Bulgine run

Bulgine Run (Let the Bulgine Run) è una sea shanty meno conosciuta di Eliza Lee con la quale condivide la frase “Let the bulgine run.”
Secondo Stan Hugill “bulgine” o “bullgine” e un termine gergale americano  per  “locomotiva”, su Mudcat leggiamo “Bullgine is, indeed a term applied a small steam loco- motive which runs on short tracks and is usually used to haul ships through locks and canals. A donkey engine is a stationary engine which might be used on board ship to power a winch or to run a pump; it has no tracks, tending to be portable, if not mobile. A pony engine is a similar small locomotive built to use regulation-gauge railroad rails, and used for moving cars in a railroad switchyard. The earliest entry I could find for the word in a quick search was 1846; it was in use as late as 1939.” (da qui)
Stan la classifica tra le pumping shanty per non annoiarsi durante il lungo lavoro di pompaggio dell’acqua di sentina.

JOHN BULL

Robert Stevens era il figlio del colonnello Stevens, considerato il padre delle ferrovie americane. Infatti, già nel 1815 John Stevens aveva richiesto, senza successo, l’autorizzazione di costruire una ferrovia nel New Jersey. Aveva riprovato nel 1823 nello Stato di Pennsylvania, ma con uguali risultati.
Nel 1824 il colonnello Stevens costruì a sue spese un circuito dimostrativo a Hoboken, nel New Jersey, dove fece circolare una piccola locomotiva con caldaia verticale e un solo cilindro. Questa macchina, che pesava appena 450 kg e raggiungeva i 20 km/h, fu, di fatto, la prima locomotiva americana, ma non raccolse il successo sperato.
Il figlio del colonnello, decise di seguire le orme paterne. Riuscì a farsi assumere dalla giovane compagnia Camden & Amboy, ma invece di cimentarsi in esperimenti con prototipi, consigliò saggiamente l’acquisto di locomotive in Inghilterra, presso la ben nota ditta Stephenson. Organizzò così un viaggio d’affari, durante il quale ebbe anche tutto il tempo necessario per inventare una nuova forma di binario che, disegnato successivamente dall’inglese Charles Vignoles, diventò il binario più utilizzato di tutto il mondo.
Ritornato negli Stati Uniti nel 1831 con una locomotiva smontata, Stevens cominciò a farla riassemblare dal meccanico della rete, Isaac Dripps. Sembra però che mancassero le istruzioni e, in assenza di precise indicazioni, Dripps fece di testa sua. La locomotiva venne assemblata con una forma del tutto diversa da quella prevista dal fornitore. La macchina viaggiava con una traiettoria piuttosto imprecisa a causa degli eccessivi giochi laterali degli assi, dovuti al montaggio improvvisato. Dripps pensò allora di dotare la locomotiva di un terzo asse supplementare posto in avanti, montato su un piccolo telaio articolato rispetto a quello principale, inventando così il carrello-sterzo anteriore, ma per far questo dovette smontare le bielle di collegamento tra gli assi lasciando così la macchina con un solo asse motore anziché i due previsti.
Su questo carrello-sterzo collocò anche un cacciapietre a forma di cuneo per eliminare tutto ciò che poteva depositarsi o ingombrare i binari delle linee mal custodite: pietre, rami, alberi, animali, ecc. Questo “cowcatcher” (scaccia mucche) diventò la caratteristica delle locomotive americane.
Successivamente alla locomotiva fu montata una cabina in legno per proteggere le squadre di guida dalle intemperie e anche il tender fu chiuso per avere sempre legna asciutta da ardere.


La locomotiva entrò in servizio solo nel novembre del 1833, dovendo attendere che la breve linea Camden-Bordentown, lunga 42,5 km, fosse ultimata. Rimase in funzione fino al 1866, poi venne parcheggiata in uno dei depositi della Pennsylvania Railroad che, nel frattempo, aveva acquistato la linea. Dimenticata, la locomotiva rimase intatta e, nel 1885, la Pennsy la regalò allo Smithsonian’s National Museum of American History di Washington, dove si trova tuttora. (tratto da qui)

LA VERSIONE DI JOHN SHORT: BULGINE RUN

“John Short called two of his shanties Bulgine Run – this capstan shanty is better known as Run, Let the Bulgine Run to distinguish it from Clear the Track, Let the Bulgine Run also known as Liza Lee.  Short gave this to Sharp as a capstan shanty although, given the elaborate second shantyman’s line, its structure is that of a halyards song.” (tratto da qui)
In effetti nel testo riportato nel “The Advent and Development of Chanties” richiama più un canto salpa ancora che una pumping shanty.
We’ll run from Dover to Calais.
We sailed away from Mobile Bay.
We gave three cheers and away we went.
Now up aloft this yard must go.
We’re homeward bound for Liverpool Docks.

ASCOLTA Barbara Brown in Short Sharp Shanties : Sea songs of a Watchet sailor vol 1 (su spotify)


We’ll run from night till morning.
O run, let the bullgine (1) run.
Way yah, oo-oo oo-oo-oo, (2)
O run, let the bullgine run.
We’ll run from here to dinnertime
We’ll run from Dover to Calais
We sailed all day to Mobile
Bay.
Pump me bullies pump
or drown
Oh we’ll run down south round the Horn
From Liverpool to Frisco
we’ll pump her dry and away we’ll go
she is a dandy clipper(3) and a bully crew
The captain (?make her hosenose clear?)*
so we’ll rock and roll her over (4)
Traduzione italiano di Cattia Salto
Correremo notte e giorno
Oh correre, fai correre il motore
Way yah, oo-oo oo-oo-oo,
Oh correre, fai correre il motore.
Correremo da qui all’ora di pranzo
correremo da Dover a Calais
Navighiamo tutto il giorno per Mobile Bay
Pompate miei bravacci pompate o annegate!
Correremo verso Sud per doppiare l’Horn
da Liverpool a San Francisco
pomperemo e poi la lasceremo
è un dandy clipper e una ciurma di sbruffoni
il capitano ??
così ce la metteremo tutta

NOTE
* ho ancora delle difficoltà nella trascrizione del testo non riuscendo a individuare bene la pronuncia di alcune parole
1) scritto anche come Bull John
2) una tipica frase delle halyard shanty
3) Dandy è il nome di uno specifico modello di nave del 1825, un vascello a due alberi
4) rock and roll over  assume molti significati a seconda del contesto

FONTI
http://www.goldenhindmusic.com/lyrics/LETTHEBU.html
https://mudcat.org/thread.cfm?threadid=16554
http://terreceltiche.altervista.org/eliza-lee/
https://mainlynorfolk.info/watersons/songs/letthebulginerun.html
http://www.kbapps.com/lyrics/sailor-shanties/OhrunlettheBullginerun.php
http://www.boundingmain.com/lyrics/bulgine.htm

CARRIGDHOUN

Una vecchia aria tradizionale irlandese ha conosciuto un disceto successo come melodia abbinata a diverse canzoni, come spesso accade nell’ambito della musica tradizionale, una buona vecchia melodia è sempre pronta per un nuovo testo!
Già Thomas Moore (1779-1852) scrisse il testo della sua canzone “Bendemeer’s Stream” e un’altra canzone fu pubblicata sul “Nation” del 15 febbraio 1845 con il titolo “Lament of the Irish Maiden: A Brigade Ballad” prendendo sempre in prestito la stessa melodia.

Anche intotolata Carrigdhoun (o Carraig Donn) la canzone è attribuita da alcuni a Ellen Mary Patrick Downing (1828-1869), da altri a Denny Lane (1818-1895) di Cork. La melodia è finita poi nella “The Mountains of Mourne” scritta da  Percy French.

IL LAMENT

Danis Nagle in Land met sea project (qui)

Il testo rimanda al passato dell’Irlanda e si riferisce a una località vicina al Ballea Bridge sulla strada per Ballygarvan (da ammirare nelle spettacolari foto di Danis Nagle (qui), il ponte costruito nel 1790 con la pietra calcarea del posto è romanticamente integrato nel paesaggio.
Siamo in Autunno e la natura tutta sembra triste e desolata proprio come il cuore della fanciulla, la quale vanamente cerca sollievo nel ricordo della primavera passata, quando il suo Donald era ancora con lei e le giurava eterno amore! Così non ci saranno mai più primavere per lei a meno che non decida di seguirlo e emigrare in Francia!

Una fanciulla si dispera perchè il suo innamorato l’ha lasciata per andare a combattere l’Inghilterra arruolandosi nell’esercito francese. Erano i tempi della “Fuga dei Conti” così anche i giovani della Famiglia McCarthy (insediati nel Castello di Ballea) privati di terre e proprietà presero il volo.
Quando la Glorious Revolution del 1688 viene vinta dal protestante Guglielmo III d’Orange (e dalla neonata monarchia costituzionale) gli Irlandesi si schierano con il re cattolico spodestato Giacomo II Stuart (il quale fu costretto a fuggire di nuovo in Francia): alla fine delle lotte per la rivendicazione al trono con il trattato di Limerick del 1691 agli Irlandesi fu dato scegliere tra il giuramento di fedeltà a Guglielmo III o l’esilio e il sevizio militare sul continente; così molti soldati preferirono l’esilio e andarono a ingrossare le fila dell’esercito francese, mentre l’aristocrazia coloniale (Ascendancy) si impossessò delle loro terre e del potere. (continua)

 

ASCOLTA Cherish the Ladies in “The Back Door”, 1992
ASCOLTA Ernst Stolz arrangiamento strumentale

Versione Cherish the Ladies
I
On Carrigdhoun (1) the heath is brown,
The sky is dark o’er Ardnalee (2),
And many a stream comes rushing down
To swell the angry Ownabwee (3) ;
The moaning blast
goes sweeping fast
Through many a leafless tree,
And I’m alone, for he is gone,
My hawk (4) has flown,
ochone, machree (5)!
II
The heath was green
on Carrigdhoun,
Bright shone the sun
over Ardnalee,
The lighlting green trees bent trembling down
To kiss the slumbering Ownabwee;
That happy day,
’twas but last May,
‘Tis like a dream to me,
When Donnell swore,
ay, o’er and o’er,
We’d part no more,
astor machree (6)!
III
Light April showers
and bright May flowers
Will bring the summer back again,
But will they bring me back the hours
I spent with my brave
Donnell then?
‘Tis but a chance,
he’s gone to France,
To wear the fleur-de-lys (7);
But I’ll follow you my Donnell Dhu,
For still I’m true to you,
machree.
Traduzione italiano Cattia Salto
I
Sul Carrigdhoun la brughiera
è secca
il cielo è nuvoloso sopra Ardnalee
e più di un ruscello scorre rapido
a gonfiare il furioso Ownabwee,
il rimbombo lamentoso
prosegue svelto
attraverso molti alberi senza foglie
e io sono sola, perchè lui è partito
il mio falco ha preso il volo
ahimè cuore mio!
II
La brughiera era verde sul Carrigdhoun
luminoso splendeva il sole su Ardnalee,
gli alberi di un verde acceso
si piegavano tremuli
a baciare il placido Ownabwee;
quale giorno felice
era lo scorso Maggio
ma era solo un sogno per me
quando Donnell mi giurò,
si, e ancora e ancora
che non ci saremmo mai lasciati,
amore mio!
III
Le pioggerelline di Aprile
e i fiori vivaci di Maggio
riporteranno nuovamente l’estate,
ma mi riporteranno indietro le ore
che ho trscorso con
il mio coraggioso Donnell?
Non sarà possibile
perchè è partito per la Francia
a indossare il giglio,
ma ti seguirò mio Donnell Dhu
perchè ti sono sono ancora fedele.
cuore mio

NOTE
1) Carrigdhoun: è una parola inventata dall’autore del testo.
2) Ard-na-Lee o Ardnalee è una località nei pressi di Cork
3) scritto anche come Own na Buidhe: Il fiume Owenabue [Owenboy] passa a sud della città di Cork.
4) in codice venivano chiamati “oche selvagge”
5) ochone mo chroidhe
6) a stór mo chroidhe, scritto anche A Stor Mo Chroi significa letteralmente: Tesoro del mio cuore
7) fleur-de-lys è il nome in francese del giglio araldico, emblema della ragalità.

FONTI
http://ontanomagico.altervista.org/sailing-lowlands.htm
https://mudcat.org/thread.cfm?threadid=5288
http://www.carrigdhoun.com/index.php/carrigdhoun/news-feature/carrigdhoun-the-origins-of-the-name
http://www.stewarthendrickson.com/VictoryMusic/March02-MusicalTrad-BorrowedTunes&Words.html