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SATURNALIA: COME LANDLORD FILL THE FLOWING BOWL

Il 17 dicembre iniziavano nell’Impero romano i Saturnalia, una festa molto popolare in onore del dio Saturno. Una festa prettamente romana che in epoca imperiale si diffuse anche in tutta la penisola italiana e le province dell’Impero. Saturno era il dio romano della semina e del raccolto, re di un passato regno dell’Oro in cui vi furono sempre pace e abbondanza. Così come Saturno subentrava a Giove, l’ordine veniva rovesciato e, a fronte di una temporanea assenza di potere, gli schiavi si comportavano come se fossero liberi e partecipavano ai banchetti pubblici nel Campidoglio.

saturnalia

Nel dipinto settecentesco di Antonie Francois Callett si vuole illustrare proprio uno di quei banchetti pubblici ai quali tutti, senza limitazioni di ceto, potevano partecipare (a quanto pare a spese dello Stato): sullo sfondo troneggia la statua di Saturno con tanto di falce in mano in qualità di dio del raccolto, e tutt’intorno gozzoviglia il popolo; chi danza e “fa il trenino” al suono di un’orchestrina, chi siede a tavola e beve vino sbocconcellando un po’ di pane in attesa dell’arrivo del cibo. I servitori alla tavolata in primo piano sono contraddistinti dall’indossare un cerchietto d’oro tra i capelli, (il coppiere porta ai piedi dei ricchi calzari) sicuramente sono molto meglio vestiti dei commensali che al contrario sono per lo più scalzi, uno di loro porta in testa il pileo (un buffo cappello in foggia elfica che contraddistingueva i lavoratori del popolino e che rappresentava l’acquisita libertà dell’ex-schiavo) e abbraccia una procace fanciulla, che peraltro guarda in modo languido il bel coppiere! Si leva la coppa per il brindisi benaugurale in lode a Saturno gridando “Io Saturnalia“!. Sull’altro lato della tavolata un muscoloso “avventuriero” con tanto di orecchino al lobo dell’orecchio suona una chitarra (che ci fa presumere le sue origini ispaniche). Tuttavia il pittore si prende un po’ di libertà come quelle panche per sedersi al posto dei noti triclini che si usavano ai tempi per mangiare (in posizione semisdraiata).

IL BANCHETTO PER GLI SCHIAVI

L’usanza del banchetto degli schiavi in cui erano i padroni a servire in tavola o schiavi e padroni mangiavano insieme si trattava di un rovesciamento dei ruoli solo formale che non aveva niente di sovversivo, erano sempre gli schiavi a cucinare e a preparare la tavola; possiamo dire che nei Saturnalia anche gli schiavi potevano ubriacarsi senza paura di essere puniti e potevano alzare un po’ la voce o prendere in giro il padrone, ma tanto doveva bastare per tutto il resto dell’anno! Era anche estratto a sorte un Re del Disordine (quello che diventerà il nostro Re del Natale o di Carnevale che sarà chiamato Re del Fagiolo) cha faceva da cerimoniere e tutto ciò che ordinava era legge. Una vestigia del remoto passato in cui il festeggiato diventava capro espiatorio e veniva immolato per il bene della comunità.

LO SCAMBIO DI DONI

Anche nelle case private si banchettava e la gente si scambiava dei piccoli regali che compravano in un mercatino speciale (Sigillaria) aperto solo per l’occasione: c’erano le statuette dei Lari domestici (gli spiriti protettori degli antenati defunti), ma anche altre bamboline di cera, gesso o argilla e altri regali più o meno preziosi. Lo scambio dei doni tra parenti ed amici avveniva il 20 dicembre: nella vigilia della festa, davanti all’altare dei Lari (una specie di nicchia o tabernacolo nel muro), la famiglia si riuniva per invocare la protezione degli avi e lasciare delle libagioni. Il mattino seguente, al posto delle ciotole, i bambini trovavano giocattoli e dolci. Ci si scambiava anche le strenae cioè i rami di alloro e di sempreverdi come portafortuna in onore alla dea dei boschi Strenia; e candele a ricordare la luce della “aurea aetas” del regno di Saturno.

I doni erano in genere accompagnati da dei bigliettini e Marziale ci scrisse addirittura un libro (Xènia) tutto di frasi come queste:
Passo tutto l’inverno dormendo: sono più grasso
quando a nutrirmi è solamente il sonno
Xenia, 59
Si tratta di un biglietto-epigramma una sorta di indovinello che è anche una battuta ironica (la risposta dell’indovinello 59 è il ghiro)

COME LANDLORD FILL THE FLOWING BOWL

Anche conosciuta con il titolo di “The Jolly Fellow” o “Three Jolly Coachmen” è una canzone gogliardica già cantata all’epoca di Shakespeare, è annotata parzialmente da John Fletcher nel suo “The Bloody other, or Robert, Duke of Normandy” del 1610. Compare in diverse broadside ballads del 1800 ed è diventata la canzone conosciuta da tutti gli studenti inglesi. La versione riportata è quella “pulita” rispetto alle versioni in circolazione con strofe ben più volgari.
In Scozia è conosciuta come “For tonight we’ll merry merry be” classificata come melodia per Country Dance (in “Collection of Merry Melodies” vol 3 James S Kerr, 1870). Su Contemplator.com il brano è intitolato “Farewell to Grog“. Ed è così riportato: “Caspar Schenk, USN composed the tune and it was accordingly sung the night of August 31, 1862 in the wardroom of the U.S.S. Portsmouth.”

Una versione natalizia identica al testo d’esempio cantata anche come wassail song è quella che omette la prima strofa, ma in rete ho trovato anche un testo modificato ancora più in tema (vedi più sotto)

ASCOLTA The Kingston Trio


I
One, two, and three jolly coachmen sat at an English tavern.
Three jolly coachmen sat at an English(1) tavern,
And they deci-ided, and they deci-ided, and they deci-ided
To have another flagon.
CHORUS
Landlord(2), fill the flowing bowl until it doth run over. (Repeat)

For tonight we merr-I be, (Repeat twice)
Tomorrow we’ll be sober. (What!)
II
Here’s to the man drinks water pure(3) and goes to bed quite sober.
He falls as the leaves do fall,
He’ll die before October! (Ho Ho Ho!)
III
Here’s to the man who drinks dark ale(4) and goes to bed quite mellow!
He lives as he ought to live
For he’s a jolly good fellow (Ha Ha Ha)
IV
Here’s to the maid who steals a kiss and runs to tell her mother.
She’s a foolish, foolish thing.
For she’ll not get another. (Pity!)
V
Here’s to the maid who steals a kiss and stays to steal another.
She’s a boon to all man kind.
For soon she’ll be a mother!
TRADUZIONE ITALIANO
I
Uno due e tre allegri  vetturini sedevano ad una taverna inglese
tre allegri  vetturini sedevano ad una taverna inglese(1).
E decisero, essi decisero, decisero, essi decisero
di prendere un’altra caraffa
CORO
“Oste (2) riempi la boccia fino a farla traboccare!
Perchè stasera staremo allegri
e domani saremo sobri!
II
Ecco l’uomo che beve acqua pura (3)
e va a letto decisamente sobrio.
Cade come fanno le foglie che cadono e morirà prima di ottobre.
III
Ecco l’uomo che beve birra scura (4)
e va a letto bello pieno!
Vive come si deve vivere
perchè lui è un bravo ragazzo!
IV
Ecco la fanciulla che ruba un bacio
e corre a dirlo alla madre!
Si comporta da sciocca
e non otterrà altro!
V
Ecco la fanciulla che ruba un bacio
e resta a prenderne un altro.
E’ una manna per il genere umano.
Perchè presto sarà madre!

NOTE
1) in alcune versioni è Bristol
2) Landlord si traduce sia come “taverniere” che come “padrone di casa”
3) in altre versioni dice “The man that drinketh small beer” che è una frase più logica con il resto del verso: chi beve una birra leggera è più sobrio di chi beve birra scura ad alta gradazione alcolica.
4) in altre versioni anche “whiskey clear

ASCOLTA in versione rock

ASCOLTA Madrigals

Tra le tante versioni testuali si riporta anche quella in chiave natalizia trovata qui (vedi) dove il testo è diventato, con l’aggiunta di una strofa, una wassail song!

I
Come, landlord, fill the flowing bowl,
Until it doth flow over;
Come, landlord, fill the flowing bowl,
Until it doth flow over.
II
For tonight we’ll merry, merry be
For tonight we’ll merry, merry be,
For tonight we’ll merry, merry be,
Tomorrow we’ll be sober.
III
The man who drinketh little beer,
And goes to bed quite sober,
Fades as the autumn leaves do fade,
That drop off in October.
IV
The man who drinketh lots of beer,
And goes to bed quite mellow,
Liveth as a drinker ought to live,
And dies a jolly good fellow
And dies a jolly good fellow.
And so say all of us!
V

For tonight we’ll merry, merry be,
For tonight we’ll merry, merry be,
For tonight we’ll merry, merry be,
Tomorrow we’ll be sober.
VI
Remember: He who drinks just what he likes,
And gets himself hung over
Will live until he die perhaps,
And then lie down in clover.
VII
For tonight we’ll *hick* shh!
For tonight we’ll *hick* shh!
For tonight we’ll *hick* ssshh!
Tomorrow we’ll be sober.
At least that’s what we’re hoping!
VIII

And so we wish you lots of cheer
And lots of merry meetings.
And now that Christmas time is here
We send you all our greetings.
IX
For tonight we’ll *whistling*
For tonight we’ll *whistling*
For tonight we’ll *whistling*
Tomorrow we’ll be very very sober,
very very sober!

FONTI
http://mysongbook.de/msb/songs/c/comeland.html
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=66904
http://songschool.villagequire.org.uk/songs/
come_landlord_fill_the_flowing_bowl.pdf

http://ballads.bodleian.ox.ac.uk/search/title/Landlord%20fill%20a%20flowing%20bowl
http://www.contemplator.com/sea/grog.html

WAULKING THE TWEED! DHEANAINN SUGRADH

The Dark-haired Girl (in italiano la ragazza dai capelli scuri, in gaelico scozzese Dheanainn súgradh ) è una tipica waulking song.
Qui il coro ha un senso compiuto e non ci sono “vocables”, peraltro il significato della storia è confuso, si può presumere si “parli” di una storia d’amore con botta e risposta tra lui e lei presi dalle rispettive faccende quotidiane, con immagini cariche di doppi sensi e battute salaci.

ASCOLTAThe Clannad in Clannad 2, 1974

ASCOLTAThe Poozies in The Celtic Legacy

ASCOLTA Alyth McCormack in An lomall

ASCOLTA Méav in Silver sea

GAELICO SCOZZESE
Sèist:
Dheanainn sùgradh ris an nighinn duibh,
Agus éiridh moch ‘s a mhaduinn;
Dheanainn sùgradh ris an nighinn duibh.
1. Dheanainn sùgradh ri Catriona,
Treis mu ‘m fiachainn an cadal.
2. Dheanainn sùgradh ris a’ ghruagaich
Nuair a bhiodh a’ sluagh nan cadal.
3. Dheanainn sùgradh ris a’ ghruagaich,
Ri nighinn duinn a’ chuailein chleachdaich.
4. Dheanainn sùgradh air bheag gruamain,
Ri nighinn donn a chuailein chleachdaich.
5. Dheanainn sùgradh ri Catriona,
Leam bu mhiannach i bhi agam.
6. ‘S bòidheach leam cumadh do chalpa,
‘S bòidhche na sin t’ fhalbh is t’ astar.
7. Gu ‘m bithidh buill nach feum a spliceadh,
Ri mo mhaighdinn-sa tighinn dhachaidh.
8. ‘S nuair a théid thu null a dh’Éirinn
Gheibh thu ‘m bréid nach feum am paitseadh.
9. Dheanainn sùgradh, mire, ‘s mùirn,
An àm na siùil a bhith ‘gam pasgadh.
10. Dheanainn sùgradh ris a mhaighdinn,
‘N àm nan coinnlean ‘bhith ‘g a’ lasadh.
11. Gur bòidheach leam thu fo d’ éideadh,
Gaoth a’ séideadh ‘s an là frasach.
12. Di-Luain an déidh Di-Dòmhnaich
Dh’fhalbh sinn le Seònaid a Arcaibh.
13. ‘S ann Di-Luain an déidh Di-Dòmhnaich
Sheòl sinn a Steòrnabhagh a’ chaisteil.
14. Reef ‘san topsail, is dhà ‘san fhòre-sail,
‘S ceann a’ bhoom an déidh a laiseadh.
15. Reef ‘ga cheangal, ‘s reef ‘ga fhuasgladh
Muir fo cluais is fuaim fo planca.


TRADUZIONE INGLESE (da qui)
I’d have fun with the dark-haired maiden,
And rise early in the morning;
I’d have fun with the dark-haired maiden.
1. I’d have fun with Catriona,
All the while I should be sleeping.
2. I’d have fun with the lass
While the world would be sleeping.
3. I’d have fun with the lass,
With the brown-haired maiden of the clustering ringlet.
4. I’d have fun with little gloom,
With the brown-haired maiden of the clustering ringlet.
5. I’d have fun with Catriona,
I thought it was pleasant to have her.
6. Beautiful to me is the shape of your calf,
And likewise beautiful are your carriage and the way you go.
7. Oh, there will be ropes that do not need splicing
On my maiden coming home.
8. When you go over to Ireland
You’ll get a sail that doesn’t need patching.
9. I’d have fun, mirth, entertainment,
When I should be folding the sail.
10. I’d have fun with the girl,
When the stubble should be burning.
11. How beautiful you are to me under your kilt,
The wind blowing on a showery day.
12. On a Monday after Sunday
We left with Janet from Orkney.
13. On a Monday after Sunday
We sailed from Stornoway of the castle.
14. A reef in the topsail and two in the foresail,
The end of the boom was lashed.
15. A reef being tied and a reef being loosened,
Sea under her sail and a noise under her planks.

tradotto da Cattia Salto
Mi divertivo con la fanciulla dai capelli scuri
e mi alzavo al mattino presto,
Mi divertivo con la ragazza dai capelli scuri
I. Mi divertivo con Catriona
tutto il tempo invece di dormire
II. Mi divertivo con la ragazza mentre  il mondo era addormentato
III. Mi divertivo con la ragazza,
con la fanciulla dai capelli scuri raccolti a treccia
IV. Mi divertivo  al crepuscolo
con la fanciulla dai capelli scuri raccolti a treccia
V.  Mi divertivo con Catriona
credevo fosse bello averla
VI. Bello per me è la sagoma del tuo vitello
e altrettanto bello è il tuo carro e il modo di portarlo
VII. Ci saranno corde che non hanno bisogno di giunzioni
Oh donna mia, torno a casa
VIII. Quando vai in Irlanda avrai una vela che non ha bisogno di rattoppi.
IX. Vorrei divertirmi, rallegrarmi e spassarmela invece di dover ripiegare la vela
X. Vorrei divertirmi con la ragazza
quando le stoppie dovranno essere bruciate (1)
XI. Come sei bello per me sotto  il kilt
con il vento che soffia in un giorno di pioggia
XII. Di Lunedì dopo la Domenica
lasciammo Janet dalle Orcadi (2)
XIII.  Di Lunedì dopo la Domenica
salpammo da Stornoway (3) del castello
XIV.  Con una mano alla gabbia e due al trinchetto  (4)
e l’asta di contro fiocco rientrata (5)
XV. Con una mano presa e l’altra mollata, con il mare sotto le vele e il suo sciabordare contro il fasciame (6)

NOTE
1) in autunno
2) le isole Orcadi
3) capoluogo dell’isola Lewis e Harris  la più estesa delle Isole Ebridi “La parte settentrionale dell’isola è chiamata ‘Lewis’, mentre la parte meridionale ‘Harris’ ed entrambe sono spesso nominate come se fossero isole distinte. Il confine tra Lewis e Harris è costituito da uno stretto istmo che parte da Loch Resort (Reasort) a Ovest fino a Loch Seaforth (Shiphoirt) a Est.” (tratto da Wikipedia)
4) E qui Italo Ottonello traduce tutta la strofa, spiegando in modo molto chiaro l’operazione di riduzione di una vela detta in termini nautici “prendere una mano di terzaroli”, a causa del forte vento le vele di gabbia e di trinchetto vengono regolate  “con una mano presa e l’altra mollata” e anche nel verso successivo
terzarolo, are: parte di vela che può essere serrata per sottrarla all’azione del vento. (to reef, reefing); mano (di terzarolo): superficie della vela che si sottrae all’azione del vento quando si prende un terzarolo (reef).
5) così leggo nell’Enciclopedia Treccani: si fanno rientrare le aste di fiocco per ridurre la superficie esposta nell’ingagliardire del tempo
6) ancora Italo Ottonello traduce poeticamente il verso
con il verbo sciabordare: intr. (aus. avere) con riferimento ad acqua o altri liquidi, frangersi, battere ripetutamente contro un ostacolo, producendo un caratteristico rumore continuato: si sentiva il mare sc. tra gli scogli; l’acqua sciaborda con fresca eloquenza contro le murate (Savinio).
FONTI
http://ingeb.org/songs/dheanain.html
http://www.thistleandbroom.com/scotland/waulking.htm
http://www.houseofscotland.org/waulking.html
http://www.celticlyricscorner.net/clannad/dheanainn.htm

BEER, BEER, BEER

Beer-beer-300x225Una drinking song scanzonata “Beer, Beer, Beer” che richiama boccali traboccanti di birra e chiassose compagnie: la birra, antica bevanda (dal biondo al nero, passando per il rosso) ottenuta dalla fermentazione di vari cereali!

I processi di lavorazione della birra partono da una fermentazione spontanea dell’amido (ossia lo zucchero) prevalente componente nei cereali, quando essi vengono a contatto con l’acqua, a causa dei lieviti selvatici contenuti nell’aria. Gli ingredienti della birra sono pochi e semplici e così come per il pane, alimento femminile, TERRA, ACQUA, ARIA e FUOCO si combinano magicamente per dare vita a un cibo divino che fortifica e inebria.

UN PO’ DI STORIA

In Italia furono gli Etruschi i primi a bere e produrre birra, “contagiando” i vicini Romani, ma la palma di grandi consumatori si contendeva tra i Germani e i Celti.

IL BRYTON

La scoperta archeologica avvenuta nel 1995 a POMBIA (prov di Novara, Piemonte) in territorio anticamente abitato dalle popolazioni Liguri, ha portato alla luce un antico vaso, perfettamente integro, del VII sec. a.C., quindi nell’alveo proto celtico della cultura di Golasecca, contenente i resti di una bevanda fermentata all’orzo e, cosa ancora più sorprendente e significativa, luppolata che i Liguri chiamavano Bryton.

IL MEDIOEVO

beeringredientsNel basso Medioevo i monasteri furono dei centri di sperimentazione nella produzione della birra con l’uso sistematico del luppolo, erba dal caratteristico sapore amaro e dalla funzione antisettica e conservante: infatti condizioni igieniche sempre più precarie nell’approvvigionamento dell’acqua – gli imponenti acquedotti romani con salubre acqua di fonte erano ormai un ricordo del passato – facevano preferire come bevanda dissetante quella bollita, così il largo consumo quotidiano della birra fece sorgere parallelamente una florida impresa artigianale a conduzione femminile.

BIRRA CON STILE

Solo nell’Ottocento si poterono eseguire studi scientifici sui lieviti e si riuscì a produrre una birra a bassa fermentazione (ossia con temperature più basse rispetto a quelle diffuse nel passato) isolando anche un ceppo di lievito più specifico.
Oggi la grande industria si è appropriata della quasi totalità della produzione di birra, a discapito di una “standardizzazione” del prodotto. Ciò ha portato alla voglia di riscoprire i “vecchi sapori” e al revival di molti stili della birra ormai dimenticati, così oggi per distinguere i vari tipi di birra prodotti industrialmente o dai birrifici artigianali a seconda delle ricette di partenza, si usa il termine “stile di birra”.

beer2glassesPer coloro i quali si vogliono limitare a un consumo sano e consapevole di birra invece di fermarsi sui prodotti standardizzati, perché non esplorare il mondo dei micro birrifici che si sono moltiplicati miracolosamente anche in Italia agli inizi del XXI secolo?

http://www.microbirrifici.org
http://www.mondobirra.org/micro.htm

BEER, BEER, BEER

La canzone è un classico di tutte le canzoni da osteria, e il parallelo con certi canti da “piola” dei mitici Celti di Vercelli è inevitabile, ovviamente dalle nostre parti al posto di Charlie Mops, viene lodato Noè per essere stato il primo produttore di vino (nonché il primo ubriaco biblico).


I
A long time ago, way back in history,
when all there was to drink was nothin but cups of tea.
Along came a man by the name of Charlie Mops,
and he invented a wonderful drink and he made it out of hops.
CHORUS
He must have been an admiral a sultan or a king,
and to his praises we shall always sing.
Look what he has done for us he’s filled us up with cheer!
Lord bless Charlie Mops, the man who invented beer beer beer
tiddly beer beer beer.
II
The Curtis bar, the James’ Pub, the Hole in the Wall as well
one thing you can be sure of, its Charlie’s beer they sell
so all ye lads a lasses at eleven O’clock ye stop
for five short seconds, remember Charlie Mops 1 2 3 4 5
III
A barrel of malt, a bushel of hops, you stir it around with a stick,
the kind of lubrication to make your engine tick.
40 pints of wallop a day will keep away the quacks.
Its only eight pence hapenny and one and six in tax, 1 2 3 4 5
The Lord bless Charlie Mops!
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
I
Molto tempo fa, indietro nella storia, quando tutto quello che c’era da bere erano solo tazze di tè,
venne un uomo di nome Charlie Mops, che inventò una bevanda meravigliosa fatta con il luppolo.
RITORNELLO:
Deve essere stato un ammiraglio, un sultano o un re,
e canteremo sempre le sue lodi.
Guardate cosa ha fatto per noi, lui ci ha riempito di allegria!
Il Signore benedica Charlie Mops, l’uomo che ha inventato la birra birra birra, insignificante birra birra birra.
II
Il Curtis bar, il James Pub’, e anche l’Hole in the Wall,
di una cosa potete essere certi, è la birra di Charlie che vendono
in modo che tutti voi ragazzi e ragazze vi fermiate alle 11 in punto,
per cinque brevi secondi, per ricordare Charlie Mops 1 2 3 4 5 (1)
III
Un barile di malto, uno staio di luppolo, si mescolano girando con un bastone,
il re dei lubrificanti per rendere il vostro motore nuovo di zecca.
40 pinte di birra al giorno tengono lontano i medici
a solo otto pence e uno e sei di tasse, 1 2 3 4 5
Dio Benedica Charlie Mops!!

NOTE
1) ovviamente nella conta dei 5 secondi non si resta in raccolto silenzio, ma si tracanna birra!

ASCOLTA I Celti, (Cesare Filippone, Alceo Mantovan, Beppe Scarparo) trio folk di Vercelli degli anni 50-60.

seconda parte: La birra artigianale
Prima parte: vedi

FONTI
http://www.beniculturali.it/mibac/multimedia/
MiBAC/minisiti/alimentazione/sezioni/origini/articoli/bevande.html

http://www.pombia.net/storia_della_birra_di_pombia.html
La più antica birra – Filippo Maria Gambari
http://www.comunedipombia.it/centro%20documentazione%20storia%20birra/cervisia.pdf