Old Blind Dogs

Il gruppo Old Blind Dogs nasce nell’ultima decade del 1900 in un periodo musicale di contaminazioni e fusion, non solo musica tradizionale scozzese ma anche  melodie dalla Galizia e Bretagna oltre a qualche composizione propria.
Loro vivono nell’Aberdeenshire e prediligono le percussioni un po’ afro e le sonorità blues: niente bodhran dunque o batteria ma conga e djembè di Fraser Stone.
E proprio questa loro caratteristica che li distingue dalle altre formazioni folk scozzesi, il repertorio di antiche ballate del nord-est della Scozia cantate in dialetto. Varie le line-up con elemento propulsore del gruppo, la sua anima, il violinista Jonny Hardie, d’impostazione classica ma dal cuore folk, che suona anche all’occorrenza chitarra, mandolino e bouzouki (e canta). Altro depositario della tradizione è stato Ian F. Benzie chitarrista e cantante per tutti gli anni 90, e tuttavia gli arrangiamenti del gruppo non sono orientati a forme tradizionali. Si prenda come esempio il set strumentale “The Walking Nightmare / The Shopgirl /Croix Rousse” (in Five, 1997)

Il gruppo vince nel 2004 e nel 2007 il prestigioso Scots Trad Music Awards come folk band dell’anno.

Play live (2007) è  il nono album la registrazione live del loro tour del 2004 negli Stati Uniti e Canada: l’album racchiude i pezzi migliori della band e la grinta live del gruppo.

La voce del gruppo è stata dal  1990 al 1999 Ian F. Benzie a cui subentra Jim Malcolm (una voce calda, morbida e vellutata, dagli accenti blues): entrambi sono stati coinvolti nel progetto di Fred Freeman per la Linn Records con il titolo di “The Complete Song of Robert Burns” (1996 & 2002)
Nel 1996 il gruppo si assesta in una formazione di quintetto con  l’aggiunta della cornamusa e pur modificando ancora la line-up diffonde il suo stile per il mondo.
Nel 2007 Jim abbandona il gruppo e nonostante  venissero dati per spacciati gli Old Blind Dogs proseguono l’attività restando definitivamente un quartetto, significativo l’album del dopo Jimmy intitolato “Four on the Floor” dice Hardie in un’intervista “For me it was a matter of going back to thinking of the original sound of Old Blind Dogs. The band was a four piece for six years and, in many ways, I prefer the sound of four–with everyone having to work a little harder. We now have the ingredients for everyone to contribute songs rather than a front man and three backing singers. Because we all have a responsibility, we tend to focus on making sure the harmonies are right.” (tratto da qui)

Da The Gab O Mey (2003): 10 tracce divise tra song e brani strumentali tra cui spicca il  Breton&Galician set, dapprima violino e whistle suonano una melodia bretone accompagnati dalla chitarra e poi subentra la gaita e l’atmosfera diventa quella di una Terra Galenga. Il pipaiolo è Rory Campbell figlio di un piper dell’isola di Barra che suona fin da bambino la little-pipe e il whistle

Da Four on the Floor (2007): il brano per l’ascolto è intitolato Gaelic song ma è la canzone in gaelico scozzese “Latha dhomh ’s mi ’m Beinn a’ cheathaich” conosciuta con il nome inglese di Misty Mountain . 

Old Blind Dogs live California WorldFest 2009: la voce è del violinista Jonny Hardie affiancato da Ali Hutton (whistle e border pipes), Aaron Jones (bouzouki) e Fraser Stone (percussioni). Sono rimasti in quattro ma ci mettono l’anima, lo strumentale finale (lungo quasi come la parte cantata) è da mozzafiato con i duetti cornamusa-violino e irish-bouzouki+percussioni

Da Wherever Yet May Be 2010

CAMERA CON VISTA

Nell’ultimo cd (il tredicesimo uscito in primavera 2017 e da ascoltare tutto qui) accanto a Jonny Hardie  Aaron Jones (attivo già dal 2003 con il bouzouki e voce ), Ali Hutton (cornamusa, whistles nella formazione dal 2008), e una percussione/batteria rock con la new entry di  Donald Hay (tra i più ricercati percussionisti sulle scene folk scozzesi e più in generale inglesi) . Il Cd, dopo sei anni da “Wherever Yet May Be”, s’intitola “Room with a view”  e in copertina (foto di Archie MacFarlane) campeggia tra erica e felci, il rudere di un caminetto in pietra accanto a cui viene ricreato un salottino stile vecchia Scozia con l’immancabile bottiglia di whisky : 9 tracce di tutto rispetto per lo più strumentali (l’unico difetto del Cd è essere troppo breve), coinvolgenti sia nei set di danza che nelle melodie, e la morbida fusione di quattro “vecchi” talenti musicali,

Saranno anche ciechi questi cani ma sanno benissimo quale direzione prendere! Beviamo alla salute degli Old Blind Dogs!

In alto Ali Hutton; in basso da sinistra: Donald Hay, Aaron Jones, Jonny Hardie

JIM MALCOLM

Scozzese purosangue del Perthshire, cantautore nonchè sensibile interprete della tradizione (e in particolare di Robert Burns, ma anche di Robert Tannahill)  suona anche egregiamente l’armonica a bocca. Ha registrato 14 album come solista e 4  come voce leader del gruppo Old Blind Dogs.
Si definisce come l’ultimo “Scots troubadour” che gira il mondo con la sua chitarra: con la sua voce intensa, ricca e sensibile riesce a coinvolgere il pubblico creando un clima d’intimità, delicato e tenero.
ASCOLTA Fields of Angus

In occasione del 250 esimo anniversario di Robert Burns si è vestito come lui e ha registrato un dvd Bard Hair Day (2009)

Alcune delle canzoni scritte da Jim (a volte partendo da un frammento di un vecchio testo, una poesia o una vecchia melodia) sono diventati dei classici del circuito folk scozzese.

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FONTI
https://www.oldblinddogs.co.uk/
https://oldblinddogs.bandcamp.com/releases

https://www.jimmalcolm.com/