Tha Mo Leabaidh ‘san Fhraoch

Stemma del clan Cameron di Lochiel, il motto originario era: Mo Righ ‘s Mo Dhuchaich (For King and Country)

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“Tha Mo Leabaidh ‘san Fhraoch” (In the Heather’s My Bed) è un canto giacobita risalente al 1747 attribuito ad un guerriero highlander sostenitore della causa giacobita tale Dougal Roy Cameron.
La storia legata alla canzone è oltremodo avvincente: Dougal Roy Cameron (MacGillonie/MacOllonie) (oppure Dughall Ruadh Camaran) era un soldato nel reggimento di Donald Cameron di Lochiel, preso prigioniero nella battaglia di Culloden (o in qualche conflitto appena precedente) e poi liberato il 15 luglio 1747.
Poco prima della cattura aveva appreso della morte del fratello, giustiziato per ordine di uno spietato ufficiale di nome Grant di Knockando, mentre era in procinto di arrendersi insieme ai suoi comagni. Alcuni Cameron, che avevano assistito da vicino all’esecuzione, assicurarono che il capo plotone era un ufficiale che indossava una redingote blu e cavalcava un cavallo bianco. Al suo rilascio Dougal andò alla ricerca di quell’ufficiale per ucciderlo e lo trovò nei pressi del Loch Arkaig, ma ci fu uno scambio di persona  e uccise Munro di Culchairn che indossava la stessa giubba. Ecco perchè il nostro fuorilegge trascorre le notti insonni, nascosto in qualche buio e umido anfratto tra le forre, pentendosi di non essere riuscito nell’intento di vendicare il sangue del fratello .
Alla storia personale del guerriero s’intreccia la delusione per l’amara sconfitta della causa giacobita (attribuita come da copione al volta faccia di alcuni tra i maggiori capi clan) e la speranza di un ritorno trionfale del Bel Carletto.

ASCOLTA The Lochies riassumono il testo in otto strofe, per la versione integrale qui

I
Tha mo leabaidh ‘san fhraoch
Fo shileadh nan craobh,
‘S ged tha mi ‘sa choille
Cha do thoill mi na taoid.
II
Tha mo leab’ air an làr
‘S tha mo bhreacan gun sgàil,
‘S cha d’fhuair mi lochd cadail
O’n a spaid mi Cùl Chàirn.
III
Tha mo dhùil ann an Dia
Ged a dhìobradh Loch Iall,
Fhaicinn fhathast na chòirneal
An Inbhir Lòchaidh seo shìos.
IV
Bha thu dìleas do’n Phrionns’
Is d’a shinnsre o thùs,
‘S ged nach tug thu dha t’fhacal
Bha thu ceart air a chùl.
V
Cha b’ionnan ‘s MacLeòid
A tha ‘n-dràsd’ aig Rìgh Deòrs’,
Na fhògarrach soilleir
Fo choibhreadh ‘n dà chleòc.
VI
Cha b’ionnan ‘s an laoch
O Cheapaich nan craobh
Chaidh e sìos le chuid ghaisgeach,
‘S nach robh tais air an raon.
VII
Ach nuair a thig am Prionns’ òg
Is na Frangaich ‘ga chòir,
Théid sgapadh gun taing
Ann an campa Rìgh Deòrs’.
VIII
‘S ged tha mis’ ann am fròig
Tha am botal ‘nam dhorn,
‘S gun òl mi ‘s chan àicheadh
Deoch-slàint a’ Phrionns’ òg.
Traduzione inglese*
I
In the heather ‘s my bed
‘Neath the dew-laden trees,
And though I’m in the green-wood
I deserved not the ropes.
II
My bed’s on the ground
And uncovered’s my plaid,
Sleep has not come upon me
Since I murdered Culchairn.
III
My hope rests in God,
Though Lochiel has gone,
I’ll yet see him a colonel
In Inverlochy down here.
IV
Thou wast true to the Prince
And his race, from the first,
Though thou hadst never promised
Thou didst give him true aid.
V
Not so did MacLeod,
Who is now for King George,
A manifest outcast
‘Neath the shade of two cloaks.
VI
Not so the warrior brave
From Keppoch of the trees,
Who charged down with his heroes,
Unafraid on the field.
VII
But when comes the young Prince
With the Frenchmen to aid,
Unthanked will be scattered
The camp of King George.
VIII
And though I’m in a den,
There’s a glass in my hand,
And I’ll drink, and refuse not,
A health to Prince Charles.
Traduzione italiano Cattia Salto
I
L’edera è il mio giaciglio
sotto gli alberi carichi di rugiada
e sono (nascosto) nel folto del bosco
perchè non meritavo l’impiccagione
II
Il mio giaciglio è la terra
e mi corpo con il mantello (1)
ma il sonno non viene
da quando ho ucciso Culchairn (2)
III
La mia speranza affido a Dio
anche se Lochiel (3) è partito
lo vedrò ancora colonnello
laggiù a Fort William (4).
IV
Tu eri un seguace del Principe
e alla sua causa, dal principio
e senza aver prestato giuramento,
gli desti il tuo aiuto sincero
V
Non così fece MacLeod (5),
che ora parteggia per Re Giorgio
un palese reietto
colui che serve due padroni (6)
VI
Non così il guerriero coraggioso
da Keppoch degli alberi (7)
che andò all’assalto con i suoi eroi
senza paura sul campo di battaglia
VII
Ma quando ritornerà il giovane Principe
aiutato dai Francesi (8)
in un amen sarà disperso
l’esercito (9) di Re Giorgio
VII
Anche in questo nascondiglio (10)
alzo il bicchiere
e non mi rifiuterò di bere
alla salute del Principe Carlo

NOTE
* John Lorne Campbell in “Highland Songs of the ’45” (1932)
1) è il pratico kilt del montanaro scozzese: Il vero kilt (in gaelico philabeg) è in effetti una lunga coperta (plaid) cioè un unico, lunghissimo, pezzo di stoffa (il tartan) delle dimensioni di 65-75 cm di altezza per una lunghezza di 5 metri circa, pieghettato e drappeggiato intorno ai fianchi e poi riportato sulle spalle come un mantello (che funzionava bene anche come grande tasca dove infilare gli oggetti da trasportare o le armi).  Era indubbiamente un capo pratico, senza troppe pretese di eleganza che teneva al caldo e al riparo, e perciò prevalentemente un abito “rustico”abbinato per lo più allo stivale ad altezza ginocchio (cuaron) ma più spesso portato a piede nudo (e dovevano avere dei fisici ben temprati questi scozzesi che se ne stavano al vento, pioggia e neve così conciati!) Ai rudi scozzesi di montagna  serviva come coperta per coprirsi durante il giorno e come giaciglio in cui dormire durante le notti passate nella brughiera. (continua)
2) il capitano Murno di Culcairn che aveva preso in prestito il mantello (o la giubba) di Grant
3) Donald Cameron di Lochiel (c.1700 – Ottobre 1748) soprannonimato semplicemente “Gentle Lochiel” per i suoi atti di magnanimità nei confronti  dei prigioneri,  fu tra i più influenti capoclan tradizionalmente fedele alla Casa Stuart. Si unì al Principe Carlo nel 1745 e dopo Culloden fuggì in Francia dove morì in esilio. La sua famiglia fu riabilitata e reintegrata nel titolo con l’amnistia del 1748.
4) Fort William a Inverlochy: uno dei forti che faceva parte della catena di fortificazioni (insieme a Fort Augustus e Fort George) utilizzata per tenere sotto controllo le possibili rivolte giacobite. E’ rimasto come presidio militare fino al 1855. Fort William è il centro più importante della Scozia, snodo ferroviario e stradale (qui si dipartono la West Highland Way e la Great Glen Way).
5) McLeod di McLeod ha promesso il suo sostegno al Principe per rimangiarsi la parola quando l’ha visto arrivare senza soldi e senza uomini. La sua defezione ha pesato pesantemente nel fallimento della rivolta.
6) Nel Medioevo il servizio feudale al proprio sire era tributato simbolicamente mettendosi “sotto al suo mantello”, così anche alla sposa durante la celebrazione del Matrimonio veniva appoggiato il mantello del futuro marito sulle spalle, in segno di sottomissione
7) Alexander McDonald di Keppoch morì alla testa del suo clan a Culloden mentre il resto dei McDonalds ripiegava
8) il Bel Carletto non ritornerà più in Scozia vedi
9) letterlamente l’accampamento
10) dopo Culloden molti guerrieri cercarono rifugio in grotte e anfratti per sfuggire ai rastrellamenti delle truppe inglesi:  nei mesi e anni successivi a Culloden fu caccia all’uomo per coloro che erano riusciti a fuggire dal campo della battaglia e per i loro sostenitori, anche le famiglie e i simpatizzanti vennero incarcerati e coloro che offrivano ospitalità ai fuggiaschi erano espropriati e processati per alto tradimento. Le Highlands furono militarizzate e tenute sotto stretto controllo inglese, senza parlare delle leggi volte a spezzare “l’highlander pride”

continua

APPROFONDIMENTO
http://terreceltiche.altervista.org/war-songs-anti-war-songs/you-jacobites-by-name/

http://terreceltiche.altervista.org/charlie-hes-my-darling/

FONTI
https://it.wikipedia.org/wiki/Clan_Cameron
http://chrsouchon.free.fr/hamoleab.htm

OUTLANDER SERIES: Bean Tighearna Bhail’ ‘n Athain

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“Bean Tighearna Bhail’ ‘n Athain” ovvero “The Woman of Balnain”  (in italiano “La moglie di Balnain”) è un canto in gaelico per la serie TV Outlander, composto appositamente da  Bear McCreary (sul testo di Diana Gabaldon).
Nel primo libro della serie intitolato “Outlander” (in italiano La straniera) Diana Gabaldon narra del viaggio nel tempo di Claire Randall che attraversando un cerchio di pietre nei pressi di Inverness,  si ritrova magicamente catapultata duecento anni indietro nella Scozia di metà Settecento. Imbattutasi in un gruppetto di highlanders del clan McKenzie viene condotta a Castel Leoch dove conosce il capo clan Colum McKenzie.

il bardo gallese Gwyllyn (Gillebrìde MacMillan )

L’intrattenimento serale ha come ospite d’onore il bardo gallese Gwyllyn con musica, canti e racconti  in particolare sui Wee Folk (il piccolo popolo, vezzeggiativo con cui sono chiamate le creature magiche del folklore scozzese)

L’ESTRATTO DA LIBRO

Così scrivel Gabaldon nella parte seconda del libro sotto il titolo di “Intrattenimenti serali”:
“Una mi colpì in particolare, e cioè quella in cui si parlava di un uomo che , trovandosi su un colle incantato, udì il canto “triste e lamentoso” di una donna proveniente dalle stesse rocce della collina. Ascoltando più attentamente, udì queste parole
“Sono la moglie del Laird di Balnain.
i Folk mi han rapito di nuovo ahimè”
Così l’uomo si era precipitato a casa di Balnain, scoprendo che il proprietario non c’era più, così come il suo figlioletto e sua moglie. Andò subito a cercare un prete e lo portò sulla collinetta. Il prete benedisse le rocce del dun, spruzzandole di acqua santa. Tutto a un tratto calarono le tenebre e si udì un forte rombo simile al tuono. Poi la luna sbucò da una nuvola illuminando la donna, la moglie di Balnain, che giaceva esausta sull’erba con il bimbo tra le braccia. La donna era stanca come se avesse viaggiato da molto lontano, ma non sapeva dire dove fosse stata, nè in che modo fosse arrivata lì.”

Nella versione della serie televisiva Outlander (I stagione, III episodio “The Way Out”) il racconto diventa un canto.
ASCOLTA Gillebrìde MacMillan che nella serie interpreta il ruolo di Gwyllyn the Bard in Outlander: Season 1, Vol. 1 (Original Television Soundtrack)

ASCOLTA Karliene

I
“‘S mise bean Tighearna Bhail’ ‘n Athain
Tha na Sìth air mo ghoid a-rithist, a-risthist,”
Tha mar g’eill gach clach ga ràdh.
II
Gu h-obann an sin, dhorchnaidh an oidhch’
‘S chualas fuaim àrd mar thàirneanach
‘S thàinig a’ ghealach a-mach
Fo sgàil nan neòil.
‘S bhoillsg ì air a’ chaileig
III
Bean Bhail ‘n Athain ì fhèin a bh’ann,
‘Sgìth ‘s claoidht mar gun d’shiubhail i fada.
Bean Bhail ‘n Athain ì fhèin a bh’ann,
Ach nach b’urrainn ins càite an robh i
No idir mar rinn i tighinn.


I
“I am the lady of Baile An Àthain.
The folk have stolen me again, again,”
it is as if every stone is saying.
II
Suddenly then, the night darkened
And I heard a loud noise like thunder
And the moon came out
From the shadow of the clouds.
And it shone on the damsel.
III
It was the woman of Balnain herself that was there,
Weary and worn as she had walked far.
It was the woman of Balnain herself that was there,
But she couldn’t tell where she was
Nor even how she came [there].
Traduzione italiano Cattia Salto*
I
“Sono la moglie del Laird di Balnain, i Folk mi han rapito, rapito di nuovo”
è come se ogni roccia dicesse
II
Tutto a un tratto calarono le tenebre e udii un forte rombo simile al tuono
e la luna sbucò
dall’ombra delle nuvole
e illuminò la damigella.
III
Era la moglie stessa di Balnain
che era là
stanca e sfinita come se avesse viaggiato da molto lontano.
Era la moglie stessa di Balnain
che era là
ma non sapeva dire dove fosse stata, nè in che modo fosse arrivata lì

NOTE
* dalla versione in italiano del libro

 

LA SCENA DALLA SERIE TV OUTLANDER

Jamie Fraser al fianco di Claire le traduce il testo e in lei subito si accende la speranza di poter ritornare nuovamente alla sua epoca (il 1945) e al marito Frank.

La traduzione di Jamie è però diversa dal testo in gaelico
Jamie:  Now this one is about a man out late on a fairy hill on the eve of Samhain who hears the sound of a woman singing sad and plaintive from the very rocks of the hill.


I
I am a woman of Balnain.
The folk have stolen me over again, ‘
the stones seemed to say.
I stood upon the hill, and wind did rise, and the sound of thunder rolled across the land.
II
I placed my hands upon the tallest stone and traveled to a far, distant land, where I lived for a time among strangers who became lovers and friends.
III
But one day, I saw the moon came out, and the wind rose once more.
so I touched the stones
and traveled back to my own land
and took up again with the man I had left behind.
Traduzione italiano Cattia Salto
I
“Sono la moglie di Balnain,
i Folk mi han rapito di nuovo”
sembravano dire le rocce.
Stavo sulla collina
e s’alzò il vento
e il rombo del tuono squassò la terra
II
Misi le mano sulla pietra più alta
e viaggiai in una terra molto lontana
dove ho vissuto per molto tempo tra stranieri che divennero amanti e amici.
III
Ma un giorno, vidi sbucare la luna
e il vento alzarsi di nuovo,
così toccai le rocce
e ritornai indietro alla mia terra
e feci ritorno all’uomo da cui ero stata portata via.

Claire: She came back through the stones?
Jamie: Aye, she did. They always do.

Ed ecco la sequenza televisiva Outlander “The Way Out”

Sia Castel Leoch che il dun di pietre (Craigh na Dun) sono invenzioni dell’autrice di Outlander ma ovviamente l’adattamento TV è stato girato negli scenari della Scozia, perciò il Castello di Doune nei pressi di Stirling è il castello di Colum MacKenzie e del suo clan

FONTI
http://www.bearmccreary.com/#blog/blog/outlander-the-way-out-the-gathering-and-rent/
https://ancroiait.wordpress.com/2017/11/03/723-the-woman-of-balnain/

Musica celtica ed elettronica: Clannad & Enya

Da un piccolo paese del Donegal Gweedore che vanta il maggior numero di musicisti per metroquadro,  agli inizi degli anni 70 tre figli della famiglia Brennan (Ciáran, Pól, Máire) e due zii della famiglia Duggan (Noel e Padraig) fondano i Clannad, an clann as Dobhar, ossia “la famiglia originaria di Dore”, un gruppo musicale legato dal sangue ma anche dalla stessa passione per la musica tradizionale irlandese, (e la musica dei Pentangle): arpa, mandola, flauto, chitarra e basso elettrico e soprattutto la voce di Máire (nome gaelico cambiato in Moya ossia come si prinuncia in gaelico ).
Le atmosfere sono delicate, i brani sono in gaelico, ma la svolta arriva nel 1982 con Fuaim (“suono”  pronunciato fùum) quando il gruppo si presenta in sestetto con l’aggiunta della sorellina più piccola Eithne – entrata nel gruppo nel 1979 e che diventerà Enya.
An tull‘ (la mela) è un brano tradizionale in gaelico irlandese arrangiato da Ciarán Brennan & Pól Brennan

I
Tá scéilín nua ‘gam le h-insint dóibhse
Cúrsaí spóirt agus comhrá dí
Úll breá gleoite do chuireas i mo phóca
‘S ni bhfuaras romham ach prátín síl
Ó mo thuirse mar shileann mo shúile
Indiadh an úll ud a bhí breá buí
An óig-bhean uasal bhí t’reis é thabhairt domh
‘S do thabhairfinn púnt ar é bhlaiseadh arís
II
Do shiúlais Cléire agus Carraig Aonair
Cuanta Béara bhí romham sa tslí
Puinte na nGréige ‘gus na nDorsaí Maola
An fhiach ‘s an lao taobh amuigh de Bhaoi
III
Do shiúlais Cualach mar a bhíos buartha
An pharoiste thuaidh a ‘s na hAdhraí
San oileán Muarseadh d’inis dom buachaill
Nach bhfáilghinn a thuairisc go dtéinn thar snaidhm
IV
So shiúlios Coíbh agus Baile na Móna
Cathair Tún Tóime ‘gus Inis Seircín
Soir ar a chósta sea d’inis domh stróinse
Go rabh sé ‘na sheo acu ar Sráid Néidin


I
I have a new story to tell you
It’s good crack and chat over drink
A fine lovely apple I put in my pocket (1)
And all I found was a seed potato
Chorus:
Oh sadly my eyes cry
After that fine yellow apple
And the lovely young woman
who gave it to me
And I’d give a pound to taste it again
II
I walked Clare Island and Fastnet rock
The bays of of Béara Island were before me on the way
Puinte na nGréige and Dorsaí Maola
The raven and the calf outside of Bhaoi (2)
III
I walked through Cualach because I was sad
The northern parish and Eyeries
On the Island of Muarseadh a young man told me
That I wouldn’t get word of her until I’d tie the knot (3)
IV
I walked through Cobh and Ballinamoney
Cathar Tún Tóime and Sherkin Island
On the east coast someone told me
That it was the laughing stock of Kenmare
Traduzione italiana Cattia Salto
I
Ho una nuova storia da raccontare
tra musica e chiacchere davanti a un bicchiere, una mela bella e buona mi misi in tasca (1)
e tutto quello che trovai era una patata germogliata
Coro
Oh tristemente i miei occhi piangono
dietro a quella bella mela gialla e alla bella ragazza che me la diede e avrei dato una sterlina per assaggiarla di nuovo
II
Camminai per Clare Island e Fastnet rock
le insenature di Béara Island erano davanti a me sulla strada
Puinte na nGréige e Dorsaí Maola
il corvo e il vitello fuori da Bhaoi (2)
III
Superai Cualach perchè ero triste
a Cork e Eyeries
sull’isola di Muarseadh un giovane mi disse
che non riuscirò a conoscerla finchè non la sposerò (3)
IV
Attraversai per Cobh e Ballinamoney
Cathar Tún Tóime e l’sola di Sherkin
sulla costa est qualcuno mi disse
che era lo zimbello di Kenmare

NOTE
1) con “cogli (o mordi) la prima mela” s’intende in ogni paese praticamente la stessa cosa (o almeno così è in Irlanda e in Italia)
2) probabilmente il nome locale dato a degli scogli per la loro forma o sagoma
3) modo di dire per sposarsi

Il brano che scala le classifiche portanto il gruppo alla ribalta è però  “Theme from Harry’s Game” dall’omonimo sceneggiato televisivo della BBC: è la musica che li contraddistinguerà negli anni a venire, tappeti sonori evocativi, cori solenni e maestosi, un che di mistico in quel gaelico fiabesco e magico.

Due sorelle a confonto Enya e Moya Brennan

THE CELTS

“Enya” fu l’album di debutto di Enya nel 1987 e venne ristampato nel 1992 con il titolo “The Celts” quando la cantante godeva ormai di una fama internazionale (un successo straordinario ottenuto senza praticamente aver mai fatto  un concerto dal vivo). All’origine il progetto musicale era nato come colonna sonora al documentario sui Celti della BBC (trasmesso nel 1986) musica elettronica in post-produzione, composta davanti ad un sintetizzatore a cui si aggiungono le sovrapposizioni multiple e gli effetti “eterei” che  sono la cifra stilistica di Enya.
Quell’aura sovrannaturale è un prodotto della tecnologia musicale più moderna e la collaborazione di tre menti: Enya che compone le musiche (filtrando il suo background di studi classici e la musica tradizionale irlandese), suona (superbamente) la tastiera e canta, Nicky Ryan produttore e arrangiatore (che ha avuto la genialata di applicare la tecnica delle multivocals, i coretti con l’overdub, alla voce di Enya) e Roma Shane Ryan che scrive i testi in lingue diverse (inglese, gaelico, spagnolo, latino e le lingue tolkeniane).
Non da meno importanti i video puntualmente prodotti per il lancio degli album, che in buona misura soddisfano quella necessità di visibilità artisitca per il pubblico di una musicista che non ama esibirsi dal vivo.

IL PLOT

Tra un volo di colombe, la corona della sovranità (l’eredità celtica) è riposta in uno scrigno d’argento da due fanciulle biancovestite, in una dissolvenza di luce emerge una dama (Enya) a cavallo di un bianco destriero che indossa sulle lunghe vesti di foggia medievale, un mantello rosso bordato da ricami d’oro.
Mentre il rintocco della campana suonata a battente dai monaci cristiani segna l’avvio alla melodia, la dama oltrepassa l’androne del turrito castello (nel cui cortile si trova la campana) e galoppa superando il lungo ponte di legno che unisce l’isolotto su cui è costruito il castello, alla terra ferma.
Sulla dissolvenza ritorna l’immagine delle due fanciulle  avvolte in una luce soprannaturale, attendono l’arrivo di un cavaliere, il quale s’inginocchia innanzi a loro.
La scena si svolge tra le mura di un castello diroccato, pavesato con drappi rossi e spazzato dal vento, in un angolo una spada ficcata nella roccia (omaggio al mito arturiano); dopo aver consegnato lo scrigno le due dame si dirigono verso un Portale Magico decorato lungo i bordi con fregi scolpiti in rilevo, oltre al quale si apre la visione del Mondo degli uomini: comprendiamo così che le fanciulle sono due creature fatate e che il mondo da cui guardano il mondo degli uomini è l‘AltroMondo.
Il volto in primo piano di Enya raccorda il seguito della storia, anche il cavaliere si trova ora nel mondo reale (e i colori sono più vividi) ed è in cerca della dama.
La dama dopo essersi inoltrata nel bosco raggiunge una forra dove le viene incontro una creatura silvana, lo spirito guardiano del luogo. Qui Enya inizia a cantare e la vediamo seguire a piedi lo spirito guardiano che le svela una grotta soffusa da una luce ultraterrena in cui su un trono dorato è assiso dormiente un vecchio re dalla barba bianca (Artù). Il re tiene tra le mani un bastone sormontato da un emblema raffigurante un gallo con la coda di drago (ancora un riferimento al retaggio celtico): il folletto lo stuzzica in volto con una piuma e il re si desta dal sonno e batte con forza il suo bastone a terra; una luce crepuscolare dardeggia tra le foglie di una maestosa quercia in un turbinio di foglie, compare in dissolvenza l’immagine di una delle due fanciulle accanto alla spada nella roccia che si alza ridestata dal tuono: nel cielo avvolto dalle nubi lo squarcio di un fulmine e non appena la nebbia si dirada vediamo una barchetta con a bordo la dama che si muove trasportata dalla corrente (l’omaggio qui va alla dama di Shalott e al dipinto di John William Waterhouse. )

Ecco che finalmente anche il cavaliere raggiunge la distesa d’acqua e la riva su cui è approdata la barca e inginocchiandosi davanti alla dama apre lo scrigno che aveva ricevuto in dono dalle fate da cui si sprigiona una luce bianchissma che tutto dissolve.

Hi-ri, Hi-ro, Hi-ri.
Hoireann is O, ha hi, ra ha, ra ho ra.
Hoireann is O, ha hi, ra ha, ra ha ra.
Hi-ri, Hi-ra, Hi-ri.
Saol na saol,
Tus go deireadh.
Ta muid beo
Go deo.


Life of lives (1),
Beginning to the end.
We are alive
Forever.
Traduzione italiano Cattia Salto
Nei secoli dei secoli
Dal Principio alla Fine
Noi siamo vivi
Per sempre.

NOTE
1) letteralmente “vita dei vivi” per dire “per sempre” o “mondo senza fine”

OF THIS LAND

“Of this Land” nell’album  “Landmarks” 1997 (John McSherry, Ian Parker, Anto Drennan, Deirdre Brenna),  riassume le atmosfere brumose e malinconiche che hanno contraddistinto la musica celtica di quegli anni, gli strumenti sono tradizionali, ma le tastiere e i sintetizzatori introdotti a suo tempo da Enya, che ormai si è lanciata nella sfolgorante carriera solista, sono il tappeto sonoro caratteristico dei Clannad e del loro misticismo: il gruppo dopo aver occhieggiato al pop britannico e al folk-rock ritorna negli anni Novanta alla spiritualità celtica che li aveva contraddistinti prima della deriva pop, e sfornano quattro album cosiddetti “della maturità artistica”: Anam, Banba, Lore e Landmarks.

“Of this land” è un omaggio all’Irlanda e il testo è oscuro, patinato dalla leggenda.


I
How gentle was the breeze
that surrounded the way
How loud the sea’s roar on the four
winds everyday
Sharing love, wounded gifts from
ancient long ago
together they closed in
the circles we know
[CHORUS:]
Will we treasure all the secrets
with life’s changing scenes
Where our hearts were warm with love
So much love
Will the flowers grow again
as I open out my hand
Precious time
Time for healing
The beauty of this land
[repeat Chorus]
II
How soulful those words
that confuses the way
How wild the mountains stare
as they guard our everyday
Take for granted noble hearts
in the golden age that’s flown
Between us recall on
a strong road
we’ve known
[Chorus]
Traduzione italiano Cattia Salto
I
Com’era leggera la brezza
che circondava il cammino!
Com’era forte il clamore quotidiano
del mare ai quattro venti!
Amore condiviso, doni traditi (1)
dai bei tempi andati (2)
insieme (ci) riportavano agli inizi (3) che conosciamo
CORO
Faremo tesoro di tutti i segreti
con i cambiamenti della vita (4)?
Dove i nostri cuori erano riscaldati dall’amore
così tanto amore.
I fiori spunteranno di nuovo
appena apro la mano?
Tempo prezioso
tempo per essere guariti,
(dalla) bellezza di quest’isola
(ripete coro)
II
Quanto appassionate quelle parole
che il cammino confonde, quanto aspre le montagne che ci guardano, mentre ci proteggono ogni giorno.
Tieni per certo i nobili cuori
nell’età dell’oro che è volata,
ricordano in mezzo a noi
la strada maestra
che abbiamo conosciuto
(Coro)

NOTE
1) si accosta amore condiviso (dato e ricevuto )con dono ferito, offeso quindi in senso lato il tradimento, da una parte il true love e dall’altra il false love
2) mi viene in mente la frase coniata da Robert Burns auld lang syne
3) ho provato con una traduzione meno letterale basandomi sul significato dell’espressione “closing the circle”
4) Through all the changing scenes of life è un inno

Nel 1995  Pól Brennan lascia il gruppo per la carriera solista e anche Moya si dedica ai suoi progetti musicali da solista a partire dal 1992 con l’album  Máire.
Formalmente i Clannad non si sono mai sciolti anche se hanno preso una bella pausa discografica dopo l’uscita di Landmarks , l’ultimo album in studio è del 2013  Nádúr (Natura)

Segui le recensioni di Enya e dei Clannad sul sito Terre Celtice con
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FONTI
http://www.ondarock.it/popmuzik/clannad.htm
http://www.folkbulletin.com/clannad-christ-church-cathedral-arc-music-eucd-2441/
https://currerjames.wordpress.com/2008/10/21/il-disco-watermark-di-enya/
http://www.radioswisspop.ch/it/banca-dati-musicale/musicista/21538b32cbaf701a79012661b70c99d0460d6/biography
http://www.pathname.com/enya/celts.html

http://www.celticlyricscorner.net/clannad/antull.htm
http://www.celticlyricscorner.net/dervish/antull.htm
http://www.bearatourism.com/bweyeries.html
http://www.taramusic.com/sleevenotes/cd3008.htm

LYONESSE o KER-YS?

Lyonesse è una terra mitica un tratto di terra scomparsa, che univa la Cornovaglia con la Bretagna, solo le cime delle montange più alte risultano ancora visibili -le isole Scilly. Sul versante bretone si tramanda la leggenda della città di Kersey (Ker-Ys) sulla costa occidentale di Finisterre (la baia di Douarnenez ) governata da re Gralon (o Gradlon).
La storia della distruzione della città mediante un’inondazione che la precipitò negli abissi marini, è stata filtrata dalla narrazione dei monaci, su modello della punizione divina di Sodoma e Gomorra per  la condotta immorale della figlia del re, nella tradizione celtica la fanciulla è invece uno spirito guardiano abile costruttore di mura di cristallo. E’ possibile che quando  i monaci dell’Abbazia di Mont Saint-Michel, in Bretagna, fondarono in Cornovaglia la casa figlia di St Michael’s Mount, abbiano portato con sé la storia dell’inondazione.
Nella fantasia popolare Dahut (o Ahès) si è trasformata in uno spirito del mare che come una sirena incantatrice  attira in marinai in trappola al largo delle coste di Finisterre.

Ma Lyonesse sul versante dei praticanti l’antica religione è considerata l’Avalon, la terra dell’Altro Mondo dove dimora re Artù.
Il mito ha ispirato immancabilmente artisti nell’arte e in particolare nella musica.

LE ISOLE SCILLY

Sembrano isole caraibiche invece si trovano al largo della Mount Bay a poco più di una 40ina di km dalla punta estrema della Cornovaglia detta Land’s End. Ma oggi non è più possibile arrivarci a piedi e l’alternativa è la scelta tra il traghetto (o una barca personale) e l’aereo.

YS

Alan Stivell Ys in “La Reinassaince de la Harpe Celtique” 1972

e l’omaggio  di Vincenzo Zitello

LYONESSE

Dalla Cornovaglia Brenda Wootton (1928-1994) accompagnata alla chitarra da David King interpreta il brano Lyonesse composto da Richard Gendall (il bardo di Gelvinak) in “Lyoness” 1982: soprannominata “la voce della Cornovaglia” si fece le ossa nel  Count House Folk Club di Botallack per fondare a sua volta un Foll Clube leggendario negli anni 1967, il Piper’s Folk Club nel St. Buryan Village Hall (continua)
oppure in una versione con meno crepiti


I
Lyonesse, Lyonesse,
where are your shores?
Houses and villages,
houses and villages,
seen no more,
Lyonesse, Lyonesse,
under the sea,
Dreams lie with mermaids,
children to be,
Dreams lie with mermaids,
children, to be.
II
Royal line. Royal line,
where your domaine?
Of your bright palaces,
of your bright palaces,
none remain,
Royal line, Royal line,
will you return?
Where bones lie
mouldering under the fern,
Where bones lie
mouldering under the fern.
III
Every year, every year,
life springs again,
Giving new chances,
giving new chances,
healing pain,
Every year, every year,
we can rebuild
Dream woven palaces
round a new child,
Dream woven palaces
round a new child.
IV
Cornish child, Cornish child,
you are today,
Travelling with everyman ,
travelling with everyman,
on your way.
Cornish child, Cornish child
within your life’s will,
There is a Lyonesse
that can be still,
There is a Lyonesse
that can be still.
V
Lyonesse, Lyonesse,
where was your shore?
Houses and villages,
houses and villages…
seen no more…
seen no more.
Traduzione italiano Cattia Salto
I
Lyonesse , Lyonesse
dove sono le tue terre?
Case e villaggi,
case e villaggi
non si vedono più
Lyonesse, Lyonesse
in fondo al mare
i sogni giacciono con le sirene
futuri bambini
i sogni giacciono con le sirene
futuri bambini
II
Sangue reale, sangue reale
dov’è il tuo dominio?
Dei tuoi magneficenti palazzi
dei tuoi magneficenti palazzi
niente rimane.
Sangue reale, sangue reale
ritornerai?
Dove le ossa stanno
a decomporsi sotto la felce (1)
dove le ossa stanno
a decomporsi sotto la felce.
III
Ogni anno, ogni anno
la vita rifiorisce di nuovo
dando nuove opportunità
dando nuove opportunità
per guarire il dolore.
Ogni anno, ogni anno
possiamo ricostruire
palazzi tessuti nel sogno
attorno ad un nuovo fanciullo
palazzi tessuti nel sogno
attorno ad un nuovo fanciullo
IV
Figlio della Cornovaglia,
tu stai oggi
viaggiando con ogni uomo
viaggiando con ogni uomo
in cammino.
Ragazzo della Cornovaglia,
nella volontà della tua vita
c’e una Lyonesse
che potrà ancora essere
c’e una Lyonesse
che potrà ancora essere
V
Lyonesse , Lyonesse
dove era la tua terra?
Case e villaggi,
case e villaggi
non si vedono più
non si vedono più

NOTE
1) la foresta pietrificata di Mount Bay che si mostra con la bassa marea (vedi)

Dalla Normandia Chris Payne – tastiere, violino, zufolo e Emily Alice Ovenden – voce hanno composto un canto ispirati alla leggenda.
ASCOLTA Celtic Legend


I
O Lyonesse, be stronger now
The Winds of Change have come for thee
To wander hence but still return
From darkest waters of the Sea
II
O Lyonesse
Although the waves have come for thee
You will return to wander hence
With tears of salt to fill the Sea
The Sea. The Sea
The waters came from
the darkness waters

The waters came
from the darkness waters

The Sea. The Sea
III
Through endless days that turn to night
O Lyonesse, I’ll wait for thee
Though I may be asleep in dust
My spirit lives beneath the Sea
Traduzione italiano Cattia Salto
I
O Lyonesse sii più forte ora
I venti del cambiamento sono venuti per te
m ancora ritornerai a vagare lontano dagli abissi del Mare
II
O Lyonesse
Anche se le onde sono venute per te
tu ritornerai a vagare lontano da qui
con lacrime di sale per riempire il Mare
Il Mare. Il Mare
le acque venivano
dall’abisso
le acque venivano
dall’abisso
Il Mare. Il Mare
III
Per gioni senza fine che diventeranno notte
O Lyonesse, ti aspetterò
Anche se dovessi addormentarmi nella sabbia, Il mio spirito vivrà sotto il Mare


FONTI
http://www.pollyanna-jones.co.uk/?p=82
https://www.vanillamagazine.it/lyonesse-la-leggendaria-isola-sommersa-dove-nacque-tristano-e-mori-re-artu/
http://ilnavigatorecurioso.myblog.it/2012/07/31/la-leggenda-della-terra-sommersa-di-lyonesse-potrebbe-essere/

https://www.visitislesofscilly.com/
http://www.viaggiareleggeri.com/blog/3271/in-volo-tra-la-cornovaglia-e-le-isole-scilly

http://www.artcornwall.org/features/Brenda_Wootton.htm
http://vance.jack.free.fr/wootton.html

THE BOLD PRINCESS ROYAL

“All’arrembaggio!” ovvero la narrazione dello scontro leggendario tra una nave mercantile inglese e una nave pirata. Una sea song popolare in Inghilterra, America e Canada, alcuni testimoni  asserivano si trattasse di un evento realmente accaduto, ma le date mutano,  così come il luogo di partenza e d’arrivo.  In effetti in nome “Princess Royal” era molto diffuso e così James Laurenson negli archivi di Tobar an Dualchais asserisce “This song was written in honour of a Shetland captain, Houston of Otterswick in Yell, who outsailed a pirate in his ship Princess Royal around 1840, and became famous on this account” (tratto da qui)
Già nel 1905 George Gardiner  aveva riportato una testimonianza dello scontro tra la “Princess Royal”, una nave mercantile battente bandiera inglese e la nave corsara francese The Adventure avvenuto nel 1789 che poi è stato divulgato ampiamente in numerosi boadside tra la metà e la fine del 1800.
At daybreak on 21 June 1789, HM packet Princess Royal, nine days out from Falmouth on her way to New York (other accounts say Halifax) carrying mail, was accosted and pursued by a brig which was later identified as the French privateer Aventurier. At 7 pm the Aventurier hoisted English colours and fired a shot, which the Princess Royal returned. After a further shot, the brig continued the pursuit. It was not until 3.30 am on 22 June that the Aventurier resumed its attack, this time with a broadside and musket fire. The Princess Royal was outmanned, with a crew of thirty-two men and boys with seventeen passengers as opposed to the Aventurier’s 85 men and boys; and out-gunned too, with six cannons against the brig’s sixteen. Nevertheless, the English ship gave a good account of herself, holding the privateer off for two hours; at the end of which time the Aventurier moved away, sustaining further damage to her stern. The French ship was obliged to return to Bordeaux for refitting, while the Princess Royal resumed her course, eventually arriving home on 31 October. (tratto da qui)
ASCOLTA Luke Kelly

ASCOLTA Mary Black

Versione Luke Kelly
I
On the fifthteenth of February
we sailed from the land
On the bold Princess Royal
bound for Newfoundland.
We had fifhty brave seamen
in the ship’s company
as boldly from the eastward
to the westward sailed we.
II
We had not been sailing
scarce days two or three,
When the man from our masthead
a strange sails he did see.
“She came bearing down on us
for to see what we were
And under her mizzen black colours she wore”.
III
“Oh Lord!” cries our captain,
“What shall we do now?
Here a-comes a bold pirate
to rob us, I know.”
“Oh no!” cries the chief mate,
“That never shall be so.
We’ll let out our reef, boys,
and away from them we’ll go.”
IV
Well this so bold pirate,
he hove alongside,
With a loud-speaking trumpet,
“Whence come you?” he cried,
Our captain being up, my boys,
he answered him so:
“We come from fair London;
and we’re bound for St. John.”
V
“Come, heave up your courses
and bring your ship to
I have a long letter
to send home by you.”
“Oh, I will not heave up my courses
and bring my ship to
That will be in some harbour,
not alongside of you.”
VI
And he chased us to the windward
for all that long day.
He fired shots all after us
but none could prevail
He fired shots all after us
but none could prevail
And the bold Princess Royal
soon show him her tail.
VII
“Oh Lord!” cries our captain,
“Now the pirate is gone,
Go you down to your grog, my boys,
go down, everyone.
go you down to your grog, my boys,
and be of good cheer,
While the Princess has sea-room,
brave boys, never fear.”
Traduzione italiano Cattia Salto
I
Il 15 di Febbraio
lasciammo la terra
sulla prode “Princesse Royal”
diretti a Terranova.
Avevamo 50 marinai coraggiosi
nell’equipaggio della nave
mentre arditamente da Est
verso Ovest navigavamo.
II
Eravamo in viaggio
da appena due o tre giorni
quando l’uomo di vedetta
vide delle strane vele
“Arriva virando verso di noi
per vedere chi siamo,
e porta sotto all’albero di mezzana il vessillo nero”
III
“Oddio * grida il capitano
“Cosa facciamo?
E’ in arrivo un pirata ardito
per derubarci,  credo”
“Oh no” grida il primo ufficiale
“Che non sia mai,
lasceremo una mano di terzarolo (1), ragazzi  e ci allontaneremo da loro”
IV
Beh questo pirata ardito
ci accostò
con una buccina dal suono acuto (2) “Da dove venite?” gridò,
il nostro capitano subito pronto, ragazzi, gli rispose così
“Veniamo dalla bella Londra
e siamo diretti a St. John.”
V
“Venite, cambiate rotta
e affiancate la vostra nave
perchè ho una lunga lettera
mandata da casa per voi”
“Oh non cambierò rotta
per affiancare la mia nave
lo farò in un porto,
non certo accanto a voi”
VI
E ci inseguì sopravento
per tutta la durata del giorno.
Ci sparò contro
ma nessuno prevaleva
ci sparò contro
ma nessuno prevaleva
e la prode Princesse Royal
presto gli mostrò la scia.
VII
“Oddio” – grida il capitano
“Ora il pirata è andato,
sotto con il grog, ragazzi
sotto per tutti.
Sotto con il grog, ragazzi
e siate di buon umore,
mentre la Princess è in mare
bravi ragazzi non abbiate mai paura”

NOTE
1) se ho ben capito il senso, il capitano ordina di dispiegare le vele al vento per potersi allontanare velocemente. In effetti furono le manovre diversive eseguite dai pochi marinai a bordo a salvare la nave dall’arrembaggio!
2) sto leggendo il terzo tomo della serie di Monaldi &Sorti intitolato “Mysterium” in cui si descrive un arrembaggio di fine 600 ad opera dei corsari barbareschi: lo squillo di trombe era un segnale consueto degli olandesi per salutare le altre navi in mare. La cosa strana è che la nave della nostra ballata battesse già bandiera nera: sarebbe stato più logico che in un primo momento mostrasse una bandiera “di camuffamento” per far si che l’altra nave si lasciasse avvicinare senza sospetti e solo in un secondo momento sostituisse la prima bandiera con quella pirata ( o la mezzaluna barbaresca)
3)  Il grog è una bevanda introdotta nella Royal Navy nel 1740: il rum dopo la conquista britannica della Giamaica era diventata la bevanda preferita dai marinai, ma per evitare problemi durante la navigazione, la razione giornaliera di rum era  diluita con l’acqua. (vedi)

Fonti
http://www.irish-folk-songs.com/the-bold-princess-royal-song-lyrics-and-guitar-chords.html
https://mainlynorfolk.info/louis.killen/songs/theboldprincessroyal.html
http://www.contemplator.com/sea/proyal.html
http://mysongbook.de/msb/songs/b/boldprin.html
http://www.tobarandualchais.co.uk/en/fullrecord/67959/10

RAMBLES OF SPRING

“Rambles of Spring” è una canzone folk composta da Tommy Makem  (1932 – 2007) sui benefici effetti della Primavera nell’animo dei musicisti: vengono presi da una smania incontenibile di viaggiare per tutto il paese e suonare, suonare a fiere e mercati, ovunque ci sia un raduno di folla, per portare pace e allegria tra la gente!
W la musica folk!
Nato in Irlanda del Nord ed emigrato in America, Tommy Makem era una spece di leprecauno, soprannominato il bardo di Armagh: un grande cantautore e interprete folk che suonò nei suoi esordi degli anni 60 con i Clancy Brothers e poi con Liam Clancy, pur preferendo la carriera solista.
Alcune canzoni composte da Tommy sono entrate nel repertorio di molti interpreti di musica folk e considerate alla stregua di ballate tradizionali. “The Rambles of Spring” era il pezzo con cui amava aprire i suoi concerti da solista, Tommy era un personaggio poliedrico, poeta, attore, contastorie e cantastorie,  suonatore di banjo, tin whistle e cornamusa, proprietario e gestore del Tommy Makem’s Irish Pavilion di New York City, molto conosciuto fra gli appassionati di musica irlandese.

ASCOLTA Tommy Makem & Liam Clancy

ASCOLTA Slainte

vai colo liscio!


RAMBLES OF SPRING
I
There’s a cold and wintry breeze blowing through the buddin’ trees
and I’ve buttoned up my coat to keep me warm
But the days are on the mend and I’m on the road again
With me fiddle snuggled close beneath my arm
Chorus
I’ve a fine felt hat and a strong pair of brouges
I have rosin in me pocket for me bow
and my fiddle strings are new
and I’ve learned a tune or two

So I’m well prepared to ramble,
I must go

II
I’m as happy as a king, when I catch
a breath of Spring
and the grass is turning green as winter ends
and the Geese are on the wing,
as the Thrushes start to sing
and I’m headed down the road
to see my friends
III
I have friends in every town
as I ramble up and down
Makin’ music at the markets and the fairs
to the Dumphies and the Friels
and the farmers makin deals
and the Yellow-headed tinker sellin’ wares
IV
Here’s a health to one and all,
to the big and to the small
to the rich and poor alike and foe and friend
And when we return again, may our foes have turned to friends
And may peace and joy be with you until then
Traduzione italiano Cattia Salto
Il VAGABONDO DELLA PRIMAVERA
I
C’è una fredda brezza invernale
che soffia sugli alberi germogliati
e mi sono abbottonato la giacca per tenermi al caldo.
Ma i giorni si stanno riprendendo e sono di nuovo in cammino
con il mio violino tenuto stretto sotto al braccio .
Coro
Ho un bel cappello di feltro e un robusto paia di scarponi
ho pece in tasca per il mio archetto
e le corde del violino sono nuove
e ho imparato una o due melodie,
così sono ben preparato per viaggiare, devo andare!
II
Sono felice come un re, quando sento la brezza primaverile
e l’erba sta diventando verde quando inverno finisce
e le anatre selvatiche sono in volo
mentre i tordi iniziano a cantare
e io sono il primo ad andare in strada
per trovare i miei amici
III
Ho amici in ogni città
mentre girello qua e là
facendo musica ai mercati
e alle fiere
a Dumphies e a Friels
e i contadini fanno affari
e lo stagnino biondo vende la mercanzia
IV
Bevo alla salute di uno e di tutti
dei piccoli e dei grandi
dei ricchi e dei povero e parimenti
dei nemici e degli amici
e quando ritorneremo di nuovo, possano i notri nemici essere diventati amici e che la pace e la gioia sia con te fino ad allora!

FONTI
https://thesession.org/tunes/6942

MAID GAED TAE THE MILL

Ci sono professioni nelle ballate popolari che richiamano di per sé una certa promiscuità sessuale: così il soldato e il marinaio per la loro condizione girovaga, ma anche l’aratore, il fabbro, o il calzolaio o ancora il mugnaio (un po’ come per le professioni odierne dell’idraulico o il postino!) . Così le canzoni su calzolai e mugnai hanno spesso un che di boccaccesco (continua prima parte)

LA VARIANTE DEL MUGNAIO: MAID GAED TAE THE MILL

“The Maid gaed to the Mill” (The Maid went to the Mill) è un brano tradizionale sulla scia della serie  “The Shoemaker’s kiss” basta scambiare il calzolaio con il mugnaio e il mattino presto con la sera che il succo della storia è lo stesso. Tuttavia la fanciulla è questa volta tutt’altro che ingenua, anzi viene definita “wanton” che tra i vari significati in riferimento alla sessualità indica un comportamento voglioso e lascivo.
Per il suo approccio gioioso a una sessualità “spensierata” è classificabile tra le bothy ballads.

La canzone è comparsa in stampa verso la fine del 1700 (Ancient And Modern Scottish Songs, David Herd 1776 e “The Scots Musical Museum” Vol.5 no. 481, 1796 con la melodia “I Am A Miller To my Trade” – che a sua volta è suonata come “Johnny I hardly knew ye”).

ASCOLTA Ewan MacColl & Peggy Seeger, Ewan imparò la canzone dal padre scozzese e così la restituisce in scots


I
The maid gaed tae
the mill ae nicht
Hech hey(1) sae wanton(2),
The maid gaed tae
the mill ae night
And hey sae wanton she
She swore by a’ the stars sae bricht
That she’ld hae her corn grun'(3)
She’ld hae her corn grun’
Mill and multure(4) free
II
Then oot an’ cam’ the miller’s man
Then oot an’ cam’ the miller’s man
He swore he’ll dae
the best he can
Fir tae get her corn grun’
tae get her corn grun’
Mill and multure free
III
He put his haund upon her neck
He put his haund upon her neck
He dang her doon(5) upon a sack
And there she got her corn grun’
she get her corn grun’
Mill and multure free
IV
When a’ the rest
gaed tae their play
When a’ the rest
gaed tae their play
She sighed and said
and wuldna stay
Because she’d got her corn grun’
she get her corn grun’
Mill and multure free
V
When forty weeks
were passed an’ gane
When forty weeks
were passed an’ gane
This lassie had a braw lad bairn
For gettin’ a’  her corn grun’
gettin’ a’ her corn grun’
Mill and multure free
VI
Her mither bade cast it oot
Her mither bade cast it oot
It was the miller’s dusty clout
For gettin’ a’  her corn grun’
gettin’ a’ her corn grun’
Mill and multure free
VII
Her faither bade her keep it in
Her faither bade her keep it in
It was the chief o’ all her kin
Because he has her corn  grun’
he has her corn  grun’
Mill and multure free (6)

Traduzione italiano Cattia Salto
I
La fanciulla andò
al mulino la scorsa notte
ahimè così sfacciata
La fanciulla andò
al mulino la scorsa notte
ahimè così sfacciata
giurò per le stelle molto luminose
che avrebbe avuto il suo raccolto del grano, avrebbe avuto il suo raccolto del grano, macinato gratis
II
Allora uscì il mugnaio
Allora uscì il mugnaio
e giurò che avrebbe
fatto del suo meglio
per avere il suo grano,
per avere il suo grano
macinato gratis

III
Le mise la mano intorno al collo
Le mise la mano intorno al collo
e la buttò giù su di un sacco
ed ebbe il suo grano,
ebbe il suo grano,
macinato gratis

IV
Quando finirono
di fare i loro comodi,
Quando finirono
di fare i loro comodi
lei sospirò e disse
che non poteva rimanere
perchè aveva il suo grano,
aveva il suo grano,
macinato gratis

V
Quando nove mesi
furono passati e andati
Quando nove mesi
furono passati e andati
la fanciulla ha avuto un bel bambino
per aver avuto tutto il suo grano
aver avuto tutto il suo grano
macinato gratis
VI
Sua madre le ordinò di mandarlo via
Sua madre le ordinò di mandarlo via
il marchio polveroso del mugnaio
per aver avuto tutto il suo grano
aver avuto tutto il suo grano
macinato gratis
VII
Suo padre le ordinò di tenerlo
Suo padre le ordinò di tenerlo
fu il capo di tutto il clan
perchè aveva il raccolto del grano
aveva il raccolto del grano
macinato gratis

NOTE
1) Hech hey: traducibile con ahimè
2) Wanton: sessualmente disinibita
3) Grund: ground letteralmente campo di grano ma nel contesto si tratta ovviamente del grano raccolto e messo nei sacchi per essere macinato
4) Multure: parte lasciata al mugnaio per il pagamento della macinatura
5) Dang her doon: pushed her down with force
6) essendo il figlio del mugnaio!

Traduzione inglese Cattia Salto
I
The maid went to the mill last night
Hey-hey, so wanton!
The maid went to the mill last night
Hey, so wanton she!
She swore below the stars so bright
That she should have her corn ground,
She should have her corn ground
The miller grinds so free!

II
Then out come miller’s man
He swore he’d do the best he can
For to get her …
III
He put his hand about her neck
He flung her down upon a sack
And there she got her …
IV
When all the rest went to their play
She sighed and said she would not stay
Because she got her …
V
When nine months were passed and gone
This lassie had a brawling child
For getting all her …
VI
Her mother bade her cast it out
It was the miller’s dusty clout
For getting all her …
VII
Her father bade her keep it in
It was the chief of all her clan
Because he has her

continua I MUGNAI NELLE BALLDS

FONTI
http://sangstories.webs.com/maidgaedtaethemill.htm
http://sniff.numachi.com/pages/tiMAIDMILL;ttMAIDMILL.html
https://groups.google.com/forum/#!topic/rec.music.folk/he5wXYSUW34
http://www.penultimateharn.com/music/millmaid.html
http://mudcat.org/@displaysong.cfm?SongID=3815

Dance of the Druids aka Duan na Muthairn serie Outlander

Read the post in English

Per i fan della serie Outlander la” Danza dei Druidi” (anche con il titolo The Summoning) è un brano composto per l’occasione da Bear McCreary su una preghiera in gaelico trascritta da Alexander Carmichael nel suo “Carmina Gadelica” (1900)- in formato digitale (qui) detta “Duan na Muthairne” (Rune of the Muthairn)
Un antico canto ancora ripetuto nell’isola di South Uist nel 1874, il testimone tale Duncan MacLellan lo aveva ascoltato da una vecchia dell’isola che ripeteva lunghe cantilene notte dopo notte accanto al fuoco (poi è arrivata la televisione!) Probabilmente la vecchina preferiva recitare la preghiera nel gaelico dei suoi padri invece del Padre Nostro della Chiesa cattolica! (continua)
All’apparenza una preghiera al Dio creatore ma  se al posto di  Rìgh na = “Re del” mettiamo una Rìghinn na = “Regina del” otteniamo la descrizione della Via Lattea

ASCOLTA Raya Yarbrough  canta solo la prima strofa in Outlander: Season 1, Vol. 1 (Original Television Soundtrack) 

I
A Righ na gile (1)
A Righ na greine,
A Righ na rinne (2),
A Righ na reula,
A Righ na cruinne,
A Righ na speura (3),
Is aluinn do ghnuis,
A lub (4) eibhinn.
II
Da lub shioda
Shios rid’ leasraich
Mhinich, chraicich;
Usgannan buidhe
Agus dolach
As gach sath dhiubh


I
Thou King of the moon (1),
Thou King of the sun,
Thou King of the planets (2),
Thou King of the stars,
Thou King of the globe,
Thou King of the sky (3),
Oh! Lovely Thy countenance,
Thou beauteous Beam (4).
II
Two loops of silk
Down by thy limbs,
Smooth-skinned (5);
Yellow jeweIs
And a handful
Out of every stock of them (6).
Traduzione italiano Cattia Salto
I
Tu re  della luna
tu re  del sole
tu re  della creazione,
tu re  delle stelle
tu re  della Terra
tu re  del Cielo
amabile il tuo volto
tu meraviglioso raggio
II
Due giri di seta
ti avvolgono i lombi
dalla pelle levigata;
gioielli dorati
e una ricca
paroure 

NOTE
E’ risaputo che  Carmichael si prese delle libertà nella traduzione del gaelico, così Tom Thomson (gaelico scozzese come lingua madre) trae delle considerazioni che riporto nelle note lasciandole in inglese
1) “na gile” (of the whiteness)  e in senso lato Luna
2) I can’t see how “na rinne” (singular) can mean “of the planets” (plural) – it’s clearly singular and means either “of the world” or perhaps “of creation” or even “of the universe”
3) “na speura” (of heaven)
4) A lùb: tra i vari significati  che il dizionario riporta non c’è “beam” ma un “young man” che potrebbe fare al caso nostro
5) una pelle serica, soffice e luminosa come le raffinate vesti indossate
6) ai celti piaceva molto la chincaglieria (d’oro massiccio naturalmente): s’intende un assortimento di bracciali, anelli, collane, orecchini e ciondoli, in italiano si direbbe “un vasto abbinamento di gioielleria” ma così si perde l’asciuttezza del verso gaelico. 

LA SAGA OUTLANDER

Per chi ama i romanzi storici romance Diana Gabaldon con la sua serie Outlander è ormai diventata un punto di riferimento. Il suo successo è ormai planetario e in Italia e non solo non si contano più i siti e i forum dedicati a questa autrice e ai meravigliosi personaggi da lei creati. La serie Outlander, ancora in corso di pubblicazione, è composta da 7 libri; la casa editrice Corbaccio nell’edizione italiana ha scelto di dividere i 7 libri in due (escluso “La Straniera”) e fin’ora ne sono stati pubblicati 13. La notorietà si è ulteriormente amplificata con la produzione e la messa in onda di una serie televisiva  dal titolo “Outlander”.

Il romanzo è anche una storia romantica dell’amore nato tra Claire Randall e James Fraser ovvero James Alexander Malcolm MacKenzie Fraser Lord di Broch Tuarach e le loro peripezie per l’Europa e le Americhe. La vicenda storica è calata nella Scozia della metà del 700 dilaniata dalle lotte giacobite e dai conflitti tra i clan, accuratamente ricreata dalla Gabaldon, attraverso le tradizioni e la vita del popolo scozzese, in uno stile ricco ed evocativo, mai lento o noioso.

IL CERCHIO DI PIETRE: IL PORTARE PER IL VIAGGIO NEL TEMPO

L’avvio della storia è apparentemente un po’ “sopra le righe”, con un viaggio nel tempo della protagonista che, in viaggio di nozze ad Inverness, si ritrova proiettata nel passato, dopo aver attraversato il cerchio di pietra di Craigh na Dun: dal 1945 nel 1743.
Il tema della Danza dei Druidi ribattezzato “Stones Theme” ritorna spesso nella versione della serie televisiva legato al mistero dei Cerchi di Pietre e ai rituali praticati nell’antica religione.

continua seconda parte

I BARDI DELLE TERRE CELTICHE

FONTI
http://ontanomagico.altervista.org/megalitismo.html
http://ontanomagico.altervista.org/religione-celti.html?cb=1521975648601

http://www.carmichaelwatson.lib.ed.ac.uk/cwatson/en/catalogueentry/2126
http://www.smo.uhi.ac.uk/gaidhlig/corpus/Carmina/G9.html
http://digital.nls.uk/early-gaelic-book-collections/archive/75760440?mode=transcription

Whip Jamboree sea shanty

Le versioni folk (in primis gli Spinners) di questo sea shanty sono state modellate sul testo raccolto nel 1914 da Cecil Sharp dal marinaio John Short di Watchet .
Si ritiene che lo shanty derivi dalla minstrel song Whoop Jamboree (cantata da Daniel Emmett circa 1850).

ASCOLTA Robert Shaw Chorale

ASCOLTA United States Navy Band live su arrangiamento di Robert Shaw e Alice Parker

ASCOLTA Roger Watson, Tom Brown in Short Sharp Shanties : Sea songs of a Watchet sailor vol 2 (su spotify) seconda parte della traccia Santy Anna / Whip Jamboree

Versione Short Sharp Shanties
I
Now my lads be of good cheer
For the Irish land will soon draw near
And in few more days
we’ll sight Cape Clear (1)
Oh Jenny get your oatcake (2) done
[Chorus:]
Whip Jamboree
Whip Jamboree
Oh you long- tailed sailor(3)
poke it up behind
Whip Jamboree
Whip Jamboree
Oh Jenny get your oatcake done
II
Cape Clear it is in sight
We’ll be off Holyhead
by tomorrow night
And we’ll shape our course (4)
for the Rock Light
Oh Jenny get your oatcake done
[Chorus]
III
And my boys we’re off Holyhead
No more salt beef or weevily bread (5)
One man in the chains for to heave the lead
Oh Jenny get your oatcake done
[Chorus]
IV
And now my lads we’re round the Rock,
All hammocks lashed and sea-chests all locked
And we’ll haul her into the Waterloo Dock
Oh Jenny get your oatcake done
[Chorus]
V
And now my lads we’re all in dock
We’ll be off to Dan Lowrie’s (6) on the spot;
And now we’ll have a good roundabout,
Oh Jenny get your oatcake done
[Chorus]
Traduzione italiano  Cattia Salto
I
Ora ragazzi state di buon umore
perchè la terra irlandese presto si avvicinerà e in pochi altri giorni avvisteremo Cape Clear
Oh Jenny ha preparato il tuo biscotto
Coro
Whip Jamboree
Whip Jamboree
oh tu marinaio dalla lunga coda
spingilo dietro
Whip Jamboree
Whip Jamboree
Oh Jenny ha preparato il tuo biscotto
II
Cape Clear è in vista
supereremo Holyhead
entro domani notte
e terremo la rotta
per Rock Light
Oh Jenny ha preparato il tuo biscotto
Coro
III
E ragazzi miei quando saremo lontano da Holyhead, niente più carne salata o pane secco, un uomo nelle file per tirare la drizza
Oh Jenny ha preparato il tuo biscotto
Coro
IV
E ora ragazzi miei stiamo doppiano il Faro
tutte le brande fissate e le casse tutte chiuse
e la porteremo nel molo di
Waterloo
Oh Jenny ha preparato il tuo biscotto
Coro
V
E ora ragazzi miei siamo sulla banchina
andremo al Dan Lowrie per divertirci
e poi faremo una bella baraonda
Oh Jenny ha preparato il tuo biscotto
Coro


NOTE
1) Cape Clear Island è una isoletta a 8 miglia dalla costa occidentale del Cork il luogo abitato più a sud dell’Irlanda.
2) tipici dolcetti scozzesi e chi vuol fraintendere, fraintenda
3) la versione di Short “black man” è stata rivista secondo il politicamente corretto
4 anche scritto come courded
5) oppure more salt bread
6) teatro di Liverpool in in Paradise Street vicino al Waterloo Dock

FONTI
https://mudcat.org/thread.cfm?threadid=149468
https://mainlynorfolk.info/lloyd/songs/whipjamboree.html
http://www.shanty.org.uk/archive_songs/whip-jamboree.html
https://mudcat.org/thread.cfm?threadid=46744
https://mudcat.org/@displaysong.cfm?SongID=7862

To the Begging I Will Go

La protesta contro il “sistema” all’insegna del sex-drinks&piping s’incanala in uno specifico filone di canti popolari (britannici e irlandesi) sul mestiere di mendicante, uno spirito libero che vagabonda per il paese senza radici e vuole solo essere lasciato in pace. Molti sono i canti in gaelico in cui il protagonista rivendica l’esercizio della libera volontà, niente tasse, preoccupazioni e dispiaceri, ma la vita presa come viene affidandosi a lavori saltuari e alla carità della gente. (continua)

LA VERSIONE SCOZZESE: To the Begging I Will Go

Esistono molte varianti della canzone a testimonianza della sua vasta popolarità e diffusione. Una vecchia bothy ballad che affonda nella materia medievale dei canti dei vaganti, quel vasto sottobosco di umanità un po’ artistoide, un po’ disadattata, un po’ morta di fame che si arrabattava a sbarcare il lunario esercitando i mestieri più improbabili e spesso truffaldini.
Probabilmente già lo stesso Richard Brome si ispirò  a questi canti dei mendicanti per la sua commedia “A Jovial Crew, or the Merry Beggars” (1640), in cui scrive il coro “The Beggar” detto anche The Jovial Beggar, con il refrain: 
And a Begging we will go, we’ll go, we’ll go,
And a Begging we will go.
Come sia la melodia raggiunge una notevole popolarità moltiplicandosi in tutta una serie di “clonazioni” A bowling we will go, A fishing we will go, A hawking we will go, and A hunting we will go e così via.

ASCOLTA l’arrangiamento strumentale di Bear McCreary “To the Begging I Will Go” in Outlander: Season 1, Vol. 2 (Original Television Soundtrack)  ascolta su Spotify (qui)

PRIMA VERSIONE
Tae the Beggin’ / Maid Behind the Bar

ASCOLTA Ossian, la melodia che accompagna il canto è “Maid Behind the Bar”, un Irish reel


I
Of all the trades that I do ken,
sure, the begging is the best
for when a beggar’s weary
he can aye sit down and rest.
Tae the beggin’ I will go, will go,
tae the beggin’ I will go.

II
And I’ll gang tae the tailor
wi’ a wab o’ hoddin gray,
and gar him mak’ a cloak for me
tae hap me night and day.
Tae the beggin’ I will go, will go,
tae the beggin’ I will go.

III
An’ I’ll gang tae the cobbler
and I’ll gar him sort my shoon
an inch thick tae the boddams
and clodded weel aboun.
Tae the beggin’ I will go, will go,
tae the beggin’ I will go.
IV
And I’ll gang tae the tanner
and I’ll gar him mak’ a dish,
and it maun haud three ha’pens,
for it canna weel be less.
Tae the beggin’ I will go, will go,
tae the beggin’ I will go.

V
And when that I begin my trade,
sure, I’ll let my beard grow strang,
nor pare my nails this year or day
for beggars wear them lang.
Tae the beggin’ I will go, will go,
tae the beggin’ I will go.

VI
And I will seek my lodging
before that it grows dark –
when each gude man is getting hame, and new hame frae his work.
Tae the beggin’ I will go, will go,
tae the beggin’ I will go.

VII
And if begging be as good as trade,
and as I hope it may,
it’s time that I was oot o’ here
an’ haudin’ doon the brae.
Tae the beggin’ I will go, will go,
tae the beggin’ I will go.

VIII=I
Of all the trades that I do ken,
sure, the begging is the best
for  when a beggar’s weary
he can aye sit down and rest.
Tae the beggin’ I will go, will go,
tae the beggin’ I will go.
 
Traduzione italiano di Cattia Salto
I
Di tutti i mestieri che conosco,
di sicuro il mendicante è il migliore
perchè quando un mendicante è stanco si può fermare e riposare
A mendicare andrò, andrò,
a mendicare andrò
II
E andrò dal sarto
con una pezza di ruvida lana grigia
e gli chiederò di farmi un mantello
per ricoprirmi di notte e giorno.
A mendicare andrò, andrò, a mendicare andrò
III
Andrò dal calzolaio
e gli chiederò di risuolare le mie scarpe con del cuoio spesso
per camminare bene sulle zolle.
A mendicare andrò, andrò,
a mendicare andrò
IV
E andrò dal tornitore
e gli chiederò di farmi una scodella
che possa contenere tre mezze pinte perchè non si può fare con meno.
A mendicare andrò, andrò,
a mendicare andrò

V
E quando poi inizierò il mio mestiere, di sicuro mi lascerò crescere la barba quest’anno o oggi, nè mi taglierò le unghie, perchè i mendicanti le portano lunghe. A mendicare andrò,
andrò, a mendicare andrò

VI
E mi cercerò un riparo
prima che cali la sera –
quando ogni brav’uomo è rientrato a casa, di nuovo a casa dal lavoro.
A mendicare andrò, andrò,
a mendicare andrò

VII
E se il mendicare sarà un buon affare, come spero lo sia,
è tempo che io vada via da qui e m’incammini per la collina.
A mendicare andrò, andrò,
a mendicare andrò

SECONDA VERSIONE: To the Beggin’ I Will Go

ASCOLTA Old Blind Dogs

Chorus
To the beggin’ I will go, go
To the beggin’ I will go
O’ a’ the trades a man can try,
the beggin’ is the best
For when a beggar’s weary
he can just sit down and rest.
First I maun get a meal-pock
made out o’ leather reed
And it will haud twa firlots (1)
wi’ room for beef and breid.
Afore that I do gang awa,
I’ll lat my beard grow strang
And for my nails I winna pair,
for a beggar wears them lang.
I’ll gang to find some greasy cook
and buy frae her a hat(2)
Wi’ twa-three inches o’ a rim,
a’ glitterin’ owre wi’ fat.
Syne I’ll gang to a turner
and gar him mak a dish
And it maun haud three chappins (3)
for I cudna dee wi’ less.
I’ll gang and seek my quarters
before that it grows dark
Jist when the guidman’s sitting doon
and new-hame frae his wark.
Syne I’ll tak out my muckle dish
and stap it fu’ o’ meal
And say, “Guidwife, gin ye gie me bree,
I winna seek you kail”.
And maybe the guidman will say,
“Puirman, put up your meal
You’re welcome to your brose (4) the nicht, likewise your breid and kail”.
If there’s a wedding in the toon,
I’ll airt me to be there
And pour my kindest benison
upon the winsome pair.
And some will gie me breid
and beef and some will gie me cheese
And I’ll slip out among the folk
and gather up bawbees (5).
Traduzione italiano Cattia Salto
A mendicare andrò, andrò,
a mendicare andrò
Di tutti i mestieri che un uomo può fare, il mendicante è il migliore
perchè quando un mendicante è stanco si può fermare e riposare.
Per prima cosa prenderò una bisaccia
fatta di cuoio
e conterrà due staia
con un posto per carne e pane.
Prima di andare via
mi farò crescere la barba lunga
e non mi taglierò le unghie
perchè il mendicante le porta lunghe.
(Andrò a cercare un grassa cuoca
e comprerò da lei un cappello
con la falda di due o tre pollici
tutto scintillante di grasso.)
E andrò da un tornitore
e gli chiederò di farmi una scodella
che possa contenere tre mezze pinte
perchè non posso fare con meno.
E mi cercerò un riparo
prima che cada il buio
– quando ogni brav’uomo è rientrato a casa, di nuovo a casa dal lavoro.
Poi tirerò fuori il mio grande piatto
e lo riempirò di farina d’avena
e dico “Buona donna, se mi date del brodo, non vi chiedo del cavolo”
E forse il padrone di casa dirà
“Poveruomo, metti da parte la tua farina, saluta il tuo brose di stasera
come pure il pane e cavolo”
Se ci sarà un matrimonio in città
mi recherò là
ed elargirò la mia più cara benedizione
su quella bella coppia.
E qualcuno mi darà il pane
e manzo e qualcuno mi darà del formaggio e mi aggirerò tra la gente
a raccogliere delle monetine

NOTE
1) unità di misura scozzese
2) il senso della frase mi sfugge
3) vecchia misura scozzese per liquidi equivalente e mezza pinta
4) il brose è il porrige preparato alla maniera scozzese. Se ho capito bene il senso del discorso , il mendicante chiede alla padrona di casa un po’ di brodo caldo per prepararsi il suo brose a base di farina d’avena, ma il padrone di casa lo invita a mangiare alla sua tavola cibi ben più sostanziosi
5) bawbees: half pennies

LA VERSIONE INGLESE

E’ la versione del Lancashire riportata in “Folk Songs of Lancashire” (Harding 1980). Leggiamo nelle note ” This version was collected from an old weaver in Delph called Becket Whitehead by Herbert Smith and Ewan McColl.”
ASCOLTA Ewan McColl


I
Of all the trades in England,
a-beggin’ is the best
For when a beggar’s tired,
he can sit him down to rest.
And to a begging I will go,
to the begging I will go
II
There’s a poke (1) for me oatmeal,
& another for me salt
I’ve a pair of little crutches,
‘tha should see how I can hault
III
There’s patches on me fusticoat,
there’s a black patch on me ‘ee
But when it comes to tuppenny ale (2),
I can see as well as thee
IV
My britches, they are no but holes,
but my heart is free from care
As long as I’ve a bellyfull,
my backside can go bare
V
There’s a bed for me where ‘ere I like,
& I don’t pay no rent
I’ve got no noisy looms to mind,
& I am right content
VI
I can rest when I am tired
& I heed no master’s bell (3)
A man ud be daft to be a king,
when beggars live so well
VII
Oh, I’ve been deef at Dokenfield (4),
& I’ve been blind at Shaw (5)
And many the right & willing lass
I’ve bedded in the straw
Traduzione italiano Cattia Salto
I
Di tutti i mestieri in Inghilterra
il mendicante è il migliore
perchè quando un mendicante è stanco si può fermare e riposare
A mendicare andrò,
a mendicare andrò
II
Ho una tasca per la farina d’avena
e un’altra per il sale
ho un paio di stampelle, dovreste vedere come riesco a zoppicare!
III
Ci sono toppe sul mio cappotto frusto e una toppa nera sul mio occhio ma quandosi tratta di birra da due penny, riesco a vedere bene quanto te!
IV
I miei pantalono non hanno che buchi
ma il mio cuore è libero dall’affanno
finchè ho la pancia piena
il mio fondoschiena può andare nudo
V
C’è un letto per me ovunque mi piaccia
e non pago l’affitto
non ho pensieri fastidiosi in testa
e sono proprio contento
VI
Mi riposo quando sono stanco
e non ascolto la campana del padrone
è da pazzi voler essere un re 
quando i mendicanti vivono così bene!
VII
Sono stato sordo a Dokenfield
e sono stato cieco a Shaw
e più di una ragazza ben disposta
ho portato a letto nella paglia

NOTE
1) poke è in senso letterale un sacchetto ma in questo contesto vuole dire pocket
2) tippeny ale è la birra a buon mercato bevuta normalmente dalla gente comune
2) non ha un padrone o un principale da cui correre appena sente suonare il campanello/sirena
3) Dukinfield è una cittadina nella Grande Manchester
4) Shaw and Crompton, detta comunemente Shaw è una cittadina industriale nella Grande Manchester

LA VERSIONE IRLANDESE: The Beggarman’s song

FONTI
http://ontanomagico.altervista.org/i-did-in-my-way-.html
http://www.spiersfamilygroup.co.uk/Tae%20the%20Beggin%20I%20will%20go.pdf
https://tullamore.band/track/1238160/tae-the-beggin-maid-behind-the-bar
https://mainlynorfolk.info/martin.carthy/songs/thebeggingsong.html
http://www.celticlyricscorner.net/oldblinddogs/tothe.htm
https://www.antiwarsongs.org/canzone.php?id=49513&lang=it
https://mudcat.org/thread.cfm?threadid=82650
http://www.tobarandualchais.co.uk/gd/fullrecord/60319/9
http://www.joe-offer.com/folkinfo/songs/126.html
http://www.kitchenmusician.net/smoke/beggin.html