Don Oíche Úd I MBeithil o Do You Hear What I Hear?

Il canto di natale in gaelico irlandese dal titolo ” Don Oíche Úd I MBeithil”  (That Night in Bethlehem = quella notte a Betlemme) è una poesia scritta da Aodh Mac Cathmhaoil (1571-1626); la melodia è considerata tradizionale anche se talvolta viene attribuita a Sean Óg Ó Tuama il quale la pubblicò negli anni 1950 in un raccolta di canti in irlandese dal titolo “An Cóisir Cheoil”

Hugh MacCaghwell o dal latino Ugo Cavellus era un teologo francescano nonchè arcivescovo di Armagh al cui patronimico venne aggiunto il nome di “Mac Aingil” (figlio di un Angelo) per le sue opere maggiori sulla dottrina cristiana particolarmente ispirate. Scrisse anche quattro Carol natalizi in gaelico, tra cui ” Don Oíche Úd I MBeithil”

ASCOLTA The Chieftains

ASCOLTA Altan live
ASCOLTA Celtic Woman

Gaelico irlandese
I
Don oíche úd i mBeithil
beidh tagairt faoi ghréin go brách,
Don oíche úd i mBeithil
gur tháinig an Briathar slán;
Tá gríosghrua ar spéartha
‘s an talamh ‘na chlúdach bán;
Féach Íosagán sa chléibhín,
‘s an Mhaighdean ‘Á dhiúl le grá (1)
II
Ar leacain lom an tsléibhe
go nglacann na haoirí scáth
Nuair in oscailt gheal na spéire
tá teachtaire Dé ar fáil;
Céad glóir anois don Athair
sa bhFlaitheasa thuas go hard!
Is feasta fós ar sa thalamh
d’fheara dea-mhéin’ siocháin!

Traduzione inglese *
I
I sing of a night in Bethlehem
A night as bright as dawn
I sing of that night in Bethlehem
The night the Word was born
The skies are glowing gaily
The earth in white is dressed
See Jesus in the cradle
Drink deep in His mother’s breast (1)
II
And there on a lonely hillside
The shepherds bow down in fear
When the heavens open brightly
And God’s message rings out so clear
“Glory now to the Father
In all the heavens high
And peace to His friends on earth below (2) ” Is all the angels cry
Traduzione italiano di Cattia Salto
I
Canto di quella notte a Betlemme,
notte luminosa come l’alba,
canto di quella notte a Betlemme
la notte in cui il Verbo è nato;
i cieli risplendevano di gioia
la terra di bianco era ricoperta
per vedere Gesù nella culla, mentre succhiava dal seno della mamma
II
E c’erano sulla collina brulla
i pastori che si accasciarono dalla paura, quando i Cieli s’illuminarono
e il messaggio di Dio risuonò forte
“Gloria al Padre
nell’alto dei Cieli
e pace agli uomini di buona volontà”
gridarono gli angeli

NOTE
* tratta da qui
1) And the Virgin nursing him with love
2) citazione dal vangelo di Luca

 

Natività, Giotto, Basilica di Assisi

Do You Hear What I Hear?

La canzone natalizia fu scritta nel 1962 da Gloria Shayne Baker (per la musica) e Noël Regney (per il testo) come un inno alla pace durante la crisi missilistica cubana. Una lunga lista d’interpreti l’hanno resa celebre  in tutto il mondo. Unisco i due brani perchè così ha fatto Moya Brennan nel suo album “An Irish Christmas”
ASCOLTA Moya Brennan in “An Irish Christmas” 2005 unisce due canti Do You Hear e Don Oíche Úd I MBeithil (Do you hear what I hear strofe II, III + Don oíche úd i mBeithil strofa I + Do you hear what I hear  strofa IV)

ASCOLTA Orla Fallon in “Celtic Christmas” 2010


I
Said the night wind
to the little lamb,
“Do you see what I see?
Way up in the sky,
little lamb,
Do you see what I see?
A star, a star, dancing in the night
With a tail as big as a kite.”
II
“Do you hear what I hear?”
Said the little lamb
to the shepherd boy
“Do you hear what I hear?
Ringing through the sky,
shepherd boy?
Do you hear what I hear?
A song, a song high above the trees
With a voice as big as the sea”
III
Said the shepherd boy
to the mighty king
“Do you know what I know
In your palace warm,
mighty king?
Do you know what I know?
A Child, a Child shivers in the cold
Let us bring Him silver and gold”
IV
Said the king
to the people everywhere
“Listen to what I say
Pray for peace,
people everywhere
Listen to what I say
The Child, the Child sleeping in the night
He will bring us goodness and light”
(1)
Traduzione italiano di Cattia Salto
I
Disse la notte
all’angellino
“Vedi quello che vedo?
In alto nel cielo
o angellino, vedi quello che vedo?
Una stella, una stella che danza nella notte, con una coda lunga come un aquilone”
II
“Senti quello che sento?”
Disse l’agnellino
al pastorello
“Senti quello che sento?
Che risuna in cielo
o pastorello? Senti quello che sento?
Un canto, un canto che si leva alto tra gli alberi,
con una voce profonda come il mare”
III
Disse il pastorello
al  Re magnifico
“Sai quello che so
(tu che stai) nel tuo palazzo al caldo,
o magnifico Re?
Sai quello che so? Un bambino, un bambino rabbrividisce al freddo,
gli porteremo argento e oro”
IV
Disse il re
alla gente di tutto il mondo
“Ascoltate quello che dico
pregate per la pace,
o gente di tutto il mondo.
Ascoltate quello che dico
il Bambino, il Bambino che dorme nella notte
ci porterà la bontà e la luce”

NOTE
1) Moya conclude con
Listen to what I say
Do you know what I know?
Do you hear what I hear?”

FONTI
http://anglandicus.blogspot.it/2013/12/when-word-safely-came.html
http://songsinirish.com/don-oiche-ud-i-mbeithil-lyrics/
https://thegatheringfire.wordpress.com/2014/12/29/that-night-in-bethlehem-an-irish-christmas-carol/
http://www.celticlyricscorner.net/brennan/doyou.htm

The Carol of the Birds

Seguendo le tracce di un canto natalizio sugli uccelli risalente al Medioevo si trovano diversi adattamenti nella tradizione popolare delle Isole Britanniche.

La versione che riprende il canto natalizio catalano “El cant dels ocells” intitolandosi “The Carols of the Birds”, inizia con il verso “When rose the eastern star”

ASCOLTA Joan Baez in Noel, 1966

ASCOLTA Emily Mitchell 1989


I
When rose the Eastern Star
The birds came from afar
In that full night of glory
With one melodious voice
They sweetly did rejoice
And sang the wondrous story
Sang, praising God on high
Enthroned above the sky
And his fair mother, Mary.
II
The eagle left his lair
Came winging through the air
His message loud arising
And to his joyous cry
The sparrow made reply
His answer sweetly voicing
“O’ercome are death and strife,
This night is born New Life”
The Robin (1) sang, rejoicing
Traduzione italiano di Cattia Salto
I
Quando  la Stella d’Oriente si levò
gli uccelli vennero da lontano
in quella notte piena di gloria
con una voce melodiosa,
essi soavemente  si rallegrarono
e cantarono la storia meravigliosa,
cantarono e lodarono Dio celeste
in trono nell’alto dei Cieli
e la sua nella madre, Maria
II
L’aquila lasciò la sua tana
venne volando dall’alto
il suo messaggio forte risuonò
e al suo grido di gioia
il passero rispose
intonando il suo canto soavemente
“Vinti sono Morte e Dolore
questa notte è nata una Nuova Vita”
il pettirosso cantò rallegrandosi

NOTE
1) il pettirosso è un uccello ricco di simbolismi, contrapposto allo scricciolo (o piccolo passero). Nel suo libro La dea bianca, Robert Graves spiega che nella tradizione celtica, la lotta tra le due parti dell’anno, è rappresentata dalla lotta tra il re-agrifoglio (o vischio), che rappresenta l’anno nascente e il re-quercia, che rappresenta l’anno morente. Al solstizio d’inverno il re-agrifoglio vince sul re-quercia, e viceversa per il solstizio d’estate. Nella tradizione orale, una variante di questa lotta è rappresentata dal pettirosso e lo scricciolo, nascosti tra le foglie dei due rispettivi alberi. Lo scricciolo rappresenta l’anno calante, il pettirosso l’anno nuovo e la morte dello scricciolo è un passaggio di morte-rinascita. continua

 

WHENCE COMES THIS RUSH OF WINGS?

Ancora  dal noel francese (nella versione provenzale “Nadal dels aucèls”, Bas-Quercey, tradotta anche in francese con il titolo “Noël des oiseaux” o “Voici l’étoile de noël”) questo canto natalizio anche intitolato  “Carol Of The Birds” è invece popolare in America ed è riportata in stampa da Charles Lewis Hutch­ins in “Car­ols Old and Car­ols New” (Bos­ton, Mass­a­chu­setts: Par­ish Choir, 1916)

Una versione per piano di Alan William qui
e una versione per arpa di Megan Metheney




I
Whence comes this rush of wings afar,
Following straight the Noel star?
Birds from the woods in wondrous flight,
Bethlehem seek this Holy Night.
II
“Tell us, ye birds, why come ye here,
Into this stable, poor and drear?”
“Hast’ning we seek the newborn King,
And all our sweetest music bring.”
III
Hark how the Greenfinch bears his part,
Philomel, too, with tender heart,
Chants from her leafy dark retreat,
Re, mi, fa, sol, in accents sweet.
IV
Angels and shepherds, birds o’ the sky,
Come where the Son of God doth lie;
Christ on earth with man doth dwell,
Join in the shout “Noel, Noel.”
Traduzione italiano di Cattia Salto
I
Da dove viene questo battito d’ali lontante che vanno verso la stella di Natale? Uccelli dal bosco in magnifica flotta cercano Betlemme questa Santa Notte.
II
“Diteci, voi uccelli, perchè venite qui
in questa grotta, povera e fredda?”
“Ci affrettiamo per cercare il Re appena nato, e portare la nostra musica più soave”
III
Ascolta come il verdone tiene la sua parte, anche l’usignolo appassionato,
canta dal suo nascondiglio frondoso
re, mi, fa sol con dolci accordi
IV
Angeli e pastori, uccelli del cielo
venite dove il figlio di Dio riposa;
Cristo sulla terra con l’uomo dimora
unitevi al grido “Natale, Natale”

LA VERSIONE AMERICANA-IRLANDESE

John Jacob Niles (1892-1980) scrisse la sua versione di “The Carol of the Birds” nel 1942 facendone una filastrocca per il figlio che all’epoca aveva quattro anni. Niles era un famoso collezionista di musica folk, suonatore di liuto e dulcimer e anche compositore.

ASCOLTA Clancy Brothers in “Christmas” 1969

ASCOLTA Brocelïande

ASCOLTA Jeff Black 2009


I
Full many a bird did wake and fly
Curoo curoo curoo
Full many a bird did wake and fly
To the manger bed with a wandering cry
On Christmas day in the morning (1)
Curoo curoo curoo
Curoo curoo curoo
II
The lark the dove and the red bird came
And they did sing in sweet Jesus’ name
III
The owl was there with eyes so wide
And he did sit at sweet Mary’s side
IV
The shepherds knelt upon the hay
And angels sang the night away
Traduzione italiano di Cattia Salto
I
Più di un uccello si levò e volò
Curu curu curu
Più di un uccello si levò e volò
alla mangiatoria con un grido
d’attesa
Il giorno di Natale nel mattin
Curu curu curu
Curu curu curu
II
L’allodola, la colomba e il pettirosso andarono
e cantarono nel nome dell’amato Gesù
III
C’era il gufo con gli occhi spalancati
e si sistemò al fianco della cara Maria
IV
I pastori s’inginocchiarono nella paglia e gli angeli cantarono tutta la notte

NOTE
1) il verso richiama la filastrocca natalizia “I Saw Three Ships”

LA VERSIONE AUSTRALIANA

Ancora una “Carol of the Birds”, ma questa volta proveniente dall’Australia composta da William G. James sul testo di John Wheeler e raccolta in “Five Australian Christmas Carols“, 1948.
Ovviamente il clima australiano ha bisogno di ben altri soggetti che le slitte sulla neve!
Questa ha il ritornello che ripete “Orana! Orana! Orana to Christmas Day


I
Out on the plains the brolgas (1) are dancing
Lifting their feet  like warhorses prancing
Up to the sun the woodlarks go winging
Faint in the dawn light echoes their singing
Orana! Orana! Orana to Christmas Day.
II
Down where the tree ferns grow by the river
There where the waters sparkle and quiver
Deep in the gullies bell-birds (2) are chiming
Softly and sweetly their lyric notes rhyming
III
Friar birds (3) sip the nectar of flowers
Currawongs (4) chant in wattle tree bowers
In the blue ranges lorikeets(5) calling
Carols of bush birds rising and falling
Traduzione italiano di Cattia Salto
I
Sul terreno le gru danzano
sollevando i piedi come  cavalli
saltellanti
verso il sole le allodole si slanciano
in volo
lontani nella luce dell’alba riecheggiano i loro canti
Benvenuto! Benvenuto! Benvenuto giorno di Natale
II
Giù dove le felci crescono sulle rive
dove le acque luccicano e mormorano
nelle forre i campanari cantano
dolci e lievi i loro canti riecheggiano
III
Gli uccelli frate succhiano il nettare dei fiori
i currawong cantano sotto le fronde d’acacia
nelle livree blu i lorichetti chiamano
i canti degli uccelli nei cespugli aumentano e diminuiscono

NOTE
1) gru brolga è la gru australiana, nota per la sua danza di accommpiamento
2) Bell Bird o campanaro della Nuova Zelanda dalla caratteristica colorazione verdastra
3) filemone o uccello frate non ha piume sulla testa
4) l nome scientifico del genere, Strepera, deriva dal tardo latino e significa “rumorosa”, in riferimento alla loquacità di questi uccelli. Il nome comune collettivo di currawong, col quale sono note le specie ascritte al genere, è un’onomatopea e deriva dalle lingue aborigene
5) il lori o lorichetto è un pappagallino dai colori vivaci

LA VERSIONE FRANCESE

Anche in Francia ritroviamo un adattamento della versione catalana con il titolo “Le Chant des Oiseaux” ASCOLTA

La versione provenzale “Nadal dels aucèls” è stata divulgata da Maria Roanet nel 1976 nel suo album Cantem Nadal
il brano inizia al minuto 9:55


I
“Aicí l’estèla de Nadal,
Qu’es aquel bruch dessús l’ostal?
-Es una tropa d’aucelons
A Betelèm van dos a dos.”
II
Dins l’estable, lo Rei del Cèl
Dòrm entre l’ase e lo maurèl
“Digatz aucèls qué venètz far?
-Venèm nòstre Dieu adorar..”
III
Lo pol s’avança lo primièr
Monta sul boès del rastelièr
E per començar l’orason
Entòna son “Cocorocon”
IV
Lo cardin sortís de son niu
Saluda e fa “rirli chiu chiu”
“Chiu chiu” respond lo passerat
E la calha fa “palpabat”
V
Lo mèrle arriba en estiflant
Lo linòt en canturlejant
Lo pijon fa “rocon rocon”
La lauseta “tira liron”
VI
Vaicí venir lo baticoet
Se pausa a costat del verdet
E sus l’albar lo rossinhòl
Canta a l’Enfant “re mi fa sòl
VII
Per onorar lo Filh de Dieu
Venètz en granda devocion
Angèls, pastors, aucèls del cèl
Totes cantem Noèl Noèl,
Traduzione italiano di Cattia Salto
I
“Ecco la stella di Natale
cos’è questo trambusto sopra la stalla?””E’ uno stormo di uccellini
che a Betlemme vanno in coppia”
II
Nella stalla il Re dei CIeli
dorme tra l’asino e il bue “Ditemi uccelli, cosa siete venuti a fare?” “Veniamo ad adorare il nostro Dio”
III
Il gallo avanza per primo
salta sul legno della rastrelliera
e per iniziare la sua orazione
canta “cocorocon”
IV
Il cardellino esce dal suo nido
saluta e fa “rirli chiu chiu”
“Chiu chiu” risponde il passero
e la quaglia fa “palpabat”
V
Il merlo arriva fischiettando
il fanello dal suono ronzante
il piccione fa “rocon rocon”
l’allodola “tira lion”
VI
Ecco che viene il batticoda
si posa vicino al verdone
e sul salice l’usignolo
canta al Bambino “re, mi, fa, sol”
VII
Per onorare il Figlio di Dio
venite con grande devozione
Angeli, pastori, uccelli del cielo
e tutti cantiamo Natale, Natale

NOTE
la traduzione in inglese qui

Un altro titolo “Le Noël des petits oiseaux” è invece stato scritto da Camille Soubise nel 1890 (con musica di Charles Pourny) sempre un noel natalizio ma completamente diverso dagli esempi già analizzati (vedi)

FONTI
https://mudcat.org/thread.cfm?threadid=10493
https://www.hymnsandcarolsofchristmas.com/Hymns_and_Carols/carol_of_the_birds.htm
https://www.hymnsandcarolsofchristmas.com/Hymns_and_Carols/whence_comes_this_rush_of_wings.htm

http://ingeb.org/songs/outonthe.html

El cant dels ocells

La tradizione popolare di molti paesi europei ha tramandato fino ad oggi canti risalenti quantomeno al Medioevo con particolare riferimento ai canti natalizi. Di alcuni si sono perse completamente le tracce scritte (se mai vi furono) come per questo “Canto degli Uccelli”.

La notte di Natale è piena di prodigi, anche gli animali e in particolare gli uccelli, si danno convegno nella grotta in cui Gesù è nato.
Così l’anedottica popolare crea  storielle fantasiose: la cicogna si toglie le soffici piume del petto per rendere più comoda la culla e per questo diventa la protettrice dei bambini; il pettirosso per tutta la notte ravviva con le sue ali il fuoco del braciere e il suo petto rosso bruciacchiato dalle fiamme, diventa il segno della sua generosità; l’usignolo prima muto trova la voce per la sua prima volta, ispirato dai cori degli angeli e il suo canto resterà per sempre ad allietare gli uomini come un’eco della gloria divina.
La civetta che non si sveglia viene condannata per l’eternità a nascondersi di giorno e a trascorrere le notti a lamentarsi.

LA VERSIONE CATALANA

El cant dels ocells ( o aucells) ha ricevuto la sua melodia definitiva dal violoncellista Pau Casals che, schieratosi contro i militari franchisti e la dittatura, preferì vivere in esilio fino al 1950: il canto degli uccelli è un inno alla pace e alla gioia.
Casals era solito dire:”L’amore per il proprio Paese è una cosa splendida. Ma perché l’amore dovrebbe fermarsi al confine? Tutti siamo foglioline del medesimo albero e l’albero è l’umanità“.

ASCOLTA Pau Casals

ASCOLTA Hespèrion XXI & Jordi Savall – Mare Nostrum, 2011

ASCOLTA Fernando Ortega ancora una bellissima versione strumentale per piano

Gli uccelli nelle 15 strofe originali della versione catalana sono ben 32 ma oggi si cantano  le prime tre o quattro strofe.
Il canto viene eseguito per lo più in versione strumentale con canto lirico oppure voci bianche.

ASCOLTA Escolania de Montserrat (strofe I, VI, VII)


I
En veure despuntar
El major illuminar (1)
En la nit mes joiosa;
Els ocellettes cantant
a festejarlo van,
Amb sa veu melindrosa.
II
L’àliga imperial
Va pels aires volant
Cantant amb melodia,
Dient: “Jesus es nat
Per treure’ns del pecat
I darnos alegria”.
III
Respont-il el pardal:
“Esta nit es Nadal
I es nit de gran contento”
El verdum i el lluer
Diuen, cantant tambe:
“O, quina alegria sento”.
IV
Cantava el passarell:
‘Oh, que formós i que bell
és l’Infant de Maria!’.
I lo alegre tord:
‘Vençuda n’és la mort,
ja neix la Vida mia’.
V
Cantava el rossinyol:
‘Formós és com un sol,
brillant com una estrella’.
La cotxa i lo bitxac
festegen el manyac
i sa Mare donzella.
VI (2)
Cantava la perdiu:
“Me’n vaig a fer el niu
Dins d’aguella establia,
per a veure l’Infant
com està tremolant
als braços de Maria.”
VII
La garsa, griva i gaig
diuen: “Ara ve el maig! (3)”
Respon la cadernera:
“Tot arbre reverdeix,
tota branca floreix
com si fos primavera”.
Traduzione italiano*
I
Vedendo sorgere
l’astro più luminoso
nella notte più gioiosa;
gli uccellini gli fanno festa
mettendosi a cantare
con le loro voci ostinate.
II
L’aquila imperiale
vola alta nel cielo
e canta melodiosa
dicendo “Gesù è nato,
per liberarci dal peccato
e darci gioia”
II
Risponde il passerotto:
“Oggi, notte di Natale,
è una notte di grande felicità”
Il verdone e il lucherino,
anche loro cantando dicono :
“Oh che gioia sento”
IV
Cantava il fanello
“Ma come paffuto e bello
è il figlio di Maria”
e risponde il tordo
“Vinta è la morte
ora nasce la vita mia”
V
Cantava l’usignolo
“E’ bello come il sole
e luminoso come una stella”
Il codirosso e il saltimpalo
fanno festa al bimbo
e alla vergine madre.
VI
Cantava la pernice:
“Vado a farmi il nido
dentro a quella stalla
per ben vedere il bimbo
che sta tremando
tra le braccia di Maria”
VII
La gazza, il tordo e la ghiandaia
dicono “Ora arriva maggio!”
Risponde il cardellino:
“Ogni albero rinverdisce,
ogni pianta fiorisce
come se fosse primavera”

NOTE
* tratto da qui
1) è il Natale del Sole luminoso che diventa un più generico Astro tradotto poi con stella (la stella cometa).  Gesù si appropria della festa romana riservata al Sol Invitto
2) in realtà è la XII strofa
3) nei primi tempi del Cristianesimo il Natale si festeggiava nei mesi primaverili  e fu probabilmente per contrastare la diffusione del culto solare promosso nel III secolo dall’Imperatore Aureliano che la Chiesa romana stabilè che il 25 dicembre era nato Gesù.

continua Versione inglese e francese

FONTI
https://www.hymnsandcarolsofchristmas.com/Hymns_and_Carols/carol_of_the_birds.htm
https://www.antiwarsongs.org/canzone.php?id=3178&lang=it

Gloria in Excelsis Deo!

Gloria in Excelsis Deo” è il titolo nonché la prima strofa di un inno liturgico proprio della tradizione cattolica. Il testo inizia citando le parole cantate dagli angeli nell’annunciare la nascita di Gesù ai pastori (Luca 2,14); si diffuse dapprima in greco tra i primi cristiani nelle Chiese d’Oriente e fu tradotto successivamente in latino per il rito romano.
Il primo papa che inserì l’inno nella messa del Natale fu papa Telesphorus (140), in seguito papa  Symmachus (510) decise che il Gloria fosse eseguito ogni domenica.

la versione del Canto gregoriano

Glória in excélsis Deo
et in terra pax homínibus bonæ voluntátis.
Laudámus te,
benedícimus te,
adorámus te,
glorificámus te,
grátias ágimus tibi propter magnam glóriam tuam,
Dómine Deus, Rex cæléstis,
Deus Pater omnípotens.

Venne interpretato con varie melodie oltre al canto gregoriano tra cui anche alcune versioni di Vivaldi, ma la melodia che ha conosciuto più fortuna è stata quella di George Friedrich Händel che potrebbe aver composto nel 1706, ma gli è stata attribuita solo nel 2001.

Quando il Gloria venne tradotto dal latino nelle varie lingue volgari d’Europa si ripresentò in Francia con il titolo di “Les anges dans nos campagnes”  ( in italiano “Angeli delle Campagne”) un canto natalizio di autore sconosciuto, risalente al 1700 secondo la tradizione dei noel : la melodia è palesemente un adattamento del Gloria di Händel
Vox Angeli (Strofe I, II, III)

Sebastien Demrey & Jimmy Lahaie (strofe I, III, V) – in una versione che è quasi una ninna nanna

oppure la stessa versione sottotitolata


I
Les anges dans nos campagnes
ont entonné l’hymne des cieux;
et l’echo de nos montagnes
redit ce chant melodieux.
Gloria in excelsis Deo!
Gloria in excelsis Deo!
II
Bergers, pour qui cette fête ?
Quel est l’objet de tous ces chants ?
Quel vainqueur, quelle conquête Mérite ces cris triomphants :
III
Ils annoncent la naissance
du libérateur d’Israël;
et pleins de reconnaissance
chantent en ce jour solemnel.
IV
Cherchons tous l’heureux village
Qui l’a vu naître sous ses toits
Offrons-lui le tendre hommage
Et de nos coeurs et de nos voix.
V
Bergers, quittez vos retraites,
Unissez-vous à leurs concerts,
Et que vos tendres musettes
Fassent retenir les airs
Traduzione italiano di Cattia Salto
I
Gli angeli nelle campagne
cantano l’inno “Gloria in ciel”!
E l’eco delle montagne
ripete il canto melodioso:
Gloria in Excelsis Deo!
Gloria in Excelsis Deo!
II
Pastori per chi è la festa?
A chi sono dedicate le canzoni?
Quale vincitore, quale conquista
merita tali grida trionfali?
III
Annunciano la nascita
del liberatore di Israele;
e pieni di gratitudine
cantano in questo giorno solenne
IV
Cerchiamo il villaggio felice
che l’ha visto nascere sotto il suo tetto
offritegli un tenero omaggio
con il cuore e la voce
V
Pastori lasciate i recinti
e unitevi al coro
e con le vostre cornamuse
suonate la melodia

NOTE
per la versione completa qui

In italiano ha avute varie traduzioni alcune con il titolo di “Gli angeli delle campagne” (vedi)
preferisco però la versione più “sintetica” di Andrea Bocelli

Sopra i cieli e ancor più sù
dolci canti di angeli
e dai monti fin qua giù
portan gioia ai deboli.
Gloria in excelsis Deo
Gloria in excelsis Deo
A Betlem correte,
adorate il Redentor
e da lui cantate
quello che vi dice il cuor.

ANGELS WE HAVE HEARD ON HIGH

Nel 1862 il noel  è stato adattato in lingua inglese  da James Chadwick con il titolo Angels We Have Heard On High.
ASCOLTA Pentatonix


I
Angels we have heard on high
Sweetly singing o’er the plains
And the mountains in reply
Echoing their joyous strains.
Gloria, in excelsis Deo!
Gloria, in excelsis Deo!
II
Angels we have heard on high
Sweetly, sweetly through the night
And the mountains in reply
Echoing their brief delight
III
Shepherds, why this jubilee?
Why your joyous strains prolong?
What the gladsome tidings be
Which inspire your heavenly song?
IV
Come to Bethlehem and see
Him Whose birth the angels sing;
Come, adore on bended knee,
Christ the Lord, the newborn King.
traduzione italiano di Cattia Salto
I
Gli angeli che abbiamo udito dall’alto dei cieli cantano dolcemente sulla piana e l’eco delle montagne
ripete i loro gioisi canti:
Gloria in Excelsis Deo!
Gloria in Excelsis Deo!
II
Gli angeli che abbiamo udito dall’alto dei cieli cantano dolcemente nella notte e l’eco delle montagne
ripete la loro effimera soddisfazione
III
Pastori perchè questo giubilo?
Perchè ripete i vostri gioisi canti?
Qual’è la lieta novella che ispira la vostra canzone paradisiaca?
IV
Venitea Betlemme a vedere
colui la cui nascita gli angeli cantano,
venite, adoratelo in ginocchio
Cristo il Signore, il Re appena nato

continua

FONTI
https://www.hymnsandcarolsofchristmas.com/Hymns_and_Carols/NonEnglish/les_anges_dans_nos_campagnes.htm
http://gauterdo.com/noel/chants/aa/anges.campagnes.html

Hark! The herald angels sing

Hark! The herald angels sing: il testo è stato scritto nel 1739 dal pastore metodista e poeta inglese  Charles Wesley con il titolo “For Christmas Day“, una poesia successivamente abbinata a molte melodie, con varie revisioni e aggiunte testuali, finchè il musicista inglese William Hayman Cummings ebbe la felice idea di adattarlo alla melodia “Mendelssohn” del secondo movimento della cantata  “Festgesang an die Künstler” che Felix Mendelssohn aveva composto nel 1840 (in omaggio all’invenzione della stampa a caratteri mobili), accoppiata diventò subito la versione standard. Uno dei pochi canti natalizi ad essere ammesso nelle liturgie della Chiesa Inglese.
Le prime modifiche al testo furono apportate da George Whitefield (1740-1770) predicatore e amico dei fratelli Wesley (ma su posizioni più calviniste) a cominciare dalla prima strofa, fu proprio la sua versione riveduta ad essere presa come modello per la melodia di Mendelssohn, aggiungendo un ritornello ed unendo le strofe a due a due per formare un ottava.
ASCOLTA Celtic Woman live (strofe I, II, III, IV, V, VI, I)

ASCOLTA  – Amy Grant (strofe I, II, V, IV, V, VII)

ASCOLTA  Blackmore’s Night in “Winter Carols” ne fanno un medley strofe I, II, III-V, VI +”Come All Ye Faithful” (la versione inglese di Adeste fidelis)

Hark the herald angels sing*
I
Hark! The herald (1) angels sing,
“Glory to the new born King; (2)
Peace on earth, and mercy mild,
God and sinners reconciled!”
II
Joyful, all ye nations (3) rise,
Join the triumph of the skies;
With angelic host  proclaim,
“Christ is born in Bethlehem!”
III
Christ, by highest heaven adored.
Christ, the everlasting Lord,
(Late in time behold Him come,
Offspring of a virgin’s womb (4).
IV
Veiled in flesh the Godhead see,
Hail the incarnate Deity!
Pleased as Man with man to dwell;
Jesus, our Immanuel (5)!
V
Hail the heav’nly Prince of Peace!
Hail the Sun of Righteousness!)
Light and life to all He brings,
Ris’n with healing in His wings (6).
VI (7)
Mild He lays His glory by,
Born that man no more may die .
Born to raise the sons of earth,
Born to give them second Birth (8).
VII
Christ, by highest heav’n adored;
Christ the everlasting Lord;
Come desire of nations come,
fix in us thy humble home


Come All Ye Faithful

I
Come All Ye Faithful
Joyful and triumphant
Come ye oh come ye to Bethlehem
Come and behold him
Born the king of angels
CHORUS
Come let us adore him
Come let us adore him
Oh come let us adore him
He is the Lord!
II
Sing choirs of angels
Sing in exultation
Sing all ye citizens of heaven above
Glory to God
Glory in the highes
Traduzione italiano di Cattia Salto
I
Udite! Gli angeli araldi cantano,
“Gloria al Re appena nato!
Pace in terra, agli uomini di buona volontà, Dio e i peccatori riconciliati!”
II
Pieno di gioia popolo sorgi,
unisciti al trionfo dei cieli
con le schiere angeliche proclama,
“Cristo è nato a Betlemme”.
III
Cristo adorato nell’Alto dei CIeli
Cristo, l’Eterno
Tempo prima predissero la sua venuta,
germoglio del grembo di una vergine
IV
Mirate il Dio Supremo fatto carne, salutate la divinità incarnata,
felice, come uomo, di stare tra gli uomini, Gesù, il nostro Emmanuele!
V
Ave! Al Principe della pace celeste!
Ave! Al Sole della Giustizia! La luce
e la vita a tutti porta, promettendo
la salvezza tra le sue braccia
VI
Mite Egli lascia da parte la sua Gloria,
nato affinché l’uomo non possa più morire, nato per risollevare i figli della terra,  per dar loro una seconda vita.
VII
Cristo, adorato nell’alto dei Cieli, Cristo, l’Eterno, vieni,
Desiderio delle Nazioni, veni
fissa in noi la tua umile dimora
 

Venite tutti voi fedeli
I
Venite tutti voi fedeli
gioiosi e trionfanti
Venite, venite a Betlemme
Venite a vedere lui,
è nato il re degli Angeli
CORO
Venite adoriamolo,
Venite adoriamolo,
Venite adoriamolo,
Lui è il Signore
II
Canta il coro degli angeli,
canta ed esulta
cantate tutti voi cittadini del Paradiso Gloria a Dio
nell’alto dei Cieli

NOTE
* per comodità ho suddiviso il testo in quartine, (così com’era in origine la poseia pubblicata in Hymns and Sacred Poems (1739) per  il testo nella sua interezza qui
1) i messaggeri, gli angeli che portano un messaggio di buone novelle; in origine Wesley scrisse  “Hark how all the welkin rings!” con welkin, un termine arcaico per indicare la sfera del cielo più vicina a Dio, quella popolata dagli Angeli “Udite come la sfera celeste risuona!” Una citazione molto colta che richiama i concetti pitagorici sull’armonia . La musica delle sfere, detta anche musica universale, è un antico concetto filosofico che considerava l’universo come un enorme sistema regolato dalle proporzioni numeriche. Il movimento dei corpi celesti (che ruotano intorno alla Terra in orbite circolari) produce un suono variando tra toni acuti e gravi.
Il Cristianesimo approfondì il concetto della musica delle sfere traslandola agli Angeli musicanti suddivisi in Cori angelici gerarchicamente ordinati, identificati con le orbite celesti di astri e pianeti.
2) Il Vangelo di Luca dice “Gloria a Dio nell’Alto dei celi e pace in terra agli uomini di buona volontà”. Il versetto diventa un ritornello.
3) Ad Abraamo fu profetizzato che sarebbe divenuto “padre di una moltitudine di nazioni” (Gn 17:4). Da Abraamo discesero non solo gli israeliti, ma anche ismaeliti, edomiti, medaniti, madianiti, e altri (Gn 25:1,2; 1Cron 1:28,32,34). L’Islam considera Abraamo (ابراهيم, Ibrāhīm) antenato del popolo arabo, attraverso Ismaele (Gn 16:3,15,16). Ma era da Isacco che doveva venire la discendenza che Dio avrebbe eletta suo popolo. – Gn 18:16–21:7;21:8-21;15:13. (tratto da qui)
Il termine “nazioni” è usato spesso dagli scrittori biblici per indicare i non ebrei (i “Gentili”) in questo contesto ho preferito tradurre con popolo: il significato ribadito anche nell’appellativo biblico “Desire of Nations” (nella VII strofa) è che Gesù risorga per tutti i popoli, tutte le nazioni senza distinzione di razza
4) il profeta Isaia e l’albero di Jesse
5) ancora Isaia profetizzò l’Emmanuele (Dio è con noi)
6) citazione biblica da Malachia 4:2 “But unto you that fear my name shall the Sun of righteousness arise with healing in his wings”  (Ma per voi che temete il mio nome si leverà il sole della giustizia, e la guarigione sarà nelle sue ali)
7) nella versione dei  Blackmore’s Night la strofa V diventa:
Mild He lays His glory by
Born that man no more may die
Bringing hope through all the land
His to every child and man
8) la rinascita in Cristo

continua

FONTI
https://www.umcdiscipleship.org/resources/history-of-hymns-hark-the-herald-angels-sing
http://www.lutheran-hymnal.com/lyrics/tlh094.htm

La fiaba di Natale: lo Schiaccianoci

Ernst Theodor Amadeus Hoffmann scrisse Nußknacker und Mäusekönig [Schiaccianoci e il re dei topi] nel 1816, una fiaba, bizzarra e allucinata variante del tema la bella e la bestia, in cui il principe stregato è stato trasformato in un tozzo schiaccianoci, un gingillo per la tavola come giocattolo di legno a forma di ufficiale ussaro, con la mascella mossa da una leva sulla schena, per rompere i gusci delle noci.
La bestia è però dietro l’angolo, nel mostruoso Re dei topi dalle sette teste (e il suo esercito topesco) che il principe stregato deve sconfiggere, sostenuto dal vero amore di un cuore puro e aiutato dai soldatini di legno. Nel 1844 Alexandre Dumas rielabora la fiaba che circolava da qualche anno tradotta in francese e la pubblica a suo nome con il titolo Histoire d’un casse-noisette [Storia di uno schiaccianoci].

NEL PARADISO DI ZUCCHERO E CONFETTI

All’interno del sogno l’adolescente Clara (oppure Marie/Masha) -in proncinto di sbocciare come fanciulla-viene trasportata in un mondo invernale fatato con casette di pan di zenzero e paesaggi di panna montata e marzapane,  fiumi e laghetti di frizzanti bevande dolci,  leccalecca, confetti, meringhe e coni gelato, è il regno di Schiaccianoci che, ridiventato un bel principe, la invita nel suo castello (Il Castello Magico sulla Montagna dei Dolciumi) per presentarla alla famiglia e ai suoi sudditi variopinti e multietnici.

il nuovo film delle vacanze della Disney, The Nutcracker and the Four Realms

Lo schiaccianoci è stato ripreso più volte dal cinema (e attendiamo l’uscita di The Nutcracker and the Four Realms ), dal teatro e dallo sport, a cominciare dal balletto omonimo musicato da Pëtr Il’ič Čajkovskij con brani a dir poco memorabili.

Una delle versioni più caratteristiche fu di George Balanchine che nel 1954, per il New York City Ballet, divise per la prima volta il balletto in due parti, realtà e sogno
Atto II la danza dei fiocchi di Neve: il mondo incantado del sogno di Clara è un paesaggio invernale, dove vorticano i fiocchi di neve.
Notevole anche la coreografia di Rudolf Nureyev prodotta nel 1967 per il Teatro Reale di Stoccolma, in repertorio al Teatro alla Scala di Milano dal ’69
II Atto il principe e la fata Confetto

Il tema più zuccheroso e paradisiaco è senza dubbio “La danza della Fata Confetto” (Sugar plum fairy)  animata anche da Walt Disney nel suo film Fantasia: per oboe e celesta, un piccolo strumento simile al pianoforte ma dal suono di carillon (i tasti sono collegati a dei martelletti che percuotono delle sottili lastre d’acciaio invece che le corde come nel pianoforte), scoperto dal compositore a Parigi, dal suono d’argento e campanellini.
La Fata Confetto riceve i due innamorati al Castello, è la fata madrina del Principe che si esibisce anche nel  Pas de deux con il Principe (talvolta il personaggio di Clara come nelle coreografie di Nureyev – sul piano reale- e della Fata -sul piano del sogno- coincidono).

L’animazione del film di Walt Disney Fantasia: La danza della fata Confetto, i disegnatori della Disney hanno immaginato una scena notturna con dei minuscoli spiritelli luminosi che ricoprono i fiori con gocce di rugiada

Stessa coreografia due ballerine Nina Kaptsova: “La danza della Fata Confetto

Lindsey Stirling  

Pentatonix

FONTI
http://www.lefiguredeilibri.com/2011/09/18/schiaccianoci-e-il-re-dei-topi-prima-parte/
http://www.associazioneomnibus.com/una-fiaba-di-natale-schiaccianoci-e-il-re-dei-topi/

Silent night, holy night

Il nostro canto natalizio “Astro del ciel” è una delle tantissime traduzione di un brano famosissimo in tutto il mondo cristiano scritto originariamente in tedesco con il titolo di “Stille Nacht” da Joseph Mohr sacerdote della chiesa di San Niccolò a Oberndorf nei pressi di Salisburgo (Austria) e messo in musica il 24 dicembre del 1818 (o meglio nel 1816) da Franz Xaver Gruber.

Lo straordinario successo ottenuto davanti al povero pubblico di Oberndorf, però, non può spiegare, da solo, una fortuna musicale immutata da ben due secoli, repertorio di grandissimi autori e musicisti, del passato e del presente. Da quanto tramandato, sembra che fu un fabbricante di organi, tale Mauraher, dopo aver ascoltato la canzone, a portarla in Tirolo nel 1819, avviandone di fatto la diffusione sul continente. Nel 1822 fu suonata a Salisburgo, davanti al sovrano austriaco, Francesco II, e allo zar Alessandro di Russia. Successivamente, nel 1839, una versione fu intonata dai fratelli Rainer a New York, mentre la notizia della prima traduzione in inglese, dal titolo “Silent night” e operata dal prete John Freeman Young, si attesta al 1859. In appena venti anni la canzone natalizia, scritta dal parroco di uno sperduto villaggio austriaco, aveva già oltrepassato l’Oceano Atlantico. (tratto da qui)

SILENT NIGHT

Nel 1859 John Freeman Young pubblicò la traduzione in inglese con il titolo di “Silent Night”, ma fu solo una delle prime tra le tante versificazioni di fine Ottocento -primi Novecento

ASCOLTA Sinead O’Connor


I
Silent night, holy night,
all is calm, we see, all is bright
round young virgin mother and child,
holy infant so tender and mild
“Sleep in heavenly peace,
sleep in heavenly peace.”
II
Silent night, holy night,
shepherds first saw the sight
Glorious streaming from heaven afar,
heav’nly host sing Allelluia
Christ the savior is born,
Christ the savior is born.

I
Notte silenziosa, notte santa!
tutto è calmo, tutto è luminoso
intorno alla Vergine madre e al bimbo
bambinello santo così tenero e mite.
dormi nella pace divina
dormi nella pace divina
II
Notte silenziosa, notte santa!
i pastori per primi videro il segno!
La gloria scende dal lontano Paradiso
le schiere celesti cantano “Alleluia.
è nato Cristo il Salvatore
è nato Cristo il Salvatore”

Enya la canta invece in gaelico irlandese con il titolo Oíche Chiúin (strofe I, II, I) già registrato in Only if.. (1997) e riproposto anche in uno stilosissimo Christmas album: And Winter Came (2008)Moya Brennan in An Irish Christmas 2006


I
Oíche chiúin, oíche Mhic Dé
Cách ‘na suan, dís araon
Dís is dílse ‘faire le spéis
Naíon beag, leanbh ceansa ‘gus caomh
Críost, ‘na chodhladh go sámh
Críost, ‘na chodhladh go sámh
II
Oíche chiúin, oíche Mhic Dé
Aoirí ar dtús chuala ‘n scéal
Allelúia aingeal ag glaoch
Cantain suairc i ngar is i gcéin
Críost an Slánaitheoir Féin
Críost an Slánaitheoir Féin
Traduzione italiano
I
Notte silenziosa, notte santa!
Tutti dormono tranne la coppia,
la coppia devota che guarda con speranza al Bambinello dai  ricci capelli
Christo che dorme quieto
Christo che dorme quieto
II
Notte silenziosa, notte santa!
I pastori furono i primi ad ascoltare la storia, gli angeli cantano Alleluia!
risuona ovunque, vicino e lontano
“Cristo il salvatore è qui!
Cristo il salvatore è qui!”

ASTRO DEL CIEL

la versione in italiano pur mantenendo la stessa melodia non ne è tuttavia la traduzione seppur poetica, quanto un testo originale scritto dal prete bergamasco Angelo Meli e pubblicata solo nel 1937.
Andrea Bocelli

Astro del ciel, Pargol divin, mite Agnello Redentor!
Tu che i Vati da lungi sognar, tu che angeliche voci nunziar,
luce dona alle genti, pace infondi nei cuor!
luce dona alle genti, pace infondi nei cuor!
Astro del ciel, Pargol divin, mite Agnello Redentor!
Tu di stirpe regale decor, Tu virgineo, mistico fior,
luce dona alle genti, pace infondi nei cuor!
Luce dona alle genti, pace infondi nei cuor!Astro del ciel, Pargol divin, mite Agnello Redentor!
Tu disceso a scontare l’error, Tu sol nato a parlare d’amor,
luce dona alle genti, pace infondi nei cuor!
Luce dona alle genti, pace infondi nei cuor!

FONTI
http://www.silentnight.web.za/translate/eng.htm
http://www.celticlyricscorner.net/enya/oiche.htm

Stille Nacht

Nella Prima Guerra Mondiale nei giorni di Natale del Dicembre 1914 nelle trincee accadde un evento straordinario, nato dalla spontaneità dei soldati: britannici, francesi e tedeschi fraternizzarono scambiandosi gli auguri e dei piccoli doni; così il film Joyeux Noël – Una verità dimenticata dalla storia (2005) scritto e diretto da Christian Carion è il racconto romanzato di un episodio realmente accaduto al fronte nel dicembre 1914. (vedi prima parte)

Ecco la scena tratta dal film in cui il famoso cantante tedesco Nikolaus Sprink  canta per le truppe in trincea il celeberrimo canto di natale “Stille Nacht”, dall’altra parte risponde una cornamusa e Sprink si alza in piedi a canta a piena voce sul campo di battaglia. L’attore che impersona Nikolaus Sprink è Benno Fürmann, ma la voce che canta è del tenore Rolando Villazón

Rolando Villazón (strofe I, II, III)
ASCOLTA Stimmen der Berge (strofe I, IV, II): tre tenori, un basso e un baritono, cinque bavaresi da Ratisbona


I
Stille Nacht! Heilige Nacht!
Alles schläft; einsam wacht
Nur das traute heilige Paar.
Holder Knab im lockigten Haar,
Schlafe in himmlischer Ruh!
Schlafe in himmlischer Ruh!
II
Stille Nacht! Heilige Nacht!
Gottes Sohn! O wie lacht
Lieb´ aus deinem göttlichen Mund,
Da uns schlägt die rettende Stund`.
Jesus in deiner Geburt!
Jesus in deiner Geburt!
III
Stille Nacht! Heilige Nacht!
Die der Welt Heil gebracht,
Aus des Himmels goldenen Höhn
Uns der Gnaden Fülle läßt seh´n
Jesum in Menschengestalt,
Jesum in Menschengestalt
IV (1)
Stille Nacht! Heilige Nacht!
Hirten erst kundgemacht
Durch der Engel Alleluja,
Tönt es laut bei Ferne und Nah:
Jesus der Retter ist da!
Jesus der Retter ist da!
Traduzione italiano *
I
Notte silenziosa! Notte santa!
Tutto dorme, soltanto la devota
e santa coppia veglia
il Bambinello dai  ricci capelli
Dormi nella pace celeste!
Dormi nella pace celeste!
II
Notte silenziosa! Notte santa!
Il figlio di Dio sorride,
Amor dalle tue sante labbra risplende e per noi scocca l’ora della salvezza: Cristo, alla tua nascita,
Cristo, alla tua nascita.
III
Notte silenziosa! Notte santa!
Porta la pace nel mondo stanotte
dall’alto dei cieli dorati
mostra la grazia della sua Potenza
Gesù in forma umana
Gesù in forma umana
IV
Notte silenziosa! Notte santa!
I pastori per primi videro il segno
preannunciato dall’angelo, Alleluia
risuona ovunque, vicino e lontano
“Cristo il salvatore è qui!
Cristo il salvatore è qui”

NOTE
* le frasi sono abbastanza semplici e mi sono aiutata nella traduzione con l’inglese da qui
1) in realtà è la VI strofa

Il nostro canto natalizio “Astro del ciel” è una delle tantissime traduzione di un brano famosissimo in tutto il mondo cristiano scritto originariamente in tedesco con il titolo di “Stille Nacht” da Joseph Mohr sacerdote della chiesa di San Niccolò a Oberndorf nei pressi di Salisburgo (Austria) e messo in musica il 24 dicembre del 1818 (o meglio nel 1816) da Franz Xaver Gruber. Si narra che l’organo della piccola chiesa fosse rotto così il giovane prete in tutta fretta andò dal maestro di scuola e organista nel vicino villaggio di Arnsdorf perchè scrivesse una melodia per due voci soliste, coro e chitarra.
“Il 24 dicembre 1818 Josef Mohr, allora assistente parrocchiale della nuova chiesa parrocchiale di San Nikolaus – San Nicola ad Oberndorf, consegnò all’organista Franz Gruber (che all’epoca lavorava anche come insegnante presso la scuola di Arnsdorf) il testo di una poesia pregandolo di comporre una melodia adatta ad essere cantata da due voci soliste accompagnate da coro e chitarra.” Così narra Franz Xaver Gruber il 30 dicembre 1854 nelle sue “”Autentiche motivazioni – Nascita del canto di Natale Stille Nacht! Heilige Nacht!- Astro del Ciel””. Il 24 dicembre 1818 Gruber consegnò la sua partitura a Mohr, che aveva un buon talento musicale. La canzone piacque e fu quindi cantata durante la Messa di Natale: Mohr cantò la parte del tenore e accompagnò con la chitarra, mentre Gruber intonò il basso. La canzone riscontrò “grande plauso” da parte della popolazione di Oberndorf. (composta principalmente da marinai del Salzach e costruttori di navi) Oggi sappiamo che Mohr compose il testo della canzone già nel 1816, quando era assistente parrocchiale a Mariapfarr in Lungau. L’unica versione di “Stille Nacht! – Astro del ciel” firmata da Mohr e ritrovata nel 1995 riporta la scritta: “Text von Joseph Mohr mpia Coadjutor 1816”. (tratto da qui)

Il brano è stato tradotto in più di trecento lingue!

continua

FONTI
http://ingeb.org/Lieder/stillena.html
http://www.stillenacht.at/it/origin_song.asp
http://www.stillenacht.at/it/text_and_music.asp
https://thejesusquestion.org/2014/12/15/the-christmas-truce-of-1914/

O Holy Night

“Minuit, chrétiens”, nella versione inglese “O Holy Night”, è un canto natalizio nato da una poesia scritta  da Placide Cappeau (e musica di Adolphe-Charles Adam) per la messa del Natale del 1847 nella parrocchia di Roquemaure (Occitania). (prima parte)
Nel 1858 il ministro unitario John Sullivan Dwight pubblicò la traduzione in inglese del Noel con il titolo “O Holy Night”, forse per quel piglio di illuminismo massonico, la cui lettura in chiave abolizionista accendeva gli animi durante la guerra civile americana.

E’ la versione inglese ad essere entrata nei canti natalizi di tutto il mondo quella che ha fatto da modello alle versificazioni anche per le altre lingue, come ad esempio la versione in italiano dal titolo “Oh Santa Notte”

Van Gogh, Notte stellata

Come per la versione in francese anche la versione in inglese è oggi riportata omettendo la strofa centrale

ASCOLTA The Revere (Sean e Patrick Kelly chitarra e percussioni, Michael Pearson basso) (strofa I)

ASCOLTA Dream Theater (strofe I e II) voce James LaBrie 

ASCOLTA The Chieftains & Rickie Lee Jones in “The Bells of Dublin”

ASCOLTA Celtic Woman (strofe I e II)

ASCOLTA Anúna


I
Oh holy night (1)!
The stars are brightly shining,
It is the night of the dear Savior’s birth.
Long lay the world
in sin and error pining,
Till he appear’d and the soul felt its worth.
A thrill(2) of hope the weary world rejoices,
For yonder breaks a new and glorious morn.
Fall on your knees! (3)
Oh, hear the angel voices!
Oh night divine,
Oh night when Christ was born;
Oh night divine,
Oh night oh night divine.
II
(Truly He taught
us to love one another
His law is love
and His gospel is peace) (4)
Chains shall He break (5)
for the slave is our brother;
And in His name
all oppression shall cease.
Sweet hymns of joy
in grateful chorus raise we,
Let all within us
praise His holy name.
Christ is the Lord!
And ever, ever praise we
Noel, Noel.
Oh night divine,
Noel, Noel.
Oh night oh night divine
Traduzione italiano di Cattia Salto
I
O notte santa
le stelle brillano radiose
è la notte della nascita del caro Salvatore. A lungo giacque il mondo
nel peccato e nell’errore
finchè egli apparve e l’anima ne sentì la forza.
Un brivido di speranza rallegra il mondo affannato,
per quello sprazzo di un nuovo e glorioso giono.
Inginocchiatevi
e ascoltate le voci angeliche
O notte divina
O notte in cui Cristo è nato
O notte divina
O notte in cui Cristo è nato
II
In verità ci insegnò
ad amarci l’un l’altro
il suo messaggio è amore
e il suo Vangelo la pace.
Le catene si spezzeranno
poichè lo schiavo è nostro fratello;
e nel Suo nome
cesserà ogni oppressione.
Dolci inni di gioia
in coro riconoscente innalziamo
tutti noi
lodiamo il suo santo nome.
Cristo è il Signore
e sempre, sempre lo loderemo
Evviva, Evviva
o notte divina
Evviva Evviva
o notte divina

NOTE
1) la notte stellata di Placide Cappeau (una notte come tante altre) diventa nella versione inglese “Santa e divina”
2) anche prayer
3) il significato in inglese è completamente stravolto rispetto alla versione francese: là erano le genti prostrate in ginocchio dalla schiavitù e dall’oppressione che si risollevavano grazie al Messia, qui invece sono esortate a inghinocchiarsi per rendere omaggio al nuovo Credo.
4) versi omessi nella versione Celtic Woman
5) si confronti la versione originale in francese, Dwight traduce dando un significato abolizionista al versetto: è lo schiavo nero ad essere in catene e ad essere liberato dalla fede in Cristo, ma nella versione di Cappeau era in nome della fratellanza  -atea- degli uomini (solidarietà, empatia e uguaglianza) qui è in nome di Cristo

FONTI
https://www.hymnsandcarolsofchristmas.com/Hymns_and_Carols/o_holy_night.htm
https://www.hymnsandcarolsofchristmas.com/Hymns_and_Carols/o_holy_night1.htm
http://www.ecoantroposophia.it/2014/12/arte/savitri/il-cantico-di-natale-o-holy-night/
http://tavernolaincanto.it/oh-holy-night-adam/2/

Cantique de Noël

Placide Cappeau

Minuit, chrétiens“, nella versione inglese “Holy Night“, è un canto natalizio nato da una poesia scritta nel 1847 (o secondo un resoconto più fedele nel 1843).  Fu il parroco Eugène Nicolas (ovvero il suo predecessore Padre Maurice Gilles), Abate della Parrocchia di San Giovanni Battista di Roquemaure (Occitania) a chiedere al suo letteratro e illustre parrocchiano Placide Cappeau di scrivere dei versi semplici, ma anche di fede e speranza, ispirati ai Noel della tradizione popolare, che arrivassero al cuore (e al portafoglio) dei paesani.
Il parroco voleva infatti restaurare la malmessa chiesa parrocchiale e l’idea di coinvolgere uno dei facoltosi commercianti della comunità poteva essere la mossa vincente.
L’autore è tuttavia un personaggio anomalo nel panorama dei compositori di canti natalizi -per lo più sacerdoti o persone pie e devote, anche se delle più diverse confessioni.

Placide Cappeau (1808-1877) era infatti un ateo dichiarato con idee socialiste e anticlericali: destinato a seguire le orme paterne come vignaiolo e bottaio, riuscì ad accedere agli studi accademici, finanziato in parte da un amico di famiglia, il cui figlio aveva sparato a Cappeau mentre giocavano: a otto anni a causa della ferita, gli venne amputata la mano destra, ma si guadagnò un’istruzione. Studiò le arti (disegno e letteratura) e si laureò in giurispudenza, eppure non esercitò mai l’attività di avvocato, era piuttosto uno scrittore e un poeta, e sebbene riuscisse a pubblicare le sue opere, per vivere dovette dedicarsi al commercio di vini.

Emily Laurey

Emily Laurey

Per una pura combinazione Cappeau si ritrovò in amicizia con l’ingegnere parigino Pierre Laurey,  che era stato incaricato nel 1842 di proseguire nei lavori di costruzione del ponte sospeso sul Rodano (su progetto di Marc Seguin) proprio nei pressi di Roquemaure. La moglie Emily era stata una famosa cantante lirica dell’Opéra di Parigi, affascinata dalla poesia di Placide,  inviò il testo al maestro Adolphe-Charles Adam (prolifico autore di composizioni per l’opera e il balletto) della cui moglie era amica intima, che in pochi giorni scrisse la melodia chiamandola “la Marseillaise religieuse”.

La malferma salute della signora Emily, che partorirà nel luglio del 1843, la trattenne a Parigi per gli anni a seguire e solo nel 1847 Emily  riuscirà a cantare “Minuit, chrétiens” accompagnata dall’organo della chiesa di San Giovanni Battista durante la Messa di Mezzanotte di Natale.
Il Noel pur entrato a far parte degli Inni cantati in chiesa per Natale, era malvisto da molti Vescovi più conservatori  e dopo la ventata socialista della Comune di Parigi e del suo inno l’Internazionale,  la canzone venne bollata come inidonea perchè carente  di spirito religioso e vietata nelle Chiese. Si attaccò la reputazione dei due compositori Placide Cappeau per il suo ateismo e l’adesione al socialismo, Adolphe-Charles Adam per la sua dubbia reputazione di compositore di opere liriche leggere e balletti.

Bruno Pelletier con l’Orchestra Sinfonica di Montréal (strofe I e III)

Andrea Bocelli (strofe I e III)


I
Minuit, chrétiens,
C’est l’heure solennelle
Où l’Homme Dieu descendit jusqu’à nous
Pour effacer la tache originelle
Et de son père arrêter le courroux.
Le mode entier tressaille d’espérance
En cette nuit qui
lui donne un sauveur.
Peuple à genoux (1),
Attends (2) ta délivrance!
Noël! Noël!(3)
Voici le Rédempteur!
Noël! Noël!
Voici le Rédempteur!
II
De notre foi que la lumière ardente
Nous guide tous au berceau de l’enfant
Comme autrefois, une étoile brillante
Y conduisit les chefs de l’Orient
Le Roi des Rois naît dans une humble crèche,
Puissants du jour fiers de votre grandeur,
A votre orgueil c’est de là qu’un Dieu prêche,
Courbez vos fronts devant le Rédempteur !
Courbez vos fronts devant le Rédempteur !
III
Le rédempteur
A brisé toute entrave:
La terre est libre
Et le ciel est ouvert.
Il voit un frère
Où n’était qu’un esclave;
L’amour unit ceux
qu’enchaînait le fer (4).
Qui lui dira notre reconnaissance?
C’est pour nous tous qu’il naît,
Qu’il souffre et meurt.
Peuple debout(5),
Chante ta délivrance!
Noël! Noël!
Chantons le Rédempteur!
Noël! Noël!
Chantons le Rédempteur!
Traduzione italiano di Cattia Salto*
I
Mezzanotte, Cristiani
è l’ora solenne
in cui Dio-Uomo è venuto
tra di noi
per liberarci dal peccato originale
e fermare l’ira di suo Padre.
Il mondo intero freme di speranza
In questa notte in cui
ci donò un Salvatore.
Popolo, in ginocchio,
guarda alla tua liberazione!
Evviva! Evviva!
Ecco il Redentore!
Evviva! Evviva!
Ecco il Redentore!
II
Che la luce ardente della nostra fede
ci guidi tutti alla culla del Fanciullo
come un tempo, la stella luminosa
vi condusse i Saggi d’Oriente.
Il Re dei Re nasce in un’umile mangiatoia,
potenti del giorno, fieri della vostra grandezza,
al vostro orgoglio, è da lì che Dio predica.
Curvate il capo davanti
al Redentore
Curvate il capo davanti
al Redentore
III
Il Redentore
ha spezzato ogni ostacolo
La terra è libera
e il cielo è aperto,
Lui vede un fratello
laddove non c’era che uno schiavo:
l’amore unisce coloro che erano incantenati ai ferri.
Chi gli dirà la nostra riconoscenza?
È per noi tutti che Egli nasce
che soffre e muore
Popolo alzati in piedi,
canta la tua liberazione!
Evviva! Evviva!
Cantiamo il Redentore!
Evviva! Evviva!
Cantiamo il Redentore!

NOTE
*riveduta da qui
1) gente prostrata, piegata in ginocchio dalle ingiustizie sociali. In realtà è inteso come “Inginocchiati popolo” ma io preferisco la prima interpretazione
2) il termine francese significa “Presta attenzione”, nel senso di “assistere, stare a guardare” e non di “aspettare”
3) Il termine francese Noel, ha vari significati: è il giorno della nascita di Gesù, ma anche nome del Messia (Emanuel), o più spesso esclamazione di gioia, una sorta di “evviva”.
4) le catene della schiavitù  diventano un legame che rafforza l’amore fraterno: lo schiavo è nostro fratello
5) ed ecco che il popolo alza il capo e non piega più la schiena davanti ai “potenti del giorno” ma canta la sua Marsigliese religiosa: libertà, uguaglianza e fraternità in nome di Gesù

Andrea Mantegna, Adorazione Magi

LA LEGGENDA AI TEMPI DELLA GUERRA

Nelle trincee della guerra franco-prussiana del 1871 la vigilia di Natale i soldati rispettarono una tregua di Dio cantando il “Cantique de Noel”: iniziò un soldato francese, alzandosi in piedi fuori dalla trincea e disarmato, con i primi versi “Minuit, Chrétiens, c’est l’heure solennelle ou L’Homme Dieu nous jusqu’à descendit” a cui rispose dall’altra parte un tedesco con “Vom Himmel noch, da komm’ ich her. Ich bring’ euch gute neue Mar, Der guten Mar bring’ ich so viel, Davon ich sing’n und sagen will,”

continua seconda parte

FONTI
https://www.hymnsandcarolsofchristmas.com/Hymns_and_Carols/NonEnglish/minuit_chretiens.htm
https://patriziabarrera.wordpress.com/2016/01/04/oh-holy-night-storia-di-un-miracoloso-ateo/
https://patriziabarrera.wordpress.com/2016/01/27/oh-holy-night-viaggio-a-parigi/
https://relevantmagazine.com/article/what-o-holy-night-gets-wrong-about-christmas/
http://www.ecoantroposophia.it/2014/12/arte/savitri/il-cantico-di-natale-o-holy-night/
http://tavernolaincanto.it/oh-holy-night-adam/
http://tavernolaincanto.it/oh-holy-night-adam/2/
http://tavernolaincanto.it/oh-holy-night-adam/3/