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DOMINGO FERREIRO o il gaitero del Texas

“los gallegos no protestan, emigran” (Alfonso R.Castelao)
Ai tempi di Franco e dell’omogeneizzazione culturale la gaita, lo strumento principale della musica tradizionale galiziana e asturiana era messa al bando, così molti musicisti un po’ per fame e un po’ per il desiderio di continuare a suonare la loro musica tradizionale sono emigrati in Sud America portandosi dentro e dietro tecniche strumentali e melodie degli antenati.
Leggendario è diventato un personaggio, il “gaitero de Texas” che vestito da cow-boy percorreva le praterie del Far West suonando la sua cornamusa galiziana!

E così nell’album Saudade (2005) i Luar Na Lubre affrontano il tema dell’emigrazione dei Galiziani nelle Americhe. Domingo Ferreiro potrebbe essere proprio quel leggendario musicista galiziano.

ASCOLTA Luar Na Lubre  con Sara Vidal (subentrata a Rosa Cedron) che duetta con Lila Downs (Messico) in Saudade (2005). La poesia è del poeta argentino Raúl González Tuñón (1905- 1974) scritta presumibilmente negli anni 20
Xulio Varela: Bouzouki
Bieito Romero: Cornamusa
Eduardo Coma: Violino
Patxi Bermudez e Xavier Ferreiro: Percussioni
Pedro Valero: Chitarra acustica
Xan Cerqueiro: Flauti


I
Toca a gaita Domingo Ferreiro
Toca a gaita… “non quero, non quero!”
Porque están cheas de sangue as rías
Porque non quero, non quero.
II
E xa secaron os ramos frolidos
Que ela traguía na saia ao vento
Que ela traguía ao seu noivo soldado
Ou pescador, labrego, mariñeiro.
III
Sobre Galiza xa caiu a peste
Ai! Os escuros sarxentos viñeron
Xa dos piñeiros colgan os homes
Toca a gaita: non quero, non quero.
IV
E o que está vivo andará polo monte
E nas aldeas os bons xa caeron
Ai! Que non vaian os lobos ao monte
Toca a gaita, non quero, non quero.
V
Toca a gaita… que baile o bispo (1)
Toca a gaita.. non quero, non quero
Porque non é hora de festa en España
Porque non quero, non quero, non quero.
VI
Toca a gaita, que baile a cobra (2)
Toca a gaita, non quero, non quero
Porque a gaita non quere que toque
Porque morreu Domingo Ferreiro.
Tradotto da Francesco Pilutti*
I
Suona la gaita Domingo Ferreiro
suona la gaita “non voglio, non voglio!”
perché i fiumi sono pieni di sangue
perché non voglio non voglio
II
E già si sono seccati i rami in fiore
che lei portava nella gonna al vento
che lei portava al suo fidanzato soldato
o pescatore, contadino, marinaio.
III
Sulla Galizia è già caduta la peste
Ai! Sono venuti gli oscuri sergenti
già ai pini impiccano gli uomini
suona la gaita “non voglio, non voglio!”
IV
E chi è vivo andrà sui monti
e nei paesi i buoni sono già caduti
Ai! che non vadano i lupi sui monti
suona la gaita “non voglio, non voglio!”
V
Suona la gaita, che balli il vescovo
suona la gaita.. non voglio, non voglio
perché non è tempo di festa in Spagna
perché non voglio non voglio non voglio
VI
Suona la gaita, che danzi il serpente,
suona la gaita.. “non voglio, non voglio”
perché la gaita non vuole che suoni
perché è morto Domingo Ferreiro
pietra del serpente – Laxe (La Coruña)

NOTE
* tratto da qui
1) commenta Francesco Pilutti “I vescovi, come tutto il clero e il Vaticano sostenevano il franchismo, tanto che nel ’53 il Papa concesse al Caudillo il privilegio di scegliere egli stesso i cardinali spagnoli.
Questo passo potrebbe quindi rappresentare un’allegoria per indicare il legame tra la Chiesa e il regime“.
Aggiungo anche una osservazione in merito alla restaurazione del culto jacobeo voluta da Franco
“Nel 1937, Franco restaura la consacrazione della nazione a Santiago, riconoscendolo come patrono di Spagna, e fissa il 25 luglio come festa nazionale. Anno dopo anno, manda centinaia di ufficiali e soldati davanti all’altare dell’Obradoiro, mentre infestava la capitale della Galizia di forze repressive e d’occupazione spagnole.  In seguito, su suggerimento di Franco, papa Pio XI concede un anno santo straordinario nel 1938, cerimonia di consacrazione a cui fu rappresentato da suo cognato, Serrano Suñer, prima di visitare lui stesso Compostella come pellegrino…Cosi’ sarà creata la macchina di propaganda di Franco, con la collaborazione orgogliosa della Chiesa cattolica. Il rilancio della tradizione jacobea sarà sempre associato al Franchismo : la Chiesa stessa battezzerà la guerra civile come « Crociata ». Precisamente, un ministro di Franco, Manuel Fraga Iribarne, d’origine galiziana, ufficializzerà una proposta del dittatore e organizzerà, sempre in collaborazione con la Chiesa, una celebrazione jacobea ed un anno santo compostellano nel 1993. Una super operazione turistica, distruttrice delle nostre risorse naturali e negatrice della nostra propria cultura, che si é dunque trasformata in fenomeno economico molto più che religioso.” (tratta da qui)
2) molto probabilmente il poeta vuole riferirsi a Franco stesso, ma a me piace immaginare che si tratti del simbolo del serpente, icona abbastanza ricorrente in Galizia nei petroglifi dell’arte rupestre. Come la leggenda di San Patrizio che cacciò i serpenti (la religione druidica) dall’Irlanda anche in Galizia ci fu Santo Hadrián che liberò la penisola di Malpica da una piaga di serpenti.

ASCOLTA la versione di Pablo Estramín e Juan José De Mello in Cantacaminos 1981 – Uruguay (poesia di R. Gonzalez Tuñon- musica di J. J. de Mello) H. Videckis-D. Astigarra-J. J. de Mello-P. Estramin

La versione testuale è più estesa della precedente le strofe sono per lo più parlate tranne la prima strofa trasformata in un ritornello, purtroppo non riesco a trovare la poesia originaria  e la mia conoscenza del galiziano è rudimentale per cui mi è preclusa la trascrizione ad orecchio

Al poeta risponde Avelino Díaz (1897-1971) galiziano emigrato a Buenos Aires con una poesia datata 11 aprile 1937
Toca la gaita Domingo Ferreiro
Ah si pudíera! Silencio mortal
hay en la tierra de Curros Enríquez
de Rosalia, de Añón y Pondal!

Ed ecco il country in salsa galiziana dei Os Cempés in “Moe a moa” 2004: O Gaitero de Texas

FONTI
Argentina y la guerra civil española. La voz de los intelectuales di Niall Binns (2012)
https://poetarumsilva.com/tag/raul-gonzalez-tunon/
http://www.luarnalubre.com/
http://www.luarnalubre.com/letras_disco.php?cat=71&idioma=gl
https://www.antiwarsongs.org/canzone.php?lang=en&id=9034

BACK HOME IN DERRY

La canzone  fu scritta in carcere da Bobby Sands, (1954-1981) attivista politico di Belfast, nonchè volontario dell’IRA, imprigionato dagli inglesi nel carcere “Maze” a Long Kesh, dove morì dopo un lungo periodo di sciopero della fame.
Una scelta d’amore (Some Mother’s Son) film del 1996 diretto da Terry George: Aidan Gillen e John Lynch nei panni di Gerard Quigley e Bobby Sands

I detenuti politici rivendicavano il status di prigionieri di guerra  (condizione privilegiata rispetto ai comuni prigionieri annullata dopo il marzo 1976): la protesta iniziò prima con il rifiuto di indossare la divisa carceraria, un paio d’anni dopo fu la volta della “protesta delle latrine”, in cui si rifiutavano di usare le docce e l’acqua per lavarsi e imbrattavano le pareti con le loro feci. Ragazzi poco più che ventenni si aggiravano per le celle pallidi ed emaciati. Nel volgere di alcune settimane, sudici e malati, a chi li visitava apparivano irriconoscibili, sinistri come fantasmi. (Luca Galassi )
Ma gli anni passavano sena alcun risultato, infine il 27 ottobre 1980 sette detenuti rifiutarono di nutrirsi arrivando quasi alla morte.
Il secondo digiuno protratto ad oltranza si concluse con la morte  di dieci uomini tra il maggio e l’agosto del 1981.
Lo sciopero della fame dei giovani repubblicani non piegò l’animo di ferro di Margaret Thatcher, che, il 6 maggio dell’81 dichiarò: “Il signor Sands era un criminale, condannato a scontare la sua pena. Ha scelto di togliersi la vita. E’ stata una scelta che la sua organizzazione non ha mai lasciato alle sue vittime”. Parole dure, che spinsero molti alla militanza armata. Anche tra i 100 mila che due giorni dopo seguirono il feretro di Sands fino al cimitero di Milltown, nel cuore cattolico di Belfast. Lo status di prigionieri politici fu riconosciuto ai detenuti di Long Kesh solo il 3 ottobre 1981, quando gli ultimi cinque interruppero lo sciopero della fame su pressione dei loro familiari, dell’esecutivo dell’Ira e di alcuni uomini di chiesa. Insieme alla possibilità di indossare abiti civili, fu concesso loro di tenere le chiavi della propria cella e di muoversi liberamente all’interno del loro blocco ‘H’. (Luca Galassi tratto da qui)
E solo due anni più tardi ci fu una fuga in massa di tutti i detenuti (che esercitarono un loro diritto di prigionieri di guerra, l’evasione)

MARTIRI DELLA LIBERTA’

L’intransigenza degli inglesi che risposero con maltrattamenti e pestaggi, il rifiuto del primo ministro Margaret Thatcher al dialogo, trasformò in martirio il sacrificio di Bobby e dei suoi compagni, e fece accrescere il consenso dell’opinione pubblica al movimento repubblicano; il Sin Féin in seguito crebbe fino a diventare il maggior partito dell’Irlanda del Nord.
Proprio in carcere Sands sviluppò la sua vena poetica e le sue abilità di scrittore e i suoi articoli furono pubblicati dal giornale repubblicano An Phoblacht-Republican News, voce del movimento, con lo pseudonimo di “Marcella”.
Scrisse anche un libro intitolato Un giorno della mia vita.
“Ero soltanto un ragazzo della working class proveniente da un ghetto nazionalista, ma è la repressione che crea lo spirito rivoluzionario della libertà. Io non mi fermerò fino a quando non realizzerò la liberazione del mio paese, fino a che l’Irlanda non diventerà una, sovrana, indipendente, repubblica socialista”.

BACK HOME IN DERRY

Bobby scrisse il testo come una poesia durante lo sciopero della fame in carcere e subito dopo la sua morte già circolava una versione cantata; Christy Moore che si trovava nel Derry per una serie di concerti la sentì in più occasioni e trascrisse il testo, fu lui ad abbinarlo con la melodia  “Wreak of the Edmond Fitzgerald” di Gordon Lightfoot ( in Summertime Dream 1976 album finito subito nella classifica “Billboard 200” i 200 più venduti negli States).
La canzone tratta della deportazione in Tasmania dei rivoluzionari Irlandesi dopo il fallito tentativo insurrezionale anti-inglese guidato da Robert Emmet nel 1803.
L’ultima strofa è certamente autobiografica e la colonia penale in Tasmania è in realtà  The Maze, il labirinto, la prigione di massima sicurezza del Regno Unito costruita proprio nel 1976 con gli H Blocks. La struttura è stata chiusa nel 2000 e demolita in buona parte, l’area è  in attesa di riqualificazione e oggetto di un decennale dibattito per la destinazione a Centro per la Pace
Raymond McCartney ha trascorso 17 anni della sua vita nelle celle di Long Kesh. Nel 1980 rifiutò il cibo per 53 giorni prendendo parte al primo sciopero della fame, quello che si concluse senza morti. Adesso è un parlamentare eletto nelle liste del Sinn Féin e non ha dubbi: “questo è un luogo unico che è già da tempo un’attrazione per i visitatori di tutto il mondo. Noi ex prigionieri repubblicani siamo sempre stati favorevoli a una riconversione che ne massimizzasse il potenziale economico e storico, e favorisse al tempo stesso la riconciliazione. E siamo convinti che per chiudere le ferite del passato vadano rispettate le diversità e le storie differenti di ciascuna parte in causa”. Anche Jude Collins, anziano giornalista di Belfast, la pensa allo stesso modo. “Non c’è alcun rischio che Long Kesh diventi un tempio del terrorismo. D’altra parte, chi fece lo sciopero della fame non è ricordato per quello che aveva fatto prima di finire in carcere. Ai visitatori sarà ricordato lo straordinario coraggio di quei dieci uomini che preferirono morire piuttosto che essere riconosciuti come criminali comuni”. (tratto da qui)

ASCOLTA Christy Moore in Ride On, 1984

ASCOLTA Gary Og & Sean Lyons in Songs of Rebellion


I
In 1803 we sailed out to sea
Out from the sweet town of Derry.
For Australia bound
if we didn’t all drown
And the marks of our fetters were heavy
In the rusty iron chains
we sighed for our weans
Our good women
we left there in sorrow
As the mainsails unfurled,
our curses were hurled
At the English and the thoughts of tomorrow
CHORUS
Oh, I wish I was back home in Derry.
Oh, I wish I was back home in Derry.
II
At the mouth of the Foyle,
bid farewell to the soil
As down below decks
we were lying.
O’Docherty’s scream
woke him out of a dream
By a vision of
bold Robert dying.
The sun burned cruel
and they dished out the gruel
Dan O’Connor was down with the fever
Sixty rebels that day
bound for Botany Bay
How many would reach
there this evening?
III
I cursed them to hell,
as her bow fought the swell
Our ship danced like a moth on the firelight
Wild horses rode high
as the devil passed by
Taking souls into Hades by twilight light
Five weeks out to sea
we were now 43
We buried our comrades each morning
And in our own slime
we were lost in a time,
Endless days without dawning
IV
Van Diemen’s Land
is a hell for a man
To live out his life in slavery
Where the climate is raw
and the gun makes the law
Neither wind nor rain
care of bravery
Twenty years have gone by and I’ve ended my bond
My comrades’ ghosts
walk beside me
Well a rebel I came
and sure I’ll die the same
On a cold winter’s night you will find me.
Traduzione di Riccardo Venturi
I
Nel 1803 prendemmo il mare
dalla dolce città di Derry (1).
Diretti in Australia,
a meno di non annegar tutti.
Le tracce lasciate dai nostri ceppi erano pesanti,
in rugginose catene di ferro
gemevamo di pena
Lasciammo le nostre brave donne nel dolore
e mentre le vele si spiegavano
urlammo maledizioni
agli inglesi, e le preoccupazioni per il domani
CORO
Oh…oh, voglio tornare a casa a Derry.
Oh…oh, voglio tornare a casa a Derry.
II
Alla foce del Foyle
dicemmo addio al nostro paese
mentre giacevamo
distesi sotto i ponti della nave.
O’Docherty si risvegliò
urlando da un sogno
dove aveva visto
il coraggioso Robert (2) morire.
Il sole bruciava crudele
e ci misero la brodaglia nei piatti,
Dan O’Connor era disteso in preda alla febbre
Sessanta ribelli, quel giorno,
diretti alla baia di Botany (3),
quanti di loro sarebbero
arrivati a sera?
III
Li maledissi a morte
mentre la prua lottava contro l’onda,
la nostra nave ballava come una farfalla (4) alla luce del fuoco
dei cavalli selvaggi caracollavano insieme al diavolo
per portare le anime nell’Ade al crepuscolo
Cinque settimane in mare,
eravamo ora quarantatré
seppellivamo i nostri compagni ogni mattina
Sporchi di fango,
fuori dal tempo,
giorni infiniti senza un’alba
IV
La Tasmania (5) è un inferno per un uomo
per vivere tutta la sua vita in schiavitù
là dove il clima è orrendo
e l’arma è legge
e né al vento né alla pioggia importa del coraggio
Sono passati vent’anni e ho scontato la mia pena
i fantasmi dei miei compagni mi camminano al fianco
sono arrivato da ribelle
e di sicuro morirò ribelle,
mi ritroverete una fredda notte d’inverno.

NOTE
1) Derry/Londonderry è la città lacerata anche nel nome tra Inghilterra e Repubblica d’Irlanda: dal gaelico Doire “bosco di querce” è Derry per i cattolici nazionalisti e Londonderry per i protestanti unionisti, perchè così la chiamarono i coloni britannici nel 1613 volendo riprodurre una novella Londra sul fiume Foyle.
2) Robert Emmet (1778-1803) giovane ribelle irlandese (della chiesa anglicana),  convinto sostenitore dell’indipendenza dell’Irlanda dalla Corona Inglese, nonché seguace degli ideali di fratellanza e solidarietà sociale propugnati dalla Rivoluzione Francese. Dopo la rivolta del 23 luglio 1803 Emmet riuscì a fuggire ma il suo nascondiglio venne scoperto e il 25 agosto venne catturato. Processato per alto tradimento il 19 settembre venne impiccato (e poi decapitato) sulla pubblica piazza il giorno dopo.
3) Botany Bay è l’attuale Baia di Sydney in cui sbarcarono i primi esploratori europei nel 1770, un nome entrato nell’immaginario ottocentesco come sinonimo di Australia.  (vedi)
4) moth è nello specifico una falena; la farfalla che danza nel fuoco potrebbe essere una citazione alla farfalla degli dei, ossia la farfalla dorata simbolo dello spirito del defunto vedi
5) La Terra di Van Diemen (da Anthony van Diemen, governatore generale della Indie Orientali Olandesi tra il 1636 e il1645) oggi è chiamata Tasmania, la grande isola dell’Australia famosa per essere stata una colonia penale inglese dal 1800 al 1856. continua

FONTI
http://www.linkiesta.it/it/blog-post/2013/04/29/long-kesh-lex-carcere-diventa-un-centro-per-la-pace/16185/
http://it.peacereporter.net/articolo/8251/Belfast,+il+labirinto+della+memoria
http://terreceltiche.altervista.org/derry-the-town-i-loved-so-well/
http://terreceltiche.altervista.org/sunday-bloody-sunday/
http://terreceltiche.altervista.org/emigration-songs/
https://www.antiwarsongs.org/canzone.php?id=4562&lang=it
http://www.christymoore.com/lyrics/back-home-in-derry/

SCOTS CALLAN’ O’ BONNIE DUNDEE

ritratto di Robert Burns
ritratto di Robert Burns – Alexander Nasmyth 1787

La ballata “Scots callan’ o’ bonnie Dundee” è passata per la penna di Robert Burns, ma gli studiosi non sono concordi nell’attribuzione dei versi. Probabilmente deriva da “Jockey’s Escape from Bonnie Dundee” ed è stata pubblicata nello “Scots Musical Museum”, N° 99, Vol 1, 1787.

ADEW DUNDEE

La melodia “Adew Dundee” (in Skene MS 1620 circa) è diventata un modello per una serie di canzoni che riprendono tutte il nome di Dundee (vedi).
Il Manoscritto Skene è una raccolta di musica scozzese per liuto che ha preservato un centinaio di melodie popolari scozzesi, trascritte in notazione moderna e pubblicate nell'”Ancient Melodies of Scotland” di William Dauney.

ASCOLTA Rob MacKillop al liuto

SCOTS CALLAN’

dundee“Callant” è una vecchia parola scozzese per ragazzo, la versione popolare della ballata raccontava delle prodezze amorose di un ragazzo – soldatino pronto a darsela a gambe piuttosto che sposare la ragazza ingravidata.
La ragazza però è innamorata del suo bel soldatino e cantando la nanna al loro bambino ne attende il ritorno. E tuttavia è anche un anti-war song con l’andamento di un lamento.

ASCOLTA The Cast (Mairi Campbell, Dave Francis) in “The Winnowing” 1996. Una voce pura e cristallina quella di Mairi Campbell che ha interpretato il brano con un misto di dolcezza e di dolore. La parte finale strumentale è uno sviluppo della melodia che richiama la versione più moderna.


I
O, whaur gat ye that hauver-meal bannock (1)?
O, silly blind body, o, dinna ye see?
I gat it frae a brisk sodger laddie (2),
Atween Saint Johnstone(3) and Bonnie Dundee.
II
O, gin I saw the laddie that gi’ed me’t,
Aft has he doudl’d me upon his knee.
May heaven protect my bonnie Scots laddie,
And send him in safe tae his baby and me.
III
My heart has nae room when I think on my laddie,
His dear rosy haffets bring tears tae my een.
And oh! He’s awa, and I dinna ken whaur he’s (4)-
He’s awa frae his lassie and Bonnie Dundee.
IV
O, light be the breeze around him saftly blawin,
And o’er him sweet simmer still blink bonnilie,
May the rich dews o’plenty, around him wide fa’in,
Prevent a’ his fears for his baby and me!
V
My blessings upon that sweet wee lippie!
My blessings upon that bonnie ee-brie!
Thy smiles are sae like my blythe sodger laddie,
Thou’s aye the dearer and dearer tae me.
VI
And I’ll big a bower on yon green bank sae bonnie,
That’s lave’d by the waters o’ Tay wimplin’ clear,
And cleed thee in tartans, my wee smiling Jonnie,
And mak thee a man like your daddie dear.
TRADUZIONE DI CATTIA SALTO
I
Da dove credi che venga questo biscottino (1)?
O sciocchino non lo sai?
L’ho preso da un vivace soldatino (2)
tra Perth (3) e la nostra bella Dundee.
II
Mi sembra di vedere il ragazzo che me l’ha dato, che spesso mi teneva sulle sue ginocchia.
Che il cielo protegga il mio bel ragazzo scozzese e lo riporti in salvo da me e il suo bimbo.
III
Il mio cuore non ha quartiere quando penso al mio ragazzo, le sue care rosee guance mi fanno venire le lacrime agli occhi.
Ah, lui è lontano e non so dove sia (4),
è lontano dalla sua ragazza e dalla bella Dundee.
IV
Oh lieve sia la brezza che intorno a lui soffia,
che su di lui la dolce estate ancora sorrida lieta e cada la ricca rugiada dell’abbondanza
a scongiurare tutte le sue paure per il bimbo e me.
V
Le mie benedizioni su quelle dolci piccole labbra!
Le mie benedizioni su quei begli occhi
il tuo sorriso è  quello del mio allegro soldatino, si, tu mi sei caro sopra ogni cosa
VI
E costruirò una fattoria su quelle rive verdi così belle,
bagnate dalle acque increspate e chiare del Tay,
e ti vestirai con il tartan, mio piccolo sorridente Jonnie,
e farò di te un uomo come il tuo caro padre

NOTE
1) “Bannock” è il nome generico con cui oggi si indica una focaccia di forma rotonda cotta al forno.  (vedi ricetta) Il termine ha radice celtica ed è un pane preparato soprattutto in Irlanda, Scozia e Inghilterra del Nord. In antico l’impasto era di farina d’avena o d’orzo con acqua, senza lievitazione, cotto su di una pietra di arenaria apposita messa direttamente sul fuoco. Oggi il selkirk bannock in Scozia è un tipico pane dolce all’uvetta.
La prima frase è posta in forma di domanda da una seconda persona e letteralmente si traduce: “dove hai preso questo pane d’avena?” Il termine si riferisce al bambino “sfornato” dalla donna ovvero alla “sorpresa” che il bel soldatino le ha lasciato!
2) “I gat it frae a bonny Scots callan'”
3) Saint Johnstone= Perth
4) forse è uno scozzese ribelle che ha partecipato alla Jacobite Rising e ora è esule 

Il testo pubblicato nello Scots Musical Museum, Vol 1, 1787 è però il seguente 
I
‘ O, whar gat ye that hauver-meal bannock?’
‘ Silly blind body, O, dinna ye see?
I gat it frae a young, brisk sodger laddie
Between Saint Johnston and bonie Dundee.
II
O, gin I saw the laddie that gae me’t!
Aft has he doudl’d me up on his knee:
May Heaven protect my bonie Scots laddie,
And send him hame to his babie and me!
III
My blessin’s upon thy sweet wee lippie!
My blessin’s upon thy e’e-brie!
Thy smiles are sae like my blythe sodger laddie,
Thou’s aye the dearer, and dearer to me!
IV
But I’ll big a bow’r on yon bonie banks,
Whare Tay rins wimplin’ by sae clear;
An’ I’ll cleed thee in the tartan sae fine,
And mak thee a man like thy daddie dear.

PER VISITARE DUNDEE

Dove il fiume Tay si tuffa nel Mare del Nord, sulla sponda settentrionale dell’ampio estuario, sorge la quarta città più popolosa della Scozia continua

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Veduta di Dundee ai tempi di Robert Burns

FONTI
http://terreceltiche.altervista.org/bonnie-dundee/
http://digital.nls.uk/broadsides/broadside.cfm/id/15103
http://www.carterhaugh.co.uk/lyrics/scotscallan.html
http://chrsouchon.free.fr/bonndund.htm

THE LITTLE DRUMMER BOY

Nel 1941 il titolo originale era “Carol of the Drum” e il canto fu scritto da Katherine Davis , che attribuì alla canzone un’origine boema, ricordo della sua infanzia. Nel 1957 Henry Onorati ne fece alcuni riarrangiamenti per Jack Halloran, che la registro’ coi Jack Halloran Singers, ma solo nel 1959 la canzone venne rielaborata da Harry Simeone, direttore e arrangiatore musicale del New Jersey, che ne ricevette i diritti d’autore con il titolo di The Little Drummer Boy ( vi lascio immaginare  la reazione della Davis).

Negli USA il brano è stato un successo commerciale tra le Top dei canti natalizi dal 1958 al 1962, così da diventare un classico di Natale, interpretato da praticamente tutti i maggiori cantanti della scena folk americana e non solo, e di ogni nazionalità (insomma è un brano natalizio internazionale diffuso in tutto il mondo ).
Vi rimando all’articolo scritto con arguzia e dovizia di particolari da Patrizia Barrera (qui)

IL RACCONTO DEL PASTORELLO

Pare un racconto apocrifo quello del povero pastorello che, non  potendo regalare nulla al Bambinello Gesu’, suona per lui il proprio tamburo. La storia e’ in qualche modo simile a una vecchia leggenda francese del dodicesimo secolo, Le jongleur de Notre-Dame, il cui protagonista e’ un artista di strada che fa il giocoliere di fronte alla statua delle Vergine Maria. (vedi)


Patrizia Barrera nel suo articolo riassume la storia da abbecedario del tempo che fu “La trama della leggenda è molto semplice: siamo nella notte di Natale e Gesù è appena nato nella sua grotta. I pastori, avvertiti dagli Angeli che è nato un Re, si sono incamminati per onorarlo e portare i loro doni. Chi offre un agnello, chi cibo, chi coperte di lana; nessuno si incammina a mani vuote , tranne un piccolo pastorello che è il più povero di tutti. E’ solo ,non ha nessuno e nella vita si arrangia suonando il tamburo per le strade. E’ vestito di stracci, non ha coperte e non fa un buon pasto da tanto tempo. Eppure anche lui vuole onorare il Re appena nato , così povero da essere deposto in una mangiatoia. Gesù è in braccio alla sua mamma ,piange per il freddo anche se un bue ed un asino lo riscaldano col loro fiato: questa scena di dolcezza e nel contempo di estrema povertà commuove il bimbo, che vorrebbe offrire un po’ di conforto al neonato. Guarda nelle sue tasche, ma non ha proprio nulla da regalargli, tranne il suo tamburo. Così, fattosi coraggio, il pastorello si avvicina alla grotta e comincia a suonare per distrarre il piccolo Re che subito si zittisce, mette il ditino in bocca e guarda ad occhioni spalancati il pastorello che gli sta cantando, a suo modo, una ninna nanna. Infine si addormenta. Maria sorride, benedice il piccolo suonatore e lo ricompensa con un grande regalo: egli sarà per sempre la figurina del Presepe più vicina a Gesù e il suono del suo tamburo ricorderà agli uomini che non c’è dono più grande che quello dell’Amore. (qui)
Ed ecco spiegate le statuine del presepe: da tamburello a rullante il passo è breve e le decorazioni natalizie vittoriane ne fanno un’icona (una combinazione di innocenza ed eroismo), il pastorello è diventato nell’immaginario un tamburino dell’esercito di Sua Maestà che porta la pace nel mondo (facendo la guerra)!

IL PRESEPE

Se fu San Francesco d’Assisi a inventarlo, l’usanza del presepio venne divulgata dalla Chiesa solo con il Barocco, il secolo del gusto per la teatralizzazione e la “messa in scena”: “Prime notizie certe di presepi di chiese si rilevano dalla Germania meridionale quando, dopo la Riforma i Gesuiti riconobbero per primi il grande valore del presepio come oggetto di preghiera e di raccoglimento, nonché mezzo di informazione religiosa. I Gesuiti fecero costruire preziosi e fastosi presepi, tanto che quest’usanza si estese velocemente nelle chiese di tutta Europa cattolica, finché ogni comune volle un presepio in ogni chiesa.. L’arte dei Presepi visse un periodo aureo nel 18osecolo, quando si cominciò ad ampliare e completare la storia di Natale con stazioni ed episodi, sia nei presepi delle chiese e dei castelli, sia nelle case della gente comune.” (tratto da qui)

THE LITTLE DRUMMER BOY

Poiché c’è una versione per ogni gusto (ma proprio tutti) riporto solo quella più “modaiola”, quella a cappella dei Pentatonix
ASCOLTA Pentatonix


Mmmmmm (2x)
(Avi)
Come they told me
Pa rum pum pum pum
(Scott)
A new born King to see
Pa rum pum pum pum
(Mitch)
Our finest gifts we bring
Pa rum pum pum pum
(Kirstie)
To lay before the king
Pa rum pum pum pum,
Rum pum pum pum,
Rum pum pum pum
So to honor Him
When we come
(Scott)
Little baby
I am a poor boy too
(Mitch, Kirstie)
I have no gift to bring
That’s fit to give our King
(Kevin)
Shall I play for you
(Avi, Scott)
Mary nodded
The ox and lamb kept time
I played my drum for Him
I played my best for Him
Then He smiled at me
Me and my drum
Oh Ooh Oooh Ooh Ooh Oooh oh (4x)
(Avi)
Come they told me
A new born King to see
Me and my drum (4x)
TRADUZIONE
Mmmmmm (2x)
(Avi)
“Vieni, -mi dissero-
Pa rum pum pum pum
(Scott)
a visitare un nuovo Re appena nato
Pa rum pum pum pum
(Mitch)
porteremo i nostri doni più belli
Pa rum pum pum pum
(Kirstie)
da posare davanti al re
Pa rum pum pum pum,
Rum pum pum pum,
Rum pum pum pum
così da onorarlo
quando arriveremo”
(Scott)
“Bambinello
sono solo un ragazzo povero
(Mirch, Kirstie)
non ho regali da portare
che siano degni del nostro Re
(Kevin)
suonerò per te”
(Avi, Scott)
Mary annuì
Il bue e l’asino battevano il tempo
suonai il tamburello per Lui
facendo del mio meglio per Lui
Allora egli mi sorrise
a me e al tamburello
Oh Ooh Oooh Ooh Ooh Oooh oh (4x)
(Avi)
“Vieni, -mi dissero-
a visitare un nuovo Re appena nato
a me e al tamburello (x4)

Peace On Earth/Little Drummer Boy

little-drummer-boy-cardNel settembre del 1977 per il “Bing Crosby’s yearly Christmas special” Crosby registrò con David Bowie un insolito duetto (quando andò in onda a dicembre Crosby era morto il mese prima).
E’ strano vedere l’inventore del “glam rock” ripulito e con una sobria giacchetta blu, ma erano gli anni del Duca Bianco (il periodo tedesco di Bowie), un aristocratico personaggio dall’abbigliamento sobrio ed elegante e del consumo di coca a go-go..
Bowie non canta Little Drummer Boy lasciato a Crosby bensì Peace On Earths (testo scritto da Buz Kohan e musica di Larry Grossman e Ian Fraser)
Il dialogo (testo qui) di questo bel “quadretto natalizio” che unisce due diverse generazioni, fu  scritto sempre da Buz Kohan

ASCOLTA Bing Crosby & David Bowie


“Come,” they told me
pa-rum-pum-pum pum
“A new born King to see
pa-rum-pum-pum pum
Our finest gifts we bring
pa-rum-pum-pum pum
rum-pum-pum pum
rum-pum-pum pum
(Bowie solo, with Crosby singing the first verse)
Peace on Earth, can it be?
Years from now, perhaps we’ll see
See the day of glory
See the day when men of goodwill
Live in peace, live in peace again
Peace on Earth, can it be?
Every child must be made aware
Every child must be made to care
Here and now, for a better man
To give all the love that he can
(Bowie solo, with Crosby singing parts of the second and third verses)
I pray my wish will come true
For my child, and your child, too
He’ll see the day of glory
See the day when men of goodwill
Live in peace, live in peace again
Peace on Earth, can it be
BOWIE: Can it be?
CROSBY: Can we come?
That’s a pretty thing, isn’t it?
TRADUZIONE di Cattia Salto
“Vieni, -mi dissero-
Pa rum pum pum pum
a visitare un nuovo Re appena nato
Pa rum pum pum pum
porteremo i nostri doni più belli
pa-rum-pum-pum pum
rum-pum-pum pum
rum-pum-pum pum
(Bowie con Crosby che canta il primo verso)
Potrà esserci pace nel Mondo?
Anni da oggi forse vedremo,
vedremo il giorno della Gloria
vedremo il giorno in cui gli uomini di buona volontà, vivranno in pace, vivranno in pace di nuovo.
Potrà esserci pace sulla Terra?
Ogni bambino deve essere informato, deve essere reso responsabile (per diventare)
qui e ora un uomo migliore
e dare tutto l’amore possibile
(Bowie con Crosby che canta parti del secondo e terzo verso)
Spero che il mio desiderio si avveri
per mio figlio e anche per il vostro,
vedranno il giorno della Gloria
vedranno il giorno in cui gli uomini di buona volontà
vivranno in pace, vivranno di nuovo in pace;
e potrà esserci la pace nel Mondo

FONTI
https://patriziabarrera.wordpress.com/2013/12/30/the-little-drummer-boy-o-la-favola-della-poverta/
http://www.gbopera.it/2015/02/jules-massenet-le-jongleur-de-notre-dame/
https://www.antiwarsongs.org/canzone.php?lang=it&id=4818
https://www.antiwarsongs.org/canzone.php?lang=it&id=2766

THE RAMBLING SOLDIER/SAILOR

Il galante soldato (o marinaio) che gira per mari e monti alla ricerca di fanciulle da corteggiare è un topico delle ballate del 700-800, questa in particolare ampiamente diffusa nei broadsides.
Secondo Sam Henry questa canzone è stata modellata sull’irlandese The Suiler Rambling (il mendicante vagabondo), – un genere che deve molto alla ballata scozzese The Gaberlunzieman.
Durante il folk revival e la contestazione giovanile degli anni 60-70 questa tipologia di canti popolari era molto diffusa nei folk-club, ma in origine  il canto doveva trattarsi di una parodia ovvero erano le vanterie di un borioso sergente reclutatore convinto di essere un grande seduttore! (vedi)
Recruiting_party-

Per apprezzare la melodia nello stile d’epoca (probabilmente Tudor) e in versione tradizionale ecco l’arrangiamento dei Swain’s Gold

ASCOLTA Oisin


I
I am a soldier, blythe and gay,
That’s rambled for promotion.
I’ve laid the French and Spaniards low;
many miles I’ve crossed the ocean.
I’ve travelled England and Ireland, too,
I’ve travelled bonny Scotland through,
And many’s the pretty maid I’ve cause for to woo
I’m a bold and a rambling soldier (2)
II
When I was young and in me prime,
Twelve years I went recruiting
Through England, Ireland, Scotland and Spain,
Where’er there was no shooting
With a lady gay and a pleasant life
In every town, a different wife
Seldom was there any strife
For the bold and the rambling soldier
III
In Aldershot I courted by day
A daughter and her mother
And all the time that I was there
They were jealous of eachother
My orders came and I had to part
I left poor Jane with a broken heart
From Aldershot I soon did part
I’m a bold and a rambling soldier
IV
Well now the King has commanded me
To raise the country over
From Aldershot to Patrick town
And from Plymouth and back to Dover
Whatsoever town that I went
To court the damsels I was bent
To marry none was my intent
I’m a bold and a rambling soldier
V
And now the wars are at an end,
I’m not ashamed to mention
The king has given me my discharge,
And granted me a pension.
No doubt some lasses will me blame,
But none of them can tell my name
And if you want to know the same
It’s Jack the rambling soldier
TRADUZIONE di Cattia Salto
I
Sono un soldato bello e allegro
che è in giro per far carriera,
ho attraversato (1) il mare di Francia e Spagna
per miglia ho oltrepassato l’oceano
ho viaggiato anche in Inghilterra e Irlanda
ho viaggiato per la bella Scozia
se ho fatto rammaricare più di qualche ragazza,
io sono un ardito soldato vagabondo (2)
II
Quando ero giovane
e inesperto
a 12 anni mi arruolai
per Inghilterra, Irlanda, Scozia
e Spagna
ovunque non ci fosse da sparare
con una donnina allegra e una bella vita,
in ogni città una moglie diversa
e talvolta c’erano delle lotte
per l’ardito soldato
vagabondo
III
A Aldershot (3) corteggiai di giorno
madre e figlia
e per tutto il tempo che fui là
erano gelose una dell’altra.
Gli ordini arrivarono e io dovetti partire,
lasciai la povera Jane con il cuore spezzato
e da Aldershot tosto partii
sono un ardito soldato vagabondo
IV
Beh ora il re mi ha comandato
di andare a fare reclute per il paese (4)
da Aldershot a Patrick town (5),
e da Plymouth (6) e di ritorno a Dover (7)
e in ogni città dove andavo
ero incline a sedurre tutte le fanciulle, senza avere intenzione di sposarne nessuna,
sono un ardito soldato vagabondo
V
E ora le guerre sono finite,
non ho timore di dire
che il re mi ha dato il congedo
e garantito una pensione.
Senz’altro qualche ragazza mi biasimerà
ma nessuna di loro saprà dire il mio nome (8)
e se vuoi sapere chi sono
chiamami Jack il soldato vagabondo

NOTE
1) la scelta del termine è allusiva infatti “get laid” significa fare sesso
2) si potrebbe tradurre come “soldato di ventura” ma sarebbe un termine improprio perchè il soldato in questione non era propriamente un mercenario, forse un compromesso potrebbe essere “soldato avventuriero”
3) Aldershot nell’Hampshire è detta “Home of the British Army”, da quando nel 1854 fu dondata l’Aldershot Garrison, cittadella militare e campo di addestramento permanente dell’esercito britannico.
4) La frase è un po’ ambigua, potrebbe anche voler dire che il re lo aveva incaricato di girare per il paese a sedurre le giovani fanciulle. L’assunto è che trattandosi di un bel esemplare di soldato, è stato incaricato, come uno stallone da monta, a ingravidare le fanciulle del regno.
5) Downpatrick nell’Irlanda del Nord è il luogo in cui si ritiene siano sepolte le spoglie di San Patrizio
6) Plymouth è una grande città portuale del Devon (Inghilterra sud-ovest)
7) Dover è il punto più orientale della Manica , famosa per le sue bianche scogliere
8) per attribuirgli l’addebito di paternità!!

RAMBLING SOLDIER BY JOHN TAMS

Una versione ridotta della canzone è ripresa nella colonna Sonora della serie tv Sharpe e quindi ambientata al tempo delle guerre napoleoniche.
ASCOLTA John Tams & Barry Coope 1996


I
I am a soldier, I will say,
That rambles for promotion.
I’ve laid the French and Spaniards low
Some miles across the ocean.
So now me jolly boys, I’ll bid you all adieu:
No more to the wars will I go with you;
But I’ll ramble the country through and through…
And I’ll be a rambling soldier.
II
The king he has commanded me
To range this country over.
From Woolwich up to Liverpool,
From Plymouth back to Dover.
A courtin’ all the girls, both old and young
With me ramrod in me hand, and me flattery tongue;
To court them all, but marry none…
And I’ll be a rambling soldier.
III
And when these wars are at an end,
I’m not afraid to mention.
The King will give me my discharge,
A guinea and a pension.
No doubt some lasses will me blame,
But none of them will know my name:
And if you want to know the same…
It’s – the rambling soldier!
TRADUZIONE di Cattia Salto
I
Sono un soldato, vi dirò,
che è in giro per far carriera,
ho attraversato (1) il mare di Francia e Spagna
per miglia ho oltrepassato l’oceano
così ora, miei allegri compagni, vi dirò addio:
non andrò più in guerra
con voi
ma girerò il paese in lungo
e in largo
e sarò un soldato vagabondo
II
Il re mi ha comandato
di vagabondare per il paese (4)
da Woolwich (9) a Liverpool,
e da Plymouth (6) e di ritorno a Dover,
a sedurre tutte le fanciulle, vecchie (10) e giovani,
con la pertica in mano e la mia parlantina
per corteggiarle tutte ma non sposarne nessuna, e sarò un soldato vagabondo
V

E quando le guerre saranno alla fine,
non ho timore di dire
che il re mi darà il congedo
una ghinea e una pensione.
Senz’altro qualche ragazza mi biasimerà
ma nessuna di loro saprà dire il mio nome (8)
e se vuoi sapere chi sono
chiamami  il soldato vagabondo

NOTE
9) Woolwich quartiere sud-est di Londra fu sede dal 1806 al 1939 dell’Accademia Militare per Ufficiali
10) riferito alle zitelle,  un tempo una ragazza che aveva superato i 20 anni senza aver trovato un fidanzato si stava avviando sulla buona strada per passare il resto della sua vita da zitella

continua seconda parte 

FONTI
http://ontanomagico.altervista.org/arthur-mcbride.htm
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=108324
http://www.contemplator.com/sea/rambling.html
http://mainlynorfolk.info/lloyd/songs/ramblingsailor.html
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=134274

CULLODEN’S HARVEST

Non un brano tradizionale, ma d’autore con tanto di copyright registrato nel 1978 o 1986 (Coban Records) da Alastair McDonald, scozzese doc. La melodia è stata completamente riscritta sempre da Alastair McDonald da una fonte tradizionale.

CANNONI CONTRO SPADE

Un lament contemporaneo che commemora la sconfitta degli Highlanders nella loro ultima battaglia nei pressi di Inverness.
Ecco com’è andata: era una piovosa mattina del 16 aprile 1746..  continua
Per una versione “in diretta” dal libro-saga di Diana Gabaldon “La straniera” (in Italia nei volumi “Il ritorno” e “Il cerchio di pietre”) e prossimamente nella seri tv “The Outlander”.
battle-cockade

ASCOLTA  Deánta in “Ready for the Storm” 1995, in cui scrivono che la melodia è un”old Gealic sea song”. Le immagini del video sono per lo più le riprese del film documentario di Peter Watkins (1964) Sicuramente la versione più straziante e commovente.

ASCOLTA Richard Morrison


Chorus
Cold the winds on the moors blow.
Warm the enemy’s fires glow.
Black (1) the harvest of Culloden,
Pain and fear and death grow.
I
‘Twas love of our prince drove us to Drumossie,
But in scarcely the time that it takes me to tell
The flower of our country lay scorched by an army
As ruthless and red as the embers of hell.
II
The Campbell and McFall (7) did the work of the English.
McDonald in anger did no work at all.
‘Twas musket and cannon against honour (9) and courage.
Invaders men stood while our clansmen did fall.
III
None other than children are left to the women (10),
With only the memory of father and son
Turned out of their homes to make shelter for strangers.
The blackest of hours on this land has begun.
Traduzione Riccardo Venturi
CORO
Soffiano venti freddi sulle brughiere,
ardono caldi i fuochi del nemico.
[nera] (1) la
 Messe  di Culloden,
crescon la pena, la paura e la morte.
I
Fu l’amore per il nostro principe (2) a portarci a Drumossie, (3)
Ma nel tempo appena che mi ci vuole a narrare (4)
il fiore del nostro paese giacque straziato (5) da un’armata
spietata e rosso sangue (6) come i tizzoni infernali.
II
I Campbell e i McFall fecero il gioco degli inglesi
I McDonald, in preda all’ira, non fecero nessun gioco. (8)
Furon moschetti e cannoni contro onore e coraggio,
gli invasori rimasero in piedi mentre i nostri uomini dei clan caddero.
III
Nessuno altro che i bambini restano ormai alle donne,
con soltanto il ricordo di un padre e di un figlio.
Scacciati dalle loro case (11) per alloggiare gli stranieri.
L’ora più nera del nostro paese è cominciata. (12)

NOTE
1) in alcune versioni like. Il verso è ripreso nell’ultima strofa con la chiusura “The blackest of hours”
2) Il Bonny Prince Charlie. Chi era il “Giovane Pretendente”? Probabilmente solo un damerino con l’accento italiano e la passione del brandy, ma quanto fu il fascino che esercitò sugli scozzesi delle Highlands! vedi
3) Drumossie ovvero Inverness
4) un ora tanto durò la battaglia
5) il generale Cumberland, comandante dell’esercito inglese [e figlio del re], ordinò che tutti i prigionieri e i feriti giacobiti fossero messi a morte, ma i capi clan e pochi altri vennero fatti prigionieri.
6) le giubbe rosse
7) Mary Dillon e Alastair  dicono “Red Campbell the fox” Il rosso Campbell la volpe trovato anche scritto come “Red Campbell, the false” inserire citazione di Gabaldon
8) nota di Riccardo: Nella canzone si accusano alcuni tra i principali clan scozzesi (e i due principali: i Campbell e i McDonald) di aver fatto poco o punto per la causa giacobita, e addirittura il gioco degli inglesi. La realtà storica è differente. Anche i Campbell e i McDonald condivisero il tragico destino di tutti i clan dopo la disfatta di Culloden.
9) Alastair dice “claymores” ovvero gli spadoni degli highlanders
10) Mary Dillon e Alastair dicono “Now mothers and children are left to their weeping” (Madri e figli sono lasciati nel pianto)
11) Nei mesi e anni successivi a Culloden fu caccia all’uomo per coloro che erano riusciti a fuggire dal campo della battaglia e per i loro sostenitori, anche le famiglie e i simpatizzanti vennero incarcerati e coloro che offrivano ospitalità ai fuggiaschi erano espropriati e processati per alto tradimento. Ancora Riccardo scrive  “I prigionieri incarcerati furono portati in Inghilterra per essere processati con accuse di alto tradimento; i processi si svolsero a Berwich, a York e a Londra. Fu stabilita una “percentuale fissa” di condanne a morte: un prigioniero su venti veniva messo al patibolo. In totale, 3470 scozzesi giacobiti vennero processati. 120 furono impiccati; 88 morirono in prigione; 936 furono deportati nelle colonie e 222 furono esiliati. Alcuni furono assolti e liberati, ma di altri 700 non si sa assolutamente niente” (tratto da qui)
12) Le Highlands furono militarizzate e tenute sotto stretto controllo inglese, senza parlare delle leggi volte a spezzare “l’highlander pride”

L’inquadramento storico della questione giacobita in http://terreceltiche.altervista.org/war-songs-anti-war-songs/you-jacobites-by-name/

FONTI
http://terreceltiche.altervista.org/charlie-hes-my-darling/
https://www.antiwarsongs.org/canzone.php?id=4518&lang=it
http://chrsouchon.free.fr/twaslove.htm
https://nelcuoredellascozia.com/2015/10/30/cullodens-harvest/
https://nelcuoredellascozia.com/category/storia/
http://www.celticlyricscorner.net/deanta/cullodens.htm
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=9007
http://outlanderworld.blogspot.it/2016/10/jamie-fraser-e-la-battaglia-di-culloden.html
http://soldatiniestoria.blog.tiscali.it/2015/01/15/culloden-l%E2%80%99ultima-battaglia-di-liberta-del-clan-scozzesi/?doing_wp_cron

THE RECRUITED COLLIER / JENNY’S COMPLAINT

Troviamo la ballata con il titolo di “Jenny’s Complaint” nel volume “Ballads in the Cumberland Dialect”, una raccolta di canzoni in dialetto del Cumberland curata nel 1808 dal poeta inglese Robert Anderson (1770-1833). Senonchè l’autore non si è limitato a prendere un brano musicale tradizionale ma ha riscritto il testo dedicandolo ad un tema che in epoca di guerre napoleoniche doveva essere molto sentito: il protagonista è un contadino convinto dal sergente reclutatore ad arruolarsi nell’esercito e che lascia a casa la sua Jenny; è proprio lei che si lamenta e, stanca di vivere da sola, preferirebbe morire di crepacuore.
Lo stesso Anderson dichiara che la ballata è farina del suo sacco (i canti tradizionali si trovano nell’Appendice del Libro). La melodia abbinata da Anderson non è quella del testo ripreso da Lloyd (nella sua versione ribattezzata “The Recruited Collier”) ma “Nancy is to the Green-wod Gane” (qui).

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A. L. LLOYD

Negli anni 50 A.L. Lloyd, autore con il compositore Ralph Vaughan Williams del famosissimo “Penguin Book of English Folk Songs” (1959), dice di aver raccolto da un minatore di Workington (all’epoca nella contea del Cumberland), tal J.T. Huxtable, una canzone molto simile a quella del libro di Anderson; A.L. Lloyd aveva ottenuto l’incarico di documentare i canti di lavoro e di svago dei lavoratori nelle miniere e nel 1951 pubblicò un libretto dal titolo “Come All Ye Bold Miners – Ballads & Songs of the Coalfields” in cui era compresa la nostra ballata ma con un nuovo titolo e una melodia diversa “The Recruited Collier” (il italiano “Il minatore arruolato”).
All’epoca a A.L. Lloyd faceva gioco che la ballata fosse un brano tradizionale raccolto dalla testimonianza di un minatore e quindi ecco spuntare opportunamente il signor J.T. Huxtable (che peraltro a Workington nessuno conosceva).

La ballata dei braccianti del Cumberland era diventata la ballata dei minatori attraverso il processo della trasmissione orale (che sappiamo non è mai un processo di congelamento, ma di appropriamento da parte degli interpreti che rielaborano a picimento testi e melodie)? Certo che no, nessun altro ne aveva sentito parlare tra la pubblicazione di Anderson e la versione del signor J.T. Huxtable/pubblicazione di A.L. Lloyd! A quei tempi a A.L. Lloyd conveniva maggiormente spacciare il suo brano (testo e musica) come tradizionale e per tale è stato preso (ma non è la stessa cosa che ha fatto duecento anni prima Robert Burns in Scozia?)

In tempi recenti il brano ha conosciuto una discreta popolarità al seguito del successo della serie televisiva Sharpe’s Rifles (1993).

ASCOLTA Kate Rusby 1995

oppure con gli spezzoni di filmato dalla serie Tv Sharpe’s Rifles (la domanda sorge spontanea: ma chi è quel genio che ha scelto il bianco per le divise delle reclute?) la traccia audio purtroppo non è di buona qualità

Questa è migliore

ASCOLTA Anne Briggs 1963 in “The Iron Muse – A Panorama of Industrial Folk Music

ASCOLTA Dick Gaughan 1978 che scrive “from either Christine Hendry or Kathy Bainbridge, both of whom were resident singers at St Andrews Folk Club in the 60s”.

I
O what’s the matter wi’ you my lass
And where’s your dashing Jimmy?
the soldier boys have ta’en him up
And sent him far, far from me
Last pay-day he went off to town
And them red-coated fellows
Enticed him in and made him drunk
And he’s better gone to the gallows.
II
The very sight of his cockade
It sets us all a’crying
And me I nearly fainted twice
I thought that I was dying
My father would have paid the smart
And he ran for the golden guinea
But the sergeant swore he’d kissed the book
And now they’ve got young Jimmy.
III
When Jimmy talks about the wars
It’s worse than death to hear him
I have to go and hide my face
Because I cannot bear him
A brigadier or grenadier
He says they’re bound to make him
But aye he laughs and cracks his jokes
And bids me not forsake him.
IV
As I walked over the stubble fields
Below it runs the seam
I thought of Jimmy hewing there
But it was all a dream
He hewed the very coals we burn
And when the fire I’m lighting
To think the coals was in his hands
It sets my heart to beating
V
(For three long years he’s followed me.
Now I must live without him.
There’s nothing now that I can do
But weep and think about him.)
So break my heart and then it’s ower.
So break my heart, my dearie,
And lay me in the cold ground,
For of single life I’m weary.
TRADUZIONE Cattia Salto
I
“Che hai ragazza mia
e dov’è il tuo Jimmy audace?”
“I soldati lo hanno preso
e mandato lontano, lontano da me.
L’ultimo giorno di paga andò in città
e quei compagni con la giubba rossa
lo intrappolarono e lo fecero ubriacare, così era meglio se finiva sulla forca!
II
Alla vista della sua coccarda (1)
ci siamo messi tutti a piangere
e io sono svenuta due volte,
credevo di stare morendo,
mio padre lo avrebbe riscattato (2)
e andò di corsa con la ghinea d’oro,
ma il sergente giurò che aveva baciato la bibbia,
e ora si sono presi il giovane Jimmy.”
III
Quando Jimmy parla delle guerre (3)
sarebbe meglio se fosse la morte ad ascoltarlo,
devo andare a nascondermi il viso
perché non riesco sopportarlo,
un soldato di brigata o un granatiere
dice che lo faranno diventare,
la prende sul ridere e scherza,
e mi prega di non dimenticarlo”
IV
Mentre camminavo per i campi di stoppie,
accanto alla miniera di carbone (5)
credevo che ci fosse Jimmy al lavoro,
ma era tutto un sogno,
fu lui a cavare il carbone che bruciamo
e quando il fuoco mi illumina
penso al carbone tra le sue mani
e il cuore mi batte forte.
V
(Per tre lunghi anni fummo insieme
e ora devo vivere senza di lui.
Non c’è altro che possa fare
che piangere e pensare a lui.)
Così che mi si spezzi il cuore e che sia finita.
Così che mi si spezzi il cuore, amore mio,
e poi distendimi nella fredda terra
perché di vivere da sola sono stanca”

NOTE
1) l’uso della coccarda sul cappello era tipico del Settecento quando il suo colore indicava l’appartenenza a una certa ideologia
2) to pay the smart= “Smart” significa “smart money, which was money paid by a person to obtain exemption from some disagreeable office or duty. It was applied to money paid by an army recruit to obtain release before being sworn in. (Brewer’s Dictionary of Phrase and Fable). In “A Dictionary of Buckish Slang, University Wit and Pickpocket Eloquence,” di Frances Grose, edizione del 1811
“Smart money- money allowed to soldiers or sailors for the loss of a limb or other hurt received in the service (better known as smart ticket)”. Oppure in in the Military Dictionary, James, 1802:
“Smarts: The different sums which are received by recruiting parties under the heading of smart money are frequently so called.”
3) evidentemente scrivendo delle lettere alla moglie. Ci possono essere delle incongruenze testuali in quanto nella versione Settecentesca entrava in gioco un terzo personaggio l’amico o il fratello di Jimmy tale Nichol che la sostiene nel momento di sconforto
4) coal mine
FONTI
http://www.mudcat.org/thread.cfm?threadid=39035&messages=36
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=56256
https://tachesterton.wordpress.com/2010/09/14/the-recruited-collier-or-is-it-the-recruited-ploughman/
http://mainlynorfolk.info/anne.briggs/songs/therecruitedcollier.html
http://www.antiwarsongs.org/canzone.php?id=38457&lang=it
http://www.folkways.si.edu/louis-killen/the-recruited-collier/celtic-historical-song-world/music/track/smithsonian
http://tunearch.org/wiki/Nancy’s_to_the_Greenwood_Gone

THE GALLANT HUSSAR

Alla parola Ussaro il pensiero corre verso il soldato a cavallo, dalla divisa impeccabile e romantica -alla “Viennese”- infatti, indipendentemente dall’esercito di appartenenza, le uniformi degli ussari erano tutte simili: una blusa corta e attillata, piena zeppa di passamaneria, e con un numero sproporzionato di alamari, bordata di pelliccia d’inverno, un buffo cappello dalla forma di cilindro allungato e rivestito da pelo di gatto centrifugato, (oppure senza pelo, ma con un altrettanto vistoso pennacchio), pantaloni aderenti infilati in stivali tirati a lucido e alti quasi al ginocchio.
Se ci aggiungi la giovane età, il fisico agile ed allenato dello sportivo, il portamento marziale e i modi da gentiluomo, l’effetto doveva essere devastante sul cuore e le menti delle giovani fanciulle! Ah si e non dimentichiamoci i baffetti a manubrio, che ai tempi erano considerati molto “virili”.

Gli ussari erano infatti una cavalleria d’élite nelle guerre napoleonicheussar-jane-austen: lasciata l’armatura e la lunga lancia che lo aveva caratterizzato nel XV secolo il nostro ussaro è rimasto con la sciabola e il cavallo, oltre non mi addentro in merito alle differenze tra ussaro, dragone, e armamentari vari..

Per aiutarmi nella traduzione della ballata “The Gallant Ussar” ho preso un soldato a caso … Mr Wickham di Orgoglio & Pregiudizio di Jane Austen -ovviamente dalla versione del film di Joe Wright- (credo che tra i due personaggi ci sia molto più di una semplice uniforme in comune!)

MEGLIO SPOSARSI CHE ANDARE IN GUERRA

La ballata è nota con il titolo di “Young Edward, the Gallant Hussar” diffusa a metà Ottocento in una serie di broadside, il tema è quello solito della separazione tra i due innamorati, lui giovane soldato di belle speranze, ma con poche sostanze, e lei giovane fanciulla che aspira al matrimonio. In questa ballata la ragazza riesce a coronare il suo sogno grazie a una piccola rendita lasciatale in eredità  dallo zio. Qui la guerra è uno sfondo lontano, l’ussaro è pronto a combattere, non appena la tromba squillerà per l’adunata, ma nello stesso tempo (valutate le sostanze della fanciulla) pronto a sposarsi e a dimenticare la “guerra crudele”.  Non so se la ballata avesse intenti umoristici ma in effetti la parola “gallant” è un po’ ambivalente.

La ballata è stata registrata recentemente da Eliza Carthy in un’ottima versione. Così scrive Eliza nelle note “This version of the song comes from Still Growing, English Traditional Songs & Singers from the Cecil Sharp Collection, a book of songs collected by Cecil Sharp with fascinating pictures and stories of the people he learned from, published by the EFDSS…”

ASCOLTA Eliza Carthy in Rough Music 2005

Bella anche la versione dei Solas che al momento è ascoltabile su Spotify ASCOLTA in For Love and Laughter 2008

I
A damsel possessed of great beauty,
She stood by her own father’s gate,
The gallant hussars were on duty,
To view them this maiden did wait;
Their horses were capering and prancing,
Their accoutrements shone like a star,
From the plain they were nearest advancing,
She espied her young gallant hussar.
II
Their pellisses were slung on their shoulders,
So careless they seemed for to ride,
So warlike appeared these young soldiers,
With glittering swords by each side.
To the barracks next morning so early,
This damsel she went in her car,
Because she loved him sincerely-
Young Edward, the gallant Hussar.
III
It was there she conversed with her soldier,
These words he was heard for to say,
Said Jane, I’ve heard none more bolder,
To follow my laddie away.
O fie! said young Edward, be steady,
And think of the dangers of war,
When the trumpet sounds I must be ready,
So wed not your gallant Hussar.
IV
For twelve months on bread and cold water,
My parents confined me for you,
O hard-hearted friends to their daughter,
Whose heart it is loyal and true;
Unless they confine me for ever,
Or banish me from you afar,
I will follow my soldier so clever,
To wed with my gallant Hussar.
V
Said Edward, Your friends you must mind them,
Or else you are for ever undone,
They will leave you no portion behind them,
So pray do my company shun.
She said, If you will be true-hearted,
I have gold of my uncle in store,
From this time no more we’ll be parted,
I will wed with my gallant Hussar.
VI
As he gazed on each elegant feature,
The tears they did fall from each eye,
I will wed with this beautiful creature,
And forsake cruel war, he did cry.
So they were united together,
Friends think of them now they’re afar,
Crying: Heaven bless them now and for ever,
Young Jane and her gallant Hussar.
Traduzione Cattia Salto
I
Una donzella di gran beltà
stava ai cancelli di casa
gli ussari galanti erano in marcia
e per vederli questa fanciulla attendeva;
i loro cavalli erano impetuosi e imponenti,
il loro equipaggiamento scintillava come una stella,
dalla pianura si avvicinavano dappresso
e lei scrutava il suo giovane ussaro galante.
II
Le loro giubbe (1) pendevano dalle spalle, così noncuranti in sella,
così amanti della guerra apparivano questi giovani soldati
con sciabole lucenti al fianco.
Alla caserma di buon mattino
questa donzella andò con la sua carrozza,
perché amava sinceramente
il giovane Edward, l’ussaro galante.
III
Mentre conversava con il suo soldato
queste parole sentì dire
da Jane “Non ho sentito di altri più audaci,
e seguirò il mio ragazzo”.
“Ovvia- disse il giovane Edward- resta qui
e pensa ai pericoli della guerra
quando le trombe suonano, devo essere pronto,
così non sposare il tuo ussaro galante.”
IV
“A 12 mesi di pane e acqua fredda
i miei genitori mi hanno confinata a causa tua.
O amici duri di cuore verso la loro figlia
dal cuore leale e sincero;
a meno che non mi confinino per sempre,
o mi bandiscano da te lontano,
seguirò il mio soldato così dotato,
e mi sposerò con il mio ussaro galante.”
V
Disse Edward “Ai tuoi amici devi dare retta,
oppure non avrai più scampo, loro ti leveranno la terra da sotto ai piedi,
così ti prego di evitare la mia compagnia”
Lei disse “ Se tu sarai un cuor sincero
ho dell’oro di mio zio da parte,
da ora non ci separeremo più
e mi sposerò con il mio ussaro galante”.
VI
Mentre lui guardava fattezze tanto eleganti (2)
le lacrime gli caddero dagli occhi
“Mi voglio sposar con questa bellissima creatura,
e dimenticare la guerra crudele” lui gridò.
Così furono maritati,
gli amici che pensano a loro, ora che sono lontani
gridano: “il Cielo li benedica ora e per sempre,
la giovane Jane e il suo ussaro galante”.

NOTE
1) l’ussar pelisse è la giubba che si portava con nonchalance di traverso su una spalla. In effetti quello che contraddistingue gli ussari è lo shakò, (il cappello) di foggia e colori differenti per ciascun reggimento.
2) chissà perchè alla parola “oro di mio zio” il giovane ussaro si è commosso…

FONTI
http://www.contemplator.com/england/hussar.html
http://www.mudcat.org/thread.cfm?threadid=82384
https://mainlynorfolk.info/guvnor/songs/thegallanthussar.html

THE PLAINS OF WATERLOO

Una ballata tradizionale che viene dall’Ottocento e si riferisce alla disfatta di Walterloo dove è crollato il mito di Napoleone (e il nome Waterloo si è stampato nelle memoria collettiva come sinonimo di batosta da cui non ci si risolleva più). La canzone “The Plains of Waterloo” era cantata negli anni 70 in tutti i Folk clubs in America e nelle Isole Britanniche spesso con la sola voce (e June Tabor la registra così nel suo album d’esordio).

APSLEY HOUSE "The Battle of Waterloo, 1815" painted in 1843 by Sir William ALLAN (1782-1850). WM 1539-1948
APSLEY HOUSE “The Battle of Waterloo, 1815” dipinta nel 1843 da Sir William ALLAN (1782-1850). WM 1539-1948

Le note di Frank Harte (in “..and Listen to my song”, 1975):
This is a song that lay dormant for years, I heard it first sung at a flead in Ballyfarnon, the singer had heard it in England. I have since discovered that it was found by a collector in Ottawa where it was sung by Mr. O.J. Abbott who is eighty five years of age, he in turn many years ago learned it from a Mrs. O’Malley. The song must be Irish in origin, the air is a version of the older song ‘The Blackbird’ which was the allegorical name for the Young Pretender Prince Charles Edward Stuart and the story is very similar to the song sung by Margaret Barry ‘The Mantle So Green’ where the woman says to her hero (Willie O Reilly and not Willie Smith as in the Canadian version)
‘To the woods I will wander to shun all men’s view,
For the lad that I love fell in famed Waterloo.’
or when he reveals that he is indeed her true love
‘Now Peace is proclaimed and the truth I declare,
Here is your love token the gold ring I wear.’
Later on I came across a reference to it in Sam Henry’s collection Volume Two, where underneath song number 619 The Lakes of Pontchartrain he asks ‘Can any reader supply the complete words of the song beginning’ and he gives only the first verse of this song, for myself I can only be grateful that somebody has at last come up with the rest of the words.” (tratto da qui)

E ancora su Mudcat si citano le note dal ‘The Penguin Book of Canadian Folk Songs’ (a cura di E. Fowke):
“This fine version of the broken ring story seems to be best known in Canada. Dr. Mackenzie, the first to report it (183). suggests that it is a modified version of ‘The Mantle So Green’ (N 38), which in its turn is a modified version of the eighteenth century ‘George Reilly’ (N 36). Creighton found three more versions in Nova Scotia(MFS 56 and Folkways FEE 4307); Greenleaf (172) and Peacock (1014) found it in Newfoundland; Leach in Labrador (172); Creighton in New Brunswick (FSNB 76); and I have two other versions from Ontario.” (tratto da qui)

WILLIE E ANNIE

di Riccardo Venturi
Le ballate popolari autentiche si dividono fondamentalmente in due categorie: quelle che finiscono bene e quelle che finiscono male. Le seconde, va detto, sono in nettissima maggioranza: poiché le composizioni popolari raccontano drammi e catastrofi, l’unhappy end è praticamente ovvio. The Plains of Waterloo, invece, finisce bene; non possiamo che rallegrarcene, anche perché Waterloo fu una carneficina immane, e tornarvi non dev’essere stato per nulla semplice per i poveri soldati che vi combatterono.

The Plains of Waterloo ha, come è logico attendersi, una struttura musicale da marcia militare. Comincia ad essere nota non molto dopo la battaglia (circa dieci anni dopo), segno che il processo di composizione popolare fu parecchio rapido dopo quell’avvenimento che segnò per sempre la storia d’Europa (e del mondo). La storia riprende tutti gli stilemi classici delle ballads: il soldato superstite (dal solito nome convenzionale di Willie) torna, incontra la sua fidanzata (dall’altrettanto convenzionale nome di Annie) che -naturalmente- non lo riconosce e lei gli chiede notizie.
Credete forse che il giovane si butti immediatamente tra le braccia dell’amata? Nelle ballate tradizionali non funziona così. Le ballate sono storie narrate, e le storie hanno bisogno di suspence. Comincia quindi una “tiritera” presente letteralmente in decine di ballate del genere “soldato-che-torna-dalla-guerra”: il giovane, piuttosto crudelmente, finge di essere un altro, le dice che aveva conosciuto bene il suo Willie e le racconta le sue eroiche gesta. Chiaro che alla ragazza non gliene può importare di meno, delle gesta eroiche; quello che vuole è il suo Willie vivo, e questo ci ricorda da vicino certe parole di Fabrizio de André (“ma lei che lo amava aspettava il ritorno di un soldato vivo, di un eroe morto che ne farà?”). E il tizio dice alla ragazza, appunto, che Willie è morto.
Immaginatevi la scena, anche se la cosa ha una sua precisa valenza: il giovane vuole, con questo, anche “controllare” se la ragazza lo ama ancora, osservando la sua reazione alla triste notizia. Per quanto sia difficile da credere, esistono ballate in cui la ragazza, che nel frattempo si è messa con un altro, è tutta contenta di apprendere che il fidanzato è stato fatto a fette in battaglia. Non è il caso della nostra Annie: le sue rosy cheeks impallidiscono e, sicuramente, sta per pigliarle un coccolone, una di quelle morti subitanee tipiche delle ballate.
Verificato l’amore di Annie e temendo che schiànti lì sul posto, Willie finalmente si rivela; appena in tempo. Si fa riconoscere facendo vedere a Annie la metà dell’anello, e tutti vissero -si spera- felici e contenti sotto la Restaurazione. La ballata si chiude infatti con un preciso intento antiwar: mai più Willie combatterà nella piana di Waterloo. Magari da qualche altra parte, ma a Waterloo no.

Sto trattando un po’ a pesci in faccia questa bellissima e venerabile ballata? Ma no; gli è che con le ballads britanniche ho una frequentazione e una consuetudine antiche quasi quanto la battaglia di Waterloo. So come funzionano, e mi permetto a volte di prenderle un po’ in giro perché l’ironia su qualcosa che si ama profondamente è un supremo segno di affetto. Resta il fatto che, quando parlano di guerra e di battaglie, le composizioni popolari sono quanto di meno patriottico e guerrafondaio possa esistere; importa tornare vivi e fare la propria povera vita accanto a chi si ama. Il resto non conta niente; e, in fondo, il ballad commonplace di Willie che non si rivela e che enuncia le gesta eroiche è fatto apposta per istigare in chi ascolta la più assoluta indifferenza verso di esse. Quello che contava, e che conterà sempre, è tornare a casa. E’ questo che la gente voleva sentire, magari anche coloro che un fidanzato, un marito, un padre o un fratello non lo avevano visto tornare affatto.

ASCOLTA June Tabor  in  Airs and Graces 1976
Nelle note scrive “From Ontario; learned from Martin Clarke of Leeds. The broken token ballad seems to me to have been a necessary piece of wishful thinking, an act of faith on the part of both the faraway soldier and the girl he left behind him. Reality, more often than not, was cruelly otherwise.”

ASCOLTA John Renbourn Group in The Enchanted Garden 1977 (con il tema portato da una marcetta di pifferi e tamburi quanto mai appropriata)

ASCOLTA Kate Rusby and Kathryn Roberts (1995)


I
One fine summer’s morning
as I went a-walking
All down by the banks
of some clear-flowing stream
There I spied a fair maiden
making sad lamentation
And I drew myself in ambush
for to hear her sad complaint
Through the woods she marched along, made the valleys to ring oh
While the small feathered songsters
around her head they flew
Saying, The war it is all over
and peace is returning
But my Willie’s not returning
from the plains of Waterloo
II
I approached this young maiden
and I said, My fond creature
May I make enquiry as to
what’s your true love’s name?
For I have been in battle
where the loud cannons rattle
And by his description well
I think I know the same
Willie Reilly’s my love’s name,
he’s a hero of great fame
Although he’s gone and left me
in sorrow now ‘tis true
And no man will me enjoy
but my own darling boy
Although he’s not returning
from the plains of Waterloo
III
If Willie Reilly’s your love’s name
then he’s a hero of great fame
He and I have been in battle
through many a long campaign
Through Italy and Russia,
through Germany and Prussia
He was my loyal comrade
in France and in Spain
But alas there at length
by the French we were surrounded
And like heroes of old
we did them subdue
We fought for three days
till at last we defeated him
That bold Napoleon Boney
on the plains of Waterloo
IV
On the fourteenth of June
it be an end in the battle
Leaving many a gallant hero
in sorrow to complain
Where the drums they do beat
and the loud cannons rattle
‘Twas by a Frenchman’s bullet
your young Willie he was slain
And as I drew near to the spot
where he lay bleeding
Scarcely had I time
for to bid him adieu
And as he lay dying these words
he kept repeating
Farewell my lovely Annie
you are far from Waterloo
V
When this maiden she heard
all this sad declaration
Her red rosy cheeks they grew
pale and woeful wan
And when he heard the sound
of her sad lamentations
He drew her in his arms
and said, I am your loving one
Oh see here is the ring
that between us was broken
In the midst of all danger
it reminded me of you
And now this young couple
well they are reunited
No more will Willie battle
on the plains of Waterloo
TRADUZIONE Riccardo Venturi
I
Una bella mattina d’estate,
mentre passeggiavo
giù sulle rive di un fiume
che scorreva limpido
Vidi una bella fanciulla
che si lamentava tristemente
E allora mi nascosi
per ascoltare i suoi tristi lamenti.
Camminava per i boschi,
faceva risuonar le valli
Con la testa attorniata da uccelletti che cantavano;
E diceva: “La guerra è finita
e la pace sta tornando,
Ma il mio Willie non ritorna dalla piana di Waterloo.”
II
Andai verso la fanciulla
e le dissi: “Mia dolce creatura,
Posso chiederti per caso come si chiama il tuo amore?
Ché son stato alla battaglia
dove i cannoni rombavan forte
E dalla sua descrizione, beh,
penso di conoscerti.”
“Willie Reilly è il suo nome,
è un eroe di grande fama
Però è partito e mi ha lasciata
in gran pena, questo è vero;
E nessun uomo mi avrà
tranne il mio adorato ragazzo
Anche se lui non ritorna
dalla piana di Waterloo.”
III
“Se il tuo amore è Willie Reilly,
è un eroe di grande fama,
Sono stato assieme a lui in battaglia
in molte lunghe campagne
Per l’Italia e per la Russia,
la Germania e poi la Prussia,
Mio compagno fu fedele
anche in Francia ed in Spagna.
Ma, ohimè! A lungo andare
i francesi ci han circondati
E come eroi consumati
noi li abbiamo soggiogati
Combattemmo per tre giorni finché non lo abbiam battuto,
Quel prode Napoleone il Bòna,
sulla piana di Waterloo.”
IV
Il quattordici di giugno (*)
la battaglia terminò
Lasciando molti bravi eroi
a lamentarsi dal dolore;
Là dove i tamburi rullano
e i cannoni romban forte
Una pallottola francese
ha ucciso il tuo giovane Willie.
E io andai là verso dove
lui giaceva insanguinato
E poi ebbi appena il tempo di dargli l’estremo addio;
E giacendo là morente
ripeteva queste parole:
Addio mia amata Annie,
sei lontana da Waterloo.”
V
Quando la fanciulla udì
questa triste narrazione
Le sue guance impallidirono diventando esangui a morte;
E quando lui sentì il suono
dei suoi tristi lamenti
La prese tra le braccia
e disse: “Ma sono io il tuo amore!
Guarda, ecco l’anello
che ce lo siamo spezzato in due,
In mezzo a ogni pericolo
mi faceva pensare a te!”
E ora questa giovane coppia,
beh, è di nuovo insieme
E Willie non combatterà più
sulla piana di Waterloo.

NOTE
(*)La battaglia si svolse in realtà il 18 giugno 1815

FONTI
https://mainlynorfolk.info/shirley.collins/songs/plainsofwaterloo.html
https://mainlynorfolk.info/folk/songs/theeighteenthdayofjune.html

http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=1263
https://www.antiwarsongs.org/canzone.php?lang=it&id=39528

JOIN THE BRITISH ARMY

Charles Green: la ragazza lasciata indietro 1880 Soldati che si imbarcano per le guerre napoleoniche
Charles Green: la ragazza lasciata indietro 1880
Soldati che si imbarcano per le guerre napoleoniche

Tra le irish rebel song di non precisata data che viene fatta risalire all’epoca vittoriana e alle barrak songs (i canti da caserma) “Join the British Army”, lungi dall’essere un’esortazione all’arruolamento, è stata riportata in auge nel canto folk di protesta degli anni 60 da Ewan McColl, il quale ne fece una popolare versione ripresa dagli interpreti successivi.
La canzone è irriverente e accosta i bravi soldatini inglesi a tante scimmie ammaestrate
Toora loora loora loo
sembrano le scimmie dello zoo…

E ognuno che la canta ci mette del suo..

La melodia è ripresa  da un titolo scozzese “The Lass O’ Killiecrankie” con la quale condivide  la prima strofa e parte del ritornello
La Lass O’ Killiecrankie inizia con:
When I was young I used to be
As fine as a lad as you could see
the Prince of Wales invited me
To come and join his army
Il ritornello però non fa menzione delle scimmie allo zoo
Too ra loo ra loo ra loo
She’s as sweet as honeydew
Too ra loo ra loo ra loo
The Lass from Killiecrankie

Il testo prosegue poi con tutte altre amenità rivolte alla bella in questione. Da ascoltare in una versione che più vintage non si può Harry Lauder – The Lass O’ Killiecrankie (1904)

Ma ritorniamo alla irish rebel song , volendo tracciare un percorso possiamo considerarla il contro altare della canzone “Over the Hills and Far Away” pubblicata da Thomas D’Urfey nella sua raccolta “Pills to Purge Melancholy” (1706) (canzone che circolava già alla fine del 1600..) e di strada ne ha fatta parecchia per finire rimaneggiata anche ai giorni nostri.. con il titolo US ARMY

THE BRITISH ARMY

ASCOLTA Ronnie Drew


I
When I was young I used to be
As fine a man as ever you’d see
Til the Prince of Wales he said to me:
“Come and join the British army”
CHORUS
Toora loora loora loo,
they’re looking for monkeys up at the zoo
And I: “If I had a face like you,
I’d join the British army”
II
Sarah Conlon baked a cake,
‘twas all for poor oul Slattery’s sake
She threw herself into the lake,
pretending she was barmy
III
Corporal Daly went away,
his wife got in the family way
And the only thing that she could say,
was: “BIP the British army”
IV
Corporal Kelly’s a terrible drought,
just give him a couple of jars of stout
And he’ll beat the enemy with his mouth and save the British army
V
Kilted soldiers wear no drawers,
won’t you kindly lend them yours
The rich must always help the poor
to save the British army
TRADUZIONE CATTIA SALTO
I
Quando ero giovane ero di bell’aspetto, come pochi se ne vedono
finchè il principe del Galles mi disse:
‘Vieni ed unisciti all’Esercito inglese’
CORO
Toora loora loora loo
sembrano le scimmie dello zoo
“Se avessi la vostra faccia,
mi unirei all’Esercito inglese!”.

II
Sara Conlon preparò il dolce
fu tutto per l’amore del povero vecchio Slattery
che si gettò nel lago
immaginando di essere impazzita
III
Caporale Daly (1) se ne andò
sua moglie restò incinta (2)
e la sola cosa che potesse dire
era “BIP l’Esercito inglese”
IV
Caporale Kelly ha una sete terribile
dategli solo un paio di bicchieri di stout
e sconfiggerà il nemico a morsi
per salvare l’Esercito inglese
V
I soldati in kilt non hanno le mutande
vorreste gentilmente prestargli le vostre?
I ricchi devono sempre aiutare i poveri
per salvare l’esercito inglese

NOTE
1) i soldati che la cantavano mettevano i nomi dei loro sottoufficiali da prendere in giro
2) espressione idiomatica

COME AND JOIN THE BRITISH ARMY

ASCOLTA i Dubliners (voce Luke Kelly) in More of the Hard Stuff 1967 con delle strofe leggermente diverse


I
When I was young I used to be
As fine a man as ever you’d see
Til the Prince of Wales he said to me:
“Come and join the British army”
CHORUS
Toora loora loora loo,
they’re looking for monkeys up at the zoo
“If I had a face like you,
I’d join the British army”

II
Sarah Comden baked a cake,
‘twas all for poor oul Slattery’s sake
She threw meself into the lake,
pretending I was barmy
CHORUS
Toora loora loora loo
What make me mind up what to do?
Now I’ll work me ticket home to you
And …. the British army

III
Sergent Heeley went away,
his wife got in the family way
And the only words that she could say,
was: “Blame the British army”
CHORUS
Toora loora loora loo
Me curse upon the Labour too (blu) (3)
That took me darling boy from me
To join the British army
IV
Corporal Sheen’s a turn o’ the ‘bout,
just give him a couple of jars of stout
He’ll bake the enemy with his mouth
and save the British army
TRADUZIONE CATTIA SALTO
I
Quando ero giovane ero di bell’aspetto,
come pochi se ne vedono
finchè il principe del Galles mi disse:
‘Vieni ed unisciti all’esercito inglese’
CORO
Toora loora loora loo
sembrano delle scimmie dello zoo
“Se avessi la vostra faccia,
mi unirei all’Esercito inglese!”.
II
Sara Comden preparò il dolce
fu tutto per l’amore del povero vecchio Slattery
lei mi gettò nel lago
immaginando che ero impazzito
CHORUS
Toora loora loora loo

che cosa mi resta da fare?
Andrò alla ricerca del biglietto per casa
e .. all’esercito inglese
III
Il Sergente Heeley (1) se ne andò
sua moglie restò incinta (2)
e la sola cosa che potesse dire
era “E’ colpa dell’esercito inglese”
CHORUS
Too ra loo ra loo ra loo,
maledetti i Laburisti (3)
hanno portato via il mio amato ragazzo
che si è arruolato nell’esercito inglese
IV
Caporale Sheen si fa due passi (4)
dategli solo un paio di bicchieri di stout
farà del nemico un sol boccone (5)
per salvare l’esercito inglese

NOTE
3) “Labour-broo” anche scritto come brew o blu o too nelle note di MacColl “The reference to the “Labour-broo” (the Unemployment Exchange) in the refrain of the third stanza suggests that the song continued to grow during the 1920s.”
4) potrebbe anche voler dire “si guarda intorno”
5) l’unica frase sensata per una traduzione

FUCK THE BRITISH ARMY

Mentre i Dubliners la bippano gli Irish Rovers se ne infischiano altamente
ASCOLTA Irish Rovers

la versione testuale riportata è solo una parte di quanto cantato.


I
When I was young I used to be
as fine a man as ever you’d see;
The Prince of Wales, he said to me,
“Come and join the British army.”
Too ra loo ra loo ra loo,
they’re looking for monkeys up in the zoo “
If I had a face like you,
I would join the British army.
II
Sarah Camdon baked a cake;
it was all for poor old Slattery’s sake.
I threw meself into the lake,
pretending I was balmy.
III
Corporal Duff’s got such a drought,
just give him a couple of jars of stout;
He’ll kill the enemy with his mouth
and save the British Army.
Too ra loo ra loo ra loo,
Me curse is on the Labour crew 
They took your darling boy from you
to join the British army.
……
TRADUZIONE CATTIA SALTO
I
Quando ero giovane ero di bell’aspetto,
come pochi se ne vedono
finchè il principe del Galles mi disse
‘Vieni ed unisciti all’esercito inglese’
Toora loora loora loo
sembrano delle scimmie dello zoo
“Se avessi la vostra faccia,
mi unirei all’esercito inglese!”.
II
Sara Camdon preparò il dolce
fu tutto per l’amore del povero vecchio Slattery
mi gettò nel lago
immaginando che fossi pazzo
III
Caporale Duff ha una sete terribile
dategli solo un paio di bicchieri di stout
e sconfiggerà il nemico a morsi
per salvare l’esercito inglese
Too ra loo ra loo ra loo,
maledetti i Laburisti
hanno portato via il vostro amato ragazzo
che si è arruolato nell’esercito inglese

US ARMY

I Booze Brothers ne hanno fatto una versione USA con il titolo “US Army” attualizzata, modificando ovviamente i personaggi ed ecco che il Principe del Galles diventa il presidente Bush e viene tirata in ballo Sarah Palin.

I
When I was young I used to be,
A finer man who e’er ya see,
Then President Bush came up to me,
Join the US Army
Ta-loo ra-loo ra-loo ra-loo,
They’re lookin for monkeys up the zoo,
Says I if Id have a face like you,
I’d join the US Army
II
Sarah Conner baked a cake,
It’s all for poor slattery’s sake,
She threw meself into the lake,
Pretendin’ I was barmy,
Ta-loo ra-loo ra-loo ra-loo,
I’ve made me mind with what to do,
I’ll work me ticket home to you,
And f*ck The US Army,
III
When I lived on to fight away,
Her wife got in the family way,
The only thing that she could say,
Was blame the US Army,
Ta-loo ra-loo ra-loo ra-loo,
Me curse upon the labour blue,
That took my darlin boy from me,
To join the US Army,
IV
Sarah Palin(7) buy her way,
……………….
……………………
To save the US Army
Ta-loo ra-loo ra-loo ra-loo,
I’d made up me mind on what to do,
I’ll work my ticket home to you,
And f*ck the US Army,
V
When I was young I had a twist,
For punchin raqi’s with me fist,
Though I thought I might enlist,
And join the US Army,
Ta-loo ra-loo ra-loo ra-loo,
I’d made up me mind on what to do,
I’ll work my ticket home to you,
And f*ck the US Army,
TRADUZIONE CATTIA SALTO
I
Quando ero giovane ero di bell’aspetto,
come pochi se ne vedono
finchè il presidente Bush venne da me:
‘Unisciti all’esercito americano’
Toora loora loora loo
sembrano delle scimmie dello zoo
“Se avessi la vostra faccia,
mi unirei all’esercito americano!”.
II
Sara Conner preparò il dolce
fu tutto per l’amore del povero Slattery,
mi gettò nel lago
immaginando che fossi pazzo
Toora loora loora loo
che cosa mi resta da fare?
Andrò alla ricerca del biglietto per casa
e .. all’esercito americano
III
Allora continuavo a combattere
e sua moglie restò incinta (2)
e la sola cosa che potesse dire
era maledire l’esercito americano
Too ra loo ra loo ra loo,
maledetti i Laburisti
hanno portato via mio amato ragazzo
che si è arruolato nell’esercito americano
IV
Sarah Palin si comprò la salvezza
……………….
………………….
per salvare l’esercito americano
Toora loora loora loo
che cosa mi resta da fare?
Andrò alla ricerca del biglietto per casa
e .. all’esercito americano
V
Quando ero giovane avevo
la smania di tirare cazzotti (6)
e pensai che potevo iscrivermi
e arruolarmi nell’esercito americano
Toora loora loora loo
che cosa mi resta da fare?
Andrò alla ricerca del biglietto per casa
e .. all’esercito americano

NOTE
6) uno che faceva a pugni fin da ragazzino
7) Sarah Louise Heath coniugata Palin diventata governatrice dell’Alaska nel 2006 (Wiki)

FONTI
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=618
https://www.antiwarsongs.org/canzone.php?lang=it&id=31758
http://www.irish-folk-songs.com/the-british-army-chords-and-lyrics.html
http://mysongbook.de/msb/songs/b/britishar.html
http://www.metrolyrics.com/join-the-british-army-lyrics-dubliners.html
https://www.musixmatch.com/it/testo/Booze-Brothers/Us-Army
http://www.traditionalmusic.co.uk/song-midis/Join_the_British_Army.htm