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Ancient celtic world

TAKE A LOOK AT LOCH QUOICH

Un paio di canti in gaelico scozzese conservati dalla tradizione popolare delle Highlands (dalla costa est ad ovest), Il Laird o il John di cui si parla doveva essere ben conosciuto nei pressi del Loch Quoich (nel distretto di Lochaber): un territorio collocato nel Great Glen, lungo la strada per Kinloc hourn, oggi per la buona parte disabitato adatto per i puri di cuore. Ma tanto per fare un po’ di confusione Glen Quoich è una delle principali valli del Mar Lodge Estate l’antica contea di Mar nell’Aberdeenshire; negli archivi di Tobar an Dualchais sono riportare alcune registrazioni di un canto in gaelico dal titolo “O Iain Ghlinne Cuaich” provenienti da Midlothian, o Lothian centrale.

LE ESCURSIONI
Lochaber: http://www.undiscoveredscotland.co.uk/knoydart/kinlochhourn/
Mar Lodge: http://mountaincoastriver.blogspot.it/2015/06/midsummer-snow-glen-etive-loch-quoich.html
http://www.walkscotland.com/walk21.htm

ORAN FEAR GHLINNE-CUAICH

maclise-harperUn canto bardico o come dovevano essere i canti dei bardi quando i clan erano ancora potenti o meglio quando le Highlands erano il territorio dei clan: tra i compiti del bardo c’era quello di celebrare le imprese degli eroi (e dei capi-clan) e di cantare la loro elegia funebre. Un tempo un guerriero poteva considerare la sua vita non vissuta invano, solo se un bardo narrava della sua storia, perciò preferiva una vita breve ma gloriosa, tale da meritare di essere tramandata (della serie anche i celti  avevano il loro Achille ). Per un guerriero, l’onore rappresentava tutto; un uomo si valutava in base ad esso, e, difatti, uno degli strumenti più pericolosi nella società celtica era la satira, un particolare canto dei poeti che, deridendo un uomo, ne causava l’allontanamento dalla società. Ogni guerriero era tenuto a difendere, a prezzo della vita, il suo onore, insieme a quello del suo clan.

IL GUERRIERO CELTA

Ecco come li descrive il greco-siciliano Diodoro Siculo, vissuto nell’ultimo secolo prima della nascita di Cristo ,  che presumibilmente deve aver incontrati i Celti in uno dei suo viaggi  (ma forse era solo un bibliotecario che si è limitato a riscrivere quanto già scritto in altri libri)
I Galli sono di taglia grande, la loro carne è molle e bianca; i capelli sono biondi non solo di natura, ma si industriano ancora a schiarire la tonalità naturale di questo colore lavandoli continuamente all’acqua di calce. Li rialzano dalla fronte verso la sommità del capo e verso la nuca… con queste operazioni i loro capelli si ispessiscono al punto da somigliare a criniere di cavalli. Alcuni si radono la barba, altri la lasciano crescere con moderazione; i nobili conservano nude le guance ma portano dei baffi lunghi e pendenti al punto che coprono loro la bocca… Si vestono con abiti stravaganti, delle tuniche colorate dove si manifestano tutti i colori e dei pantaloni che chiamano braghe. Vi agganciano sopra dei sai rigati di stoffa, a pelo lungo di inverno, e lisci d’estate, a fitti quadrettino colorati di tutte le gradazioni. (Biblioteca Storica, V, 28-30)

Una buona fonte di informazioni ci viene dai ritrovamenti archeologici delle tombe cosiddette dei Principi (ricchi tumuli funerari dell’età del Ferro disseminati un po’ in tutti i territori abitati dai Celti) e anche da Giulio Cesare al tempo della conquista romana della Gallia. I guerrieri dei Galli (o Celti continentali stanziati nell’attuale Francia) indossavano tunica di cuoio o di stoffa tinta con vari colori, pantaloni (anche questi operati), mantello in tartan (il plaide scozzese) fermato da una fibula (una grossa spilla) e stivali. I cavalieri  al tempo di Cesare potevano fare uso di corazze di cuoio bollito a spessi quadrotti e presumibilmente furono i Celti a realizzare  le prime cotte di maglia (armature formate da anelli di ferro intrecciati), che ebbero così tanta fortuna per tutto il medioevo europeo.

ASCOLTA su Spotify Margaret Stewart & Allan MacDonald in Colla Mo Rùn 2001

I
Faigh an t-searrag-sa mun cuairt
Lìon an àird gu bàrr a’ chuach
Deoch slàinte fear Ghlinne-Cuaich
‘S gun éireadh buaidh gach latha leis
II
Latha dhomh ‘s mi muigh air chuairt
Thachair orm fear Ghlinne-Cuaich
Làmh a dhiòladh dhòmhs’ an duais
‘S gun d’fhuair sin rud an latha sin
III
Ceist nam ban o thìr nam bó
Far Strath Chluainidh ghorm an fheòir
Far an d’fhuair thu d’àrach òg
‘S gun cùnnte móran aighean dhut
IV
Bu tu ceann-uidhe nam bàrd
Na fìdhlearan ‘s luchd nan dàn
Nuair a shìneadh tu do làmh
Gum b’àilteachadh leam crathadh dhith
V
Nuair a dheidheadh tu bheinn a’ cheo
Dh’iarraidh fàth air damh na cròic
Air do shùil cha laigheadh sgleò
‘S bu sheòlta dol ‘s an amharc thu
VI
‘S tric a leag thu màthair laoigh
‘S a choille ghuirm air a taobh
Eilid bhinneach nan cas caol
Is coileach fraoich ‘s a chamhanaich
VII
Nuair a dheidheadh tu bheinn na stùc
Le do ghunna ‘s le do chù
Nuair a lùbadh tu do ghlùin
Gun ùmhlaicheadh na h-aighean dhut
VIII
‘S truagh nach d’ thachair dhomh bhi ‘m bhàrd
A thogadh do chliù an àird
Dheanainn innse dhuibh nam dhàn
Gur mac a dh’fhàs mar d’athair thu
IX
‘S dé dheanadh do mhàthair chòir
An fhuil uasal dh’fhàs gun phròis
Mura tachradh ort té mhór
Aig am biodh stòr nach caitheadh i
X
‘S faigh an t-searrag-sa mun cuairt
Lìon an àird gu bàrr a’ chuach
Deoch slàinte fear Ghlinne-Cuaich
‘S gun éireadh buaidh gach latha leis

TRADUZIONE INGLESE (da qui)
I
Get this bottle ‘round/ And fill the cup up to its brim/A health to the laird of Glen Quoich (1) /And may his be the victory every day
II
One day as I walked out
I met the laird of Glen Quoich
His, the hand to dispense rewards to me(2)
And we got something(3) that day
III
Darling of the women from the land of the cattle/From green Strath Cluaine(4) of the grass
Where you were brought up
And you owned many heifers
IV
To you the bards traveled
And fiddlers and singers
When you stretched out your hand
A shake of it gave me delight
V
When you went to the misty mountain/To try for a shot at the antlered stag/Your eye would not lose its keenness/And you were cunning at watching them
VI
Often you felled a fawn’s mother
In the green wood on her side
The delicate slender-legged hind
As well as the grouse at twilight
V
When you went to the steep mountain
With your gun and your dog
When you bent your knee(5)
The hinds would yield to you
VI
It’s a pity I didn’t happen to be a bard
Who could sing your praises
And I’d tell you all in my song
That you are a son like your father
VII
And what would your mother do
She of the noble blood without conceit/If you didn’t chance on a high-born girl(6)/With unlimited wealth
VIII
Get this bottle ‘round
And fill it to its brim
A health to the laird of Glen Quoich
And may his be the victory every day
Tradotto da Cattia Salto
I
Prendi questa bottiglia e riempi la coppa fino all’orlo alla salute del signore del Glen Quoich (1)
che la vittoria gli arrida ogni giorno.
II
Un giorno ero fuori
e incontrai il Signore del Glen Quoich, il mio mecenate(2), e facemmo una buona caccia (3) quel giorno.
III
Amato dalle donne dalla terra del bestiame
da Strath Cluaine (4)verde d’erba
dove sei cresciuto e possedevi molte giovenche.
IV
I bardi erranti
e i violinisti e cantanti,
pronti al tuo cenno
che delizia!
V
Quando andavi alla montagna delle nebbie
per cacciare il cervo dai palchi
il tuo occhio non perdeva la sua perspicacia e tu eri lesto nel vederli.
VI
Spesso hai abbattuto la madre di un cerbiatto nel bosco più profondo, come pure la cerva dal piè veloce e anche , al crepuscolo, il gallo cedrone
V
Quando andavi sulla ripida montagna
con le armi e i cani, ti mettevi in ginocchio(5)
e le cerve cadevano ai tuoi piedi.
VI
Peccato non aver avuto in sorte di essere bardo per cantare le tue lodi, avrei narrato di te nei canti dicendo che sei il degno figlio di tuo padre.
VII
Cosa farebbe tua madre dal nobile lignaggio,
se non ti sposassi con una fanciulla d’alto lignaggio (6)e dalla ricchezza illimitata?
VIII
Prendi questa bottiglia
e riempi la coppa fino all’orlo
alla salute del signore del Glen Quoich che la vittoria gli arrida ogni giorno.

NOTE
1) ci sono tre alternative per collocare la località
2) letteralmente: “la mano che mi elargiva ricompense”
3) presumo si riferisca alla caccia, letteralmente: “e noi prendemmo qualcosa”
4)Tomdoun is a small hamlet found along a former drove road which branches off the A87 at Loch Garry. Strath Cluanie can be found to the north of Tomdoun.
5) per prendere la mira con l’arco
6) vien da presumere da questa strofa che il bardo stia tessendo le lodi del Laird durante il banchetto nunziale

IAIN GHLINN ‘CUAICH

(tanto per fare un esempio)

In questa versione è una donna a cantare il suo amore per il bellissimo John di Glen Quoich (ovunque Quoich si trovi), ma il canto non è di gioia perchè la donna è stata appena lasciata (il bello ha troncato la relazione senza darle spiegazioni o conforto); eppure la donna è certa di essere lei in torto poiché egli è perfetto sotto ogni punto di vista, così gli augura ogni bene e di trovare presto un’altra donna migliore; immagino ci sia una punta di malizia nell’espressione finale, come se lei lo mandasse a ..  prendersi la donna che si merita (invece che a prendersi la donna che se lo merita)!! (o almeno questa sfumatura è quella più appropriata per le donne di oggi)

ASCOLTA Capercaillie in Sidewaulk 1989 l’interpretazione di Karen Matheson rispecchia in pieno il sentimento della donna abbandonata è soprattutto un sussurro che viene dall’anima


I
O Iain Ghlinn’ Cuaich, fear do choltais cha dual da fas,
Cul bachlach nan dual ‘s e gu camlubach suas gu bharr,
‘S i do phearsa dheas ghrinn a dh’fhag mi cho tinn le gradh,
‘S nach’ eil cron ort ri inns’ o mhullach do chinn gu d’sail.
II
Ach an trian dhe do chliu cha chuir mise, a ruin an ceill,
‘S caoimh’ faiteal dhe d’ghnuis na ur choille fo dhruchd ri grein,
Gum b’ e miann mo dha shuil a bhith sealltainn gu dluth ad dheidh,
‘S math a b’airidh mo run-s’ air ban-oighre a’ chruin fo sgeith.
III
Iain, Iain, a ghaoil, cuim’ a leig thu me faoin air chul,
Gun ghuth cuimhn’ air a’ ghaol a bh’againn araon air tus?
Cha tug mise mo speis do dh’fhear eile fo’n ghrein ach thu,
Is cha toir as do dheidh gus an cairear mo chre ‘san uir.
IV
Ged a chinn thu rium fuar, bheil thu, Iain, gun truas ‘s mi ‘m chas,
‘S a liuthad la agus uair chuir thu ‘n ceill gum bu bhuan do ghradh?
Ach ma chaochail mi buaidh, ‘s gun do choisinn mi t’fhuath na t-fhearg,
Tha mo bheannachd ad dheidh, ‘s feuch an tagh thu dhuit fhein nas fhearr.


TRADUZIONE  INGLESE ( da qui)
I
Oh John of Glencuaich it does not seem right that you should be so beautiful,
Your tresses, in ringlets, are tightly curled to the tips,
Your upright handsome appearance has left me love-sick, /And you are faultless from head to heel.
II
But, my love, I cannot relate one third of your merits
Your presence is more refreshing than the sun-kissed dew-bedecked young trees,
I long to have you always within my sight,
My beloved is well worthy of defending a royal heiress.
III
John, John my love, why did you abandon me so completely,
Without any reminder of the mutual love we once shared,
I have never loved any other man on earth but you,
Nor will I ever love anyone else ‘til my body is interred in the soil.
IV
Although your feelings towards me have turned cold,
Are you, John, without pity for me in my plight,
When you so often declared your undying love for me
But if I have so changed in character that I have earned your hatred and anger.
My blessings still go with you, and if you can, try to choose someone better.

Tradotto da Cattia Salto
I
Oh John of Glen Quoich non mi sembra giusto che tu possa essere così bello
i tuoi capelli, in boccoli, sono un rigido intreccio(1)
la tua postura bella dritta mi ha lasciato il mal di cuore,
tu sei perfetto dalla testa ai piedi.
II
Ma amore mio non posso che descrivere una misera parte dei tuoi meriti
sei più rinfrescante della rugiada baciata dal sole che ingioiella gli arbusti(2)
voglio averti sempre sotto gli occhi
il mio diletto è ben degno di difendere una principessa
III
John, John amore mio, perchè mi hai  lasciata in tronco
senza alcun ricordo del reciproco amore un tempo condiviso,
non ho mai amato un altro uomo sulla terra, te solo
ne mai amerò un altro finchè il mio corpo sarà sepolto nella terra.
IV
Sebbene i tuoi sentimenti verso di me si siano raffreddati
sei tu, John, senza compassione per me nella mia condizione,
quando così spesso mi dichiaravi il tuo eterno amore,
ma se io non sono così mutata nel carattere da aver meritato il tuo odio e la tua collera,
le mie benedizioni siano ancora su di te, e se ci riesci, cerca di scegliere un’altra migliore.

NOTE
1) la descrizione dei dreads celtici!! I dreadlocks o dreads (Jata in Hindi, o erroneamente chiamati rasta) sono formati aggrovigliando i capelli su se stessi, e si possono ottenere in diversi modi, uno dei quali sta nel non pettinarsi per lungo tempo: in questo modo si formeranno dei locks (nodi) che con il tempo sarà impossibile sciogliere. La parola dreadlock non possiede una traduzione precisa. Sappiamo che dread, in inglese, è un sostantivo che significa “paura”,”timore”, mentre lock significa “bloccare” o, più precisamente, “intrecciare”, poiché i dredlocks sono delle vere e proprie trecce di capelli. Il termine, pertanto, potrebbe voler dire “intrecciare con timore” (sottinteso “di dio”, in quanto nata come pratica religiosa) o, più liberamente, “rigido intreccio”. (grazie wikipedia)
2) sembra di leggere un sonetto di Shakespeare

Ascoltiamola anche in questa dolcissima versione strumentale della Battlefield Band nella sua ultimissima formazione battezzata nel 2011 con il nuovo cd dal titolo “Line-up”: Ewen Henderson accarezza il piano e Alasdair White fa piangere il violino doppiato dal low whistle di Mike Katz ..

FONTI
“I celti” per la Mostra I celti a Palazzo Grassi – Venezia 1991
http://www.celticlyricscorner.net/stewart/oran.htm
http://www.celticlyricscorner.net/capercaillie/iain.htm
http://www.margaretstewart.com/about-margaret.html

I’SE THE B’Y

Una sea song tradizionale di Terranova (in inglese Newfoundland), l’isola di fronte alla costa orientale del Canada. E’ stata raccolta da Kenneth Peacock e Gerald S Doyle e pubblicata nel “Folk Songs of Canada”, 1954 (anche nella raccolta di Gerald S Doyle “Old-Time Songs of Newfoundland,” 1955) per diventare popolare in tutto il paese.

I’SE THE B’Y

Si tratto di una canzoncina apparentemente non-sense sulla vita di una comunità di pescatori, ma che leggendo tra le righe (ovvero con il Dizionario di Terranovese in mano) un po’ di senso, ossia di doppio-senso ce l’ha!
terranova-pesca-merluzzo

 

ASCOLTA Great Big Sea 1993


I
I’se the b’y(1) that builds the boat
And I’se the b’y that sails her
I’se the b’y that catches the fish (2)
And brings ‘em home to Lizer(3)
CHORUS
Hip yer(4) partner, Sally Tibbo(5)
Hip yer partner, Sally Brown(5)
Fogo, Twillingate, Mor’ton’s Harbour(6)
All around the circle
II
Sods and rinds(7) to cover yer flake (8)
Cake (9) and tea for supper
Cod-fish in the spring o’ the year
Fried in maggoty butter
III
I don’t want your maggoty fish (10)
They’re no good for winter
I can buy as good as that
Down in Bonavista
IV
I took Lizer to a dance
And fast as she could travel
And every step that she did take
Was up to her knees in gravel(11)
V
Susan White she’s out of sight
Her petticoat wants a border(12)
Old Sam Oliver in the dark
He kissed her in the corner
Traduzione italiano di Cattia Salto
I
Sono io il tipo (1) che si costruisce la barca e ci naviga sopra,
sono io il tipo che prende il pesce (2)
e lo porta a casa da Liza. (3)
CORO
Gira (4) con il tuo compagno Sally Tibbo
Gira con il tuo compagno Sally Brown (5)
Fogo, Twillingate,
Moreton’s Harbour(6)
tutti in cerchio
II
Zolle di terra e rametti (7)per coprire la piattaforma per l’essiccazione (8)
gallette (9) e tè per cena,
merluzzo in primavera
fritto nel burro rancido.
III
Non voglio il tuo pesce marcio (10)
non va bene per l’inverno
ne posso comprare di meglio
giù a Bonavista.
IV
Ho preso Liza per un giro di danza
il più veloce possibile,
ma ad ogni passo che faceva
si bloccava le ginocchia nella ghiaia(11)
V
Susan White è fuori vista
la sua sottana ha bisogno dell’orlo (12),
il vecchio Sam Oliver al buio
la baciava nell’angolo.

NOTE
1) “I’s the B’y” = I’m the Boy
2) con “fish” a Terranova ci si riferisce al baccalà
3) Liza. Le strofe giocano sul doppio senso di Lisa come donna oppure come il nome di una barca.
4) To hip =to bump someone on the hip when dancing; anche scritto Swing
5) Tibbo sta per Thibeault. I due cognomi ricordano che ci furono coloni francesi e inglesi nella zona in cui ha avuto origine la canzone
6) Fogo, Twillingate, Morton’s (o Moreton’s) Harbour sono villaggi sulle isole al largo delle coste Nord di Terranova, come se formassero le tappe di un percorso circolare che facevano le barche
7) The rindes = strips of birch bark placed on top of the fish to protect them from the sun so they don’t burn, and to keep blow-flies off so they don’t get maggoty. In realtà il cannicciato è posto sotto il pesce messo ad essiccare e le zolle di terra non hanno niente a che vedere con il processo di riparo e di essiccazione. Così alcune versioni riportano la strofa con dei termini comprensibili in inglese standard. In questa strofa era descritto un vecchio modo di lavorazione per essiccare il merluzzo in modo che le mosche non potessero deporre le loro larve e guastare il pesce.
Strofa alternativa:
Flour and crumbs to cover the fish,
Cake and tea for supper,
Cod fish in the spring o’ the year
Fried in rancid butter.
8) flake: una piattaforma costruita su pali per far essiccare il pesce
va7-45The first thing that strikes a stranger on entering a harbour in Newfoundland is the abundance of what are called the fish flakes and stages, together with the wooden wharfs and the great dark red storehouses. The fish flakes consist of a rude platform, raised on slender crossing poles, ten or twelve feet high, with a mating of sticks and boughs for a floor. On these the fish are laid out to dry, and planks are laid down along them in various directions, to enable the persons who have the care of the fish to traverse them…. and in a populous cove or harbour the whole neighbourhood of the houses is surrounded by these flakes, beneath whose umbrageous and odoriferous shade is frequently to be found the only track from one house to the other.” (da Jukes’ Excursions: Being a revised edition of Joseph Beete Jukes’ “Excursions in and about Newfoundland, During the Years 1839 and 1840.” ) Foto: Path under the flakes, La Manche ca. 1938. PANL VA7-45 (PANL-CMCS). tratto da qui
9) cake: le gallette che facevano parte dell’equipaggiamento delle navi al posto del pane
10) magotty fish: pesce marcio infestato dalle larve
11) Gravel= pebble-strewn isthmus. Qui la frase è giocata sul doppio senso: potrebbe trattarsi di Liza che non riesce a saltare bene sulle ginocchia quando danza, ma anche della barca di nome Liza che si arena sulla ghiaia con i fondali bassi
12) come spesso accade nei canti tradizionali i riferimenti sessuali non sono mai espliciti, anche se tutti sanno a cosa si riferisce la frase

FONTI
http://www.wtv-zone.com/phyrst/audio/nfld/01/itb.htm
http://www.wtv-zone.com/phyrst/audio/nfld/25/itbgbs2.htm
http://www.joyhecht.net/6-08-15/Aug15-06.html
http://www.heritage.nf.ca/articles/exploration/eyewitness-accounts.php
http://www.therooms.ca/ic_sites/fisheries/main2.asp?frame=off
http://www.veneto.antrocom.org/blog/?p=1731

DEIRÍN DÉ: THE GOLDEN BUTTERFLY

Deirín dé è la frase ripetuta nel ritornello di questa ninnananna in gaelico irlandese, e si suppone sia il nome antico per farfalla degli dei, ossia la farfalla dorata simbolo dello spirito del defunto.
Per gli sciamani la materia è semplicemente “spirito condensato” come si forma la brina dal vapore riscaldato dalla prima luce dell’alba. Lo spirito assume una forma ovoidale, detto corpo spirituale, di cui una parte si condensa in materia, cioè il corpo fisico contenuto nella “bolla”, ed è “animato” da una parte immateriale che è per l’appunto l’anima. Dopo la morte fisica lo spirito ritorna in cielo, alla costellazione-genitrice. Così la farfalla subisce una serie di trasformazioni dal suo stadio iniziale di bruco tozzo e terricolo che si imbozzola in una crisalide e poi vola via come bellissima creatura dalle fragili ali.

LA FARFALLA DORATA SUL CAPRIONE

In Italia sul monte Caprione (Lerici, provincia di La Spezia, Liguria) è possibile osservare la farfalla di luce in coincidenza del solstizio d’estate: il sole al tramonto passa attraverso una “finestrella” creata dalla formazione megalitica detta “Quadrilithon“, ovvero il “Quadrilite di San Lorenzo” (perchè si trova poco distante dai ruderi della chiesa di San Lorenzo al Caprione), e proietta sul monolito retrostante un fascio di luce a forma di farfalla. Triliti con losanga sono al momento stati individuati solo a Château Vieux de Randon (Massiccio Centrale Francese – Regione Lozère) e (guarda caso) in Corsica (territorio di Niolu, Corteneais).

La formazione rocciosa è più propriamente un trilite con l’architrave a forma di losanga e incuneato tra le due pietre verticali; una quarta pietra è incastrata in basso a chiudere lo stretto portale. Dal portale si diparte un camminamento che è proprio il corridoio lungo il quale penetra il sole durante il suo tramonto in corrispondenza del solstizio estivo.

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“Quadrilithon” Monte Caprione – Lerici: vista dalla parte del camminamento, sullo sfondo si osserva il monolito sulla cui superficie viene proiettata l’immagine della farfalla.

L’area megalitica risale all’8.000 a.C. e il fenomeno della farfalla dorata ha inizio dal 25 Maggio fino alla sua completa pienezza che avviene tra il 15 e 28 di Giugno, mentre il graduale tramonto dell’immagine è osservabile fino al 29 di Luglio, la durata è di circa 15 minuti. (qui)
Grazie agli studi incrociati del prof. Enrico Calzolari – ricercatore esperto di Archeoastronomia e Paleoastronomia- possiamo ragionevolmente supporre che in quest’area venisse praticato un culto sciamanico che credeva nel ritorno dello spirito alle stelle del cielo, sotto forma di farfalla dorata : la credenza era probabilmente ancora condivisa dai Celti (vedi nota 1 più sotto)

DEIRÍN DÉ

In questa ninnananna in gaelico irlandese la mamma culla il bambino dicendogli di dormire, che quando sarà grande andrà ad accudire il bestiame, allora potrà passare tutta la notte a raccogliere le more.

Il brano è noto anche con il nome di “The Last Wisp of Smoke“. La melodia è riportata come 148 Jefferson nel “The Sacred Harp”, una raccolta di musica corale sacra pubblicata da Benjamin Franklin White Elisha J. King nel 1844 (Georgia, America).
Testo e melodia della ninnananna sono stati raccolti invece da Róis Ní Ógáin (1865–1947) nella contea di Antrim (Irlanda) e pubblicati in “Duanaire Gaedhilge Róis Ní Ógáin” a partire dal 1924.

ASCOLTA Navan 

ASCOLTA Donal O’Sullivan in Songs of the Irish 1981. Su Mudcat leggiamo: “O’Sullivan’s sources: tune – Mac Coluim’s Cosa Buidhe Árda, II (1924), 22, noted from Seán Ó Cuill, Ballyvourney, Co Cork. Text – Mac Coluim’s Cosa Buidhe Árda, II from Amhlaoibh Ó Loingsigh, also of Ballyvourney, collated with version published by P.H. Pearse in the Irish Review 1911. Pearse’s version was also a collation, a woman relative from County Meath and from Amhlaoibh Ó Loingsigh.” (tratto da qui)


Deirín dé(1), deirín dé,
Tá’n gabhairín(2) oíche amuigh san bhfraoch,
(Tá’n gabhar donn ag labhairt sa bhfraoch)
Deirín dé, deirín dé,
Tá’n bunán donn a’ labhairt san bhféith.
(Táid na lachain ag screadaigh sa bhféith.)
Deirín dé, deirín dé,
Geóidh ba siar le héirí an lae,
(Gheobhaidh ba siar le héirí’n lae)
Deirín dé, deirín dé,
Is raghaidh mo leanbh ‘á bhfeighilt ar féar.
(Is rachaidh mo leanbh dá bhfeighilt ar féar. )
Deirín dé, deirín dé,
Eireóidh gealach is raghaidh grian fé,
Deirín dé, deirín dé,
Tiocfaidh ba aniar le deireadh an lae.
Deirín dé, deirín dé,
Leogfad mo leanbh a’ pioca sméar,
Deirín dé, deirín dé,
–Ach codail go sámh go fáinne an lae!

TRADUZIONE INGLESE (qui)
Deirín dé(1), deirín dé
The nightjar(2) is abroad in the heather /Deirín dé, deirín dé
The brown bittern(3) speaks in the reeds
Cows will go west at dawn of day
And my child will go mind them in the pasture/The moon will rise and the sun will set
Cows will return from the west(4) at close of day
A thrush’s nest in my little press(5)
Yes, and gold for my little darling
I shall let my child go picking berries
But sleep soundly till light of day!
tradotto da Cattia Salto
Farfalla dorata, farfalla dorata.
Il succiacapre è in giro per la brughiera,
Farfalla dorata, farfalla dorata.
il tarabuso screziato soffia tra le canne,
le mucche andranno ad Ovest all’alba
e il mio ragazzo andrà ad accudirle nei pascoli.
La luna sorgerà e il sole andrà a dormire,
le mucche ritorneranno dall’Ovest alla fine del giorno.
Un nido di tordo nella mia presa
si e l’oro per il mio piccolino
Il mio ragazzo andrà a raccogliere le more ma (adesso) che dorma profondamente fino al farsi del giorno!

NOTE
1) secondo l’O Donaill’s Irish Dictionary, “deirin de” sono parole senza senso pronunciate in un gioco di bambini accanto alla legna che brucia. Ma nel Carmina Gadelica (Alexander Carmicheal, 1900),  (qui) leggiamo che la parola nel gaelico scozzese è composta da ‘dealan,’= fire, flame, lightning; e ‘De,’= God ossia il fuoco di Dio o la luce divina.
“The golden butterfly is held sacred. It is said to be the angel of God come to bear the souls of the dead to heaven. If it be seen in or near the house where a person is dead or dying, the omen is good, and the friends rejoice. If it be not seen, a substitute is made by rapidly twirling a fire-pointed stick, moving the while from the dead or dying person towards the door or window. This is called ‘dearban De,’ ‘dealan De.’ The ancient Egyptians represented the soul leaving the body as a butterfly emerging from the chrysalis, sometimes from the mouth of the dead.” Quindi “deirin de”= “the last puff of smoke”, lo sbuffo di fumo disegnato agitando un bastoncino dalla punta incandescente
2) letteralmente “capretta della notte” è il succiacapre detto così perchè si credeva che si nutrisse succhiando il latte dalle mammelle delle capre. In realtà è un divoratore notturno di insetti. Di dimensione media ha un piumaggio mimetico che lo nasconde tra la nuda terra, e frequenta campagna e boschi (qui).
3) il tarabuso è un trampoliere che si mimetizza tra i canneti degli stagni e dei laghi. E’ difficile riuscire a vederlo proprio per le sue capacità mimetiche, è più facile sentirlo cantare di notte e alle prime luci dell’alba (qui: un suono profondo come quello che si ottiene soffiando piano in una bottiglia dal collo lungo) proprio per la sua voce (come la voce dei morti dall’oltretomba) il tarabuso era un uccello portatore di sventure
4) l’Ovest è la direzione in cui tramonta il sole ma anche il punto simbolico in cui si trova l’Altro Mondo
5) tradotto anche come coffer

FONTI
http://ontanomagico.altervista.org/solstizio-d-estate.html
http://ontanomagico.altervista.org/farfalle.html
http://www.enricocalzolari.it/paleoeastro27.html
http://www.celticartscenter.com/Songs/Irish/DeirinDe.html http://lyberty.com/entertainment/music/celtic_cradle.html http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=1905 https://reuliuilbride.wordpress.com/2011/04/17/deirin-de-song/ http://resources.texasfasola.org/index/composers.html

RED IS THE ROSE

Di rose rosse sono piene le canzoni celtiche più sentimentali e molte sono già state inserite in questo database.

Red is the Rose” è la variante irlandese della ballata scozzese Loch Lomond. Non è insolito che le belle melodie si somiglino al di là e al di qua del North Channel (e tra gli appassionati fiocca la querelle su quale sia l’originale e chi ha copiato da chi), di questa non si conosce bene la provenienza, è stato Tommy Makem insieme ai Clancy Brothers a farla conoscere al grande pubblico a partire dagli anni ’60: Tommy, ricordato affettuosamente con il nome di Bardo di Armagh (vedi) aveva imparato la canzone dalla madre Sarah, cantante e grande collezionista di Armagh, Irlanda del Nord. Sempre tra le canzoni di Sarah Makem e per restare in tema floreale, vi rimando a “I wish my love was a red, red rose” .

La prima registrazione della canzone tuttavia  risale al 1934 con il titolo di My Bonnie Irish Lass; solo più recentemente è ritornata in auge dopo la versione dei The High Kings ..

RED IS THE ROSE: VERSIONE IRLANDESE

ASCOLTA Josephine Beirne & George Sweetman 1934
ASCOLTA Tommy Makem & Liam Clancy live
The Ennis Sisters (Terranova) + The Chieftains in “Fire in the kitchen” 1997

Nanci Griffin & The Chieftains in An Irish Evening, 1992 (che rendono sempre omaggio alla versione dei Clancy Brothers)

The High Kings in Memory Lane 2010

I versi sono molto semplici: due innamorati si dichiarano amore eterno, e si scambiano le promesse di matrimonio, ma la canzone è permeata dall’amarezza dell’abbandono, lui partirà (probabilmente per l’America) in cerca di lavoro.

I
Come over the hills, my bonny Irish lass(1)
Comer over the hills to your darling;
You choose the rose, love, and I’ll make the vow(2)
And I’ll be your true love forever.
Refrain:
Red is the rose that in yonder garden grows,
And fair is the lily of the valley(3);
Clear is the water that flows from the Boyne(4)
But my love is fairer than any.
II
Down by Killarney’s green woods(5) that we strayed
And the moon and the stars they were shining;
The moon shone its rays on her locks of golden hair
And she swore she’d be my love forever.
III
It’s not for the parting that my sister pains
It’s not for the grief of my mother,
“Tis all for the loss of my bonny Irish lass
That my heart is breaking forever(6).
I
Vieni sulle colline mia bella
irlandese
vieni sulle colline dal tuo amore;
tu scegli la rosa, amore, e io farò le promesse
e sarò il tuo amore per sempre.
Ritornello:
Rossa è la rosa che cresce in quel giardino laggiù,
e bello è il mughetto;
chiara è l’acqua che scorre
dal Boyne
ma il mio amore è il più bello di tutti.
II
Giù dai boschi di Killarney che ci siamo allontanati
e la luna e le stelle brillavano;
la luna risplendeva con i raggi sulle ciocche dei suoi capelli d’oro,
e lei mi ha giurato
che sarà il mio amore per sempre.
III
Non soffro per la separazione da mia sorella
non è per la perdita di mia madre,
è per la perdita della mia bella irlandese
che il mio cuore è spezzato per sempre

NOTE
1) oppure a secondo di chi canta “my handsome Irish lad”
2) a leggere tra le righe il protagonista sta chiedendo una notte d’amore alla sua fidanzata e vuole convincerla a cedere la sua virtù (la rosa) con una promessa di matrimonio. Secondo la tradizione il matrimonio tra due persone che, anche senza testimoni, si fossero scambiati le promesse e avessero consumato il rapporto era socialmente valido.
3) il mughetto è un fiore delicato e profumatissimo che fiorisce in tutto maggio-giugno; nelle notti di luna piena il suo profumo diventa particolarmente intenso e inebriante
4) il fiume Boyne che scorre nel Leinster (Irlanda Orientale) è spesso richiamato nella mitologia irlandese: Brú na Bóinne (in italiano “la dimora del Boyne”) è uno dei più importanti siti archeologici del mondo con i grandi tumuli di Newgrange, Knowth e Dowth. La citazione allude a una specie di cuore dell’Irlanda, il santuario degli Antenati dell’Irlanda tribale.
5) Killarney si trova nel Kerry, all’estremità sud dell’isola e mi piace pensare che il bosco della canzone sia stato preservato nel Parco Nazionale (Killarney National Park) ricco di odorosi alberi secolari. In questa strofa veniamo a sapere che l’incontro d’amore notturno c’è effettivamente stato!!
6) nella versione americana diventa “That is leaving old Ireland forever” in cui si rende più esplicito l’abbandono degli affetti a causa dell’emigrazione. Come possibile “trait d’union” con le versioni scozzesi la somiglianza con la ballata Flora’s Lament For Her Charlie 1841 (qui)
It’s not for the hardships that I must endure,
Nor the leaving of Benlomond;
But it’s for the leaving of my comrades all,
And the bonny lad that I love so dearly.

RED IS THE ROSE: VERSIONE AMERICANA

Questa versione iniziò a circolare negli anni 70 e Joe Heaney ci dice di averla imparata dal nonno. Originario di Carna (Connemara, Irlanda) egli fu un moderno bardo, un cantore del popolo custode dei canti tradizionali (la maggior parte in gaelico); negli anni 50 e 60 è in viaggio tra Dublino e Londra per concerti, registrazioni e competizioni canore.
The folk music revival proved both a blessing and a curse to Joe.  He began to be féted by the ‘stars’ of this revival.  Some, like MacColl and Seeger, Lloyd and Hamish Henderson were earnestly trying to gain a knowledge and appreciation of his art.  And at a more popular level, groups like the Clancy Brothers and the Dubliners were genuinely attracted to him and respected him for what he stood for.  However, well-meant attempts by such groups to introduce him to popular audiences often came to grief.  It has to be remembered that such audiences were there only because the current fad was ‘the ballads’.  Their comprehension of sean-nós, or any other form of traditional singing, was zilch“.(tratto da qui)
Poco dopo Joe decide di trasferirsi definitivamente in America dove accanto al lavoro “per vivere” partecipò a festival diede concerti nei folk club e così via, fino a diventare insegnante (nel dipartimento di Etnomucologia) in alcune università..

ASCOLTA Joe Heaney 1996 nel sean nós di Connamara

51IzeFlH0lL__SL500_AA500_Questa versione è pressochè identica a quella irlandese privata però da più precise connotazioni geografiche, qui però manca la strofa in cui l’uomo chiede alla propria innamorata di trascorrere una notte d’amore nel bosco (l’ultima prima della partenza); alcuni perciò cantano una versione “sincretica” aggiungendo le strofe I e II della versione irlandese come strofe finali a questa. (vedi)

CHORUS
Red is the rose that in yonder garden grows,
Fair is the lily of the valley(3);
Clear are the waters that flow in yonder stream(4),
But my love is fairer than any
I
Over the mountains and down in the glen,
To a little thatched cot(7) in the valley;
Where the thrush and the linnet sing their ditty and their song,
And my love’s leaning over the half-door(8).
II
Down by the seashore on a cool summer’s eve(5),
With the moon rising over the heather;
The moon it shown fair on her head of golden hair,
And she vowed she’d be my love forever.
III
It is not for the loss of my own sister Kate,
It is not for the loss of my mother;
It is all for the loss of my bonnie blue-eyed lass,
That I’m leaving my homeland forever.

NOTE
4) il Boyne che scorre nel Leinster (Irlanda Orientale) della versione irlandese è diventato un generico “yonder stream
5) anche in questo verso il riferimento geografico “Down by Killarney’s green Woods that we strayed” diventa una “riva del mare” in una notte d’estate
7) il “thatched cottage” è la tipica “casetta di campagna” delle fiabe in pietra intonacata di bianco e con il tetto spiovente in paglia
8) “the half-door” in genere il cottage aveva un’unica porta d’accesso a sud una caratteristica “mezza-porta” divisa cioè in due pannelli, che si aprivano in modo indipendente: quello superiore poteva essere anche a vetro e veniva lasciato quasi sempre aperto per fare entrare la luce e far circolare l’aria; quello inferiore era in un unico battente di legno che rimaneva sempre chiuso, in modo che bambini e animali non potessero entrare (o uscire!). Al mezzo battente della porta si stava appoggiati restando in casa per spettegolare con i vicini o per fumare un po’ di tabacco!

TRADUZIONE ITALIANO PRIMA STROFA
Su per le montagne e giù per la valletta alla casina nella valle, dove il merlo e tordo cantano le loro canzoncine e il mio amore sta accanto alla porta.

FONTI
http://www.irishmusicdaily.com/red-is-the-rose
http://www.wtv-zone.com/phyrst/audio/nfld/06/rose.htm
http://www.wtv-zone.com/phyrst/audio/nfld/20/red.htm http://www.joeheaney.org/default.asp?contentID=1009
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=7171 http://www.mustrad.org.uk/reviews/j_heaney.htm
http://www.irlandando.it/cosa-vedere/sud/contea-di-kerry/killarney-national-park/ http://cottageology.com/information/irishcottagehistory/

 

THE CUILLINS OF RUM A VISIT INTO PARADISE!

Rùm non ha niente a che vedere con la Giamaica ma è un isolotto al largo dell’isola di Skie  (le Ebridi interne con Eigg, Muck e Canna le Small isles piccole verdi isole con piccolissime comunità che ancora ci vivono).

sky-cuillin
“Skye Cuillin from Kilmory Beach”, Byron Cooper 1900

UNA VISITA IN PARADISO

Antichi insediamenti celtici ma ancor più vichinghi attestano una probabile integrazione tra le due etnie; il nome deriva forse dal norreno rõm-øy per “wide island” o dal gaelico ì-dhruim per “isle of the ridge” (per i rilievi montuosi dell’interno) ciò che resta di un vulcano preistorico; nel Medioevo l’isola è diventata la riserva di caccia del “Lord of the Isles”, ed è perciò ricordata come The Forbitten Isle e solo nel Seicento è ridiventata luogo di insediamento per agricoltori e allevatori o pescatori; per gran parte del XX secolo venne denominata Rhum dal suo Laird (Sir George Bullough che vi costruì “l’esotico” castello Kinloch), e oggi è abitata da una ventina di persone concentrate nel villaggio Kinloch sulla costa orientale, (la popolazione indigena ha abbandonato l’isola negli anni 1820). Dal 1957 è di proprietà del Nature Conservancy Council ed è ora una importante riserva naturale. C’è solo da sperare che non si trasformi in un’isola turistica!

a mio avviso le riprese che meglio illustrano la poesia nella canzone

ma anche
VIDEO
VIDEO
L’isola è nota per una canzone dei Tannahill Weavers dal titolo “The Cuillins of Rhum” i quali si sono ispirati al brano di Archie Fischer “The Cuillins of Home” che a sua volta ha ripreso la versione di Gordon Bok. Gordon Bok è un cantautore folk americano che ha riscritto in parte il testo proveniente dalla tradizione musicale delle Isole Ebridi, ma come un gioco di specchi dietro a tutto troviamo lo zampino di Marjory Kennedy-Fraser e del Rev. Kenneth Macleod.
La canzone è classificata come Sea-rapture songs nel poderoso lavoro svolto da Marjory Kennedy-Fraser e Kenneth Macleod per la collana “Songs of the Hebrides” .

THE COOLIN OF RUM è la traduzione in inglese per mano di Kenneth MacLeod di un brano in gaelico probabilmente originario dell’isola e intitolato ‘The Exile’s Dream’ (non so se il testo in gaelico sia stato riportato dal “traduttore” non avendo la possibilità di consultare il libro di Kenneth MacLeod “The road to the isles : poetry, lore, and tradition of the Hebrides” (Edimburgo,1927)) Gli spartiti a cui ho avuto accesso riportano solo il testo in inglese. La melodia è sempre la stessa.
Nel testo traspare lo spirito celtico, un profondo sentimento di comunione con la natura che nasce dalla convinzione di essere parte del tutto (mare e terra, uomo e dei nati da un primordiale incantesimo senza fine).

ASCOLTA Tannahill Weavers in Mermaid’s song 1992


I
Soon shall I see your bright(1)
shores in the morning
The heather of hills
and the rising of morn
The rolling grey seamist
rolls east in the morning
To run the wild hills
of the cuillins of Rhum(2)
II
Far away seaward
thy green hills are lovelit
Where runs the hill water
afoam to the sea
Like tangle at noontime(3),
like snow wreath in moonlight
As thou who art yearning
will yearn it to be
III
Far away seaward
my queenland, my youthland(4)
Far away seaward
the cuillins of home
And here in my dream time
I’m hearing hill water
The laughter of streams
by the cuillins of Rhum<
tradotto da Cattia Salto
I
Presto vedrò le tue bianche(1)
spiagge al mattino,
l’erica sulle colline
e il sorgere della luna,
la sinuosa grigia nebbia del mare
che si alza a est nel mattino
per seguire le aspre colline
delle Cuillins di Rùm(2).
II
Lontano al largo
le tue verdi colline sono amabili,
dove scorre la spuma del ruscello
verso il mare
come la boscaglia a mezzogiorno(3),
come la neve circondata dal chiaro di luna dove tu che stai desiderando,
vorresti essere.
III
Lontano al largo
la mia terra sovrana, terra della giovinezza(4)
lontano al largo
le Cuillins di casa
e qui nel mio sogno
sto sentendo il torrente,
le risate dei ruscelli
dalle Cuillins di Rùm

NOTE
1) Bhrighde è il nome di una dea celtica e le isole Ebridi derivano forse il loro nome proprio dalla dea (Brigit o Bride) Dea del triplice fuoco controparte femminile di Lugh, il luminoso (il dio sole) a lei è dedicata la festa celtica di Imbolc vedi. L’aggettivo bright è appropriato perchè le spiagge delle Ebridi hanno spesso un che di caraibico (vegetazione a parte) per quella luce che si accende sotto il sole e il mare cristallino
2) le Rum Cuillin sono cinque montagne di basalto nel cuore dell’isoletta (dello stesso gruppo delle Cuillin di Skye )
3) tangle: tra i possibili significati del termine ho pensato prima all'”alga” ma poi mi sono convinta si riferisca all’intrico dei rami come in un bosco di alberi secolari particolarmente nodosi e contorti
4) citazione dell’Isola come la terra dell’Immortalità, la terra dell’Altro mondo celtico vedi

ASCOLTA (track 26) l’arrangiamento per voce ed arpa di Marjory Kennedy-Fraser

O Bhrighde(1)! ‘tis seaward, the dreamland, the youthland(4),
O Bhrighde! and seaward the Coolin of Rum(2),
Afar in the dreamtide I’m hearing hill waters,
Like lilting of streams by the Coolin of Rum.
The Grail of the dreamland, the youthland(4), is love-lit
Beside the hill waters afoam to the sea,
Like tangle(3) at noontide, like snow-wreath in moonlight,
And thou who art yearning shalt yearn it to be.
O Bhrighde! ‘tis seaward, the dreamland, the grail track,
O Bhrighde! and seaward the Coolin of Rum,
Afloat on the dreamtide I’m hearing hill waters
Like laughter of streams by the Coolin of Rum.

Rhum è rinomata per la sua bellezza e per il detto “the island where no one worries for very long”. Ecco l’aneddoto che raccontano i Tannahill Weavers nelle note (notoriamente dei grandi mattacchioni)  “There is a lovely example of this in a story concerning an old married couple living on the island. One night, as they lay in bed, the wife notices that her husband is having difficulty sleeping. “Archie”, she asks, “Why are you not sleeping? Is something worrying you?” “Och, aye”, says he, “It’s our next door neighbor, Angus Macfadzean. I owe him £500 and I can’t pay him.” As calmly as you like, his wife gets out of bed, walks to the bedroom window, opens it, and calls out into the evening air, “Angus Macfadzean! My husband does not have £500! He cannot pay you!” Calmly she walks back to the bed, kisses her husband lovingly on the cheek, and says, “There you are dear, off you go to sleep and let him worry now.” (qui)

rhum-isle
“Rum Cuillin” di Byron Cooper 1900

FONTI
http://www.tannahillweavers.com/lyrics/1121lyr4.htm http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=53294 http://www.tourbritain.de/scotland/rum/rum_cuillins_tour.htm http://www.touringmagazine.it/articolo/1543/scozia-isole-fuori-dal-mondo http://www.bbc.co.uk/arts/yourpaintings/paintings/skye-cuillin-from-kilmory-beach-166803
http://www.bbc.co.uk/arts/yourpaintings/paintings/rum-cuillin-166804

ST PATRICK WAS A GENTLEMAN

E’ opinione comune che San Patrizio sia stato il primo evangelizzatore d’Irlanda, così l’autore (anonimo) di questa canzoncina dal titolo “St Patrick was a gentleman“, si sforza di dimostrare le origini irlandesi di Patrizio, del quale per la verità non conosciamo nemmeno il vero nome,  molto probabilmente i suoi genitori erano due patrizi romani di religione cristiana che vivevano in Inghilterra o forse in Scozia. Era quindi un britanno per come lo si intendeva in quei tempi cioè un celta romanizzato (i quali vivevano per lo più in Galles e Cornovaglia).
Rapito da ragazzo dai predoni irlandesi che razziavano le coste, venne tratto in schiavitù e cresciuto in Irlanda come pastore; in quei sei anni imparò il gaelico irlandese che gli sarà molto utile in futuro. Patrizio riuscì a fuggire e a sbarcare in Gallia dove, pieno di fervore religioso, studiò teologia.

Fu appunto in Francia che venne ordinato sacerdote e prese il nome di Patricius.
Non è ben chiaro se fosse assurto fino alla carica di Vescovo, ma in ogni caso nel 432 o 433 andò in Irlanda per evangelizzare le tribù celtiche all’epoca ancora seguaci del druidismo e della religione animista.

PATRIZIO E I DRUIDI

Secondo la leggenda San Patrizio scacciò tutti i serpenti dall’Irlanda, costringendoli a gettarsi in mare dove affogarono, così l’autore della canzone ci descrive questa leggenda, connessa a quella della montagna sacra irlandese, Croagh Patrick, (contea di Mayo) sulla quale il santo avrebbe trascorso quaranta giorni per costruirvi una chiesa, gettando in ultimo una campana proprio nella Baia di Clew. Non è ben chiaro come tutti i serpenti si siano spaventati davanti al simbolo cristiano al punto tale da preferire la morte per annegamento!!

saintpatrick

Il serpente in realtà era l’antica religione druidica apparentemente sconfitta dalla predicazione di un solo evangelizzatore, anche se carismatico! Religione druidica estirpata da Patrizio per modo di dire, perchè le conversioni all’epoca avvenivano in base al credo dei capi e quindi solo nominalmente anche tutti i loro sudditi diventavano cristiani. Ma il processo di conversione in Irlanda probabilmente era già iniziato prima dell’arrivo di San Patrizio e sicuramente fu la “perseveranza” della Chiesa a trasformare nel tempo gli irlandesi in cattolici.

Molti studiosi sono concordi nello sminuire l’azione evangelizzatrice del Santo, il quale non sconfisse affatto i Druidi e le credenze indigene, poichè il processo di cristianizzazione fu molto lungo e non si compì che fino al XIV secolo. Fu appunto in epoca medievale che l’agiografia si piccò nel voler dimostrare le gesta eroiche del Santo, che da solo, con la forza della sua fede, sconfisse i Druidi!

In realtà la figura di San Patrizio e la sua festa nel 1700 sono stati espressione di una orgogliosa rivendicazione d’irlandesità (religiosa ed etnica) contro l’oppressione inglese. continua

MICHAEL MORAN ALIAS ZOZIMO

La canzone è considerata di autore anonimo anche se esistono ben due attribuzioni di paternità: Thomas Crofton Croker in “Popular Songs” -1839  aggiudica il testo a Henry Bennett e John Toleken di Cork, mentre in “Memoir of the Great Original Zozimus” (Dublino,1976) il testo è assegnato a Zozimus o Zozimo ovvero Michael Moran il menestrello di Dublino (1794–1846). Diventato cieco da bambino, grazie alla sua memoria prodigiosa, è vissuto come cantante di strada (tradizione fiorente quella dei cantori ciechi una volta, che imparavano ad accompagnarsi con qualche strumento per lo più l’arpa se irlandesi o la ghironda se di area franco-piemontese).
La melodia delle versioni riportate per l’ascolto è “Maggie in the Woods

ASCOLTA Christy Moore in “The Iron Behind The Velvet” 1978, il secondo brano è Irvines Polka. La versione di Christy Moore non ha il ritornello (strofe I, IV, II, III, V, VI)

ASCOLTA Wolfe Tones 1981 (strofe da I a V)

ASCOLTA Quilty anche loro senza ritornello alternano il giro melodico (strofe I, IV, II, III, V, VI) – un gruppo che propone sempre dei begli arrangiamenti


I
Saint Patrick was a gentleman,
he came from decent people,(1)
he built a church in Dublin town(2)
and on it put a steeple
His father was a Callahan(3),
his mother was a Grady
His aunt was O’Shaughnessy(4)
and uncle he was Brady(5)
Chorus :
Then here’s to bold Saint Patrick’s fist,
he was a Saint so clever,
He gave the snakes an awful twist
and banished them forever
II
There’s not a mile in Ireland’s isle
where the dirty vermin musters(ed)
Where’er he put his dear forefoot
he murder’d them in clusters
The toads went hop,
the frogs went plop,
slap dash into the water and the beasts (snakes) committed suicide to save themselves from slaughter
III
Nine hundred thousand vipers (reptiles) blue (6)
he charm’d with sweet discourses
And dined on them at Killaloo (7)
(in soups ) an’ in the second courses
When blind worms crawling on the grass
disgusted all the nation
He gave them a rise
and open’d their eyes
to a sense of their situation (8)
IV
The Wicklow hills are very high
and so’s the hill of Howth, sir
But there’s a hill much higher(9) still,
Ay, higher then them both, sir
And it was on the top of his hill,
Saint Patrick preach’d the “Sarmint”
That drove the frogs into the bogs
and bothered (banished) all the “varmint”
V
No wonder that then Irish lads (boys)
should be so gay and frisky
Sure St Pat he thought them that
as well as making whiskey
No wonder that the saint himself
should understand distilling
For his mother kept a shebeen(10) shop
near the town of Enniskillen
VI
Was I but so fortunate as to be back in Ulster(11)
I’d be bound that from that ground I never more would once stir
For there St. Patrick planted turf and cabbages and praties
Pigs galore, mo gra, mo stor,
altar boys and ladies
TRADUZIONE  DI CATTIA SALTO
I
San Patrizio era un signore,
di onesta stirpe(1)
a Dublino ha costruito una chiesa (2)
e ci ha messo sopra un campanile.
Suo padre era un Callahan(3),
sua madre una Grady,
La zia era una O’Shaughnessy(4)
e lo zio un Brady(5)
Chorus:
Evviva la lotta del coraggioso San Patrizio, era un santo così intelligente,
che ha dato ai serpenti una terribile rigirata e li ha esiliati per sempre
II
Non c’è un miglio nell’isola d’Irlanda
dove il lurido verme si aduni,
dove egli ha posato il suo caro tallone,
li ha sterminati a grappoli;
i rospi andarono hop,
le rane andarono plop,
di corsa a buttarsi in acqua
e le bestie (i serpenti) si affogarono
per salvarsi dalla strage
III
Novecentomila vipere
(rettili) blu (6)
ha incantato con dolci parole
e banchettato con loro a Killaloe (7)
nella zuppa e come seconda portata.
Quando i vermi ciechi strisciando sull’erba
disgustavano tutto il popolo
ha dato loro una smossa
e aperto gli occhi
su come stavano messi (8)
IV
Le colline di Wicklow sono molto alte
e così è per la collina di Howth, signore
ma c’è una collina molto più alta (9) ancora, superiore quindi a entrambi,
e fu sulla cima della sua collina,
che San Patrizio predicò il sermone
che spinse le rane nelle paludi
e infastidì (bandì)
il “serpente”.
V
Non c’è da stupirsi che allora gli irlandesi siano così gai e vivaci
di certo San Pat ha pensato a loro
così come a fare il whiskey
non c’è da stupirsi che il santo stesso
dovesse capirci di distillazione
perchè sua madre aveva uno spaccio di whiskey illegale(10)
vicino alla città di Enniskillen
VI
Fui così fortunato da ritornare nell’Ulster(11)
essendo legato a quella terra, che non mi sarei mai più voluto muovere,
perchè là San Patrizio ha piantato zolle, cavoli, e patate
maiali a bizzeffe, miei cari,
chierichetti e  signore.

NOTE
Strofe I, II e IV attribuite a Henry Bennett (1814). I versi che sono ripresi nella sea shanty “Haul Away Joe” (vedi) sono:
Saint Patrick wuz a gintleman, an’ he come of daycent paypul,
He built a church in Dublin town an’ on it set a staypul.
From Oireland thin he druv the snakes, then drank up all the whisky,
This made him dance an’ sing an’ jig, he felt so fine an’ frisky.
Yiz call yerself a second mate an’ cannot tie a bowline,
Ye cannot even stand up straight when the packet she’s a-rollin’.
1) dacent – decent= “per bene”
2) la cattedrale di San Patrizio eretta a Dublino è stata costruita nel Medioevo.
Nel 1191, sotto John Comyn, il primo arcivescovo anglo-normanno di Dublino, Saint Patrick’s divenne cattedrale e tra il 1200 e il 1270 fu eretto l’attuale edificio, il più grande del paese. Dal 1320, qui si installò la prima università del paese; vi resterà per circa due secoli. Durante i secoli la cattedrale ha subito numerosi danneggiamenti e fu restaurata tra il 1860 e il 1900 grazie al sostegno da parte della famiglia Guinness“. (tratto da qui)

3) Callaghan nelle sue varie declinazioni è un cognome originario del Munster nella contea di Cork
4) Il clan O’Shaunghnessy è reputato essere discendente dell’ultimo re pagano d’Irlanda, il re Daithi, X sec
5) Grady e Brady sono tipici nomi irlandesi originari di Galway, contea di Clare. Christy Moore canta invece
“His father was a Gallagher his uncle was a Grady
His Aunt was an O’Shaughnessy and his mother was a Brady”
6) blue in questo caso è da intendersi come colorazione probabilmente un riferimento alla colorazione delle vesti druidiche
7) Killaloe è un’antica sede monastica del VI secolo (Cattedrale di S Flannan con la Thorgrim’s Stone) porto fluviale sullo Shannon che esce dal Loug Derg,  eretta a capitale d’Irlanda da Brian Boru
8) Christy canta invece “Right down to Hell with a holy spell he changed their situation”
9) la  Croagh Patrick è la montagna sacra degli irlandesi, ed è situata nel Mayo, contea dell’Irlanda occidentale. “Da secoli è luogo di pellegrinaggio in onore di San Patrizio, il quale nel 441 rimase sulla vetta per 40 giorni costruendo una chiesa tutt’oggi esistente. Leggenda vuole che al termine del quarantesimo giorno, il patrono d’Irlanda scagliò una campana su una pendice del monte, scacciando dall’isola tutti i serpenti.” (tratto da Wikipedia qui)
10) spaccio di whiskey illegale. Gli Irlandesi si attribuiscono l’invenzione del whiskey partendo nientemeno che da San Patrizio che, nel V sec, avrebbe portato dal suo viaggio in Terra Santa l’alambicco, all’epoca utilizzato per distillare solo i profumi  (continua)
11) San Patrizio morì a Down che prenderà il nome di Downpatrick,(Ulster)

Attorno alla figura di San Patrizio sono sorte famose leggende oltre a quella dei serpenti, ad esempio il pozzo di San Patrizio, così chiamato perchè si dice custodisse un pozzo senza fondo, da cui si aprivano le porte del Purgatorio. Il trifoglio, poi, divenne simbolo nazionale dopo che Patrizio lo prese ad emblema della Trinità in una sua predica. (vedi)

LA CHIESA CELTICA

La predicazione di San Patrizio si conduce nell’alveo del Cristianesimo celtico introdotto nelle Isole britanniche durante la cristianizzazione dell’Impero romano. Si intende quindi con Chiesa Celtica la forma in cui la nuova religione fu trasmessa e praticata dalle comunità di fedeli in Irlanda e Gran Bretagna.

FONTI
http://ontanomagico.altervista.org/cristianesimo-celtico.htm
http://thesession.org/tunes/2116
http://thesession.org/tunes/291
http://www.mudcat.org/thread.cfm?threadid=12290
http://www.patheos.com/blogs/wildhunt/2012/03/saint-patrick-druids-snakes-and-popular-myths.html

IO SATURNALIA

Tra il 17 e il 23 dicembre si tenevano nell’Impero romano i Saturnalia, una festa molto popolare in onore del dio Saturno, il dio romano della semina e del raccolto, re di un passato regno dell’Oro in cui vi furono sempre pace e abbondanza. Così come Saturno subentrava a Giove, l’ordine veniva rovesciato e, a fronte di una temporanea assenza di potere, gli schiavi si comportavano come se fossero liberi e partecipavano ai banchetti pubblici nel Campidoglio. ( continua prima parte)

Nel dipinto settecentesco di Antonie Francois Callett si vuole illustrare proprio uno di quei banchetti pubblici ai quali tutti, senza limitazioni di ceto, potevano partecipare (a quanto pare a spese dello Stato)
saturnalia
Sullo sfondo troneggia la statua di Saturno con tanto di falce in mano in qualità di dio del raccolto, e tutt’intorno gozzoviglia il popolo; chi danza e “fa il trenino” al suono di un’orchestrina, chi siede a tavola e beve vino sbocconcellando un po’ di pane in attesa dell’arrivo del cibo. I servitori alla tavolata in primo piano sono contraddistinti dall’indossare un cerchietto d’oro tra i capelli, (il coppiere porta ai piedi dei ricchi calzari) sicuramente sono molto meglio vestiti dei commensali che al contrario sono per lo più scalzi, uno di loro porta in testa il pileo (un buffo cappello in foggia elfica che contraddistingueva i lavoratori del popolino e che rappresentava l’acquisita libertà dell’ex-schiavo) e abbraccia una procace fanciulla, che peraltro guarda in modo languido il bel coppiere! Si leva la coppa per il brindisi benaugurale in lode a Saturno gridando “Io Saturnalia“!
Sull’altro lato della tavolata un muscoloso “avventuriero” con tanto di orecchino al lobo dell’orecchio suona una chitarra (che ci fa presumere le sue origini ispaniche). Tuttavia il pittore si prende un po’ di libertà come quelle panche per sedersi al posto dei noti triclini che si usavano ai tempi per mangiare (in posizione semisdraiata).

IL BANCHETTO PER GLI SCHIAVI

L’usanza del banchetto degli schiavi in cui erano i padroni a servire in tavola o schiavi e padroni mangiavano insieme si trattava di un rovesciamento dei ruoli solo formale che non aveva niente di sovversivo, erano sempre gli schiavi a cucinare e a preparare la tavola; possiamo dire che nei Saturnalia anche gli schiavi potevano ubriacarsi senza paura di essere puniti e potevano alzare un po’ la voce o prendere in giro il padrone, ma tanto doveva bastare per tutto il resto dell’anno! Era anche estratto a sorte un Re del Disordine (quello che diventerà il nostro Re del Natale o di Carnevale che sarà chiamato Re del Fagiolo) cha faceva da cerimoniere e tutto ciò che ordinava era legge. Una vestigia del remoto passato in cui il festeggiato diventava capro espiatorio e veniva immolato per il bene della comunità.

LO SCAMBIO DI DONI

Anche nelle case private si banchettava e la gente si scambiava dei piccoli regali che compravano in un mercatino speciale (Sigillaria) aperto solo per l’occasione: c’erano le statuette dei Lari domestici (gli spiriti protettori degli antenati defunti), terrecotte a forma d’aquila, sole, falce, serpente; ma anche giocattoli per bambini, candele (per richiamare la luce della “aurea aetas” del regno di Saturno), noci e dolciumi.
Lo scambio dei doni tra parenti ed amici avveniva il 20 dicembre: nella vigilia della festa, davanti all’altare dei Lari (una specie di nicchia o tabernacolo nel muro), la famiglia si riuniva per invocare la protezione degli avi e lasciare del cibo.
Il mattino seguente, al posto delle ciotole, i bambini trovavano giocattoli e dolci.

I doni erano in genere accompagnati da dei bigliettini spiritosi e Marziale ci scrisse addirittura un libro (Xènia) tutto di frasi come queste:
Passo tutto l’inverno dormendo: sono più grasso
quando a nutrirmi è solamente il sonno
Xenia, 59
Si tratta di un biglietto-epigramma una sorta di indovinello che è anche una battuta ironica (la risposta dell’indovinello 59 è il ghiro)

STRENIA, L’ITALICA BEFANA

Il primo di gennaio nell’Impero romano ci si scambiava le strenae cioè i rami di alloro e di ulivo come portafortuna in onore alla dea italica Strenia, Strenna o Strenua, Strinia,  assorbita dai fondatori di Roma, dea del Bosco Sacro ma anche triplice dea (Dea della natura e degli animali, Dea della Luna, Dea degli Inferi) che come Grande Madre chiudeva e apriva il cerchio dell’anno (nascita, crescita e morte).
Lo scambio delle piante sacre  (a guarnire fichi e mele) il primo dell’anno era quindi benaugurale; anche la tavola di Capodanno era decorata con i rami d’alloro, offerti poi ai convitati, così come scrive Varrone. continua

FONTI
http://ontanomagico.altervista.org/saturnalia-taberna.htm

http://www.romanoimpero.com/2010/10/culto-di-strenna-o-strenua.html
http://www.romanoimpero.com/2012/01/strenna-natalis-lepifania.html

WAULKING THE TWEED! DHEANAINN SUGRADH

The Dark-haired Girl (in italiano la ragazza dai capelli scuri, in gaelico scozzese Dheanainn súgradh ) è una tipica waulking song.
Qui il coro ha un senso compiuto e non ci sono “vocables”, peraltro il significato della storia è confuso, si può presumere si “parli” di una storia d’amore con botta e risposta tra lui e lei presi dalle rispettive faccende quotidiane, con immagini cariche di doppi sensi e battute salaci.

ASCOLTAThe Clannad in Clannad 2, 1974

ASCOLTAThe Poozies in The Celtic Legacy

ASCOLTA Alyth McCormack in An lomall

ASCOLTA Méav in Silver sea

GAELICO SCOZZESE
Sèist:
Dheanainn sùgradh ris an nighinn duibh,
Agus éiridh moch ‘s a mhaduinn;
Dheanainn sùgradh ris an nighinn duibh.
1. Dheanainn sùgradh ri Catriona,
Treis mu ‘m fiachainn an cadal.
2. Dheanainn sùgradh ris a’ ghruagaich
Nuair a bhiodh a’ sluagh nan cadal.
3. Dheanainn sùgradh ris a’ ghruagaich,
Ri nighinn duinn a’ chuailein chleachdaich.
4. Dheanainn sùgradh air bheag gruamain,
Ri nighinn donn a chuailein chleachdaich.
5. Dheanainn sùgradh ri Catriona,
Leam bu mhiannach i bhi agam.
6. ‘S bòidheach leam cumadh do chalpa,
‘S bòidhche na sin t’ fhalbh is t’ astar.
7. Gu ‘m bithidh buill nach feum a spliceadh,
Ri mo mhaighdinn-sa tighinn dhachaidh.
8. ‘S nuair a théid thu null a dh’Éirinn
Gheibh thu ‘m bréid nach feum am paitseadh.
9. Dheanainn sùgradh, mire, ‘s mùirn,
An àm na siùil a bhith ‘gam pasgadh.
10. Dheanainn sùgradh ris a mhaighdinn,
‘N àm nan coinnlean ‘bhith ‘g a’ lasadh.
11. Gur bòidheach leam thu fo d’ éideadh,
Gaoth a’ séideadh ‘s an là frasach.
12. Di-Luain an déidh Di-Dòmhnaich
Dh’fhalbh sinn le Seònaid a Arcaibh.
13. ‘S ann Di-Luain an déidh Di-Dòmhnaich
Sheòl sinn a Steòrnabhagh a’ chaisteil.
14. Reef ‘san topsail, is dhà ‘san fhòre-sail,
‘S ceann a’ bhoom an déidh a laiseadh.
15. Reef ‘ga cheangal, ‘s reef ‘ga fhuasgladh
Muir fo cluais is fuaim fo planca.


TRADUZIONE INGLESE (da qui)
I’d have fun with the dark-haired maiden,
And rise early in the morning;
I’d have fun with the dark-haired maiden.
1. I’d have fun with Catriona,
All the while I should be sleeping.
2. I’d have fun with the lass
While the world would be sleeping.
3. I’d have fun with the lass,
With the brown-haired maiden of the clustering ringlet.
4. I’d have fun with little gloom,
With the brown-haired maiden of the clustering ringlet.
5. I’d have fun with Catriona,
I thought it was pleasant to have her.
6. Beautiful to me is the shape of your calf,
And likewise beautiful are your carriage and the way you go.
7. Oh, there will be ropes that do not need splicing
On my maiden coming home.
8. When you go over to Ireland
You’ll get a sail that doesn’t need patching.
9. I’d have fun, mirth, entertainment,
When I should be folding the sail.
10. I’d have fun with the girl,
When the stubble should be burning.
11. How beautiful you are to me under your kilt,
The wind blowing on a showery day.
12. On a Monday after Sunday
We left with Janet from Orkney.
13. On a Monday after Sunday
We sailed from Stornoway of the castle.
14. A reef in the topsail and two in the foresail,
The end of the boom was lashed.
15. A reef being tied and a reef being loosened,
Sea under her sail and a noise under her planks.

tradotto da Cattia Salto
Mi divertivo con la fanciulla dai capelli scuri
e mi alzavo al mattino presto,
Mi divertivo con la ragazza dai capelli scuri
I. Mi divertivo con Catriona
tutto il tempo invece di dormire
II. Mi divertivo con la ragazza mentre  il mondo era addormentato
III. Mi divertivo con la ragazza,
con la fanciulla dai capelli scuri raccolti a treccia
IV. Mi divertivo  al crepuscolo
con la fanciulla dai capelli scuri raccolti a treccia
V.  Mi divertivo con Catriona
credevo fosse bello averla
VI. Bello per me è la sagoma del tuo vitello
e altrettanto bello è il tuo carro e il modo di portarlo
VII. Ci saranno corde che non hanno bisogno di giunzioni
Oh donna mia, torno a casa
VIII. Quando vai in Irlanda avrai una vela che non ha bisogno di rattoppi.
IX. Vorrei divertirmi, rallegrarmi e spassarmela invece di dover ripiegare la vela
X. Vorrei divertirmi con la ragazza
quando le stoppie dovranno essere bruciate (1)
XI. Come sei bello per me sotto  il kilt
con il vento che soffia in un giorno di pioggia
XII. Di Lunedì dopo la Domenica
lasciammo Janet dalle Orcadi (2)
XIII.  Di Lunedì dopo la Domenica
salpammo da Stornoway (3) del castello
XIV.  Con una mano alla gabbia e due al trinchetto  (4)
e l’asta di contro fiocco rientrata (5)
XV. Con una mano presa e l’altra mollata, con il mare sotto le vele e il suo sciabordare contro il fasciame (6)

NOTE
1) in autunno
2) le isole Orcadi
3) capoluogo dell’isola Lewis e Harris  la più estesa delle Isole Ebridi “La parte settentrionale dell’isola è chiamata ‘Lewis’, mentre la parte meridionale ‘Harris’ ed entrambe sono spesso nominate come se fossero isole distinte. Il confine tra Lewis e Harris è costituito da uno stretto istmo che parte da Loch Resort (Reasort) a Ovest fino a Loch Seaforth (Shiphoirt) a Est.” (tratto da Wikipedia)
4) E qui Italo Ottonello traduce tutta la strofa, spiegando in modo molto chiaro l’operazione di riduzione di una vela detta in termini nautici “prendere una mano di terzaroli”, a causa del forte vento le vele di gabbia e di trinchetto vengono regolate  “con una mano presa e l’altra mollata” e anche nel verso successivo
terzarolo, are: parte di vela che può essere serrata per sottrarla all’azione del vento. (to reef, reefing); mano (di terzarolo): superficie della vela che si sottrae all’azione del vento quando si prende un terzarolo (reef).
5) così leggo nell’Enciclopedia Treccani: si fanno rientrare le aste di fiocco per ridurre la superficie esposta nell’ingagliardire del tempo
6) ancora Italo Ottonello traduce poeticamente il verso
con il verbo sciabordare: intr. (aus. avere) con riferimento ad acqua o altri liquidi, frangersi, battere ripetutamente contro un ostacolo, producendo un caratteristico rumore continuato: si sentiva il mare sc. tra gli scogli; l’acqua sciaborda con fresca eloquenza contro le murate (Savinio).
FONTI
http://ingeb.org/songs/dheanain.html
http://www.thistleandbroom.com/scotland/waulking.htm
http://www.houseofscotland.org/waulking.html
http://www.celticlyricscorner.net/clannad/dheanainn.htm

Amhrán Na Craoibhe la ghirlanda di Beltane

Read the post in English

Amhrán Na Craoibhe (in inglese The Garland Song)  è il canto processionale  in gaelico irlandese delle donne che portano il ramo del Maggio (May garland) nelle celebrazioni rituali per la  festa di Beltane, diffuso ancora agli inizi del Novecento nell’Irlanda del Nord (regione di Oriel).

La canzone proviene dalla signora Sarah Humphreys  che viveva nella contea di Armagh ed è stata raccolta agli inizi del Novecento, erroneamente chiamata  ‘Lá Fhéile Blinne‘ (The Feast of St Blinne) perchè era cantanta nella festa della santa locale di Killeavy  Moninne, detta affettuosamente  “Blinne“, un evidente innesto delle tradizioni pre-cristiane nel solco dei rituali cattolici.
Santa Moninna di Killeavy morì nel 517-518, seguace di Santa Brigida di Kildare  i suoi nomi  “Blinne” o “Moblinne” sono più che altro vezzeggiativi per “piccola” o “sorella” (“Mo-ninne”  potrebbe essere una versione di Niniane, la “Signora del lago” del ciclo arturiano) secondo gli studiosi il suo nome era Darerca e la sua (presunta) tomba si trova nel cimitero di Killeavy sulle pendici del Slieve Gullion dove era originariamente situato il suo monastero, diventato luogo di pellegrinaggio per tutto il  Medioevo insieme al suo pozzo sacro, St Bline’s Well.

SANTA DARERCA (MONENNA) DI KILLEAVY

Sembra che il nome di Battesimo di questa vergine, commemorata nei martirologi irlandesi al 6 luglio, sia stato Darerca, e che Moninna sia invece un vezzeggiativo di origine oscura. A noi sono pervenuti i suoi Acta, ma essi presentano notevoli difficoltà dal momento che la santa è stata confusa con l’inglese santa Modwenna, venerata a Burton-on-Trent. Darerca fu la fondatrice e la prima badessa di uno dei più antichi e importanti monasteri femminili di Irlanda, sorto a Killeavy (contea di Armagh), ove sono ancora visibili le rovine di una chiesa a lei dedicata. Morì nel 517. Killeavy rimase un importante centro di vita religiosa, finché fu distrutto dai predoni scandinavi nel 923; Darerca continuò ad essere largamente venerata specialmente nella regione settentrionale dell’Irlanda. (tratto da qui)

UN’ANTICA DEA

The Slieve Gullion Cairns

Slieve Gullion ( Sliabh gCuillinn ) è in realtà un luogo di culto in epoca preistorica sulla sulla cui cima è stata costruita una tomba a camera con l’ingresso orientato  con il sorgere del sole al solstizio d’inverno. (vedi fenomeno).
Secondo la leggenda sulla sua cima vive la Vecchia Strega, la Cailleach Biorar (‘Old woman of the waters’) e il ‘South Cairn’ è la sua casa detto anche ‘Cailleach Beara‘s House’.
Per eslporare il sito con la reatà virtuale!
Sulla cima un piccolo lago e il secondo tumulo sepolcrare più piccolo costruito nell’età del bronzo. Nel lago vive, stando alle testimonianze locali, un kelpie o un mostro marino e si cela il passaggio per le Stalle del Re (the King’s Stables) Navan, Co. Armagh
Tutt’intorno alla montagna un anello di basse colline (il Ring of Gullion)

Cailleach Beara dipinto di Cheryl Rose-Hall

The Hunt of Slieve Cuilinn

La dea, una dea madre dell’Irlanda, Cailleach Biorar (Bhearra) -la Velata è chiamata  Milucradh / Miluchradh, descritta come sorella della dea Aine nel racconto di “Fionn mac Cumhaill e la  Vecchia Strega”, scopriamo così che il soprannone di Fionn (Finn MacColl) “il biondo”, “il bianco” viene da un racconto del ciclo dei Fianna: tutto ha inizio con una scommessa tra due sorelle Aine (la dea dell’amore) e Moninne (la vecchia dea), Aine si vantava che non avrebbe mai giaciuto con un uomo dai capelli grigi, così la sorella prima portò  Fionn sullo Slieve Gullion (sotto forma di grigio cerbiatto fece in modo che Fionn la inseguisse nella foga della caccia separandosi dal resto dei suoi guerrieri) poi si trasformò in una bellissima fanciulla in lacrime seduta accanto al lago per convinvere Fionn a tuffarsi e ripescare il suo anello. Ma le acque del lago erano state incantate dalla dea per portare la vecchiaia a coloro che vi si immergevano (operando all’inverso dei pozzi sacri), così Fionn uscì dal lago vecchio e decrepito e ovviamente con i capelli bianchi. I suoi compagni dopo averlo raggiunto e riconosciuto riescono a farsi dare dalla Cailleach una pozione magica che ridà il vigore a Fionn ma lo lascia con i capelli bianchi! (vedi)

La Cailleach e Bride sono probabilmente la stessa dea ossia le diverse manifestazioni della stessa dea , la vecchia dell’Inverno e la Fanciulla della Primavera nel ciclo di morte-rinascita-vita dell’antica religione.

il sentiero che porta al pozzo sacro

In occasione della festa patronale della Santa Moninna  (il 6 luglio) si svolgeva a Killeavy una processione che partiva dalla sua tomba, si dirigeva fino al pozzo sacro percorrendo un antico sentiero, e poi ritornava al cimitero. Si svolgeva una gara tra squadre di giovani dei vari villaggi nel confezionare l’effigie più bella della Dea, uno sbiadito ricordo dei festeggiamenti di Beltane per eleggere la propria Regina del Maggio. Durante la processione i giovani cantavano Amhrán Na Craoibhe accompagnandosi ad una  danza, la cui coreografia è andata perduta, ogni frase è intonata dal solista a cui risponde il coro benaugurale. La melodia è una variante di Cuacha Lán de Bhuí sulla struttura di un’antica carola (vedi)

Uno dei panorami più spettacolrari d’Irlanda
In una giornata limpida, è possibile vedere dalla vetta (573 metri) fino a Lough Neagh, a ovest di Belfast, e le montagne di Wicklow, a sud di Dublino

Páidraigín Ní Uallacháin in “An Dealg  Óir” 2010

Pádraigín Ní Uallacháin & Sylvia Crawford live 2016 in questa seconda versione è aggiunto un coro

Gaelico irlandese
AMHRÁN NA CRAOIBHE ‘S í mo chraobhsa craobh na mban uasal
(Haigh dó a bheir i’ bhaile í ‘s a haigh di)
Craobh na gcailín is craobh na mbuachaill;
(Haigh dó a bheir i’ bhaile í ‘s a haigh di).
Craobh na ngirseach a rinneadh le huabhar,
Maise hóigh, a chaillíní, cá bhfaigh’ muinn di nuachar?
Gheobh’ muinn buachaill sa mbaile don bhanóig;
Buachaill urrúnta , lúdasach, láidir
A bhéarfas a ‘ghéag seo di na trí náisiún,
Ó bhaile go baile è ar ais go dtí an áit seo
Dhá chéad eachaí è sriantaí óir ‘na n-éadan,
Is dhá chéad eallaigh ar thaobh gach sléibhe,
È un oiread sin eile de mholtaí de thréadtaí,
Óró, a chailíní, airgead is spré di,
Tógfa ‘muinn linn í suas’ un a ‘bhóthair,
An áit a gcasfaidh dúinn dhá chéad ógfhear,
Casfa ‘siad orainn’ sa gcuid hataí ‘na ndorn leo,
An áit a mbeidh aiteas, ól is spóirse,
È cosúil mbur gcraobh-na le muc ina mála,
Nó le seanlong bhriste thiocfadh ‘steach i mBaile Chairlinn,
Féada ‘muinn tilleadh anois è un’ chraobh linn,
Féada ‘muinn tilleadh, tá an lá bainte go haoibhinn,
Bhain muinn anuraidh é è bhain muinn i mbliana é,
è mar chluinimse bhain muinn ariamh é.
traduzione inglese di P.Ní Uallacháin*
My branch is the branch
of the fairy women,
Hey to him who takes her home,
hey to her;

The branch of the lasses
and the branch of the lads;
Hey to him who takes her home,
hey to her;

The branch of the maidens
made with pride;
Hey, young girls,
where will we get her a spouse?
We will get a lad
in the town for the bride (1),
A dauntless, swift, strong lad,
Who will bring this branch (2)
through the three nations,
From town to town
and back home to this place?
Two hundred horses
with gold bridles on their foreheads,
And two hundred cattle
on the side of each mountain,
And an equal amount
of sheep and of herds (3),
O, young girls, silver
and dowry for her,
We will carry her with us,
up to the roadway,
Where we will meet
two hundred young men,
They will meet us with their
caps in their fists,
Where we will have pleasure,
drink and sport (4),
Your branch is like
a pig in her sack (5),
Or like an old broken ship
would come into Carlingford (6),
We can return now
and the branch with us,
We can return since
we have joyfully won the day,
We won it last year
and we won it this year,
And as far as I hear
we have always won it.
Traduzione italiana Cattia Salto
Il mio ramo è il ramo
delle nobildonne.
Salute a colui che la sposa,
salute a lei;

il ramo delle ragazze
e  il ramo dei ragazzi;
Salute a colui che la sposa,
salute a lei;

il ramo delle fanciulle
fatto con orgoglio.
Salute, giovanette,
dove le prenderemo uno sposo? Prenderemo un ragazzo
di città per la sposa,
un ragazzo intrepido,  svelto e forte.
Chi porterà la ghirlanda
per le tre nazioni
di paese in pese
e ritornerà in questo luogo?
200 cavalli
con briglie dorate sulla fronte
e 200 bovini
sul lato di ogni montagna
e una pari quantità
di pecore e agnelli.
O giovani fanciulle, argento
e dote per lei.
La porteremo con noi
fino alla carreggiata
dove incontreremo
200 giovanotti
Li incontreremo con i loro
berretti in testa
dove ci divertiremo
con bevute e danze.
La vostra ghirlanda è come
un maiale nel sacco
o come una vecchia nave sfasciata
che arriva a Carlingford
Possiamo tornare ora
con la nostra ghirlanda
possiamo tornare
perchè abbiamo vinto
abbiamo vinto lo scorso anno
e abbiamo vinto quest’anno,
da quanto ho sentito
abbiamo sempre vinto noi

Note
1) è la May doll, ma anche la Regina del Maggio personificazione del principio femminile della fertilità
2) è la ghirlanda del maggio confezionata dalle donne
3) sono i capi di bestiame in dote ossia gli animali del villaggio che saranno pufificati dai fuochi di Beltane
4) dopo la processione la festa si concludeva con un ballo
5) sono le frasi denigratorie nei confronti delle altre ghirlande portate dalle squadre rivali: “a pig in a poke” è un incauto acquisto, invece di un maialino nel sacco potrebbe esserci un gatto!
6) Lough Carlingford  deriva dal vecchio norvegese e si traduce in irlandese come “Lough Cailleach”

7005638-albero-di-biancospino-sulla-strada-rurale-contro-il-cielo-bluIl biancospino è l’albero della festa di Beltane caro a Belisama, la splendente, cresce come arbusto o come albero di dimensioni ridotte (arriva solo ai 7 mt di altezza) allargando la chioma in tutte le direzioni possibili, per i molti rametti che si formano intrecciandosi sulle strutture più vecchie, alla ricerca della luce verso l’alto.
Il ramo di biancospino e i suoi fiori si utilizzavano nei rituali nunziali celtici e dell’antica Grecia e anche per gli antichi Romani era il fiore del matrimonio, augurio di felicità e prosperità.
Le virtù curative del biancospino erano conosciute fin dal Medioevo: è chiamato la “valeriana del cuore” perché agisce sul flusso sanguineo migliorandone la circolazione ed è inoltre utilizzato per contrastare l’insonnia e gli stati di angoscia. continua

BIANCOSPINO O PRUGNOLO?

fiori sono piccoli, bianchi e con delle delicate sfumature rosacee, dolcemente profumati. In zone dalle fioriture tardive per la festa di Beltane o per le questue rituali dei maggianti (i “mayers”),  si utilizza però il ramo di prugnolo (stessa famiglia delle Rosaceae  ma con fioritura già a marzo-aprile)

 

Il Maggio in Irlanda: il canto di Beltane

FONTI
https://www.catholicireland.net/saintoftheday/st-moninne-of-killeavy-d-c-518-virgin-and-foundress/
http://www.killeavy.com/stmon.htm
http://www.megalithicireland.com/St%20Moninna’s%20Holy%20Well.html
http://www.megalithic.co.uk/article.php?sid=28400
http://irishantiquities.bravehost.com/armagh/killevy/killevy.html
http://www.nicsramblers.co.uk/p240213.html
http://irelandsholywells.blogspot.it/2012/06/saint-monninas-well-killeavy-county.html
http://www.megalithicireland.com/Killeavy%20Churches.html
http://omniumsanctorumhiberniae.blogspot.it/2015/07/saint-moninne-july-6.html
https://atlanticreligion.com/tag/moninne/
http://www.newgrange.com/slieve-gullion.htm
https://voicesfromthedawn.com/slieve-gullion/

https://www.independent.ie/life/travel/ireland/walk-of-the-week-slieve-gullion-co-armagh-26543944.html
http://geographical.co.uk/uk/aonb/item/559-the-ring-of-gullion

http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=59221
https://www.orielarts.com/songs/amhran-na-craoibhe/
http://journalofmusic.com/focus/breathing-embers

BEER, BEER, BEER

Beer-beer-300x225Una drinking song scanzonata “Beer, Beer, Beer” che richiama boccali traboccanti di birra e chiassose compagnie: la birra, antica bevanda (dal biondo al nero, passando per il rosso) ottenuta dalla fermentazione di vari cereali!

I processi di lavorazione della birra partono da una fermentazione spontanea dell’amido (ossia lo zucchero) prevalente componente nei cereali, quando essi vengono a contatto con l’acqua, a causa dei lieviti selvatici contenuti nell’aria. Gli ingredienti della birra sono pochi e semplici e così come per il pane, alimento femminile, TERRA, ACQUA, ARIA e FUOCO si combinano magicamente per dare vita a un cibo divino che fortifica e inebria.

UN PO’ DI STORIA

In Italia furono gli Etruschi i primi a bere e produrre birra, “contagiando” i vicini Romani, ma la palma di grandi consumatori si contendeva tra i Germani e i Celti.

IL BRYTON

La scoperta archeologica avvenuta nel 1995 a POMBIA (prov di Novara, Piemonte) in territorio anticamente abitato dalle popolazioni Liguri, ha portato alla luce un antico vaso, perfettamente integro, del VII sec. a.C., quindi nell’alveo proto celtico della cultura di Golasecca, contenente i resti di una bevanda fermentata all’orzo e, cosa ancora più sorprendente e significativa, luppolata che i Liguri chiamavano Bryton.

IL MEDIOEVO

beeringredientsNel basso Medioevo i monasteri furono dei centri di sperimentazione nella produzione della birra con l’uso sistematico del luppolo, erba dal caratteristico sapore amaro e dalla funzione antisettica e conservante: infatti condizioni igieniche sempre più precarie nell’approvvigionamento dell’acqua – gli imponenti acquedotti romani con salubre acqua di fonte erano ormai un ricordo del passato – facevano preferire come bevanda dissetante quella bollita, così il largo consumo quotidiano della birra fece sorgere parallelamente una florida impresa artigianale a conduzione femminile.

BIRRA CON STILE

Solo nell’Ottocento si poterono eseguire studi scientifici sui lieviti e si riuscì a produrre una birra a bassa fermentazione (ossia con temperature più basse rispetto a quelle diffuse nel passato) isolando anche un ceppo di lievito più specifico.
Oggi la grande industria si è appropriata della quasi totalità della produzione di birra, a discapito di una “standardizzazione” del prodotto. Ciò ha portato alla voglia di riscoprire i “vecchi sapori” e al revival di molti stili della birra ormai dimenticati, così oggi per distinguere i vari tipi di birra prodotti industrialmente o dai birrifici artigianali a seconda delle ricette di partenza, si usa il termine “stile di birra”.

beer2glassesPer coloro i quali si vogliono limitare a un consumo sano e consapevole di birra invece di fermarsi sui prodotti standardizzati, perché non esplorare il mondo dei micro birrifici che si sono moltiplicati miracolosamente anche in Italia agli inizi del XXI secolo?

http://www.microbirrifici.org
http://www.mondobirra.org/micro.htm

BEER, BEER, BEER

La canzone è un classico di tutte le canzoni da osteria, e il parallelo con certi canti da “piola” dei mitici Celti di Vercelli è inevitabile, ovviamente dalle nostre parti al posto di Charlie Mops, viene lodato Noè per essere stato il primo produttore di vino (nonché il primo ubriaco biblico).


I
A long time ago, way back in history,
when all there was to drink was nothin but cups of tea.
Along came a man by the name of Charlie Mops,
and he invented a wonderful drink and he made it out of hops.
CHORUS
He must have been an admiral a sultan or a king,
and to his praises we shall always sing.
Look what he has done for us he’s filled us up with cheer!
Lord bless Charlie Mops, the man who invented beer beer beer
tiddly beer beer beer.
II
The Curtis bar, the James’ Pub, the Hole in the Wall as well
one thing you can be sure of, its Charlie’s beer they sell
so all ye lads a lasses at eleven O’clock ye stop
for five short seconds, remember Charlie Mops 1 2 3 4 5
III
A barrel of malt, a bushel of hops, you stir it around with a stick,
the kind of lubrication to make your engine tick.
40 pints of wallop a day will keep away the quacks.
Its only eight pence hapenny and one and six in tax, 1 2 3 4 5
The Lord bless Charlie Mops!
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
I
Molto tempo fa, indietro nella storia, quando tutto quello che c’era da bere erano solo tazze di tè,
venne un uomo di nome Charlie Mops, che inventò una bevanda meravigliosa fatta con il luppolo.
RITORNELLO:
Deve essere stato un ammiraglio, un sultano o un re,
e canteremo sempre le sue lodi.
Guardate cosa ha fatto per noi, lui ci ha riempito di allegria!
Il Signore benedica Charlie Mops, l’uomo che ha inventato la birra birra birra, insignificante birra birra birra.
II
Il Curtis bar, il James Pub’, e anche l’Hole in the Wall,
di una cosa potete essere certi, è la birra di Charlie che vendono
in modo che tutti voi ragazzi e ragazze vi fermiate alle 11 in punto,
per cinque brevi secondi, per ricordare Charlie Mops 1 2 3 4 5 (1)
III
Un barile di malto, uno staio di luppolo, si mescolano girando con un bastone,
il re dei lubrificanti per rendere il vostro motore nuovo di zecca.
40 pinte di birra al giorno tengono lontano i medici
a solo otto pence e uno e sei di tasse, 1 2 3 4 5
Dio Benedica Charlie Mops!!

NOTE
1) ovviamente nella conta dei 5 secondi non si resta in raccolto silenzio, ma si tracanna birra!

ASCOLTA I Celti, (Cesare Filippone, Alceo Mantovan, Beppe Scarparo) trio folk di Vercelli degli anni 50-60.

seconda parte: La birra artigianale
Prima parte: vedi

FONTI
http://www.beniculturali.it/mibac/multimedia/
MiBAC/minisiti/alimentazione/sezioni/origini/articoli/bevande.html

http://www.pombia.net/storia_della_birra_di_pombia.html
La più antica birra – Filippo Maria Gambari
http://www.comunedipombia.it/centro%20documentazione%20storia%20birra/cervisia.pdf