ROGUES GALLERY & SON OF ROGUES GALLERY

Sulla scia del film  “Pirati dei caraibi”  il produttore Hal Willner (con Gore Verbinski e Johnny Depp) diede alle stampe una prima compilation (Rogue’s Gallery: Pirate Ballads, Sea Songs and Chanteys) dedicata a canzoni tradizionali ispirate alla vita della pirateria e della marineria in genere (2006 ).
Il bis è arrivato nel 2013 con un altro doppio Cd (Son of Rogues Gallery: Pirate Ballads, Sea Songs & Chanteys)
Anche le grandi star del rock si sono lasciate trascinare dall’idea di comparire in una  galleria di brutti ceffi (“Rogue’s Gallery” nel mondo anglosassone indica gli schedari fotografici dei criminali), in compagnia di grandi interpreti folk, blues, jazz, e chi ne ha più ne metta, per interpretare i canti dei pirati con la propria sensibilità e il relativo background musicale; il progetto coordinato da Hal Willner è iniziata con una lunga ricerca dei testi e delle melodie negli archivi storici e nel web e si è concretizzato in una serie di intense “session” a  Seattle, Los Angeles, Londra, Dublino e New York. Il materiale registrato è bastato per quattro cd pubblicati (in formato doppio) a sei anni di distanza .

Il regista Verbinski usa metafore marine per descrivere l’esperienza.
«L´oceano. È tutto intorno al grande blu che riempie due terzi del pianeta. Il rapporto dell´essere umano con questo abisso crea un´interessante prospettiva. Credo che i navigatori del tempo stessero danzando con la morte, e queste sono le loro canzoni. Risuonano con la gente in qualche livello interiore che non è immediatamente chiaro perché non è nella nostra memoria, è nel nostro sangue. È quello che ci fa sentire così soli».

ROGUES GALLERY: PIRATE BALLADS, SEA SONGS AND CHANTEYS

2006 – Anti-Records

Disc 1:

Cape Cod Girls” – Baby Gramps – 7:14
Mingulay Boat Song” – Richard Thompson – 4:13
My Son John” – John C. Reilly – 1:38
Fire Down Below” – Nick Cave – 2:50
Turkish Revelry” – Loudon Wainwright III – 4:21
Bully in the Alley” – Three Pruned Men (The Virgin Prunes) – 2:30
The Cruel Ship’s Captain” – Bryan Ferry – 3:35
Dead Horse” – Robin Holcomb – 2:54
Spanish Ladies” – Bill Frisell – 2:22
Coast of High Barbary” – Joseph Arthur – 4:02
Haul Away Joe” – Mark Anthony Thompson – 4:10
Dan Dan” – David Thomas – 0:50
Blood Red Roses” – Sting – 2:44
Sally Brown” – Teddy Thompson – 2:54
Lowlands Away” – Rufus Wainwright & Kate McGarrigle – 3:25
Baltimore Whores” – Gavin Friday – 4:40
Rolling Sea” – Eliza Carthy – 4:49
The Mermaid” – Martin Carthy & The UK Group – 2:23
Haul on the Bowline” – Bob Neuwirth – 1:29
A Dying Sailor to His Shipmates” – Bono – 4:44
Bonnie Portmore” – Lucinda Williams – 3:36
Shenandoah” – Richard Greene & Jack Shit – 2:58
The Cry of Man” – Mary Margaret O’Hara – 3:06

Disc 2:

Boney” – Jack Shit – 1:55
Good Ship Venus” – Loudon Wainwright III – 3:15
Long Time Ago” – White Magic – 2:35
Pinery Boy” – Nick Cave – 3:15
Lowlands Low” – Bryan Ferry & Antony Hegarty  – 2:35
One Spring Morning” – Akron/Family – 5:25
Hog Eye Man” – Martin Carthy & Family – 2:44
The Fiddler” – Ricky Jay & Richard Greene – 1:34
Caroline and Her Young Sailor Bold” – Andrea Corr – 3:58
Fathom the Bowl” – John C. Reilly – 3:44
Drunken Sailor” – David Thomas – 3:44
Farewell Nancy” – Ed Harcourt – 6:06
Hanging Johnny” – Stan Ridgway – 3:28
Old Man of the Sea” – Baby Gramps – 5:18
Greenland Whale Fisheries” – Van Dyke Parks – 4:41
Shallow Brown” – Sting – 2:30
The Grey Funnel Line” – Jolie Holland – 4:53
A Drop of Nelson’s Blood” – Jarvis Cocker – 7:10
Leave Her Johnny” – Lou Reed – 5:30
Little Boy Billy” – Ralph Steadman – 5:33

SON OF ROGUES GALLERY: PIRATE BALLADS, SEA SONGS AND CHANTEYS

2013 – Anti-Records

Disc 1:


(alcuni testi non sono riuscita a recuperarli e per il momento i titoli sono privi di link, se qualcuno avesse la buona volontà di sbobinarli…)

  1. Leaving of Liverpool – Shane MacGowan w/ Johnny Depp & Gore Verbinski
  2. Sam’s Gone Away – Robyn Hitchcock
  3. River Come Down – Beth Orton
  4. Row Bullies Row – Sean Lennon w/ Jack Shit
  5. Shenandoah – Tom Waits w/ Keith Richards
  6. Mr. Stormalong – Ivan Neville
  7. Asshole Rules the Navy – Iggy Pop w/ A Hawk and a Hacksaw
  8. Off to Sea Once More – Macy Gray
  9. The Ol’ OG – Ed Harcourt
  10. Pirate Jenny – Shilpa Ray w/ Nick Cave & Warren Ellis
  11. The Mermaid – Patti Smith & Johnny Depp
  12. Anthem for Old Souls – Chuck E. Weiss
  13. Orange Claw Hammer – Ed Pastorini
  14. Sweet and Low – The Americans
  15. Ye Mariners All – Robin Holcomb & Jessica Kenny
  16. Tom’s Gone to Hilo – Gavin Friday and Shannon McNally
  17. Bear Away – Kenny Wollesen & The Himalayas Marching Band

Disc 2:

(alcuni testi non sono riuscita a recuperarli e per il momento i titoli sono privi di link, se qualcuno avesse la buona volontà di sbobinarli…)

    1. Handsome Cabin Boy – Frank Zappa & the Mothers of Invention
    2. Rio Grande – Michael Stipe & Courtney Love
    3. Ship in Distress – Marc Almond
    4. In Lure of the Tropics – Dr. John
    5. Rolling Down to Old Maui – Todd Rundgren
    6. Jack Tar on Shore – Dan Zanes w/ Broken Social Scene
    7. Sally Racket Sissy Bounce – Katey Red & Big Freedia with Akron/Family
    8. Wild Goose – Broken Social Scene
    9. Flandyke Shore – Marianne Faithfull w/ Kate & Anna McGarrigle
    10. The Chantey of Noah and his Ark (Old School Song) – Ricky Jay
    11. Whiskey Johnny – Michael Gira
    12. Sunshine Life for Me – Petra Haden w/ Lenny Pickett
    13. Row the Boat Child – Jenni Muldaur
    14. General Taylor – Richard Thompson w/ Jack Shit
    15. Marianne – Tim Robbins w/ Matthew Sweet & Susanna Hoffs
    16. Barnacle Bill the Sailor – Kembra Phaler w/ Antony/Joseph Arthur/Foetus
    17. Missus McGraw – Angelica Huston w/ The Weisberg Strings
    18. The Dreadnought – Iggy Pop & Elegant Too
    19. Then Said the Captain to Me (Two Poems of the Sea) – Mary Margaret O’Hara

FONTI
http://www.anti.com/releases/pirate-ballads-sea-songs-and-chanteys/
http://www.anti.com/artists/rogues-gallery/
http://www.anti.com/press/hal-willner-productions-presents/

WEARY PUND O’ TOW

La canzone umoristica “Weary pund of tow” è stata scritta (o meglio adattata) da Robert Burns su una canzone umoristica tradizionale scozzese Glen (19O0) states that this melody originally came from James Oswald’s book, ‘The Caledonian Pocket Companion’ (1759). In a letter to James Johnson, Burns said ‘I was so lucky lately to pick up an entire copy of Oswald’s Scots music and I think I shall make glorious work out of it’. Though Glen goes on to say that there is some doubt as to whether any lyrics existed for this song until Burns wrote some verses, he states that Sir Walter Scott narrated a similar-sounding song. This suggests there might well have been pre-existing lyrics which Burns merely embellished.”(tratto da qui)

L’uomo ci racconta che ha comprato per la sposina un bel po’ di piante di lino (della migliore qualità) affinchè le trasformasse in filato, ma lei è un’incapace (inesperta o pigra) ed è riuscita a ricavarne solo della scadente lanuggine (le fibre più corte). Così nel ritornello l’uomo si lamenta che la moglie non ha nessuna intenzione di mettersi a filare (cioè di obbedire ai suoi ordini). Le virtù domestiche femminili erano un tempo identificate simbolicamente nell’arte della filatura.
Nel libro dei Proverbi (31:10 – 31:19), è scritto
Una donna perfetta chi potrà trovarla?
Più prezioso assai delle perle è il suo valore”.
“Si procura lana e lino
e li lavora volentieri con le mani”
“Stende la sua mano alla conocchia
e mena il fuso con le dita”.
Per comprendere il senso della canzone scritta in dialetto scozzese, è necessario non solo un buon dizionario, ma anche conoscere i processi di trasformazione del lino in filato.

LAVORAZIONE DELLA FIBRA DI LINO IN FILATO

Dopo aver liberato gli steli di lino dalle capsule contenenti i semi, si mettono a macerare in fosse piene d’acqua, per “ammorbidirli” (oppure si lasciano macerare all’aria, di modo che la rugiada faccia tutto il lavoro). Poi si fanno essiccare (su graticole riscaldate dal fuoco) e quindi ha inizio il lungo lavoro della gramolatura per liberare la fibra dalla corteccia dello stelo.

gramola per il lino

La gramola è un “coltello” di legno fissato a una sorta di cavalletto in modo che facendo passare più e più volte un piccolo covone di lino sul cavalletto, lo si maciulla con il coltello mobile rompendone la corteccia.

La fase successiva è la “pettinatura” o cardatura delle fibre utilizzando prima una spatola (per eliminare gli ultimi residui di corteccia) e quindi un attrezzo detto pettine, formato da diversi chiodi li ferro fissati ad un supporto di legno: si “pettina” così la fibra del lino facedo passare il piccolo covone più e più volte tra il pettine (proprio come si fa per districare e lisciare i capelli): così si separano le fibre più corte (e meno pregiate) da quelle più lunghe. Le fibre meno pregiate erano filate in modo più grezzo e usate per fare corde o tela da sacco, mentre le fibre più lunghe e fini diventano la stoffa per indumenti o biancheria per la casa.

LA FILATURA

Era un’attività che si svolgeva per lo più in casa, durante i mesi invernali, utilizzando conocchia (o rocca) e fuso o il filatoio.
Sulla conocchia  (un asta di legno) prima si avvolgono le fibre del lino facendone una grossa matassa, quindi pizzicando la giusta quantità di fibra, la donna la inumidisce di tanto in tanco con dell’acqua (o saliva) e facendo ruotare il fuso (o azionando con il pedale il filatoio) riduce i baiocchi di fibra in filo ritorto.

Le donne imparavano fin da piccole a filare e ci volevano molti anni per acquisire l’esperienza per ottenre un filo sottile e uniforme  perchè le fibre si spezzano facilmente.

Una volta riempito il rocchetto del filatoio (o il fuso) si utilizza un attrezzo detto aspo per avolgere il filato in grosse matasse.
L’utlima fase prima della lavorazione con il telaio era il lavaggio e la sbiancatura delle matasse: si lavavano nella liscivia (cenere fatta bollire nell’acqua) e poi si stendevano al sole: a seconda del tempo di esposizione al sole il lino perde il suo colore naturale grigio-beige per diventare bianco (e quindi si ottene una discreta variazione dei toni nella gamma dei grigi e del bianco). Le matasse erano tinte immergendole in grossi calderoni e per fissare il colorante naturale si utilizzava aceto o urina (ammoniaca), dopo ripetuti lavaggi si mettevano le matasse ad asciugare.

La melodia è scanzonata in sintonia con il tono umoristico della canzoncina..

ASCOLTA Tony Cuffe

ASCOLTA Fiona Hunter


I
I bought(1) my wife a stane(2) o’ lint,
As gude as e’er did grow (3),
And a’ that she has made o’ that
Is ae puir pund o’ tow(4).
The weary (5) pund, the weary pund,
The weary pund o’ tow;
I think my wife will end her life,
Before she spin her tow.
II
There sat a bottle in a bole,
Beyont the ingle low ;
And aye she took the tither souk,
To drouk the stourie  tow (6).
III
Quoth(7) I, For shame, ye dirty dame,
Gae spin your tap(8) o’ tow!
She took the rock(9), and wi’ a knock,
She brak it o’er my pow (10)
IV
At last her feet-I sang to see’t!
Gaed foremost(10) o’er the knowe(11),
And or I wad anither jad
I’ll wallop(12) in a tow.
V
So come all ye jolly bachelors
that fain(13) would married be
I pray you be advised,
tak’ this note from me
VI
A single life is free frae strife,
frae sorrow, grief and woe
Besides a wife will end your life
wi’ the weary pund o’ tow
Traduzione italiano di Cattia Salto
I
Comprai a mia moglie una libbra di lino, della qualità migliore
e tutto quello che ne ha ricavato,
è una sola libbra di lanuggine
Una misera libbra, una misera libbra
una misera libbra di lanuggine
credo che mia moglie arriverà alla fine della vita prima di filare tutta la lanuggine
II
C’era una bottiglia nella nicchia
sul lato più lontano del piccolo focolare e sempre lei prendeva un altro sorso per inumidire la lanuggine polverosa
III
Dico io “Vergognati, donnaccia
vai a filare la conocchia”
Lei prese la rocca e con un colpo
me la ruppe in testa!
IV
Alla fine i suoi piedi -pregai per vederlo- hanno oltrepassato la collina
e piuttosto di sposare un’altra donna
penzolerei alla corda (del boia)
V
Così venite tutti voi allegri scapoloni
che desiderate essere sposati
vi prego di fare attenzione;
prendete questo avviso da me
VI
Un single è libero dalla lotta, dalla tristezza, dagli affanni e dalla miseria;
inoltre una moglie metterà fine alla vostra vita, con una misera libbra di lanuggine

NOTE
la traduzione in inglese qui, le ultime due strofe sono state aggiunte da Tony Cuffe
1) oppure gave
2) libbra antica unità di misura inglese Stone = pietra: è pari a 14 pounds ed equivalente quindi a circa 6,35 kg (vedi). stone e pound si equivaldono, qui pound non si traduce come sterlina ma come libbra
3) letteralmente mai cresciuto meglio,

4) tow : è la fibra del lino -lint= flax  decorticata e pettinata, ma dela qualità più scadente cioè le fibre più corte. Così il termine è finito anche nella descrizione dei capelli: tow-headed boys sono i ragazzi con i capelli corti (e biondi), flaxen-haired girls sono le bionde con i capelli lunghi (flax è la fira lunga del lino) tow= fibra di lino di bassa qualità, lanuggine. La moglie inesperta, incapace o poco laboriosa ha sprecato il lino di qualità miglione ricavandone solo della fibra corta, scadente e di inferiore qualità. Io ho tradotto con lanuggine, sono i biocchi di fibra.
5) weary in questo contesto significa il duro lavoro per ricavare la fibra dagli steli di lino e il misero valore, la bassa qualità della fibra ricavata, il lavoro scadente. Così date le premesse nel ritornello l’uomo teme che la moglie ci metterà tutta la vita prima di filare quella misera lanuggine
6) stour, stowrie= dusty tow; per inumidire  la fibra “pizzicata” dalla conocchia le donne intingevano il dito nell’acqua o le inumidivano con la saliva, qui si insinua che nella bottiglia ci fosse del liquore e non dell’acqua
7) Cries
8) cioè “fila la  conocchia”  tap =  i baiocchi di fibra avvolti nella conocchia, come zucchero filato

la filatrice

9) L’arte della tessitura è un arte femminile tutto ha inizio con un fuso, un semplice bastoncino di legno sagomato opportunamente e manovrato con un movimento ritmico e costante in modo che la lana grezza (o la fibra vegetale) si trasformi in filo.
Nel quadro di William-Adolphe Bouguereau, La filatrice la ragazza tiene al braccio sinistro la conocchia o rocca sulla quale è messa la lana – o la fibra vegetale- che è stata precedentemente cardata, e con la mano destra aziona il fuso imprimendo un movimento rotatorio (tipo yo-yo); la fusaiola (una rotula) per lo più in terracotta (ma anche in legno) all’estremità del fuso, lo mantiene in rotazione; in modelli ancora più semplici il fuso è composto in un unico pezzo di legno svasato al centro come se fosse una trottola (detto lucignolo).
La conocchia (o rocca) e il fuso sono gli antenati del filatoio a ruota, ci vuole molta esperienza per ottenere un filo fine e uniforme
10) è più probabile che la fanciulla fosse in possesso di un filatoio  a ruota (più impropriamente detto arcolaio), in inglese  spinning wheel,.Il filatoio a ruota o filarello o mulinello o filatoio ad alette , è caratterizzato dalla presenza di una ruota azionata con pelali che avvolge il filo attorno al rocchetto (ovvero è la ruota che ora fa girare l’aspo -che imprime nello stesso tempo una torsione al filo – e la spoletta attorno alla quale si avvolge il filo, non più la mano). Ed è quindi la conocchia (o rocca) che teneva in mano ad essere spaccata sulla testa del marito
11) to go over the hill è un’espressione tipica per dire “uscire di prigione” oppure “essere sul viale del tramonto”; In inglese l’espressione “to be over the hill” viene comunemente usata per indicare il compimento del 40esimo o 50esimo anno di età, qui il passaggio è “l’ultimo passo”
12) wallop – swing
13) fain – eager to

LINO O CANAPA?

La fibra di canapa è molto robusta, più resistente e elastica rispetto alle fibre di altre piante: se ne facevano vele per le navi, corde per legare i fasciami e per il governo delle imbarcazioni e dei veicoli a trazione animale, tende militari, calzature, abbigliamento da lavoro, ma anche lenzuola e biancheria da casa. Molta della biancheria fine della nonna che si crede di lino in realtà è di canapa (e spesso il lino più grossolano di oggi viene spacciato per canapa). Con la canapa si produce un tessuto termoregolatore, efficace barriera dai raggi UVA che pur assomigliando per certi aspetti al lino presenta molti più vantaggi, d’inverno infatti tiene caldo ed è “stretch”.  Con la selezione delle varietà e l’affinamento delle tecniche di lavorazione della canapa tessile l’Italia aveva raggiunto nel mondo il primato, mentre l’Irlanda lo aveva per il lino.

FONTI
http://ontanomagico.altervista.org/weaver-factory.htm
http://burnsscotland.com/items/v/volume-iv,-song-350,-page-362-the-weary-pund-o-tow
http://www.museo-etnografico.it/download/Flachs_Leinen_it.pdf
https://www.lucanapa.com/notizie/43-lino-e-canapa
http://www.cobbler.plus.com/wbc/poems/translations/525.htm
https://mainlynorfolk.info/folk/songs/thewearypundotow.html
http://www.ramshornstudio.com/weary_pund.htm