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LIMERICK LAMENTATION OR LOCHABER NO MORE?

Un lamento irlandese o scozzese?
La paternità della slow air è contesa tra Irlanda e Scozia,  secondo Bunting (Ancient Music of Ireland, 1840)  fu composta dal bardo irlandese-arpista Myles O’Reilly  (c. 1635) per commemorare la partenza dei giovani irlandesi dopo il trattato di Limerick (1691); secondo O’Neill (Irish Minstrels and Musicians, 1913) il compositore fu Thomas Connellan (c.1640-45 – 1698) Cloonmahon, contea di Sligo che la intitolò “The Breach of Aughrim”.
La melodia è toccante, da far sgorgar le lacrime per la sua mestizia..

MARBHNA (CAOINEADH) LUIMNI

It is sad and lone I am today, far from dear Erin’s shore
I may never, never, never see her again; I may never see her more.
In Irlanda oggi il brano è eseguito in versione strumentale occasionalmente suonato ai funerali o come emigration song.
ASCOLTA The Chieftains live

ASCOLTA Sharon Shannon & Liam O Maoinli

ASCOLTA Martin Hayes & Dennis Cahill

ASCOLTA Na Casaidigh

LOCHABER NO MORE

In Scozia già popolare lament per cornamusa, la slow air venne versificata da Allan Ramsay  nel 1723, come il lamento di un highlander in partenza per  combattere tra le fila dei ribelli (la ribellione giacobita del 1715 vedi)

(c) The Fleming Collection; Supplied by The Public Catalogue Foundation

ASCOLTA Breabach

ASCOLTA  The Rankin Family


I
Farewell to Lochaber (1), farewell to my Jean,
Where heartsome wi’ her (thee) I ha’e mony day been,
For Lochaber no more, Lochaber no more,
We’ll maybe return to Lochaber no more.
These tears that I shed they are all for my dear,
And no’ for the dangers attending on weir (2);
Tho’ borne on rough seas to a far distant (bloody) shore.
Maybe to return to Lochaber no more.
II
Though hurricanes rise, though rise ev’ry wind,
No tempest can equal the storm in my mind;
Tho loudest of thunders or louder waves roar,
There’s nothing like leavin’ my love on the shore.
To leave thee behind me, my heart is sair pain’d,
But by ease that’s inglorious no fame can be gain’d;
And beauty and love’s the reward of the brave,
And I maun deserve it before I can crave.
III
Then glory, my Jeanie, maun plead my excuse,
Since honour commands me, how can I refuse?
Without it I ne’er can have merrit for thee;
And losing thy favour, I’d better not be.
I go then, my lass, to win honour and fame;
And if I should chance to come gloriously hame,
I’ll bring a heart to thee, with love running o’er,
And then I’ll leave thee an’ Lochaber no more.
Tradotto da Cattia Salto
I
Addio Lochaber, e addio
mia Jean
dove ho trascorso con te molti giorni felici
perchè lascio  Lochaber, lascio Lochaber
e forse non ritornerò mai più a Lochaber.
Queste lacrime che verso, sono tutte per la mia cara
e non per i pericoli che mi attendono in guerra
trasportato dal mare ribelle in una spiaggia lontana (di sangue)
forse non ritornerò mai più a Lochaber.
II
Anche se gli uragani si levano, anche se si solleva il vento
nessuna tempesta può eguagliare la bufera nella mia anima,
più rumorosa dei tuoni o del ruggito delle onde più alte,
non c’è niente di come lasciare il mio amore sulla spiaggia.
Lasciarti indietro, il mio cuore è pieno di dolore,
ma con la cautela del senza gloria nessuna fama si può ottenere;
e la beltà e l’amore sono la ricompensa per il coraggio
e li devo meritare prima di poterli desiderare.
III
Allora la gloria, mia Jean dovrà perorare la mia spiegazione,
finchè  l’onore mi comanda, come posso io rifiutare?
Senza non potrò mai meritarti
e senza il tuo favore preferisco non vivere!
Vado dunque ragazza, per vincere onore e fama
e se avessi la possibilità di ritornare gloriosamente a casa
porterò il cuore a te, traboccante d’amore
e poi non lascerò te e Lochaber mai più.

NOTE
1) Lochaber è il cuore delle Highlands, nella parte meridionale della contea di Inverness: in questa regione l’acqua è una delle protagoniste assolute, ed una delle principali ragioni della sua bellezza; fiumi, laghi, cascate, mare … è un tripudio della natura che si incontra con magia, storia e l’amore dell’uomo per la terra  che abita. (continua)
FONTI
http://www.capeirish.com/guitar-book/pdf/lim4-g.pdf
https://en.wikisource.org/wiki/A_Dictionary_of_Music_and_Musicians/Lochaber_no_more
http://digital.nls.uk/broadsides/broadside.cfm/id/14886
https://thesession.org/tunes/8973
http://chrsouchon.free.fr/lochaber.htm

http://www.burnsscotland.com/items/v/volume-i,-song-095,-page-96-lochaber.aspx
http://www.rampantscotland.com/songs/blsongs_lochaber.htm

HERE’S A HEALTH TO THE COMPANY

Una emigration song proveniente dall’Irlanda del Nord e di probabile origine scozzese intitolata anche “The Parting Glass”  da confondere con l’altra più popolare “The Parting Glass”  che inizia con “Of all the money e’er I had“.
La sua forma standard è oggi quella registrata dai Chieftains
ASCOLTA Kevin Conniff (The Chieftains) in “A Chieftains Celebration, 1989 (strofe da I a III)

ASCOLTA Cara Dillon 2006

Un brano da renaissance fair, ascoltiamolo nella versione dei Blackmore’s Night in Autumn Sky 2010

e una perfetta tavern song finita nel video-gioco Assassin’s Creed Black Flag (strofe da I a III)


I
Kind friends and companions, come join me in rhyme
Come lift up your voices in chorus with mine
Come lift up your voices, all grief to refrain
For we may or might never all meet here again
Chorus:
Here’s a health to the company and one to my lass
Let us drink and be merry all out of one glass
Let us drink and be merry, all grief to refrain
For we may or might never all meet here again
II
Here’s a health to the dear lass that I love so well
For her style and for her beauty, that none can excel
There’s a smile upon her countenance as she sits on my knee
There is no man in this wide world as happy as me
III
Our ship lies at anchor, she’s ready to dock
I wish her safe landing without any shock
If ever I should meet you by land or by sea
I will always remember your kindness to me
IV
My footsteps may falter my wit it may fail
My course may be challenged by November gale
Ere fortune shall prove to be friend or foe
You will always be with me wherever I go
tradotto da Cattia Salto
I
Venite cari amici e compagni  e unitevi alla mia canzone,
venite e innalzate le voci in coro con la mia
venite a innalzare le voci e a raffrenare tutto il dolore
che forse  non potremo mai più rincontrarci ancora tutti qui
CORO:
Un brindisi alla compagnia e uno alla mia ragazza,
beviamo e cerchiamo tutto il divertimento in un bicchiere,
beviamo e cerchiamo di divertirci per raffrenare tutto il dolore,
che forse  non potremo mai più rincontrarci ancora tutti qui.

II
Alla salute della cara ragazza che amo coì tanto
per i suoi modi e la sua bellezza, che nessuna  può eguagliare,
c’è un sorriso sul suo viso quando si siede sulle mie ginocchia
e non c’è nessun uomo in questo mondo selvaggio felice come me
III
La nostra nave è in rada pronta per attraccare
le auguro uno sbarco in salvo senza alcun urto
e se ci incontreremo ancora per mare o per terra
mi ricorderò sempre la vostra cortesia verso di me
IV
I miei passi possono vacillare, e lo spirito fallire
il destino forse essere cambiato da una tempesta di novembre,
prima che la fortuna si mostrerà amica o nemica
tu sarai sempre con me ovunque andrò

FONTI
https://soundcloud.com/fifesing/sheila-stewart-the-parting-glass
http://www.mudcat.org/thread.cfm?threadid=161869
http://www.mudcat.org/thread.cfm?threadid=157681
https://mainlynorfolk.info/folk/songs/heresahealthtothecompany.html
http://www.mudcat.org/thread.cfm?threadid=161869

DOWN AMONG THE DEAD MEN

Una popolare drinking song settecentesca attribuita erroneamente a John Dyer (1700-1758); l’equivoco nacque dalla dicitura di commento su un broadside del 1715  “A Song sung by Mr. Dyer at Mr. Bullock’s Booth at Southwark Fair,” trattandosi invece del  popolare cantore londinese Robert Dyer; la canzone si diffuse in epoca vittoriana fino a trovare la sua collocazione tra i canti goliardici degli studenti inglesi moderni. Dato il tema è finita anche nelle sound track del video gioco Assassin’s Creed – Black Flag una perfetta canzone da pirata.

ASCOLTA Assassin’s Creed Syndicate (strofe I, III, IV) la versione di Sean Dagher in Black Flag sea shanty su Spotify qui

ASCOLTA The Virginia Company in “Smash the Windows”


I
Here’s a health to the King (1), and a lasting peace
May faction be damn’d, and discord cease (2):
Come, let us drink it while we have breath,
For there’s no drinking after death.
And he who would this toast deny,
CHORUS
Down among the dead men (3),
down among the dead men,
Down, down, down, down;
Down among the dead men let him lie (4)!
II
Let charming beauty’s health go round,
With whom celestial joys are found.
And may confusion yet pursue
That selfish woman-hating crew.
And he who’d woman’s health deny,
III
In smiling Bacchus’ joys I’ll roll,
Deny no pleasures to my soul.
Let Bacchus’ health round briskly move,
For Bacchus is the friend of love.
And he that would this health deny,
IV
May love and wine their rights maintain,
And their united pleasures reign.
While Bacchus’ treasure crowns the board,
We’ll sing the joy that both afford.
And they that won’t with us comply,
tradotto da Cattia Salto
I
Alla salute del Re e alla pace duratura
possa la faziosità essere dannata e la discordia cessare:
vieni beviamo mentre siamo vivi
perchè non c’è da bere dopo la morte
e colui che rifiuta di brindare
Coro
giù tra le bottiglie vuote
giù tra le bottiglie vuote
giù, giù, giù, giù,
giù tra le bottiglie vuote possa finire!
II
Che la bellezza incantevole prosperi
con la quale si toccano gioie paradisiache
e possa il caos ancora perseguitare
quella ciurma egoista che odia la donna
e colui che la salute della donna nega..
III
Tra le gioie di Bacco ridente sguazzo
e non nego i piaceri al mio spirito
che il brindisi a Bacco circoli rapidamente
perchè Bacco è l’amico di Amore
e chi volesse questo brindisi negare ..
IV
Che Amore e Vino mantengano i loro diritti
e i loro piaceri uniti regnino.
Mentre il tesoro di Bacco corona la tavola
canteremo la gioia che entrambi dispensano e coloro che non vogliono a noi conformarsi ..

NOTE
1) in epoca vittoriana si brinda alla salute della Regina, ma originariamente la dedica era rivolta alla regina Anna di Gran Bretagna così iniziava il verso “Here’s a health to the mem’ry of Queen Anne”
2) anche scritto “To faction an end, to wealth increase”
3) Dead mens ono le bottiglie vuote
4) l’augurio è di finire lungo disteso a terra in stato incosciente per l’ubriachezza
FONTI
http://musicofyesterday.com/sheet-music-d/among-dead-men-dyer/
https://www.8notes.com/scores/4164.asp
http://thebards.net/music/lyrics/Down_Among_The_Dead_Men.shtml

CAPTAIN WARD AND THE RAINBOW

Tra le canzoni del mare nella serie Sea Shanty Edition per il quarto episodio del video-gioco Assassin’s Creed si annoverano alcune ballate sui capitani coraggiosi, per celebrarne le vittorie o le gesta eroiche che li hanno portati alla morte. Non solo ufficiali della Royal Navy ma anche corsari o pirati.
Il Capitano John Ward (1553-1622), soprannominato Jack Birdy nacque a Feversham nel Kent da un semplice pescatore ma preferì la vita del corsaro sotto il regno di Elisabetta I; caduto in disgrazia sotto Giacomo I (che non volle proseguire la guerra di corsa contro la Spagna) si dedicò alla pirateria nel Canale della Manica, passando ben presto ai ricchi bottini dei traffici mercantili nel Mediterraneo; John o Jack Ward si fece musulmano e divenne un famigerato pirata barbaresco con il nome di Yusuf Reis, dedito al lucroso traffico degli schiavi (l’oro bianco): nel secolo successivo l’asse della storia si sposta definitivamente nel Mar delle Antille e il connubio Pirata&Caraibi per noi oggi scatta in automatico, sminuendo ai nostri occhi l’importanza del Mar Mediterraneo e delle sue rotte commerciali (continua)
Jack nel suo palazzo di marmo e alabastro a Tunisi allevava piccoli uccellini perciò venne soprannominato Jack “Asfour” (Jack il passero) cioè Jack Birdy (che assonanza con hollywoodiano Jack Sparrow!)
Metà uomo, metà leggenda, John Ward era l’arcipirata, il re corsaro del folklore popolare. Autori di ballate londinesi raccontavano per le strade che il “più famoso pirata del mondo” terrorizzava i mercanti di Francia e di Spagna, Portogallo e Venezia, e metteva in rotta i potenti Cavalieri di San Giovanni con la sua intrepidezza e astuzia. Genitori spaventavano i loro figli con i racconti del demone “che non temeva né Dio né il diavolo e le sue azioni sono perfide, maligni i suoi pensieri”, e si spaventavano a vicenda raccontando che coloro che finivano nelle sue grinfie venivano legati dorso a dorso e gettati in mare, oppure fatti a pezzi, o spietatamente uccisi a colpi di arma da fuoco. Dai pulpiti, ecclesiastici proclamavano che Ward e i suoi rinnegati avrebbero finito i loro giorni in ebbrezza, lascivia e sodomia nei sibaritici ambienti del loro palazzo tunisino…”. (Adrian Tinniswood in Pirati. Avventure, Scontri E Razzie, 2011 tratto da qui)

LA BALLATA: WARD THE PIRATE

Sul Pirata vennero scritte diverse ballate a testimoniare la sua popolarità e anche il professor Child riporta una versione testuale nella sua imponente raccolta “The English and Scottish Popular Ballads”, classificandola al numero 287.  Kenneth S. Goldstein commenta: “This ballad concerns the famous English pirate, John Ward, who, together with a Dutch accomplice, Dansekar, was the scourge of the seas from 1604 to 1609. Though Ward was the subject of numerous ballad and prose pieces, the traditional ballad appears to derive from a black letter broadside of the 17th century.The ballad has had a longer life in the New World than in Britain. It has not been reported from tradition in England since Child, and the two versions recorded by Greig in Aberdeen appear to be the last reported in Scotland. It has, however, not infrequently been reported in America. Some of the American texts tell of Ward’s capture and hanging, which, though consistent with history, do not come from the broadside tradition mentioned above. It is possible that this element may have been borrowed from some other sea song in much the same way in which some versions of Sir Andrew Barton (Child 167) borrow Ward’s taunting lines from the last stanza of this ballad.” (tratto da qui)

ASCOLTA Linda Morrison

ASCOLTA Tannahill Weavers


I
Come all ye jolly mariners
That love to tak’ a dram
I’ll tell ye o’ a robber
That o’er the seas did come.
II
He wrote a letter to his king
The eleventh o’ July,
To see if he would accept o’ him
For his jovial company.
III
“Ho no, ho no,” says the king,
“Such things they cannot be,
They tell me ye are a robber,
A robber on the sea.”
IV
He has built a bonnie ship,
An’ sent her to the sea,
With four and twenty mariners
To guard his bonnie ship wi’.
V
They sailed up an’ they sailed down,
Sea stately, blythe, an’ free,
Till they spied the king’s high Reindeer
A leviathan on the sea.
VI
They fought from one in the morning
Till it was six at night,
Until the king’s high Reindeer
Was forced to take her flight.
VII
“Gang him, gang him, ye tinkers.
Tell ye your king fear me
Though he’s the king on dry land,
And I will be king upon the sea.”
tradotto da Cattia Salto
I
Venite tutti voi allegri marinai
che amate ascoltare le storie (1)
Vi narrerò di un filibustiere
che dal mare è venuto
II
Scrisse una lettera al suo Re
l’11 di luglio
per vedere se lo avrebbe ricevuto
per una piacevole visita (2).
III
“O no, no, no – dice il Re-
non s’ha da fare
mi risulta che tu sia un filibustiere,
un filibustiere del mare”
IV
Costruì una bella nave
e la mandò in mare
con 24 marinai
a governare la sua bella nave
V
Navigarono in lungo e in largo sul mare maestosamente, felici e liberi (3)
fino a quando videro la Reindeer (4)
l’ammiraglia del Re, un leviatano del mare
VI
Diedero battaglia dall’una di mattina
fino alle sei di sera
finchè la Reindeer
fu costretta ad andarsene
VII
“Tornate da lui, voi vagabondi (5)
dite al vostro Re che non lo temo
anche se è il re della terra ferma
io sono il re dei Mari”

NOTE
1) in origine il verso era: strike up, you lusty gallants, with musick and sound of drum,
2) Giacomo I gli rifiutò il perdono regale condannandolo all’esilio perpetuo
3) come dice Jack Sparrow “una nave non è solo una chiglia e uno scafo con ponte e vele. Una nave è libertà
4) nella versione riportata dal Professor Child la nave è inviata dal Re e si chiama The Rainbow
5) termine dispregiativo derivato dai traveller

FONTI
http://www.sacred-texts.com/neu/eng/child/ch287.htm
http://www.homolaicus.com/storia/trasversale/pirati-corsari.htm
http://guide.supereva.it/rinascimento/interventi/2010/07/dal-kent-a-tunisi
https://corsaridelmediterraneo.it/ward-john/
http://www.tannahillweavers.com/lyrics/1146ly13.htm
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=56447
http://www.contemplator.com/sea/ward.html
https://mainlynorfolk.info/peter.bellamy/songs/wardthepirate.html

ADMIRAL BENBOW

Tra le canzoni del mare nella serie Sea Shanty Edition per il quarto episodio del video-gioco Assassin’s Creed si annoverano alcune ballate sui capitani coraggiosi, per celebrarne le vittorie o le gesta eroiche che li hanno portati alla morte.
Così nella ballata Admiral Benbow si celebra l’ultimo atto eroico dell’Ammiraglio John Benbow deceduto in seguito alle ferite riportate nella battaglia navale contro il bucaniere francese Jean Du Casse: la battaglia di Capo Santa Marta fu una battaglia che ebbe luogo dal 19 al 25 agosto 1702 tra uno squadrone navale inglese al comando del viceammiraglio John Benbow ed uno francese al comando dell’ammiraglio Jean du Casse, al largo di Capo Santa Marta sulle coste dell’attuale Colombia, in Sudamerica, nel corso della Guerra di Successione spagnola. Benbow attaccò vigorosamente lo squadrone francese, ma il rifiuto dei suoi capitani di supportare l’azione permise a du Casse di fuggire. Benbow perse una gamba durante i combattimenti e morì a causa delle ferite due mesi dopo. Due capitano vennero accusati di viltà e passati per le armi. (fonte wikipedia continua)

La melodia è altrettanto popolare e si accomuna alla ballata Captain Kidd dando vita a una sorta di famiglia melodica utilizzata per varie canzoni.
ASCOLTA la versione in Assassin’s Creed dal testo trascritto da Cecil Sharp sul canto del Capitano Lewis di Minehead (1906)


I
Come all you seamen bold
and draw near, and draw near
Come all you seamen bold and draw near
It’s of an Admiral’s fame Brave Benbow was his name
How he sailed up on the main
you shall hear, you shall hear
II
Brave Benbow he set sail
For to fight, for to fight
Brave Benbow he set sail
For to fight
Brave Benbow he set sail in a keen and pleasant gale
But his captains they turn’d tail in a fright, in a fright
III
The surgeon dress’d his wounds Benbow cried, Benbow cried
The surgeon dress’d his wounds Benbow cried
“Let a cradle now in haste on the quarterdeck be placed
That the enemy I may face
‘Til I die, ‘Til I die
Tradotto da Cattia Salto
I
Bravi marinai venite tutti più vicino, più vicino,
Bravi marinai venite tutti più vicino,
vi voglio raccontare del coraggioso Ammiraglio Benbow (1)
di come navigava in mare (2)
ascoltate, ascoltate.
II
Il coraggioso  Benbow alzò le vele per lottare, per lottare
il coraggioso  Benbow alzò le vele per lottare,
il coraggioso  Benbow alzò le vele
con un vento forte di burrasca
ma i suoi capitani fuggirono per vigliaccheria (3), per vigliaccheria.
III
Il chirurgo fasciò le sue ferite
Benbow gridò, Benbow gridò
Il chirurgo fasciò le sue ferite
Benbow gridò
“Portatemi subito una culla sul cassero (4) che i nemici combatterò finchè non morirò, finchè non morirò.”

NOTE
1) Benbow era un uomo del popolo che lasciò da ragazzino la sua famiglia per imbarcarsi su una nave; fece carriera nei ranghi della Marina Inglese sul finire del 1600 fino a diventare Vice-Ammiraglio, nel 1701 venne nominato Comandante in Capo della flotta delle Indie Occidentali
2) il mare delle Indie Occidentali
3) in a fright: in preda al panico
4) Benbow nonostante la gamba ferita (che gli verrà amputata) vuole continuare a impartire gli ordini  sul ponte di comando e così richiede una culla per poter restare seduto e distendere la gamba maciullata, fasciata in modo provvisorio dal medico di bordo.

Mary Evans Picture Library : J R Skelton in Lang, “Outposts of Empire” 1910

ASCOLTA Paul Clayton, in “Whaling and sailing songs from the days of Moby Dick” 1954


I
It was often at Marais
Calling Benbow by his name
He fought on the raging main
You must know
Oh, the ship rocks up and down
And the shots are flying round
The enemy tumbling down
There they lay, there they lay
II
‘Twas Reuben (1) and Benbow
Fought the French, fought the French
‘Twas Reuben and Benbow
Fought the French,
Down on his old stump he fell
And so loudly he did call
Fight ye on, me English lads
‘Tis my lot, ’tis my lot
III
When the doctor dressed his wound
Benbow cried, Benbow cried
When the doctor dressed his wound
Benbow cried,
Let a bed be fetched in haste
On the quarterdeck be placed
That the enemy I might face
‘Til I die, ’til I die
IV
On Tuesday morning last
Benbow died, Benbow died
On Tuesday morning last
Benbow died
What a shocking sight to see
When Benbow was carried away
He was carried to Kingston church (2)
There he lay, there he lay
Tradotto da Cattia Salto
I
Spesso si trovava a Marais
a chiamare Benbow per nome
di come combattè in mare
dovete sapere.
Oh la nave rollava su e giù
e i colpi volavano
il nemico facevano a pezzi
là dove stavano, là dove stavano
II
C’erano Reuben e Benbow
a combattere i francesi, combattere i francesi. C’erano Reuben e Benbow
a combattere i francesi
dal suo moncone cadde
e così forte gridò
” Continuate a combattere, inglesi
è la mia sorte, è la mia sorte”
III
Quando il dottore fasciò la ferita
Benbow gridò, Benbow gridò
quando il dottore fasciò la ferita
Benbow gridò
“Che un lettino sia subito
portato sul cassero
che i nemici combatterò
finchè non morirò, finchè non morirò.”
IV
Il mattino di martedì scorso
Benbow morì, Benbow morì,
il mattino di martedì scorso
Benbow morì
che orribile visione
quando Benbow fu portato via
fu portato alla chiesa di Kingston
là giace, là giace.

NOTE
1) la nave Ruby fu l’unica a spalleggiare la Breda nell’inseguimento dei vascelli francesi
2) fu sepolto nella Chiesa Parrocchiale di Kingston (Giamaica)
FONTI
http://bravebenbow.com/
http://mudcat.org/@displaysong.cfm?SongID=137
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=2169
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=109642
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=56280
http://reelyredd.com/admiral-benbow-song.htm
http://bravebenbow.com/?page_id=136
https://mainlynorfolk.info/june.tabor/songs/admiralbenbow.html

HAULEY HAULEY HO

Breve sea shanty molto british presente nella raccolta Black Flag per la serie Assassin Creed!


Chorus
England, ould Ireland
England, ould Ireland
England, ould Ireland
Hauley Hauley Ho!
Paddy M’Ginty
Paddy (1), Jock (2) and Jackie too.
Oh Paddy M’Ginty,
Hauley (3), Hauley-ho!
Shamrock an’ Rose, boys.
Shamrock, Rose, and prickly Thistle (4) too,
Shamrock an’ Rose, boys,
Hauley Hauley Ho!
Tradotto da Cattia Salto
Coro
Inghilterra, vecchia Irlanda
Inghilterra, vecchia Irlanda
Inghilterra, vecchia Irlanda
Oh issa!
Paddy Mac Ginty
Paddy, Jock e anche Jackie.
Oh Paddy Mac Ginty,
Oh issa!
Il trifoglio e la rosa, ragazzi
Il trifoglio, la rosa e anche il cardo (3)
Il trifoglio e la rosa, ragazzi
Oh issa!

NOTE
1) paddy è il nomignolo affibiato al tipico irlandese
2) Jock è la versione scozzese del nome Jack (in italiano Giacomo)
3) to haul= alare è un termine nautico che si dice per tirare con forza una cima (per i terricoli un cavo) orizzontalmente o verticalmente
4) sono i tre simboli floreali che stanno per Irlanda, Inghilterra e Scozia, raffigurati in genere con la rosa Tudor al centro (a volte coronata) per rappresentare il Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord

 

ASSASSIN’S CREED: BLACK FLAG & ROGUE

Finita l’epoca dei grandi velieri il repertorio delle canzoni marinaresche (sea shanty), documentato dai veterani in pensione, è sbarcato sulla terra diffondendosi tra i non marinai e gli amanti della musica folkloristica “..alcune delle canzoni che ho citato ora sembrano sciocche vedendole scritte. Non sono il genere di canzoni da stampare. Sono canzoni che devono essere cantate in certe condizioni, e dove quelle condizioni non esistono, appaiono fuori luogo. In mare, quando sono cantate nel tranquillo gaettone, o alando le cime, sono le più belle di tutte le canzoni. È difficile scriverle senza emozione, perché sono parte della vita. Non si possono separare dalla vita. Non si può scrivere una parola di loro senza pensare ai giorni andati, o a compagni da molto tempo diventati corallo, o a belle, vecchie navi, una volta così maestose, ora ferro vecchio.” (John Masefield in “Sea Songs” 1906)

Una raccolta moderna di questi canti ovvero Shanties from the Seven Seas è di Stan Hugill (1961) con informazioni di prima-mano, la cosiddetta “shantyman’s bible“!

Una grande rivalutazione di questi canti è avvenuta poi più recentemente con la produzione in versione piratesca del famosissimo videogioco Assassin’s Creed: Black Flag (2013); la trama è un’intricata vicenda basata sui ricordi del pirata Edward Kenway  ed è ambientata nel mare dei Caraibi in un arco storico che va dal 1715 al 1721. Come già sottolineato da più parti, per quanto il lavoro svolto dai creatori del videogioco Assassin Creed abbia portato le canzoni marinaresche in auge tra i giovani, si è trattato di una mistificazione: molti dei canti sono del secolo successivo e ogni riferimento alla cultura afro-americana che ne è stata per buona parte la fonte è volutamente ignorato. Ma tanto di cappello per l’enorme produzione articolata in una serie di Cd e in particolare Assassin’s Creed 4: Black Flag (Sea Shanty Edition, Vol. 1 e 2) e Assassin’s Creed Rogue (Sea Shanty Edition)

Sono raccolte non solo canzoni marinaresche ma anche ballate e canzoni del mare, antiche drinking songs (canti di taverna) e qualche rebel song.

(elenco e link in fase di elaborazione)

Assassin’s Creed 4: Black Flag (Sea Shanty Edition, Vol. 1 e 2)

ADMIRAL BENBOW
ALL FOR ME GROG
BILLY RILEY
BLOW AWAY THE MORNING DEW
BULLY IN THE ALLEY
CAPTAIN KIDD
CAPTAIN WARD (Child  #287)
CHEERLY MAN
COASTS OF HIGH BARBARY (Child  #285)
DEAD HORSE
DERBY RAM
DOWN AMONG THE DEAD MEN
DRUNKEN SAILOR
FATHOM THE BOWL
FISH IN THE SEA
GOLDEN VANITY (Child #286)
GOOD MORNING, LADIES ALL
HANDY ME BOYS
HAULEY HAULEY HO 
HERE’S A HEALTH TO THE COMPANY
HI-HO COME ROLL ME OVER
HOMEWARD BOUND
JOHNNY BOKER
LEAVE HER JOHNNY
LOWLANDS AWAY
MAGGIE LAUDER
MAID OF AMSTERDAM
NIGHTINGALE
PADDY DOYLE’S BOOTS
PADSTOW’S FAREWELL
PATRICK SPENS
RANDY DANDY-O
RIO GRANDE
ROLL AND GO
ROLL, BOYS, ROLL! (Sally Brown)
ROLLER BOWLER
RUNNING DOWN TO CUBA
SAILBOAT MALARKAY
SO EARLY IN THE MORNING
SPANISH LADIES
STORMALONG JOHN
TROOPER AND THE MAID
WILD GOOSE SHANTY
WILLIAM TAYLOR
WHERE AM I TO GO M’JOHNNIES
WHISK(E)Y JOHNNY
WORST OLD SHIP

Assassin’s Creed Rogue (Sea Shanty Edition)


BLOOD RED ROSES
BOLD RILEY
BONNIE LASS O’FYVIE
DONKEY RIDING
DON’T FORGET YOUR OLD SHIPMATES
GO TO SEA NO MORE
HAUL AWAY JOE
HEAVE AWAY MY JOHNNY
HENRY MARTIN (Child  #250)
HI FOR THE BEGGERMAN
JOLLY ROVING TAR
KATIE CRUEL
LITTLE DRUMMER
LIVERPOOL JUDIES
MY BONNIE HIGHLAND LASSIE
NEW YORK GIRLS
ONE MORE DAY
OVER THE HILLS AND FAR AWAY
PAY ME THE MONEY DOWN
PADDY LAYBACK
ROLLING DOWN TO OLD MAUI
ROUND THE CORNER SALLY
SHALLOW BROWN
STAR OF THE COUNTY DOWN
WE BE THREE POOR MARINERS
WINDY OLD WEATHER
YE JACOBITES

SO EARLY IN THE MORNING

ALTRI TITOLI: The Sailor Likes His Bottle-O, the Bottle-O, The Sailor Loves (likes) His Bottle-o, The Sailor’s Loves

Testimonianze e trascrizioni di questa canzoncina sulle passioni di un marinaio (per altro molto popolare tra i marinai del “cotton trade” con le Indie Occidentali) risalgono agli anni 1840-50, ma si ipotizza l’uso come sea shanty già negli anni 1830. Non si sa nemmeno se “So early in the morning” sia nata come canto di lavoro degli schiavi neri, secondo la testimonianza di Stan Hugill  era popolare tra gli equipaggi composti da novellini per la sua versatilità che la adattava alle più svariate manovre sia alle vele che all’argano e alle pompe.

Alla triade Bacco, Tabacco e Venere lo shantyman aggiungeva le improvvisazioni più disparate, e così si annoverano risse e scazzottate ma anche le belle canzoni

ASCOLTA da Assassin’s Creed IV,  Black Flag


The mate was drunk
and he went below
to take a swig at his bottle o
So early in the morning
the sailor likes his bottle o

The bottle o, the bottle o, the sailor loves his bottle o
A bottle of rum, a bottle of gin, a bottle of Irish whiskey o
The baccy(1) o, tabaccy o, the sailor loves his baccy o
A packet of shag (2), a packet of cut, a plug of hard terbaccy o
The lassies o, the maidens o, the sailor loves the judies(3) o
A lass from the ‘pool, a girl from the Tyne,
a chowlah(4) so fine and dandy o
A bully rough house, a bully rough house,
the sailor like his rough house o
Tread on me coat, and all hands in, a bully good rough and tumble o
A sing song o, a sing song o, the sailor likes a sing song o
A drinking song, a song of love, a ditty of seas and shipmates o
tradotto da Cattia Salto
Il primo era ubriaco
e andò sottocoperta
per dare un sorso alla bottiglia
Già di primo mattino
il marinaio ama la sua bottiglia oh

La bottiglia, la bottiglia, il marinaio ama la sua bottiglia, oh una bottiglia di rum, una bottiglia di gin, una bottiglia di whiskey irlandese oh
Bacco, tabacco, il marinaio ama il suo tabacco oh, un pacchetto di tabacco da rollare, un pacchetto di trinciato, una presa di tabacco forte oh
Le ragazze, le fanciulle, il marinaio ama le ganze oh
una ragazza di Liverpool, una ragazza da Tyne, una donnina così bella ed elegante oh
Una rissa da strada, una rissa da strada, il marinaio ama la rissa oh
pestare i piedi, con tutto l’equipaggio, una bella sanguinosa zuffa oh
Una canzone da cantare, una canzone da cantare, il marinaio ama cantare una canzone
un canto di bevute, un canto d’amore, una storiella di mari e marinai oh

NOTE
1) baccy deriva dalla parola “tobacco”, come tutto il gioco di parole tabaccy e terbaccy
2) tabacco trinciato
3) le ragazze di Liverpool (dialetto locale)
4) nomignolo sempre riferito alle ragazze

FONTI
http://www.contemplator.com/sea/sloves.html
http://www.shanty.org.uk/archive_songs/bottle-o.html

WHERE AM I TO GO M’JOHNNIES

Referente della sea shanty  “Where am I to go, M’Johnnies” è Stan Hugill (1961) c he la sentì cantare da Harding (the Barbarian from Barbadoes) mentre Gordon Bok nel suo Time and the Flying Snow (1977) riporta una variante della melodia e del testo
ASCOLTA Clayton Kennedy per Assassin’s Creed 4: Black Flag (Sea Shanty Edition, Vol. 2)

Oh, where am I to go, M’Johnnies, oh where am I to go?
Timme way hey hey, high roll and go.
Oh, where am I to go, M’Johnnies, oh where am I to go,
For I’m a young sailor boy, and where am I to go?
Way up on that t’gallant (1) yard, that’s where you’re bound to go.
Way up on that t’gallant yard and take the gans’l(2) in.
You’re bound away to Kingston town (3), that’s where you’re bound to go.
Tradotto da Cattia Salto
Dove devo andare miei marinai,
oh dove devo andare?
A me su via, salpa e vai
Dove devo andare miei marinai,
oh dove devo andare?
Perchè sono un giovane marinaio e dove devo andare?
Sali sul pennone di trinchetto, ecco dove devi andare
Sali sul pennone e serra i velacci
Sei in partenza per Kingston town ecco dove devi andare

NOTE
1) top gallant si pronuncia “t’gallant” VELACCINO (PENNONE): Il pennone di trinchetto del 3° ordine. Fore top-gallant yard.
2) topgallant sail (velaccio) è abbreviato in “t’garns’l” si dice anche gallant or garrant sail: Vela della maestra del 3° ordine. Main top-gallant sail
3) oppure Cape Horn
FONTI
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=5807
http://www.fresnostate.edu/folklore/ballads/Hugi169.html
https://www.8notes.com/scores/6878.asp?ftype=gif

SAILBOAT MALARKAY

Una sea shanty originaria delle Bahamas, entrata nel circuito folk attraverso la registrazione di A.L. Lloyd del 1974, che ha ripreso la versione di Frederick McQueen nella compilation The Real Bahamas in Music and Song (1966).
Così scrive Lloyd “The tune and most of the words come from the Bahamas, from the singer Frederick McQueen. In the Bahamas it’s mostly used for boat-launching, but it serves equally well for capstan work. ‘Malarkey’ here is a mispronunciation of ‘Malachi’.

ASCOLTA AL Lloyd

Please tell me, what is this sailboat’s name?
It’s the sailboat Malarkey
Tell me now, what is this good boat’s name?
It’s the sailboat Malarkey
(Vi prego di grazia qual’è il nome di questo veliero?
E’ il veliero Malarkey
Ditemi allora qual’è il nome di questa bella nave?
E’ il veliero Malarkey)


Who is the man then who built this fine boat?
Richardson, Richardson built this fine boat
Well now, me boys, we are bound out to sea
Windward (1) Caroline come down to me
She’s lovely aloft and she’s lovely below
But she’s best on her back as you very well know
The blackbirds sang and the crow did caw
For to set this sail be up half past four
Away, away in St George’s town (2)
The rats (3) come batting the houses 4) down
I’d give the world, boys, and all that I know
To turn and roll with me Lucy-oh
You pick her up, boys, and lay her down
And hang on tight as she bounces around
tradotto da Cattia Salto
Chi è stato a costruire questa bella nave?
Richardson, Richardson costruì questa bella nave
Beh ragazzi, stiamo per prendere il largo
Oh quando (1) rivedrò Carolina?
E’ bella sopra e sotto
ma è meglio da dietro come sapete bene
Il merlo canta e il corvo gracchia
per salpare ci svegliamo alle quattro e mezza
Via, via a St George’s Town (2)
i marinai (3) vanno a chiudere i boccaporti (4)
Darei il mondo ragazzi e tutto quello che so
per ritornare a rotolarmi con la mia Lucy- oh
vi appenderete, ragazzi, e la tirerete giù
e la legherete stretta quando lei sbatacchia (5)

NOTE
1) probabile storpiatura di “When would Caroline”
2) la città di Saint George sull’isola omonima (http://www.bermuda-online.org/seetown.htm) fondata dagli Inglesi nel 1612 considerata dall’UNESCO Patrimonio dell’Umanità
3) appellativo tipico dei marinai in gergo piratesco, sotto inteso “ratto di sentina”.
4) “batten down the hatches” è un termine nautico per dire chiudere (serrare) i boccaporti; qui si dice (deck)house che è più propriamente la tuga. (Soprastruttura sulla coperta di una nave, la cui larghezza non raggiunge la murata)
5) I versi finali sono pieni di sottintesi: si parla di “manovre alle vele” ma anche di ben altre più carnali “grandi manovre”

ASCOLTA AC4 Black Flag In-Game Soundtrack: una sea shanty che non poteva mancare nel repertorio “piratesco” del gioco

Please tell me, what is this sailboat’s name?
Please tell me, what is this sailboat’s name?
The sailboat Malarkey.
Tell me now what is this good boat’s name?
It’s the sailboat Malarkey.
Well now, me boys, we are bound out to sea!
O when will Caroline come down to me?
She’s lovely aloft and she’s lovely below.
But she’s best on her back as you very well know!
Away, away in St George’s Town,
The rats come batting the houses down,
I’d give the world boys and all that I know
To turn and to roll with my Lucy-oh!
You pick her up, boys, and lay her down,
And hang on tight as she bounces around!
tradotto da Cattia Salto
Vi prego di grazia qual’è il nome di questo veliero?
E’ il veliero Malarkey
Ditemi allora qual’è il nome di questa bella nave?
E’ il veliero Malarkey
Beh ora ragazzi stiamo per prendere il largo
Oh quando rivedrò Carolina?
E’ bella sopra e sotto
Ma è meglio da dietro come sapete bene
Via, via a St George’s Town
I marinai vanno a chiudere i boccaporti Darei il mondo ragazzi e tutto quello che so
Per ritornare a rotolarmi con la mia Lucy- oh
Vi appenderete, ragazzi, e la tirerete giù
e la legherete stretta quando lei sbatacchia

FONTI
https://mainlynorfolk.info/lloyd/songs/thesailboatmalarkey.html
http://www.folkways.si.edu/louis-killen-stan-hugill-and-the-x-seamens-institute/sailboat-malarkey/american-folk-celtic/music/track/smithsonian
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=129624