GALLOWS POLE & CECILIA

La ballata popolare “Gallows pole”, “The Maid Freed From The Gallows” oppure “The Hangman” viene dalle Isole Britanniche classificata tra le Child ballads al numero 95.
E’ una storia che ha conosciuto una grande fortuna nell’Europa medievale e inizia con una fanciulla che ha perso la biglia (o palla) d’oro zecchino che le era stata donata con la raccomandazione di averne cura più della sua vita, e che avendola persa viene condannata all’impiccagione. Fuor di metafora la ragazza viene condannata per aver perso la verginità prima del matrimonio. (vedasi prima parte) e solo l’amante può ridarle l’onore.

LA NOVELLISTICA E IL TEATRO

Ma questa è solo una parte della storia, per capirne la sua evoluzione dobbiamo guardare alla novellistica e in particolare alle “Ecatommiti” (raccolta di cento novelle) di Giambattista Cinzio Giraldi e alla storia  di Epitia (V novella dell’VIII giornata). Il Giraldi detto Cinthio come titolo accademico è un erudito e drammaturgo ferrarese della metà del Cinquecento, grande inventore di storie che furono d’ispirazione sia a Cervantes che a Shakespeare come trame dei loro capolavori.

Gianbattista Giraldi

Così la novella di Epitia è da trama alla shakeaspirianaMisura per Misura” in cui vediamo comparire nella storia un deux es machina il duca che governa la città, ma anche il ricatto del governatore-capitano  che chiede una notte d’amore con la bella Epitia-Isabella in cambio della liberazione del prigioniero.  Così Shakespeare analizza il conflitto tra giustizia e pietà: “la critica recente ha focalizzato il tema principale dell’opera come il conflitto tra la giustizia e la grazia,e la critica ha dibattuto se la morale del play sia una allegoria della carita’ cristiana contro l’intransigenza della legge.” ( tratto da vedi)

LA BALLATA ITALIANA DI CECILIA

Senonchè Epitia è la Cecilia, una delle eroine più note delle ballate italiane riportata da Costantino Nigra al numero 3 in due versioni una monferrina e l’altra dei canti popolari ferraresi (guarda caso).
Il marito di Cecilia è condannato all’impiccagione  e la donna domanda al capitano che dovrà eseguire la sentenza se c’è un modo per liberarlo: il capitano le chiede di passare una notte d’amore, ma al mattino il marito viene ugualmente giustiziato.
Cecilia in alcune versioni si uccide o muore di crepacuore, in altre uccide il capitano, in altre ancora rifiuta sdegnosamente il genere maschile e manda tutti a quel paese!  La trama è la stessa della Tosca (prima dramma di V. Sardou -1887, e poi opera lirica in tre atti di Puccini) e molti vedono nella ballata una rivendicazione femminista ante-litteram, ovvero la condizione di soggiogamento della donna  all’arroganza del potere maschile  (ben poca differenza si coglie tra l’opportunismo del capitano e quello del marito).
Castità, purezza, (e fedeltà) sono doti che una donna deve considerare sacre e inviolabili e se usate come merce di scambio portano alla sua rovina.

ASCOLTA La Lionetta in “Il gioco del Diavolo” 1981, pregevole e innovativo gruppo di area torinese del folk-revival italiano
CECILIA (Trad. NIGRA 3)
IL SOGNO DI CECILIA (mus. R. AVERSA)
Una delle più diffuse ballate popolari italiane (dal Piemonte alla Sicilia). La nostra versione è musicalmente divisa in due parti: la prima, eseguita dalla voce di Laura, è tratta da una versione artigiana . La seconda conserva il testo tradizionale su musica di composizione.


A na sun tre gentil dame
ch’a na venhu da Liun,
la più bela l’è Sisilia
ch’a l’ha ‘l so marì ‘n persun.
«O buondì, buon capitani»,
«O ‘l buondì v’lu dagh a vui»
«E la grasia che mi fèisa
m’ fèisa vedi me mari».
«O sì sì, dona Sisilia,
che na grasia u la fas mi,
basta sol d’una nutea
ch’a venhi a dormi cun mi».
«O sì sì, sur Capitani,
a me mari i lu vagh a dì,
o s’el sarà cuntent chiel
cuntenta sarò mi».
So marì l’era a la fnestra,
da luntan l’ha vista venir:
«Che novi ‘m purté-vi, Sisilia,
che novi ‘m purté-vi a mi?».
«E per vui na sun tant bunni,
tant grami sa sun per mi:
ansema sur Capitani
e mi m’tuca andé durmì».
«O ‘ndé pura, dona Sisilia,
o ‘ndé pura, se vorì;
vui a’m salverei la vita
e l’unur a v’lu salv mi.
Butevi la vesta bianca
cun el faudalin d’ satin;
vi vederan tan bela
a i avran pietà de mi».
A s’na ven la mezzanotte
che Sisilia da ‘n suspir:
s’ cherdiva d’essi sugnea
feissu mori so marì.
«O dormì, dormì Sisilia,
o dormì, lassé durmì:
duman matin bunura
na vedrei lu vost marì».
A s’na ven a la matinea
che Sisilia s’ leva su,
a s’è fasi a la finestra,
vede so mari pendu.
«O vilan d’un capitani,
o vilan, vui m’ei tradì:
a m’ei levà l’onore
e la vita a me marì».
«O tasi, tasi Sisilia,
tasi un po’ se vui vorì:
sima sì tre Capitani,
pievi vui cun ch’a vorì».
«Mi voi pa che la nova vaga
da Liun fin a Paris
che mi abia spusà ‘l boia,
el boia del me marì».
Sa na sun tre gentil dame ch’a na venhu dal mercà:
a i han vist dona Sisilia bel e morta per la strà.
(traduzione tratta dall’album stesso)
Sono tre gentildame
che vengono da Lione.
La più bella è Cecilia
che ha il marito in prigione (1)
“Buondì buon capitano”
– “II buondì ve lo do io”
“La grazia che vi chiedo
è riavere mio marito
“Oh si, donna Cecilia,
che vi farò la grazia
Basta solo che veniate una notte
a dormire con me (2)”
“Oh si, signor capitano,
lo vado a dire a mio marito
Se lui sarà contento
anch’io sarò contenta”
Suo marito alla finestra,
da lontano l’ha vista venire 
“Che notizie mi portate, Cecilia,
che notizie?”
“Per te sono molto buone
e per me molto cattive
Insieme al capitano
mi tocca dormire”
“Vai pure donna Cecilia,
vai pure se lo vuoi
Tu mi salverai la vita
e io ti salverò l’onore
Metti il vestito bianco
con il grembiule di seta
Ti vedrà così bella
che avrà pietà di me”
Viene la mezzanotte
e Cecilia da un sospiro
Le sembrava di aver sognato
che uccidevano suo marito
“Dormite Cecilia!
Dormite e lasciatemi dormire!
Domattina di buon ora
vedrete vostro marito”
Viene la mattina
e Cecilia si sveglia
Si affaccia alla finestra
e vede il marito impiccato
“Villano di un capitano!
Voi mi avete tradito!
A me avete rubato l’onore
e a mio marito la vita! ”
“Tacete, donna Cecilia!
Tacete per piacere
Siamo qui tre capitani,
prendete quello che volete”
“Io non voglio che da Lione a Parigi corra la notizia
Che ho sposato il boia
il boia di mio marito! ”
Sono tre gentildame che vengono dal mercato 
Hanno trovato donna Cecilia morta lungo la strada. (3)

NOTE
1) nella novella di Epitia il condannato di nome Claudio aveva violentato una fanciulla. In alcune versioni della ballata l’accusa è di aver ucciso a coltellate un uomo.
2) nell’Epitia la ragazza risponde “La vita di mio fratello mi è molto cara, ma vie più caro mi è l’onor mio; e più tosto con la perdita della vita cercherei di salvarlo, che con la perdita dell’onore“. L’intento degli Ecatommiti era dichiaratamente moralistico e al centro del libro sono riportati ben tre dialoghi “Dell’allevare et ammaestrare i figliuoli nella vita civile”
3) Cecilia è morta probabilmente di crepacuore

Ascoltiamola dalla raccolta sul campo in una registrazione effettuata il 31 maggio del 1964 da Roberto Leydi e Franco Coggiola nella sua casa di Asti.
ASCOLTA Teresa Viarengo

ASCOLTA Novalia (con i sottotitoli in inglese) in Arkeo 1999 nella versione reatina (dialetto della fascia centrale appenninica), un gruppo che si è sciolto (l’ultima reunion risale al 2013) avendo i fondatori intrapreso altri percorsi musicali.

LA BALLATA DELLA CECILIA (tratto da qui)
(G.Lo Cascio-R.Simeoni-S.Saletti)

I
Signore capitanu ‘na cosa t’ho da di’
Peppinu sta ‘npriggione fatemellu escì
Favore te lu faccio si ttu lu fai a mmi
devi dormì ‘sta notte a lettu icinu a mi
II
Sendi maritu sendi, sendi che t’ho da di’
c’è ‘r capitan maggiore sarva la vita a tti
Bacce bacce Cecilia, bacce pure a durmì
ma bestite da sposa sappi cumbarì
III
Quanno fu mezzanotte Cecilia fa ‘n zospì
na pena entro a lu pettu pare de morì
Alla mattina all’alba Cecilia s’affacciò
bede Peppinu mortu a capu penzulò
IV
Schifoso capitano m’hai saputo tradì
m’hai leatu l’onore e vita al mio Peppì
No principi e baroni mancu se fosse u re
me piglio rocca e fusu camperò da me (1)
V
Boria scava nu fosso dicenno famme postu
pe’ sotterrà le donne e fa’ fenì lu munnu

NOTE
1) il finale ricalca le versioni toscane-emiliane
Non vò più capitani, non voglio più marì:
son colla rocca e i’ fuso, me ne vò stare così

Per l’ascolto e trascrizione della ballata nelle variegate versioni diffuse per il Bel Paese rimando al post dedicato da Canzoni contro la Guerra qui

continua

FONTI
https://archive.org/details/bub_gb_CTV0e7H5xfwC
http://anpi.it/media/uploads/patria/2006/6/33-34_FOLK_ITALIANO.pdf
http://www.ferraraitalia.it/giraldi-cinzio-lispiratore-dellotello-di-shakespeare-1002.html
http://www.shakespeareinitaly.it/misurapermisura.html
http://www.latramontanaperugia.it/articolo.asp?id=3777
http://digilander.libero.it/gianni61dgl/lalionetta.htm
https://www.antiwarsongs.org/canzone.php?lang=it&id=38960
http://www.collaborations.com/Ebay/hecatommithi.htm
http://www.queenaurelia.it/it/illibro/novella_p1.aspx?np=1
http://www.archiviosonoro.org/puglia/archivio-sonoro-della-puglia/fondo-montinaro/canti-narrativi-e-ballate/07-cecilia.html
http://www.lieder.net/lieder/get_text.html?TextId=87032

GALLOWS POLE & GOLDEN BALL

“The Maid Freed From The Gallows”, “Gallows Pole” oppure “The Hangman” è una ballata molto popolare in America e sembra in prima battuta avere radici nel delta del Mississippi, una canzone degli schiavi afroamericani, (tra gospel e blues) in cui un prigioniero che sta per essere impiccato, chiede a parenti e amici di comprare la sua libertà; in origine invece era un’antica storia  del Vecchio Continente risalente al Medioevo in cui è una fanciulla ad essere in attesa di giudizio per aver perso  un bene prezioso che le era stato affidato (fuor di metafora la sua verginità); solo l’amante potrà restituirle l’onore (dietro il pagamento in denaro) e salvarla dall’impiccagione. Il pagamento poteva essere un  risarcimento alla famiglia di lei per il torto subito, in quanto un tempo in tutte le società patriarcali la castità delle fanciulle aveva un valore sociale e contrattuale grazie al possesso e controllo sul genere femminile.
L’oro nelle ballate (indossato ad esempio come monile tra i capelli) finisce per identificare una qualità morale delle fanciulle vergini: la purezza e la castità.

LA FIABA INGLESE: THE GOLDEN BALL

Liga Kļaviņa

Ritroviamo la storia nella fiaba classica riportata da Joseph Jacobs con il titolo “The Golden Ball”: due sorelle incontrano un bell’uomo vestito con abiti sontuosi (probabilmente una creatura fatata) che affida ad ognuna di loro una palla dorata dicendo di custodirla con cura a costo della loro vita. La sorella più giovane mentre ci gioca la fa cadere oltre il confine delle mura dentro ad un parco e quando riesce a salire sulle mura, vede la palla correre per il prato fino a entrare dentro ad una casa. (la situazione descritta richiama  la ballata su Sir Ugo)
Chiede aiuto al fidanzato perchè vada a recuperare la palla e il fidanzato nei pressi del muro incontra una vecchina che gli svela che l’unico modo per riprendere la palla è di trascorrere tre notti nella vecchia casa.  La prime due notti il giovanotto affronta i giganti tagliandoli in due con la sua spada (e vede delle strane creature dette “bogles” aggirarsi per il cortile  ); la terza notte  i bogles giocano con la palla dorata proprio sotto al suo letto e il giovane, tirando fendenti con la spada, riesce a metterli in fuga e recupera così la palla d’oro.
E’ il ragazzo ad essere messo alla prova per dimostrare di essere pronto al matrimonio e giganti e goblin sono le paure (anche di natura sessuale) che deve sconfiggere per poter diventare adulto.

I BOGLES

I Bogles sono dei folletti cattivi del folklore scozzese, dispettosi e pericolosi ma non malvagi e William Henderson nel suo libro “Folklore of the Northen Counties” spiega “non danno fastidio a nessuno tranne che agli assassini e a coloro che cercano d’imbrogliare le vedove e gli orfani” così bogle o bogil è il termine localizzato nel Border per il goblin un folletto burlone entrato nell’immaginario fantasy odierno grazie a films e giochi di ruolo: oggi però il goblin è diventato un essere crudele e puteolente (vedasi Il signore degli Anelli).

LA FORCA

Nel frattempo la ragazza viene portata sul patibolo per l’impiccagione e lei supplica il boia per avere un po’ più di tempo dicendo: “ecco sento mia madre che arriva e riporterà la palla d’oro”, ma la madre non ha la palla e non è andata per liberarla anzi è lì per assistere all’esecuzione. Poi il padre e il fratello e poi la sorella, tutti i suoi congiunti arrivano presso la forca per  disapprovare il comportamento della ragazza, che ha perso la verginità (la biglia o palla d’oro zecchino) con tanta leggerezza;
infine è la volta del fidanzato che riporta la palla e la libera.
Questo andamento progressivo della storia (una tra le tipiche tecniche costruttive delle ballate popolari) ) si traduce  nella ripetizione ossessiva della strofa, che resta inalterata tranne la sostituzione di un parente.

Ora in certe illustrazioni i bogles assomigliano a tanti ranocchi e in effetti la fiaba si può accomunare a quella più conosciuta del Principe Ranocchio scritta dai fratelli Grimm. continua
Nella tradizione italiana ritroviamo anche la versione invertita della storia in cui è la rana ad essere una principessa: è il giovane principe a gettare la biglia d’oro zecchino che finisce nello stagno preferito dalla ranocchia.

THE GOLDEN BALL

In effetti il gioco con la “golden ball” è un commonplace delle ballate antiche diventato un generico “playing the ball” quale tipico passatempo dei ragazzi e delle giovinette nelle vie cittadine o nei parchi dei castelli.

ASCOLTA Rubus “Golden Ball” in Nine Witch Knots 2008.
(testo: tradizionale – melodia: Portman; arrangiamento: Portman, Newey, Andropolis, Schrimshaw.)
Così riportano nelle note: ‘The Golden Ball’, found in George Kinloch’s The Ballad Book is a variation of ‘The Maid Freed from the Gallows’, also known as ‘Prickle Holly Bush’. In this variation, as in the chantefable of the same title found in Joseph Jacobs’ More English Fairy Tales, the protagonist asks her family for her golden ball, often a symbol of lost youth. A linden tree replaces the usual gallows tree and, most striking of all, it is transformed from a tale of true love to a celebration of super-grannies; for it is non other than the grandmother who hobbles over the hills, clutching the golden ball, just in time to save her granddaughter‘s neck. Kinloch gave no melody or source for his text, but I imagine a formidable old woman in a rocking chair impressing her grandchildren with the hangman’s marks still on her neck. (tratto da qui)

ecco la trascrizione del testo ad orecchio


She looked over to the high high hill
she ..  manys the day
here she saw her father a-coming from the highway
“Father, have you found my golden ball,
And have you come to set me free?
Or have you come to see me hung,
upon the linden tree?”
“I’ve not found your golden ball,
And I’ve not come to set you free.
But I have come to see you hung,
upon the linden tree.”
etc. for mother, brother, sister, grand-mother
“Yes, I have found your golden ball,
And I have come to set you free.
I’ve not come to see you hung,
upon the linden tree”.
Tradotto da Cattia Salto
Guardava dall’alto della collina
..
qui vide il padre arrivare lungo la strada maestra
“Padre avete trovato la mia palla d’oro zecchino
e siete venuto a liberarmi?
O siete venuto per vedermi impiccata sotto al tiglio (1)?
“Non ho trovato la tua palla d’oro
non sono venuto a liberarti,
ma sono venuto per vederti impiccata sotto al tiglio”
continua con la madre, fratello e la sorella  e infine la nonna
“Si io ho trovato la tua palla d’oro
e sono venuta a liberarti
e non a vederti penzolare
dal tiglio”

NOTE
1) Il tiglio è un albero molto longevo, può vivere fino a 1000 anni.
Per molti popoli europei dei tempi antichi, in particolare per i popoli slavi, il tiglio è un albero sacro. Le città tedesche avevano spesso nel loro punto centrale un piccolo gruppo di tigli destinato a luogo d’incontro . Era anche usanza piantarli nei luoghi destinati per gli incontri commerciali, poiché si considerava che la presenza del tiglio potesse donare calma e benessere alle persone e quindi favorire la comprensione nelle relazioni. Gli antichi consideravano il tiglio così benefico per gli uomini, che veniva ritenuto un simbolo di amicizia e fedeltà. Veniva piantato nei giardini intorno alle case credendo che il tiglio potesse proteggere dal malocchio. (Anna Zacchetti tratto da qui)

Nella tradizione britannica la ballata diventa “The Prickle Holly Bush
ASCOLTA Matthew White e il bel canto molto poetico anche il video

I
O, the prickeli (1) bush,
it pricks my heart full sore;
If I ever get out of this prickeli bush,
I’ll never get in it any more.
II
Hangsman, stay your hand,
o stay it for awhile;
for I think I see my father
coming o’er yonder side.
III
Father, have you brought me gold
or silver to set me free?
To save my body from the cold, cold ground
and my neck from the gallows tree.
IV
No, I have not brought you gold
or silver  to set you free,
to save your body from the cold, cold ground
and your neck from the gallows tree.
V
Hangsman, stay your hand,
o stay it for awhile;
for I think I see my true love
coming o’er yonder side.
VI
True love, have you brought me gold
or silver to set me free?
To save my body from the cold, cold ground
and my neck from the gallows tree.
VII
Yes, I have brought you gold
and silver to set you free,
to save your body from the cold, cold ground
and your neck from the gallows tree.
Tradotto da Cattia Salto
I
Oh il cespuglio di rovi (1)
mi punge e graffia  il cuore
se mai riuscissi a uscire da questo rovo, non ci entrerò mai più (2)
II
“Boia ferma la tua mano
o fermala per un momento:
perchè credo di vedere mio padre
venire da lontano”
III
“Padre mi hai portato l’oro o l’argento per liberarmi?
Per salvare il mio corpo dalla fredda, fredda terra
e il mio collo dalla forca?”
IV
“No, non ho portato l’oro o l’argento per liberarti,
e salvare il tuo corpo dalla fredda, fredda terra
e il tuo collo dalla forca”
V
“Boia ferma la tua mano
o fermala per un momento:
perchè credo di vedere il mio innamorato
venire da lontano”
VI
“Amore mio mi hai portato l’oro o l’argento per liberarmi?
Per salvare il mio corpo dalla fredda, fredda terra
e il mio collo dalla forca?”
VII
“Si, ho portato l’oro o l’argento per liberarti,
e salvare il tuo corpo dalla fredda, fredda terra
e il tuo collo dalla forca”

NOTE
1) prickly: pungente cioè con le spine; ma anche un Prickle Holly Bush, cioè un cespuglio di agrifoglio: l’agrifoglio è un albero dalla simbologia maschile, legato all’amore fraterno e alla paternità
2) la fanciulla ha imparato la lezione

ASCOLTA The Watersons in cui il condannato in attesa di impiccagione è un uomo e il canto inizia con
“Oh, slack your horse,” cries George,
“Come slack it for a while,
For I think I see my father
Coming over yonder style.”
accomunando così la canzone a Geordie e alle ballate sul bracconaggio

continua

FONTI
http://bluegrassmessengers.com/95-the-maid-freed-from-the-gallows.aspx
http://bluegrassmessengers.com/500-years-of-the-maid-freed-from-the-gallows–1928.aspx
http://bluegrassmessengers.com/the-maid-freed-from-the-gallows–krappe-1941.aspx
http://bluegrassmessengers.com/the-gallows-and-the-golden-ball-an-analysis.aspx
http://bluegrassmessengers.com/-the-golden-ball-and-the-hangmans-tree.aspx
http://bluegrassmessengers.com/the-golden-ballyorkshire-henderson-baring-gould.aspx
http://bluegrassmessengers.com/prickly-bush-notes-on-childrens-game-songs-1915.aspx
http://bluegrassmessengers.com/de-tale-ob-de-golen-ball–owen-1893-.aspx
http://www.sacred-texts.com/neu/eng/child/ch095.htm
https://www.mainlynorfolk.info/lloyd/songs/thepricklybush.html
http://www.surlalunefairytales.com/authors/jacobs/moreenglish/goldenball.html
http://smartkids123.com/the-golden-ball-english-fairy-tales-by-flora-annie-steel/
https://ericwedwards.wordpress.com/2013/12/08/bogles-bugbears-and-boggarts/
http://mudcat.org/thread.cfm?threadid=157721

IL PRINCIPE RANOCCHIO

Liga Kļaviņa

La fiaba dei fratelli Grimm, diventata anche una fiaba Walt Disney  (La principessa e il ranocchio), racconta di una fanciulla che perde la sua palla dorata in uno stagno e di un ranocchio (o rospo) che si offre di recuperarla in cambio di qualche “piccolo” favore: diventare il suo compagno di giochi, mangiare nello stesso piatto e dormire nello stesso letto della principessa.
La fanciulla accetta ma poi non ha intenzione di dare alla rana la sua ricompensa, il re venuto a conoscenza del patto costringe la figlia a mantenere la promessa.
La storia ad un certo punto si biforca: nel finale moderno la fanciulla bacia il rospo, in quello più antico invece lo scaglia contro un muro presa dal ribrezzo per la sua “viscitudine” proprio nel mentre lui si insinua tra le lenzuola del suo soffice lettino.
In entrambe le versioni però il rospo si trasforma in un bel principe. (la versione Walt Disney segue una trama tutta sua prendendo solo spunto dalla tradizione dei baci principeschi ai rospi)

SUA ROSPEZZA

Il lancio del rospo contro il muro spezza l’incantesimo perchè rompe il “guscio” esterno della rospezza di cui era rivestito il bel principe.
Il bacio al rospo entrato poi nell’immaginario collettivo e nei luoghi comuni (ad esempio “ingoiare il rospo”)  è l’unica via per recuperare l’onore perduto e poter ottenere il lieto fine matrimoniale.
La rana nelle culture pre-indoeuropee dell’antica Europa, dell’antica Anatolia e del Mediterraneo è l’archetipo della fecondità femminile (la rana simboleggia l’utero della grande Dea) così come il rospo è un simbolo di morte (entrambi sono collegati all’immagine di Dea Madre nel suo potere rigenerativo di nascita-morte.)
Inoltre la carne di rana era ritenuta afrodisiaca e rinvigorente in grado di contrastare l’impotenza e il rospo era associato alla stregoneria e al diavolo (continua nella riflessione di Alfredo Cattabiani Il rospo di Cavoretto)

KISS THAT FROG

Invece di analizzare la psicologia della fiaba già ampiamente dibattuta (vedi) rimando alla canzone scritta da Peter Gabriel che ne coglie perfettamente il significato archetipo.

I
Sweet little princess,
let me introduce his frogness
You alone can get him singing,
He’s all puffed up, wanna be your king

I swear that this is royal blood running through my skin
Oh, can’t you see the state I’m in
Kiss it better, kiss it better
II
Get it into your royal head
He’s living with you he sleeps in your bed
Can’t you hear beyond the croaking
Don’t you know that I’m not joking
Aah, you think you won’t, I think you will
Don’t you know that this tongue can kill
C’mon, c’mon, c’mon, c’mon, c’mon, c’mon c’mon c’mon
Lady kiss that frog
III
Let him sit beside you,
eat right off your plate
You don’t have to be afraid,
there’s nothing here to hate
Aah Princess you might like it,
if you lower your defence
Kiss that frog, and you will get your prince, get your prince
IV
Jump in the water, c’mon baby jump in with me
Jump in the water, c’mon baby get wet with me
Jump in the water, c’mon baby jump in with me
Jump in the water, c’mon baby get wet, get wet, get wet
Kiss that frog, lady kiss that frog
Kiss that frog, lady kiss that frog
Tradotta da Cattia Salto
Bella principessina, permettetemi di presentarvi sua rospezza,
voi sola potete farlo cantare,  è tutto tronfio e vuole essere il vostro re. (1)

“Vi giuro  che questo è sangue reale
che mi scorre sottopelle;
oh non vedete come sono ridotto(2)” Baciatelo meglio!
II
Mettetevelo nella vostra testolina regale, vive con voi, dorme nel vostro letto
non riuscite a sentite oltre il gracidare?
Lo sapete che non sto scherzando
voi credete che non lo farete, io credo lo farete,
non sapete che questa lingua può uccidere?
Su dai
su dai, dai, dai
damigella baciate quel rospo!
III
Permettetegli di sedersi accanto a voi, di mangiare proprio nel vostro piatto
non avete  nulla da temere,
non c’è niente qui da odiare
ah principessa vi dovrà piacere
se abbasserete le vostre difese!
Baciate quel rospo e avrete il vostro principe, avrete il vostro principe
IV
Saltella nell’acqua, su dai bambina salta con me
Saltella nell’acqua, su dai bambina bagnati con me
Saltella nell’acqua, su dai bambina salta con me
Saltella nell’acqua, su dai bambina bagnati con me

Baciate quel rospo damigella
baciate quel rospo

NOTE
1) nell’album Us c’è una strofa tagliata poi nel video che dice

Splash, dash, heard your call,
Bring you back your golden ball
He’s gonna dive down in the deep end
He’s gonna be just like your best friend
So what’s one little kiss,
one tiny little touch?
Aah, he’s wanting it so much
Si tuffa come una freccia appena sente il vostro richiamo di riportarvi indietro la palla dorata,
è pronto a gettarsi nell’abisso
se diventerà proprio il vostro migliore amico!
Allora cos’è un solo piccolo bacio,
una sola piccola carezza?
Ah lui lo desidera un sacco!

2) è un’esortazione a guardarlo meglio come per dire: non riuscite a vedete come sono dentro?
FONTI
http://www.centrostudilaruna.it/il-rospo-di-cavoretto.html
http://orsa-minore.com/2015/10/principe-ranocchio-ruolo-donna/
http://pietromaccallini.blogspot.it/2009/10/ingoiare-il-rospo.html