-place of Valour,
the country of Worth;(2)
Wherever I wander,
wherever I rove,
The hills of the Highlands
for ever I love.
II
Farewell to the mountains,
high-cover’d with snow,
Farewell to the straths
and green vallies below;
Farewell to the forests
and wild-hanging woods,
Farewell to the torrents
and loud-pouring floods.
Traduzione italiana Cattia Salto
Il mio cuore è in Scozia,
il mio cuore non è qui;
Il mio cuore è in Scozia
a cacciare il cervo,
a cacciare il cervo
e a inseguire  il capriolo,

il mio cuore è in Scozia
dovunque io vada.

I
Addio Scozia,
addio, o settentrione,
il paese del Coraggio,
il paese del Valore;
dovunque vagabondi,
dovunque mi avventuri,
le colline della Scozia
sempre amerò.
II
Addio, o montagne
dalle cime coperta di neve;
addio, o declivi
e verdi valli più in basso;
addio, o foreste
e boschi scoscesi;
addio, o torrenti
e acque scroscianti.

NOTE
1) Per quanto cacciare sia stata una pratica umana per l’approvvigionamento del cibo (unita ahimè a un certo diletto) oggi è uno sport (!?) che si effettua unicamente nel periodo degli amori, da fine Agosto e fino alla prima settimana di Ottobre, perché i cervi sono più facilmente individuabili. Quasi ci si dimentica delle Highland clearances ossia l’esodo degli highlanders dalle loro terre per far posto a pecore e cervi!!
2) coraggio e valore da dimostrare in battaglia?

Ho trovato questa traduzione di sapore ottocentesco a cura di Pietro Turati (tratto da qui)
IL MIO CUORE È SUI MONTI.
Vola a’ miei monti il cor né mai qui resta,
Vola a’ miei monti il cor del cervo a caccia,
Vola il cervo a cacciar della foresta,
Del capriuolo ad inseguir la traccia:
Ovunque io l’orme imprima
Sempre il mio core è de’ miei monti in cima.
Addio, montagne del mio suol natio,
Patria de’ forti, boreal contrada,
Madre di cuori generosi, addio;
Ovunque errante peregrino io vada
Imperituro affetto
Per i miei monti mi arde ognor nel petto.
Addio, de’ monti miei nevose creste.
Addio, valli dai rivoli irrorate,
Addio, cascate eccelse, addio foreste,
E voi selve fra i greppi arrampicate
Del ripido pendio,
E voi, torrenti fragorosi, addio.
Vola ai monti il mio cor, né mai qui resta.
Vola ai monti il mio cor del cervo a caccia.
Vola il cervo a cacciar della foresta.
Del capriuolo ad inseguir la traccia:
Ovunque io l’orme imprima
Sempre il mio core è de’ miei monti in cima.

FONTI
http://imslp.org/wiki/The_Scots_Musical_Museum_(Folk_Songs,_Scottish)
http://digital.nls.uk/special-collections-of-printed-music/pageturner.cfm?id=87795942
http://www.robertburns.plus.com/greengrow.htm
http://www.mayflowerchorus.org/My%20Heart’s%20In%20The%20Highlands.pdf
http://www.scottishmusicindex.org/
http://www.folktunefinder.com/tune/104163/

ILLUSTRAZIONI:
Highland Landscape di John Knox
http://www.bbc.co.uk/arts/yourpaintings/paintings/highland-landscape-218344

TRASNA NA DTONNTA

Trasna na dTonnta” (in italiano Attraverso le onde) è una canzone in gaelico irlandese relativamente recente, la stesura del testo è attribuita, nella raccolta “Amhránleabhar Ogra Éireann” (“Songbook of Irish Youth” edizione del 1971), a Tomás Tóibín; la melodia è invece scozzese quella abbinata alla canzone scritta da Hugh S Roberton dal titolo “Westering home“. Ma ahimè come sempre in questi casi la querelle tra i due fronti è aperta!

donegal-map

La canzone è molto probabilmente originaria del distretto di Gaoth Dobhair (in inglese Gweedore) una delle zone Gaeltacht nella contea del Donegal (Irlanda Nord-Ovest), dove ogni estate da tutta l’Irlanda, centinaia di studenti frequentano il Coláiste Cholmcille (Columcille College), per migliorare la loro conoscenza della lingua irlandese che qui è di rigore la prima lingua.

La cittadina di Gweedore è famosa per il concentrato di musicisti di fama “distribuiti per mq”: nelle vicinanze si trova il Leo’s Tavern (a Meenaleck) ovvero il pub della famiglia Brennan dal quale sono scaturiti intorno al 1972 i Clannad (e quindi Moya Brennan e Enya) sempre a Gweedore sono nati gli Altan (inizialmente Ceoltoiri Altan), gruppo fondato nel 1985 da Mairéad Ní Mhaonaigh e il marito Frankie Kennedy; i Na Casaidigh, sei fratelli polistrumentisti che alternano la loro sede a Dublino, Aoife Ní Fhearraigh, Maria McCool e molti illustri suonatori di violino (in primis il padre di Mairéad Ní Mhaonaigh Francie Mooney (Proinsias Ó Maonaigh).

Il modo di suonare il violino nel Donegal è assolutamente tradizionale e inconfondibile! (continua)

IN VIAGGIO:

DONEGAL, IRLANDA ESTREMA DI ANDREA LESSONA

Il Donegal vive di vento, parla gaelico e racconta leggende. Perché “quassù è diverso”. Me lo sono sentito dire spesso, mentre tagliavo le strade strette e la memoria viva del nord-ovest d’Irlanda: “up here it’s different” mi ripetevano i suoi abitanti dall’accento rude. Una diversità d’estremi e scenari d’antica bellezza. Le coste più lunghe dell’Isola e gli altipiani brulli. Sole e pioggia nel continuo divenire del cielo. Laghi e oceano a contendersi la terra dei piccoli villaggi interni e costieri. continua

BLOODY FORELAND, IL PROMONTORIO INSANGUINATO DI ANDREA LESSONA
Il tramonto gli dà nome e colore. In quell’attimo indefinito che divide il giorno dalla notte, il crepuscolo vernicia il Bloody Foreland, e regala tonalità porpora a uno dei promontori più affascinanti d’Irlanda. Dio l’ha posato qui, nell’estremo nord-ovest del Donegal: un orlo esile di terra impervia che entra nel grembo del mare madre e si frastaglia cesellato da onde furenti, millennio dopo millennio.
Dalla piazzola della R253, lo guardo disteso nell’Atlantico: dito incerto puntato verso l’America a indicare la via solcata nei secoli dagli irlandesi per sfuggire l’oppressione britannica e la Grande Carestia. continua

Il testo riprende il tema del ritorno a casa proprio della versione scozzese da una più imprecisata terra lontana, rispetto alla quale l’Irlanda si trova ad Ovest, eppure le immagini a mio avviso sono più vivide e nello stesso tempo allusive a un mondo altro, la terra descritta non è semplicemente l’amata Irlanda ma il Paradiso dell’Ovest, l’Avalon dei Celti nell’occidente dorato sulla riva del mare azzurro dove è sempre estate.

ASCOLTA Na Casaidigh in Singing for memory 1998, nel video si ammirano bellissime immagini di Gweedore

GAELIC VERSION
Curfá:
Trasna na dtonnta dul siar dul siar
Slán leis an uaigneas is slán leis an gcian
Geal é mo chroí agus geal í an ghrian
Geol ‘bheith og filleadh go hÉirinn

I
Chonaic mo dhóthain de thíortha i gcéin
Ór agus airgead, saibhreas a’ tsaoil
Éiríonn an croí ‘nam le breacadh gach lae
‘S mé a’ druidim le dúthaigh mo mhuintir

II
Muintir an larthair is iad cairde mo chroí
Fáilte is féile beidh romham ar gach taobh
Ar fhágaint an tsaoil seo is é a ghuím ar an Rí
Gur leosan a shínfear i gcill mé

ENGLISH VERSION
Chorus:
Over the waves in a westerly way
Farewell to exile, to sorrow and pain
Light is my heart, bright is the sun
Now I’m returning to Erin

I
I’ve seen enough of foreign lands
Gold and silver, jewels of the world
My heart leaps with joy at the break of each day
As I draw ever nearer my homeland

II
The folks of the west are close to my heart
A welcome awaits me with banquet and cheer
On parting this world all I ask of the Lord
That it’s with them I rest forever

TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
Attraverso le onde in direzione ovest, addio all’esilio, al dolore e alla pena, leggero è il mio cuore, luminoso il sole, sto ritornando in Irlanda.
Ne ho abbastanza di terre straniere
oro e argento, le ricchezze del mondo, il mio cuore sobbalza con gioia alla fine di ogni giorno, mentre mi avvicino sempre di più alla terra della mia casa. Il popolo dell’Ovest è vicino al mio cuore, un benvenuto mi aspetta con un banchetto e i brindisi nel lasciare questo mondo tutto ciò che chiedo a Dio è di restare con loro per sempre

WESTERING HOME

Il testo di Westering home è stato scritto da Sir Hugh  Roberton (1874 – 1952) nel 1939, egli ha adattato una vecchia melodia scozzese sui versi delle strofe, alcuni dicono trasformando in valzer la melodia della jig “Geordie’s Byre” altri dicono da “Bonnie Strathyre” scritta da Sir Harold Boulton (1859 – 1935) su di una melodia tradizionale del Perthshire detta “Taymouth“.

Ci fu una questione di copyright con Vera Lynn (con la sua “Travelling Home” del 1957), ed ecco come andò dal racconto del nipote Andrew Roberton: “Hugh S. Roberton was my grandfather, definitely a Scotsman from Glasgow, and the creator and conductor of the Glagow Orpheus Choir. He was also a prolific composer of choral music, much of it based around traditional Scottish songs and hymn tunes. I was a young teenager at the time of the Vera Lynn case and remember it well. The arguments contained in it illuminate some of the issues raised by your correspondents.
There was never a disagreement that the verse of the song was basically ‘The Muckin’ of Geordies Byre’ but Hugh S. Roberton definitely wrote the chorus and all of the words. My father, who was his emanuensis at the time testified to this in court. However the Vera Lynn camp and her recording company produced the royal piper and a couple of other old geezers from the piping field who swore blind that it was all a traditional air.
My father always claimed they were given a bung to commit perjury to spare the ‘Forces Sweetheart’ the humiliation of losing the case. The whole thing divided public opinion right down the middle. Miss Lynn was, of course, a wartime heroine whilst my grandfather was a founder member of the Scottish Independent Labour party, a well known pacifist, socialist and was given the moniker ‘The Red Knight of Clydeside’. Curwen, his publisher were virtually bankrupted by the case and wobbled on for another fifteen years until they were conumed(1) in an asset stripping takeover by the US conglomerate Crowell, Collier Macmillan. My father was made redundant and set up Roberton Publications to make his father’s work available. It grew and by the time of his death in 2003 (he was still running the business at the age of 89) it was probably the most respected choral publishing house in the UK”

1) errore di battitura

18_Westering_Home_Indian_Ocean_Oct_67

Un marinaio scozzese imbarcato su un mercantile che fa rotta in Oriente ritorna verso casa alla sua amata isola di Islay (Ebridi), nessuna ricchezza può competere con il ritrovarsi nella propria terra con la proprie tradizioni.

Jardine Matheson & Co., precursori della Jardine Matheson Holdings , furono due scozzesi William Jardine e James Matheson che crearono nel 1834 una società commerciale tra le più estese in Estremo Oriente.

 ASCOLTA Hugh Roberton
Chorus:
Westering home wi’ a   song in the air
Light in me heart an’ it’s goodbye to care
Laughter o’ love and a welcomin’ there
Isle o’ me heart, me own land

I
Tell me o’ lands o’ the Orient gay,
Sing o’ the riches and joys o’ Cathay
Man! But it’s grand to awaken each day
And find yourself nearer to Isla.

II
Where are the folks like the folks of the west
Canty and couthy and kindly, our best
There I would hie me and there I would rest
At home with my own folks in Islay

ORIGINAL VERSION ©1939
ASCOLTA Norma Munro
Chorus:
Westering home, and a song in the air,
Light in the eye, and it’s good bye to care,
Laughter o’love, and a welcoming there,
Isle of my heart my own one.

I
Tell me o’lands of the orient gay!
Speak o’ the riches and joys of Cathay!
Eh but its grand to be wakin’ ilk day,
To find yourself nearer to Islay.

II
Where are the folks like the folks o’ the West?
Canty and couthy, and kindly the best,
There I would hie me, and there I would rest,
At hame wi’ my ain folk in Islay!

TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
Ritornando a casa verso Ovest con una canzone nell’aria leggero è il mio cuore, addio agli affanni, risa d’amore e un benvenuto lì, Isola del mio cuore, la mia terra natia
Dimmi delle terre nel gaio oriente, canta delle ricchezze e delle gioie del Catai! Mah! E’ bello alzarsi ogni giorno e trovarti più vicino all’Isola. Dov’è la gente come quella dell’Ovest? Allegra e piacevole e gentile al meglio, lì vorrei andare e lì vorrei restare a casa con la mia gente a Islay.

FONTI
http://www.celticartscenter.com/Songs/Irish/TrasnaNaDtonnta.html
http://www.celticlyricscorner.net/cassidys/trasna.htm
http://freepages.genealogy.rootsweb.ancestry.com/
~donegal/gweedoreproject.htm

http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=1278#top
http://www.ibiblio.org/fiddlers/WEL_WEZ.htm#WESTERING_HOME
http://thesession.org/tunes/6587
http://thesession.org/tunes/1110
http://www.st-andrews.ac.uk/~dw4/whiskyclassified/bunnahabhain.html

IMMAGINI
http://www.hmssirius.info/photos3.htm

CAM YE O’ER FRAE FRANCE

Jacobite piperRe Giorgio I, della casata di Hannover, diventato re di Gran Bretagna nel 1714, all’età di 54 anni, non fu mai molto popolare in Inghilterra, senza parlare dei molti suoi sudditi scozzesi, ancora nostalgici del deposto Re Giacomo II.

Re Giorgio si portò due amanti da Hannover e il St. Jame’s Palace venne spesso descritto come un bordello. Così impegnato a trafficare con le sue amanti,  il re si era accorto molto tardi che anche la moglie Sofia era a sua volta “corteggiata” dal bel Conte Philipp Christoph von Königsmarck di Svezia: i due, anni prima, avevano progettato una fuga d’amore, ma il corpo del conte, probabilmente ucciso dai sicari del futuro Re, non fu mai ritrovato..
La principessa Sofia Dorotea di Celle dopo la tentata fuga con il suo amante venne ripudiata e imprigionata per il resto della sua vita (aveva 32 anni), i detrattori ovviamente insinuano che il figlio Giorgio Augusto (il futuro Giorgio II) sia nato proprio da quel rapporto adulterino!!

LA QUESTIONE GIACOBITA ATTO I

Giacomo Francesco Edoardo Stuard tentò di riprendersi il trono per due volte nel 1708 e nel 1715  con l’appoggio di John Erskine, conte di Mar. Nel 1713 Lord Mar fu eletto Ministro di Stato britannico dal partito dei Conservatori, così quando al trono salì re Giorgio, sebbene avesse giurato lealtà al sovrano, venne privato della sua carica. Incontratosi con un gruppo di Highlanders il 6 settembre 1715 presso Braemar,  nominò ufficialmente il Principe Giacomo Edoardo re di Scozia, Inghilterra e Francia con il nome di Giacomo VIII di Scozia (e Giacomo III d’Inghilterra e d’Irlanda). Con questa chiamata alle armi iniziò l’insurrezione giacobita che si concretizzò con la mobilitazione dei clan delle Highlands centrali e occidentali accomunati dai dissapori per l’Unione del Regno di Scozia con l’Inghilterra. L’insurrezione terminò con la Battaglia di Sheriffmuir, 13 novembre 1715, in sostanza con un nulla di fatto.
Al calare dell’oscurità entrambi gli eserciti tornarono ai rispettivi accampamenti, e il giorno seguente gli Highlanders si ritirarono e i governativi comandati dal Duca di Argyle tornarono a Stirling. Nel 1717 venne concesso, con l’Act of Grace un generale perdono a tutti gli Highlanders che parteciparono all’insurrezione.
The Old Pretender passò il resto della sua vita dorata in esilio prima in Francia e poi dal 1717 in Italia.
Per un quadro d’insieme dei personaggi vi rimando alla tabella qui

GUIDA ALL’ASCOLTO

Qualcuno ha notato la somiglianza della melodia di “The Rocky Road to Dublin” con ‘Cam Ye Ower Frae France’, ovvero ‘The Keys of the Cellar’ nella sua versione da danza.
Tutto quello che si poteva scrivere in merito al canto scozzese, una rebel song di stampo giacobita, viene dalla penna di James Prescott, al cui articolo rimando per ogni approfondimento, anche bibliografico (vedi)

ASCOLTA Tannahill Weavers in The Old Woman’s Dance 1978 con un cambio di tempo nella strofa finale
ASCOLTA Arany Zoltan (molto bello il video)

ASCOLTA Steeleye Span (mi piacciono molto queste modernizzazioni dei brani antichi, nulla togliendo alle riproposizioni filologiche)

E che dire di questa versione barbarica?!
ASCOLTA Fabula in Cult-ur (ma anche live ASCOLTA)


I
Cam ye o’er frae France?
Cam ye down by Lunnon?
Saw ye Geordie Whelps(1)
and his bonny woman?
Were ye at the place
ca’d the Kittle Housie(2)?
Saw ye Geordie’s grace(3)
riding on a goosie(4)?
II
Geordie, he’s a man
there is little doubt o’t;
He’s done a’ he can,
wha can do without it?
Down there came a blade(5)
linkin’ like my Lordie;
He wad drive a trade
at the loom o’ Geordie(6).
III
Though the claith were bad(7),
blythly may we niffer;
Gin we get a wab,
it makes little differ.
We hae tint our plaid(8),
bannet, belt and swordie,
Ha’s and mailins braid—
but we hae a Geordie!
IV
Jocky’s(9) gane to France
and Montgomery’s lady(10);
There they’ll learn to dance:
Madam, are ye ready?
They’ll be back belyve belted,
brisk and lordly;
Brawly may they thrive
to dance a jig wi’ Geordie!
V
Hey for Sandy Don(11)!
Hey for Cockolorum(12)!
Hey for Bobbing John(13)
and his Highland Quorum(14)!
Mony a sword and lance
swings at Highland hurdie;
How they’ll skip and dance
o’er the bum o’ Geordie!

TRADUZIONE INGLESE
I
Came you over from France?
Came you down by London?
Saw you Geordie Whelps
and his bonny woman?
Were you at the place
called the Kittle Housie?
Saw you Geordie’s grace
riding on a goosie?
II
Geordie, he is a man
there is little doubt of it;
He’s done all he can,
who can do without it?
Down there came a blade
linking like my Geordie;
He pledge drive a trade
at the loom of Geordie.
III
Though the cloth were bad,
blythly may we haggle;
if we get a web,
it makes little differ.
We have lost our plaid,
bonnet, belt and swordie,
houses and farmlands braid—
but we have a Geordie!
IV
Scotsman is gone to France
and Montgomery’s lady;
There they’ll learn to dance:
Madam, are ye ready?
They’ll be back quickly belted,
brisk and lordly;
Brawly may they thrive
to dance a jig with Geordie!
V
Hey for Dandy Don!
Hey for a young cock!
Hey for Bobbing John
and his Highland Quorum!
Many a sword and lance
swings at Highland buttock;
How they’ll skip and dance
over the bum of Geordie!

NOTE
1) Re Giorgio I, whelp (presuntuoso) è un gioco di parole per richiamare guelph cioè l’appartenenza guelfa della casata di Hannover (retaggio Medievale)
2) perfetto eufemismo per un bordello ovvero il St. Jame’s Palace, la residenza principale di Giorgio I, e le sue amanti, nei primi anni del suo regno.
3) sua Grazia, re Giorgio I
4) diminutivo di oca, ma anche in senso spregiativo prostituta ovvero la favorita del re, la Contessa Ehrengard Melusina von der Schulenburg, poi duchessa di Kendal
5) letteralmente una “lama” ovvero conte Philipp Christoph von Königsmarck di Svezia, militare svedese amante di Sofia, l’unica moglie di re Giorgio. Nel 1694 i due stavano per fuggire dalla corte di Hannover pronti allo scandalo, ma il conte fu ucciso dai sicari (e il suo corpo non venne mai più trovato!!)
6) la principessa Sofia Dorotea di Celle, che dopo la tentata fuga con il suo amante venne ripudiata e imprigionata per il resto della sua vita (aveva 32 anni); si insinua che il figlio Giorgio Augusto sia nato dal rapporto adulterino
7) Giorgio Augusto futuro Giorgio II
8) gli Stuart
9) Giacomo Francesco Edoardo Stuard detto The Old Pretender
10) Maria Beatrice di Modena, moglie di Giacomo II e madre di Giacomo Francesco Edoardo. ‘Mr. Montgomery ‘era lo pseudonimo di Sidney Godolphin, devoto ciambellano della regina Maria d’Este diventato Lord Tesoriere sotto la regina Anna era rimasto un giacobita e corrispondeva con Maria di Modena in esilio.
11) il generale Alexander Gordon di Auchintool, giacobita
12) Alexander Gordon, marchese di Huntly, giacobita
13) John Erskine, conte di Mar Ministro di Stato britannico e giacobita
14) le riunioni dei giacobiti per pianificare la ribellione

TRADUZIONE ITALIANO DI CATTIA SALTO
I
Sei venuto dalla Francia?
Sei venuto da Londra?
Hai visto Giorgio Whelps(1)
e la sua donnina?
Sei stato nel posto
chiamato la “Volubile casetta“(2)?
Hai visto sua grazia Giorgio(3)
a cavallo di un ochetta(4)?
II
Giorgio, è un uomo
è fuori dubbio;
ha fatto tutto il possibile,
e chi può farne a meno?
Ci fu un cortigiano(5)
che agiva come il mio Giorgio;
e s’azzardò uno scambio
al telaio di Giorgio(6).
III
Anche se la stoffa era pessima(7),
allegramente possiamo tirare sul prezzo
se otteniamo una pezza
fa poca differenza.
Abbiamo perso il nostro plaid(8),
berretto, cinturone e spada,
case e  terreni da coltivare-
ma abbiamo un Giorgio!
IV
Lo scozzese(9) che è andato in Francia
e Lady Montgomery(10)
ci insegneranno a ballare:
Signora, voi siete pronta?
Torneranno presto abbracciati,
rapidi e magnifici;
bene possano essi condurre
una giga con Giorgio!
V
Evvia per Sandy Don(11)!
Evvia per il giovane galletto(12)!
Evviva per Bobbing John(13)
e il suo Club Highland(14)!
Più di una spada e di una lancia
pende dai fianchi scozzesi;
Essi salteranno e balleranno
sopra le natiche di Giorgio!

INTERPRETAZIONE
Re Giorgio aveva portato due amanti da Hannover e il St. Jame’s Palace viene descritto come un bordello

Nella seconda strofa si insinua l’illegittimità del suo erede, il futuro Giorgio II, concepito dalla   principessa Sofia in adulterio con il bel conte svedese (misteriosamente scomparso da corte e mai più ritrovato).

Nella terza strofa si allude all’animosità fra Giorgio I e Giorgio Augusto, che per la Scozia sono  comunque della stessa stoffa.

La quarta strofa è un’incitazione alla lotta e la quinta un brindisi o un applauso per i capi   giacobiti della rivolta, con la promessa di una vittoria gloriosa.

THE KEY TO THE CELLAR

La “Chiave della cantina” è una English Country Dance preveniente forse dal Northumbria, in 3/2 ovvero la melodia della rebel song ‘Cam Ye Ower Frae France’. Con il titolo di “The Marchioness of Tweed-dale’s Delight” è stato pubblicato nella collezione di Niel Gow “Second book of strathspeys” del 1803.

Buone versioni strumentali
ASCOLTA Gwendal

ASCOLTA Liz Donaldson in English Echoes: English Country Dance Favorites 2007 (in versione integrale su Spotify)

La danza non compare sull’English Master di Playford e quella che si conosce ora è stata creata da Jenny Beer nel 2004 e pubblicata nel libro di Allison Thompson “Dances from Barns Two
VIDEO

FONTI
http://ontanomagico.altervista.org/ye-jacobites.htm
http://www.telusplanet.net/public/prescotj/data/music/camyeoer.html
http://www.lookandlearn.com/blog/21808/george-i-a-detestable-man-and-unloved-king/
http://www.fresnostate.edu/folklore/ballads/DTCYOFF.htmlhttp:
//www.fresnostate.edu/folklore/ballads/DTCYOFF.html

http://mainlynorfolk.info/steeleye.span/songs/camyeoerfraefrance.html
http://en.wikipedia.org/wiki/Descendants_of_James_VI_and_I
http://www.thesonsofscotland.co.uk/thebattleofsheriffmuir1715.htm
http://thesession.org/tunes/8145

THE ROCKY ROAD TO DUBLIN

The Rocky Road to Dublin” (in italiano La strada pietrosa per Dublino) è una canzone scritta da D. K. Gavan per Harry Clifton e comparsa in stampa nel 1841 (testo e melodia sono stampati nel “The Citizen – Dublin Monthly Magazine” di aprile): è la storia del viaggio accidentato di un giovane irlandese in cerca di lavoro, che dal paesello natale di Tuam (contea di Galway) emigra a Liverpool, passando per Dublino.

Ma a Mulligar (contea di Westmeath) a causa del suo abbigliamento antiquato, viene deriso dalle donne del posto, e a Dublino viene prima derubato e poi beffato per il suo pesante accento gaelico. Nel tragitto per mare è stivato insieme ai maiali e inoltre patisce il mal di mare al largo delle coste di Holyhead (Galles).
Finalmente arrivato a Liverpool, viene canzonato da un gruppetto di bulli locali, e per difendere la sua Irlandesità, benchè solo contro molti, inizia a menare botte con il suo bastone da passeggio: è subito soccorso da un gruppo di irlandesi della sua stessa contea, e così la canzone finisce, allegramente, in una colossale zuffa!

DAL CUORE AL SANGUE

Il climax della canzone viene sapientemente costruito: nella I strofa il cuore quasi gli si spezza per il dolore della separazione dalla sua famiglia, nella II strofa il cuore “sta per affogare” e “per andare in ebollizione” nella IV è il mare intorno a lui a ribollire e infine nella V strofa è la volta del suo sangue “ad andargli alla testa“: il finale, inevitabile sfogo di tanta pressione, è una virile scazzottata!!

KISS ME I AM IRISH

La storia ha un chiaro intento comico, e mette in burla il carattere tipicamente “irish” della gente di campagna, fu scritta infatti per intrattenere il pubblico londinese del Music hall e la stessa sgrammaticalità del testo è una cornice adeguata al contesto; l’irlandese è un gran bevitore (e ogni pretesto è buono per farsi un goccio), si crede un gran seduttore (e le ragazze sono tutte ai suoi piedi), è superstizioso e vede folletti dappertutto, amante della musica e del ballo, non si tira indietro quando è il momento di menare le mani!

LA MELODIA

postcards2496-crdLa melodia è una slip jig, di solito una musica strumentale da danza, insolitamente accelerata, che mette alla prova le qualità canore degli interpreti e la capienza dei loro polmoni, essendo le strofe particolarmente lunghe! Apprendiamo dalla poesia di Patrick J. McCall dal titolo “The Dance at Marley” datata 1861 che a Dublino e a quel tempo, “The Rocky Road” era una popolare barn dance  come questa “Road to Spencer”

Qualcuno ha notato la somiglianza con una melodia scozzese molto antica, ‘Cam Ye Ower Frae France’, ovvero ‘The Keys of the Cellar’.

Siccome è una canzone piena di testosterone è esclusivamente interpretata da voci maschili, non per niente è stata utilizzata nella scena del pugilato nel film “Sherlock Holmes” (il primo della serie uscito nel 2009).

ASCOLTA The Dubliners in The originals 2005 (in repertorio dal 1964)

ASCOLTA The High Kings live in “The High Kings” 2008

ASCOLTA Orthodox Celts da vedere per l’aplomb di Aleksandar “Celtic” Petrović, l’ottimo arrangiamento strumentale (Down the River) e il video!

ASCOLTA Gaelic Storm abbinata con un’altra slip jig dal titolo “Kid on the Mountain”

ASCOLTA Irish Descendants per aver integrato nella melodia una serie di jigs famose quali Morrison Jig (o Morning Dew) Irish Washerwoman, …

E’ stata fatta anche una versione in gaelico dal titolo “An Bairille
ASCOLTA Julie Fowlis and Muireann Nic AmhlaoibhTha ‘m Buntata Mor/An Bairille/Boc Liath Nan Gobhar

C’è una versione testuale del 1901 pubblicata a New York con un testo diverso dalla versione irlandese e con il ritornello che dice
For it is the rocky road, here’s the road to Dublin;
Here’s the rocky road, now fire away to Dublin!

Ma al momento non ho trovato un brano da ascoltare con questa versione.


I
In the merry month of May(1),
From my home I started,
Left the girls of Tuam,
Nearly broken hearted,
Saluted father dear,
Kissed my darlin’ mother,
Drank a pint of beer(2),
My grief and tears to smother,
Then off to reap the corn,
And leave where I was born,
I cut a stout blackthorn,
To banish ghost and goblin,
In a brand new pair of brogues,
I rattled o’er the bogs,
And frightened all the dogs,
On the rocky road to Dublin.
CHORUS
One, two, three, four five,
Hunt the hare and turn her
Down the rocky road
And all the ways to Dublin,
Whack-fol-lol-de-ra.
II
In Mullingar that night,
I rested limbs so weary,
Started by daylight,
Next mornin’ light and airy,
Took a drop of the pure(3),
To keep my heart from sinkin'(4),
That’s an Irishman’s cure(5),
Whene’er he’s on for drinking.
To see the lasses smile,
Laughing all the while,
At my curious style,
‘Twould set your heart a-bubblin’ (6).
They ax’d if I was hired,
The wages I required,
Till I was almost tired,
Of the rocky road to Dublin.
III
In Dublin next arrived,
I thought it such a pity,
To be so soon deprived,
A view of that fine city.
Then I took a stroll,
All among the quality,
My bundle it was stole,
In a neat locality;
Something crossed my mind,
Then I looked behind;
No bundle could I find,
Upon my stick a wobblin’.
Enquirin’ for the rogue,
They said my Connacht brogue(7),
Wasn’t much in vogue,
On the rocky road to Dublin.
IV
From there I got away,
My spirits never failin'(8)
Landed on the quay
As the ship was sailin’;
Captain at me roared,
Said that no room had he,
When I jumped aboard,
A cabin found for Paddy,
Down among the pigs
I played some funny rigs(9),
Danced some hearty jigs,
The water round me bubblin’,
When off Holyhead,
I wished myself was dead,
Or better far instead,
On the rocky road to Dublin.
V
The boys of Liverpool,
When we safely landed,
Called myself a fool;
I could no longer stand it;
Blood began to boil,
Temper I was losin’,
Poor ould Erin’s isle
They began abusin’,
“Hurrah my soul,” sez I,
My shillelagh(10) I let fly;
Some Galway boys were by,
Saw I was a hobble(11) in,
Then with a loud hurray,
They joined in the affray.
We quickly cleared the way,
For the rocky road to Dublin.
Traduzione italiano di Cattia Salto
I
Nel ridente mese di maggio(1)
partii da casa mia,
lasciai le ragazze di Tuam
con il cuore a pezzi
salutai il mio caro padre,
baciai la mia cara madre
bevvi una pinta di birra(2),
cercando di soffocare dolore e lacrime,
poi via a mietere il grano,
e lasciare il luogo dov’ero nato;
tagliai un robusto prugnolo
per scacciare fantasmi e folletti
e con un nuovo paio di scarponi
andavo con fracasso per le paludi,
spaventando tutti i cani
lungo la strada pietrosa per Dublino.
Ritornello
Uno, due, tre, quattro cinque,
caccia la lepre e falla girare
giù per la strada rocciosa
e per le strade fino a Dublino ,
Whack-fol-lul-lee-ra!

II
A Mullingar quella notte
ho riposato le membra tanto stanche, svegliato dalla luce del sole
al mattino successivo, sereno e allegro, mi feci un goccio(3),
per farmi coraggio,(4)
è questa la cura di Paddy(5),
ogni volta che beve.
Vedere il sorriso delle ragazze,
che ridevano tutto il tempo
del mio curioso stile,
“ti rende il cuore felice”.(6)
Mi chiedevano se avevo lavoro,
ma un impiego cercavo,
che di zappare ero proprio stufo
sulla dura strada per Dublino.
III
Successivamente arrivai a Dublino,
e pensai fosse un vero peccato
di privarmi così presto
della visione di una città così bella.
Allora feci una passeggiata,
in mezzo a tutta quella roba fine
e il mio fagotto mi rubarono
nell’ordinata cittadina;
qualcosa mi incrociò il pensiero
e mi voltai indietro
e nessun fagotto trovai,
che penzolava sul bastone.
Domandando per il ladro,
mi dissero che lo “scarpone del Connacht”(7) non era molto in voga sulla strada per Dublino
IV
Da lì me ne andai,
con lo spirito saldo(8),
piombai sul molo,
mentre la nave stava per salpare
il capitano mi gridò,
e disse che non aveva più posto,
ma quando salii a bordo,
una cabina per Paddy trovò
giù tra i maiali;
feci qualche divertente trucchetto(9),
e ballai appassionate gighe,
l’acqua attorno a me faceva bolle
e quando fummo a Holyhead
desiderai di essere morto,
o meglio, lontano invece che
sulla strada pietrosa per Dublino.
V
I ragazzi di Liverpool,
quando sbarcammo in salvo,
mi diedero del pazzo;
non ho più potuto sopportarlo;
il sangue iniziò a bollirmi,
stavo perdendo la pazienza
la povera vecchia isola di Erin,
iniziarono a insultare
“Hurra per la mia anima” dissi io,
feci volare il mio bastone da passeggio(10);
alcuni ragazzi di Galway che erano vicini, videro che ero bloccato(11).
Con un forte hurra si unirono alla rissa
e liberammo velocemente il cammino,
per la dura strada verso Dublino

NOTE
1) a volte il mese è maggio, altre volte è giugno (ma siccome il nostro Paddy vuole andare a mietere il grano come bracciante stagionale è più probabile sia il mese di giugno)
2) ogni occasione è buona per bere una birra
3) l’irish drop è un eufemismo per minimizzare il quantitativo di alcol bevuto, tutt’altro che minimo
4) letteralmente “trattenere il cuore dall’affogare”
5) Paddy’s cure
6) letteralmente “mettere il cuore in ebollizione”
7) frase allusiva la parola brogue oltre che scarpone significa anche “un forte accento dialettale” con particolare riferimento a un irlandese che parla inglese. Il Connacht e la provincia più occidentale dell’Irlanda, quella più povera e meno abitata, ma anche la parte più selvaggia del paese: un tipico paesaggio è quello del Connemara, con aride torbiere e stagni, e i campi suddivisi dai tipici muretti in pietra dove pascolano tante pecore e montoni. E’ la zona del Gaeltacht in cui si parla il gaelico irlandese
8) o almeno credo sia questo il senso del verso
9) la frase potrebbe riferirsi sia al fatto che Paddy suonasse qualche strumento ma anche che si divertisse con qualche gioco essendo “rig” traducibile con “trick”
10) shillelagh è un tipico bastone irlandese da passeggio un po’ corto e usato occasionalmente come arma
11) Hobble anche scritto come a-wobbelin’

FONTI
http://monologues.co.uk/musichall/Harry-Clifton.htm
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=80986
http://books.google.it/books?id=9LgRAAAAYAAJ&pg=PA264-IA2&dq=%22Rocky+Road+to+Dublin%22&redir_esc=y#v=onepage&q=%22Rocky%20Road%20to%20Dublin%22&f=false
http://www.folkworld.de/42/e/screen.html
http://www.bellandcomusic.com/rocky-road-to-dublin.html
http://thesession.org/tunes/593
http://www.ibiblio.org/fiddlers/ROC.htm#ROCKY_ROAD_TO_DUBLIN_[1]

ILLUSTRAZIONI
http://www.itma.ie/digitallibrary/image/rocky-road/

I TELL ME MA

I tell me ma” è una filastrocca per bambini molto popolare, diffusa in varie parti d’Inghilterra, anche con il nome di “The Belle of Belfast City” e “Boys Won’t Leave the Girls Alone“.

71PNC41NSPL__SY300_IL GIOCO: THE WIND

In “The Traditional Games of England, Scotland and Wales” -1894 Alice B Gomme descrive il gioco diffuso in tutto il Regno Unito in epoca ottocentesca associato alla filastrocca (collezionata anche per frammenti in molte raccolte di nursery rhymes) “The Wind“; il gioco praticato dai ragazzi nella fase adolescenziale, come una specie di iniziazione al corteggiamento, si canta in cerchio con un ragazzo o una ragazza al centro, alla domanda “mi vuoi dire chi è” la persona al centro dice il nome di uno dei componenti del gruppo, che si mette a sua volta nel centro fino allo scambio del posto (e a volte del bacio).
Leslie Daiken invece nel suo “Children’s Games Throughout the Year” -1949 si riferisce a una versione della filastrocca come collezionata a Belfast che veniva cantata per cadenzare il salto alla corda.

Nel documentario “The Singing Street: children playing in Edinburgh” (in Archive Scottish Screen) sono stati ripresi, ad Edimburgo, i giochi di strada dei bambini del dopoguerra con i relativi canti.

Per vedere tutto il filmato (circa 20 minuti) http://ssa.nls.uk/film/0799
A 7.36 minuti viene animata la filastrocca The Golden City con le ragazze che cantano in girotondo

THE GOLDEN CITY

The wind, the wind, the wind blows high
the snow comes falling down the sky
Margaret Thompson
says she shell die
for the want of the Golden city

She is handsome, she is pretty
She is the belle of Golden city
She is courting one, two, three.
can you tell me, who is she? 

VIDEO dettaglio al 12.01 in cui una variante della filastrocca è abbinata al salto della corda

Down in the valley where the green grass grow
There lives a lady in green(?)
She grows she grows so sweet
That she calls for a ladder al the end of street

Sweetheart, sweetheart will you marry me.
Yes Lord, yes Lord at half past three.
Ice cake spice cake soft parfait
and we’ll have a wedding at half past three

THE WIND, THE WIND, THE WIND BLOWS HIGH

ASCOLTA cantata dai bambini
The wind, the wind, the wind blows high
The rain comes scattering down the sky(1)
She is handsome, she is pretty
She is the flower of London city
(2)
she goes courting 1-2-3,
Oh pray will you tell us who will it be?
(3)

Tommy Jones he says he loves her.
All the boys are fighting for her.
Let the boys say what they will,
But Tommy Jones he loves her still.

He knocks at the door and he picks up a pin.
And says ‘Mrs Brown is your daughter within’.
She’s neither within and she’s neither without,
But she’s in the back parlour(4) walking about.

Sweetheart, sweetheart will you marry me.
Yes sir, yes sir at half past three.
Half past three will be too late.
We can’t have the party ‘til half past eight

NOTE:
1) variazioni testuali: the snow come dashed from the sky oppure Blowing (a name) through the sky
2) variazioni testuali: She is the belle of golden city oppure she’s is the queen of the highland city
3) variazioni testuali: won’t you tell us who is she? oppure please can tell me who shall be she?
4) parlour è un termine anglo-normanno per indicare il soggiorno

GUIDA ALL’ASCOLTO: I’LL TELL ME MA

I tell me ma” compare in molte collezioni musicali di inizio 900 e probabilmente è diventata popolare come melodia irlandese perchè riproposta dai Dubliners negli anni ’60. Come sempre è estenuante perdersi in disquisizioni sulle origini inglesi, irlandesi o scozzesi di un brano così popolare!

Il ritmo è vivace, quasi una polka, e più velocemente si canta più il testo diventa uno scioglilingua. Per quanto esistano diverse varianti locali, le versioni testuali registrate dai musicisti folk sono tutte uguali, cambiando solo il nome della città!

ASCOLTA Sinéad O’Connor in “Sean-Nos Nua
ASCOLTA The Kilkenny

ASCOLTA Orthodox Celts in Celts strike again, 1997.

ASCOLTA The Young Dubliners in With all due respect” 2007: qui ovviamente la città diventa Dublino

I
I’ll tell me Ma when I go home
The boys won’t leave the girls alone. They pull my hair, they stole my comb,
but that’s all right till I go home.Chorus:
She is handsome, she is pretty
She is the belle of Belfast (1) city
She is courting one, two, three.
Please won’t you tell me, who is she?II
Albert Mooney says he loves her,
All the boys are fighting for.
knock at the door and ring the bell
“Oh, my true love are you well?”
Out she comes as white as snow,
Rings on her fingers and bells on her toes (2).
Jenny Murray says she’ll die,
If she don’t get the fellow with the roving eye (3).III
Let the wind and the rain and the hail blow high
And the snow come tumbling from the sky (4)
She’s as nice as apple pie (5)
And she’ll get her own lad by and by.
When she gets a lad of her own,
She won’t tell her Ma when she goes home
Let them all come as they will
it’s Albert Mooney she loves still
TRADUZIONE ITALIANO CATTIA SALTO
I
Lo dirò a mia madre quando rientro, che i ragazzi non ci lasciano in pace, mi tirano i capelli, mi rubano il pettine, ma va bene finchè non torno a casa.Ritornello:
Lei è affascinante, ed è graziosa
è la bella della città di Belfast
sta contando un, due, tre
mi vuoi dire lei chi è ?II
Albert Mooney dice di amarla
e tutti i ragazzi si azzuffano per lei,
bussano alla porta e suonano il campanello
“Oh sei tu il mio vero amore, vero?”
Lei esce fuori bianca come la neve,
anelli alle dita e campanelli ai piedi
Jenny Murray dice che lei morirà
se non potrà avere il tizio dagli occhi maliziosi.III
Che vento, pioggia e grandine sferzino forte
e la neve cada dal cielo:
lei è dolce come una torta di mele
e avrà il proprio ragazzo accanto.
Quando lei ha il suo ragazzo
non vorrà dirlo alla madre quando rientrerà a casa.
Che gli altri facciano quello
che vogliono
è solo Albert Mooney che lei ama

NOTE
1) in altre versioni Dublin, Brisbane, London ma anche “Golden city”
2) il verso è presente anche in un’altra filastrocca dal titolo Banbury Cross
Ride a cock horse to Banbury Cross
To see a fine lady upon a white horse
With rings on her fingers and bells on her toes
She shall have music wherever she goes
La donna che cavalca il cavallo pazzo (uno stallone bizzoso) fino a Banbury Cross potrebbe essere la regina Elisabetta I: era usanza della nobiltà oltre che indossare molti anelli alle dita delle mani portare scarpe a punta con cuciti dei piccoli campanellini. L’aneddoto che si racconta per l’occasione è che la carrozza su cui viaggiava la regina per visitare la località in cui era stata appena eretta una grande croce in pietra avesse perso una ruota e che la regina montasse sullo stallone bianco decorato dalla gente della cittadina con nastri e campanelli e con tanto di menestrelli al seguito per allietarla con la musica.
Altri invece ritengono che la donna sia Lady Godiva ovvero Lady Katherine Banbury
A Banbury non c’è più la croce, ma una imponente statua eretta nel 2008 intitolata “Fine Lady upon a White Horse”
Per togliersi ogni curiosità sull’origine del brano: VIDEO
3) if she doesn’t get the fellow with the tartan tie!
4) evidente omaggio alla filastrocca per bambini The wind, the wind, the wind blows high
5) paragone letteralmente delizioso, che non ha solo a che vedere con l’aspetto e il gusto ma anche con il profumo, e che rimanda alle cucine di un tempo andato in cui le mamme sfornavano torte di mele la domenica o nei giorni di festa

FONTI
http://ssa.nls.uk/film/0799
http://mudcat.org/jumprope/jumprope_display.cfm?rhyme_number=75
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=27705
http://www.traditionalmusic.co.uk/folk-song-lyrics/Wind_the_Wind.htm
http://thesession.org/tunes/2434
http://www.acousticmusicarchive.com/ill-tell-me-ma-the-belle-of-belfast-city-chords-lyrics

THE SPINNING WHEEL SONG

“The Spinning Wheel” o anche “The Spinning Wheel song” (in taliano “La canzone del filatoio”) è una poesia scritta da John Francis Waller (1809-1894) e pubblicata sul “The Dublin University Magazine (mese di agosto anno 1853), nell’articolo “Midsummer Melodies” firmato con lo pseudonimo di Jonathan Freke Slingsby (vedi).

Nell’articolo Waller ci racconta di essersi ispirato a dei “rustici ricordi” di una tipica sera d’estate con la luna piena, in cui una bella ragazza cerca di sottrarsi alla sorveglianza dell’anziana e cieca nonna (che ahimè per lei ci sente ancora bene!) per incontrarsi con l’innamorato.
spinning_wheel_vintage_illustrations_poster-r2a63a76127f84e5ba4f5550fe36e204a_khu_8byvr_324La fanciulla è al filatoio accanto alla finestra, distratta dalla grande luna piena, che incombe sulla notte, e si accompagna con un canto mentre lavora.
E la canzone che Waller compone è ispirata proprio a quelle dolci melodie che le fanciulle cantano per passare il tempo nelle lunghe e monotone ore della filatura.

Ma ritorniamo alla nostra ragazza: oltre che la luna a distrarla dal suo lavoro c’è il fidanzato che la chiama dalla finestra, per uscire a passeggiar insieme, e la ragazza attende che la nonna, cullata dal suono della cantilena e dal rumore altrettanto cadenzato del filatoio si addormenti.
by-maes-old-woman-asleepIn effetti la melodia è da considerarsi una ninna-nanna anche se più “elaborata” rispetto alla semplicità più propria del genere, ma il poeta cerca ugualmente di rendere omaggio al genere, con l’uso di una struttura ripetitiva, delle assonanze e allitterazioni, come pure l’uso dei verbi al gerundio e delle espressioni e dei termini dialettali..
Le donne al lavoro in casa dovevano anche badare ai figli piccoli e non c’era niente di meglio di una ninna-nanna per farli calmare e addormentare!

Sempre nel suo articolo John Francis Waller spiega come la canzone deve essere suonata e interpretata: dice di immaginare di stare suonando con il filatoio a pedale o mulinello  ossia di tenere il tempo in modo cadenzato e rilassato, a imitare i movimenti ripetitivi e automatici della filatrice intenta al lavoro. (vedi pagina principale)
Dice di suonare in modo tranquillo ma non monotono e che l’ultimo ritornello deve essere rallentato e con un tono indispettito, come se chi racconta la storia, disapprovasse quello che succederà tra poco; inoltre di fare una pausa per sottolineare come l’ultimo impulso dato dal piede della ragazza prima di abbandonare il filatoio sia appena sufficiente ad un giro di ruota.

Nello schema metrico della testo Waller compone una strofa di otto versi seguita da un “ritornello” che viene modificato nella III strofa finale a sottolineare il diverso movimento della ruota del filatoio.
La canzone raccolse un discreto successo e venne pubblicata in altre collezioni ottocentesche di canzoni popolari irlandesi. Resa conosciuta nel bel mondo e al grande pubblico londinese da Delia Murphy (1902-1971) negli anni 30; oggi è però interpretata più come una ballata a tempo di valzer che una ninna-nanna di solito con l’accompagnamento dell’arpa celtica: la lunghezza delle strofe iniziali è stata accorciata della metà (ovvero la prima strofa del testo di Waller è suddivisa in 2 strofe e così via) e le strofe sono sempre intercalate dal ritornello; peraltro la storia è stata condensata nella sua essenzialità per assumere un andamento più consono alle ballate di tradizione popolare.

E’ difficile trovare una versione per l’ascolto che non sia troppo datata e “zuccherosa” ma alla fine ecco:

ASCOLTA Foster & Allen (strofe I, III, II, III, V, III, VIII)

ASCOLTA Cathy Harrop (strofe I, III, II, III, V, VIII) suonata con un arpeggio cadenzato quasi come un carillon, che verso la fine perde la carica e rallenta


I
Mellow(1) the moonlight
to shine is beginning
Close by the window
young Eileen is spinning
Bent o’er the fire
her blind grandmother sitting
Is crooning and moaning
and drowsily knitting.
II
“Eileen, a chara(2),
I hear someone tapping”
“‘Tis the ivy dear mother
against the glass flapping”
“Eily, I surely hear
somebody sighing”
“‘Tis the sound mother dear
of the autumn winds dying.”
III (Chorus)
Merrily, cheerily,
noiselessly whirring
Swings the wheel, spins the wheel while the foot’s stirring
Spritely and lightly and merrily ringing
Trills the sweet voice
of the young maiden singing.
IV
“What’s the noise that
I hear at the window I wonder”
“‘Tis the little birds chirping,
the holly-bush under”
“What makes you be shoving
and moving your stool on
And singing all wrong
the old song of The Coolun ?”
V
There’s a form at the casement,
the form of her true love
And he whispers with face bent,
“I’m waiting for you, love
Get up on the stool,
through the lattice step lightly
And we’ll rove in the grove
while the moon’s shining brightly.”
VI
The maid shakes her head,
on her lips lays her fingers
Steps up from the stool,
longs to go and yet lingers
A frightened glance turns
to her drowsy grandmother
Puts one foot on the stool,
spins the wheel with the other.
VII
Lazily, easily, swings
now the wheel round
Slowly and lowly is heard
now the reel’s sound
Noiseless and light
to the lattice above her
The maid steps then leaps
to the arms of her lover.
VIII (final Chorus)
Slower and slower and slower
the wheel rings
Lower and lower and lower
the reel rings
E’re(3) the reel and the wheel
stopped their ringing and moving
Through the grove the young lovers
by moonlight are roving.
traduzione italiano di Cattia Salto
I
Soave il chiaro di luna
inizia a brillare,
nascosta dalla finestra,
la giovane Avelina sta filando;
piegata verso il camino
la sua cieca nonna siede,
mormorando, gemendo
e pigramente facendo la calza.
II
“Avelina cara,
sento qualcuno che bussa”
“E’ l’edera, madre cara,
che sbatte contro la finestra”
“Ava, ho sentito di sicuro
qualcuno sospirare”
“E’ il mormorio, madre cara,
del vento autunnale”
III
Allegramente, allegramente,
senza ronzio
gira la ruota, gira la ruota
mentre si pigia il piede.
Con brio e soave e allegra risuona
e trilla la voce dolce
della giovane fanciulla che canta
IV
“Cos’è il rumore che
sento alla finestra, mi domando?”
“Sono gli uccellini che cinguettano
sotto il cespuglio di agrifoglio”.
“Cos’è che ti fa spingere
e muovere sul tuo sgabello
e cantare tutta sbagliata
la vecchia canzone “ The Coolun “?
V
C’è una figura alla finestra,
la figura del suo amore,
egli sussurra, col volto chino:
“Ti sto aspettando, amore!
Alzati dallo sgabello
e alza il piede dall’assicella piano
e passeggeremo nel boschetto
al chiarore della luna piena”
VI
La fanciulla scuote la testa,
sul labbro pone le dita,
s’alza furtiva dallo sgabello
per andare, ma ancora indugia.
Un’occhiata impaurita lancia
alla sua sonnolente nonna,
mette un piede sullo sgabello,
fa girare la ruota con l’altro.
VII
Pigramente, facilmente, gira
ora la ruota,
si sente piano e basso
ora il suono del rocchetto,
silenziosa e leggera
pigia l’assicella sotto il piede
e poi i passi della ragazza la portano
tra le braccia del suo amore.
VIII
Più lenta pian piano
la ruota gira
basso e sempre più basso
il suono del rocchetto
a quel punto il rocchetto e la ruota arrestano il loro ronzio e il movimento,
tra gli alberi, i giovani innamorati,
al chiaro di luna, stanno vagando.

NOTE
1) Mellow: è un aggettivo colloquiale e arcaico che qui ha significato di “caldo”, “dolce”
2) in gaelico “mia cara”
3) dialettale al posto di “There”

THE OLD SPINNING WHEEL

“Spinning Wheel” è tuttavia un titolo piuttosto comune nella scena musicale country e rock (per citarne uno il brano del gruppo Blood, Sweat & Tears)

“The Old Spinning Wheeel” è un brano popolare di origini americane scritto da J. “Billy” Hill negli anni 1930 il cui titolo per intero di scrive “There’s An Old Spinning Wheel In The Parlor.” (vedi per il testo

E le sue ramificazioni nell’Old Time Music
ASCOLTA

ASCOLTA Dave Hum

FONTI
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=504
http://thesession.org/tunes/484
http://www.traditionalmusic.co.uk/songster/29-the-spinning-wheel.htm
http://deegold.homestead.com/spinningwheel.html

ILLUSTRAZIONI
John Atkinson Grimshaw, Lovers in a Wood by Moonlight
http://vcrfl.wordpress.com/tag/1870s/

SIUIL A RUIN

“Siuil a Ruin” scritto con la grafia inglese come “Shule Aroon“, o come “Suil a Gra” (Shule agrah), è il richiamo lanciato da una donna al suo amore andato in Francia a combattere come “Wild Geese“, perchè ritorni da lei.

shannon
le oche selvatiche prendono il volo

La versione originale probabilmente risale al 1690 quando il trattato di Limerick permise agli Irlandesi della fazione giacobita di seguire nell’esilio in Francia, il deposto re Giacomo II, e forse era composta interamente in gaelico, rimasto solo nel ritornello come frasi non-sense nella successiva versificazione in lingua inglese. La canzone emigrò in America e divenne un canto tradizionale della Rivoluzione americana del 1776. In America cambia il titolo in  “Johnny Has Gone For A Soldier” (Buttermilk Hill) o anche come “Gone the Rainbow”.

Le prime versioni stampate risalgono al 1800, si tratta di un frammento di origine scozzese “Dick Macphalion” (1823) (vedi) e di un testo in “Irish Melodies” vol IX di Thomas Moore (1825) con la melodia “I wish I were on yonder hill” arrangiata da Joseph Robinson.

LA MELODIA

The Spinning Wheel, c.1855 (oil on panel)La melodia con cui è associato il testo è quasi una ninna-nanna, malinconica o nostalgica, tutto lascia pensare che la donna stia cantando mentre lavora al filatoio.

Nel ritornello è come se la ragazza dicesse “Torna da me,  se non sei ancora morto, torna da me” e mi ricorda la lettera scritta da Ada a Inman nel film “Cold Mountain” (guerra civile americana 1861-1865) “Quel che resta del mio coraggio è riposto nella fiducia che ho in voi e nella certezza che ho di rivedervi, quindi ve lo dico più chiaro che posso: se state combattendo, smettete di combattere! Se state marciando, smettete di marciare! Tornate da me….. Tornate da me….. Questo vi chiedo. Tornate da me, tornate da me.”
Questo richiamo accorato come chiave di lettura principale è però contraddetto in alcune strofe del canto in cui la donna accetta la separazione come un fatto ineludibile.

E’ difficile fare una cernita tra le varie esecuzioni essendo un brano molto popolare tra i gruppi e i solisti di musica folk, ma segnalo in particolare la versione di Sissel e della Figgy Duff Band

The Chieftains & Sissel Kyrkjebø in Tears of Stone (1999) la cantante norvegese nota più comunemente come Sissel,  il canto è più lento e sospeso come in una dimensione onirica (strofe I, III, V, VII e ritornello ogni 2 strofe)

ASCOLTA Clannad in Dùlaman 1976 (strofe I, III, V, VI, VII)

ASCOLTA Pamela Morgan &Anita Best in The Colour of Amber, 1991 con il titolo di “Suil a Gra”: il ritornello è quello della versione americana (vedi nota 2) le strofe sono cantate anticipando la VII, I, III, V. La versione è stata collezionata dalla stessa Anita Best con Genevieve Lehr (John Joe English of Branch, St. Mary’s Bay, NL, e pubblicata come #96, in “Come And I Will Sing You: A Newfoundland Songbook”, pp.165-166, Genevieve Lehr editore (University of Toronto Press © 1985/2003). Bello e intenso anche il video in bianco nero

Interessanti e personali le versioni di ASCOLTA Cecil Corbel che con il suo stile pop ha trasformato brano in un pezzo dance (strofe I, II, VI, VII), e di ASCOLTA Anuna con il loro stile ancestrale e mistico: aggiungono una strofa tra la I e la II della versione standard,
“I wish I sat on my true love’s knee
Many a fond story he told to me
He told me things that ne’er shall be”
(in italiano “vorrei sedermi sulle ginocchia del mio amore, tante storie affascinanti ha da raccontami, mi dice cose che non accadranno mai”)
e chiudono con la V strofa

TESTO ORIGINALE
I
I wish I was on yonder hill
‘Tis there I’d sit and cry my fill,
Till every tear would turn a mill,
Is go dte tu mo mhuirnin slán (1)
CHORUS
Siúil, siúil, siúil a ruin
Siúil go sochair agus siúil go ciúin
Siúil go(2) doras agus ealaigh líom
Is go dte tu mo mhuirnin slán
II
His hair was black and his eyes were blue/His arms were strong and his words were true,
I wish in my heart that I were with you
And a blessing walk (3) with you, my love.
III
I’ll sell my rock, I’ll sell my reel
I’ll even sell my spinning wheel(4)
to buy my love a sword of steel(5)
Is go dte tu mo mhuirnin slán
IV(6)
Then the king, he was forced to flee
Took my love across the sea
I wish in my heart he were here with me
And a blessing walk with you, my love
V
I’ll dye my petticoats, I’ll dye them red (7)
and it’s round the world I will beg for bread
until my parents would wish me dead.
Is go dte tu mo mhuirnin slán
VI
I wish, I wish, I wish in vain
I wish I had my heart again
And vainly think I’d not complain
Is go dte tu mo mhuirnin slán
VII (8)
But now my love has gone to France
To try his fortune to advance.
If he e’er come back, ‘tis but a chance
Is go dte tu mo mhuirnin slán
Traduzione italiana Riccardo Venturi
I
Vorrei essere su quella collina lassù
dove sederei a piangere a dirotto
ed ogni lacrima girerebbe un mulino,
e al sicuro per sempre il mio amore sarà
RITORNELLO
Vieni, vieni, vieni, amore mio,
presto, vieni da me, muoviti piano,
vieni qui da me e fuggiremo assieme,
e al sicuro per sempre il mio amore sarà
II
Aveva i capelli neri e gli occhi azzurri,
le braccia forti e parole sincere.
Nel mio cuore vorrei essere con te,
e una bella passeggiata con te, amore mio
III
Venderò l’aspo e la conocchia,
venderò l’unico telaio [filatoio a ruota]che ho per comprare una spada d’acciaio al mio amore e al sicuro per sempre il mio amore sarà.
IV
Allora il re dovette fuggire e si portò via il mio amore, al di là del mare.
Nel mio cuore vorrei che fosse con me,
e una bella passeggiata con te, amore mio.
V
Mi tingerò le gonne, le tingerò di rosso
e me ne andrò per il mondo a mendicar pane finché i miei non vorranno che sia morta e al sicuro per sempre il mio amore sarà.
VI
Vorrei, vorrei, vorrei ma invano,
vorrei riavere qui il mio amore,
e invano penso che non avrei un lamento, e al sicuro per sempre il mio amore sarà.
VII
Ma ora il mio amore è andato in Francia
a cercare di fare fortuna.
Se tornasse sarei ben fortunata,
e al sicuro per sempre il mio amore sarà

NOTE
1) in inglese= And may you go safely, my darling il verso in gaelico è sostituito in alcune strofe come variante dalla frase in inglese ” And a blessing walk with you, my love” (che in gaelico si dice Iss go jay too mavoorneen slahn.)
2) nella frase Siúil go doras il go a volte diventa ‘go dtí an‘ oppure ‘dhan‘.

Il ritornello è scritto anche in inglese (fonetica) come
Shule, shule, shule aroon
Shule go succir agus, shule go kewn;
Shule go dheen durrus oggus aylig lume

And a blessing walk with you, my love
(traduzione inglese Come, come, come O love,
Quickly come to me, softly move,
Come to the door and away we’ll flee,
And safe forever may my darling be.)
Nella versione americana diventa
Súil, súil, súil a grá,
Súil go socair agus súil a dhrá,
Súil go doras agus éalaigh,
Is go dtí a mhúirnín, slán.

3) la donna augura al fidanzato un viaggio sicuro , la frase significa “che tu faccia buon viaggio”
4) spinning wheel è  un filatoio (più impropriamente detto arcolaio) qui sono citate le parti del filatoio a ruota (o mulinello), talvolta scritti come flax, rack o rod al posto di rock e meal al posto di reel. (vedi dettaglio)
5) a mio avviso la donna sarebbe disposta a vendere tutto ciò che ha di prezioso per comprare una buona spada al suo uomo, non perchè voglia sostenere la sua decisione di andare a combattere, bensì perchè egli possa avere qualche chance in più di restare vivo e ritornare da lei sano e salvo
6) probabilmente in auge nel 1700 e nel 1800 questa strofa non è più cantata dagli artisti del 1900 e dai contemporanei. Come riferisce Robert Louis Stevenson nel suo romanzo “The Master of Ballantrae” (1889) era una canzone amata dai giacobiti esuli in Francia e il re ai quali alludevano e riponevano le loro speranze era il Bonny Prince Charlie continua
7) IL COLORE ROSSO: ci si aspetterebbe che la ragazza si tingesse le vesti di nero, ma questo colore solo più recentemente è diventato nella nostra cultura, il colore del lutto; per i Celti il rosso era il colore di qualcuno che proveniva dall’altro mondo, mentre per gli Antichi Romani era il colore nunziale degli sposi, indossato per evocare la fertilità. Alan Lomax indica il colore rosso come simbolo di donna fedele (senza però approfondire in merito). Di certo il codice dei colori varia di epoca in epoca e di località in località. Nel Medioevo il rosso era il colore dell’amante, e nelle leggende era il colore che proteggeva dalle streghe e dalle malattie. Era però un colore indossato dai ricchi e simboleggiava le virtù regali del valore e della vittoria in guerra. Nel Rinascimento era ancora il colore del potere e del prestigio indossato dagli uomini di comando e dai giudici (e in Italia dai medici). Nella Chiesa era collegato con il martirio ma all’opposto poteva anche simboleggiare il diavolo.
8) Una versione alternativa della strofa
I wish my love would return from France,
his fame and fortune there advanced.
If we meet again, ‘t will be by chance.
Is go dte tu mo mhuirnin slán”

SIÚIL, A GHRÁ

Contrariamente a quanto si potrebbe supporre la versione in gaelico è posteriore al testo in maccheronico
ASCOLTA Na Casaidigh in 1691 del 2009

I
A bhuachaillín aoibhinn álainn ó
Ba leathan do chroí a’s ba dheas do phóg,
Mo léan gan mise leat féin go deo
A’s go dté tú , a mhuirnín, sláncurfa
(chorus)
Siúil, Siúil, Siúil, a ghrá
Níl leigheas le fáil ach leigheas an bháis
Ó d’fhag tú mé, is bocht mo chás,
A’s go dté tú , a mhuirnín, slán
II
Is minic a bhréag tú mé ar do ghlúin,
Ag cur do scéil dom féin in iúl
Ach chaill mé thú ‘s tú mo rún,
A’s go dté tú, a mhuirn ín, slán
III
Ach cuireadh ar Rí Séamas ruaig
A’s d’imigh na géanna leis ar luas
A’s d’imigh mo bhuachaill leo, monuar,
A’s go dté tú , a mhuirnín, slán
Traduzione inglese
I
O gentle beautiful youth,
Broad was your heart and sweet your kiss,
Alas that I am not with you forever,
And may you go, my love, safely.
Chorus:
walk, walk, walk, oh love’
There is no cure to this but death.
Since you left me, wretched is my plight,
And may you go, my love, safely.
II
Often you beguiled me on your knee
Telling me of your life
But I lost you and you are my love,
And may you go, my love, safely.
III
But King James was routed,
And the geese (1) went with him at speed,
And my lad went with them, alas,
And may you go, my love, safely
Traduzione italiana Cattia Salto
I
O ragazzo bello e caro
dal cuore grande e dai dolci baci, peccato che non possa esserti sempre vicina, torna, amore mio, in salvo.
Ritornello
Cammina amore, cammina, cammina
attento a  non restare ucciso, da quando mi hai lasciata, disperata è la mia condizione; torna, amore mio, in salvo.
II
Spesso mi hai tenuta sulle ginocchia
raccontandomi della tua vita
ma ti ho perduto, tu che sei il mio amore, torna, amore mio, in salvo.
III
Ma re Giacomo fu messo in fuga
e le oche volarono con lui
e il mio ragazzo andò con lui, ahimè,
torna, amore mio, in salvo.

NOTE
1) Dopo la vittoria del Boyne (1690) in cui l’Inghilterra segnò un punto fermo sul dominio dell’Irlanda, vennero approvate le Penal Laws che penalizzavano i cattolici, impedendo loro l’accesso a posizioni di potere negli affari pubblici e finanche diritti di proprietà sulla propria terra; gli Irlandesi cattolici vengono privati del diritto di voto, sono esclusi dall’esercito, dall’amministrazione locale e centrale e dalla magistratura (mancava solo che gli facessero portare la stella gialla!)
Così molti furono i giovani irlandesi cattolici che cercarono la fortuna negli eserciti europei (che fossero possibilmente in lotta contro l’Inghilterra!).
Per estensione le oche selvatiche sono tutti gli uomini e le donne che hanno lasciato l’Irlanda come emigranti per tutto ciò che non potevano realizzare nel loro paese!

continua VERSIONE AMERICANA Johnny has gone for a soldier

FONTI
http://ontanomagico.altervista.org/sailing-lowlands.htm
http://ontanomagico.altervista.org/ye-jacobites.htm
http://en.wikipedia.org/wiki/Si%C3%BAil_A_R%C3%BAin
http://www.irishgaelictranslator.com/translation/topic53844.html
http://www.celticartscenter.com/Songs/Irish/SiuilARuin.html
http://thesession.org/tunes/6753
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=7985
http://mudcat.org/detail_pf.cfm?messages__Message_ID=48603
http://www.antiwarsongs.org/canzone.php?id=336&lang=it
http://stec-173395.blogspot.it/2011/05/fuso-e-telaio.html
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=30259
http://chrsouchon.free.fr/shulegra.htm

ARTHUR MCBRIDE

Anche intitolata “Arthur McBride and the Sergeant è una canzone di protesta dalle origini irlandesi contro il reclutamento alle armi, sebbene esistano diverse versioni anche in Scozia (il nome McBride è tipicamente scozzese). La sua diffusione tra la gente è la più eloquente espressione dell’antimilitarismo irlandese. Non è ben precisato il secolo di riferimento della canzone, potrebbe essere stata scritta all’inizio delle guerre napoleoniche (fine 700) anche se la prima trascrizione risale al 1840 per mano di PW Joyce che, in base alle espressioni raccolte, aveva ritenuto che il brano fosse originario del Donegal.
Oltre al filone patriottico delle rebel songs ci sono nella tradizione musicale irlandese una serie di canti di protesta, a volte amari e dolorosi che descrivono il ritorno a casa dei soldati mutilati dalla guerra, eppure sempre sferzanti e ironici come questa gustosa ballata che è quasi la cronaca dell’incontro di due “pacifici” irlandesi con il reclutatore di turno.
Usciti di mattino per una passeggiata lungo la spiaggia (in alcune versioni è il giorno di natale in altre è d’estate) Arthur McBride e il cugino (che è il narratore della storia) incontrano due soldati reclutatori inglesi accompagnati da un giovane tamburino. Il sergente coglie l’occasione per fare il suo mestiere e convincere i due a entrare nell’esercito: buona paga, il fascino della divisa e l’avventura. Ma Arthur risponde, con un linguaggio forbito ed elegante, che la bella divisa è solo in prestito e la bella avventura consiste nell’andare in Francia a combattere. E il rischio di finire ammazzati o feriti e mutilati, non vale la paga!

La discussione passa ben presto alle armi con i soldati a fare una pessima figura colpiti dagli shillelagh (corti bastoni da passeggio) dei due irlandesi.

L’ARRUOLAMENTO NELLA BRITISH ARMY
recruiting_fI sergenti reclutatori nell’Ottocento portavano un caratteristico gallone sul cappello: furono attivi dal 1700 e fino alla metà del 1800, soprattutto in concomitanza con le guerre coloniali e napoleoniche.
Giravano per l’Irlanda e Scozia accompagnati da un giovane tamburino e descrivevano la vita nelle forze armate come una avventura tutta parate e fiori! Erano bravi a convincere i giovanotti già un po’ alticci che si trovavano nelle locande, a prendere  il famigerato scellino del Re..

ASCOLTA Paul Brady che riprende la versione testuale diffusa da Bob Dylan abbinata al cortometraggio di Tiernan McBribe (1997) ripreso sulla spiaggia di Gormanstown.

ASCOLTA Planxty live (la prima registrazione è del 1973 nel loro album d’esordio)

I
Oh me and my cousin, one Arthur McBride As we went a walkin’ down by the seaside
Now mark what followed and what did betide for it being on Christmas morning
Out for recreation we went on a tramp And we met Sergeant Knacker and   Corporal Vamp And a little wee drummer intending to camp For the day being   pleasant and charming
II
Good morning, good morning the sergeant did cry And the same to you   gentlemen, we did reply Intending no harm but meant to pass by For it being   on Christmas morning. But says he my fine fellows if you will enlist, It’s   ten guineas in gold I will slip in your fist, And a crown in the bargain for to kick up the dust, And to drink the King’s health in the morning
III
For a soldier he leads a very fine life He always is blessed with a charming young wife And he pays all his debts without sorrow or strife And always lives pleasent and charming And a soldier he always is decent and clean In the finest of clothing he’s constantly seen While other poor fellows go dirty and mean And sup on thin gruel in the morning
IV
But says Arthur, I wouldn’t be proud of your clothes You’ve only the lend of   them as I suppose And you dare not change them one night or you know If you do   you’ll be flogged in the morning.
And although we are single and free We take great delight in our own company   And we have no desire strange places to see Although your offer is charming.
And we have no desire to take your advance All hazards and danger we barter   on chance and you’d have no scruples to send us to France Where we’ll get   shot without warning.
V
And now says the sergeant, I’ll have no such chat And I neither will take it   from spalpeen or brat For if you insult me with one other word I’ll cut off your heads in the morning And then Arthur and I we soon drew our hods And we scarce gave them time for to draw their own blades When a trusty shillelagh(1) came over their heads And bade them take that as fair warning. As for their old rusty rapiers that hung by their sides We flung it as far as   we could in the tide To the Devil I pitch you, says Arthur McBride To temper your steel in the morning.
VI
As the wee drummer, we rifled his pow And made a football of his   row-do-dow-dow Into the tide to rock and to roll And bade it a tedious   returnin’ And so to conclude and to finish disputes We obligingly asked if   they wanted recruits For we were the lads who would give them hard clouts And   bid them look sharp in the morning.

Oh me and my cousin, one Arthur McBride As we went a walkin’ down by the   seaside Now mark what followed and what did betide It being on Christmas   morning

trad. italiano Michele Murino *
I
Oh, io e mio cugino, Arthur McBride, ce ne andavamo passeggiando sulla riva   del mare. Ora prestate attenzione al mio racconto ed a ciò che accadde, era   la mattina di Natale e per divertimento ce ne andavamo vagabondando quando   incontrammo il Sergente Napper ed il Caporale Vamp, ed un minuto tamburino, pronti ad accamparsi perchè la giornata era bella ed incantevole.
II
“Buon giorno, buon giorno” gridò il Sergente “Altrettanto a voi, signori” rispondemmo “Non vogliamo importunarvi ma solo   passare perchè è la mattina di Natale”. “Ma” rispose “Miei cari amici, se vi arruolerete vi darò subito dieci ghinee d’oro in contanti ed un contratto di una corona, per togliere la polvere e fare un   brindisi alla salute del re la mattina
III
“Perchè un soldato conduce una bella vita ed è sempre felice con una giovane ed affascinante moglie, e paga tutti i suoi debiti senza dolore o tormento, e vive sempre in maniera piacevole ed affascinante. E un soldato è sempre vestito bene e pulito e lo si vede sempre indossare gli abiti più belli, mentre gli altri poveracci se ne vanno sporchi e volgari e bevono   pessima brodaglia al mattino”
IV
“Ma” disse Arthur, “Io non sarei orgoglioso dei vostri vestiti, perchè li avete solo in prestito, suppongo, ma non osate cambiarveli di notte, perchè sapete che se lo fate sarete frustati al mattino. E benchè   noi siamo soli e liberi traiamo grande gioia dalla nostra sola compagnia e non abbiamo desiderio di vedere strani posti, sebbene le vostre offerte siano allettanti. E non abbiamo desiderio di incassare la vostra caparra, in cambio dei rischi e pericoli della sorte, perchè voi non avreste scrupoli a mandarci in Francia dove ci sparerebbero senza avviso”
V
“Oh no” disse il Sergente “Io non uso un simile linguaggio e nemmeno lo accetterò da due stizzosi marmocchi! Perciò se mi insulterete con   un’altra sola parola vi taglierò la testa al mattino”. Arthur ed io   estraemmo subito le nostre spade e quasi non gli lasciammo il tempo di estrarre le loro lame, quando un fedele shillelagh arrivò sopra le loro teste come un chiaro avvertimento, e le loro vecchie spade arrugginite che pendevano dal loro fianco le gettammo il più lontano possibile nella corrente “Adesso andatevele a raccogliere, diavoli!” gridò Arthur McBride   “Ed affilatele nel mattino!”
VI
Quanto al piccolo tamburino, gli spezzammo le bacchette e facemmo un pallone del suo tamburo e lo gettammo nella corrente ad ondeggiare ed oscillare per   impedire che tornasse a tediarci. E così per concludere e porre fine alla   disputa, chiedemmo loro cortesemente se cercavano reclute, perchè noi eravamo   i ragazzini che avrebbero dato loro sonori ceffoni ordinandogli di far presto al mattino

Oh, io e mio cugino, Arthur McBride, ce ne andavamo passeggiando sulla riva del mare Ora prestate attenzione al mio racconto ed a ciò che accadde, era la mattina di Natale

NOTE
*da qui
1) shillelagh: bastone da passeggio e anche sorta di mazza corta usata come arma di difesa. Prende il nome da un villaggio Irlandese di cui la parola è originaria. vedi

FONTI
http://www.antiwarsongs.org/canzone.php?id=3098&lang=it
http://mainlynorfolk.info/martin.carthy/songs/arthurmcbride.html

MRS MCGRATH

“Missus McGraw “, Mrs. McGraw,  “My Son Ted”,
“The Sergeant and Mrs. McGrath” 
è una canzone popolare irlandese contro la guerra che risale ai primi dell’ottocento, ai tempi delle guerre napoleoniche tra gli eserciti della Francia contro l’alleanza di Inghilterra, Spagna e Portogallo, la cosiddetta “Peninsular War” (1808-1814)
Fu pubblicata per la prima volta nel 1815 a Londra  su foglio volante (broadside) che si vendeva per le strade, e racconta di un ragazzo irlandese che si arruola nell’esercito proprio agli inizi del conflitto, ritornato a casa dopo 7 anni senza le gambe maciullate da una cannonata. Una versione accorciata della stessa storia è intitolata “My son John”

John Collet (1725-1780). The Recruiting Sergeant
John Collet (1725-1780). The Recruiting Sergeant

La canzone fu poi molto popolare tra gli “Irish Volunteers” durante la prima guerra mondiale ed era cantata durante le marce.
Qui c’è per forza un “The best of“: la versione di Bruce Springsteen, malinconica quanto basta per rendere tragico anche il ritornello non-sense. La sua versione ha surclassato tutte le precedenti riportando la dimensione del brano in una luce più drammatica, rispetto alla “verve” ironica delle proposte irlandesi.

ASCOLTA Bruce Springsteen in We Shall Overcome: The Seeger Sessions 2006

ASCOLTA Fiddlers Green in Sports Day at Killaloe 2009, una versione un po’ rappata

ASCOLTA Angelica Huston w/ The Weisberg Strings in Son Of Rogues Gallery ‘Pirate Ballads, Sea Songs & Chanteys ANTI 2013 (su Spotify)

I
“Oh, Mrs. McGrath,” the sergeant
said
“Would you like to make a soldier out of your son Ted
With a scarlett coat and a big cocked hat(1)
Oh, Mrs. McGrath, wouldn’t you like that?”
With your too-ri-a, fol-di-diddle-da, too-ri, oor-ri, oor-ri-a
With your too-ri-a, fol-di-diddle-da, too-ri, oor-ri, oor-ri-a
II
Now, Mrs. McGrath lived on the shore
For the space of seven long years or more
She spied a ship coming into the bay
With her son from far away (2)
III
“Oh captain dear, where have you been?
You´ve been sailing the Mediterranean?
Have you news of my son Ted?
Is he living or is he dead?”
IV
Up came Ted without any legs
And in their place, two wooden pegs,
She kissed him a dozen times or two
And said “My god, Ted is it you”(3)
V
“Now were you drunk or were you blind
When you left your two fine legs behind
Or was it walking upon the sea
That wore your two fine legs away?”(4)
VI
“No, I wasn’t drunk and I wasn’t blind
When I left my two fine legs behind
A big cannon ball on the fifth of May
Tore my two fine legs ( from my knees) away”
VII
“Oh, Teddyboy,” the (old) widow cried
“Your two fine legs were your mothers pride
Stumps of a tree won’t do at all
Why didn’t you run from the big cannon ball?”
VIII (5)
“All foreign wars I do proclaim
live on the blood and the mothers pain
I’d rather have my son as he used to be
Than the King of America and his whole navy”
Traduzione italiano di Riccardo Venturi
I
Oh, Mrs. McGrath », disse il sergente,
«Vi garberebbe che vostro figlio Ted diventasse un soldato
con una giubba scarlatta e un gran tricorno(1),
Oh, Mrs McGrath, non vi garberebbe ?»
With your too-ri-a, fol-di-diddle-da, too-ri, oor-ri, oor-ri-a
With your too-ri-a, fol-di-diddle-da, too-ri, oor-ri, oor-ri-a
II
Mrs McGrath abitava in riva al mare
e dopo sette lunghi anni e anche di più
vide arrivare una nave nella baia
con sopra suo figlio che tornava da lontano
III
”Oh, caro capitano, dove siete stato?
Avete navigato per il Mediterraneo?
Avete notizie di mio figlio Ted,
se sia vivo o se sia morto?”
IV
Ecco che arriva Ted senza le gambe
e al loro posto due monconi di legno,
lei lo baciò una dozzina di volte o due
e disse, “Mio Dio, Ted, ma sei tu?”
V
”Ma eri briaco o eri cieco
quando hai perso le tue due belle gambe,
oppure qualcuno che andava per mare
le tue belle gambe t’ha strappato via?”
VI
”No, non ero briaco e manco ero cieco
quando ho perso le mie due belle gambe,
è stata una gran cannonata il cinque di maggio
le mie belle gambe a strapparmi via.”
VII
”Teddy, ragazzo mio”, urlò la vedova,
“Delle tue belle gambe tua madre andava fiera,
due monconi di legno non servono a nulla,
perché non hai schivato quella gran cannonata?”
VIII
”Tutte le guerre straniere, lo dico e lo ridico,
vivono sul sangue e sul dolore delle madri.
Vorrei avere mio figlio così com’era
piuttosto che il Re d’America e tutta la sua marina”.

NOTE
1) tradotto in italiano da Riccardo come cappello piumato, è in inglese un “tricorno” una foggia propriamente settecentesca: al posto dei grandi cappelli piumati in voga nel secolo precedente si diffuse questo modello con le falde arrotolate ai tre lati (tre canti): in Francia già alla fine del 1600 cavalieri e ufficiali portavano il tricorno guarnito di piume, ma sostituite presto da galloni d’oro e coccarde. Ai primi del 700 il tricorno venne adottato in tutta Europa e da pressochè tutte le classi sociali. Nell’ottocento invece gli ufficiali portavano il cappello “alla napoleone” oppure con foggia tronco conica leggermente svasata. Questo dettaglio potrebbe far retrodatare il brano.
2) Angelica Huston dice “It’s my son Teddy, would you clear the way.”
3) Angelica Huston dice: Crying “Holy Moses, it couldn’t be you!”
4) Angelica Huston dice: That tore your legs, from the knees away?
5) la strofa riscritta da Bruce che mette un Re d’America mai esistito, ma quantomeno attuale in senso metaforico. 

In genere la strofa dice
‘Well all foreign wars I do proclaim
Between Don John and the King of Spain
And by herrings(6) I’ll make them rue the time
That they shot the legs from a child of mine’
oppure
I’d rather have my Teddy as he used to be,
Than the King of France and his whole navy!”
traduzione italiano di Cattia Salto
”Tutte guerre straniere io dico
tra Don Giovanni e il Re di Spagna
e per Dio (3) li farò rimpiangere
la volta
che hanno colpito le gambe di mio figlio”.
oppure
“preferisco il mio Teddy così com’è
che il Re di Francia e la sua intera marina militare!”

6) “by herrings” letteralmente  “per le aringhe” un po’ come il piemontese “santa polenta” nella versione di The Clancy Brother è sostituito infatti da un “bejasus” una storpiatura che vuol dire “per Gesù”. Ma cosa possa fare in concreto questa povera donna non è chiaro (è un’incitazione alla rivolta?)

Le versioni irlandesi del brano sono più irriverenti, quasi da barzelletta da pub, si riporta per tutti quella dei Dubliners che hanno anche realizzato una parodia del testo. Il figlio di Mrs. McGrath dal paesello natio va a Dublino al college, ma invece di studiare passa il tempo a bere e a spassarsela con le donnine.

LA PARODIA DEI DUBLINERS (vedere testo qui)

ASCOLTA The Dubliners rifecero anche la versione con il testo tradizionale

MY SON JOHN

La melodia è la stessa di “Mrs. McGrath” ma il testo è così ridotto che ci dice solo che un marinaio di nome John ha perso le sue due gambe per una cannonata ricevuta mentre combatteva. Il retroscena della storia è che padre e figlio sono dal chirurgo della marina che cerca di truffarli sulla pensione d’invalidità dando la colpa alla sbadataggine del ragazzo!
Un umorismo caustico sulla pelle di un mutilato di guerra!
ASCOLTA Tim Hart and Maddy Prior 1969

ASCOLTA John C. Reilly in Rogue’s Gallery: Pirate Ballads, Sea Songs and Chanteys  ANTI 2006


I
My son John was tall and slim
He had a leg for every limb
But now he’s got no legs at all
For he run a race with a cannonball
CHORUS
With me roo rum rar, faddle diddle dar
Whack faddlle liddle with me roo rum rar.
II
Oh were you deaf, were you blind
When you left your two fine legs behind
Or was it sailing on the sea
Lost your two fine legs right down to the knee
III
Oh I was not deaf, I was not blind
When I left my two fine legs behind
Nor was it sailing on the sea,
Lost my two fine legs right down to the knee
IV
For I was tall, I was slim
And I had a leg for every limb,
But now I’ve got no legs at all,
They were both shot away by a cannonball.
TRADUZIONE ITALIANO
I [Padre]:
Mio figlio John era alto e snello
e aveva una gamba per parte
ma ora non ne ha nemmeno una
perchè fece una gara di corsa con una cannonata.
CHORUS
With me roo rum rar, faddle diddle dar
Whack faddlle liddle with me roo rum rar.
II [Dottore]:
Oh eri sordo e cieco
quando hai perso le tue belle gambe
mentre navigavi per il mare?
Quando hai perso le tue belle gambe proprio sotto al ginocchio?
III [Figlio]:
Oh non ero sordo e cieco
quando ho perso le mie belle gambe
e nemmeno navigavo per il mare
quando ho perso le mie belle gambe proprio sotto al ginocchio.
IV
Perchè ero alto e snello
e avevo una gamba per parte
ma ora non ne ho nemmeno una,
sono state entrambe distrutte da una cannonata

LA VERSIONE LOMBARDA

Il gruppo lombardo I Luf hanno preso lo spunto melodico (nell’arrangiamento di Bruce Springsteen) per scrivere un testo sul partigiano Giacomo Cappellini

ASCOLTA I Luf in Paradis del diaol, 2007


I
I gnìa-do da i mucc co ‘l hciòp an hpala tar de Vitoria a cöntà-ho la bala (1)
del dé hcundìcc dedré an paghér a fa la guardia a quàter hentér
la nòt l’è lónga, he h’ già int’agn
an becér de ì ‘l pöl mìa dà dan
ma hól pö bèl de la baldoria “Füdì matèi”, la uda Vitòria
II
E bóche larghe i già tradìcc per trèi palanche, i già andìcc
i füh de fò, i varda la lüna
ma ‘nde le tahche i già póca fürtüna
an de la frèha i sbaglia la bià
i và hó de Genaro podehtà
al dih negót e i ge fa füdì
“curì ‘nver al Bratarì (2)”
arda innàh e turna mìa ‘ndré
turna turna turna mìa ‘ndré
arda innàh e turna mìa ‘ndré
turna turna 
turna mìa ‘ndré…
III
Al pòht de na-ho de la Bià Hcüra
che chéla sera l’éa piö higüra,
i è pahàcc-htar hóta la céda
tral Bratarì dedré de ‘na méda
ma i còrf négar col cör de lègn (3)
èa gnicc-ho apòsta de Malègn
anna tonada la rehpónt la Bagòha
al hanc la tèra la diènta róha
cur Camara (4), turna mìa ‘ndré
cur Camara, anvér a Harvé
cur Camara, ghe pènhe mé
cur Camara fina a Harvé
arda innàh e turna mìa ‘ndré
turna turna turna mìa ‘ndré
arda innàh e turna mìa ‘ndré
turna turna 
turna mìa ‘ndré…
IV
l’à fat-fo tüt al caricadùr
cólp de rabia e de dulùr
ma a la fi l’è rehtàt de parhé (5)
if o mórt, ma drit an pé
i l’à ciapàt, portàt-fo ‘n ‘ana htala
i còrf i à finìt i pöl anche na-la
i già di a Ceròt andó che portàl
al dé dòpo ‘n fònt a la àl
V
tüt al paìh al varda an genöc
ma tücc i à póra che ‘l rüe ‘l föc
i l’à haràt-ho ‘ndèl cahtèl de Brèha
i völ copàl, ma i già mìa frèha
al maèhtro l’è mórt, ma Lóh l’è if,
al pica a la pórta del paradìh
al Hignùr l’è gnèc, al vorèh füdì
po’ ‘l ampìa-ho ‘na htèla tra Bratarì
Traduzione italiano da qui
I
Venivano giù dai monti con il fucile in spalla da Vittoria a chiacchierare
di giorno nascosti dietro ad un abete
a far la guardia a quattro sentieri
la notte è lunga se si hanno vent’anni un bicchiere di vino non può far danni
ma sul più bello della baldoria, “scappate ragazzi” urla Vittoria
II
Le bocche larghe li hanno traditi
per tre soldi li hanno venduti,
fuggono fuori, guardando la luna
ma quella sera hanno poca fortuna
nella fretta sbagliano la strada
e vanno da Gennaro il podestà
non dice nulla li fa fuggire
“c
orrete verso il Bratarì”
guarda avanti non tornare indietro
non tornare non tornare indietro…
guarda avanti non tornare indietro
non tornare non tornare indietro…
III
Invece di andare sulla “Bia Scura”
che quella sera era più sicura
sono passati sotto la chiesa verso
il “Bratarì” dietro una catasta
ma i corvi neri col cuore di legno
sono venuti apposta da Malegno
un colpo secco risponde la “Bagozza”
di sangue la terra diventa rossa
corri Camara non voltarti
corri Camara verso Cerveno
corri Camara non voltarti
corri Camara verso Cerveno
guarda avanti non tornare indietro
non tornare non tornare indietro…
guarda avanti non tornare indietro
non tornare non tornare indietro…
IV
Ha sparato tutto il caricatore
colpi di rabbia e di dolore
ma alla fine è rimasto solo,
vivo o morto ma dritto in piedi, l’hanno preso, portato in una stalla, i corvi hanno finito possono andarsene, hanno detto a Cerot dove portarlo
il giorno dopo in fondo alla valle
V
Tutto il paese guarda in ginocchio
ma ha paura che arrivi il fuoco,
l’hanno chiuso nel castello di Brescia vogliono ucciderlo ma non hanno fretta, il maestro è morto ma Lozio è vivo, bussa alle porte del paradiso
il Signore è arrabbiato, vorrebbe fuggire, poi accende una stella al “Bratarì”

NOTE
1) letteralmente “a raccontare balle”
2) località Bratarì di Laveno
3) i fascisti della Repubblica di salò
4) Giacomo Cappellini, maestro nel suo paese natale in Val Camonica, organizzò con alcuni giovani di Cerveno una delle prime formazioni partigiane operanti nella zona di Lozio
5) fu ferito e catturato nello scontro del 21 gennaio 1945 a Laveno – mentre era alla testa di un battaglione della Brigata “Ferruccio Lorenzini” della Divisione Fiamme Verdi 

FONTI
http://www.antiwarsongs.org/canzone.php?lang=it&id=3942
http://mainlynorfolk.info/steeleye.span/songs/mysonjohn.html
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=48009
https://thesession.org/discussions/29328

https://www.antiwarsongs.org/canzone.php?lang=it&id=10504

JOHNNY I HARDLY KNEW YE

La canzone di protesta per antonomasia che ha infiammato i cuori di tutte le generazioni giovanili a partire dall’anno della sua creazione. “Johnny I hardly knew ye” era così famosa che gli emigranti irlandesi se la portarono in America e durante la guerra civile americana, nel 1863, è diventa “When Johnny comes marching home“.
Il cambio di titolo anticipa anche il cambiamento di significato, perché qui Johnny è un soldato confederato atteso dalla sua famiglia per essere accolto come un eroe al suo ritorno.

La sua popolarità è schizzata alle stelle quando Stanley Kubrick ha inserito la melodia nel suo Dr Strangelove (In italiano Il dottor Stranamore) uno dei migliori film antimilitarista del secolo (1964) VEDI

La querelle tra i sostenitori dell’ipotesi inversa (cioè che la canzone sia nata in America e portata poi in Irlanda) è però ancora aperta, così sebbene non esistano versioni pubblicate in Irlanda prima della fatidica data di pubblicazione in America della “When Johnny comes marching home“, dall’isola si fa risalire la versione tradizionale irlandese alle guerre napoleoniche, ovvero alla fine del 1700 o ai primi anni del 1800, quando le truppe irlandesi combattevano nella Compagnia Britannica delle Indie Orientali (il riferimento all’isola di Ceylon colloca quantomeno la strofa tra il 1795 e il 1818)

ANTY-WAR SONG

La prima strofa è introdotta dal soldato che cammina sulla via di casa appoggiandosi ad una stampella e sente una donna che lo chiama dicendo “Johnny, ti riconosco appena!” E la donna prosegue: “perché hai preferito abbandonare la tua famiglia per andare in guerra a farti quasi ammazzare?” Eppure la donna è contenta di rivederlo, anche se il marito è irriconoscibile per le mutilazioni, cieco, senza un braccio e una gamba, costretto a mendicare per il resto della sua vita è ritornato dalla sua famiglia.
Mi piace immaginare che siano state le donne, madri, sorelle, fidanzate, mogli, a scrivere canzoni come questa, e come l’altrettanto famosa “Mrs Mcgrath“, a controbilanciare la propaganda militare dei sergenti reclutatori.

Recruiting_party-

LA GUIDA ALL’ASCOLTO
Ci sono poche variazioni testuali del brano e un unica melodia, ma la maggior parte delle versioni più recenti saltano la IV e ometto le ultime due strofe: nella IV strofa la donna si lamenta di come il marito sia scappato via da lei attirato dalla propaganda dei reclutatori; nelle altre ribadisce il concetto che lei lo ama ancora nonostante tutto e giura che l’esercito inglese non si prenderà mai i loro figli! Pur nella sua drammaticità “Johnny I hardly knew ye” non manca di ironia, quel sarcasmo ironico tipicamente “irish” che ci fa storcere la bocca in un ghigno!

Una registrazione molto drammatica è quella dei De Dannan, ma anche di Janis Ian o Karan Casey quasi sussurrata (ascoltabili su Spotify)

ASCOLTA De Dannan in Anthem 1985
ASCOLTA Karan Casey

Versioni più tradizionali
ASCOLTA Irish Rovers
ASCOLTA Foreign Feathers

Non poteva mancare la versione rock!
ASCOLTA Dropkick Murphys quando una melodia celtica incontra il rock nasce il celtic punk (dopo che The Clash avevano aperto la pista sul finire degli anni 70 ASCOLTA qui il testo diventa un avvertimento contro la minaccia dei gruppi neonazisti)

E a chi piace il genere si può ascoltare anche la versione dei The Tossers


I
While goin’ the road to sweet Athy(1), hurroo, hurroo
While goin’ the road to sweet Athy, hurroo, hurroo
While goin’ the road to sweet Athy
A stick in me hand and a drop in me eye
A doleful damsel I heard cry,
Johnny I hardly knew ye.
CHORUS
With your guns and drums and drums and guns (2), hurroo, hurroo
With your guns and drums and drums and guns, hurroo, hurroo
With your guns and drums and drums and guns the enemy nearly slew ye
Oh my darling dear, Ye look so queer
Johnny I hardly knew ye.
II
Where are your eyes that were so mild, hurroo, hurroo
Where are your eyes that were so mild, hurroo, hurroo
Where are your eyes that were so mild
When my heart you so beguiled?
Why did ye run from me and the child?
Oh Johnny, I hardly knew ye.
III
Where are your legs that used to run, hurroo, hurroo
Where are your legs that used to run, hurroo, hurroo
Where are your legs that used to run
When first you went for to carry a gun
Indeed your dancing days are done
Oh Johnny, I hardly knew ye.
IV
It grieved my heart to see you sail   ha-roo, ha-roo
It grieved my heart to see you sail ha-roo, ha-roo
It grieved my heart to see you sail
Though from my heart you took leg-bail(3)
Like a cod you’re doubled up head and tail,(4)
Johnny I hardly knew ya
V
Ye haven’t an arm, ye haven’t a leg, hurroo, hurroo
Ye haven’t an arm, ye haven’t a leg, hurroo, hurroo
Ye haven’t an arm, ye haven’t a leg,
Ye’re an armless, boneless, chickenless egg,
Ye’ll have to be put with a bowl out to beg: Oh Johnny I hardly knew ye.
VI
I’m happy for to see ye home,
hurroo, hurroo
I’m happy for to see ye home,
hurroo, hurroo
I’m happy for to see ye home
All from the island of Sulloon(5)
So low in the flesh(6), so high in the bone
Oh Johnny I hardly knew ye.
VII
How sad it is to see you so,
ha-roo, ha-roo,
How sad it is to see you so,
ha-roo, ha-roo,
How sad it is to see you so,
And I think of you now as an object of woe,
But your Peggy’ll still keep you on as her beau.
Johnny, I hardly knew ya.
VIII
They’re rolling out the guns again,
ha-roo, ha-roo,
They’re rolling out the guns again,
ha-roo, ha-roo,
They’re rolling out the guns again
But they never will take our sons again
No they never will take our sons again
Johnny I’m swearing to ya.

TRADUZIONE di  RICCARDO VENTURI (tranne strofe in grassetto)

I
Percorrendo la strada per la dolce Anthy, ohimè, ohimè,
Percorrendo la strada per la dolce Anthy, ohimè, ohimè,
Percorrendo la strada per la dolce Anthy
Con un bastone in mano e una lacrima all’occhio, sentii gridare una dolente   fanciulla: Johnny, ti riconosco appena.
Coro: Coi tuoi fucili e i tamburi e tamburi e fucili, ohimè, ohimè,
Coi tuoi fucili e i tamburi e tamburi e fucili, ohimè, ohimè,
Coi tuoi fucili e i tamburi e tamburi e fucili
Il nemico ti ha quasi ammazzato
Oh, mio caro, mio caro, sembri così strano, Johnny, ti riconosco appena.
II
Dove sono quegli occhi che erano così buoni, ohimè, ohimè,
Dove sono quegli occhi che erano così buoni, ohimè, ohimè,
Dove sono quegli occhi che erano così buoni, quando il cuore tanto mi   incantavi
Perché sei scappato da me e da tuo figlio?
Johnny, ti riconosco appena.
III
Dove sono le gambe con cui correvi, ohimè, ohimè,
Dove sono le gambe con cui correvi, ohimè, ohimè, dove sono le gambe con cui correvi? Quando andasti la prima volta a portare un fucile, certo che i giorni delle feste da ballo sono finite: Johnny, ti riconosco appena.
IV
Mi ero addolorata a vederti salpare
ohimè, ohimè
Mi ero addolorata a vederti salpare
ohimè, ohimè
Mi ero addolorata a vederti salpare
sebbene dal mio cuore tu sia volato via
come un merluzzo ti sei piegato in due
Johnny, ti riconosco appena
V
Ti manca un braccio, ti manca una gamba, ohimè, ohimè,
Ti manca un braccio, ti manca una gamba, ohimè, ohimè,
Ti manca un braccio, ti manca una gamba,
Sei un monco senz’ossa, come un uovo senza il pulcino
Dovrai pigliare un piattino e andare a mendicare: Johnny, ti riconosco appena.
VI
Sono contenta di vederti a casa,
ohimè, ohimè,
Sono contenta di vederti a casa,
ohimè, ohimè,
Sono contenta di vederti a casa,
Tornato dall’isola di Ceylon;
con la carne così moscia e con le ossa ancora in piedi, Oh, Johnny, ti riconosco appena
VII
Com’è triste vederti così ohimè, ohimè
Com’è triste vederti così ohimè, ohimè
Com’è triste vederti così
e adesso penso a te come a un guaio
ma la tua Peggy ti terrà ancora come il suo innamorato
Johnny, ti riconosco appena
VIII
Stanno portando fuori i cannoni di nuovo
ohimè, ohimè
Stanno portando fuori i cannoni di nuovo
ohimè, ohimè
Stanno portando fuori i cannoni di nuovo
ma non avranno più i nostri figli ancora
No, ma non avranno mai più i nostri figli ancora Johnny, te lo giuro!

NOTE
1) Athy è un vecchio nome popolare della città di Dublino (Báile Átha Cliath). Secondo un’altra ipotesi si tratterebbe invece della cittadina di Athy, nella contea irlandese di Kildare.
2) anche come “With your drums and guns and drums and guns”
3) leg-bail si dice di un disertore che fugge “gambe all’aria” qui usata in senso ironico
4) letteralmente “hai doppiato la testa e la coda” presumo abbia qualcosa a che vedere con la freschezza del pesce (che quando si piega tenendolo in mano è indice di pesce vecchio, morto da un pezzo)
5) Sulloon o Ceylon, l’attuale Sri Lanka
6 ) L’espressione originale ha una chiara allusione all’impotenza sessuale del povero soldato mutilato.

FONTI
http://www.antiwarsongs.org/canzone.php?id=1429&lang=it